mercoledì 6 novembre 2019

Segnalazione Thrillernord; "Kentuki" di Samanta Schweblin

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Grazie alla celerità dello staff Thrillernord, gruppo magnifico e sempre professionale, di cui faccio parte con molto orgoglio, posso già segnalarvi la mia recensione di "Kentuki" romanzo dispotico di Samanta Schweblin. Questa è una lettura che è stata capace di impressionarmi sia grazie ad uno stile narrativo molto piacevole, sia per una storia fittizia ma convincente perchè capace di far ragionare sulla morale del mondo in cui viviamo. Qui sotto, come consueto, vi lascio la scheda libro, la trama e il link per leggere la recensione completa sul sito thrillernord.it





Titolo: Kentuki 
Autore: Samanta Schweblin
Paese: Argentina 
Titolo originale: Kentukis
Genere: Romanzo dispotico
Pagine: 230
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Sur
Prezzo di copertina: 16.50 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Trama:
Buenos Aires, interno giorno. Ma anche Zagabria, Pechino, Tel Aviv, Oaxaca: il fenomeno si diffonde in fretta, in ogni angolo del pianeta, giorno e notte. Si chiamano kentuki: tutti ne parlano, tutti desiderano "avere" o "essere" un kentuki. Topo, corvo, drago, coniglio: all'apparenza innocui e adorabili peluche che vagano per il salotto di casa, in realtà robottini con telecamere al posto degli occhi e rotelle ai piedi, collegati casualmente a un utente anonimo che potrebbe essere dovunque. Di innocuo, in effetti, hanno ben poco: scrutano, sbirciano, si muovono dentro la vita di un'altra persona. Così, una pensionata di Lima può seguire le giornate di un'adolescente tedesca, e gioire o preoccuparsi per lei; un ragazzino di Antigua può lanciarsi in un'avventura per le lande norvegesi, e vedere per la prima volta la neve; o ancora un padre fresco di divorzio può colmare il vuoto lasciato dall'ex moglie. Le possibilità sono infinite, e non sempre limpide: oltre a curiosità e tenerezza, il nuovo dispositivo scatena infatti forme inedite di voyeurismo e ossessione. Come i kentuki aprono una finestra sulla nostra quotidianità più intima, così Samanta Schweblin apre uno squarcio nella narrazione del reale: con un immaginario paragonato a quelli di Shirley Jackson e David Lynch, l'autrice trasporta il lettore in un'atmosfera ipnotica, regalandoci una storia sorprendente e dal ritmo vertiginoso.



Recensione completa su thrillernord.it


Voto: 7.5




Samanta Schweblin è nata a Buenos Aires nel 1978. Nel 2010 è stata selezionata dalla rivista Granta come una dei 22 migliori scrittori in lingua spagnola sotto i 35 anni, riconoscimento in seguito confermato da numerosi premi letterari. Tra le sue opere: "La pesante valigia di Benavides" (Fazi, 2010) e "Distanza di sicurezza" (Rizzoli, 2017).Oltre a "Kentuki", SUR pubblicherà due sue raccolte di racconti, "Siete casas vacías", che le ha valso il prestigioso Premio Ribera del Duero nel 2015, e "Pájaros en la boca", la cui traduzione in inglese è stata candidata al Man Booker International Prize.

martedì 5 novembre 2019

Recensione; "A bocce ferme" di Marco Malvaldi

Buongiorno amici lettori!
Eccomi pronta per parlarvi della mia prima lettura di Novembre che, come spesso è succeduto nei mesi scorsi, fa parte di una delle serie gialle che sto seguendo con grande piacere, ovvero quella de "I delitti del BarLume"; "A bocce ferme" è il settimo e attualmente ultimo capitolo che vede come protagonista il barrista Massimo, impegnato, volente o nolente, insieme ai quattro vecchietti che frequentano rigorosamente il suo bar, a risolvere complicati casi di omicidio. Volete sapere di cosa parla questo nuovo capitolo? Bene, qui sotto potete trovare la mia recensione completa!




