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mercoledì 27 novembre 2019

Recensione; "L'uomo delle castagne" di Soren Sveinstrup

Tra le letture che hanno caratterizzato il mio Novembre letterario figura anche "L'uomo delle castagne" thriller nordico scritto da Soren Sveinstrup che tenevo a leggere proprio in questo periodo per riuscire a percepire a pieno in suo sapore autunnale. Devo ammettere che è stata davvero una buona scelta e che questo libro è stato capace di colpirmi davvero profondamente. Per saperne di più, qui sotto trovate la mia recensione!




Titolo: L'uomo delle castagne
Autore: Soren Sveinstrup
Paese: Danimarca
Titolo originale: Kastanjemanden,
Genere: Thriller

Pagine: 560
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Rizzoli
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 9,99 euro
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Tutto inizia con il ritrovamento del corpo di Laura Kjaer, una donna, una madre, brutalmente uccisa e mutilata a pochi metri da casa sua. La scena è raccapricciante ma c'è un elemento che stona maggiormente con il contesto; un piccolo omino di castagne, appeso, placido, ad una cassetta delle lettere. Sulla sua superficie solo un impronta, quella di Kristine Hartung, figlia del ministro degli affari interni Rosa Hartung, scomparsa e dichiarata morta quasi un anno prima. Il capo della polizia di Copenaghen, Nylander, capisce subito che il caso è incredibilmente complicato e decide di farlo condurre da Naia Thulin, anche lei donna, anche lei madre, che non vorrebbe fare altro che liberarsi da quello scomodo ruolo per trovare un altra dimensione. Ad affiancarla ci sarà il nuovo arrivano, Hess, investigatore dell'Europol che chissà come mai è stata rispedito tra i comuni mortali. La coppia non sarà delle più affini ma pian piano che l'indagine si complica e alla vittima se ne aggiungono altre, i due poliziotti dovranno capire che dovranno unire le forze per trovare quell'assassino che sembra sempre un passo davanti a loro e che si rivelerà essere molto più vicino di quanto mai si sarebbero immaginati.



Non si può dire che questo libro sia adatto ai lettori più sensibili; le tinte che lo contraddistinguono sono decisamente forti, così come alcune scene raccontate. Se però siete lettori con il pelo sullo stomaco e non avete paura di lanciarvi in un turbine di violenza e terrore, questo libro ha tutte le caratteristiche per rimanere impresso nella vostra memoria. Inizio con il dire che è stata una lettura capace di farmi provare tante emozioni nonostante una breve parte iniziare in cui ho fatto un po' fatica ad entrare in confidenza con la storia e i personaggi; superata questa lieve difficoltà mi sono ritrovata in un tunnel di suspance capace di coinvolgermi e lasciarmi senza fiato con un grande colpo di scena finale e con un ultima parte degna di un film d'azione americana (del resto Sveinstrup è un celebre sceneggiatore e questo si vede nell'impronta cinematografica che tende a dare all'intera storia). Una delle caratteristiche che ho apprezzato di più è la coppia di protagonisti, Hess e Thulin, due personalità molto forti, lei determinata e fredda, lui visionario, dal passato doloroso e capace di vedere sempre un po' più in là degli altri. Non sarà facile per loro comprendersi ma quando ci riusciranno creeranno una coppia a dir poco insuperabile che mi piacerebbe ritrovare se mai l'autore deciderà di fare di questo romanzo il primo di una serie. Un altra caratteristica di grande effetto sono sicuramente le tematiche affrontate, alcune di grande attualità e spessore come la violenza sui minori e l'adozione, temi molto cari all'autore. In questo suo thriller Sveinstrup dona molta importanza ai sentimenti e porta il lettore, durante la lettura a provarne diversi, tra cui rabbia, tristezza, cordoglio, odio e tenerezza, una caratteristica fondamentale in un romanzo che vuole farsi ricordare. Come molti miei colleghi amenti del genere nordico non posso fare a meno di consigliarvelo come uno dei migliori thriller del nord europa di quest'anno.

Voto: 8



Soren Sveinstrup è nato a Kastrup, sobborgo di Copenhagen, nel 1968, è stato adottato da bambino e ha passato l'infanzia sull'isola danese di Thurø. Sceneggiatore di successo è principalmente noto per essere il creatore della serie televisiva danese "The Killing" e il cosceneggitore de "L'uomo di neve" dal romanzo di Jo Nesbø. "L'uomo delle castagne" è il suo primo thriller.

mercoledì 13 novembre 2019

Recensione; "I gemelli di Piolenc" di Sandrine Destombes

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Oggi venirvi a trovare mi rende ancora più felice perchè ho modo di parlarvi di una lettura che mi attendeva da qualche mese e che è stata davvero capace di coinvolgermi e sconvolgermi; sto parlando di "I gemelli di Piolenc", thriller di Sandrine Destombes, vincitore di un prestigioso premio letterario francese istituito da Michel Bussi ed edito quest'anno da Rizzoli che ha riscosso moltissimo commenti positivi. Dopo la mia lettura posso affermare che se li merita davvero tutti. Se volte saperne di più, qui sotto trovare la mia recensione!




