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martedì 3 dicembre 2019

Recensione; "Uomini e topi" di John Steinbeck

Buongiorno a tutti voi carissimi amici lettori!
Dicembre è iniziato quindi mi devo dare da fare per recuperare ciò che ho ancora in sospeso; iniziamo con l'ultimo libro di Novembre ovvero "Uomini e topi" uno dei romanzi più celebri di John Steinbeck, un autore di cui io ancora non avevo letto nulla ma che è stato capace di convincermi con una storia di grande effetto e profondità. Qui sotto trovate la mia recensione.





Titolo: Uomini e topi
Autore: John Steinbeck
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Of Mice and Man
Genere: Romanzo
Pagine: 139
Prima pubblicazione: 1937
Casa editrice italiana: Bompiani
Prezzo di copertina: 14 euro copertina flessibile, disponibile in molteplici edizioni
Ebook: 6.99 euro
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California, 1930. Dopo lunghi e sfiancanti giorni di cammino, George e Lennie giungo finalmente della nuova fattoria in cui hanno trovato lavoro. Sono uomini strani a vedersi, davvero male assortiti, uno alto l'altro minuto, uno sveglio l'altro decisamente bene, e più di tutto hanno una grande particolarità; quella di viaggiare in coppia. I mezzadri non hanno infatti nessun legame, lavorano e pensano solo a loro stessi, vagando il lungo e in largo per il paese, ma loro no, loro sono legati da un rapporto intimo e duraturo; loro hanno un sogno di libertà e voglio fare di tutto per realizzarlo. Peccato per quel grande segreto che si portano dietro, quella tendenza di uno dei due a lasciarsi troppo andare a far finire entrambi nei casini. E soprattutto, peccato per la giovane e sicura di sè nuora del padrone, che sarà capace di trascinare tutti verso il tunnel senza fine.

La prima sensazione che mi è rimasta non appena terminata questa lettura è che difficilmente avrei potuto dimenticare la sua storia e le emozioni che ho provato leggendola e ancora oggi è proprio così. Steinbeck si è rivelato essere un autore sapiente, dalle tinte forti ma capace di imprimersi nella memoria dei suoi lettori. "Uomini e topi" conta meno di centocinquanta pagine ma ognuna di esse racchiude una forza ed un intensità tali che sembrano almeno il triplo. In questo racconto lungo siamo portati alla scoperta della dura vita dei mezzadri della California degli anni '30, una vita fatta di rinunce, di fatica e di sudore, una vita che porta gli uomini a trasformarsi facendoli diventare egoisti, solitari, molto simili a quei topi a cui da piccoli davano la caccia. Non si può dire che sia una lettura per i più sensibili, alcune volte anche io ho fatto difficoltà ad affrontare certe scene ma questa durezza è necessaria per comprende una situazione che infondo si rivela essere piena di speranza e allo stesso tempo amara più del fiele. John Steinbeck, grazie ai suoi personaggi, ci permette di entrare nel cuore malvagio dell'animo umano non che farci compiere un viaggio nella parte più corrotta e malata della psiche umana. In poche parole, un romanzo da assimilare pian piano, senza fretta, e con la quale personalmente inizio una conoscenza che sono certa porterò molto avanti.

Voto: 7.5

Frase: "Credo che lo sapevo fin da principio. Lo sapevo che non ci saremmo mai arrivati. A lui piaceva tanto sentirne parlare che anche io ho creduto fosse possibile.."



John Steinbeck nacque a Salinas il 27 febbraio 1902 e morì a New York il 20 dicembre 1968. Vincitore del National Book Award e del Premio Pulitzer per "Furore" nel 1940, nel 1962 venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nel 1964 il Presidente Lyndon B. Johnson gli conferì inoltre la Medaglia presidenziale della libertà. Tra i suoi romanzi più celebri "Uomini e topi" e "La valle dell'Eden".

venerdì 15 novembre 2019

Segnalazione Thrillernord; "Cercami" di Andrè Aciman

Buona sera a tutti voi, cari amici lettori!
Questa settimana sono alle prese con una lettura dal cospicuo numero di pagine ma per fortuna giunge in mio aiuto thrillernord che proprio qualche giorno fa ha pubblicato una mia nuova recensione che posso segnalarvi stasera. Come molti di voi anche io l'anno scorso non ho resistito al fascino di "Chiamami col tuo nome", celebre romanzo di André Aciman e quindi ho aspettato con molto interesse l'arrivo del suo seguito, "Cercami" uscito questo mese. Se siete interessati a saperne di più qui sotto vi lascio la scheda libro, la trama e il link per leggere la recensione completa sul sito thrillernord.it



