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mercoledì 6 novembre 2019

Segnalazione Thrillernord; "Kentuki" di Samanta Schweblin

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Grazie alla celerità dello staff Thrillernord, gruppo magnifico e sempre professionale, di cui faccio parte con molto orgoglio, posso già segnalarvi la mia recensione di "Kentuki" romanzo dispotico di Samanta Schweblin. Questa è una lettura che è stata capace di impressionarmi sia grazie ad uno stile narrativo molto piacevole, sia per una storia fittizia ma convincente perchè capace di far ragionare sulla morale del mondo in cui viviamo. Qui sotto, come consueto, vi lascio la scheda libro, la trama e il link per leggere la recensione completa sul sito thrillernord.it





Titolo: Kentuki 
Autore: Samanta Schweblin
Paese: Argentina 
Titolo originale: Kentukis
Genere: Romanzo dispotico
Pagine: 230
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Sur
Prezzo di copertina: 16.50 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Trama:
Buenos Aires, interno giorno. Ma anche Zagabria, Pechino, Tel Aviv, Oaxaca: il fenomeno si diffonde in fretta, in ogni angolo del pianeta, giorno e notte. Si chiamano kentuki: tutti ne parlano, tutti desiderano "avere" o "essere" un kentuki. Topo, corvo, drago, coniglio: all'apparenza innocui e adorabili peluche che vagano per il salotto di casa, in realtà robottini con telecamere al posto degli occhi e rotelle ai piedi, collegati casualmente a un utente anonimo che potrebbe essere dovunque. Di innocuo, in effetti, hanno ben poco: scrutano, sbirciano, si muovono dentro la vita di un'altra persona. Così, una pensionata di Lima può seguire le giornate di un'adolescente tedesca, e gioire o preoccuparsi per lei; un ragazzino di Antigua può lanciarsi in un'avventura per le lande norvegesi, e vedere per la prima volta la neve; o ancora un padre fresco di divorzio può colmare il vuoto lasciato dall'ex moglie. Le possibilità sono infinite, e non sempre limpide: oltre a curiosità e tenerezza, il nuovo dispositivo scatena infatti forme inedite di voyeurismo e ossessione. Come i kentuki aprono una finestra sulla nostra quotidianità più intima, così Samanta Schweblin apre uno squarcio nella narrazione del reale: con un immaginario paragonato a quelli di Shirley Jackson e David Lynch, l'autrice trasporta il lettore in un'atmosfera ipnotica, regalandoci una storia sorprendente e dal ritmo vertiginoso.



Recensione completa su thrillernord.it


Voto: 7.5




Samanta Schweblin è nata a Buenos Aires nel 1978. Nel 2010 è stata selezionata dalla rivista Granta come una dei 22 migliori scrittori in lingua spagnola sotto i 35 anni, riconoscimento in seguito confermato da numerosi premi letterari. Tra le sue opere: "La pesante valigia di Benavides" (Fazi, 2010) e "Distanza di sicurezza" (Rizzoli, 2017).Oltre a "Kentuki", SUR pubblicherà due sue raccolte di racconti, "Siete casas vacías", che le ha valso il prestigioso Premio Ribera del Duero nel 2015, e "Pájaros en la boca", la cui traduzione in inglese è stata candidata al Man Booker International Prize.

lunedì 3 giugno 2019

Recensione; "Vox" di Christina Dalcher

Buon lunedì a tutti, amici lettori!
Giugno è arrivato con tutta la sua tipica prepotenza portando il caldo che tanti agognavano (io un po' meno) e soprattutto una grande fretta di recuperare quello che manca per concludere il capitolo Maggio. Inizio quindi con una recensione, l'ultima del mese appena passato. La mia ultima lettura di Maggio è stata "Vox", romanzo dispotico di Christina Dalcher che ha dato molto da discutere del mesi passati. Ho acquistato questo libro alla sua uscita sfruttando un buono e attirata dalla bella idea sulla quale viene basato e ho deciso di leggerlo adesso proprio per farmi un idea. Volete conoscerla? Se è così sapete già cosa fare, qui sotto trovare la recensione completa!



Titolo: Vox
Autore: Christina Dalcher
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Vox
Genere: Romanzo dispotico
Pagine: 414
Anno di pubblicazione: 2018 
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Prezzo di copertina: 19 euro copertina rigida 
Ebook: 9.99 euro 

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Jean McClellan era una donna come tante; di origini italiane, faceva parte di un gruppo di ricerca per curare l'afasia di Wernicke, una grave patologia che colpisce la parte del cervello che interessa il linguaggio, aveva un marito, quattro amati figli, e persino una storia ex coniugale con il suo affascinante collega Lorenzo. Tutto questo però è crollato miseramente quando al governo degli Stati Uniti è stato eletto Sam Myers e con lui si è fatto sempre più strada il Movimento per la Purezza, un gruppo di estremisti religiosi decisi a rilegare il più possibile le donne al ruolo di mogli e madri. Così per Jean e per milioni di donne in tutto il Paese ha inizio un vero e proprio incubo; sono costrette a lasciare il lavoro, consegnare passaporti, cellulari, computer, rinchiudere i libri e i giornali in un mobiletto a cui non avranno mai più accesso e soprattutto allacciarsi al polso un terribile bracciale che le permetterà di pronunciare solo cento parole al giorno. Questo è solo il primo passo di un processo ai confini della pazzia e Jean per un anno intero è costretta ad assistere a tutto il silenzio, per proteggere sè stessa e la sua unica figlia femmina Sonia, ma un giorno le capita una grande opportunità; il fratello del presidente dopo una brutta caduta sugli sci ha subito un brutto donna alla parte del cervello che lei per tanti anni ha studiato e lei sarà richiamata al suo studio per riuscire a salvarlo. Sarà l'occasione giusta per iniziare a cambiare finalmente le cose?