Titolo: I gemelli di Piolenc
Autore: Sandrine Destombes
Paese: Francia
Titolo originale: Les jumeaux de Piolenc
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 286
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Rizzoli
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 2.99 euro
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Era la fine di Agosto del 1989 quando, nel tumulto della Sagra dell'aglio che si celebra ogni anno a Piolenc, paese francese nei pressi di Avignone, Soléne e Raphael Lassage, due gemellini di undici anni, sono spariti nel nulla. Di loro non rimaneva alcuna traccia e nulla hanno valso le ricerche e le indagini di Jean Wimez, poliziotto incaricato del caso, almeno fino a quando non è avvenuta la tragica scoperta del corpo di Soléne, vestito con un abito bianco e con un corona di fiori nei capelli, senza vita e adagiato nel cimitero un po' fuori città. Adesso è il 2018, sono passati quasi trent'anni e ancora nessuno sa che cosa realmente sia successo ai due bambini; chi è l'assassino di Soléne? E che fine ha fatto il piccolo Raphael? Possibile che sia ancora vivo? Victor Lassage, padre dei ragazzi, ancora non si da pace, nonostante sia stato considerato più volte un possibile responsabile della loro sparizione e Wimez, ormai in pensione da diversi anni, fa di tutto per stargli vicino nella figura di amico ma quando, improvvisamente,  un altra bambina della stessa età dei gemelli, sparisce in circostante misteriose, tutti capiscono che qualcosa sta per succedere. E quello sarà solo l'inizio. 


La prima cosa che mi ha colpito in questa lettura è la prosa che potrei definire quasi giornalista, la narrazione si apre infatti con un prologo che ripercorre lo sviluppo del caso dei gemelli Lassage nel corso dei vari anni che separano la loro sparizione da quelle presenti attraverso i notiziari televisivi e per buona parte dell'opera si ha quasi l'impressione di leggere un rapporto investigativo, una particolarità davvero insolita e decisamente interessante. Sandrine Destombes mostra inoltre una grande sapienza quando crea capitoli molto brevi che terminano con un colpo di scena che rende per il lettore necessario continuare a leggere. Queste piccole sorprese, soprattutto, nella parte iniziale fanno si che sia davvero difficile staccarsi dalla lettura, caratteristica fondamentale per un thriller di successo. L'ottima riuscita di questo thriller si deve anche ad una trama che posso tranquillamente definire da cardiopalma; ci troviamo di fronte ad un indagine tra presente e passato che però solca lo scorrere del tempo lentamente, senza flashback e adattandosi alla corrente narrativa, molto veloce ma continuamente fluida. L'incaricato delle indagini è il commissario Fabregas, un poliziotto giovane ma molto intelligente, che sarà capace di capire che per risolvere le sparizioni moderne dovrà prima capire che cosa è successo trent'anni prima e questo lo porterà a compiere un vero e proprio viaggio nella parte più malata della psiche umana. Il male è capace di instaurarsi nella mente già dagli albori ed è questa realtà a risultare la più scioccante di tutto questo thriller psicologico che non potrà mancare ai lettori amanti di psicologia. Non si può dire che "I gemelli di Piolenc" sia un libro facile da leggere, specialmente per via delle sue tematiche che potrebbero turbare i lettori più sensibili; si parla infatti di terribili malattie mentali, di ossessioni, di disturbi della personalità, di terribili violente, di incesti e di suicidi giovanili, ma ciò che mi sento di fare è assolutamente di consigliarvi la sua lettura, per avere un po' più chiari alcuni aspetti della parte più oscura della società che ci circonda.


Voto: 8.5


Sandrine Destombes è nata nel 1971 a Parigi. Autrice di diversi romanzi, con “I gemelli di Piolenc” si è guadagnata il prestigioso premio VSD RTL 2018 per il miglior thriller francese, presieduto da Michel Bussi.





mercoledì 23 ottobre 2019

Recensione; "Red Dragon" di Thomas Harris

Buon pomeriggio cari amici lettori!
Sono pronta per palarvi di una nuova lettura che ho finito giusto stamattina e che fa parti di quei libri un po' "oscuri" che ho deciso di leggere per celebrare Halloween. L'idea che riguarda questo libro nasce del desiderio di iniziare a conoscere finalmente una delle menti più diaboliche e geniali della letteratura moderna ossia il dottor Hannibal Lecter, creato dalla penna di Thomas Harris e divenuto celebre al mondo interno sul maxi schermo grazie all'indimenticabile interpretazione di Anthony Hopkins. Devo iniziare con il dire di conoscere questa intrigante e complessa figura solo di fama perché non ho mai visto i tre film che lo vedono protagonista ed è proprio per questo che ho preso la decisione di leggere prima di tutto i libri. Il primo in ordine cronologico è "Red Dragon" (pubblicato anche come "Il delitto della terza luna" e "Drago Rosso") ed è proprio di esso che vi voglio parlare. Qui sotto trovate la mia recensione completa.





