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mercoledì 23 ottobre 2019

Recensione; "Red Dragon" di Thomas Harris

Buon pomeriggio cari amici lettori!
Sono pronta per palarvi di una nuova lettura che ho finito giusto stamattina e che fa parti di quei libri un po' "oscuri" che ho deciso di leggere per celebrare Halloween. L'idea che riguarda questo libro nasce del desiderio di iniziare a conoscere finalmente una delle menti più diaboliche e geniali della letteratura moderna ossia il dottor Hannibal Lecter, creato dalla penna di Thomas Harris e divenuto celebre al mondo interno sul maxi schermo grazie all'indimenticabile interpretazione di Anthony Hopkins. Devo iniziare con il dire di conoscere questa intrigante e complessa figura solo di fama perché non ho mai visto i tre film che lo vedono protagonista ed è proprio per questo che ho preso la decisione di leggere prima di tutto i libri. Il primo in ordine cronologico è "Red Dragon" (pubblicato anche come "Il delitto della terza luna" e "Drago Rosso") ed è proprio di esso che vi voglio parlare. Qui sotto trovate la mia recensione completa.





Titolo: Red Dragon
Autore: Thomas Harris
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Red Dragon
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 358
Prima pubblicazione: 1981
Casa editrice italiana: Mondadori
Anno edizione: 2002
Prezzo di copertina: 17.20 euro copertina rigida, 10 euro copertina flessibile
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Sono passati tra anni da quando Will Graham ha arrestato Hannibal Lecter, tra anni da quando quest'ultimo per un pelo non è riuscito ad ucciderlo, tre anni da quando l'investigatore ha deciso di mollare tutto e di ritirarsi lontano insieme alla moglie Molly e al figlio adottivo. Certi mestiere però sono destinati a rimanerti incollati addosso specialmente se hai capacità che nessuno ha; Graham infatti non è un poliziotto normale. Lui i serial killer li segue, li studia ed infine, in qualche modo, riesce sempre a capirlo. Questo lo sa bene Jack Crawford ed è per questo che decide di volare fino a lui ed andargli a parlare per convincerlo a collaborare nel terribile nuovo caso che si sono ritrovati a trattare; due famiglie sono state brutalmente uccise nelle proprie case da un killer spietato che agisce solo nelle notti di luna piena e tutto fa pensare che quando essa di mostrerà di nuovo egli sarà pronto a colpire ancora. Combattuto tra la paura di mettersi nuovamente in pericolo e l'impossibilità di starsene indifferente sapendo che un pericoloso omicida è in circolazione, Graham deciderà infine di tornare in azione ma ben presto dovrà arrendersi ad una terribile realtà; per trovare Drago Rosso dovrà chiedere aiuto al suo più spietato nemico.


La prima cosa che mi ha colpito di questa lettura è stata l'intensità della prosa di Harris, capace fin dalle prime pagine di lanciare il lettore nel pieno della terribile vicenda che vuole raccontare, quella di un pluriomicida senza scrupoli che entra di notte nella casa delle sue vittime per trucidarle nei propri letti. Per creare un clima di alta tensione l'autore punta su due fattori fondamentali, ossia un indagine dai dettagli spietati e terrificanti e dei personaggi davvero molto interessati. Partiamo con la conoscenza dell'ispettore Graham, colui che dotato di caratteristiche uniche che lo rendono un arma a doppio taglio all'interno delle forze investigative. La sua capacità di comprendere e "leggere nella mente" dei killer permette si di avvicinarsi sempre di più ad essi ma comporta anche dei grandi pericoli che egli non può non rischiare di compiere. La sua reputazione però, infondo, lo precede, lui è colui che è riuscito ad incastrare il terribile Hannibal Lecter, colpevole di aver ucciso nove persone e di aver fatto alle sue vittime... qualcosa che in realtà no viene specificato ma che, ci conosce almeno un po' questo personaggio, può conoscere da solo. Questa è una caratteristica molto importante e io credo che valga specificarlo bene a tutti coloro che vogliono leggere questo libro; "Red Dragon" non parla di Hannibal Lecter. Lui non è il protagonista di questa storia, anzi, in fin dei conti è poco più di una comparsa, una comparsa di grande spessore ed intensità ma comunque una comparsa. In questo libro Lecter si presenta ai lettori ma per conoscerlo veramente bisognerà arrivare a "Il silenzio degli innocenti"; qui ricopre il ruolo di ombra, colui che rimane in disparte ma che, pur non essendo il responsabile dei crimini commessi sembra rimanerne continuamente informato  e che, soprattutto, segue il proprio antagonista, ossia Will Graham nella sua indagine, come una sorta di sapiente burattinaio. La presenza di Lecter si concentra soprattutto nella prima parte ma la sua essenza si respira per tutto il libro, come una nube che segue il percorso di un altro omicida, il vero protagonista della storia ossia Drago Rosso, alias Francis Dolarhyde. La caratteristica della prosa di Harris che forse mi è piaciuta più di tutti è il fatto che abbia voluto concentrasi con grande attenzione sulla figura del suo cattivo, un uomo malato, torturato dalla vita, che trova improvvisamente un modo per emergere e mostrarsi al mondo. Thomas Harris non si limita solo a parlare di lui ma scende nei meandri del suo essere, analizzando il suo passato e portando il lettore a comprendere le sue folli azioni. Se il romanzo risulta piacevole per tutta la sua durata è proprio nell'ultima parte che fa un vero salto di qualità e lo fa proprio attraverso il cattivo che si ritroverà, grazie all'arrivo di un personaggio inatteso, a compiere una vera e propria guerra all'interno di sè, tra quelle che sono le sue due personalità, fino ad un finale da adrenalina alle stelle. Da quello che ho potuto scoprire in questo libro, le opere di Harris non sono certo adatti ai deboli di cuore ma se il livello narrativo è quello mostrato allora meritano davvero di essere scoperti. In più nei due libri seguenti, Hannibal Lecter sarà il vero protagonista e questo farà portare tutto nel baratro della follia.

