venerdì 22 marzo 2019

Segnalazione Thrillernord; "La donna scomparsa" di Sara Blaedel

Buon venerdì a tutti amici lettori!
La primavera è arrivata e io sono tornata per segnalarvi una nuova recensione scritta per Thrillernord. Ad inizio mese mi è stato proposto di scrivere recensione ed ambientazione per il blog tour organizzato da Fazi Editore per celebrare l'uscita di "La donna scomparsa" nuovo romanzo di Sara Blaedel sulle indagini della detective Louise Rick e io ho accettato più che volentieri. Pur  non conoscendo la serie ho scoperto una storia intrigante e molto piacevole che mi ha fatto venire voglia di recuperare tutto i capitoli precedenti. Da qualche giorno è uscita la mia recensione per cui qui sotto vi lascio scheda libro, trama e link per poterla leggere sul sito di Thrillernord!



Titolo: La donna scomparsa
Autore: Sara Blaedel
Paese: Danimarca 
Genere: Thriller
Pagine: 316
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Fazi Editore
Prezzo di copertina: 16 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro 
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Trama: 
È una notte buia e piovosa, in Inghilterra. Al limitare di un bosco, a pochi passi dall’aperta campagna, c’è una casa con una finestra illuminata. All’interno, la sagoma di una donna, in controluce. A completare il quadro, si aggiungono il marito e la figlia adolescente. Da fuori, un uomo osserva la scena con un fucile da caccia in mano; riesce a immaginarsi il profumo della cucina, il calore familiare della stanza, le conversazioni di fine giornata. Fa un respiro profondo, preme il grilletto e colpisce la donna in piena fronte. Lei si accascia sul pavimento. Lui scappa.
In Danimarca, la detective Louise Rick e il collega Eik hanno deciso di andare a vivere insieme ma lui sparisce nel nulla. Nel giro di pochi giorni, Louise riceve una telefonata: Eik è stato arrestato per disturbo della quiete pubblica e intralcio alle indagini. Si trovava in Inghilterra, sul luogo del delitto della donna inglese, Sophie Parker, il cui nome figurava da molto tempo nella lista delle persone scomparse. La sua sparizione era stata denunciata diciotto anni prima proprio da Eik: era la sua fidanzata. Cosa sta succedendo? Sconvolta e terrorizzata dal coinvolgimento di Eik nel caso, Louise deve mettere a tacere il suo tumulto interiore se vuole trovare il killer di quella che si rivelerà la sua indagine più controversa


Sara Blaedel è nata il 6 agosto 1964 a Copenaghen. Prima di dedicarsi alla scrittura è stata editrice e giornalista. Ha pubblicato dieci romanzi, che hanno venduto oltre tre milioni di copie. Tradotta in trentasette paesi, è conosciuta come la regina del crime danese. Il suo personaggio più celebre, Louise Rick presto arriverà sui grandi schermi grazie a Bron Studios che sta creando una serie tv dedicata alle sue indagini. In Italia ha pubblicato con Fazi Editore i primi quattro capitolo della saga poliziesca; "Mai più sola", "Le bambine dimenticate", "La foresta assassina" e "La donna scomparsa".

lunedì 18 marzo 2019

Recensione: "Il bambino segreto" di Camilla Lackberg

Buona giornata a tutti amici lettori!
Lo scorso weekend è stato per me molto proficuo perché pur avendo lavorato ho avuto modo di concludere ben due libri. Il primo è quello che vi voglio mostrare oggi in questa mia nuova recensione. Tra i buoni propositi per questo anno c'è quello di concludere le serie iniziate nel 2018 e tra queste non può non figurare "I delitti di Fjällbacka" di Camilla Läckberg. La scorsa settimana ho concluso la lettura del quinto capitolo della serie; "Il bambino segreto", lettura su cui riponevo grandi aspettative grazie al finale con il botto del libro precedente. Sarà stato capace di rispettare le mie aspettative? Ora ve lo svelo.




Titolo: Il bambino segreto
Autore: Camilla Läckberg
Paese: Svezia
Titolo originale: Tyskungen

Genere: Thriller
Pagine: 526
Prima pubblicazione: 2007
Casa editrice italiana: Marsilio
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile, 14 euro edizione economica
Ebook: 7.99 euro 
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Dopo un anno dalla nascita della piccola Maya finalmente i ruoli si sono ribaltati. Erica ha deciso di tornare al lavoro e apprestarsi a scrivere il suo nuovo romanzo, mentre Patrik si è preso qualche mese di congedo dal lavoro per immergersi a pieno nel suo ruolo di padre. Peccato che l'intenzione iniziale sia così difficile da mantenere, per entrambi. Il baule trovato in soffitta all'inizio dell'estate ha portato alla luce antichi misteri e si intromette continuamente nella mente di Erica, sempre più decisa a scoprirne di più sul passato della madre Elsy, una donna fredda e incapace di amare le sue figlie ma che un tempo sembrava una ragazza davvero speciale. Qualcosa deve esserle successo e la giovane decide di andare a fondo alla faccenda consegnando la misteriosa medaglia nazista trovata nascosta nel baule a Erik Frankel, un anziano esperto della Seconda Guerra Mondiale. Tutto improvvisamente prende una piega diversa quando lo studioso viene trovato morto nella sua biblioteca, ucciso tramite un violento colpo alla testa. Tutta la responsabilità dell'indagine ricadrà su Martin ma non sarà solo perché ad accompagnarlo ci sarà una nuova arrivata, Paula Morales, una giovane poliziotta giunta a scombussolare, indirettamente, la vita del pigro commissario Mellberg. E poi c'è sempre Patrik, che tra pappe, pisolini e pannolini, proprio non ce la fa a stare lontano dal lavoro non potrà che mettere naso in un indagine che scava nel torbido passato di quattro amici e non potrà che toccarli intimamente.