Titolo: Red Dragon
Autore: Thomas Harris
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Red Dragon
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 358
Prima pubblicazione: 1981
Casa editrice italiana: Mondadori
Anno edizione: 2002
Prezzo di copertina: 17.20 euro copertina rigida, 10 euro copertina flessibile
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Sono passati tra anni da quando Will Graham ha arrestato Hannibal Lecter, tra anni da quando quest'ultimo per un pelo non è riuscito ad ucciderlo, tre anni da quando l'investigatore ha deciso di mollare tutto e di ritirarsi lontano insieme alla moglie Molly e al figlio adottivo. Certi mestiere però sono destinati a rimanerti incollati addosso specialmente se hai capacità che nessuno ha; Graham infatti non è un poliziotto normale. Lui i serial killer li segue, li studia ed infine, in qualche modo, riesce sempre a capirlo. Questo lo sa bene Jack Crawford ed è per questo che decide di volare fino a lui ed andargli a parlare per convincerlo a collaborare nel terribile nuovo caso che si sono ritrovati a trattare; due famiglie sono state brutalmente uccise nelle proprie case da un killer spietato che agisce solo nelle notti di luna piena e tutto fa pensare che quando essa di mostrerà di nuovo egli sarà pronto a colpire ancora. Combattuto tra la paura di mettersi nuovamente in pericolo e l'impossibilità di starsene indifferente sapendo che un pericoloso omicida è in circolazione, Graham deciderà infine di tornare in azione ma ben presto dovrà arrendersi ad una terribile realtà; per trovare Drago Rosso dovrà chiedere aiuto al suo più spietato nemico.


La prima cosa che mi ha colpito di questa lettura è stata l'intensità della prosa di Harris, capace fin dalle prime pagine di lanciare il lettore nel pieno della terribile vicenda che vuole raccontare, quella di un pluriomicida senza scrupoli che entra di notte nella casa delle sue vittime per trucidarle nei propri letti. Per creare un clima di alta tensione l'autore punta su due fattori fondamentali, ossia un indagine dai dettagli spietati e terrificanti e dei personaggi davvero molto interessati. Partiamo con la conoscenza dell'ispettore Graham, colui che dotato di caratteristiche uniche che lo rendono un arma a doppio taglio all'interno delle forze investigative. La sua capacità di comprendere e "leggere nella mente" dei killer permette si di avvicinarsi sempre di più ad essi ma comporta anche dei grandi pericoli che egli non può non rischiare di compiere. La sua reputazione però, infondo, lo precede, lui è colui che è riuscito ad incastrare il terribile Hannibal Lecter, colpevole di aver ucciso nove persone e di aver fatto alle sue vittime... qualcosa che in realtà no viene specificato ma che, ci conosce almeno un po' questo personaggio, può conoscere da solo. Questa è una caratteristica molto importante e io credo che valga specificarlo bene a tutti coloro che vogliono leggere questo libro; "Red Dragon" non parla di Hannibal Lecter. Lui non è il protagonista di questa storia, anzi, in fin dei conti è poco più di una comparsa, una comparsa di grande spessore ed intensità ma comunque una comparsa. In questo libro Lecter si presenta ai lettori ma per conoscerlo veramente bisognerà arrivare a "Il silenzio degli innocenti"; qui ricopre il ruolo di ombra, colui che rimane in disparte ma che, pur non essendo il responsabile dei crimini commessi sembra rimanerne continuamente informato  e che, soprattutto, segue il proprio antagonista, ossia Will Graham nella sua indagine, come una sorta di sapiente burattinaio. La presenza di Lecter si concentra soprattutto nella prima parte ma la sua essenza si respira per tutto il libro, come una nube che segue il percorso di un altro omicida, il vero protagonista della storia ossia Drago Rosso, alias Francis Dolarhyde. La caratteristica della prosa di Harris che forse mi è piaciuta più di tutti è il fatto che abbia voluto concentrasi con grande attenzione sulla figura del suo cattivo, un uomo malato, torturato dalla vita, che trova improvvisamente un modo per emergere e mostrarsi al mondo. Thomas Harris non si limita solo a parlare di lui ma scende nei meandri del suo essere, analizzando il suo passato e portando il lettore a comprendere le sue folli azioni. Se il romanzo risulta piacevole per tutta la sua durata è proprio nell'ultima parte che fa un vero salto di qualità e lo fa proprio attraverso il cattivo che si ritroverà, grazie all'arrivo di un personaggio inatteso, a compiere una vera e propria guerra all'interno di sè, tra quelle che sono le sue due personalità, fino ad un finale da adrenalina alle stelle. Da quello che ho potuto scoprire in questo libro, le opere di Harris non sono certo adatti ai deboli di cuore ma se il livello narrativo è quello mostrato allora meritano davvero di essere scoperti. In più nei due libri seguenti, Hannibal Lecter sarà il vero protagonista e questo farà portare tutto nel baratro della follia.