Voto: 8

Frase: "Sai come hai fatto a prendermi? Il motivo per cui mi hai preso è che noi due siamo uguali"




Thomas Harris è nato a Jackson, Tenesse, l'11 aprile 1940. Scrittore poco prolifico, in trent'anni di carriera ha scritto solo cinque romanzi, non rilascia interviste dal 1976 e di lui si hanno pochi dettagli, spesso riferiti da illustri conoscenti, come Stephen King. Dal 1968 al 1974 lavora come report specializzandosi nel mondo del crimine, esperienza che gli si rivelerà molto utile nella creazione nel suo primo romanzo "Black Sunday" ispirato alla strage degli israeliani alle Olimpiadi del '72. Nel 1982 pubblica "Red Dragon" dalla quale vengono tratti due film e nel quale per la prima volta appare la figura del dottor Hannibal "il cannibile" Lecter che l'autore approfondirà nei celebri tre romanzi seguenti "Il silenzio degli innocenti", "Hannibal" e "Hannibal Lecter; le origini del male". Nel 2019 pubblica infine il nuovo attesissimo thriller "Cari Mora".

mercoledì 4 settembre 2019

Recensione; "Presenza oscura" di Wulf Dorn

Buongiorno amici lettori!
Sono pronta per parlarvi del secondo libro di questo Settembre appena iniziato, lettura che mi ha reso molto felice perchè si tratta di una bellissima nuova pubblicazione, nonchè il ritorno di uno dei miei autori thriller preferiti; sto parlando ovviamente di "Presenza oscura" l'ultimo thriller psicologico di Wulf Dorn, edito Corbaccio. Qui sotto potete trovare la mia recensione!




Titolo: Presenza oscura
Autore: Wulf Dorn
Paese: Germania
Titolo originale: 21 - Dunkle Begleiter
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Corbaccio
Prezzo di copertina: 19.50 euro copertina rigida
Ebook: 9.99 euro 
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Nikka è una ragazza normale. Ha diciott'anni e forse una situazione famigliare non proprio delle più serene ma è comunque una ragazza felice. Questo prima della sua morte. La sera di Halloween, nel mezzo di un locale alla moda, il suo cuore si è fermato, lo ha fatto per ventun minuti ed è riuscito a tornare a battere grazie al proverbiale aiuto del dj Sascha, volontario al pronto soccorso. è solo quando la ragazza si risveglia in ospedale però che si rende davvero conto in che incubo è sprofondata; chiunque torni dalla morte si porta dietro qualcosa che va ben oltre i ricordi del lungo tunnel popolato da anime e Nikka dovrà capirlo sulla sua pelle. Inoltre intorno a lei vive ancora un clima di terrore perché Zoe, la sua migliore amica, la ragazza che con lei era alla festa è scomparsa nel nulla e nessuno sa se per lei c'è ancora possibilità di speranza.


Voi lo sapete che per Wulf Dorn io ho un vero e proprio debole, se l'ho ripetuto in ogni recensione dei suoi libri e non è il caso di sottolinearlo anche oggi. Per questo penso che possiate capire quanto sono stata felice di poter leggere questa sua nuova pubblicazione. Gli interrogativi però erano dietro l'angolo perché, seppur io abbia sempre apprezzato le sue capacità narrative e di approfondire i segreti della mente umana, non ho nascosto di aver trovato una netta differenza tra i primi tre libri e quelli seguenti, a mio avviso, per certi versi un po' sotto tono. Per questo ho iniziato a leggere "Presenza oscura" con il chiaro intento di scoprire se sarebbe stato all'altezza delle vecchie pubblicazioni o meno; ebbene, posso dire con convinzione che ho finalmente potuto ritrovare il Wulf Dorn che amo! Questo libro è una continua emozione, strutturato su diversi piani, affronta diversi argomenti, tutti importantissimi e che ruotano sul tema dell'eventuale vita dopo la morte. La storia di Nikka, questa protagonista così ben fatta, così giovane e così caparbia, è destinata a colpire perché, credenti o meno, tutti noi, almeno una volta nella vita, ci chiediamo se esista davvero una vita dopo la morte, un mondo nella quale la nostra anima può giungere dopo la fine corporale, ed il modo in cui l'autore la racconta non può che spingere il lettore a ragionare sull'argomento. "Presenza oscura" si unisce al gruppo di libri di Dorn con protagonista un adolescente ma a differenza di "Il mio cuore cattivo" ed "Incubo", questo appare tutto tranne adatto a lettori più giovani, e per molti versi è un punto a suo favore. Una delle cose che mi sono piaciute di più è proprio Nikka, la giovane protagonista, il cui flusso mentale giuda totalmente l'esperienza di lettura del lettore; sono le sue supposizioni a fare prendere vita alla storia e più volte si giungerà a chiedersi se esse posso essere vero oppure frutto di una mente traumatizzata. Per scoprirlo bisogna giungere al finale, in una lotta contro il tempo nella quale l'accompagnerà Sascha, dj e paramedico, anche lui un bel personaggi, fino ad un ultimo capitolo da brivido. Che possa essere il punto di partenza per un altro romanzo? Certo la cosa non mi dispiacerebbe. Per ora, caro Wulf, che bello averti ritrovato!