Titolo: Cercami
Autore: André Aciman
Paese: Egitto/Stati Uniti
Titolo originale: Find Me
Genere: Romanzo
Pagine: 278
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Guanda
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
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Trama:
Sono passati parecchi anni da quell’estate in Riviera: Elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a Oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. Erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. Il nuovo romanzo di André Aciman si apre con l’incontro casuale su un treno tra un professore di mezza età e una giovane donna: lui è Samuel, il padre di Elio, sta andando a Roma per tenere una conferenza ed è ansioso di cogliere l’occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei è una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell’uomo più maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. Tra i due nasce un’attrazione fortissima, che li porterà a mettere in discussione tutte le loro certezze. Anche per Elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a Parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. Ma nulla può far sbiadire in lui il ricordo di Oliver, che vive a New York una vita apparentemente serena, è sposato e ha due figli adolescenti, eppure… Una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si è mai chiusa.


Recensione completa su thrillernord.it


Voto: 6.5


Frase: Alla fine vogliamo sempre chi non possiamo avere. Sono quelli che abbiamo perso o che non hanno mai saputo della nostra esistenza a lasciare il segno. Gli altri ne sono solo una misera eco





André Aciman è nato il 2 gennaio 1951 ad Alessandria d'Egitto da una famiglia ebraico-sefardita di origini turche. Nel 1965 insieme alla famiglia scappa dalla persecuzioni degli ebrei promosse dal presidente Nasser e arriva a Roma dove continua a studiare nelle scuole di lingua inglese.
Nel 1969 avvenne un altro trasferimento, questa volta a New York dove Aciman si stabilizza, si laurea nel 1973 al Lehman College e inizia ad insegnare alla City University. Attualmente vive con la famiglia a Manhattan. Il suo esordio letterario avviene nel 2007 con "Chiamami col tuo nome" di cui il regista Luca Guadagnino nel 2017 ha creato un film candidato agli Oscar 2018. "Cercami", il suo attesissimo seguito è uscito nel 2019. Di sua pubblicazione anche "Ultima notte ad Alessandria", "Notti bianche", "Città d'ombra", "Harvard Square" e "Variazioni sul tema originale".

venerdì 25 ottobre 2019

Recensione: "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson

Buongiorno amici lettori!
Anche questa settimana sta finendo, la fine di Ottobre si avvicina ma io sono tranquilla perchè, strano ma vero, almeno questo mese sono riuscita a stare nei tempi (almeno fino ad adesso). Anche oggi sono pronta a condividere con voi la mia ultima lettura che è stata "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson, un autrice e un opera che è stata quasi osannata l'anno scorso. Qui sotto, se vi interessa, potete trovare il mio parere.




Titolo: Abbiamo sempre vissuto nel castello
Autore: Shriley Jackson
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: We Have Always Lived in the Castle
Genere: Romanzo
Pagine: 182
Prima pubblicazione: 1962
Casa editrice italiana: Adelphi
Anno edizione: 2009
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
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Mary Katherine e Costance sono due sorelle, incredibilmente legate. Vivono insieme, della grande casa della loro famiglia, vegliano sullo zio Julian, malato fisicamente e mentalmente, e mantengono il più stretto isolamento nei confronti del resto del Paese, composto da persone che le odiano sopra ogni misura. Questo si ripete da ormai sei anni, da quando il resto della famiglia è stata uccisa, avvelenata da una grande dose d'arsenico nascosta nello zucchero, e da quando le accuse si sono concentrate su Costance, colei che ogni giorno preparava la cena , in seguito però prosciolta per mancanza di prove. La solitudine e la rabbia malamente repressa nei confronti dei compaesani, vengono continuamente alimentate dallo zio Julian, la cui mente continua a tornare a quel giorno che si è rivelato essere l'ultimo, deciso a fare della loro storia un libro. Che cosa è successo realmente quella sera? Chi è stato il vero responsabile? E, soprattutto, come reagiranno le due sorelle quando nella loro quotidianità farà la sua improvvisa comparsa un uomo giovane ed ambizioso come il cugino Charles?