Come già detto questo è un libro che ha dato molto da parlare; tanti lo hanno letto, spinti dalla stessa curiosità che ha fatto in modo che anche io decidessi di acquistarlo, e hanno potuto dare così la loro opinioni, in alcuni casi positive, ma nella maggioranza, tendenzialmente ben al di sotto delle aspettative. Ora tocca a me parlarne ed effettivamente ho molte cose da dire. Inizio dicendo che l'idea di Christina Dalcher è a dir poco geniale e terrificante allo stesso tempo. Quando si inizia a leggere questo libro non si può che non provare un grandissima angoscia perchè pur essendo un dispotico la società che viene narrata poi così diversa da quella che viviamo. Si può dire addirittura che le avvenimenti a cui assistiamo o a cui abbiamo assistito negli ultimi hanno possano rappresentare un eventuale punto di partenza per la creazione del mondo in cui vive Jean e la sua famiglia. E questo non può che fare un immensa paura. L'autrice non ci nasconde questo messaggio e lo sottolinea, seppur velatamente, diverse volte all'interno della sua opera; fa chiari rifermenti, ad esempio, alla costruzione del muro che sta per dividere gli Stati Uniti dal Messico o la salita al potere dell'attuale presidente Tramp, citato non in prima persona ma apparso in un chiaro riferimento. Tutto questo fa si che l'opera si trasforma in un accusa nei confronti della società americana attuale, lanciata così tanto allo sbaraglio che potrebbe davvero giungere a trasformarsi in quella raccontata in "Vox", e soprattutto un campanello d'allarme per far sì che si faccia qualcosa per impedire che possa succedere una cosa del genere. "Vox" appare inoltre come un romanzo strettamente femminista, anche se le donne non sono le sole vittime della società descritta, determinata a colpire tutte quelle persone che si mostrano in modo "diverso" dall'originale idea cattolica di purezza ed obbedienza, come gli omosessuali, provati di qualunque diritto e rinchiusi in terribili centri di correzione; la Dalcher fa riferimento alle lotte femministe, agli scontri e alle proteste, poi risultate inutili ma comunque presenti e accese nell'animo delle persone. Ciò che fa rimanere davvero a bocca aperta però è il fatto che la maggior parte delle persone faccia finta di niente, assecondando in questo modo le azioni di quegli individui che invece sembrano incredibilmente d'accordo con le idea estremiste dei vertici; è impossibile non provare una grande rabbia a sentire i discorsi fatti da Steven, il figlio maggiore di Jean, uno dei giovani forgiati delle nuove idee, come ragionare sul fatto che doveva essere stato proprio così alla crescita della Germania nazista. Tutto questo, e altro ancora, ha fatto sì che per la prima metà del libro questa lettura è stata capace di coinvolgermi totalmente, entusiasmandomi, sconvolgendomi e lasciando davvero un segno nella mia anima.. peccato però che ad un certo punto tutto crolli totalmente. Cosa succeda nello specifico non so dirlo ma entrando nella seconda metà del libro ho sentito un vero e proprio strappo nella narrazione causato da vari fattori come ad esempio alcune svolte narrative un po' forzate, alcune scene descritte in modo banale e poco incisivo, alcune piccole ripetizioni che affaticano la lettura e soprattutto l'incapacità di comprendere il comportamento dei protagonisti. Ovviamente non posso entrare nello specifico per non rivelarvi troppo ma l'impressione che ho avuto è quella che l'autrice non sia stata in grande di sviluppare in modo corretto e credibile un idea così geniale come quella che ha avuto. Per questo "Vox" è uno di quei libri che un po' fa arrabbiare, e le aspettative vengono inevitabilmente deluse. In conclusione non posso dire che questa sia stata una brutta lettura ma allo stesso tempo mi sento un po' ferita ed incompleta, nello specifico da un finale incomprensibile ed irreale, quindi il mio voto non può essere alto. Peccato per quella parte iniziale, se avesse continuato così sarebbe stato indimenticabile..

Voto: 7

Frase: "Se qualcuno mi dicesse che in una settimana potrei far fuori il presidente, il Movimento per la Purezza e quell'incompetente pezzo di merda di Morgan LeBron, non gli crederei. Ma non potrei nemmeno contraddirlo. Non potrei dire niente"


Christina Dalcher si è laureata in Linguistica alla Georgetown University con una tesi sul dialetto fiorentino. Ha insegnato italiano, linguistica e fonetica in diverse università, ed è stata ricercatrice presso la City University London. Vive negli Stati Uniti e, quando possibile, trascorre del tempo in Italia, soprattutto a Napoli. "Vox" è il suo romanzo d’esordio.


venerdì 24 maggio 2019

Recensione; "Darkest minds" di Alexandra Bracken

Buongiorno amici lettori!
Finalmente sono tornata e posso parlarvi della mia ultima lettura; "Darkest minds" un romanzo dispotico scritto da Alexandra Bracken da cui lo scorso anno è stato tratto un film. Questo è uno dei pochi casi in cui ho visto prima la trasposizione di aver letto il libro ma desideravo poterlo fare sia per approfondire la storia sia per poterla continuare con i due capitoli seguenti. Volete sapere cosa ne penso? Qui sotto trovare la mia recensione!