Voto: 7.5

Frase: "La morte non fa differenza. Non ha nessuna importanza chi tu sia, che cosa tu faccia e quali siano i tuoi programmi per la vita: a un certo punto finisci sulla sua lista, che tu sia preparata o meno. E allora conto solo di aver vissuto la vita come volevi. Di aver fatto ciò che volevi. Di essere stata la persona che volevi"


Wulf Dorn è nato il 20 Aprile 1969 a Ichenhausen, in Germania. Dopo aver studiato lingue, ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Arriva alla fama grazie al suo thriller d'esordio "La psichiatra", diventato in pochi mesi un vero caso editoriale, e in seguito pubblica "Il superstite", "Follia Profonda", "Il mio cuore cattivo", "Phobia", "Incubo", "Gli eredi" e "Presenza oscura".


mercoledì 24 luglio 2019

Recensione: "La paziente silenziosa" di Alex Michaelides

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Oggi vi voglio parlare della mia ultima lettura, conclusa giusto giusto ieri pomeriggio, un thriller che sta riscontrando un grande successo il tutto il mondo e che io non ho potuto non leggere dopo i tantissimi commenti positivi giunti dai miei colleghi amanti di questo genere.
Sto parlando di "La paziente silenziosa" di Alex Michealides e qui sotto trovate la mia recensione che, come vedrete, per alcuni versi andrà un po' controcorrente




Titolo: La paziente silenziosa
Autore: Alex Michaelides
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The silent patient
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 340
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Einaudi
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Alicia Berenson ha ucciso suo marito. Nessuno ha dubbi su questo. Del resto la scena del delitto lascia poco da scampo ad eventuali dubbi. Gabriel Berenson è stato ritrovato nel soggiorno di casa sua, seduto e legato ad una sedia, con il volto completamente figurato da molteplici colpi di pistola e l'unica nella stanza era proprio Alicia, la sua bella e talentuosa moglie, con la pistola a pochi passi e le vene tagliate in quello che sembrerebbe un vano tentativo di suicidio. Agli acquirenti serve solo una sua confessione, peccato che dal momento dell'omicidio Alicia abbia deciso di chiudersi in un ostinato mutismo che l'ha condotta, insieme ai suoi trascorsi, ad essere rinchiusa nell'ospedale psichiatrico femminile Grove Hospital. Sono passati ormai sei anni quando il giovane e sicuro di sè psicologo Theo Faber viene assunto alla clinica e proprio lui decide di concentrare tutte le sue energie per aiutare Alicia ad uscire dal tunnel nella quale è caduta e farla finalmente tornare a parlare in modo che possa confessare a tutti la verità.

"La paziente silenziosa" è senza dubbio uno dei thriller psicologici che più ha fatto parlare di sè. Del resto, pur trattandosi del suo libro d'esordio, Alex Michaelides ha già dato prova di essere capace di creare trame ad effetto, essendo, tra gli altri, anche lo sceneggiatore di "La truffa è servita", film con Uma Thurman e Tim Roth. In quest'opera la sua prosa appare da subito molto particolare, la trama inizia infatti come una sorta di reportage, quasi giornalistico, del caso di Alicia e del suo destino per poi aprirsi sul personaggio di Theo Faber che da quel punto in poi sarà narratore e secondo protagonista e la sua narrazione verrà intervallata solamente e non a cadenza regolare da alcuni stralci del diario che Alicia teneva prima della morte del marito. Questa costruzione appare funzionare anche sè è proprio nella parte iniziale che ho riscontrato i maggiori problemi; ho provato infatti una grande fatica a prendere confidenza con l'opera che nella prima parte si lascia andare a troppe digressione, fatte sì, per comprendere i personaggi nella sua interezza, ma che mi hanno fatto perdere un po' il filo del discorso. Dopo di ciò devo ammettere però che la trama prende piede e lo fa in modo decisamente piacevole; oltre a poter seguire come avviene il percorso conoscitivo e di terapia tra uno psicologo e un paziente presto il lettore avrà modo di vedere Theo trasformarsi da terapeuta a detective, determinato a scoprire la verità su Alicia Berenson. Allo stesso tempo però il protagonista maschile dovrà confrontarsi con una brutta situazione famigliare che farà riaffiorare in lui emozioni latenti nel tempo, nascoste in quel passato per certi versi così simile a quello della donna che sembra così ossessionato ad aiutare. Bisognerà però giungere alla fine per scoprire davvero cosa si nasconde nel buio di quella serata in cui Gabriel Berenson ha perso la vita in una soluzione che però io mi sarei aspettata ben più sconvolgente di come in realtà è; il colpo di scena che tutti i thriller devono avere c'è, su questo non ci sono dubbi, ma a mio avviso era in qualche modo per certi versi intuibile e non da quella sensazione di mozzare il fiato che ci si sarebbe aspettati da un opera così tanto osannata. Non posso dire che questa lettura non mi sia piaciuta, anzi, l'ho trovata molto piacevole ma non posso schierarmi del tutto dalla parte di quelli che lo hanno adorato. 