Titolo: A bocce ferme
Autore: Marco Malvaldi
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 226
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Sellerio editore
Prezzo di copertina: 14 euro copertina flessibile 
Ebook: 9.99 euro
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Le macchine del tempo a volte si nascondo in oggetti del tutto inaspettati; questa volta si tratta di un testamento, quello di Alberto Corradi, proprietario di un celebre industria farmaceutica, e ciò che appare come un atto di ordinaria amministrazione al momento di un decesso si trasforma in un modo di fare un vero e proprio salto nel tempo quando all'interno di esso si trova la confessione del defunto, accusatosi di essere il responsabile della morte del padre adottivo Camillo Luraschi, colui da cui ha ereditato l'azienda, ucciso ben cinquanta anni prima, nel pieno dei tumulti del '68 pisano. Incapaci di trattenersi, i quattro vecchietti del BarLume decidono di dire la loro ad Alice Martelli, incaricata del caso,  ma tutto si complica quando, poche ore dopo l'apertura del testamento un altro uomo viene trovato ucciso; al secolo Ubaldo Giaccherini, ex contabile proprio di quel'industria farmarceutica, lo stesso uomo che, solo la mattina del suo omicidio, aveva chiamato diverse persone con il pretesto di avere qualcosa da raccontare.


Questo ultimo (almeno per ora) capitolo della serie si sviluppa tra presente e passato basandosi sul cinquantesimo anniversario dei cambiamenti storici e delle rivoluzioni del '68. Inizio con il dire di aver apprezzato particolarmente l'attinenza storica che si respira in questa lettura e il fatto che Malvaldi abbia voluto, attraverso i racconti dei suoi quattro personaggi più anziani, fa respirare l'aria di rivolta e speranza che si è respirata nel territorio toscano proprio quell'anno. Questa volta l'indagine non riguarda solo un omicidio ma ben sì due, separati da cinquantanni, ma in qualche modo collegati tra loro. Ancora una volta sarà compito di Massimo portare Alice sulla strada giusta per la risoluzione del caso mentre, tra di loro, iniziano a creare delle basi su cui far crescere il loro futuro insieme. Ancora una volta la lettura si rivela molto piacevole, ironica e divertente, l'unica piccola pecca però è che a differenza dei libri precedenti, questo caso viene saltuariamente composto da repentini cambi di fronte e salti nel passato che un po' disturbano l'esperienza di lettura. Detto questo non posso non confermare il fatto che questa sia una serie perfetta per chi sente il bisogno di staccare un po' dal quotidiano con delle letture relativamente poco impegnative e molto divertenti quindi non posso fare a meno che consigliarla a chi ancora deve leggerla, attendendo nel frattempo, l'arrivo di un nuovo capitolo.

Voto: 7

Frase: "Essere triste, è brutto. Essere triste quando tutti credono che tu sia felice, che tu abbia tutto per essere felice, è peggio"




Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974. Dopo essersi laureato all'Università di Pisa in Chimica e Chimica Industriale, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca. Ha esordito in narrativa con "La briscola in cinque" primo libro della serie di gialli "I delitti del BarLume" di cui fanno parte "Il gioco delle tre carte", "Il re dei giochi", "La carta più alta", "Il telefono senza fili", "La battaglia navale" e "A bocce ferme". Di sua pubblicazione anche "Odore di chiuso", "Milioni di milioni", "Argento vivo", "Buchi nella sabbia", "Negli occhi di chi guarda", "La misura dell'uomo", "Vento in scatola" e diversi racconti.

venerdì 1 novembre 2019

Ciao, ciao Ottobre: i libri del mese!


Buongiorno a tutti voi cari amici lettori!
Un altro mese si è concluso ed è quindi tempo di fare il riepilogo delle letture che lo hanno contrassegnato. Devo ammettere di essere molto soddisfatta perchè anche questo mese ho superato la soglia dei dieci libri e nel complesso sono state tutte letture molto piacevoli. Ormai lo sapete, qui sotto trovate la mia classifica dall'undicesimo fino al primo! Buona lettura!


Undicesimo posto: "Seta" di Alessandro Baricco 

Storia breve e molto affascinante che racconta di un mercante di seta francese e della sua avventura alla scoperta del lontanissimo Giappone. Piacevole, ma non proprio nelle mie corde

Voto: 6.5               Recensione completa qui




Decimo posto: "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson

Complesso ed angosciante, racconta la storia di due sorelle escluse da resto del mondo e di un terribile omicidio. Senza dubbio piacevole ma ben al di sotto della sua fama

Voto: 6.5                   Recensione completa qui




Nono posto: "Il figlio prediletto" di Angela Nanetti

Una lettura molto piacevole che mi ha portato alla scoperta della storia di Nunzio, un ragazzo mandato via dal suo paese per sfuggire alla vergogna e capace di trovare sè stesso nell'animo di Londra, e di sua nipote Anna che, anni dopo, ne ripercorre le tracce.