Titolo: Darkest Minds
Autore: Alexandra Bracken
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Darkest Minds
Genere: Romanzo dispotico/Young Adult
Pagine: 360
Prima pubblicazione: 2012
Casa editrice italiana: Sperling & Kupfer
Anno edizione: 2018
Prezzo di copertina: 13,46 euro copertina rigida, 9.90 euro copertina flessibile
Ebook: 5.49 euro
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Gli Stati Uniti erano un paese prospero, ricco e puntato verso il futuro.. almeno fino a quando un terribile morbo ha debellato tre/quarti dei bambini fino ai dodici anni. La malattia si chiama Neurodegenerazione Idiopatica Adolescenziale Acuta, NIAA, e se la tragedia riguarda tutti i bambini che per colpa sua sono improvvisamente scomparsi a preoccupare i vertici dello stato sono quelli che hanno automaticamente sviluppato il modo per sopravvive; far crescere dentro di sè determinati poteri, alcuni dei quali molto pericolosi. Terrorizzato da questi misteriosi poteri il governo ha deciso di separare i bambini dalle proprie famiglie e rinchiuderli in centri specializzati con il pretesto di creare un siero capace di poterli curare. Tra di loro c'è anche Ruby, di appena dieci anni, giunta nelle mani dei soldati in circostanze misteriose e dotata di un potere veramente pericoloso, quello di poter leggere e controllare la mente delle persone con cui entra i contatto. Questa capacità potrebbe però metterla in pericolo e per molti anni la tiene segreta almeno fino a quando a lei giunge un aiuto inaspettato e si prospetta un'imprevedibile possibilità; poter uscire e compiere una grande avventura per raggiungere insieme ad altri ragazzi in posto segreto in cui poter essere finalmente liberi.


Il mondo raccontato da Alexandra Bracken nella sua serie Darkest Minds è un mondo dispotico della serie più inquietante, infatti non può non turbare il pensiero di poter "vivere" in un universo in cui la grande maggioranza di bambini è stata debellata da una terribile malattia ed quelli sopravvissuti sono costretti a vivere rinchiusi o ricercati, per via delle speciali ma imprevedibili capacità sviluppate per poter sconfiggere la malattia. Succede quindi che tutti bambini vengano divisi in diverse categorie, in basa alla tipologia dei loro poteri; i Verdi sono coloro dotati di un'enorme intelligenza, i Blu sono quelli telecinetici, i Gialli hanno il controllo dell'elettricità, gli Arancioni controllano la mente mentre i Rossi.. nessuno sa cosa sono capaci di fare perché appena individuati sono stati portati via. A questa classificazione viene inoltre aggiunta un'altra divisione; i Verdi e i Blu sono infatti considerati innocui mentre i Gialli, gli Arancioni e i Rossi, considerati pericolosi, sono costretti a vivere continuamente sorvegliati, spesse volte vengono addirittura eliminati. In questo mondo folle e crudele si svolge la vita di Ruby, la protagonista e narratrice che ci racconta la sua particolare storia a partire dai primi casi di NIAA, passando per il suo misterioso arrivo nel centro e la sua consapevolezza di essere un Arancione capace di controllare la mentre del dottore incaricato di valutarla in modo da poter rimanere per ben sei anni catalogata come Verde e relativamente al sicuro. La cosa che però più la spaventa è proprio dentro di lei e Ruby avrà modo di capirlo quando grazie all'aiuto della dottoressa Cate, un incaricata del gruppo segreto chiamato la Lega dei Bambini, potrà scappare dal centro nel quale per tanti anni è stata tenuta rinchiusa. Ciò che non sa è che fuori è ancora più difficile capire di chi fidarsi e dovrà affrontare un pericolo dietro l'altro insieme al piccolo gruppo di amici che ha avuto la fortuna di incrociare sul suo cammino composto da Liam, un affascinante Blu deciso ad aiutare più ragazzi possibili, Ciccio, il saccente Verde con cui più volte arriverà a scontrarsi, e la piccola Zu, una Gialla resa muta da un terribile shock passato. Insieme a loro Ruby verrà a conoscenza dell'esistenza di East River, il misterioso campo dove i ragazzi come loro posso rifugiarsi, posto in un luogo segreto per volere di Slip Kid, il loro capo dalle incredibili capacità. Ognuno di loro è intenzionato a raggiungerlo per diverse ragioni ma prima di trovarlo dovranno superare molte sfide. A cercarli infatti non ci sono solo i soldati, ma anche la Lega e i terribili tracciatori, dei cacciatori di taglie che si nascono delle persone comuni, tra cui anche la terrificante Lady Jane. Con questi presupposti l'avventura è assicurata, infatti gran parte del libro ha una narrazione decisamente movimentata caratterizzata da inseguimenti, lotte e fughe adrenaliniche. Tutta la narrazione è eseguita dal punto di vista della protagonista tanto che noi abbiamo modo di conoscere gli altri personaggi quasi esclusivamente attraverso il suo potere che permette di entrare in contatto con le loro menti e i loro ricordi grazie il più semplice contatto fisico. Ruby è perfetta per essere la giovane eroina adolescenziale perchè è una ragazza forte, spaventata dal proprio potere ma allo stesso tempo determinata a conoscerlo in pieno e a controllarlo. In questa storia avremmo modo di seguirla nel suo percorso di cresciuta, la vedremo sconvolta, arrabbiata e anche innamorata perchè in storie come queste il lato affettivo non può certo mancare e la Bracken trova un nesso che funziona attraverso l'unione di Ruby e Liam, un ragazzo che sembra quasi troppo perfetto per essere vero ma che alla quale è praticamente impossibile non resistere. Lui è l'eroe buono, caritatevole e giusto, capace di sacrificare sè stesso per il bene degli altri e attraverso lui Ruby avrà molte cose da imparare, tra cui anche il più grande insegnamento che se tu ami davvero qualcuno alle volte devi anche fargli del male. Tanta avventura come dicevo ma anche tanti colpi di scena in una narrazione che non lascia un momento di tranquillità. Se devo essere sincera con voi però devo ammettere di non essere riuscita ad entrare proprio del tutto a contatto con la storia. Questo romanzo mi è piaciuto, mi ha colpita ma non mi ha del tutto conquistata. Questo forse è da imputarsi al fatto che io conoscessi già a grandi linee la storia per aver visto il film, oppure più probabilmente che sono in ritardo sul suo target di una manciata di anni. Entrami sono opzioni possibili ma sta di fatto che seppur avendo trovato molti spunti interessanti avrei preferito che, soprattutto sul piano emozionale, certi passaggi venissero affrontati in maniera diversa; per citarne uno, bisogna arrivare a più di metà libro per capire cosa sia accaduto a Ruby quando aveva dieci anni e tutto questo mistero non è nemmeno giustificabile in quanto le sue capacità erano già uscite più volte allo scoperto. Se questo piccolo particolare fosse stato messo all'inizio probabilmente l'intera narrazione sarebbe risultata più chiara ed immediata. Detto questo, provo ancora curiosità nel sapere cosa accadrà in futuro e sicuramente leggerò i libri seguenti.. magari non nell'immediato futuro, però lo farò.

