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mercoledì 23 ottobre 2019

Recensione; "Red Dragon" di Thomas Harris

Buon pomeriggio cari amici lettori!
Sono pronta per palarvi di una nuova lettura che ho finito giusto stamattina e che fa parti di quei libri un po' "oscuri" che ho deciso di leggere per celebrare Halloween. L'idea che riguarda questo libro nasce del desiderio di iniziare a conoscere finalmente una delle menti più diaboliche e geniali della letteratura moderna ossia il dottor Hannibal Lecter, creato dalla penna di Thomas Harris e divenuto celebre al mondo interno sul maxi schermo grazie all'indimenticabile interpretazione di Anthony Hopkins. Devo iniziare con il dire di conoscere questa intrigante e complessa figura solo di fama perché non ho mai visto i tre film che lo vedono protagonista ed è proprio per questo che ho preso la decisione di leggere prima di tutto i libri. Il primo in ordine cronologico è "Red Dragon" (pubblicato anche come "Il delitto della terza luna" e "Drago Rosso") ed è proprio di esso che vi voglio parlare. Qui sotto trovate la mia recensione completa.





Titolo: Red Dragon
Autore: Thomas Harris
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Red Dragon
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 358
Prima pubblicazione: 1981
Casa editrice italiana: Mondadori
Anno edizione: 2002
Prezzo di copertina: 17.20 euro copertina rigida, 10 euro copertina flessibile
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Sono passati tra anni da quando Will Graham ha arrestato Hannibal Lecter, tra anni da quando quest'ultimo per un pelo non è riuscito ad ucciderlo, tre anni da quando l'investigatore ha deciso di mollare tutto e di ritirarsi lontano insieme alla moglie Molly e al figlio adottivo. Certi mestiere però sono destinati a rimanerti incollati addosso specialmente se hai capacità che nessuno ha; Graham infatti non è un poliziotto normale. Lui i serial killer li segue, li studia ed infine, in qualche modo, riesce sempre a capirlo. Questo lo sa bene Jack Crawford ed è per questo che decide di volare fino a lui ed andargli a parlare per convincerlo a collaborare nel terribile nuovo caso che si sono ritrovati a trattare; due famiglie sono state brutalmente uccise nelle proprie case da un killer spietato che agisce solo nelle notti di luna piena e tutto fa pensare che quando essa di mostrerà di nuovo egli sarà pronto a colpire ancora. Combattuto tra la paura di mettersi nuovamente in pericolo e l'impossibilità di starsene indifferente sapendo che un pericoloso omicida è in circolazione, Graham deciderà infine di tornare in azione ma ben presto dovrà arrendersi ad una terribile realtà; per trovare Drago Rosso dovrà chiedere aiuto al suo più spietato nemico.


La prima cosa che mi ha colpito di questa lettura è stata l'intensità della prosa di Harris, capace fin dalle prime pagine di lanciare il lettore nel pieno della terribile vicenda che vuole raccontare, quella di un pluriomicida senza scrupoli che entra di notte nella casa delle sue vittime per trucidarle nei propri letti. Per creare un clima di alta tensione l'autore punta su due fattori fondamentali, ossia un indagine dai dettagli spietati e terrificanti e dei personaggi davvero molto interessati. Partiamo con la conoscenza dell'ispettore Graham, colui che dotato di caratteristiche uniche che lo rendono un arma a doppio taglio all'interno delle forze investigative. La sua capacità di comprendere e "leggere nella mente" dei killer permette si di avvicinarsi sempre di più ad essi ma comporta anche dei grandi pericoli che egli non può non rischiare di compiere. La sua reputazione però, infondo, lo precede, lui è colui che è riuscito ad incastrare il terribile Hannibal Lecter, colpevole di aver ucciso nove persone e di aver fatto alle sue vittime... qualcosa che in realtà no viene specificato ma che, ci conosce almeno un po' questo personaggio, può conoscere da solo. Questa è una caratteristica molto importante e io credo che valga specificarlo bene a tutti coloro che vogliono leggere questo libro; "Red Dragon" non parla di Hannibal Lecter. Lui non è il protagonista di questa storia, anzi, in fin dei conti è poco più di una comparsa, una comparsa di grande spessore ed intensità ma comunque una comparsa. In questo libro Lecter si presenta ai lettori ma per conoscerlo veramente bisognerà arrivare a "Il silenzio degli innocenti"; qui ricopre il ruolo di ombra, colui che rimane in disparte ma che, pur non essendo il responsabile dei crimini commessi sembra rimanerne continuamente informato  e che, soprattutto, segue il proprio antagonista, ossia Will Graham nella sua indagine, come una sorta di sapiente burattinaio. La presenza di Lecter si concentra soprattutto nella prima parte ma la sua essenza si respira per tutto il libro, come una nube che segue il percorso di un altro omicida, il vero protagonista della storia ossia Drago Rosso, alias Francis Dolarhyde. La caratteristica della prosa di Harris che forse mi è piaciuta più di tutti è il fatto che abbia voluto concentrasi con grande attenzione sulla figura del suo cattivo, un uomo malato, torturato dalla vita, che trova improvvisamente un modo per emergere e mostrarsi al mondo. Thomas Harris non si limita solo a parlare di lui ma scende nei meandri del suo essere, analizzando il suo passato e portando il lettore a comprendere le sue folli azioni. Se il romanzo risulta piacevole per tutta la sua durata è proprio nell'ultima parte che fa un vero salto di qualità e lo fa proprio attraverso il cattivo che si ritroverà, grazie all'arrivo di un personaggio inatteso, a compiere una vera e propria guerra all'interno di sè, tra quelle che sono le sue due personalità, fino ad un finale da adrenalina alle stelle. Da quello che ho potuto scoprire in questo libro, le opere di Harris non sono certo adatti ai deboli di cuore ma se il livello narrativo è quello mostrato allora meritano davvero di essere scoperti. In più nei due libri seguenti, Hannibal Lecter sarà il vero protagonista e questo farà portare tutto nel baratro della follia.