Voto: 7.5

Frase: "Era questo l'effetto che ti faceva Alicia. Il suo silenzio era una specie di specchio che ti si rifletteva contro. E spesso ciò che vedevi al suo interno era qualcosa di orribile"


Alex Michaelides, nato a Cipro nel 1977, ha studiato Letteratura inglese all'Università di Cambridge e Cinema all'American Film Institute di Los Angeles. Ha scritto le sceneggiature di vari film, tra cui La truffa è servita, con Uma Thurman e Tim Roth. La paziente silenziosa, il suo primo romanzo, è in corso di traduzione in 42 Paesi.  



sabato 29 dicembre 2018

Recensione; "L'estraneo" di Ursula Poznanski e Arno Strobel

Buon sabato a tutti cari amici lettori!
La fine del 2018 si avvicina e quindi non c'è più tempo per rilassarsi, devo rimboccarmi le maniche e recuperare le ultime letture. Il libro di cui vi parlo oggi è un thriller che ha avuto molto successo quando è uscito, diventando in brevissimo tempo un vero best seller internazionale, ma che purtroppo, come alle volte successo, per quanto mi riguarda non è stato degno delle aspettative che ho maturato. Il thriller in questione è "L'estraneo" di Ursula Poznanski e Arno Strobel ed il motivo per qui questo apprezzato libro non mi ha del tutto convinto.. ora ve lo svelo.



Titolo: L'estraneo
Autore: Ursula Poznanski e Arno Strobel
Paese: Austria
Titolo originale: Fremd
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 367
Anno di pubblicazione: 2017
Casa editrice italiana: Giunti
Prezzo di copertina: 14 euro copertina flessibile, 10 euro versione economica
Ebook: 4.99 euro, disponibile con KU
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Da quando si è trasferita in Germania per scappare al controllo del ricchissimo e rigidissimo padre australiano, Joanna segue una vita tranquilla ed esattamente come piace a lei. Questo almeno fino a quando una sera in casa sua entra un uomo, per lei totalmente estraneo, ma che si annuncia come suo fidanzato. Da quel momento in poi per la ragazza inizierà un vero e proprio incubi il perno è Erik, quello ragazzo di cui non ricorda nulla e di cui non saprà mai se si potrà fidare davvero ma che allo stesso tempo sembra essere l'unico capace di starle vicino e proteggerla dal pericolo più grande; sé stessa. Chi è davvero Erik? Ed è lei ad essere diventa pazza o è lui a volerla convincere di questo per poter mettere le mani sul suo immenso patrimonio? Le verità da svelare sono tante e per farlo entrambi i giovani dovranno ritrovarsi a fronteggiare un nemico ben più grande di loro.


Mi capita raramente di leggere libri scritti a quattro mano e quando succede inizio sempre la lettura con molta curiosità. Se questa unione all'inizio risulta essere convincente, soprattutto nel ricreare i due differenti punti di vista di Erik e Joanna, piano piano si inizia a percepire un po' di confusione. Non posso dire che "L'estraneo" sia un thriller mal riuscito ma, escludendo la parte iniziale dove era necessario scoprire chi dei due personaggi stesse dicendo la verità, non è stato capace di mantenere la mia attenzione tramutando quella che apparentemente sarebbe sembrata una vicenda strettamente personale tra due persone, turbata da un qualche profondo trauma psichico, in una situazione ben più ambia e di grande spessore storico e sociale. Questa decisione mi è parsa un tantino esagerata e ha fatto sì che ai miei occhi la storia diventasse decisamente meno coinvolgente. Il colpo di scena finale, quello che non può mancare in un thriller degno di questo nome, comunque arriva ed è anche piacevole perché mette tutti gli elementi al loro posto, conclude la vicenda di Joanna ed Erik ma, grazie ad un epilogo sorprendente, tiene sempre aperto quello che è il pericoloso mondo in cui vengono catapultati e che sembra essere tutt'altro destinato a finire. In conclusione un libro piacevole ma, ahimè, nulla di più.. ci sarà sicuramente una seconda occasione per testare questa coppia letteraria, magari con "Anonimo" il loro secondo thriller.

Voto: 6

Frase: "- Se ne vada subito o chiamo la polizia!- Un rapinatore a questo punto scapperebbe. L'estraneo invece non lo fa. Ma lui non è entrato per rubare, questo l'ho capito da un pezzo. I ladri non si intrufolano certo nelle case altrui in giacca e cravatta. Il che significa che l motivo è un altro, che quest'uomo ha altre intenzioni.."