Questo capitolo della serie segna il tanto atteso ritorno alle indagine di Erica Falck, praticamente destinata al ruolo di comparsa da "La principessa di ghiaccio", e questo non può che farmi piacere perchè la sua presenta così prepotente e quasi molesta, diciamocelo, un po' mancava. Per meglio dire questo libro sembra proprio creato su di lei e sulla sua storia personale in quando si basa interamente sulla sua scoperta del passato della madre, improvvisamente tornato a galla prima grazie al baule ritrovato in soffitta ed in seguito alla morte di Erik Frankel, suo vecchio amico. Ed è così che prendono vita due indagini parallele, quella ufficiale, capitanata da Martin che, vista "l'assenza" di Patrik, ha modo di mostrare tutta la sua capacità, e quella personale di Erica. Nella narrazione appaiono così nuovi personaggi, legati all'indagine, ma anche quelli a cui ormai siamo affezionati; Annika, Anna e Dan, ora felicemente innamorati, Gosta, il commissario Mellberg che dopo l'ultima grande delusione d'amore si consola con una nuova amicizia a quattro zampe che si potrebbe rivelare più utile del previsto, e infine un nuovo personaggio, quello di Paula, la nuova poliziotta ancora da definire ma venuta a portare un po' di scompiglio e soprattutto aria di novità nel piccolo paese di Fjällbacka. "Il bambino segreto" è un opera intima ed emozionale, si annuncia tale e così rimane per tutta la lettura, perchè appunto si basa sulla sfera personale dei protagonisti, ma si lega anche alla storia, affrontato il delicato tema della Seconda Guerra Mondiale, del nazismo e soprattutto del neonazismo. Del resto Camilla Läckberg ci ha abituato a trattare nelle sue opere argomenti di attualità, nella sua Svezia, ma anche in tutta Europa, a volte difficili da affrontare. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una narrazione che alterna episodi presenti a flashback passati e se la cosa può funzionare nelle prime parti alla fine stanca un po', risultando un po' pesante. Le ultime cinquanta pagine di questa autrice sono sempre le migliori e anche in questo caso non smentiscono, compresa la caratteristica del finale al sorpresa, presente anche in questo capitolo anche se, forse presumibilmente, anch'esso strettamente personale. Mi dispiace affermare che questo libro seppur piacevole e ben fatto non ha rispettato a pieno le mie aspettative, forse un po' troppo alte, alimentate dal finale a sorpresa di "L'uccello del malaugurio". L'impressione personale è che in questa storia manchi qualcosa o che il fatto emotivo ed intimo sia troppo presente, tramutandolo quasi in un romanzo mistery che in un vero e proprio thriller. In conclusione una buona lettura, ma non il migliore della serie. 


Voto: 7.5

Frase: "Ormai avevano accettato da tempo il fatto che l'incostanza della vita e del destino non era nelle loro mani. Facevano quello che potevano, tentavano di vivere come riuscivano. Il resto era affidato alla provvidenza"



Camilla Lackberg (nome completo Jean Edith Camilla Lackberg Erikson) nasce a Fjallbacka il 30 agosto 1974. Dopo gli studi in economia a Goteborg si trasferisce nella capitale Stoccolma dove lavora nel marketing, attività che abbandona per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, da sempre suo grande hobby. Oltre alla celebre serie poliziesca, ha scritto anche libri di cucina e, ispirandosi ad uno dei suoi figli, libri per bambini. Attualmente vive con i quattro figli e il terzo compagno. Il suo esordio è avvenuto nel 2010 con "La principessa si ghiaccio", diventato poi bestseller mondiale e vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière. Ne fanno seguito "Il predicatore", "Lo scalpellino", "L'uccello del malaugurio", "Il bambino segreto", "La sirena", "Il guardiano del faro", "Il segreto degli angeli", "Tempesta di neve e profumo di mandorle", "Il domatore di leoni" e "La strega". Di sua pubblicazione anche "Donne che non perdonano", uscito nel 2018.

