mercoledì 13 novembre 2019

Recensione; "I gemelli di Piolenc" di Sandrine Destombes

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Oggi venirvi a trovare mi rende ancora più felice perchè ho modo di parlarvi di una lettura che mi attendeva da qualche mese e che è stata davvero capace di coinvolgermi e sconvolgermi; sto parlando di "I gemelli di Piolenc", thriller di Sandrine Destombes, vincitore di un prestigioso premio letterario francese istituito da Michel Bussi ed edito quest'anno da Rizzoli che ha riscosso moltissimo commenti positivi. Dopo la mia lettura posso affermare che se li merita davvero tutti. Se volte saperne di più, qui sotto trovare la mia recensione!




Titolo: I gemelli di Piolenc
Autore: Sandrine Destombes
Paese: Francia
Titolo originale: Les jumeaux de Piolenc
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 286
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Rizzoli
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 2.99 euro
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Era la fine di Agosto del 1989 quando, nel tumulto della Sagra dell'aglio che si celebra ogni anno a Piolenc, paese francese nei pressi di Avignone, Soléne e Raphael Lassage, due gemellini di undici anni, sono spariti nel nulla. Di loro non rimaneva alcuna traccia e nulla hanno valso le ricerche e le indagini di Jean Wimez, poliziotto incaricato del caso, almeno fino a quando non è avvenuta la tragica scoperta del corpo di Soléne, vestito con un abito bianco e con un corona di fiori nei capelli, senza vita e adagiato nel cimitero un po' fuori città. Adesso è il 2018, sono passati quasi trent'anni e ancora nessuno sa che cosa realmente sia successo ai due bambini; chi è l'assassino di Soléne? E che fine ha fatto il piccolo Raphael? Possibile che sia ancora vivo? Victor Lassage, padre dei ragazzi, ancora non si da pace, nonostante sia stato considerato più volte un possibile responsabile della loro sparizione e Wimez, ormai in pensione da diversi anni, fa di tutto per stargli vicino nella figura di amico ma quando, improvvisamente,  un altra bambina della stessa età dei gemelli, sparisce in circostante misteriose, tutti capiscono che qualcosa sta per succedere. E quello sarà solo l'inizio. 


La prima cosa che mi ha colpito in questa lettura è la prosa che potrei definire quasi giornalista, la narrazione si apre infatti con un prologo che ripercorre lo sviluppo del caso dei gemelli Lassage nel corso dei vari anni che separano la loro sparizione da quelle presenti attraverso i notiziari televisivi e per buona parte dell'opera si ha quasi l'impressione di leggere un rapporto investigativo, una particolarità davvero insolita e decisamente interessante. Sandrine Destombes mostra inoltre una grande sapienza quando crea capitoli molto brevi che terminano con un colpo di scena che rende per il lettore necessario continuare a leggere. Queste piccole sorprese, soprattutto, nella parte iniziale fanno si che sia davvero difficile staccarsi dalla lettura, caratteristica fondamentale per un thriller di successo. L'ottima riuscita di questo thriller si deve anche ad una trama che posso tranquillamente definire da cardiopalma; ci troviamo di fronte ad un indagine tra presente e passato che però solca lo scorrere del tempo lentamente, senza flashback e adattandosi alla corrente narrativa, molto veloce ma continuamente fluida. L'incaricato delle indagini è il commissario Fabregas, un poliziotto giovane ma molto intelligente, che sarà capace di capire che per risolvere le sparizioni moderne dovrà prima capire che cosa è successo trent'anni prima e questo lo porterà a compiere un vero e proprio viaggio nella parte più malata della psiche umana. Il male è capace di instaurarsi nella mente già dagli albori ed è questa realtà a risultare la più scioccante di tutto questo thriller psicologico che non potrà mancare ai lettori amanti di psicologia. Non si può dire che "I gemelli di Piolenc" sia un libro facile da leggere, specialmente per via delle sue tematiche che potrebbero turbare i lettori più sensibili; si parla infatti di terribili malattie mentali, di ossessioni, di disturbi della personalità, di terribili violente, di incesti e di suicidi giovanili, ma ciò che mi sento di fare è assolutamente di consigliarvi la sua lettura, per avere un po' più chiari alcuni aspetti della parte più oscura della società che ci circonda.