Voto: 8

Frase: "Sai come hai fatto a prendermi? Il motivo per cui mi hai preso è che noi due siamo uguali"




Thomas Harris è nato a Jackson, Tenesse, l'11 aprile 1940. Scrittore poco prolifico, in trent'anni di carriera ha scritto solo cinque romanzi, non rilascia interviste dal 1976 e di lui si hanno pochi dettagli, spesso riferiti da illustri conoscenti, come Stephen King. Dal 1968 al 1974 lavora come report specializzandosi nel mondo del crimine, esperienza che gli si rivelerà molto utile nella creazione nel suo primo romanzo "Black Sunday" ispirato alla strage degli israeliani alle Olimpiadi del '72. Nel 1982 pubblica "Red Dragon" dalla quale vengono tratti due film e nel quale per la prima volta appare la figura del dottor Hannibal "il cannibile" Lecter che l'autore approfondirà nei celebri tre romanzi seguenti "Il silenzio degli innocenti", "Hannibal" e "Hannibal Lecter; le origini del male". Nel 2019 pubblica infine il nuovo attesissimo thriller "Cari Mora".

mercoledì 9 ottobre 2019

Segnalazione; "Il ladro di tatuaggi" di Alison Belsham

Buongiorno cari amici lettori!
Dopo una lunga settimana di recupero sono finalmente pronta a parlarvi dei libri di Ottobre; la mia prima lettura del mese è stata in collaborazione con Thrillernord e grazie alla celerità del suo staff posso già segnalarvela oggi. Il libro in questione è "Il ladro di tatuaggi" di Alison Blesham, seguito del celebre "Il tatuatore", una delle pubblicazione di maggior successo della Newton Compton lo scorso anno. Anche in questo thriller veniamo catapultati nei mondo dei tatuaggi e avremo modo di seguire i personaggi già conosciuti una caccia all'uomo dalle tinte oscure e dai sorprendenti colpi di scena. Qui sotto potete trovare la scheda libro, la trama e il consueto link per poter leggere la recensione completa su thrillernord.it!





Titolo: Il ladro di tatuaggi
Autore: Alison Belsham
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Her Last Breath
Genere: Thriller
Pagine: 382
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Newton Compton
Prezzo di copertina: 12.90 euro copertina flessibile, 9.90 euro copertina rigida
Ebook: 4.99 euro
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Trama:
La città di Brighton pullula di vicoli, segreti e sussurri. C'è un intero mondo sommerso che sfugge al controllo della polizia, governato dalle leggi della strada. Nel cuore dell'estate una giovane donna viene ritrovata in fin di vita e, dopo aver trascorso ventiquattro terribili ore di agonia in ospedale, muore in circostanze misteriose. Sul suo corpo è stato lasciato un marchio: un tatuaggio. Quando anche un'altra donna scompare, l'ispettore Francis Sullivan e la sua squadra temono che ci sia un serial killer per le strade della città. Un assassino collegato in modi ancora tutti da chiarire al mondo dei tatuaggi. Ma non appena la polizia identifica un sospetto, Alex Mullins, le cose per Francis si fanno tutt'altro che semplici. Alex, infatti, è il figlio della donna con cui ha un legame molto particolare: Marni, una tatuatrice. Riuscirà a non farsi coinvolgere dai suoi sentimenti per risolvere il caso e fermare l'assassino prima che altre donne muoiano?


Recensione completa su thrillernord.it



Alison Belsham ha iniziato scrivendo sceneggiature, e nel 2001 è stata finalista nella BBC Drama Writer competition. Nel 2016 ha presentato “Il tatuatore” al Bloody Scotland Crime Writing, uno dei più prestigiosi eventi per il genere thriller, ed è stata giudicata vincitrice. Secondo The Bookseller è stato uno dei libri più interessanti tra quelli presentati a Francoforte 2017."Il ladro di tatuaggi" è il suo secondo libro.



mercoledì 21 agosto 2019

Recensione; "La ragazza nello specchio" di Luigi Martinuzzi

Un buongiorno a tutti voi, cari amici lettori!
Eccomi pronta per una nuova recensione che riguarda il libro che ho portato con me dei tre giorni di vacanza in montagna e che si è rivelato essere davvero una bella compagnia; sto parlando di "La ragazza nello specchio", secondo thriller di Luigi Martinuzzi, edito da Leone Editore. Qui sotto trovate, come sapete, la mia recensione.