Ursula Poznansky è nata a Vienna nel 1968 e prima di diventare una scrittrice best-seller ha lavorato come giornalista per riviste scientifiche. è autrice di numerosi romanzi per ragazzi e thriller di grande successo. Arno Strobel è nato a Saarlouis nel 1962 e ha lavorato a lungo per una gorssa banca prima di dedicarsi interamente alla scrittura. è diventato un autore best-seller con una fortunata serie di thriller psicologici. "L'estraneo" è il loro primo romanzo scritto a quattro mani ed è diventato un successo incredibile, tanto da rimanere per settimane nella TOP 10 dello "Spiegel" ed essere tradotto in cinque paesi. Nel 2018 è uscito anche "Anonimo" il loro secondo thriller.



mercoledì 12 dicembre 2018

Recensione: "Incubo" di Wulf Dorn

Ed ora è finalmente tempo di iniziare a parlarvi delle mie letture di Dicembre che, contrariamente dalle scelte fatte da altri miei colleghi, vertono (almeno per quanto riguarda queste prime settimane) quasi del tutto sul genere thriller. Come per Novembre anche questo mese l'obbiettivo è quello di dare spazio ai libri che attendevano da un po' di essere letti ma Dicembre è anche il mese in cui si inizia a pensare all'anno nuovo, anno nel quale io vorrei conoscere nuovi autori di cui ho tanto sentito parlare. Per farlo però è necessario concludere la bibliografia degli scrittori conosciuti in questi anni ed in questa lista non poteva di certo mancare Wulf Dorn. L'unico libro di cui mio amato autore che ancora mi mancava era "Incubo" ed esso è proprio stata la mia prima lettura del mese. Volete saperne di più? Vi basta continuare a leggere



Titolo: Incubo
Autore: Wulf Dorn
Paese: Germania
Titolo originale: Die Nacht gehort den Wolfen

Genere: Thriller psicologico
Pagine: 361
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Corbaccio
Prezzo di copertina: 16.90 euro copertina rigida, 12 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Simon è solo un ragazzo ma nella vita ha dovuto già provare un grande dolore; la morte dei suoi genitori in un terribile incidente da cui lui è sopravvissuto. Dopo aver passato un periodo di tempo alla Waldklinik è finalmente pronto a tornare a casa ma sono tante le cose ancora da affrontare. Affetto da un lieve autismo, Simon non ha mai affrontato bene i cambiamenti e il fatto di doversi trasferire a casa della zia Tilia e soprattutto quello di entrare in un collegio appena terminate le vacanze non lo rendono di certo tranquillo, nemmeno grazie all'aiuto dell'amato fratello Mike. L'estate si preannuncia a dir poco difficile e il ragazzo dovrà fare di tutto per combattere i fantasmi del proprio passato, i ricordi dell'incidente di cui, troppo pochi e frammentati e soprattutto le terribili visioni che lo colpiscono di continuo, tramutando la sua vita in un vero incubo. Tornare alla realtà è tutt'altro che facile soprattutto se nella stessa cittadina avviene una terrificante sparizione capace di sollevare dubbi che solo una bella amicizia potrebbe sanare.

Devo ammettere che quando ho iniziato questo libro non ero del tutto fiduciosa. Nonostante la mia grande stima per l'autore ero conscia del leggero calo che ha colpito le sue opere dalle prime tre in poi, soprattutto per quanto riguarda "Il mio cuore cattivo" e il fatto che questa storia fosse anche'esso un thriller adolescenziale non mi faceva partire con i migliori propositi. La prosa di Wulf è come sempre eccezionale, i capitoli brevi e il ritmo che caratterizza i suoi libri fanno si che si continui a leggere come estrema facilità e quindi andando avanti nella lettura ho ben presto avuto modo di ricredermi. "Incubo" racconta sì la storia di un ragazzo, Simon, ma non ha nulla a che vedere con Doro, la protagonista di "Il mio cuore cattivo", la cui storia ho trovato terribilmente banale. Inanzi tutto ritroviamo l'ambientazione classica, quella dei primi splendidi romanzi. Ci troviamo a Fahelenberg (o, per essere precisi, nei suoi dintorni) e quando inizia la narrazione Simon è ospite della Waldklinik. Anche lo psicologo incaricato della sua guarigione è una vecchia conoscenza, nientepopodimeno di Jan Forstner, il cui ritorno, anche se solo per un capitolo è stato capace di farmi tornare il sorriso sulle labbra. Nei capitoli seguenti poi abbiamo modo di confrontarci con l'interno di Simon, un ragazzo già affetto da un problema psichiatrico, che vede la propria vita andare in mille pezzi dopo la morte di entrambi i genitori. Dal momento dell'incidente Simon è tormentato da alcune visioni, spettrali e terrificanti soprattutto se rese come solo Wulf Dorn sa fare, dando un sentore della narrazione quasi horror del libro seguente "Gli eredi". Durante questa lettura ho avuto finalmente modo di ritrovare tutte le caratteristiche che mi avevano fatto innamorare dei libri di questo autore; inanzi tutto ci sono i colpi di scena. Wulf Dorn è celebre per dare al lettore una serie continua di piccoli indizi che sembrano condurlo verso la soluzione per poi capovolgere tutto e farlo scontrare con un enorme vicolo cieco. è questa la sensazione che si percepisce una volta finito questo libro e che lo fa entrare di diritto tra i migliori di sua produzione. Se amate i thriller psicologi e volete leggere dei libri capaci di farvi venire i brividi, Wulf Dorn non vi può scappare! Questa volta posso tornare a dirlo con convinzione. Ben tornato, Wulf! Spero di poterti ritrovare presto.

Voto: 8

Frase: "A volte qualcosa ci spezza. Non sentiamo alcun rumore, neppure ce ne accorgiamo. Eppure fa malissimo. È un dolore così violento che ci sembra non passerà mai. Nemmeno tra mille anni."