Inizio con il dire che è stata senza dubbio una lettura piacevole, molto scorrevole e adatta per essere letta in poco più di un giorno. La narratrice della vicenda è Mary Katherine, la sorella più piccola, che al momento del delitto aveva solo dodici anni e che adesso è una ragazza appena maggiorenne. Come è logico pensare Shirley Jackson si concentra quasi esclusivamente sulla sua caratterizzazione, perchè infondo essa è il personaggio più interessante, quello in cui si riversa tutto l'odio e l'oppressione alimentati da anni di isolamento, chiacchiere e maldicenze. Marricat è una ragazza oppressa, incapace di interagire con gli altri e capace di provare affetto solo per i membri della propria famiglia, in primo luogo per Costance, la sorella di dieci anni più grande, per la quale lei prova una vera e propria venerazione. è lei l'unica ad andare in Paese, due volte a settimana per fare la spesa e per recuperare dei libri della biblioteca, che poi finiranno per stare per sempre sullo stesso scaffale, senza nemmeno essere aperti, è lei che vive sulla propria pelle l'avversione degli altri abitanti ed è per questo che risulta essere il personaggio più adatto per raccontare questa storia; una storia di odio, di repressione e di sofferenza che troverà il suo apice quando in famiglia giungerà il cugino Charles, figlio di uno zio paterno allontanato dalla famiglia molti anni prima, ma determinato a prendere posto fisso al fianco delle cugine. Per tutta la durata del libro si respira una aria malsana, rabbiosa e malata, proprio come la mente dei personaggi principali, che proprio non possono risultare simpatici. Pur essendo chiaro il messaggio che l'autrice vuole mandare ai suoi lettori, ho trovato però l'intera narrazione un po' piatta e senza particolari colpi di scena. Questo libro si legge senza particolari problemi ma a mio avviso alla fine risulta decisamente tiepido e l'impressione generale è che la Jackson abbia voluto creare due personaggi, le due sorelle rinchiuse per sempre nella loro dimora, che potranno popolare una leggenda del terrore. A mio personale avviso trovo si sia parlato di questa opera molto più di quanto si sarebbe meritata e che infondo non rispecchia tutto il clamore che ha suscitato. Probabilmente presto leggero qualcos'altro dell'autrice, sperando di trovare tra le sue opera un vero capolavoro.

Voto: 6,5


Shirley Jackson nacque a San Francisco il 14 dicembre 1916 e morì l'8 agosto 1965, nel sonno,  a soli 48 anni per un insufficienza cardiaca. Giornalista e scrittrice molto apprezzata, è divenuta celebre grazie al racconto gotico "La lotteria" e a "L'incubo di Hill House", considerato uno dei più celebri racconti di fantasmi del ventesimo secolo. Di sua pubblicazione anche "Lizzie", "La casa degli invasati" e "Abbiamo sempre vissuto nel castello".

lunedì 21 ottobre 2019

Recensione; "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee

Oggi non poteva proprio mancare una bella recensione, e quindi eccomi qui per parlarvi della mia ultima lettura "Il buio oltre la siepe", celebre romanzo di Harper Lee, che mi attendeva da tantissimo tempo. Si tratta di uno di quei libri che tutti conoscono, anche solo di fama, e che tanti hanno letto quindi non mi concentrerò tanto sulla trama ma sulle emozioni che è stato in grado di regalarmi, che sono state veramente tante. Se siete interessati a conoscere la mia opinione qui sotto trovare la recensione completa.




Titolo: Il buio oltre la siepe
Autore: Harper Lee
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: To Kill a Mockingbird 
Genere: Romanzo/Romanzo per ragazzi
Pagine: 3024
Prima pubblicazione: 1960
Casa editrice italiana: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 9.50 euro copertina flessibile, disponibile in molteplici edizioni
Ebook: 12.90 euro 
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A Maycomb, cittadina del sud Alabama, si conoscono tutti. Succede da generazioni e basta solo appartenere ad una determinata famiglia perchè i concittadini sappiano già quale sarà la tua indole, il tuo futuro, le tue possibili aspirazioni. Nello specifico, tutti sanno chi è Atticus Finch, l'onesto avvocato che si troverà in una scomoda situazione quando gli verrà assegnata la difesa di un ragazzo nero, accusato di violenza carnale su una ragazza bianca. Questa sarà la vicenda base di tutta la storia ma non sarà l'unica che si troverà a raccontare la piccola Sout, sua figlia, che tra scorribande ed avventure si ritroverà, a soli otto anni, a conoscere la parte più corrotta e violenta dall'animo umano.