Voto: 7.5                 Recensione completa qui




Ottavo posto: "Il domatore di leoni" di Camilla Lackberg

Nono giallo della serie "Il delitti di Fjalbacka" dalla grande adrenalina e dagli oscuri colpi di scena grazie ad una lotta contro il tempo e a dei personaggi a cui è impossibile non affezionarsi

Voto: 7.5                    Recensione completa qui



Settimo posto: "La battaglia navale" di Marco Malvaldi

Al momento, penultimo capitolo della serie gialla "I delitti del Bar Lume", grazie soprattutto al "nuovo" personaggio di Alice Martelli, la storia prende subito una piega entusiasmante e l'immancabile ironia rende questo uno dei migliori.

Voto: 7.5               Recensione completa qui




Sesto posto: "Cuccioli" di Maurizio De Giovanni

Questo mese non potevo non tornare anche da i Bastardi di Pizzofalcone che in questo capitolo affrontano tutte le loro emozioni. Capitolo che ho avuto modo di apprezzare particolarmente perchè concentrato sui due personaggi che amo di più ossia Marco Aragona e Francesco Romano.

Voto: 8                  Recensione completa qui




Quinto posto: "Doctor sleep" di Stephen King

Ultima lettura del mese, scelta in occasione di Halloween. Celebre seguito di "Shining" capace di farmi provare tante emozioni alcune delle quali veramente inaspettate

Voto: 8              Recensione completa qui




Quarto posto: "Red dragon" di Thomas Harris

Primo libro che celebra il personaggio del cannibale Hannibal Lecter e mia personale sfida del mese. Lecter appare un po' in disparte ma è decisamente affascinante e la storia risulta di grande effetto. Davvero una bella scelta.

Voto: 8                 Recensione completa qui




Terzo posto: "Il ladro di tatuaggi" di Allison Belsham

Thriller letto in collaborazione con Thrillernord e seguito di "Il tatuatore" in cui ho ritrovato sia i personaggi che la potenza che tanto mi aveva colpito nel libro precedente. Decisamente piacevole

Voto: 8               Recensione completa su thrillernord.it




Secondo posto: "Scrivere è un mestiere pericoloso" di Alice Basso

Secondo capitolo con protagonista la ghostwriter Vani Sarca. Dopo un inizio un po' spinoso la storia prende totalmente quota e grazie ai personaggi meravigliosi riesce ad entrare nel cuore dei lettori. Almeno nel mio lo ha fatto sicuramente!

Voto: 8                        Recensione completa qui


Primo posto: "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee

Non è mai troppo tardi per leggere un bel libro e questo è proprio il mio caso. Finalmente ho conosciuto Scout, Jem e Atticus, finalmente sono entrata nel vivo della routine della loro cittadina, finalmente ho conosciuto il caso giuridico che ha cambiato per sempre la loro idea del mondo. Finalmente, perché va fatto, almeno una volta nella vita.

Voto: 8                  Recensione completa qui


giovedì 31 ottobre 2019

Recensione; "Doctor sleep" di Stephen King

Buongiorno a tutti cari amici lettori e sopratutto buon 31 Ottobre!
Oggi il mese di Ottobre si conclude e, come ben sappiamo, si celebra la festa di Halloween. Per festeggiare come si deve ho quindi pensato di parlarvi della mia ultimissima lettura, scelta proprio per restare in tema; lo scorso anno proprio in questo periodo usciva la mia recensione di "Shining" celebre horror di Stephen King ed in essa io annunciavo che avrei pensato di leggere il suo seguito ossia "Doctor sleep". Ebbene, mi ci è voluto un po' di tempo ma ce l'ho fatta, e del resto non esiste periodo più adatto di questo per leggere il Re del Terrore! Detto questo, qui sotto, se vi interessa, trovate il mio personale commento.




Titolo: Doctor sleep
Autore: Stephen King
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Doctor sleep
Genere: Horror/Fantasy
Pagine: 567
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Sperling&Kupfer
Prezzo di copertina: 19.90 euro copertina rigida, 7.67 euro copertina flessibile con cover del film
Ebook: 5.49 euro
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Certe esperienze sono difficili da dimenticare, e per Dan Torrance scordare quello che successo all'Overlook Hotel è praticamente impossibile così come scappare dai fantasmi del passato, sia quelli "reali" sia quelli radicati nella sua mente, ben più ostici dall'estirpare. Dopo anni di eccessi, alcool e sregolatezza Dan finisce però per toccare il fondo quando ruba dei soldi da una ragazza madre tossica, colei che, poco dopo finirà per morire insieme al suo bambino di pochi anni e a tormentarlo con la sua oscura presenza. Il percorso per rinsavire e lungo e difficile ma Dan, consapevole della fine che ha fatto suo padre e aiutato da cari amici riuscirà a ristabilirsi e ha trovare il proprio posto all'interno di una casa di riposo in cui aiuterà, con i suo poteri, gli ospiti giunti alla fine della loro vita a passare dall'altra parte. Presto però sarà tempo per lui di comprendere che ad essere dotato della luccicanza non è solo lui ma molti altri, alcuni buoni, come la giovane Abra, dotata di un potere immenso, alcuni decisamente malvagi come il Vero Nodo, un gruppo di persone dotate di poteri soprannaturali capeggiate dalla terrificante Rose Cilindro. Mentre una vera e propria lotta di poteri si avvicina per Dan giungerà anche il momento del giudizio, quello in cui dovrà fare finalmente i conti con il suo vero io e con il suo passato.