Titolo: La ragazza nello specchio
Autore: Luigi Martinuzzi
Paese: Italia 
Genere: Thriller
Pagine: 283
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Leone Editore
Prezzo di copertina: 12.90 euro copertina flessibile 
Ebook: 7.99 euro 
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Tutto inizia con una tragica morte. Quella di Carter, il migliore amico di Nerissa, trovato impiccato nel cortile della scuola. Ed è proprio la morte ad essere il filo conduttore che conduce le vicende della ragazza e del suo gruppo di amici all'interno di quello che altro non può descriversi se non un terribile incubo. Qualcuno di loro riuscirà a salvarsi o sono già tutti condannati ancor prima di iniziare a giocare? E cosa centrano davvero le loro vicende con le voci che circolano sullo spietato killer dei ragazzi, ancora pericolosamente libero? Per scoprirlo bisognerà arrivare fino all'ultima pagina e lasciarsi sconvolgere da drastici colpi di scena che rimescoleranno le carte in gioco. Solo una è infine la domanda a cui bisogna trovare risposta; chi di loro sta mentendo?


"La ragazza nello specchio" è un thriller che rientra nella categoria degli young adult, sia perchè le vicende circolano intorno ad un gruppo di ragazzi sia perchè nella lettura sia ha l'impressione che il target scelto dall'autore sia proprio quello dei lettori molto giovani, magari appassionati di horror e splatter. Nonostante questo il libro si adatta un po' a tutti, tranne forse ai più sensibili che potranno rimanere decisamente colpiti del susseguirsi di violenze concentrate in principal modo nella prima parte. Due accurati ed inaspettati colpi di scena fanno sì però che la storia venga portata più volte su un piano differente in cui i personaggi vengono mescolati, così come anche il loro ruolo nella vicenda, e la realtà subisce nette trasformazioni che fanno correre la fantasia del lettore sul filo del dubbio fino all'ultimissima riga. Attraverso questa storia possiamo viaggiare inoltre nella mente di una ragazza, la coraggiosa e complessa Nerissa, una mente colpita dei sensi di colpa e dai dubbi che più volte finirà a chiedersi se quello che sta vivendo è reale e soprattutto a domandarsi di chi si può davvero fidare. Luigi Martinuzzi è un autore che sta scoprendo pian piano la sua vera voce e la sua scrittura promettente si adatta perfettamente ai thriller pieni di adrenalina come questo, capace di tenere costantemente il lettori incollato alle pagine. Per me si tratta di una bella scoperta e per non rischiare di rivelarvi troppo e rovinare in questo modo la vostra esperienza di lettura mi limito a consigliarvi strenuamente di andare a scoprirlo. Non ve ne pentirete.


Voto: 7


Luigi Martinuzzi vive a Portogruaro (VE) dove è nato nel 1979. Ha un diploma come operatore Shiatsu ed è appassionato di testi di alchimia. Ha iniziato a scrivere nel 1997 brevi racconti, ma ha lasciato nel cassetto il suo sogno di diventare scrittore fino a quando ha avuto l’idea per "L’ultimo respiro", il suo romanzo d’esordio uscito nel 2016 con Leone Editore, un bestseller da migliaia di copie vendute. Nel 2018 esce "La ragazza nello specchio" sempre per Leone Editore.

 



lunedì 19 agosto 2019

Recensione "Friend request" di Laura Marshall

Buongiorno amici lettori!
è da tanto tempo che non ci sentiamo ma ho dovuto prendermi un periodo di parsa nella quale però ho avuto modo di leggere diversi libri di cui vi devo assolutamente parlare. Inizio oggi con il thriller "Friend request. Richieste di amicizia" esordio di Laura Marshall che ha collezionato diversi commenti positivi, compreso il mio. Qui sotto potete trovare la mia recensione!



Titolo: Friend request
Sottotitolo: Richieste d'amicizia
Autore: Laura Marshall
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Friend request
Genere: Thriller
Pagine: 340
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 18.90 euro copertina rigida, 9.90 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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Per tutti arriva il momento nella propria vita in cui è impossibile resistere alla tentazione di guardarsi indietro e ritrovarsi faccia a faccia con il proprio passato; per Louise Williams, interior designer di quasi quarantanni, separata e con un bambino piccolo, quell'istante arriva quando riceve una semplice notifica al cellulare; Maria Weston le ha inviato una richiesta di amicizia su Facebook. Peccato che Maria lei la conosca molto bene. E che sia scomparsa vent'anni prima. Da quel momento in poi per Louise inizierà una vera e propria discesa dell'incubo che farà tornare alla luce i sensi di colpa del passato accentuato anche dal fatto che proprio in quei giorni si sta per celebrare una grande rimpatriata della loro scuola. Tutto è destinato a capitolare quando, proprio la sera della rimpatriata, una delle loro ex compagne viene ritrovata uccisa e Luoise inizierà a temere realmente per la sua sicurezza. Chi si nasconde davvero dietro il fantasma di Maria Weston? La ragazza è rimasta davvero nascosta per tutti quegli anni per giungere ora a riscuotere la sua vendetta?