Voto: 8.5


Sandrine Destombes è nata nel 1971 a Parigi. Autrice di diversi romanzi, con “I gemelli di Piolenc” si è guadagnata il prestigioso premio VSD RTL 2018 per il miglior thriller francese, presieduto da Michel Bussi.





lunedì 11 novembre 2019

Recensione; "Pane" di Maurizio De Giovanni

Buon lunedì a tutti cari amici lettori!
Una nuova settimana ha inizio e io sono pronta per parlarvi della lettura che mi ha tenuto compagnia nei giorni scorsi. Come ormai saprete io amo leggere in serie e una delle saghe gialle che più mi sta piacendo quest'anno è quella che vede come protagoniste le indagini de i Bastardi di Pizzofalcone, creati dalla sapiente penna di Maurizio De Giovanni. Questo mese sono giunta al sesto capitolo, "Pane", libro che fin dalle primissime pagine si è annunciato come uno dei più belli in assoluto. Se volete saperne di più, qui sotto trovate la mia recensione!





Titolo: Pane
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 232
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Pasqualino del Pane è l'unico a sapere quante sfumature diverse può avere l'alba. Lo sa da tanti anni ormai, da quando era solo un bambino e suo padre per la prima volta lo ha condotto al forno, per insegnarli il magico lavoro a cui lui e suo nonno hanno dedicato la vita; la creazione del pane. Ma non il pane che si è abituati a mangiare oggi, che non sa di niente ed è fatto solo per accompagnare altri cibi, il pane di una volta, quello che basta da sè, che ti sazia e sa di sapori del passato. Pasqualino alle tradizioni ci tiene ed è per questo che tutte le mattine si dedica alla cura del lievito madre, ingrediente fondamentale per i suoi prodotti, e una volta finito, mangia il primo panino di giornata mentre osserva il sole crescere nel cielo nel vicolo adiacente il panificio. Ed è proprio in quel vicolo che una mattina viene trovato morto dai suoi impiegati; ad ucciderlo un colpo di pistola. A giungere sul posto per primi sono Lojacono e Romano, del Commissariato di Pizzofalcone, ma successivamente il caso viene passato alla DDA, l'ente investigativa specializzata nella lotta alla malavita organizzata in quanto Pasqualino, tempo prima aveva rilasciato una testimonianza che avrebbe potuto incastrare uno dei più grandi criminali della zona. La testimonianza, poi misteriosamente ritirata, è un elemento fondamentale per il celebre magistrato Buffardi, incaricato delle indagini, e tutta la sua squadra, tra cui compare Lamagna, una vecchia conoscenza di Romano, è decisa a ritrovare il colpevole nella criminalità organizzata. Ma Lojacono, che, le voci sul suo passato lo sanno bene, di malavita ne sa qualcosa, rimane da subito dubbioso e, grazie al magistrale intervento di Laura Piras, sempre pronta a sostenerlo, almeno sul lavoro, i Bastardi di Pizzofalcone riescono ad ottenere una parte dell'indagine. Starà a loro scoprire se la pista della criminalità organizzata è quella giusta oppure se l'assassino giunge dalla sfera privata della vittima e il ballo ci sarà, ancora una volta, l'eventuale chiusura del Commissariato. Allo stesso tempo Alex ed Aragona, si concentrano su un insolito caso di stalking 