Voto: 7

Frase: "Il Governo non aveva mai avuto paura dei bambini che rischiavano di morire, né del vuoto che avrebbero lasciato dietro di sé. Aveva paura di noi, i sopravvissuti"




Alexandra Bracken è nata a Scottsdale il 27 febbraio 1987, dove crebbe e tornò a vivere dopo un periodo passato a New York dove ha lavorato nel campo dell'editoria per bambini, prima come assistente editoriale e poi nel marketing. Dopo sei anni ha deciso di lanciarsi a tempo pieno nella scrittura e il suo romanzo d'esordio, inedito in Italia, "Brightly Woven" è stato pubblicato nel 2010. In seguito ha dato vita alla serie dispotica young adult "Darkest minds" composta dai tre romanzi e due raccolte ancora inedite nel nostro paese. Di sua pubblicazione anche alcuni romanzi per bambini e ragazzi.

giovedì 25 aprile 2019

Recensione; "Four" di Veronica Roth

Buon giovedì 25 Aprile a tutti voi amici lettori!
Altra giornata di festa, altra recensione pronta per voi! Nei giorni scorsi ho concluso ufficialmente la serie "Divergent" con la racconta di racconti "Four" e oggi è proprio di questa lettura che vi voglio parlare. Siete pronti a conoscere il mio parere? Bene, qui sotto trovate la mia recensione!




Titolo: Four
Autore: Veronica Roth
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Four. A Divergent Collection
Genere: Raccolta di racconti/Dispotico/Young Adult
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2015
Casa editrice italiana: DeA
Prezzo di copertina: 14,90 euro copertina rigida, 12,90 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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"Four" è la raccolta di racconti attua a concludere ed arricchire la celebre trilogia "Divergent". Composto da quattro racconti ("Trasfazione", "Iniziato", "Figlio" e "Traditore") nasce dall'idea di Veronica Roth di approfondire il personaggio di Tobias/Quattro, uno dei più importanti e misteriosi dell'intera trilogia. L'autrice ci svela nell'introduzione iniziale di aver iniziato a scrivere "Divergent" proprio dal punto di vista del ragazzo che decide di cambiare fazione per scappare alle violenze del padre ma poi di aver cambiato idea dopo essersi resa conto che la sua non era la voce adatta per raccontare la sua storia. Detto questo appare inevitabile per lei aver scritto anche questa raccolta che permette al lettore di andare un po' indietro nel tempo e di seguirlo nel momento della sua Cerimonia della Scelta, del suo periodo da Iniziato negli Intrepidi, la sua scalata nella gerarchia fino a diventare istruttore, il suo rapporto con i compagni, sia amici, come Zeke e Shauna, sia nemici, come Eric, ma anche ai suoi complicati legami con i genitori, che tanto saranno importanti nell'evolversi della storia. I quattro racconti sono tutti narrati in prima persona e appaiono in qualche modo legati l'uno all'altro, cosa che ho apprezzato molto soprattutto nei primi tre, ambientati prima dell'inizio di "Divergent" e quindi totalmente inediti. Il quarto e l'appendice finale, invece, sono degli omaggi ai più nostalgici e servono per ripercorrere alcuni episodi già visti in "Divergent" ma raccontati dal punto di vista di Tobias come l'incontro con Tris e la nascita del loro amore. I più romantici saranno quindi accontentati grazie ad alcuni teneri momenti racconti con maestria e che infondono una grande malinconia che infondo non guasta mai. Anche questo ultimo capitolo mi fa rimanere dell'opinione che, pur essendo una lettura tipicamente adolescenziale, la serie di Veronica Roth riesce a coinvolgere ed intrattenere piacevolmente anche il pubblico più adulto grazie all'alternanza di azione, sentimento, spensieratezza e la trasmissione di messaggi importanti. Ora che ho scoperto la penna di questa autrice penso proprio che leggerò qualcos'altro di suo, e lo farò molto presto!