Inizio con il dire che mi sono accinta a leggere questo libro con una manciata di anni di ritardo. Se mi fossi lanciata alla scoperta delle sue pagine dieci anni fa, ad esempio, avrei potuto farne di esse un vero e proprio tesoro nel mio percorso di crescita. Questo perchè si tratta a tutti gli effetti di un romanzo per ragazzi, non solo perchè la sua narratrice è una bambina ma anche perchè Harper Lee ha fatto di tutto per adattare la sua bella prosa ai pensieri e alle azioni di un pubblico più giovane che si trova a vivere situazioni che non può del tutto capire. Questo però non vuol dire che il libro non sia riuscito a colpire anche me, che gli anni della giovinezza li ho passati da un po', e sta proprio in questo la potenza di questo romanzo; il fatto che riesca a parlare a tutti e che a tutti sappia insegnare qualcosa. La cosa che colpisce di più sono senza dubbio i personaggi, ognuno di esso dotato di mille sfaccettature; non si può non provare simpatia per Scout, la bimba senza peli sulla lingua, tutta coraggio e voglia di avventura che insieme al fratto Jem e al "fidanzato" Dill, passerà un estate dietro l'altra ad inseguire il fantasma di Boo Radley, lo strano vicino rinchiuso in casa da decenni; non si potrà non essere dalla parte di Atticus, il silente e paziente avvocato, che non avrà paura di aizzare la rabbia della gente per essere a posto con la sua coscienza così come, allo stesso modo, non si potrà rimanere basiti di fronte all'esito del processo, che fa crollare ogni senso di giustizia e di umanità. "Il buio oltre la siepe" racconta la vita in una cittadina come tante ma racconta anche una storia di razzismo, una lotta violenta tra ignoranza e conoscenza, un viaggio che porta alla presa di coscienza della società e soprattutto, di sè stessi. La cosa che più colpisce però è il fatto che Harper Lee ci racconta una realtà degli anni '30 che infondo non è molto diversa da quella che ci riguarda oggi, dove forse ancora non è chiaro il vero concetto di giustizia e dove i pregiudizi valgono molto di più della scoperta della realtà. In tutto questo però non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando della storia di tre ragazzi ed infatti il finale conserva proprio quella spensieratezza che, nonostante tutto, non può che lasciarsi scappare un sorriso sulle labbra. "Il buio oltre la siepe" è uno di quei romanzi che dovrebbero far leggere nelle scuole e che ogni adulto, se ancora non l'ha fatto, dovrebbe conoscere per imparare qualcosa di più sul mondo e su sè stessi. Non è mai troppo tardi per un libro così.

Voto: 8

Frase: "Il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede."




Nelle Harper Lee, nacque a Monroeville in Alabama, il 28 aprile 1926. Figlia di un avvocato, ha tre fratelli. Fu amica di Truman Capote, che già nella prima infanzia le consigliò di scrivere racconti e proprio grazie a lui decise di lasciare il lavoro e scrivere il suo libro “Il buio oltre la siepe” pubblicato nel 1960 e con il quale vinse il premio Pulitzer. Moltissimi anni dopo, nel 2015, è stato pubblicato il suo secondo romanzo “Va’, metti una sentinella” sequel del primo, ambientato venti anni dopo.

venerdì 18 ottobre 2019

Recensione; "Seta" di Alessandro Baricco

Una buona giornata a voi cari amici lettori!
Oggi è venerdì e per concludere la settimana nel modo migliore eccomi pronta a parlarvi della mia ultimissima lettura. Una delle categorie della challenge annuale a cui sto partecipando prevedeva di leggere un libro di un autore o di un autrice della mia stessa regione di appartenenza e, dopo alcuni ragionamenti, ho deciso di optare per Alessandro Baricco, piemontese come me, di cui avevo già letto "Tre volte l'alba",  "Oceano mare" e "Novecento". Ed è così che mi sono imbattuta in "Seta", un romanzo molto breve ma decisamente molto intenso che racconta la storia di un uomo che per via del suo mestiere di commerciante di seta dovrà spingersi fino alla vera fine del mondo per scoprire il vero senso dell'amore. Qui sotto trovate la mia recensione completa!