venerdì 15 marzo 2019

Recensione: "Il garzone del boia" di Simone Censi

Buongiorno amici lettori!
Oggi è venerdì, per la precisione venerdì 15 marzo, e questo è giorno molto importante; ho ufficialmente recuperato tutte le letture passate!!! Alè alè alè!! Per essere precisi all'appello me ne mancano ancora due; "La donna scomparsa" di Sara Blaedel, letto in anteprima per Thrillernord, e "Cara Ijeawele. Ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista" di Chimamanda Ngozi Adichie, libro scelto per la lettura mensile del gruppo di lettura femminista a quale anche questo mese ho partecipato. Entrambe le recensioni sono pronte ma dovrò attendere un po' per pubblicarle in quanto per il primo dovrò aspettare la pubblicazione di Thrillernord e per il secondo ho preferito riservarla per la fine del mese in modo da adeguarmi alla discussione del gruppo. Detto questo oggi vi parlo di "Il garzone del boia" romanzo storico scritto da Simone Censi, che ringrazio di cuore per avermi proposto la sua opera. Essendomi dilungata troppo per la presentazione finisco qui, se siete interessanti a saperne di più, qui sotto trovate la mia recensione





Titolo: Il garzone del boia
Autore: Simone Censi
Paese: Italia
Genere: Romanzo storico
Pagine: 200
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Elison Publishing
Ebook: 3.99 euro 
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Ambientato nell'Italia dell'Ottocento, "Il garzone del boia" narra la storia di uno dei più celebri esecutori della storia; Mastro Titta, alla nascita Giambattista Bugatti, infallibile giustiziere dello Stato Pontificio. La sua storia viene raccontata dal suo primo garzone, soprannominato Balzarino (il suo vero nome non verrà mai rivelato) che ormai vecchio e ancora tormentato dai fantasmi del passato decide di ripercorrere la sua storia, da quando, molto giovane è stato dal padre venduto al celebre carnefice. Durante tutta la narrazione, composta in vari racconti delle esecuzioni avvenute, memorie e diari, si respira il grande affetto provato dal narratore verso il suo padrone, più visto come un padre, una figura silenziosa, possente ma capace di dimostrare una premura da lui in aspettabile. Simone Censi decide di arricchire la sua storia inserendo molte espressioni e a volte addirittura interi paragrafi nel dialetto usato in quell'epoca, decisione singolare ma capace di rendere l'opera più veritiera possibile e far risultare al lettore ancora più d'effetto il racconto delle varie uccisioni con tanto di percorso che ha portato gli assassini alla forca. Certo questo libro non appare adatto ai lettori più sensibili ma chi ha voglia addentrarsi un un'oscuro ed intrigante periodo della nostra storia non può che risultarne particolarmente colpito grazie all'attenzione che riserva l'autore nel mantenere vive tutte le citazioni storiche raccolte nel corso della sua ricerca. In conclusione una lettura che si rivela da subito estremamente interessante e che scorre piacevolmente grazie ad un gioco di stili e di generi che rende la narrazione pulsante e attiva. Assolutamente perfetto per chi ama la storia e vuole conoscere un personaggio ad oggi ancora poco conosciuto.

Voto: 7.5

Frase: "Mastro Titta artista in quel che faceva lo era, eccome. Nella sua sterminata carriera di sterminio, non ebbe mai una pecca, mai un passo falso, un professionista che rimase a giusto titolo nella storia. Bisogna dire che poi alla storia è stato consegnato così, come l'infallibile boia dello Stato Pontificio e se fosse stato veramente in questo modo, non ci sarebbe stato bisogno che io mi mettessi a raccontare questa storia"



Simone Censi è marito, padre, impiegato e scrittore. Vive a Corridonia, in provincia di Macerata, e ha pubblicato due romanzi, "Amico, nemico" per Montag nel 2015 e "Il garzone del boia" per Elison Publishing nel 2018

giovedì 14 marzo 2019

Recensione; "Dai tuoi occhi solamente" di Francesca Diotallevi

Buon giovedì a tutti amici lettori!
Oggi vi voglio parlare di una delle mie ultime letture e la cosa mi rende davvero felice perchè si tratta di un libro che ho scoperto per caso ma che mi ha davvero conquistato grazie alla bellezza della trama e alla magnificenza della prosa. Sto parlando di "Dai tuoi occhi solamente" di Francesca Diotallevi, romanzo edito Neri Pozza (che non delude mai!) ispirato alla vita della fotografa statunitense di origini francesi Vivian Maier, una donna davvero unica nel suo genere che merita di essere conosciuta e questo libro è un ottimo punto di partenza. Potrei rivelarvi tutto già adesso quindi mi fermo qui. Ecco la mia (appassionata) recensione!





Titolo: Dai tuoi occhi solamente
Autore: Francesca Diotallevi
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 207
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo di copertina: 16.50 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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È il 1954 quando Vivian Mailer, tata di professione, fotografa nell'anima, bussa per la prima volta alla porta dei Warren, la famiglia newyorkese presso la quale si appresta a lavorare. Vivian è una donna alta, magra, porta i capelli tagliati molto corti, veste abiti semplici, anonimi e non fa mai nulla per attirare attenzione. In pratica è tutto l'opposto di Celia Warren, la padrona di casa, donna insoddisfatta, chiassosa, un po' appariscente ma a Vivian, questo, come molte altre cose, non le interessa. Lei è lì per prendersi cura di Grace e Arthur, i due figli della coppia, e del bambino che da lì a breve nascerà, prendendosi solo il tempo di tanto in tanto di scattare qualche fotografia con la sua amata Rolleiflex, quando proprio ne sente la necessità. Mai potrebbe immaginare che il suo rapporto con quella famiglia presto si rivelerà ben più importante di un semplice rapporto di lavoro e che Frank Warren, il padrone di casa non che celebre scritture, potrebbe essere il primo ad andare oltre la corazza che in tanti anni si è faticosamente cucita addosso, portando alla luce emozioni, dolori ed esperienze, faticosamente dimenticate.