Wulf Dorn è nato il 20 Aprile 1969 a Ichenhausen, in Germania.
Dopo aver studiato lingue, ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Arriva alla fama grazie al suo thriller d'esordio "La psichiatra", diventato in pochi mesi un vero caso editoriale, e in seguito pubblica "Il superstite", "Follia Profonda", "Il mio cuore cattivo", "Phobia", "Incubo" e "Gli eredi".




mercoledì 10 ottobre 2018

Recensione; "Phobia" di Wulf Dorn

Buongiorno a tutti amici lettori!
Giusto ieri mattina ho concluso la lettura del terzo libro del mese e ho deciso di parlarvene subito prima che gli impegni lavorativi della settimana mi impediscano di farlo.
Sempre dedicato alla challenge annuale IRead, questo libro è stato scelto sia per la categoria "Libro con un cuore in copertina" sia perchè si tratta di un libro scritto da uno degli autori psico-thriller che amo di più; ormai avrete capito che sto parlando del mio Wulf Dorn, nello specifico con il suo quinto libro "Phobia". Un libro decisamente interessante, sia per i messaggi che vuole mandare sia per il ritorno di uno dei personaggi più apprezzati dell'esordio dell'autore "La psichiatra"; il dottore in psichiatria Mark Behrendt.
Qui sotto la mia recensione completa


Titolo: Phobia
Autore: Wulf Dorn
Paese: Germania
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 324
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Corbaccio
Prezzo di copertina: 16.60 copertina rigida
Ebook: 8.99 euro

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Sarah Bridgewater trascorre molte notti a casa da sola con il figlio seienne Harvey perché l'amato marito Stephen, stimato architetto, è spesso in viaggio per lavoro. Se fino a poco tempo prima questa situazione era a dir poco consueta, ora per Sarah è diventato motivo di forte preoccupazione. Del resto tutta la sua vita è terribilmente mutata da quando ha iniziato a soffrire di attacchi di panico e ha dovuto abbandonare il suo lavoro per la casa editrice. Convinta che si tratti solo di giochi della sua mente e tranquillizzata dalla sicurezza della bella casa in cui vivono, progettata dal marito in una delle zone più belle di Londra, cerca di non pensarci troppo ma tutte le sue paure sono destinate a venire a galla quando una notte sente la porta di casa aprirsi e scendendo al piano terra trova un uomo che non è suo marito. È vestito come lui, ha i suoi oggetti personali e la sua macchina ma di certo non è lui. Quest'uomo ha il volto e le mani completamente cosparse di cicatrici e dal suo modo di parlare Sarah capisce che lei e suo figlio potrebbero trovarsi in grave pericolo. Terrorizzata e senza via di scampo, la donna riesce a scappare e a chiamare la Polizia ma dell'uomo non c'è più nessuna traccia e il commissario incaricato delle indagini, conscio della situazione e dei problemi di salute di Sarah, è poco restio ad ascoltarla. Trovatasi completamente da sola e spaventata dal pensiero di cosa possa essere successo al marito, Sarah contatta Mark, il suo caro amici d'infanzia, emigrato per lavoro in Germania ma tornato a Londra dopo il teatrale suicido di un professore della sua università. Il Mark di adesso è ben diverso da quello che Sarah si ricorda, un grave avvenimento recente lo ha cambiato completamente, facendolo lottare ogni giorno con i fantasmi del suo passato, ma quando viene a conoscenza della sua situazione, non si tira indietro e decide di aiutarla. Chi è davvero l'uomo sfigurato? Cosa vuole veramente da loro? Cosa ne ha fatto di Stephen Bridgetwater? Ci sono ancora speranze per poterlo salvare?