Voto: 8

Frase: "Sai come hai fatto a prendermi? Il motivo per cui mi hai preso è che noi due siamo uguali"




Thomas Harris è nato a Jackson, Tenesse, l'11 aprile 1940. Scrittore poco prolifico, in trent'anni di carriera ha scritto solo cinque romanzi, non rilascia interviste dal 1976 e di lui si hanno pochi dettagli, spesso riferiti da illustri conoscenti, come Stephen King. Dal 1968 al 1974 lavora come report specializzandosi nel mondo del crimine, esperienza che gli si rivelerà molto utile nella creazione nel suo primo romanzo "Black Sunday" ispirato alla strage degli israeliani alle Olimpiadi del '72. Nel 1982 pubblica "Red Dragon" dalla quale vengono tratti due film e nel quale per la prima volta appare la figura del dottor Hannibal "il cannibile" Lecter che l'autore approfondirà nei celebri tre romanzi seguenti "Il silenzio degli innocenti", "Hannibal" e "Hannibal Lecter; le origini del male". Nel 2019 pubblica infine il nuovo attesissimo thriller "Cari Mora".

domenica 1 settembre 2019

Recensione; "Fatherland" di Robert Harris

Buongiorno amici lettori!
Come avrete potuto vedere non sono riuscita nel mio intendo di recuperare le letture e il Wrap Up di Agosto entro oggi, ma giuro che farò di tutto per riuscire a farlo in tempi molto brevi. Per cominciare oggi due recensioni, che riguardano i due ultimi libri che mi hanno tenuto compagnia nel mese appena passato. Il primo è "Fatherland" celebre giallo dispotico scritto da Robert Harris, un autore che io ho avuto già modo di conoscere ed apprezzare lo scorso anno con "Monaco", letto per Thrillernord. Qui sotto trovate la mia recensione!




Titolo: Fatherland
Autore: Robert Harris
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Fatherland
Genere: Giallo dispotico
Pagine: 370
Prima pubblicazione italiana: 1992
Casa editrice italiana: Mondadori
Prezzo di copertina: 12 euro copertina flessibile, disponibile in molteplici edizioni
Ebook: 7.99 euro
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1964, Berlino. Ma una Berlino diversa da quella che conosciamo; una Berlino vincitrice della Seconda Guerra Mondiale, una Berlino ancora governata da Hitler e dai suoi nazisti, che hanno esteso i possedimenti della Germania fino ai confini con la Russia, una Berlino in cui regnano i segreti, le congiure, i tradimenti. è notte fonda quando il sergente Xavier March riceve la chiamata dalla centrale che lo informa del ritrovamento di un cadavere all'interno del lago artificiale. Quello sarebbe il suo giorno libero, non dovrebbe nemmeno presentarsi ma il lavoro risulta preferibile alla prospettiva di continuare a fissare il soffitto, ossessionato dagli errori e dai fantasmi del passato quindi accetta di incaricarsi lui delle indagine. A una prima impressione il caso sembrerebbe di palese soluzione; l'anziano uomo ha perso la vita mentre faceva la sua consueta nuotata nel lago, ma pian piano le cose iniziano a complicarsi e lo fanno quando si scopre il suo nome e il suo ruolo all'interno della società. Da quel momento in poi March dovrà andare contro a tutti gli ordini per portare a galla la verità, una verità fatta di orrore e terribili azioni del passato, celate sotto macerie di segreti ma destinati a venire finalmente a galla.