Già dal capitolo introduttivo (l'unico a parte quello conclusivo ad essere scritti in prima persona) avevo capito che questa storia mi aveva del tutto ammaliato. In primo luogo sono rimasta colpita dalla prosa della scrittrice, musicale, eccellente, senza dubbio una delle più belle che io abbia mai incontrato. Poi sono stata colpita dalla potenza della storia, dalla bellezza dei personaggi, dalla magia delle situazioni, e lì è stato amore. Penso sia impossibile rimanere impassibili di fronte al personaggi di Vivian Maier, una donna che ha vissuto un infanzia difficile, sotto il controllo di una madre inutilmente severa e costantemente arrabbiata, che ha dovuto più volte cambiare Paese, dalla Francia all'America, che ha deciso di annullarsi, dedicandosi agli altri ma che ha conservato quel primo amore viscerale per la fotografia non avendo però il coraggio di mettere a nudo il suo talento, rimasto sopito nelle centinaia di fotografie scattate e mai sviluppate, ritrovare casualmente ben dopo la sua morte, avvenuta nel 2009 a Chicago. Vivian Maier ha scelto di rimanere nell'ombra, di vivere di stenti, e Francesca Diotallevi cerca di spiegarcelo dando vita ad una storia ispirata alla sua vita che colpisce il lettore senza lasciarlo più andare. Di questa lettura ho davvero amato tutto, dalla struttura alle scelte narrative, dai salti temporali fino a culminare con il personaggi; splendidi, unici, talmente reali che un po' delude scoprire alla fine che sono solo frutto di fantasia. Non ho potuto non emozionarmi assistendomi all'evolversi del rapporto tra Vivian e Frank, quel padrone così particolare che cerca costantemente di trovare il suo io all'interno delle parole stampate e che sembra l'unico ad essere riuscito a scorgere la vera essenza della sua particolare tata. Incanta vederli discutere di fotografia e di scrittura, due arti apparentemente diverse ma in realtà molto simili, così come studiarsi a vicenda dando vita ad un rapporto che non è amicizia, non è nemmeno amore, è qualcosa a sè, che solo loro hanno. "Dai tuoi occhi solamente" mi ha permesso di viaggiare con la fantasia, di staccare davvero la spina del mondo e catapultarmi una storia fatta di vita, di scelte e di passione, e soprattutto ha fatto sì che io conoscessi una grande artista fino ad ora a me sconosciuta, che non potrò fare a meno di approfondire. Per questo, a Francesca Diotallevi, non posso che dire, infinitamente grazie.

Voto: 9

Frase: "Non tutte le storie sono storie d’amore, non tutte le storie hanno lieto fine. La mia è la storia di chi ha vissuto attraverso le storie degli altri, di chi ha visto tutto senza mai essere vista. La mia è la storia di un ombra."




Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985, si è laureata in Scienze dei Beni Culturali e nel 2013 ha esordito in letteratura con il suo romanzo "Le stanze buie". Di sua pubblicazione "Amedeo, je t'aime", "Dentro soffia il vento", il racconto "Le Grand Diable" e "Dai tuoi occhi solamente".

mercoledì 13 marzo 2019

Recensione; "Il suggeritore" di Donato Carrisi

Buongiorno amici lettori! Buon mercoledì e buon inizio (per me) con le recensioni di Marzo!
Finalmente ho salutato la parentesi Febbraio ed oggi sono pronta per parlarvi delle letture che fino ad oggi hanno caratterizzato il mio mese libroso. La primissima lettura di Marzo è stato il mio attesissimo primo approccio con un autore molto celebre nel mondo thriller nostrano; Donato Carrisi. Da diverso tempo desideravo iniziare la sua conoscenza e quindi ho sfruttato la palla al balzo, buttandomi alla scoperta del suo esodio, "Il suggeritore" con il quale ha vinto il Premio Bancarella nel 2009. Quale sarà stata la mia impressione? Per saperlo vi basta continuare a leggere. Ecco la mia recensione!



Titolo: Il suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Paese: Italia
Genere: Thriller
Pagine: 468
Anno di pubblicazione: 2009
Casa editrice: Longanesi
Prezzo di copertina: 18.60 euro copertina rigida, 10 euro versione economica
Ebook: 8.99 euro
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Al seguito della sparizione di cinque bambine e del consecutivo ritrovamento di alcune braccia chiaramente infantili sepolte nel bosco, l'investigatrice Mila Vasquez, esperta di persone scomparse, viene affiancata alla squadra investigativa capeggiata dal collaboratore civile Goran Gavila, celebre criminologo. Il caso si annuncia da subito uno dei più oscuri al quale si sia trovata di fronte, non solo per la drammaticità della situazione ma perché il serial killer sembra essere sempre un passo avanti a lei e per Mila non sarà per niente facile districarsi tra i molteplici casi che sembrano emergere pian piano che si procede verso la cattura dell'assassino, un uomo misterioso, senza volto e senza identità che sembra però allo stesso modo essere dappertutto, vedere tutto ed entrare in tutte le loro menti. La lotta contro il suggeritore è solo all'inizio