Inizio con il dire, anche se non c'è forse bisogno di specificarlo, che per quanto riguarda i thriller psicologici, Wulf Dorn è sempre una garanzia. Per quanto riguarda la creazione di situazioni e le descrizioni da pelle d'oca, sono pochi quelli che lo eguagliano, caratteristica che rende le sue opere perfette per questo periodo dell'anno. "Phobia" è il quinto libro di sua produzione e appena iniziamo la lettura ci rendiamo conto che porta con sé delle profonde differenze; inanzi tutto non ci troviamo più in Germania ma bensì a Londra, e nello specifico nel quartiere di Forest Hill. I riferimenti alla casa patria dello scrittore e soprattutto alla fittizia  di Fahlenberg appaiono però chiaramente grazie alla comparsa di un personaggio già noto ai fan dello scrittore; lo psichiatra Mark Behrendt, uno dei personaggi più importanti del suo celebre romanzo d'esordio. Dopo aver risolto il caso di Ellen Roth, Mark si è allontanato da Fahlenberg e ha trovato la lavoro a Francoforte dove ha incontrato Tanja, una ragazza che avrebbe davvero potuto essere la donna della sua vita. Peccato che un terribile e misterioso incidente abbia stroncato la vita della ragazza, proprio nel momento in cui la coppia stava decidendo di fare il grande passo e andare a vivere insieme. Dall'esatto momento in cui una macchina ha investito la donna che amava, per Mark niente è stato più lo stesso. Ed è così che lo ritrova Sarah, una cara amica d'infanzia, distrutta anche lei da alcuni tragici avvenimenti recenti che li uniranno in un adrenalina lotta contro il tempo. "Phobia" appare senza dubbio come un thriller decisamente particolare; per la prima volta nella mia "carriera" di lettrice mi sono trovata infatti davanti ad una storia in cui il cattivo non è totalmente cattivo. Il misterioso uomo con le cicatrici subisce infatti, nel corso della lettura una vera e propria metamorfosi. Presentato come un maniaco, che si finge il marito di Sarah per intrufolarsi in casa e, più nello specifico, nella loro vita perfetta, pian piano che si prosegue nella storia assume un ruolo sempre meno pericoloso fino ad arrivare ad una vera e propria assoluzione finale, in cui le parti in causa si alterneranno totalmente. L'effetto sul lettore è decisamente strano perché abituato, dalle consuete opere di questo genere, ad immaginare ruoli del tutto definiti. Questa è una delle grandi capacità di Wulf Dorn, anche se ancora una volta appare un po' diverso, nello stile e nella narrazione da quello che avevamo visto nei primi tre libri; da "Il mio cuore cattivo" si può dire che sia iniziata una nuova fase per lo scrittore che ha condizionato le sue opere facendole risultare, assolutamente piacevole, ma non scioccanti ed effetto come quelle che lo hanno reso celebre. Particolarmente importanti all'interno del libro sono i messaggi che l'autore vuole mandare, partendo proprio dall'idea iniziale; "Phobia" prende infatti forma da un attentato terroristico realmente accaduto a Londra che ha dato modo all'autore ma soprattutto ai lettori di ragionale sulle conseguenze che la paura e la diffidenza in cui negli ultimi anni viviamo può avere sul nostro animo. Attraverso il ruolo di Mark e soprattutto dello splendida figura di passaggio del professor Otis, viene esaminata anche la tematica della vita, del tempo che ci rimane, che corre sempre troppo in fretta per poter sprecare vivendo nel passato, passato che tormenta il giovane psichiatra e che, grazie ad un  finale totalmente aperto, chissà, potrebbe essere svelato in un prossima pubblicazione. Con Wulf Dorn non si può mai sapere.

Voto: 7.5

Frase: "In quel momento aveva capito che la vita umana consiste soprattutto di paure. Ma la paura più grande è quella di vivere senza lasciare alcuna traccia. Lasciare questo mondo senza aver dato un contributo"


Wulf Dorn è nato il 20 Aprile 1969 a Ichenhausen, in Germania.
Dopo aver studiato lingue, ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici.
Arriva alla fama grazie al suo thriller d'esordio "La psichiatra", diventato in pochi mesi un vero caso editoriale, e in seguito pubblica "Il superstite", "Follia Profonda", "Il mio cuore cattivo", "Phobia", "Incubo" e "Gli eredi".



giovedì 3 maggio 2018

Recensione "Il mio cuore cattivo" di Wulf Dorn

Buon giovedì a tutti cari amici lettori!
Ieri qui sul blog è uscito il mio wrap up di Aprile con la classifica delle letture del mese e la cosa che ha creato un po' di scalpore è il fatto che il peggiore, non che l'unico insufficienze, si sia rivelato essere proprio un libro di uno degli autori che amo di più; Wulf Dorn!
Come sapete nelle scorse settimane ho iniziato a leggere il suo quarto libro "Il mio cuore cattivo", le aspettative che avevo erano davvero alte, perchè Dorn mi ha abituato veramente bene, ma devo ammettere di esserne rimasta assai delusa
Ora vi spiego il perchè.



Titolo: Il mio cuore cattivo
Autore: Wulf Dorn
Paese: Germania
Titolo originale: Mein böses Herz

Genere: Thriller psicologico
Pagine: 347
Casa editrice italiana: Corbaccio
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 14.90 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs





Dorothea ha solo sedici anni ed è un'adolescente come tante, se non fosse la sua vita è stata totalmente distrutta nella terribile notte in cui è morto Kai, il suo fratellino di un anno. Da quel momento in poi per Doro inizia un vero incubo, fatto di visite, una lunga permanenza in clinica psichiatrica e soprattutto delle terribili visioni in cui rivede il piccolo Kai, il tutto per ricordare cosa è realmente successo quella sera, fatto che la sua mente ha deciso di cancellare. Per cercare di ricominciare tutto da capo e lasciarsi quel terribile periodo alle spalle, Doro e la madre si trasferiscono in un altro paese dove la ragazza cerca lentamente di ritrovare una parvenza di normalità, questo fino a quando una notte nel suo capanno si imbatte in un ragazzo, gravemente ferito e bisognoso d'aiuto. Un ragazzo che pochi minuti dopo sparisce nel nulla. Un ragazzo che pochi giorni prima si era tolto la vita dandosi fuoco all'interno nel suo furgone..