Robet Harris è un autore che è stato subito capace di ottenere la mia attenzione, anche in questo libro, il suo più celebre romanzo, che risulta decisamente più complesso di quello da me precedentemente letto. Il romanzo parte in primo luogo da un idea molto originale, proposta, anche se in modo molto differente, da Philip K. Dick in "La svastica sul sole", ossia quella di immaginare come sarebbe stato il passato se la Germania hitleriana avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale. A differenza del suo collega prima citato, Harris immagina un mondo completamente credibile, un mondo che in fin dei conti funziona bene, sempre che si accetti di fare ciò che viene detto di fare e che si aiuti a denunciare ogni completamento reputato moralmente inaccettabile. è un mondo che scorre sul filo dell'intolleranza e della follia e l'unico a rendersene conto sembra essere il protagonista, Xavier March, sergente delle SS, un personaggio veramente moto bello. March è un militare che per il suo Paese e per la sua nazione ha combattuto e ha esultato. è un soldato che ha ubbidito agli ordini, è un padre ed un marito che ha visto la sua famiglia sgretolare per il suo attaccamento alla divisa, è un uomo tormentato dagli errori del passato, ma soprattutto è un essere umano che pian piano comprende di non sentirsi più parte di nulla e di combattere solo ed unicamente per la ricerca della verità. Dovrà farlo fin da subito, dal ritrovamento di quel cadavere nel lago, dovrà farlo quando il caso passerà alle schiere più alte e lui verrà "gentilmente" estromesso e dovrà farlo, sopratutto quando scoprirà cosa si nasconde sotto quella morte apparentemente così banale, una verità che sarà capace di cambiarlo per sempre. Ad aiutarlo nella sua indagine personale ci sarà un altro personaggio che ho molto apprezzato, quella della giornalista americana Charlie Maguire, una donna coraggiosa e determinata che  March all'iniziò vedrà con sospetto ma che con la quale poi finirà per unirsi in un legame che andrà ben oltre la sfera professionale. I due sono davvero una bella coppia, sia sul piano dell'indagine che da quello affettivo e formano l'unica parentesi dolce in un ambiente fatto di violenza ed oscurità, nel quale non ci si potrà fidare davvero di nessuno. Ora mi tocca però ammettere un errore che ho fatto durante questa lettura; ho scelto infatti di leggerlo in un periodo che forse non si è rivelato propriamente adatto, mi approcciavo ad esso solo nel momenti liberi in giornale piene d'impegni da cui uscivo molto stanca e soprattutto avevo fretta di finirlo, condizioni che forse non mi hanno permesso di apprezzarlo a pieno, cosa che mi dispiace molto perchè, me ne sono resa conto soprattutto nel finale, questo è un romanzo che merita tanta attenzione e soprattutto, tutto il tempo necessario. "Fatherland" non è un romanzo facile da leggere, non va sottovalutato perchè nonostante la scrittura di Harris sia scorrevole e relativamente semplice, gli argomenti che tratta non lo sono affatto e colpiscono l'animo del lettore che verrà travolto in un turbine di terrore ed amarezza, emozioni che forse già conosce per i fatti storici ampiamente risaputi che hanno sempre lo stesso effetto. Nonostante questo, "Fatherland" è un libro che mi è piaciuto tutto e che vi invito a leggere per apprezzare la finezza narrativa e l'attenzione storica che ha dedicato l'autore nel creare una storia credibile ed assolutamente d'effetto.


Voto: 8

Frase: "Era così facile cambiare la storia? si chiese. Certo, sapeva per esperienza che i segreti erano come un acido : una volta allo scoperto, potevano corrodere qualunque cosa, se potevano rovinare un matrimonio, perché non potevano fare altrettanto con una presidenza, con uno Stato? Ma la storia.. la storia non era di sua competenza. Guardò la propria immagine e scossa la testa. Gli investigatori trasformavano il sospetto in prove. Ed era ciò che aveva fatto. La storia l'avrebbe lasciata a lei."


Robert Harris (1957), laureato alla Cambridge University, è stato giornalista alla BBC, e uno dei più noti commentatori dell’Observer e del Sunday Times. Nel 1992 è diventato famoso in tutto il mondo con "Fatherland", cui hanno fatto seguito "Enigma" (1996), "Archangel" (1998), "Pompei" (2003), la trilogia sull’antica Roma – "Imperium" (2006), "Conspirata" (2009) e "Dictator "(2015) –, "Il Ghostwriter "(2007), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Roman Polanski, "L’indice della paura" (2011), "L’ufficiale e la spia" (2014)  "Conclave" (2016) e "Monaco" (2018). L’autore ha scritto anche numerosi saggi, fra cui una celebre inchiesta sui falsi diari del Führer, "I diari di Hitler" (2002). Tutte le sue opere, tradotte in 37 lingue, sono pubblicate da Mondadori. L’autore vive a Kintbury, in Inghilterra, con la moglie e i quattro figli.  






lunedì 24 giugno 2019

Segnalazione thrillernord; "La malalegna" di Rosa Ventrella

Ieri è inoltre uscita per Thrillernord una mia nuova recensione che riguarda "La malalegna" il nuovo romanzo di Rosa Ventrella, autrice di "Storia di una famiglia per bene", uno dei libri che ho amato di più nel 2018. Grazie a Mondadori questa strabiliante autrice ci porta ancora una volta in una splendida saga famigliare immersa nei ricordi di una famiglia a cavallo tra un passato doloroso e un presente in cui è necessario fare i conti con esso. Se volete saperne di più qui sotto trovare la scheda libro, la trama e il link per leggere la recensione completa sul sito thrillernord.it.