Voto: 7.5

Frase: "Il mio nome che adesso è solo "Quattro", ogni sospetto della mia provenienza e sulla mia identità dimenticati, ora che sono uno di loro, ora che sono un Intrepido. Non sono Tobias Eaton, non lo sono più, non lo sarò mai più. Sono un Intrepido"


Veronica Roth è nata il 19 agosto 1988 a New York e attualmente vive a Chicago con il marito. Il suo esordio è avvento in giovanissima età con la pubblicazione del romanzo best seller "Divergent", che ha scritto rubando il tempo agli esami, e a cui hanno fatto seguito due romanzi "Insurgent" e "Allegiant" e una raccolta di racconti "Four".
Nel 2017 è uscita anche il primo libro della duologia "Carve de Mark" "I presidiati" che si concluderà quest'anno con "Il destino divide".

domenica 31 marzo 2019

Recensione. "Allegiant" di Veronica Roth

Buona domenica a tutti amici lettori!
Oggi post speciale per farvi conoscere l'ultima recensione del mese, prima della consueta classifica finale che uscirà, presumibilmente, domani mattina.
L'ultimo libro che ho avuto modo di scoprire in questo Marzo dedicato principalmente alle autrici mi ha permesso di concludere una trilogia che mi aveva piacevolmente sorpreso e che mi portavo avanti da alcuni mesi; sto parlando ovviamente della serie dispotica young adult "Divergent" e del suo terzo ed ultimo capitolo "Allegiant". Come per tutti i libri che fanno parte di una serie vi consiglio di leggere questa recensione solo se avete già letto i capitoli precedenti per evitare spiacevoli spoiler. Detto questo, ecco qui il mio commento.




Titolo: Allegiant
Autore: Veronica Roth
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Allegiant
Genere: Romanzo dispotico/Young Adult
Pagine: 538
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: DeAgostini
Prezzo di copertina: 14.90 euro copertina rigida, 10.90 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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Dopo la sconfitta degli Eruditi e la diffusione del video di Edith Prior, tutto il mondo in cui Tris ha sempre vissuto è destinato a cambiare. Ormai tutti sanno qual'è la vera funzione della società nella quale da sempre sono vissuti, e che fino ad allora credevano essere la unica esistente, ma sono ancora tanti i misteri da svelare tra cui capeggia quello di scoprire cosa si nasconde davvero dietro la recinzione. I piani di Tris e dei suoi amici vengono però fatti saltare in aria da alcuni membri della società che vogliono impedire qualsiasi contatto con il mondo esterno tra cui anche Evelyn, autoproclamatasi al comando e decisa ad imporre il proprio volere. Ciò che la madre di Tobias non ha messo in conto però è il formarsi di una fazione, gli Alleanti, convinti di dover ripristinare le fazioni e uscire nel mondo esterno, così come detto nel video rivelatore, nonché il duro tradimento del figlio che insieme al gruppo di amici si appresta ancora una volta a rivoltarsi contro il potere per andare finalmente a fondo nella verità.


Quando ho iniziato a leggere questa serie l'ho fatto con un po' di pregiudizi, devo ammetterlo. A primo acchito sembra destinata ad essere una trilogia puramente adolescenziale, leggera e forse anche un po' banale. Bhè, ancora una volta mi è stato dimostrato che nella lettura non bisogna assolutamente fermarsi alle apparenze. Forse escludendo il primo capitolo (che mi è piaciuto di meno ma forse perché già avevo visto il film e quindi conoscevo la storia) sia il secondo che il terzo libro sono stati capaci di farmi provare tante emozioni grazie all'alta dose di adrenalina e ai continui colpi di scena. Quella a cui appartengono "Divergent", "Insurgent" ed "Allegiant" è la categoria di dispotici che più mi piace, quella che mostra una società basata su equilibri e regole diverse dalle nostre che mostrano alla fine però degli insegnamenti importanti per comprendere il mondo in cui viviamo. Se in "Insurgent" abbiamo avuto un grande colpo di scena, in "Allegiant" ci troviamo a doverci confrontare con il cambio di fronte e la promessa di un nuovo futuro che può essere positivo o negativo. In questo capitolo finale troviamo tutti i personaggi a cui ormai siamo affezionati e che saranno costretti sia a confrontarsi una volta per tutte gli uni con gli altri e consolidare i rapporti già nati, sopratutto la grande storia d'amore tra Tris e Tobias. Proprio su questo fronte l'autrice fa una scelta molto interessante; a differenza dei due libri precedenti, unicamente narrati dal punto di vista di Tris, questa volta la narrazione è suddivisa tra i due personaggi principali. Questa scelta stilistica permette in primo luogo di arrivare a conoscere in modo ancor più approfondito il personaggi di Tobias che, esattamente come la protagonista, durante la serie ha subito un profondo cambiamento. Se Tris si è trasformata da ragazza timida ad insicura a macchina da guerra, Tobias ha subito il processo opposto diventando da ragazzo ombroso e brusco ad un essere più indifeso, quasi umano. Non mi stupisce che la loro unione sia stata capace di coinvolgere milioni di lettrici in tutto il mondo ed anche io, che sono poco romantica di natura, non ho potuto non rimanere colpita dall'intensità di quest'amore giovane e destinato a combattere per resistere contro tutto e tutti. Concludendo non posso non fare che i miei complimenti a Veronica Roth per essere stata capace di creare una storia che si legge in un attimo, che trasporta in un nuovo mondo e che riflettere sul vero senso della lotta e dalla speranza per il futuro. Leggerò sicuramente qualcos'altro di suo.

Voto: 7.5

Frase: "La città, la nostra città, è più vicina alla distruzione di quanto sia mai stata. Possiamo fare finta di non appartenervi più, perché viviamo relativamente al sicuro qui dentro, ma non è così. Noi vi apparterremo per sempre"


Veronica Roth è nata il 19 agosto 1988 a New York e attualmente vive a Chicago con il marito. Il suo esordio è avvento in giovanissima età con la pubblicazione del romanzo best seller "Divergent", che ha scritto rubando il tempo agli esami, e a cui hanno fatto seguito due romanzi "Insurgent" e "Allegiant" e una raccolta di racconti "Four".
Nel 2017 è uscita anche il primo libro della duologia "Carve de Mark" "I presidiati" che si concluderà quest'anno con "Il destino divide".




venerdì 28 dicembre 2018

Recensione; "La ragazza che sapeva troppo" di M.R. Carey

Seconda recensione di giornata che riguarda un romanzo che ho letto prima delle vacanze natalizie ma che mi coinvolto davvero tantissimo. Sto parlando del dispotico horror "La ragazza che sapeva troppo" di M.R. Carey. Pur non essendo del mio genere preferito, questo romanzo è stato davvero in grado di convincermi grazie ad una storia d'effetto.. ma per saperne di più, vi invito a scorrere e leggere la recensione completa.