Titolo: Seta
Autore: Alessandro Baricco
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 108
Prima pubblicazione: 1996
Casa editrice: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 7.50 euro copertina flessibile
Ebook: 2.99 euro
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Francia meridionale, paese di Lavilledieu, 1861. Hervé Joncour ha 32 anni, una splendida moglie di nome Héléne e nella vita è un commerciante di bachi da seta, un mestiere difficile e dal destino incerto in quanto, queste piccole larve, sembrano decidere loro in quali condizioni schiudersi, se farlo o meno, e di quale qualità sia la seta che produrranno. Dopo un duro periodo di crisi, spinto da Baldabiou, colui che per primo gli ha insegnato il mestiere, Hervé decide di lanciarsi in una grande avventura e partire alle volte del Giappone, quel lontanissimo paese alla fine del mondo, dove si produce la seta più pregiata, la stessa che avvolge le splendide forme della misteriosa ragazza che finirà per stregarlo.


Io e Baricco abbiamo un rapporto un po' conflittuale, questo bisogna dirlo. La sua classe e la sua fama di scrittore ispirato ed ispirante lo precedono e quindi già alcune volte mi sono ritrovata nella condizione di voler scoprire qualcosa di suo e, a parte "Novecento" sul quale non ho assolutamente nulla da dire, devo ammettere che nelle altre occasioni ho provato la seria difficoltà nel comprendere tutto ciò che lui mi avrebbe voluto dire. Mi è successo con "Oceano, mare", un po' meno ma anche con "Tre volte l'alba" e ora mi è capitato anche con "Seta", un romanzo breve estremamente piacevole che ho letto con tanto interesse ma che è riuscito solamente a sfiorarmi, e non a scalfirmi come avrei voluto. La sensazione che ho provato appena voltata l'ultima pagina è che della storia di Hervé, Helene e della ragazza giapponese, mi rimarrà ben poco nel corso del tempo e questo, a mio avviso, è la cosa più dispiacevole della lettura. Se ciò che un autore scrive non riesce a rimanere impresso nella mente e nel cuore di chi legge allora cosa servono parole ricercate e scene ispirate? è questo che mi chiedo quando mi trovo a leggere Baricco che è un autore di grande talento e rispetto ma che, a mio personale avviso, sembra sempre parlare un lingua che io riesco a comprendere solo a tratti. Non posso bocciare totalmente quest'opera perchè non sarebbe giusto, ciò che non ho compreso io magari ad un altro risulterà assolutamente chiaro, ma ciò che mi è rimasto da questa lettura è la sensazione che forse non dovrei fissarmi sull'obbiettivo di farmi piacere un autore che forse, al momento, non ho le basi per comprendere. Per questo, caro Alessandro, al momento mi fermo qui, magari ci ritroveremo un giorno, quando io avrò la mentalità e l'esperienza adatta per fare dono di ciò che mi vuoi regalare.

Voto: 6.5

Frase: "- E dove sarebbe, di preciso, questo Giappone? - - Sempre dritto di là. Fino alla fine del mondo"


Alessandro Baricco nasce a Torino il 25 gennaio 1958. Si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica e studia contemporaneamente al Conservatorio dove si diploma in pianoforte.
L'amore per la musica e per la letteratura ispireranno sin dagli inizi la sua attività di saggista e narratore. Come saggista esordisce nel 1988 con "Il genio in fuga, Due saggi sul teatro musicale di Gioacchino Rossini" e come narratone nel 1991 con "Castelli di rabbia" che si afferma da subito come vera rivelazione nel panorama della letteratura italiana. Al grandioso esordio seguono numerosi romanzi di successo come "Oceano mare", "Novecento" (da cui è stato tratto il meraviglioso film "La leggenda del pianista sull'oceano"), "Seta" (anch'esso portato sul grande schermo), "City", "Senza sangue" e molti altri.




venerdì 11 ottobre 2019

Recensione: "Il figlio prediletto" di Angela Nanetti

Buon venerdì a tutti cari amici lettori!
La settimana sta volgendo al termine e per celebrare l'arrivo del weekend eccomi pronta a parlarvi della mia ultimissima lettura, finita giusto ieri sera. Non conoscevo Angela Nanetti e mi sono approcciata al suo "Il figlio prediletto" perchè alla ricerca di un romanzo con protagonista omosessuale da leggere per la challenge annuale a cui sto partecipando e devo ammettere di aver trovato in esso davvero un piacevole intrattenimento. Qui sotto trovate la mia recensione completa.