Titolo: La malalegna
Autore: Rosa Ventrella
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice: Mondadori
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Trama: 
Teresa e Angelina sono sorelle diverse in tutto: tanto delicata, schiva e silenziosa è Teresa, la voce narrante di questa storia, quanto vitale, curiosa e impertinente è Angelina, la sorella più piccola. Siamo all'inizio degli anni Quaranta a Copertino, nelle Terre d'Arneo, un'immensa distesa di campi coltivati nel cuore della Puglia. Qui, Teresa e Angelina crescono in una famiglia di braccianti, povera ma allegra e piena di risorse: i nonni sono dei grandi narratori, briganti, lupi e masciare diventano vivi nei loro racconti davanti al camino, mentre la madre Caterina ha ricevuto in sorte una bellezza moresca, fiera, che cattura gli sguardi di tutti gli uomini, compreso quello del barone Personè, il latifondista più potente del paese. "La tua bellezza è una condanna" le dice sempre nonna Assunta. Una bellezza - e una condanna - che sono toccate in eredità ad Angelina. Quando il padre parte per la guerra lasciando sole le tre donne, Caterina per mantenere le figlie non ha altre armi se non quella bellezza, ed è costretta a cedere a un terribile compromesso. O, forse, a un inconfessabile desiderio. È qui che comincia a essere braccata dalla malalegna , il chiacchiericcio velenoso delle malelingue, un concerto di bisbigli che serpeggia da un uscio all'altro e la segue ovunque. Questa vergogna, che infetta tutta la famiglia, avrà su Angelina l'effetto opposto: lei, che non sopporta di vivere nella miseria, inseguirà sfacciatamente l'amore delle favole. Anche a costo di rimanerne vittima. Sono la nostalgia e il rimpianto a muovere con passo delicato la voce di Teresa, che, ricostruendo la parabola di una famiglia, ci riconsegna un capitolo di storia italiana, dalla Seconda guerra mondiale alle lotte dei contadini salentini per strappare le terre ai padroni nel 1950.


Recensione completa su thrillernord.it


Voto: 8


Frase: "Sentivo di nutrire un sentimento strano per mia sorella. Certe volte era amore e certe altre era odio. Credevo io r cresceva quella specie di odio che, simile a un sostrato catramoso, sentivo sedimentato proprio infondo al cuore. Come l’amore, aveva mille ragioni e nessuna, e quando ne cercavo una spiegazione riuscivo a dirmi solo questo; “Perchè era lei, perché ero io”"




Rosa Ventrella vive a Cremona con marito e figli ma è originaria della Puglia. Insegna Lettere da sedici anni e cura da tempo laboratori di scrittura creativa per ragazzi e adulti. Ha tenuto diverse conferenze sul tema della condizione femminile nella storia e curato una rubrica dedicata alle donne della storia sulla rivista I fiori del maleScrive da diversi anni e con Newton Compton ha pubblicato i romanzi "Innamorarsi a Parigi", "Il giardino degli oleandri" "Storia di una famiglia per bene", ottenendo  un grande successo di pubblico e critica. Di sua pubblicazione anche "Fiori di magnolia". "La malalegna" è il suo ultimo romanzo, pubblicato da Mondadori.



Recensione; "Cuore d'inchiostro" di Cornelia Funke

Buon lunedì a tutti amici lettori!
Questa settimana concluderà il caldissimo mese di Giugno e quindi sarà ricchissima di segnalazioni, recensioni e rubriche per recuperare tutte le cose lasciare in sospeso.
Inizio subito con una recensione che riguarda un libro che desideravo leggere da un po' e che ho portato con me nel mio weekend a Bolzano; sto parlando di "Cuore d'inchiostro" il primo libro della trilogia del Mondo d'inchiostro di Cornelia Funke, un romanzo che si inserisce nella letteratura per ragazzi ma che può essere davvero adatto a tutti, l'importate è avere un grande amore per il libri.
Qui sotto trovate la mia recensione!




Titolo: Cuore d'inchiostro
Autore: Cornelia Funke
Paese: Germania
Titolo originale: Tintenherz 
Genere: Romanzo per ragazzi
Pagine: 504
Prima pubblicazione: 2003
Casa editrice italiana: Mondadori
Anno edizione: 2018
Prezzo di copertina: 11.50 euro copertina flessibile, disponibile in varie edizioni 
Ebook: 4.99 euro
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Fin da quando ne ha memoria, Maggie sa quanto importanti siano i libri; sa quanto potere possano avere. Glielo ha insegnato suo padre Mo, che di mestiere fa il rilegatore. Ma ciò che ancora non sa è che l'amato padre le ha nascosto una cosa importante e decisamente pericolosa; Mo è infatti dotato di un magico e allo stesso terribile potere, portare nel mondo reale i personaggi dei libri. Ciò che può sembrare in apparenza una dote che tutti i lettori vorrebbero avere si rivela essere una vera e propria maledizione quando alla loro porta giunge Dita di Polvere, uno dei personaggi giunti dal misterioso libro "Cuore d'inchiostro" che suo padre ha portato nel mondo reale ben nove anni prima, per informagli che lo spietato Capricorno è sulle tracce di Mo per sfruttarlo per mettere in atto il suo piano diabolico e quando il padre rivela a Maggie la verità sulla sorte di sua madre, scomparsa proprio nove anni prima, nell'esatto momento in cui il suo dono è emerso con tutta la sua prepotenza.