Parto parlando delle caratteristiche positive, che come sempre sono estremamente evidenti.
Wulf Dorn è forse il migliore a scrivere storie che fin da subito raccolgono tutta la tua attenzione e che scorrono su un livello talmente alto da far sentire al lettore una tensione palpabile per tutta la durata della lettura.
Forte della sua esperienza come psichiatra, è capace di inserire all'interno delle sue storie patologie, problemi, capacità che esistono realmente ma che difficilmente possiamo conoscere; in questo caso, attraverso il personaggio di Doro, ci parla della sinestesia, articolare fenomeno sensoriale che permette alle persone che colpisce di percepire la realtà in maniera diversa e addirittura poter dare alle persone che incontrano un particolare "colore".
Avevo già incontrato questo fenomeno in una libro ("Oggetti di reato" di Patricia Cornwell) ed è stato molto interessante approfondirlo durante questa lettura.
Un'altra cosa che mi è piaciuta molto è il sottile collegamento tra questo libro ed i precedenti; prima di trasferirsi, infatti, Doro aveva passato un periodo come paziente alla Waldklinik sotto il controllo del dottor Forstner, ossia Jan di "Il superstite" e "Follia profonda". Considerando il mio attaccamento nei suoi confronti, mi ha fatto molto piacere ritrovarlo. Che Doro non lo sopporti, però, è un altro paio d maniche.
Detto questo devo passare ai fattori negativi; il libro scorre, scorre, scorre e la tensione, come già detto, si sente durante tutta la lettura ma alla fine il finale non sorprende per nulla, risultando addirittura scontato, sia per quanto riguarda la soluzione del caso del ragazzo creduto morto e visto da Dorothea nel proprio capanno, sia, e soprattutto, per quanto riguarda la morte del fratellino di quest'ultima. Non è mai successo, nei libri precedenti, di avere un epilogo così scontato e la cosa che i ha lasciato davvero molto interdetta perchè è una cosa che da Wulf Dorn davvero non ci aspetta..
Sono pochi gli autori che mi piacciono, quelli di cui comprerei un libro a scatola chiusa, e Wulf Dorn è uno di questi.. però devo essere corretta e, se sono stata imparziale con altri pupilli, devo esserlo anche con lui.
"Il mio cuore cattivo" non rispetta le aspettative e non posso dargli la sufficienza.. Wulf, cosa ti è successo?

Voto: 5.5 

Frase: "Mi hanno affidato ad una clinica dove ho parlato a lungo con psichiatri e terapeuti. Volevano che mi ricordassi cosa era successo la sera prima della morte di Kai. Ma non ce la faccio. Invece di immagini, nel mio cervello c'è solo un grande buco nero, e da qualche parte quel buio impenetrabile sento la voce di quell'essere lugubre e sinistro. Profonda, distorta e minacciosa, Che cosa hai fatto Doro? Ma che cosa hai fatto.."


Wulf Dorn è nato il 20 Aprile 1969 a Ichenhausen, in Germania.
Dopo aver studiato lingue, ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici.
Arriva alla fama grazie al suo thriller d'esordio "La psichiatra", diventato in pochi mesi un vero caso editoriale, e in seguito pubblica "Il superstite", "Follia Profonda", "Il mio cuore cattivo", "Phobia", "Incubo" e "Gli eredi".


sabato 21 aprile 2018

Consiglio per il weekend; "La psichiatra" di Wulf Dorn

Buon giorno cari amici lettori!
Vengo da voi eccezionalmente di sabato mattina perché, come si sarete accorti, per la mancanza di connessione, ieri non sono riuscita a pubblicare il mio consueto consiglio di lettura per il weekend.
Quindi eccomi qui, ai posti di comando, un po' addormentata per via delle ore piccole che ho dovuto fare ieri sera per il lavoro, ma assolutamente pronta a parlarvi del libro che ho pensato possa allietare (e soprattutto dare un po' di brivido) a questo vostro tiepido weekend d'Aprile.
Proprio ieri sera, dopo che la scimmietta si era addormentata, ho iniziato a leggere un libro che attendevo da tempo "Il mio cuore cattivo" di Wulf Dorn e alla fine ho finito per farlo anche dopo che la mamma è venuta a riprenderla all'una di notte, con conseguenti brividi e angosce che solo i suoi libri sanno regalare.
Per cui oggi ho pensato di proporvi proprio questo autore che (come ampiamente sapete) io amo molto, nel suo incredibile e sconvolgente esordio "La psichiatra".
Thriller psicologico a tinte abbastanza forti, si adatta ben poco ai deboli di cuore quindi vi consiglio assolutamente di leggerlo ma solo se amate le emozioni forti.
Qui sotto vi lascio scheda libro, trama e qualche parola sull'autore.
L'appuntamento è per lunedì e, vi anticipo, dovrò parlarvi di moltissimi bellissimi libri!


Titolo: La psichiatra
Autore: Wulf Dorn
Paese: Germania
Titolo originale: Trigger
Genere: thriller psicologico
Pagine: 399
Casa editrice italiana: Corbaccio
Prima pubblicazione: 2010
Prezzo di copertina: 8.99 euro copertina flessibile edizione Corbaccio, 12 euro copertina flessibile edizione TEA

Ebook: 8.99 euro
Link per l'acquisto Amazon e ibs



Trama:
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non è preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata, è chiusa in sè stessa, mugola parole senza senso, dice che l'Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perchè nessuno può sfuggire all'Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall'ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l'incubo. Nessuno l'ha vista uscire, nessuno l'ha vista entrare. Ellen la vuole ritrovare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l'Uomo Nero? Ellen non può fare altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine.




Wulf Dorn è nato il 20 Aprile 1969 a Ichenhausen, in Germania.
Dopo aver studiato lingue, ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici.
Arriva alla fama grazie al suo thriller d'esordio "La psichiatra", diventato in pochi mesi un vero caso editoriale, e in seguito pubblica "Il superstite", "Follia Profonda", "Il mio cuore cattivo", "Phobia", "Incubo" e "Gli eredi".