Titolo: Il figlio prediletto
Autore: Angela Nanetti
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 232
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo di copertina: 16,50 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
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Nunzio Lo Cascio è solo un ragazzo quando la sua vita cambia per sempre. è il 9 giugno del 1970 e lui si trova in una vecchia Fiat nascosta nella boscaglia, a sfogare il proprio amore represso con Antonio, quando tre uomini incappucciati fanno irruzione, trascinano quest'ultimo fuori dall'abitacolo e lo uccidono di botte, sotto gli occhi inermi del suo compagno. Tre giorni dopo Nunzio è costretto a partire, la sua destinazione è l'Inghilterra dove ha ottenuto un ingaggio in una piccola squadra di calcio e proprio in quel Paese straniero, così lontano da quello in cui è cresciuto, riuscirà a trovare finalmente sè stesso. Diversi anni dopo, sua nipote Annina, figlia di quel fratello che gli ha rovinato la vita, si troverà a compiere i suoi stessi passi per scappare da un esistenza di tristezza e prigionia e scoprirà finalmente la verità su quello zio che a casa non è mai più voluto tornare.


Questa storia riesce a mostrarsi coinvolgente ed emozionante fin dalle prime pagine, e lo fa con un protagonista principale e con una cooprotagonista, appunto Nunzio e sua nipote Annina, alla quale è difficile non affezionarsi e provare da subito una forte empatia. Con salti temporali che interessano vari decenni l'autrice ci mostra due esistenze a confronto che seppur diverse conservano in loro stessi le caratteristiche di speranza e di coraggio, necessari per cambiare una vita che non è come la si desidera. Angela Nanetti ci porta a viaggia in Calabria, nell'Aspromonte per la precisione, ma più nello specifico nella parte più crudele e oscura della regione, fatta di mentalità retrogradi, ignoranti, vili e incapaci di concepire una vita diversa da quella predisposta. Nunzio prima ed Annina poi a questa realtà non ci stanno e, anche se per motivi diversi, decidono di ribellarsi e di crearsi una vita in Inghilterra, un Paese così diverso per modi e cultura da apparire quasi surreale. Come già detto i personaggi principali di questa storia sono due ma il vero protagonista è senza dubbio Nunzio, basti pensare che la storia inizia con lui e la sua esistenza è quella che viene narrata maggiormente. La sua vita è quella che fa da filo conduttore in tutta la narrazione dove scopriremo il suo intimo, le sue emozioni, i suoi desideri e suoi amori. Annina viene dopo, come è giusto che sia, e ricopre il compito di ricostruire l'esistenza di quello zio che lei non ha mai avuto modo di conoscere se non per i ricordi, che si riveleranno essere tutt'altro che inerenti alla realtà, della nonna che aveva sempre visto in Nunzio il figlio perfetto, questo però senza conoscerlo a pieno. Anche quello di Annina è un personaggi molto interessante e colpisce la sua esistenza di donna che ha avuto il coraggio di ribellarsi ad un ruolo già prefissato per lei e di lanciarsi all'avventura. Il libro di Angela Nanetti è senza alcun dubbio molto emozionante perché affronta tematiche importanti come l'omosessualità, la diversità, l'incomprensione e la perdita e una prosa scorrevole permette di divorare una pagina dietro l'altra. Allo stesso tempo però, soprattutto nella parte finale del libro si notano alcuni piccoli buchi nella trama, che in fin dei conti sarebbero anche trascurabili ma che se fossero stati sviluppati avrebbero permesso una comprensione completa. Visto che le pagine sono poco più di duecento potrei dire che un altra cinquantina avrebbe potuto starci ma forse l'autrice, essendo più esperta di un genere differente dalla narrativa, ossia i romanzi per ragazzi, ha avuto un po' paura di essere troppo prolissa, sentimento che si può concepire. Detto questo, ho trovato questo romanzo davvero molto piacevole e non posso fare a meno di consigliarvelo, magari per un weekend in cui desiderata staccare un po' dalla quotidianità attraverso una bella storia di sentimento.