"Cuore d'inchiostro" è in primo luogo un romanzo per gli amanti dei libri che non potranno non rimanere stregati da questa storia magica e terrificante. Ogni lettore non starebbe più nella pelle se potesse portare in vita i personaggi dei suoi libri preferiti, parlare con loro, andare insieme a vivere una bella avventura. Ma di certo non si pensa a quanto questa possa avere delle conseguenze negative che si rivoltano sui personaggi con tutta la loro potenza. La narrazione è condotta da Maggie, una ragazzina tredicenne, cresciuta dal padre in un mondo pieno di libri e questo dona a tutta la lettura una bella nota di freschezza anche se l'autrice non si fa scrupoli ad affrontare tematiche alle volte anche decisamente scabrose; c'è tanta tristezza in questo libro, che viene fuori quando si rompe la bolla di magia e d'incanto, così come tanta crudeltà ed angoscia. I personaggi sono sicuramente la parte migliore di tutta la lettura ed il fatto che si crei un vero e proprio libro nel libro lo rende assolutamente unico nel suo genere; Capricorno, Dita di Polvere, Basta, Maggie, Mo, Elinor, Fenoglio, Farid, sono tutti personaggi ben caratterizzati (anche se per alcuni di loro rimangono dei punti in sapienti punti in sospeso, necessari per proseguire nella trilogia) e tutti lasceranno qualcosa nel animo dei personaggi. Pur essendo un romanzo per ragazzi questo libro mi ha davvero ammaliato, attirando tutta la mia attenzione e portandomi con sè in un avventura piena di colpi di scena ed azione. Non vedo davvero l'ora di proseguire nella trilogia e nel frattempo ve lo consiglio caldamente, soprattutto se siete adolescenti, ma anche no

Voto: 8

Frase: "Vorrei riuscirci anch’io. Vorrei poterli fare uscire, toccarli, tutti quei personaggi, quei fantastici personaggi. Vorrei che scivolassero fuori dalle pagine e si sedessero vicino a me. Vorrei, vorrei, vorrei.."


Cornelia Funke è nata il 10 dicembre 1958 a Dorsten, in Germania. Dopo aver studiato pedagogia ha lavorato per tre anni con i bambini socialmente svantaggiati. Per un periodo ha illustrato libro per l'infanzia per poi lanciarsi come scrittrice e pubblicando in Germania due serie per bambini. In Italia ha fatto la sua comparsa con "Il cavaliere dei draghi" e "Il re dei ladri" ma il successo è arrivato con la trilogia del Mondo d'inchiostro composta da "Cuore d'inchiostro", "Veleno d'inchiostro" e "Alba d'inchiostro". Di sua pubblicazione anche la serie del "Mondo oltre lo specchio" di cui in italia è possibile trovare i primi tre capitolo "Reckless, lo specchio dei mondi", "Fearless, il mondo oltre lo specchio" e "Heartless, il nemico immortale".










martedì 8 gennaio 2019

Recensione: "Sette minuti dopo la mezzanotte" di Patrick Ness

Buon martedì a tutti amici lettori!
Come procede la vostra settimana? La mia tutto bene, soprattutto per quanto riguarda le letture concluse e in corso. Oggi vi voglio proprio parlare di quella che fino ad ora si è rivelata essere la lettura più profonda e toccante del mese: parlo di "Sette minuti dopo la mezzanotte" libro per ragazzi scritto da Patrick Ness su un idea di Siobhan Down, amata scrittrice per ragazzi scomparsa prematuramente per cancro. Forse per via di questo terribile fatto, il tema della malattia è quello su cui si basa l'intero libro, arricchito dalle splendide illustrazioni di Jim Kay. Mi fermo qui, per non svelare troppo prima del tempo ma vi annuncio che vale davvero la pena conoscere questo piccolo capolavoro, scritto per ragazzi, ma non solo. Ecco la mia recensione



Titolo: Sette minuti dopo la mezzanotte
Autore: Patrick Ness
Paese: Stati Uniti/Inghilterra
Titolo originale: A Monster Calls
Genere: Libro per ragazzi
Pagine: 223
Prima pubblicazione: 2011
Casa editrice italiana: Mondadori
Anno edizione: 2015
Prezzo di copertina: 16 euro copertina rigida,10 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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Conor O'Malley ha tredici anni ma a vederlo dimostra molto di più della sua età. Forse perché, da quando il padre se n'è andato per farsi una nuova famiglia in America, lui e la madre se la sono dovuti cavare da soli. Oppure più probabilmente perché, da quando la madre si è ammalata di cancro, è dovuto crescere in fretta. Da mesi ormai la vita di Conor non è delle più semplici, di giorno, a scuola, è costantemente bullizzato da un gruppo di compagni e la notte è terrorizzato da un terribile incubo che nemmeno a sé stesso riesce a rivelare. Una notte però qualcosa cambia ed esattamente alle 12.07 succede una cosa alquanto strana; un vecchio tasso che si erge sulla cima della collina del cimitero, proprio dietro la casa di Conor, prende improvvisamente vita diventando un enorme mostro venuto proprio per parlare con lui. La sua identità è segreta ma di certo non lo è la sua missione; ogni notte gli farà visita per raccontargli tre storie e poi Conor ne dovrà raccontare una quarta, la più terribile di tutte. Quella che svelerà la verità.