Titolo: La ragazza che sapeva troppo
Autore: M.R. Carey
Paese: Inghilterra
Titolo originale: The Girl with All the Gifts 
Genere: Romanzo dispotico/Horror
Pagine: 382
Prima pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Newton Compton
Anno edizione: 2015
Prezzo di copertina: 9.90 euro copertina rigida, 4.90 euro versione economica
Ebook: 3.99 euro
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In un futuro post apocalittico, Melanie vive una vita assolutamente terrificante. Costretta, insieme ad altri bambini come lei, a vivere rinchiusa in una base militare segreta, passa le sue giornate tra le lezioni dei maestri, tra i quali l'amata signorina Justineau, e le eterne notti passate in una cella d'isolamento. Del mondo fuori da quelle quattro mura non sa nulla a parte che è pericoloso e controllato dai terribile hungrie. Ma chi sono davvero questi esseri senza anima? Come si sono creati? E chi è davvero Melanie? Un bambina, oppure qualcosa di più? E soprattutto, cosa vuol dire quella terribile sensazione che sente ogni volta che per sbaglio percepisce l'odore degli umani che la circondano? Saranno tante le domande a cui Melanie dovrà trovare risposta e soprattutto molti i pericoli che lei e il suo piccolo gruppo, composto dalla signorina Justineau, la dottoressa Caroline Caldwell, il Sergente Parks e un giovane soldato, dovranno affrontare quando la base verrà attaccata e loro si ritroveranno nel pieno del mondo che li circonda. Infine sarà Melanie a dover fare una scelta, anche se terribile, per fondare le basi per un nuovo mondo.


Appena ho iniziato a leggere questo libro mi sono ritrovata di fronte ad una narrazione alla quale non ero per nulla preparata. Il genere dispotico è uno dei miei preferiti ma la stessa cosa non è per l'horror e questa storia si rivela da subito decisamente tendente verso quel genere, soprattutto quando la base verrà attaccata e i vari personaggi ci faranno conoscere il mondo che li circonda, un mondo veritiero ma ben diverso da quello che conosciamo perché distrutto dalla diffusione di un virus che ha attaccato e distrutto migliaia di persone rendendole simili a terrificanti zombie. La cosa che mi ha permesso di continuare a leggere è una sorta di attrattiva che mi legava alle pagine, coinvolgendomi e dandomi voglia di proseguire, facendomi scoprire una storia che spesso e volentieri cade nello splatter e che si adatta poco ai deboli di fegato ma che conserva alcuni messaggi civili e sociali davvero molto importanti. Il fattore migliore è formato dai personaggi, tutti estremamente interessanti e molto ben caratterizzati; a partire dalla piccola Melanie e dalla sua presa conoscenza del mondo e della sua identità, passando per i suoi compagni di viaggio, tutti diversi tra loro e spinti da differenti valori ed esperienze, fino ad arrivare agli hungrie, visti prima come delle terrificanti beste ma piano piano rivalutati nel corso della lettura. Storia commovente che sfocia in un finale che sconvolgerà ma che farà comprendere una verità a volte difficile da accettare; certe volte è inutile combattere e per salvare il mondo, bisogna scegliere di perire. Un libro sorprendente, che è stato capace di convincere anche me e che quindi si adatta bene anche a quelli non affine a questo particolare genere. Per tutti quelli che amano le storie dell'errore e le scene raccapriccianti.. bhè qui troverete di certo pane per i vostri denti!

Voto: 8

Frase: "Il mondo sotto i nostri oggi è stato costruito dagli uomini per soddisfare le loro esigenze, ma ora non è più così, è del tutto cambiato. Ed è cambiato perché se ne sono andati via, ritirandosi, abbandonandolo agli hungrie"


M.R. Carey è nato a Liverpool nel 1959. È autore di vari libri e di fumetti, ha lavorato per la DC Comics e la Marvel, firmando episodi acclamati dalla critica delle famose serie degli XMen e dei Fantastici quattro. Le sue opere finiscono regolarmente nella classifica del «New York Times» dedicata alle graphic novel. È stato anche sceneggiatore di Hollywood. La Newton Compton ha pubblicato "La ragazza che sapeva troppo", un successo internazionale diventato un film con Glenn Close, Gemma Arterton e Paddy Considine, "Fellside" e "Il ragazzo sul ponte".





martedì 2 ottobre 2018

Recensione; "Non lasciarmi" di Kazuo Ishiguro

Ed eccoci finalmente giunti all'ultima recensione dei libri di Settembre e questa volta ho proprio voluto concludere in grande parlandovi di una lettura che mi convinto, coinvolto e stravolto in ogni sua caratteristica. Sto parlando di "Non lasciarmi", romanzo di Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura del 2017. Ho acquistato questo libro proprio dopo la vittoria dell'autore del prestigioso premio ma ci ho messo un po' di tempo per trovare il momento adatto per leggerlo, attesa che è stata totalmente ripagata da una lettura che procede tranquillamente ma che sfocia in tanti piccoli dettagli e soprattutto in colpo di scena finale da togliere il fiato.
Volete saperne di più? Molto semplice, vi basta scorrere e lasciarvi travolgere dalla maestria