Come ho detto nella presentazione, fin dalle primissime pagine questo capitolo si era presentato come uno dei migliori della serie e andando avanti la cosa non ha potuto che confermarsi. Probabilmente vi chiederete perché e io sono pronta a spiegarvelo; il primo luogo abbiamo un indagine che da subito si rivela molto avvincente e che vede i Bastardi affiancati ad un altro gruppo investigativo, quello dedicato alla lotta alla malavita, un argomento importante sul fronte sociale e culturale che posiziona la storia su un livello molto intrigante. Quella citata però non è la sola tematica importante che troviamo all'interno dei libro; in "Pane" infatti, ho avuto modo di trovare una grande parte emotiva, sia per il percorso personale dei personaggi, a cui è impossibile non affezionarsi, sia per le storie raccontate che affrontano una tematica poco presa in considerazione ma decisamente attuale ovvero la povertà nel nostro paese, una condizione che sembra ormai passata ma che crudelmente interessa molte famiglie ed individui anche in una società moderna come la nostra. Un altra caratteristica che ho apprezzato molto è quella di aver visto finalmente una presa di posizione da parte del personaggio femminile che attendevo da diverso tempo, ossia Laura Piras, quella magistrato bella e determinata che fino ad ora aveva vissuto alle spalle di Lojacono ma che finalmente in questo capitolo ha avuto modo di tirare fuori tutto il suo carattere per scontrarsi con il suo collega Buffardi. Questa sorta di triangolo professionale pone una buona base su cui creare una parte dell'opera e, dato un finale a sorpresa, potrebbe essere ripreso anche nei prossimi capitoli. Se tutta la narrazione si pone su un piano toccante non dovete però temere perché, a dare un tono divertente al tutto ci penserà l'insostituibile Marco Aragona, che nel suo nuovo caso riuscirà a dare il meglio (e anche il peggio) di sè. Detto questo penso sia inutile specificare quanto questo capitolo mi sia piaciuto e quanto io provi piacere nel continuare una serie che a mio avviso merita davvero di essere letta dagli amanti del giallo italiano. Non vedo l'ora di lanciarmi alla scoperta del nuovo capitolo!

Voto: 8.5


Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



mercoledì 6 novembre 2019

Segnalazione Thrillernord; "Kentuki" di Samanta Schweblin

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Grazie alla celerità dello staff Thrillernord, gruppo magnifico e sempre professionale, di cui faccio parte con molto orgoglio, posso già segnalarvi la mia recensione di "Kentuki" romanzo dispotico di Samanta Schweblin. Questa è una lettura che è stata capace di impressionarmi sia grazie ad uno stile narrativo molto piacevole, sia per una storia fittizia ma convincente perchè capace di far ragionare sulla morale del mondo in cui viviamo. Qui sotto, come consueto, vi lascio la scheda libro, la trama e il link per leggere la recensione completa sul sito thrillernord.it





Titolo: Kentuki 
Autore: Samanta Schweblin
Paese: Argentina 
Titolo originale: Kentukis
Genere: Romanzo dispotico
Pagine: 230
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Sur
Prezzo di copertina: 16.50 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Trama:
Buenos Aires, interno giorno. Ma anche Zagabria, Pechino, Tel Aviv, Oaxaca: il fenomeno si diffonde in fretta, in ogni angolo del pianeta, giorno e notte. Si chiamano kentuki: tutti ne parlano, tutti desiderano "avere" o "essere" un kentuki. Topo, corvo, drago, coniglio: all'apparenza innocui e adorabili peluche che vagano per il salotto di casa, in realtà robottini con telecamere al posto degli occhi e rotelle ai piedi, collegati casualmente a un utente anonimo che potrebbe essere dovunque. Di innocuo, in effetti, hanno ben poco: scrutano, sbirciano, si muovono dentro la vita di un'altra persona. Così, una pensionata di Lima può seguire le giornate di un'adolescente tedesca, e gioire o preoccuparsi per lei; un ragazzino di Antigua può lanciarsi in un'avventura per le lande norvegesi, e vedere per la prima volta la neve; o ancora un padre fresco di divorzio può colmare il vuoto lasciato dall'ex moglie. Le possibilità sono infinite, e non sempre limpide: oltre a curiosità e tenerezza, il nuovo dispositivo scatena infatti forme inedite di voyeurismo e ossessione. Come i kentuki aprono una finestra sulla nostra quotidianità più intima, così Samanta Schweblin apre uno squarcio nella narrazione del reale: con un immaginario paragonato a quelli di Shirley Jackson e David Lynch, l'autrice trasporta il lettore in un'atmosfera ipnotica, regalandoci una storia sorprendente e dal ritmo vertiginoso.



Recensione completa su thrillernord.it


Voto: 7.5




Samanta Schweblin è nata a Buenos Aires nel 1978. Nel 2010 è stata selezionata dalla rivista Granta come una dei 22 migliori scrittori in lingua spagnola sotto i 35 anni, riconoscimento in seguito confermato da numerosi premi letterari. Tra le sue opere: "La pesante valigia di Benavides" (Fazi, 2010) e "Distanza di sicurezza" (Rizzoli, 2017).Oltre a "Kentuki", SUR pubblicherà due sue raccolte di racconti, "Siete casas vacías", che le ha valso il prestigioso Premio Ribera del Duero nel 2015, e "Pájaros en la boca", la cui traduzione in inglese è stata candidata al Man Booker International Prize.