Se devo essere sincera non mi sarei mai aspettata che un romanzo nato per parlare ai ragazzi potesse così tanto impressionare anche un adulta come me. Ma la prima emozione che si percepisce una volta iniziato questo libro è proprio il potere calamitante nato in primo luogo dalle strabilianti illustrazioni ed in seguito dall'intensità della storia. Una storia che parla sicuramente ai più giovani ma che, a mio avviso, per essere compresa a pieno necessita di un esperienza ben più matura. Del resto, e questa è una dolorosa realtà. di ragazzi come Conor che nonostante la giovane età sono costretti a conoscere la crudeltà della vita e a crescere ben prima del previsto, ce ne sono molti ed è forse proprio a loro che Siobhan Down ha voluto parlare, per cercare di fargli comprendere ciò che stanno vivendo e ad insegnargli come fare a sopravvivere alla terribile malattia, il cancro, che non solo può portarci via i loro cari ma contro il quale loro stessi, per primi possono arrivare a soccombere. Tutto ciò è aumentato d'intensità se si pensa che la stessa autrice sia scomparsa proprio per via di questa malattia e che per completare la sua idea sia dovuto giungere Patrick Ness, un giovane autore ma che si è rivelato totalmente all'altezza donando all'opera il suo stile ma mantenendo le idee della creatrice originale. Chiunque conosca la malattia si è trovato a provare tutto ciò che prova Conor, il dolore, la rabbia, la paura, emozioni così forti da paralizzarlo e da creare un vero e proprio mostro giunto a confrontarsi con te per mettere le cose in chiaro e, chi lo sa, magari anche aiutarti ad accettare quello che sta accadendo. "Sette minuti dopo la mezzanotte" è un libro che parla alle corde più profonde della nostra anima che ci mette di fronte ad un insegnamento crudele ma fondamentale per affrontare quella che è forse la più terribile sfida della vita, la perdita di una persona cara. è un libro toccante, profondo e pieno di così tanta forza da giungere come un pugno allo stomaco e lasciare senza fiato. "Sette minuti dopo la mezzanotte" è tutto questo e forse anche qualcosa di più. E davvero, non mi sarei mai aspettata che un romanzo per ragazzi potesse trascendere con così tanta violenza ogni target diventando per tutti, dedicato a tutti, necessario per tutti.

Voto: 9

Frase: "Chi sono? Sono la spina dorsale su cui si reggono le montagne! Sono le lacrime piante dai fiumi! Sono i polmoni che soffiano il vento! Sono il lupo che sbrana il cervo, il falco che sgozza il topo, il ragno che mangia la mosca! Sono il cervo , il topo e la mosca che vengono divorati! Sono il serpente del mondo che si morde la sua stessa coda! Sono tutto quello che è indomito e indomabile! Sono questa terra selvaggia, e sono venuto per te, Conor O’Malley"

Patrick Ness è nato il 17 ottobre 1971 a Fort Belvoir, Stati Uniti, ma da diversi anni risiede a Londra. Acclamato dalla critica per la trilogia Chaos Walking, di cui in Italia è disponibile il primo capitolo "Il buco del rumore", ha vinto numerosi premi tra cui il prestigioso Galaxy Children's Book of The Year con "Sette minuti dopo la mezzanotte", creato da un'idea originale di Siobhan Down.


Siobhan Down è nata il 4 febbraio 1960 a Londra ed è deceduta ad Oxford il 21 agosto 2007. Autrice di cinque apprezzatissimi romanzi per ragazzi, "Il mistero dei London Eye", "La bambina dimenticata nel tempo", "Crystal della strada", "Il riscatto di Dond" e "Le rose di Shell"  tre dei quali pubblicati postumi, è stata la prima autrice ad essere insignita postuma della Carnegie Medal grazie a "Sette minuti dopo la mezzanotte" romanzo da lei inizio e concluso da Patrick Ness.



lunedì 7 gennaio 2019

Recensione: "Aria di neve" di Serena Venditto

Buon lunedì a tutti amici lettori!
Qualcuno ha già definito questa giornata "il lunedì più lunedì della storia del lunedì" perché coincide con la fine di tutte le feste e molti di voi dovranno loro malgrado tornare al lavoro e al tram tram quotidiano. Per quanto mi guarda le feste sono finite già da qualche giorno quindi non sembra un passaggio così tragico ma vorrei darvi una mano ad affrontare al meglio questa giornata; e cosa c'è di meglio se non parlare di un bel libro?! La mia recensione di oggi riguarda un libro che volevo leggere da diverso tempo la cui storia e i cui personaggi non posso non ritenere assolutamente unici. Volete saperne di più su "Aria di neve" esordio letterario dell'autrice napoletana Serena Venditto? Bene non c'è momento migliore!