Come ho scritto nella presentazione da tempo desideravo leggere qualcosa di Donato Carrisi e mi è sembrato giusto iniziare dal suo celebre esordio non che primo capitolo di una delle sue due serie investigative. Ciò che ho trovato è una scrittura tipicamente maschile, forte e senza scrupoli, che si allontana e non di poco da quella che è la prosa dei suoi colleghi compatrioti, assumendo da subito un stile ben più sterile ed asettico, molto affine con i thriller nordici che ho avuto più volte modo di scoprire da quando collaboro con Thrillernord. Questa caratteristica inizialmente mi ha un po' stranito; non riuscivo a capire dove ci trovavamo, cosa stava succedendo e con chi mi apprestavo a dialogare. Pian piano però le pagine hanno iniziato a scorrere una dietro l'altro, facendomi cadere in un turbino di terrore e adrenalina, di scene che rimangono impresse nelle mante e di personaggi davvero unici nel loro genere. La prima fra tutte a presentarsi come un colpo di scena vivente è la protagonista; Mila Vasquez, una dective dal passato tormentato che da subito mi ha ricordato Aurora Scalviati di Barbara Baraldi e, forse per questo motivo, mi è stata da subito simpatica. In un mondo (anche sul campo letterario) controllato dagli uomini è bello quando un autore decide di dare così tanta importanza ad un personaggi femminile che si rivela subito la chiave per risolvere il mistero soprattutto quando ci si renderà conto che il suo passato è ben più intricato alla vicenda recente di quanto ci si possa immaginare. Come dicevo l'adrenalina non può che farne da ragione e l'impressione che si ha, pian piano che si procede della lettura è di stare leggendo non solo un libro, ma due, tre, quattro, cinque libri racchiusi in un solo il cui narratore celato nel buoi non prende mai sembianze nette ma conduce, sia noi che gli investigatori, sulla strada da lui scelta. Qual'è il suo vero ruolo? Quali solo i suoi obbiettivi? Non basterà arrivare alla fine per avere queste risposte. Se c'è un piccolo neo in questa lettura che per tutto il resto promette colpi di scena ed emozioni, è da ritrovarsi nella fine; visto che si tratta del primo capitolo di una serie era presumibile che il finale sarebbe stato aperto ma mi sarei aspettata un punto di sospensione un po' più definito, anche drastico magari, quel grande colpo di scena che fa desiderare ardentemente di continuare a leggere. La voglia di scoprire cosa succedere comunque di certo non manca e io mi lancerò prossimamente alla scoperta del seguito; "L'ipotesi del male". Chissà cos'altro potrà succedere?


Voto: 8


Donato Carrisi è nato a Martina Franca il 25 marzo 1973 e attualmente vive a Roma. Collaboratore di "Il Corriere della Sera", scrittore di teatro, sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, ha esordito in letteratura con il thriller "Il suggeritore" con il quale ha vinto il Premio Bancarella. Della stesse serie, con protagonista Mila Vasquez, fanno parte anche "L'ipotesi del male", "L'uomo del labirinto" e "Il gioco del suggeritore". Di sua pubblicazione anche la serie con protagonisti Marcus e Sandra, "Il tribunale delle anime", "Il cacciatore del buio" e "Il maestro delle ombre", non che altri due libri auto conclusivi "La donna dei fiori di carta" e "La ragazza nella nebbia".

martedì 12 marzo 2019

Le migliori letture del mese; Febbraio 2019!



Buongiorno amici lettori!
Squillino le trombe, suonano i tamburi, finalmente ce l'ho fatta! Con la bellezza di dodici giorni di ritardo (mio record personale) eccomi qui per il wrap up di Febbraio! Visto la tantissima attesa proporrei di saltare i convenevoli e passare direttamente al sodo. Nonostante febbraio sia passato in un attimo senza darmi il tempo di essere presente sui social, le letture che ho fatto sono state abbastanza, al di sotto della soglia mensile prevista ma comunque di buona qualità, che infondo è la cosa più importante. Come per Gennaio anche questo mese non ho avuto letture "insufficienti" (a mio parere ovviamente) ma si sono posizionate tutte dal 7 in su. Il totale delle letture mensili è stato otto libri e non vedo davvero l'ora di mostrarveli tutti nella classifica finale. Ormai sapere come funziona quindi, buona lettura!


Ottavo posto: "Nulla fallisce" di AL

Nata da una collaborazione con un autore emergente, questa lettura saputo coinvolgermi grazie al racconto della vita del protagonista, un ragazzo dalla grande sofferenza e dall'infanzia dolorosa che ha trovato però il coraggio di rialzarsi ed entrare in contatto con la parte più vera di sè.

Voto: 7               Recensione completa qui



Settimo posto: "Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo" di Gilbert Sinoué

Febbraio è il mese dell'amore quindi ho deciso di adeguarmi leggendo questo bel saggio romanzato che racconta dodici grandi amori che con la loro forza hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del mondo. Da conservare.