Voto: 7.5

Frase: "Non ti accorgi dell'aria che respiri, la respiri e basta. E se poi ne respiri una migliore pensi solo a riempirti i polmoni. Così credi di dimenticare"


Angela Nanetti è nata a Budrio (Bologna) e si è laureata in Storia medievale. Ha insegnato nelle scuole medie e superiori di Pescara, dove risiede. Dal 1984 a oggi ha pubblicato più di venti romanzi per ragazzi, molto dei quali premiati in Italia e all'estero. È tradotta in 25 Paesi. Il bambino di Budrio" (Neri Pozza, 2014) è arrivato finalista alla prima edizione del Premio Neri Pozza e ha vinto il Premio Terriccio, riconoscimento al romanzo storico. Di sua pubblicazione anche "Il figlio prediletto", pubblicato nel 2018. 

venerdì 4 ottobre 2019

Recensione: "Almarina" di Valeria Parrella

Secondo articolo della mattinata per concludere finalmente il capitolo Settembre (che verrà ovviamente coronato con il consueto resoconto letterario nei prossimi giorni) con la recensione dell'ultimissimo libro del mese; "Almarina" romanzo di Valeria Perrella che ci porta all'interno di un carcere minorile napoletano attraverso la storia del profondo legame tra un'insegnante di matematica e una ragazzina romena. Qui sotto potete trovare la mia recensione!




Titolo: Almarina
Autore: Valeria Parrella
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 136
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 17 euro copertina rigida
Ebook: 9.99 euro 
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Il suo nome è Elisabetta Maiorano. Da qualche anno è vedevo, e da quando il marito Antonio se n'è andato totalmente all'improvviso la sua vita ha perso qualsiasi tono di colore. L'unica cosa che la porta avanti è lo scorrere delle sue giornate, dentro e fuori il carcere minorile di Nisida, dove ricopre il ruolo di insegnante di matematica. Tutto però improvvisamente cambia quando arriva una nuova ragazza, Almarina, romena, minorenne e con una vita terribile alle spalle ed Elisabetta decide di fare di lei il suo unico obbiettivo impegnandosi con tutta sè stessa per ristabilirla e darle, ma anche darsi, la speranza di una vita migliore.

Anche questo è stato uno dei libri che ho scelto di leggere incuriosita dalla trama. Non avevo infatti ancora mai letto nessuna storia ambientata all'interno di un carcere minorile ed era davvero molto curiosa di saperne di più. Valeria Parrella e la sua Elisabetta mi hanno portato alla scoperta di Nisida, carcere minorile napoletano che vede susseguirsi ogni giorni decine di ragazzi giunti da situazioni personali più o meno difficili e per motivi diversi finiti sulla cattiva strada. Almarina è una di loro e appena gli occhi di Elisabetta si posano su di lei, l'insegnante capisce che deve fare di tutto per aiutarla. La storia è narrata totalmente dal punto di vista di Elisabetta ma si capisce da subito che il personaggio più importante è proprio la giovane romena, questo lo rivela anche il titolo, ma soprattutto il fatto che giunga nella storia come una scossa, composta da luce ed ombra alla stessa misura. A partire dal suo arrivo a Nisida, Elisabetta si appresta a raccontarsi lo svolgersi delle giornate all'interno della struttura ma allo stesso tempo continua a staccarsi dalla quotidianità andando ad indagare all'interno di sè per sconfiggere i fantasmi del proprio passato. Se l'ambientazione e la trama non possono che essere decisamente interessanti ciò che non mi ha convinto a pieno in questa lettura è il modo in cui l'autrice ha scelto di svilupparla e nello specifico la prosa della stessa che risulta essere troppo dispersivo e frammentato per riuscire a raccogliere la mia attenzione per tutta la durata dalle lettura. Devo ammettere di aver fatto parecchio fatica a stare dietro ai continui flash back e pensieri della narratrice e questo ha segnato profondamente la mia esperienza di lettura. Il mio giudizio, quindi, non può che superare la sufficienza, sperando che un giorno si possano finalmente trovare della storie sulla carta bellissime sviluppate come meritano.

Voto: 6

Frase: "I ricordi restano sempre dove li abbiamo lasciati; noi ci alziamo, andiamo, richiamati a tavola dalle madri, e i ricordi restano sugli scalini. Almarina non aveva ricordi così ed era stata vestita di carta, ma possedeva la luce del futuro negli occhi e il futuro comincia adesso"