Titolo: Non lasciarmi
Autore: Kazuo Ishiguro 
Paese: Giappone/Inghilterra
Titolo originale: Never Let Me Go
Genere: Romanzo dispotico
Pagine: 291
Prima pubblicazione: 2005
Casa editrice italiana: Einaudi
Anno edizione: 2007
Prezzo di copertina: 13 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro
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Kathy, Tommy e Ruth sono amici da quando ne hanno memoria. Sono cresciuti insieme nel collegio di Hailsham, accuditi e istruiti, alle volte duramente, da un gruppo di tutori che oltre a studiare le varie lezioni li spingono ad esprimere continuamente la loro creatività in vari lavori (poesie, sculture, disegni..) che vengono puntualmente esaminati e, alle volte, anche raccolti dalla misteriosa Madame per entrare a far parte della Galleria. Fin dalla primissima infanzia il loro è un rapporto molto stretto, di condivisione e di famigliarità, ma la verità è che la loro è molto diversa da essere una famiglia normale, anche se nemmeno loro saprebbero dire perché. Del resto è da tutta la vita che vivono nel timore di porre delle semplici domande, quesiti che rimarranno soggetti a molteplici fantasie ma mai svelati; Cosa li aspetta una volta usciti dalle mure di Hailsham? Cosa significano veramente le parole "assistente" e "donatore"? Che significato hanno realmente i frutti della loro creatività? I tre amici, insieme, arriveranno a conoscerne le risposte ma lo faranno a grandi spese, tra cui quelle di vedere infrante tutte le fantasie coltivate negli anni.


Inizio con il dire che "Non lasciarmi" è un romanzo dispotico della miglior specie esistente; attraverso la narrazione di Kathy, presa come protagonista, veniamo a conoscenza di un mondo lontano e ben diverso da quello che conosciamo, di cui potremmo conoscere alcuni dettagli solo sporadicamente all'interno della narrazione. Inizia tutto in un Inghilterra futuristica, cupa e nebbiosa; Kathy ha ormai più di trent'anni e da undici lavora come assistente. Ciò che questa affermazione vuol dire e il reale ruolo di Kathy e di tutte le persone come lei, rimarrà segreto davvero fino alla fine del libro e verrà svelato solo parzialmente attraverso il racconto della giovane, che giunta in un momento chiave della propria esistenza, ripercorre i propri ricordi, tornando indietro alla propria infanzia in compagnia appunto dei cari amici. Il ruolo dell'amicizia ed in seguito quello dell'amore è decisamente fondamentale all'interno dell'opera; questi sentimenti, già terribilmente importanti nell'immaginario comune, appaiono ancora più fondamentali delle menti di questi ragazzi che vedono in essi una vera e propria ancora di salvezza all'interno di un mondo che si rivela ancora più spietato e temibile di quanto avrebbero potuto mai immaginare. Scegliendo di far condurre la narrazione ad una di questi particolare ragazzi, il sapiente scrittore pone il lettore nella situazione di avere una percezione del mondo circostante solo superficiale e alle volte anche totalmente errata, proprio come loro; ciò fa sì che una volta arrivato a conoscenza della realtà, chi legge non può che rimanerne sconvolto, addirittura stranito, come se non ci si potesse credere.  Quando si leggere questo libro si ha la percezione di leggere una comune storia di giovani, una storia di amicizia e di convivenza, piacevole ma come ce ne potrebbero essere tante altre. Ecco, questo è un grandissimo errore, la storia di Kathy, Tommy e Ruth è tutt'altro che una storia comune; Kazuo Ishiguro lo sa bene e, diciamolo, un po' si beffa dei proprio lettori, proprio come i grandi geni del mondo, lanciandoci di tanto in tanto alcune esche che ci fanno tornare alla realtà e ci pongono degli interrogativi su quello che di cui realmente ci vuole parlare. Impressione principale una volta finito di leggere "Non lasciarmi" è di aver capito la metà delle cose che l'autore voleva dirti, ma allo stesso tempo si è così pieni d'insegnamenti e messaggi ma rimanere imprigionati in un profonda profonda spossatezza. Sono queste e tante altre le sensazioni che si provano leggendo questo libro e fidatevi se vi dico che nell'intimo di un vero lettore assolutamente non può mancare.

Voto: 8.5

Frase: "Poi, quando ci ripenso, penso che quell'immagine di noi il primo giorno, stretti in gruppo davanti alla casa colonica, non è poi così strana dopotutto. Perché, forse, in un certo senso, non ci eravamo lasciati alle spalle quello che ritenevamo di aver abbandonato. Perché sotto sotto, una parte di noi rimase così; timorosa del mondo intorno e, non importa quanto ci disprezzassimo per questo, incapaci di staccarci l'uno dall'altra"


Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki l'8 Novembre 1954. All'età di sei anni emigrò con la famiglia nel Regno Unito, dove tutt'ora vive con la moglie e la figlia. Il primo riconoscimento letterario lo riceve nel 1968 quando vince il Premio Withbread per il secondo romanzo "Un artista del mondo fluttuante", seguito nel 1989 dal prestigioso Booker Prize per "Quel che resta del giorno", da cui è stato tratto anche l'omonimo film. Nel 2017 riceve infine il Premio Nobel per la Letteratura. Di sua pubblicazione, a parte quelli già citati, "Un pallido orizzonte di colline", "Gli inconsolabili", "Quando eravamo orfani", "Non lasciarmi" e "Il gigante sepolto".