Voto: 7.5                      Recensione completa qui



Sesto posto; "Insurgent" di Veronica Roth

Secondo capitolo della saga adolescenziale dispotica Divergent in cui i protagonisti si ritrovano impigliati in un'estenuante lotta per la libertà e la verità. Ben più d'azione rispetto al primo mi ha inchiodato alle pagine rivelandosi sicuramente per adolescenti ma piacevole anche per un pubblico più adulto.

Voto: 7.5                   Recensione completa qui



Quinto posto: "Un pallido orizzonte di colline" di Kazuo Ishiguro

Romanzo d'esordio di un autore che mi sta letteralmente ipnotizzando parola per parola portandomi all'interno del suo mondo dove è molto difficile comprendere cosa sta succedendo. In questo romanzo breve Ishiguro ci porta a conoscere il suo Paese d'origine alle soglie della fine della guerra attraverso la storia della protagonista e di una particolare amicizia

Voto: 8                          Recensione completa qui



Quarto posto: "Se i pesci guardassero le stelle" di Luca Ammirati 

Primo libro per Thrillernord. una lettura coinvolgente, toccante e dolce sull'importanza dei sogni e delle speranza in un vita che spazio per esse ne lascia ben poco. Impossibile non affezionarsi a Samuele e al suo piccolo amico Leo, gli unici che forse non hanno ancora paura di alzare gli occhi verso le stelle ed immaginare un vita migliore.

Voto: 8                       Recensione completa su thrillernord.it



Terzo posto: "The wife. Vivere nell'ombra" di Meg Wolitzer

Sul podio non poteva non salire la lettura scelta questo mese per "We can read it", gruppo di lettura femminista a cui se possibile partecipo sempre molto volentieri. Un romanzo eccezionale sul ruolo di moglie, donna e scrittrice nell'America degli anni '50. Molto bello anche il film.

Voto: 8                           Recensione completa qui



Secondo posto: "La musa degli incubi" di Laini Taylor

Secondo ed ultimo libro della duologia fantasy iniziata con "Il sognatore". Se avete amato il primo libro e pensate di aver già scoperto tutto sbagliate! Questo libro è una scoperta continua e non potrà non entusiasmarvi. Letto per Thrillernord.

Voto: 8                        Recensione completa su thrillernord.it



Primo posto: "I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre" di Raffaella Ranise

Ebbene sì, al primo posto non poteva che esserci questo meraviglioso saggio che mi ha commosso, mi ha stupito, mi ha entusiasmato grazie al racconto della storia di una delle dinastie più magiche e tormentate della storia Europea. Imperdibile!

Voto: 8                         Recensione completa qui





Eccoci giunti finalmente alla fine. Ora possiamo salutare Febbraio e lanciarci alla scoperta delle letture che mi hanno accompagnato e che mi accompagneranno in questo Marzo che sfreme per essere considerato!Nuove letture stiamo arrivando!

lunedì 11 marzo 2019

Recensione; "I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre" di Raffaella Ranise

Buona sera amici lettori!
Speciale appuntamento serale per parlarvi dell'ultima lettura di Febbraio e quindi finalmente concludere la parentesi dello scorso mese (le letture di questo mese già si stanno accumulando ed iniziano a guardarmi male quindi è proprio il caso che io mi dia una mossa). Domani mattina ci sarà il consueto wrap up con classifica ma ora concentriamoci su quella che è stata la lettura conclusiva del mese, uno splendido saggio, relativamente breve ma incredibilmente interessante e ben fatto che ripercorre la storia di una delle dinastie più celebre e tormentate della Storia Europea; i Romanov, famiglia reale russa dal 1600 al 1900., studiata nei minimi dettagli in questa opera di Raffaella Ranise. Non voglio svelarvi troppo nella presentazione quindi mi fermo qui. Se siete interessanti, e io vi invito caldamente ad esserlo, ecco qui la mia recensione.