Valeria Parrella è nata nel 1974, vive a Napoli. Per minimum fax ha pubblicatoLettera di dimissioni (2011), Tempo di imparare (2014), la raccolta di racconti Troppa importanza all'amore (2015), Enciclopedia della donna. Aggiornamento (2017) e Almarina (2019). Per Rizzoli ha pubblicato Ma quale amore (2010), ripubblicato da Einaudi nei Super ET nel 2014. È autrice dei testi teatrali Il verdetto (Bompiani 2007), Tre terzi (Einaudi 2009, insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale), Ciao maschio (Bompiani 2009) e Antigone (Einaudi 2012). Per Ricordi, in apertura della stagione sinfonica al Teatro San Carlo, ha firmato nel 2011 il libretto Terra su musica di Luca Francesconi. Ha inoltre curato la riedizione italiana de Il Fiume di Rumer Godden (Bompiani 2012). Da anni si occupa della rubrica dei libri di «Grazia» e collabora con «Repubblica».  

giovedì 3 ottobre 2019

Recensione; "Stabat mater" di Tiziano Scarpa

Secondo post di giornata, seconda recensione!
I libri di Settembre stanno quasi finendo e presto potrò salutarlo per lanciarmi a pieno in questo Ottobre che già richiede la mia attenzione. Il penultimo libro dello scorso mese è stato "Stabat mater" di Tiziano Scarpa, vincitore del Premio Strega 2009 che io sinceramente non conoscevo ma che ho letto in occasione nella challenge annuale alla quale sto partecipando. Qui sotto trovate la mia recensione.



Titolo: Stabat mater
Autore: Tiziano Scarpa
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 144
Prima pubblicazione: 2008
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile, 17 euro copertina rigida
Ebook: 6.99 euro
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La vita di Cecilia, orfana di sedici anni, è una vita senza alcuna felicità. Insieme alle altre ragazze nella sua stessa situazione vive rinchiusa in un convento e non ha alcun contatto con l'esterno. Sofferente ed incapace di accettare l'abbandono della madre passa le sue notti sveglia a scriverle lunghe lettere su fogli già usati e a parlare con una strana visione che dice di essere la sua morte. Poco prima che cada nel tunnel della follia però una grande passione giunge da lei per salvarla da sè stessa; la musica. Solo essa sarà capace di farla sentire veramente libera e di farle trovare la sua vera strada.


La prima cosa che mi ha convinto a leggere questo libro è stata la curiosità per l'ambientazione nel quale è strutturato: come già detto infatti la protagonista è un ragazza cresciuta in un orfanotrofio gestito da suore. Partendo da questo punto la storia avrebbe potuto sviluppare diverse strade interessanti e l'autore decide di percorrere quella più drammatica e dolorosa mostrandoci una Cecilia con forti problemi psichici che sfoga tutta la sua rabbia e il suo pessimismo un lunghe e sofferenti lettere alla madre mai conosciuta. Attraverso queste lettere noi conosciamo pian piano sia la protagonista in sè sia la sua quotidianità ma non è certo una scoperta facile da compiere; molto spesso ci troviamo di fronte ad episodi cruenti e pensieri malsani che infondono in noi stessi una profonda amarezza. "Stabat mater" è però è inanzi tutti un inno e un elogio a Vivaldi e alla musica classica ed infatti Cecilia, attraverso il suo violino potrà scoprire che nella vita esistano cose ben più piacevoli della morte e della sofferenza. Questa è un immagine che ho apprezzato tantissimo ma purtroppo non è stata abbastanza per permettermi di apprezzare questa opera a pieno. Inizio a credere di avere dei seri problemi con i libri vincitori di prestigiosi premi perchè ogni volta che mi trovo a leggerne uno trovo una caratteristica di esso che non mi lascia una bella impressione; una volta è la prosa, un altra le tematiche, in questo caso è la mia impossibilità nel creare empatia con la protagonista, una sensazione che non mi ha permesso di entrare mai nel vivo della storia. Gli amanti della musica non potranno non apprezzare i continui riferimenti al suo interno ma, a tutti gli altri, consiglio di leggere questo libro solo se appassionati di storie sofferenti e profondamente oscure.

Voto: 6

Frase: "Ci sono ancora, da qualche parte, sono qui, separata da questa devastazione, l'angoscia non mi ha ancora presa tutta, c'è ancora un angolo dove posso mettermi al riparo e dire; io"


Tiziano Scarpa è nato il 16 maggio 1963 a Venezia. Autore di numerosissimi romanzi, nel 2009 con "Stabat mater" ha vinto il Premio Strega e il Premio SuperMondello. I sui libri sono stati tradotti in diversi paesi e collabora alla rivista online "Il primo amore" della quale è uno dei fondatori, dopo esserlo stato del blog collettivo "Nazione indiana".