Come sempre quando mi trovo a dover scrivere una recensione non so mai dove partire; questa volta penso lo farò affermando che non avrei mai immaginato che questo libro mi sarebbe piaciuto così tanto, un po' perchè il genere a cui appartiene non è il mio, un po' perchè ancora non conosco bene Stephen King e trovo un po' di difficoltà ad approcciarmi alle sue opere. In realtà questa opera tutto è tranne difficile da leggere ed è stata per me una vera emozione ritrovare il personaggio di Dan Torrance, quel bambino dotato di un potere ben più grande di lui, che era un po' inquietante, non c'è che dire, ma alla quale ho finito per affezionarmi durante la lettura del capitolo precedente. Durante la creazione di "Doctor sleep" King ha puntato buona parte delle sue carte proprio su questo, sull'affezione, sulla memoria, sul ricordo di un personaggio e di una storia che ben o male, tutti portiamo all'interno di noi, che sia grazie al libro o al celebre film da esso ispirato. E non posso nascondervi che proprio questi fattori sono stati quelli che mi sono piaciuti di più e che, a tratti, sono riusciti addirittura a commuovermi, cosa stranissima per un libro che dovrebbe appartenere al genere horror. Ecco, se devo dirlo, anche questa volta non posso dire di aver trovato una storia particolarmente spaventosa; i temi trattati sono sicuramente inquietanti e alcune scene sono da far passare un brivido lungo la schiena ma terrore se ne respira ben poco e questo, per me che sono una lettrice decisamente impressionabile, è a dir poco un bene. Nei suoi quasi 600 capitoli "Doctor sleep" percorre un lasso di tempo molto lungo; partiamo infatti quasi subito dopo la fine di "Shining" fino a giungere agli anni 2000 inoltrati e durante questo periodo ci troviamo a percepire due storie principali; nella prima il percorso interiore di crescita e di redenzione di Dan, caduto come il padre prima di lui nel tunnel della dipendenza, tema anche in questo caso molto importante, ma capace, a differenza di esso, di fare qualcosa per salvare la propria esistenza e la sua "trasformazione" nel "Dottor Sonno", e la seconda che lo vede tornare nelle vesti di Daniel Torrance per aiutare una ragazzina a sconfiggere un gruppo di spietati assassini. Ed è proprio qui che giungono le cosiddette note dolenti perchè se ho apprezzato molto la crescita del rapporto tra Dan e Abra, che richiama in qualche modo quello tra lui e Dick Hallorann, ci sono state alcune caratteristiche soprattutto riguardanti il Vero Nodo che mi hanno fatto storcere un po' il naso; in alcune parti infatti ho avuto l'impressione di essere stata improvvisamente catapultata in una romanzo fantasy young adult in cui una giovane eroina si trova a lottare contro un gruppo di vampiri da film di serie B e questo fa perdere tantissimo alla storia. Partendo dal nome con cui si fanno chiamare i membri del Nodo, fino ad arrivare ai dialoghi, tutta questa parte del libro è decisamente troppo adolescenziale e avrebbe dovuto essere strutturata in maniera diversa. Quello che però ho apprezzato più di tutto è il fatto che finalmente si sono visti dei personaggi femminili di uno certo spessore; la cara Wendy non me ne voglia, saranno forse cambiati i tempi, sarà forse cambiata la mentalità dell'autore ma in quanto a forza femminile qui davvero non ne manca, sia nel personaggio di Abra, sia in quello dell'antagonista Rose. Detto questo, "Doctor sleep" è stato un romanzo che mi ha fatto provare tante emozioni e che mi ha tenuto piacevolmente compagnia, per questo posso dire che sicuramente continuerò con la scoperta di Stephen King, un autore che si è rivelato essere degno dell'attenzione anche dei lettori che non sono tanto a loro agio con il suo genere. Ora tocca solo capire quale opera scegliere l'anno prossimo ma è anche vero che c'è l'imbarazzo della scelta.