Ho sentito molto parlare di questo libro prima di decidere di leggerlo, spinta dai commenti positivi e devo ammettere che questo thriller merita davvero tutta l'attenzione acclamata. La struttura del romanzo non è proprio originalissima, è composta infatti da capitoli che raccontano la storia presenti e flashback passati, alternati tra loro; ormai già vista e rivista ma elemento ormai da considerare necessario nei thriller che trovano le loro origini nel passato. La narrazione comunque funziona e il fatto di volerla far condurre in prima persona dalla protagonista permette di sondare a pieno la psiche di Louise, questa donna che ha passato la vita a cercare di convivere con i fantasmi del proprio passato e che li vede improvvisamente tornare in vita nella figura di Maria Weston, questa persona avvolta nelle nebbie del mistero che prende forma attraverso il social più famoso del mondo. Quello di Laura Mashall si è classifica a pieno tra i thriller moderni perché attraverso la sua storia cerca di mandare dei chiari avvertimenti ai pericoli del mondo che ci circonda, il mondo cibernetico, quello in cui tutti, anche i nostri più crudeli nemici,  si possono nascondere. "Friend request" è una lettura che funziona perché si basa sulla società e sulla mentalità di oggi e lo fa anche affrontando tematiche molto importanti come il bullismo, il dolore della perdita e la violenza sulle donne. Attraverso questi temi, l'autrice riesce a creare una lettura emozionale, che coinvolge e colpisce, grazie alle diverse vicende dei personaggi e ai sapienti colpi di scena, non eclatanti ma comunque funzionali per creare una storia capace di rimanere impressa in chi l'ha letta.

Voto: 8


Laura Marshall è nata nella contea di Wiltshire, e attualmente vive in Sussex con la famiglia e il marito. Con il suo primo romanzo, "Friend Request - Richiesta di amicizia", è diventata in breve tempo una delle più affermate autrici inglesi. Oltre al grande successo in UK, il romanzo è in corso di pubblicazione in altri diciotto Paesi, ed è stato finalista al Bath Novel Award e al Lucy Cavendish Fiction Prize, prestigiosi premi riservati agli esordienti.



giovedì 18 luglio 2019

Recensione; "Il gioco del suggeritore" di Donato Carrisi

Buongiorno carissimi amici lettori!
Questa mattina torno da voi con una recensione fresca fresca; proprio ieri sera ho infatti finito di leggere la mia ultima lettura "Il gioco del suggeritore" l'ultimo capitolo (fin ora) della serie di Mila Vasquez di Donato Carrisi e voglio proprio parlarvene subito.. anche perché devo ammettere che non mi ha proprio del tutto soddisfatto! Ora vi spiego il perché



Titolo: Il gioco del suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Paese: Italia
Genere: Thriller
Pagine: 398
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Longanesi
Prezzo di copertina: 22 euro copertina rigida, 13 euro copertina flessibile
Ebook: 10.99 euro 
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Dopo il rischio corso nella sua ultima indagine Mila Vasquez ha preso una decisione definitiva; lasciare la polizia e trasferirsi, insieme alla figlia, in un'isolata casa in riva al lago. La mancanza di collegamenti con il mondo esterno non è abbastanza però perché la donna si mantenga irreperibile, se ne rendo conto quando vede avanza verso di lei la figura de il Giudice, giunta fin lì per metterla a corrente di un terribile caso di omicidio compiuto da un uomo con il corpo completamente ricoperto da numeri tatuati sulla pelle. Enigma, così viene rinominato l'uomo di cui non si sa nulla, sembrerebbe un qualsiasi serial killer, macchiatosi di aver debellato un intera famiglia composta da padre, madre e due gemelline di otto anni, ma tutto si macchia di una nota di terrore quando gli inquirenti scoprano che, tra i tanti tatuaggi c'è anche quello di un nome; Mila. Assicurata di non dover partecipare attivamente alle indagini ma solo dare il suo aiuto a chi deve risolvere il mistero, Mila decide di lasciare Alice a casa di una amichetta e raggiungere il mondo reale dove ad attendarla c'è anche Simon Berish, sempre proprio a dargli il suo sostegno. Ciò che apparirebbe come un impegno di una giornata si rivela essere di proporzioni ben maggiori quando Alice viene rapita e Mila, per ritrovarla, dovrà partecipare ad un terribile gioco cibernetico, a metà tra la fantasia e la più crudele realtà.