Titolo: I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre
Autore: Raffaella Ranise
Paese: Italia
Genere: Saggio
Pagine: 133
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Marsilio Editori
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Tutti noi, bene o male, abbiamo sentito parlare dei Romanov, anche solo attraverso il famoso film Disney sulla principessa Anastasia, ma ben pochi di noi sanno chi erano davvero, come sono giunti al potere e i motivi che hanno determinato la loro drammatica fine. Raffaella Ranise vuole spiegarcelo e lo fa attraverso un saggio che in poco più di 130 pagine ripercorre trecento anni di storia, a partire da Michele I, il primo della famiglia Romanov ad essere proclamato Zar di tutte le Russie, passando per la lunga serie di Zarine, Caterina I, Elisabetta, Caterina la Grande, fino ad arrivare a Nicola II, l'ultimo zar, e alla fine della sua famiglia che giunge risaputa ma che colpisce come un pungo allo stomaco, infondendo al lettore un immensa tristezza ed angoscia. Ma i Romanov non sono solo Nicola, Alessandra ed Anastasia e, seppur riservandogli una buona parte dell'opera, l'autrice dona all'intera dinastia la stessa importanza, mettendo in luce episodi e noi forse totalmente ignoti ma capaci di incollarci alle pagine. La storia dei Romanov è una storia di potere ma anche una storia di declino, di scelte sbagliate, di tradimenti, di congiure, di finte morti, di attentati, La storia dei Romanov è anche una grande storia d'amore, lo sanno bene gli ultimi sovrani, uniti nonostante tutto, fino alla fine. Raffaella Ranise vuole raccontare la loro storia ma non si limita a fare questo; dona al lettore delle testimonianze su come fosse la vita non solo in Russia ma nell'intera Europa attraverso i vari secoli, dando stessa importanza ai fatti documentati che alle leggende che in una dinastia come questa certo non possono mancare. Ed è così che il lettore si troverà a leggere di un re che ha finto la sua morte per diventare un guru spirituale e divulgare la sua religione, di un bambino ucciso e poi tornato ormai uomo per riprendersi il suo regno, di un potete santone che con i suoi trucchi è riuscito a segnare un intera dinastia e che sembrava davvero non potesse morire. Tutto questo, e molto altro e contenuto in questo piccolo ma imperdibile saggio arricchito inoltre da un approfondito albero genealogico e a delle splendide fotografie di Nicola II e della sua famiglia che, nonostante gli anni passati, rimarrà per sempre nel cuore di tutti coloro che li hanno conosciuti. Questo anche grazie alla penna di Raffaella Ranise.


Voto: 8

Frase: "Nessuna dinastia è stata tanto venerata, forse per questo la fine sarà tanto tragica"


Raffaella Ranise è nata a Imperia e si è laureata in giurisprudenza all’Università degli Studi di Genova. Ha collaborato alla cattedra di Diritto del lavoro della stessa Università presso il polo imperiese. Da alcuni anni si dedica alla scrittura. Ha pubblicato, insieme a Giuseppina Tripodi  "Rita Levi-Montalcini: aggiungere vita ai giorni" (Longanesi 2013) e per Marsilio "Noi un punto nell’universo. Storia semplice dell’astronomia". "I Romanov. Storia di una dinastia tra luce e ombre" è il suo ultimo saggio.



sabato 9 marzo 2019

Segnalazione; "Aquila. Le vette dello spirito" di Monika M

Buon sabato a tutti amici lettori!
Oggi vi voglio parlare di un bellissimo nuovo arrivo, arrivatomi proprio ieri grazie alla gentile autrice Monika M che ha deciso di collaborare con me inviandomi una copia cartacea del suo nuovo romanzo "Aquila. Le vette dello spirito". In attesa di poterlo leggere e quindi parlarvene meglio vi lascio qui la scheda libro, la trama e biografia dell'autrice.




Titolo: Aquila. Le vette dello spirito
Autore: Monika M
Paese: Italia
Genere: Thriller storico
Pagine: 246
Anno di pubblicazione: 2019
Metodo di pubblicazione: Self publishing 
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile
Ebook: 2.99 euro

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Trama:
Monika M, costruisce un thriller storico avvincente!I Templari nascosero, in varie città europee, parte del tesoro riportato dalla Terra Santa, L'Aquila sarebbe una di queste. La narrazione prende il via alla morte del Papa Angelico, Celestino V, protagonisti un manipoli di uomini fedeli al Santo che lotteranno per impedire al successore, Bonifacio VIII, di infangare e cancellare la memoria dell'eremita della Majella. Malachia, giovane professo, redigerà in segreto un tomo che l'oscura epoca rievoca. Unicamente dopo il terremoto del 2009 il manoscritto verrà ritrovato, nella Basilica di Collemaggio, da Bramante. Quali misteri cela da sempre la città di L'Aquila? Questo l'enigma


Monika M è un appassionata di arte e storia, viaggiatrice cronica e sognatrice irrecuperabile. Scrive quando non legge ed è una booklover a tempo pieno. Osserva molto, ma le sue storie nascono sempre da curiosità storiche. Il suo più grande pregio? L’ironia. I suoi romanzi sono “Margot”, “Fregiate virtù”, “Come un isola” e “Aquila. Le vette dello spirito”.

giovedì 7 marzo 2019

Recensione: "Un pallido orizzonte di colline" di Kazuo Ishiguro

Buon giovedì a tutti amici lettori!
La prima settimana di Marzo sta per volgere al termine e io vi annuncio con estrema gioia che ho quasi finito di recuperare le letture di Febbraio, oltre a quella di cui vi parlerò questa mattina me ne manca infatti solo una di cui vi parlerò appena possibile neri prossimi giorni.
Ma ora concentriamoci sul libro di oggi, un piccolo gioiellino che è entrato a far parte della mia libreria in modo improvviso ed inaspettato in quanto unico acquisto cartaceo del mese, avvenuto un pomeriggio in cui avevo fatto il grave errore di aver lasciato la mia lettura corrente a casa. Uno sbaglio che si è rivelato essere assai cospicuo perché grazie agli sconti Einaudi ho potuto arricchire la mia collezione con un nuovo romanzo di Kazuo Ishiguro, un autore che sto conoscendo piano piano e che gioca su di me un attrazione irresistibile. L'opera in questione è "Un pallido orizzonte di colline" e ora ve ne parlo con immenso piacere.



