martedì 30 gennaio 2018

Spunti tra le righe; Favola russa del cigno, il luccio e il gambero

Buongiorno amici lettori!
Definirei questo nuovo appuntamento con la rubrica "Spunti tra le righe" decisamente speciale perchè è la prima volta che su questo blog mi trovo a parlare di favole.
Dovete sapere che ho sempre avuto un debole per le storie per bambini, anche per il fatto che con i bambini ci lavoro e trovo fondamentale il ruolo delle fiabe e delle favole, sia classiche che quelle un po' più moderne.
La favola di cui vi parlo oggi, citata nella pagine del saggio "L'anno del ferro e del fuoco, Cronache di una rivoluzione" di Ezio Mauro, non è molto conosciuta essendo parte della tradizione di un paese a noi abbastanza lontano; la Russia.
Scritta da Ivan Andreevic Krylov, poeta e commediografo russo vissuto tra il XVIII e il XIX secolo, "Il cigno, il luccio e il gambero" fa parte di una delle otto raccolte di favole scritte t il 1808 e il 1820 e, come tutte le altre fiabe dell'autore che comprendono animali, mira direttamente ai vizi e ai comportamenti tipici degli uomini, con chiaro riferimento alla vita della Russia del suo periodo.
Ispirandosi alle grande favole di Esopo e La Fontaine, Krylov manifesta un atteggiamento piccolo-borghese tipicamente russo, basato sul buon senso ma anche su un certo conformismo. Sua particolarità, che lo aiutò a conquistare da subito una cera fama, fu quella di utilizzare per le sue favole la lingua del popolo russo. Le favole di Krylov sono state tutte tradotte più volte in italiano, e tre di loro ("il sacco", "Il villano e l'asino" e "Il lupo e cuculo") furono tradotte da Vincenzo Monti quando l'autore era ancora in vita.


Il cigno, il luccio e il gambero


Una volta un cigno, un gambero e un luccio decisero di tirare un carretto  con sopra un carico. Vi si
aggiogarono tutti e tre insieme e fecero tutti gli sforzi possibili, ma il carretto non si muoveva.
Il carico non era pesante; ma il cigno si slanciava verso le nubi, il gambero tirava indietro e il luccio spingeva verso l'acqua. Il carretto è ancora là.

Quando non c'è accordo tra i compagni o in famiglia, il lavoro non riesce e non ne deriva mai qualcosa di utile, solo tormento per tutti.


Una favola breve ma molto carina e con una morale molto importante, da insegnare a tutti i bambini ma anche da far leggere agli adulti, che da alcune favole dovrebbero proprio imparare.


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