Da quando ho deciso di iniziare la sua conoscenza, Donato Carrisi mi ha dimostrato di essere un grande autore di thriller. Le sue storie sono sempre inquietanti, piene di adrenalina e di terrore e sono narrate abilmente grazie ad una prosa eccezionale e scorrevole. Io "Il gioco del suggeritore" l'ho praticamente divorato, scorrendo quattrocento pagine in meno di tre giorni, e questo per me è sempre un fattore positivo. Se avete letto le mie recensione dei libri precedenti saprete che in questa serie ho riscontrato un grande problema, ossia l'impossibilità di capire e provare simpatia per la protagonista. Mila Vasquez è una donna dalle grandi capacità investigative ma, per via di un terribile evento del suo passato, incapacitata a provare empatia nei confronti delle persone che la circondano. La cosa che più mi urta del suo personaggio è che non è capace di affrontare le situazioni in maniera positiva, continua a colpevolizzarsi e ad incedere a comportamenti a tratti, addirittura ideale. Per quanto capisco che il suo passato possa averla profondamente segnata è irreale che lei, giunta ad essere una donna ormai matura, una madre, addirittura, non abbia ancora deciso di fare qualcosa per trovare una soluzione. Persino di fronte al rapimento della figlia la donna non riesce a provare una vera preoccupare ed entra a far parte del gioco creato per lei da Enigma quasi fosse un dovere più che un vero desiderio. Per quanto non sono portata a provare vicinanza nei confronti e questo un po' mi blocca nella lettura di questa serie. Un altra cosa che non mi ha proprio convinto del tutto è la tendenza di Carrisi di cambiare totalmente le carte in tavola per poi rimescolarle e far tornare come prima; se durante l'indagine questa potrebbe essere una cosa positiva ciò non avviene quando si toccano le basi della serie. In quanto lettrice profondamente empatica (si, ho il problema opposto a quello di Mila e tendo ad affezionarmi ai personaggi delle serie che leggo) trovo profondamente sfibrante veder crollare, ogni volta che leggo un libro di questa serie, le mie certezze che poi però in qualche modo ritornano ad essere come sono. Sono convinta che i buoni debbano rimanere buoni, o almeno non diventare cattivi, uno alla volta, in ogni seguito. Detto questo devo però dire che ci sono cose di questo libro che mi sono piaciute molte; il punto iniziale ad esempio è fatto molto bene, le prime duecento pagine scorrono che è un piacere, sono coinvolgenti ed entusiasmanti, e il fatto di voler creare un thriller ambientato in parte nel mondo cibernetico e fatto per aprire gli occhi sulla pericolosità del mondo di internet è davvero eccezionale, soprattutto nel mondo di oggi.
"Il gioco del suggeritore" non è un libro che mi è del tutto dispiaciuto, anzi, ma a mio avviso è ben al di sotto dei capitoli precedenti. Non so se la serie continuerà oppure sarà finita qui ma a questo punto non sono sicura di volerla proseguire..

Voto: 6.5

Frase: "Internet è un enorme spugna: assorbe ciò che siamo, soprattutto nel peggio. Nella vita reale siamo costretti ad adattarci per convivere con gli altri, a scendere a compromessi con la nostra natura, ad accettare leggi e convenzioni. A volte dobbiamo anche indossare una maschera, ma è inevitabile: altrimenti non riusciremmo a far parte della società.. In rete invece ci sentiamo liberi da tutta da tutta questa ipocrisia, ma è soltanto un’illusione: ci hanno semplicemente lasciato soli con i nostri demoni"


Donato Carrisi è nato a Martina Franca il 25 marzo 1973 e attualmente vive a Roma. Collaboratore di "Il Corriere della Sera", scrittore di teatro, sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, ha esordito in letteratura con il thriller "Il suggeritore" con il quale ha vinto il Premio Bancarella. Della stesse serie, con protagonista Mila Vasquez, fanno parte anche "L'ipotesi del male", "L'uomo del labirinto" e "Il gioco del suggeritore". Di sua pubblicazione anche la serie con protagonisti Marcus e Sandra, "Il tribunale delle anime", "Il cacciatore del buio" "Il maestro delle ombre", non che altri due libri auto conclusivi "La donna dei fiori di carta" e "La ragazza nella nebbia".





lunedì 1 luglio 2019

Recensione; "L'ultima volta che ti ho vista" di Alafair Burke

Buongiorno a tutti amici lettori e soprattutto buon primo giorno di Luglio!
Come penso sappiate non sono una grande amante del periodo estivo ma l'arrivo di un nuovo mese mi riempe sempre di gioia perchè per noi lettori è sinonimo di nuove letture. Prima di accogliere i libri che mi terranno compagnia nelle caldissime giornate che mi aspettano devo prima concludere il capitolo giugno e per farlo devo necessariamente parlarvi delle mie ultime due letture in modo, nei prossimi giorni, di pubblicare il consueto resoconto letterario. Detto questo, non c'è davvero tempo da perdere, quindi eccovi qui la prima recensione; vi parlo di "L'ultima volta che ti ho vista" thriller di Alafair Burke!