martedì 5 novembre 2019

Recensione; "A bocce ferme" di Marco Malvaldi

Buongiorno amici lettori!
Eccomi pronta per parlarvi della mia prima lettura di Novembre che, come spesso è succeduto nei mesi scorsi, fa parte di una delle serie gialle che sto seguendo con grande piacere, ovvero quella de "I delitti del BarLume"; "A bocce ferme" è il settimo e attualmente ultimo capitolo che vede come protagonista il barrista Massimo, impegnato, volente o nolente, insieme ai quattro vecchietti che frequentano rigorosamente il suo bar, a risolvere complicati casi di omicidio. Volete sapere di cosa parla questo nuovo capitolo? Bene, qui sotto potete trovare la mia recensione completa!




Titolo: A bocce ferme
Autore: Marco Malvaldi
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 226
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Sellerio editore
Prezzo di copertina: 14 euro copertina flessibile 
Ebook: 9.99 euro
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Le macchine del tempo a volte si nascondo in oggetti del tutto inaspettati; questa volta si tratta di un testamento, quello di Alberto Corradi, proprietario di un celebre industria farmaceutica, e ciò che appare come un atto di ordinaria amministrazione al momento di un decesso si trasforma in un modo di fare un vero e proprio salto nel tempo quando all'interno di esso si trova la confessione del defunto, accusatosi di essere il responsabile della morte del padre adottivo Camillo Luraschi, colui da cui ha ereditato l'azienda, ucciso ben cinquanta anni prima, nel pieno dei tumulti del '68 pisano. Incapaci di trattenersi, i quattro vecchietti del BarLume decidono di dire la loro ad Alice Martelli, incaricata del caso,  ma tutto si complica quando, poche ore dopo l'apertura del testamento un altro uomo viene trovato ucciso; al secolo Ubaldo Giaccherini, ex contabile proprio di quel'industria farmarceutica, lo stesso uomo che, solo la mattina del suo omicidio, aveva chiamato diverse persone con il pretesto di avere qualcosa da raccontare.


Questo ultimo (almeno per ora) capitolo della serie si sviluppa tra presente e passato basandosi sul cinquantesimo anniversario dei cambiamenti storici e delle rivoluzioni del '68. Inizio con il dire di aver apprezzato particolarmente l'attinenza storica che si respira in questa lettura e il fatto che Malvaldi abbia voluto, attraverso i racconti dei suoi quattro personaggi più anziani, fa respirare l'aria di rivolta e speranza che si è respirata nel territorio toscano proprio quell'anno. Questa volta l'indagine non riguarda solo un omicidio ma ben sì due, separati da cinquantanni, ma in qualche modo collegati tra loro. Ancora una volta sarà compito di Massimo portare Alice sulla strada giusta per la risoluzione del caso mentre, tra di loro, iniziano a creare delle basi su cui far crescere il loro futuro insieme. Ancora una volta la lettura si rivela molto piacevole, ironica e divertente, l'unica piccola pecca però è che a differenza dei libri precedenti, questo caso viene saltuariamente composto da repentini cambi di fronte e salti nel passato che un po' disturbano l'esperienza di lettura. Detto questo non posso non confermare il fatto che questa sia una serie perfetta per chi sente il bisogno di staccare un po' dal quotidiano con delle letture relativamente poco impegnative e molto divertenti quindi non posso fare a meno che consigliarla a chi ancora deve leggerla, attendendo nel frattempo, l'arrivo di un nuovo capitolo.

Voto: 7

Frase: "Essere triste, è brutto. Essere triste quando tutti credono che tu sia felice, che tu abbia tutto per essere felice, è peggio"




Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974. Dopo essersi laureato all'Università di Pisa in Chimica e Chimica Industriale, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca. Ha esordito in narrativa con "La briscola in cinque" primo libro della serie di gialli "I delitti del BarLume" di cui fanno parte "Il gioco delle tre carte", "Il re dei giochi", "La carta più alta", "Il telefono senza fili", "La battaglia navale" e "A bocce ferme". Di sua pubblicazione anche "Odore di chiuso", "Milioni di milioni", "Argento vivo", "Buchi nella sabbia", "Negli occhi di chi guarda", "La misura dell'uomo", "Vento in scatola" e diversi racconti.

venerdì 1 novembre 2019

Ciao, ciao Ottobre: i libri del mese!