Titolo: Aria di Neve
Autore: Serena Venditto
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 166
Prima pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Mondadori
Anno edizione: 2018
Prezzo di copertina: 18 euro copertina rigida
Ebook: 8.99 euro
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Dannato Benjamin Button! Ariel non saprebbe a chi dare la colpa, se non a quella serata passata al cinema, se Andrea, il suo fidanzato da quattro anni e futuro sposo, ha deciso in una notte di portar via tutte le sue cose e di dileguarsi nella nulla. Tra chili di gelato, giorni passati in casa e lunghi ripensamenti sul passato, Ariel rischia davvero di mandare all'aria la sua vita, sia come traduttrice, sia come donna. Per fortuna in suo aiuto giunge la cara amica e collega Laura che la convince a fare qualcosa per cambiare le cose; prima di tutto deve allontanarsi il più possibile dalla casa costruita per il loro futuro insieme ed ora troppo bianca e troppo vuota. Ed è così che la traduttrice italo-inglese giunge per la prima volta al palazzo di via Atri 36 dove si imbatte in un probabile padrona di casa e i suoi ancor più originali inquilini; Malù, una archeologa fissata con Poirot, Kobe, pianista giapponese, Samuel, di chiari origini africane ma sardo fino al midollo, e ovviamente Mycroft, il gattone nero con gli occhi verdi dotato di una speciale capacità, condurre la sua padroncina Malù verso la risoluzione del casi di omicidio più complicati. Da quel momento in poi per Ariel si aprirà un vero nuovo capito della sua vita, in cui avrà modo di riscoprire sè stessa, i suoi desideri e le sue passioni. Ma il pericolo è sempre dietro l'angolo. La bella Teresa, musicista sud americana e vicina di casa, sta infatti passato un incubo che presto diventerà drammaticamente definitivo e Andrea, ispettore di polizia, sarà destinato a tornare a farsi vivo, scontrandosi con la sua nuova realtà.


Non nascondo di essere stata costretta a fermarmi nella costruzione della trama perché avrei voluto davvero continuare e svelarvi ancora qualcosa di questo irresistibile mistery, ma avrei rischiato di rovinarvi la sorpresa cosa che davvero non voglio fare. Quello che vorrei fare è farvi venire la voglia di prendere in mano questo libro, di lasciarvi condurre da un indagine che cade come un fulmine a ciel sereno e che metterà a dura prova le vostre doti da aspiranti detective, di voltare la prima pagina e innamorarvi immediatamente dell'unicità e della bellezza dei personaggi, proprio come è successo a me. I personaggi sono senza dubbio una delle doti di forza di questo libro. Non mi è mai capitato, e penso proprio mai mi capiterà d'incontrare un gruppo di personaggi così istrionico e multietnico; una traduttrice metà italiana metà inglese, un pianista giapponese venuto in Italia per amore, un venditore di articoli per gelato sardo ma di origine africana e infine un'archeologa molisana dal passato misterioso e dalla grande passione per i misteri accompagnata dal suo Gatto con la G maiuscola sempre pronto a condurla verso la soluzione. Prendete ognuno di loro, con le loro storie e le loro caratteristiche, mettetelo in un appartamento ipercolorato in una delle zone più originali di Napoli, aggiungete un caso da risolvere, mescolate e avrete in mix perfetto per una storia che sarà davvero difficile dimenticare. Un grande plauso va fatto senza dubbio all'autrice che non solo è stata capace di creare questo mix perfetto ma ha trovato la lingua giusta per accompagnarla, a tratti profonda, a tutti ironica, perfetta per una lettura leggera ma che incolla il lettore alle pagine. Impossibile non notare i chiari elogi ai grandi autori del Giallo, soprattutto Agatha Christie, i cui libri appaiono un po' dovunque nella casa dei coinquilini, e Arthur Conan Doyle che la Venditto cita diverse volte soprattutto quando sottolinea la chiara affinità tra la sua Malù e Sherlock Holmes. Anche il fatto che sia Ariel, una sorta di alter ego di Watson, a raccontare la storia e non la diretta investigatrice da chiaro esempio di quanto "Aria di neve" sia nato da un elogio a sir Doyle e i suoi indimenticabili personaggi. In conclusione un libro strepitoso adatto agli amanti del giallo ma anche a quello che non disdegnano la narrativa rosa. In questo libro si possono trovare entrambi, e anche molto di più.

Voto: 8

Frase: "Mycroft non è un gatto come tutti gli altri. È un investigatore serio, lui"


Serena Venditto è nata nel 1980 a Napoli, dove lavora al Museo Archeologico Nazionale. Ha esordito nel 2012 con la commedia "Le intolleranze elementari" e nel 2014 ha pubblicato "Aria di neve" con Homo Scrivens, il primo volume della serie dedicata al gatto detective Mycroft (ispirato al proprio gattone nero con gli occhi verdi) e ai 4+1 si via Atri 36. Della stessa serie anche "C'è una casa nel bosco" e "Al sassofono blu".

martedì 9 ottobre 2018

Recensione; "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini

Buon martedì a tutti amici lettori!
Oggi voglio parlarvi del secondo libro del mese, che, come vi ho annunciato ieri, fa sempre parte dei libri mancanti per finire la challenge annuale IRead.
La categoria in questione era "Un libro vincitore del Premio Strega" e io ho voluto sfruttare l'occasione per dare una seconda possibilità ad una autrice molti apprezzata ma che a primo acchito non mi aveva per nulla convinto. Sto parlando di Margaret Mazzantini, vincitrice del Premio Strega 2002 con "Non ti muovere". Come sarà andata? Per scoprirlo vi basta continuare a leggere