Titolo: L'ultima volta che ti ho vista
Autore: Alafair Burke
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: If You Were Here
Genere: Thriller
Pagine: 396
Anno di pubblicazione; 2018
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 19.50 euro, copertina rigida
Ebook: 3.99 euro

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Sono successe tante cose nella vita di McKenna Jordan; prima la laurea in giurisprudenza e il lavoro presso il procuratore distrettuale di New York, poi la lunga causa contro un poliziotto accusato di aver ucciso a sangue freddo un ragazzo afroamericano, in seguito la conferma di aver preso un totale abbaglio, l'allontanamento dal suo ruolo e la seconda opportunità offerta dalla redazione di un giornale come giornalista, infine la sparizione della sua amica Susan e il matrimonio con il suo amato Patrick. Proprio ora che tutto sembra essersi tranquillizzato però tutto si rianima quando le viene proposto di scrivere un articolo sulla strabiliante donna che ha salvato un ragazzino caduto nella fossa di binari della metropolitana e quando lei, vedendo un video amatoriale della scena, si rende conto che quella donna è proprio Susan, la sua amica che dieci anni prima è scomparsa nel nulla. Nessuno, tra famigliari ed amici, è mai riuscito a capire che cosa le fosse successo ma ora è tornata e forse riuscirà a portare con sè delle risposte. Sempre che si tratti davvero di lei, sempre che McKenna riesca a prenderla.


Come penso ormai sappiate, Alafair Burke è una delle autrici thriller contemporanee che più mi piace leggere, i suoi libri sono sempre capaci di lasciarmi con il fiato sospeso e sconvolgermi con epiloghi strabilianti. Su questa sua recente pubblicazione (a cui è già seguito un nuovo thriller "Le sorelle sbagliate", che spero di riuscire a leggere durante quest'estate) sono stati espressi molti pareri, tanti dei quali decisamente negativi; è stato detto che questo non fosse il suo thriller migliore, che fosse piatto, noioso e prevedibile. Per questo io mi sono approcciata a questa lettura cautamente e senza riporci determinate aspettative. Una volta giunta alla fine mi sento con convinzione di staccarmi dalla maggioranza dei lettori e schierarmi, ancora una volta, a suo favore. è indubbio che da un autrice come lei ci si aspetti sempre moltissimo e anche che nei suo passato conservi senza dubbio libri migliori di questo ma io "L'ultima volta che ti ho vista" non mi sento assolutamente di bocciarlo. In primo luogo perchè ho potuto gustarmi ancora una volta lo stile di Alafair Burke, sempre eccezionale, ricco di vita e scorrevole. Ci troviamo di fronte ad un indagine forse non proprio originale ma che rispecchia i gusti dei lettori di thriller moderni, i personaggi sono ben congeniati, il mistero è distribuito abilmente in tutte le pagine e bisogna giungere proprio all'ultimissima pagina per avere un quadro completo della situazione e comprendere chi sta dalla parte dei colpevoli e chi da quella delle vittime. Di colpi di scena ne ho trovati molti, soprattutto nella parte finale, forse non eclatanti ma comunque piacevoli e capaci di creare il giusto brio. Inoltre ho apprezzato moltissimo il fatto che Alafair, ricca della sua conoscenza personale, come ci spiega nei ringraziamenti finali, abbia voluto parlare di un argomento insolito ma molto importante come la condizione e le pressioni subite dai membri dell'esercito nei periodo immediatamente successivo all'attentato alle Torri Gemelle, un contesto e delle emozioni che personalmente non avevo mai ritrovato all'interno di un libro ma che meritano di essere conosciuti. Se devo essere corretta però devo dire che anche io ho trovato alcuni piccoli particolari che non mi hanno proprio convinto all'interno di questa lettura, soprattutto nella parte del suo iniziale coinvolgimento quando McKenna, nella sua personale indagine per scoprire la verità su Susan, continua ad imbattersi "casualmente" in personaggi legati alla loro storia personale e viene messa davvero tanta carne al fuoco. Detto questo a mio avviso "L'ultima volta che ti ho vista" è un trhiller molto piacevole che merita, come tutti gli altri di questa autrice, di essere letto, magari togliendosi di dosso però le troppe aspettative, da sempre nemiche della buona lettura.

Voto: 8


Alafair Burke, nata in Florida nell'ottobre del 1969 e figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York. Esordisce nella letteratura thriller con il best seller "La ragazza nel parco" e, dopo aver confermato il successo con "La città del terrore" e "Una perfetta sconosciuta", inizia un progetto a quattro mani con la collega Mary Higgins Clark con la quale pubblica "Così immobile tra le mie braccia" e "La sposa era vestita di bianco". Di sua pubblicazione anche "La ragazza che hai sposato", "L'ultima volta che ti ho vista" e "Le sorelle sbagliate".