Voto: 8

Frase: "No, bello mio. Puoi chiudere le apparizioni del'Overlook dentro le cassette di sicurezza, ma non i tuoi ricordi. Mai e poi mai. Sono loro i veri fantasmi"


Stephen Edwin King è nato il 21 settembre 1947 a Portland da una famiglia di origini scozzesi-irlandesi. Scrittore incredibilmente prolifico, nella sua carriera letteraria, inizia nel 1977 con la pubblicazione di "Carrie", ha pubblicato oltre ottanta opere, scritte anche sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, tra romanzi, antologie e racconti di genere fantascientifico ed horror di cui è considerato il più importante esponente nel XX e XXI secolo. Molti dei suoi libri hanno ottenuto importanti trasposizioni cinematografiche e da diversi anni l'autore fa parte anche di un gruppo musicale composto da soli scrittori chiamato Rock Bottom Remainders. Tra la sua grande produzione si ricordano "Le notti di Salem", "Shining", "It", "Misery", "La bambina che amava Tom Gordon", "Il miglio verde", "22/11/63", "Doctor Sleep" e "Sleeping Beauties" scritto con il figlio Owen.

venerdì 25 ottobre 2019

Recensione: "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson

Buongiorno amici lettori!
Anche questa settimana sta finendo, la fine di Ottobre si avvicina ma io sono tranquilla perchè, strano ma vero, almeno questo mese sono riuscita a stare nei tempi (almeno fino ad adesso). Anche oggi sono pronta a condividere con voi la mia ultima lettura che è stata "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson, un autrice e un opera che è stata quasi osannata l'anno scorso. Qui sotto, se vi interessa, potete trovare il mio parere.




Titolo: Abbiamo sempre vissuto nel castello
Autore: Shriley Jackson
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: We Have Always Lived in the Castle
Genere: Romanzo
Pagine: 182
Prima pubblicazione: 1962
Casa editrice italiana: Adelphi
Anno edizione: 2009
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
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Mary Katherine e Costance sono due sorelle, incredibilmente legate. Vivono insieme, della grande casa della loro famiglia, vegliano sullo zio Julian, malato fisicamente e mentalmente, e mantengono il più stretto isolamento nei confronti del resto del Paese, composto da persone che le odiano sopra ogni misura. Questo si ripete da ormai sei anni, da quando il resto della famiglia è stata uccisa, avvelenata da una grande dose d'arsenico nascosta nello zucchero, e da quando le accuse si sono concentrate su Costance, colei che ogni giorno preparava la cena , in seguito però prosciolta per mancanza di prove. La solitudine e la rabbia malamente repressa nei confronti dei compaesani, vengono continuamente alimentate dallo zio Julian, la cui mente continua a tornare a quel giorno che si è rivelato essere l'ultimo, deciso a fare della loro storia un libro. Che cosa è successo realmente quella sera? Chi è stato il vero responsabile? E, soprattutto, come reagiranno le due sorelle quando nella loro quotidianità farà la sua improvvisa comparsa un uomo giovane ed ambizioso come il cugino Charles?


Inizio con il dire che è stata senza dubbio una lettura piacevole, molto scorrevole e adatta per essere letta in poco più di un giorno. La narratrice della vicenda è Mary Katherine, la sorella più piccola, che al momento del delitto aveva solo dodici anni e che adesso è una ragazza appena maggiorenne. Come è logico pensare Shirley Jackson si concentra quasi esclusivamente sulla sua caratterizzazione, perchè infondo essa è il personaggio più interessante, quello in cui si riversa tutto l'odio e l'oppressione alimentati da anni di isolamento, chiacchiere e maldicenze. Marricat è una ragazza oppressa, incapace di interagire con gli altri e capace di provare affetto solo per i membri della propria famiglia, in primo luogo per Costance, la sorella di dieci anni più grande, per la quale lei prova una vera e propria venerazione. è lei l'unica ad andare in Paese, due volte a settimana per fare la spesa e per recuperare dei libri della biblioteca, che poi finiranno per stare per sempre sullo stesso scaffale, senza nemmeno essere aperti, è lei che vive sulla propria pelle l'avversione degli altri abitanti ed è per questo che risulta essere il personaggio più adatto per raccontare questa storia; una storia di odio, di repressione e di sofferenza che troverà il suo apice quando in famiglia giungerà il cugino Charles, figlio di uno zio paterno allontanato dalla famiglia molti anni prima, ma determinato a prendere posto fisso al fianco delle cugine. Per tutta la durata del libro si respira una aria malsana, rabbiosa e malata, proprio come la mente dei personaggi principali, che proprio non possono risultare simpatici. Pur essendo chiaro il messaggio che l'autrice vuole mandare ai suoi lettori, ho trovato però l'intera narrazione un po' piatta e senza particolari colpi di scena. Questo libro si legge senza particolari problemi ma a mio avviso alla fine risulta decisamente tiepido e l'impressione generale è che la Jackson abbia voluto creare due personaggi, le due sorelle rinchiuse per sempre nella loro dimora, che potranno popolare una leggenda del terrore. A mio personale avviso trovo si sia parlato di questa opera molto più di quanto si sarebbe meritata e che infondo non rispecchia tutto il clamore che ha suscitato. Probabilmente presto leggero qualcos'altro dell'autrice, sperando di trovare tra le sue opera un vero capolavoro.