Titolo: Un pallido orizzonte di colline
Autore: Kazuo Ishiguro
Paese: Giappone/Inghilterra
Titolo originale in lingua inglese: A Pale View of Hills

Genere: Romanzo breve
Pagine: 174
Prima pubblicazione: 1982
Casa editrice italiana: Einaudi 
Anno edizione: 2009
Prezzo di copertina: 11 euro copertina flessibile, 15,49 euro copertina rigida
Ebook: 7.99 euro
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Tante cose sono successe nella vita di Etsuko, giovane vedevo giapponese trasferitasi da tanti anni in Inghilterra, e dopo la prematura morte della figlia maggiore, trovata impiccata nel suo appartamento, è giunto per lei il momento di guardare indietro; di pensare alla sua vita in Giappone, di rivivere il dolore e lo strazio dopo lo scoppio della bomba nella sua Nagasaski, di riportare alla luce i primi anni di matrimonio con un uomo autoritario e primo di empatia, di donare un pensiero all'amato suocero, ex professore e per lei forte figura paterna e sopratutto per ripensare dopo tanti anni alla sua amicizia con Sachiko, arrivata all'improvviso nel suo quartiere con la figlia, e destinata con i suoi modi e i suoi pensieri a rivoluzionare l'intera comunità.


Parlare di questa lettura mi fa molto piacere ma mi mette allo stesso modo anche in grande difficoltà. Vorrei arrivare subito al punto, parlarvi di quel finale così evanescente, quasi incompleto, che mi ha colpito così tanto lasciandomi interdetta e indecisa per molti giorni dopo averlo concluso. Ma decido di partire dall'inizio e quindi da colui che ha dato vita a questo romanzo relativamente breve a così ricco di elementi da lasciare senza fiato. "Un pallido orizzonte di colline" è il libro d'esordio di Kazuo Ishiguro, quello che forse si avvicina di più alle sue origini, mostrando maggiormente gli elementi tipici della letteratura giapponese, quali la narrazione lente, la grande presenza di descrizioni e la quasi totale mancanza di azioni. Attraverso la storia di Etsuko, Ishiguro ci mostra uno stralcio del suo paese e della sua città d'origine concentrandosi sul periodo del dopo guerra e della rinascita e ricostruzione. Ishiguro ci mostra l'anima di un popolo, sconfitto ma non per questo arreso, ancora ancorato alle sue tradizioni ma anche proteso verso un futuro ed un innovazione che vede all'America e a tutto ciò che essa rappresenta. In tutto questo si svolge la vita di Etsuko, una giovane moglie e futura madre, rilegata al ruolo di donna di casa e piegata al volere di un marito prepotente che un giorno incontra Sachiko, una donna ben diversa da lei, una donna forte, determinata, che vive sola con una figlia lasciata un po' allo sbando e che non ha paura dei pregiudizi e delle chiacchiere della gente. Lei sogna di andare in America insieme all'uomo che ha incontrato e che nonostante i suoi continui tradimenti le ha promesso una nuova vita nel suo Paese. Attraverso questa amicizia Etsuko sarà portata a ragionare sulla propria condizione e ad immaginare un epilogo diverso.. Questo libro ha solo 174 pagine ma sembra averne molto di più e tutto questo grazie a quel famoso finale che non ho potuto non citare subito; una conclusione stupefacente, che lascia interdetti e che ci mette un po' ad essere assimilato. Non posso nascondere che la prima impressione che ho avuto appena voltata l'ultima pagina di questo libro è stata che Ishiguro mi avesse preso in giro, perchè infondo è proprio questo che fa. Ishiguro da degli indizi, mette a punto delle situazioni, e improvvisamente, grazie ad una manciata di parole, stravolge tutto, senza però chiarire nulla. Più che dire, suggerisce, e sta al letture ricostruire tutta la storia, prendendo al balzo la miccia da lui accesa per far partire l'immaginazione. La scrittura di Ishiguro non può piacere a tutto, anzi credo che lui sia uno di quegli autori che puoi amare o odiare senza via di mezzo. A me affascina, tantissimo, e le storie mi chiamano, mi ipnotizzano, mi lasciano agonizzante ma mai e poi mai risultano ovvie o prevedibili. Il mio consiglio è quello di provare a relazionarvi con Ishiguro, potrebbe sorprendervi, potrebbe inorridirvi, ma mai lasciarvi indifferenti. Basta guardare questo libro, il suo esordio, quello in cui più di tutti ha voluto mostrare il suo genio.

Voto: 8



Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki l'8 Novembre 1954. All'età di sei anni emigrò con la famiglia nel Regno Unito, dove tutt'ora vive con la moglie e la figlia. Il primo riconoscimento letterario lo riceve nel 1968 quando vince il Premio Withbread per il secondo romanzo "Un artista del mondo fluttuante", seguito nel 1989 dal prestigioso Booker Prize per "Quel che resta del giorno", da cui è stato tratto anche l'omonimo film. Nel 2017 riceve infine il Premio Nobel per la Letteratura. Di sua pubblicazione, a parte quelli già citati, "Un pallido orizzonte di colline", "Gli inconsolabili", "Quando eravamo orfani", "Non lasciarmi" e "Il gigante sepolto".