venerdì 6 luglio 2018

Recensione; "Fidanzati dell'inverno" di Christelle Dabos

Buon venerdì a tutti cari amici lettori!
Dopo aver finalmente chiuso la parentesi Giugno, oggi vi posso finalmente parlare di una delle primissime letture di Luglio, un libro di cui ho sentito così tanto da parlare da non essere riuscita a resistere alla tentazione di leggerlo; sto parlando di "Fidanzati dell'inverno" libro d'esordio della scrittrice francese Christelle Dabos che sta letteralmente scalando le classifiche di tutta europa.
Inutile dire che, partendo da questi presupposti, le mie aspettative fossero molto alte e con enorme piacere devo ammettere che sono state tutte ampiamente rispettate grazie ad una storia capace di sorprendermi, coinvolgermi ed incuriosirmi.
Ma ecco a voi la recensione completa



Titolo: Fidanzati dell'inverno
Autore: Christelle Dabos
Paese: Francia
Titolo originale: Les fiancés de l'hiver
Genere: Fantasy/Dispotico
Pagine: 504
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Edizioni E/O
Prezzo di copertina: 17 euro copertina flessibile
Ebook: 12.99 euro
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In un futuro molto lontano il mondo come noi lo conosciamo ha assunto un aspetto molto diverso; non è più unito in una tonda palla ma bensì diviso in tante terre sospese, chiamate "arche" divise le une dalle altre i cui abitanti si differenziano per le particolare capacità magiche in loro possesso. In una di queste arche denominata "Anima" vive Ofelia, una ragazza mite, un po' goffa e taciturna, dotata non di uno ma di ben due poteri; il primo consiste nel poter attraversare gli specchi e il secondo quello di riuscire a scoprire la provenienza e i segreti di un oggetto toccandolo solamente a mani nude.
La vita di Ofelia si trascina tranquilla, tra la chiassosa famiglia, il rapporto speciale con un anziano prozio e il lavoro al Museo ma tutto cambia quando le Decane decidono che la giovane dovrà presto sposarsi con un abitante del Polo, un giovane scorbuto e scortese di nome Thorn, e trasferirsi insieme a lui in quell'arca lontana e misteriosa. E così, Ofelia dovrà lasciare quella che è stata la sua vita fino a quel punto per buttarsi a capofitto nella scoperta di un mondo totalmente diverso da quello in cui è cresciuta; un mondo fatto di illusioni, di intrighi e di vendette, in cui correrà da subito dei grandi pericoli


Non sai mai stata una persona che si faccia condizionare molto dalle mode. Per la maggior parte dei campi aspetto sempre che perda attenzione prima di interessarmi ad una determinata cosa. Questo però ovviamente non vale per quanto riguarda i libri, dove è impossibile non prestare almeno un po' di interesse a qualcosa di cui si parla molto. E del resto, se un opere guadagna vagonate di commenti positivi un motivo ci sarà. Come in questo caso, in cui le chiacchiere non sono assolutamente state vane.
"Fidanzati dell'inverno" appare principalmente come un libro fantasy/dispotico ma fin dalle primissime pagine ci si rende conto che questa è solo l'apparenza; attraverso intelligenti piccolo scelte stilistiche e di contesto, la giovane autrice riesce a dare alla sua opera una quantità tale di caratteristiche da farla uscire fuori da qualsiasi etichetta. Potrebbe infatti apparire quasi con un romanzo d'avventura, nella descrizione del mondo che Ofelia si presta a scoprire, potrebbe essere un romanzo ottocentesco, nella creazione della vita di corte e della suddivisione all'interno della società, ma potrebbe anche essere un romanzo rosa arricchito da un amore combinato, controverso ma che in fondo nasconde qualcosa di più. Quest'opera è tutte queste cose messe insieme ed è forse per questo che si fa leggere così bene; per questo, per la bellezza dei personaggi, partendo dalla tenera Ofelia, a cui è impossibile non affezionarsi, passando per la cara zia Roseline, fino ad arrivare addirittura a Thorn, l'ombroso futuro marito la cui veste rimane per sempre oscura, e agli antagonisti come il dongiovanni ambasciatore Archibald, ma anche per uno stile di scrittura fresco e frizzante che sorprende con accurati colpi di scena e trasporta con sé lungo le pagine come se fosse acqua fresca.
Uno dei pregi più grandi di questo romanzo è senza dubbio la ricchezza delle descrizioni, sia per quanto riguarda le ambientazioni sia per le usanze e le relazioni di questo mondo abitato da personaggi dotati di strabilianti poteri magici. Il mondo che ci mostra Christelle Dabos è capace di farci viaggiare con la fantasia ma appare per certi aspetti anche così incredibilmente reale da risultare comprensibile anche a quei lettori che magari non fanno del fantasy il loro pane quotidiano.
In poche parole questo è uno di quei libri che va letto; va letto perchè riserva delle sorprese, perchè è impossibile non rimanere coinvolti nelle vite e nelle avventure dei personaggi che lo compongono e perchè, proprio come me, chiunque arrivi all'ultima pagina non vorrebbe fare altro che poter sapere come la storia continua. Cosa che spero avvenga molto presto.

Voto: 8.5

Frase: "C'è chi sposa una donna per il suo patrimonio, io vengo sposata per le mie dita"

Christelle Dabos è nata a Cannes nel 1980 in una famiglia di musicisti e artisti. Ha lavorato come bibliotecaria per molti anni prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Dal 2005 vive e lavora in Belgio. Il suo romanzo d'esordio "Fidanzati dell'inverno" è stato un vero e proprio caso editoriale che le ha fatto scalare le maggiori classifiche d'europa e da inizio alla trilogia "L'attraversaspecchi" a cui si aggiungeranno "Scomparsi di Chiardiluna" e "La memoria di Babele".