Voto: 6,5


Shirley Jackson nacque a San Francisco il 14 dicembre 1916 e morì l'8 agosto 1965, nel sonno,  a soli 48 anni per un insufficienza cardiaca. Giornalista e scrittrice molto apprezzata, è divenuta celebre grazie al racconto gotico "La lotteria" e a "L'incubo di Hill House", considerato uno dei più celebri racconti di fantasmi del ventesimo secolo. Di sua pubblicazione anche "Lizzie", "La casa degli invasati" e "Abbiamo sempre vissuto nel castello".

mercoledì 23 ottobre 2019

Recensione; "Red Dragon" di Thomas Harris

Buon pomeriggio cari amici lettori!
Sono pronta per palarvi di una nuova lettura che ho finito giusto stamattina e che fa parti di quei libri un po' "oscuri" che ho deciso di leggere per celebrare Halloween. L'idea che riguarda questo libro nasce del desiderio di iniziare a conoscere finalmente una delle menti più diaboliche e geniali della letteratura moderna ossia il dottor Hannibal Lecter, creato dalla penna di Thomas Harris e divenuto celebre al mondo interno sul maxi schermo grazie all'indimenticabile interpretazione di Anthony Hopkins. Devo iniziare con il dire di conoscere questa intrigante e complessa figura solo di fama perché non ho mai visto i tre film che lo vedono protagonista ed è proprio per questo che ho preso la decisione di leggere prima di tutto i libri. Il primo in ordine cronologico è "Red Dragon" (pubblicato anche come "Il delitto della terza luna" e "Drago Rosso") ed è proprio di esso che vi voglio parlare. Qui sotto trovate la mia recensione completa.





Titolo: Red Dragon
Autore: Thomas Harris
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Red Dragon
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 358
Prima pubblicazione: 1981
Casa editrice italiana: Mondadori
Anno edizione: 2002
Prezzo di copertina: 17.20 euro copertina rigida, 10 euro copertina flessibile
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Sono passati tra anni da quando Will Graham ha arrestato Hannibal Lecter, tra anni da quando quest'ultimo per un pelo non è riuscito ad ucciderlo, tre anni da quando l'investigatore ha deciso di mollare tutto e di ritirarsi lontano insieme alla moglie Molly e al figlio adottivo. Certi mestiere però sono destinati a rimanerti incollati addosso specialmente se hai capacità che nessuno ha; Graham infatti non è un poliziotto normale. Lui i serial killer li segue, li studia ed infine, in qualche modo, riesce sempre a capirlo. Questo lo sa bene Jack Crawford ed è per questo che decide di volare fino a lui ed andargli a parlare per convincerlo a collaborare nel terribile nuovo caso che si sono ritrovati a trattare; due famiglie sono state brutalmente uccise nelle proprie case da un killer spietato che agisce solo nelle notti di luna piena e tutto fa pensare che quando essa di mostrerà di nuovo egli sarà pronto a colpire ancora. Combattuto tra la paura di mettersi nuovamente in pericolo e l'impossibilità di starsene indifferente sapendo che un pericoloso omicida è in circolazione, Graham deciderà infine di tornare in azione ma ben presto dovrà arrendersi ad una terribile realtà; per trovare Drago Rosso dovrà chiedere aiuto al suo più spietato nemico.