Titolo: Non ti muovere
Autore: Margaret Mazzantini
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 295
Anno di pubblicazione: 2001
Casa editrice: Mondadori
Prezzo di copertina: 13.50 euro copertina flessibile 
Ebook: 7.99 euro

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Una mattina come tante altre, Angela prende il motorino per andare a scuola. È in ritardo, ha appena litigato con la mamma, una talentuosa giornalista in partenza per un viaggio a Londra, è arrabbiata ed è anche un po' ribelle, come tutte le quindicenni, quindi si dimentica, o fa finta di dimenticarsi, di allacciarsi il casco. Questo sarà il suo più grande errore. Poco dopo ha un incidente, viene catapultata sull'asfalto, rimane lì priva di sensi, mentre qualcuno chiama l'ambulanza che la porterà d'urgenza all'ospedale. Lo stesso ospedale di suo padre, Timoteo, stimato chirurgo ma dal passato oscuro, pieno di sensi di colpa. Ed è proprio nella sala d'attesa della sala operatoria, mentre all'interno un collega sta operando il cervello di sua figlia, che Timoteo inizia una lunga lettera interiore e inizia a raccontare alla figlia la verità su ciò che è successo prima della sua nascita, quando tutto per lui è cambiato dopo un piccolo avvenimento; l'incontro con Italia.

Come già anticipavo nelle due righe di presentazione, il mio primo incontro con Margaret Mazzantini è avvenuto l'anno scorso con "Nessuno si salva da solo", libro che mi è piaciuto per nulla e che ho fatto addirittura fatica a finire. Conscia però dei molteplici commenti positivi sull'autrice e della presa di conoscenza, anche da parte dei fan, che non si trattasse della sua opera migliore, ho deciso di riprovarci con questo romanzo, vincitore del Premio Strega e per questo di un spessore. Bene, andrò controcorrente nel dirlo, ma adesso posso proprio affermare che Margaret Mazzantini non è un autrice che fa per me. Per spiegarmi parto dalla descrizione dell'opera; "Non ti muovere" è un romanzo introspettivo, una sorta di lunga confessione condotta da un padre alla figlia che, giunto in una terribile situazione ossia la sua possibile perdita, inizia a ragionare sui gravi errori del suo passato che vengono principalmente concentrati sulla figura di Italia, una donna torturata dalla vita e dagli stenti, diventata prima sua amante ed in seguito unico oggetto del suo amore. Il libro parte subito in un clima decisamente opprimente, sia per quanto riguarda l'incidente di Angela, sia per i primi racconti del passato di Timoteo, che si dimostra fin da subito un uomo vile, primo di spina dorsale e di coraggio. Un personaggio che risulta assolutamente perfetto per le narrazioni della Mazzantini, che ha fatto della descrizione della cruda realtà il suo marchio di fabbrica. Se si trattasse però solo di attingere alla realtà, che a volte, questo è indubbio, può essere feroce e terrificante, non ci sarebbe nulla da dire; quello che però tende a fare l'autrice è enfatizzare la bruttezza e la viltà dei propri personaggi e delle proprie situazioni, sfociando in alcune scene che definirei inutilmente d'effetto, ciò che abbiamo ben presente nel finale dell'opera, decisamente soffocante.
Ciò che mi ha permesso di continuare a leggere questo libro è stata la parte intermedia, dove vediamo come il rapporto tra Timoteo ed Italia (l'unico personaggio che in parte mi sia piaciuto), dapprima iniziato in un clima d'impressionante violenza, si evolva in qualcosa di ben più tranquillo e addirittura prezioso, in prospettiva di un futuro che viene terribilmente distrutto dall'indole del protagonista, cosa che ci si doveva aspettare, Infondo c'è poco da aggiungere; questo è il realismo italiano. Ma forse, un po' meno, sarebbe stato anche meglio. 
Detto questo, non credo che il mio approccio con la scrittrice possa continuare. È triste, però a volte succede. Per quanto ci possiamo provare alcuni autori non fanno proprio per noi.

Voto: 6.5

Frase: "Forse un giorno ti parlerò di me, forse un giorno saprai farmi una carezza e ti sembrerà strano che quello sotto la tua mano sono io"


Margaret Mazzantini è nata a Dublino il 27 ottobre 1961, dove rimane tre anni prima di trasferirsi a Tivoli, dallo scrittore Carlo Mazzantini e dalla pittrice irlandese Anne Donnelly. Nel 1982 si diploma presso l'Accademia Nazionale di Arte Drammatica ed inizia la sua carriera come attrice che la vede negli anni protagonista di diverse pellicole per il cinema e la televisione. Dal 1987 è inoltre sposata con l'attore Sergio Castellitto, da cui ha avuto quattro figli. Il suo esordio letterario avviene nel 1994 con il romanzo "Il catino di zinco" con cui vince il Premio Campiello e da inizio alla sua lunga carriera come scrittrice più volte premiata. Di sua pubblicazione "Manola", "Non ti muovere", "Zorro. Un eremita sul marciapiede", "Venuto al mondo", "Nessuno si salva da solo", "Mare al mattino" e "Splendore".