La prima cosa che mi ha colpito di questa lettura è stata l'intensità della prosa di Harris, capace fin dalle prime pagine di lanciare il lettore nel pieno della terribile vicenda che vuole raccontare, quella di un pluriomicida senza scrupoli che entra di notte nella casa delle sue vittime per trucidarle nei propri letti. Per creare un clima di alta tensione l'autore punta su due fattori fondamentali, ossia un indagine dai dettagli spietati e terrificanti e dei personaggi davvero molto interessati. Partiamo con la conoscenza dell'ispettore Graham, colui che dotato di caratteristiche uniche che lo rendono un arma a doppio taglio all'interno delle forze investigative. La sua capacità di comprendere e "leggere nella mente" dei killer permette si di avvicinarsi sempre di più ad essi ma comporta anche dei grandi pericoli che egli non può non rischiare di compiere. La sua reputazione però, infondo, lo precede, lui è colui che è riuscito ad incastrare il terribile Hannibal Lecter, colpevole di aver ucciso nove persone e di aver fatto alle sue vittime... qualcosa che in realtà no viene specificato ma che, ci conosce almeno un po' questo personaggio, può conoscere da solo. Questa è una caratteristica molto importante e io credo che valga specificarlo bene a tutti coloro che vogliono leggere questo libro; "Red Dragon" non parla di Hannibal Lecter. Lui non è il protagonista di questa storia, anzi, in fin dei conti è poco più di una comparsa, una comparsa di grande spessore ed intensità ma comunque una comparsa. In questo libro Lecter si presenta ai lettori ma per conoscerlo veramente bisognerà arrivare a "Il silenzio degli innocenti"; qui ricopre il ruolo di ombra, colui che rimane in disparte ma che, pur non essendo il responsabile dei crimini commessi sembra rimanerne continuamente informato  e che, soprattutto, segue il proprio antagonista, ossia Will Graham nella sua indagine, come una sorta di sapiente burattinaio. La presenza di Lecter si concentra soprattutto nella prima parte ma la sua essenza si respira per tutto il libro, come una nube che segue il percorso di un altro omicida, il vero protagonista della storia ossia Drago Rosso, alias Francis Dolarhyde. La caratteristica della prosa di Harris che forse mi è piaciuta più di tutti è il fatto che abbia voluto concentrasi con grande attenzione sulla figura del suo cattivo, un uomo malato, torturato dalla vita, che trova improvvisamente un modo per emergere e mostrarsi al mondo. Thomas Harris non si limita solo a parlare di lui ma scende nei meandri del suo essere, analizzando il suo passato e portando il lettore a comprendere le sue folli azioni. Se il romanzo risulta piacevole per tutta la sua durata è proprio nell'ultima parte che fa un vero salto di qualità e lo fa proprio attraverso il cattivo che si ritroverà, grazie all'arrivo di un personaggio inatteso, a compiere una vera e propria guerra all'interno di sè, tra quelle che sono le sue due personalità, fino ad un finale da adrenalina alle stelle. Da quello che ho potuto scoprire in questo libro, le opere di Harris non sono certo adatti ai deboli di cuore ma se il livello narrativo è quello mostrato allora meritano davvero di essere scoperti. In più nei due libri seguenti, Hannibal Lecter sarà il vero protagonista e questo farà portare tutto nel baratro della follia.

Voto: 8

Frase: "Sai come hai fatto a prendermi? Il motivo per cui mi hai preso è che noi due siamo uguali"




Thomas Harris è nato a Jackson, Tenesse, l'11 aprile 1940. Scrittore poco prolifico, in trent'anni di carriera ha scritto solo cinque romanzi, non rilascia interviste dal 1976 e di lui si hanno pochi dettagli, spesso riferiti da illustri conoscenti, come Stephen King. Dal 1968 al 1974 lavora come report specializzandosi nel mondo del crimine, esperienza che gli si rivelerà molto utile nella creazione nel suo primo romanzo "Black Sunday" ispirato alla strage degli israeliani alle Olimpiadi del '72. Nel 1982 pubblica "Red Dragon" dalla quale vengono tratti due film e nel quale per la prima volta appare la figura del dottor Hannibal "il cannibile" Lecter che l'autore approfondirà nei celebri tre romanzi seguenti "Il silenzio degli innocenti", "Hannibal" e "Hannibal Lecter; le origini del male". Nel 2019 pubblica infine il nuovo attesissimo thriller "Cari Mora".

lunedì 21 ottobre 2019

Recensione; "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee

Oggi non poteva proprio mancare una bella recensione, e quindi eccomi qui per parlarvi della mia ultima lettura "Il buio oltre la siepe", celebre romanzo di Harper Lee, che mi attendeva da tantissimo tempo. Si tratta di uno di quei libri che tutti conoscono, anche solo di fama, e che tanti hanno letto quindi non mi concentrerò tanto sulla trama ma sulle emozioni che è stato in grado di regalarmi, che sono state veramente tante. Se siete interessati a conoscere la mia opinione qui sotto trovare la recensione completa.




Titolo: Il buio oltre la siepe
Autore: Harper Lee
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: To Kill a Mockingbird 
Genere: Romanzo/Romanzo per ragazzi
Pagine: 3024
Prima pubblicazione: 1960
Casa editrice italiana: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 9.50 euro copertina flessibile, disponibile in molteplici edizioni
Ebook: 12.90 euro 
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A Maycomb, cittadina del sud Alabama, si conoscono tutti. Succede da generazioni e basta solo appartenere ad una determinata famiglia perchè i concittadini sappiano già quale sarà la tua indole, il tuo futuro, le tue possibili aspirazioni. Nello specifico, tutti sanno chi è Atticus Finch, l'onesto avvocato che si troverà in una scomoda situazione quando gli verrà assegnata la difesa di un ragazzo nero, accusato di violenza carnale su una ragazza bianca. Questa sarà la vicenda base di tutta la storia ma non sarà l'unica che si troverà a raccontare la piccola Sout, sua figlia, che tra scorribande ed avventure si ritroverà, a soli otto anni, a conoscere la parte più corrotta e violenta dall'animo umano.


Inizio con il dire che mi sono accinta a leggere questo libro con una manciata di anni di ritardo. Se mi fossi lanciata alla scoperta delle sue pagine dieci anni fa, ad esempio, avrei potuto farne di esse un vero e proprio tesoro nel mio percorso di crescita. Questo perchè si tratta a tutti gli effetti di un romanzo per ragazzi, non solo perchè la sua narratrice è una bambina ma anche perchè Harper Lee ha fatto di tutto per adattare la sua bella prosa ai pensieri e alle azioni di un pubblico più giovane che si trova a vivere situazioni che non può del tutto capire. Questo però non vuol dire che il libro non sia riuscito a colpire anche me, che gli anni della giovinezza li ho passati da un po', e sta proprio in questo la potenza di questo romanzo; il fatto che riesca a parlare a tutti e che a tutti sappia insegnare qualcosa. La cosa che colpisce di più sono senza dubbio i personaggi, ognuno di esso dotato di mille sfaccettature; non si può non provare simpatia per Scout, la bimba senza peli sulla lingua, tutta coraggio e voglia di avventura che insieme al fratto Jem e al "fidanzato" Dill, passerà un estate dietro l'altra ad inseguire il fantasma di Boo Radley, lo strano vicino rinchiuso in casa da decenni; non si potrà non essere dalla parte di Atticus, il silente e paziente avvocato, che non avrà paura di aizzare la rabbia della gente per essere a posto con la sua coscienza così come, allo stesso modo, non si potrà rimanere basiti di fronte all'esito del processo, che fa crollare ogni senso di giustizia e di umanità. "Il buio oltre la siepe" racconta la vita in una cittadina come tante ma racconta anche una storia di razzismo, una lotta violenta tra ignoranza e conoscenza, un viaggio che porta alla presa di coscienza della società e soprattutto, di sè stessi. La cosa che più colpisce però è il fatto che Harper Lee ci racconta una realtà degli anni '30 che infondo non è molto diversa da quella che ci riguarda oggi, dove forse ancora non è chiaro il vero concetto di giustizia e dove i pregiudizi valgono molto di più della scoperta della realtà. In tutto questo però non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando della storia di tre ragazzi ed infatti il finale conserva proprio quella spensieratezza che, nonostante tutto, non può che lasciarsi scappare un sorriso sulle labbra. "Il buio oltre la siepe" è uno di quei romanzi che dovrebbero far leggere nelle scuole e che ogni adulto, se ancora non l'ha fatto, dovrebbe conoscere per imparare qualcosa di più sul mondo e su sè stessi. Non è mai troppo tardi per un libro così.

Voto: 8

Frase: "Il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede."




Nelle Harper Lee, nacque a Monroeville in Alabama, il 28 aprile 1926. Figlia di un avvocato, ha tre fratelli. Fu amica di Truman Capote, che già nella prima infanzia le consigliò di scrivere racconti e proprio grazie a lui decise di lasciare il lavoro e scrivere il suo libro “Il buio oltre la siepe” pubblicato nel 1960 e con il quale vinse il premio Pulitzer. Moltissimi anni dopo, nel 2015, è stato pubblicato il suo secondo romanzo “Va’, metti una sentinella” sequel del primo, ambientato venti anni dopo.