Buongiorno a tutti voi cari amici lettori!
Un altro mese si è concluso ed è quindi tempo di fare il riepilogo delle letture che lo hanno contrassegnato. Devo ammettere di essere molto soddisfatta perchè anche questo mese ho superato la soglia dei dieci libri e nel complesso sono state tutte letture molto piacevoli. Ormai lo sapete, qui sotto trovate la mia classifica dall'undicesimo fino al primo! Buona lettura!


Undicesimo posto: "Seta" di Alessandro Baricco 

Storia breve e molto affascinante che racconta di un mercante di seta francese e della sua avventura alla scoperta del lontanissimo Giappone. Piacevole, ma non proprio nelle mie corde

Voto: 6.5               Recensione completa qui




Decimo posto: "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson

Complesso ed angosciante, racconta la storia di due sorelle escluse da resto del mondo e di un terribile omicidio. Senza dubbio piacevole ma ben al di sotto della sua fama

Voto: 6.5                   Recensione completa qui




Nono posto: "Il figlio prediletto" di Angela Nanetti

Una lettura molto piacevole che mi ha portato alla scoperta della storia di Nunzio, un ragazzo mandato via dal suo paese per sfuggire alla vergogna e capace di trovare sè stesso nell'animo di Londra, e di sua nipote Anna che, anni dopo, ne ripercorre le tracce.

Voto: 7.5                 Recensione completa qui




Ottavo posto: "Il domatore di leoni" di Camilla Lackberg

Nono giallo della serie "Il delitti di Fjalbacka" dalla grande adrenalina e dagli oscuri colpi di scena grazie ad una lotta contro il tempo e a dei personaggi a cui è impossibile non affezionarsi

Voto: 7.5                    Recensione completa qui



Settimo posto: "La battaglia navale" di Marco Malvaldi

Al momento, penultimo capitolo della serie gialla "I delitti del Bar Lume", grazie soprattutto al "nuovo" personaggio di Alice Martelli, la storia prende subito una piega entusiasmante e l'immancabile ironia rende questo uno dei migliori.

Voto: 7.5               Recensione completa qui




Sesto posto: "Cuccioli" di Maurizio De Giovanni

Questo mese non potevo non tornare anche da i Bastardi di Pizzofalcone che in questo capitolo affrontano tutte le loro emozioni. Capitolo che ho avuto modo di apprezzare particolarmente perchè concentrato sui due personaggi che amo di più ossia Marco Aragona e Francesco Romano.

Voto: 8                  Recensione completa qui




Quinto posto: "Doctor sleep" di Stephen King

Ultima lettura del mese, scelta in occasione di Halloween. Celebre seguito di "Shining" capace di farmi provare tante emozioni alcune delle quali veramente inaspettate

Voto: 8              Recensione completa qui




Quarto posto: "Red dragon" di Thomas Harris

Primo libro che celebra il personaggio del cannibale Hannibal Lecter e mia personale sfida del mese. Lecter appare un po' in disparte ma è decisamente affascinante e la storia risulta di grande effetto. Davvero una bella scelta.

Voto: 8                 Recensione completa qui




Terzo posto: "Il ladro di tatuaggi" di Allison Belsham

Thriller letto in collaborazione con Thrillernord e seguito di "Il tatuatore" in cui ho ritrovato sia i personaggi che la potenza che tanto mi aveva colpito nel libro precedente. Decisamente piacevole

Voto: 8               Recensione completa su thrillernord.it




Secondo posto: "Scrivere è un mestiere pericoloso" di Alice Basso

Secondo capitolo con protagonista la ghostwriter Vani Sarca. Dopo un inizio un po' spinoso la storia prende totalmente quota e grazie ai personaggi meravigliosi riesce ad entrare nel cuore dei lettori. Almeno nel mio lo ha fatto sicuramente!

Voto: 8                        Recensione completa qui


Primo posto: "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee

Non è mai troppo tardi per leggere un bel libro e questo è proprio il mio caso. Finalmente ho conosciuto Scout, Jem e Atticus, finalmente sono entrata nel vivo della routine della loro cittadina, finalmente ho conosciuto il caso giuridico che ha cambiato per sempre la loro idea del mondo. Finalmente, perché va fatto, almeno una volta nella vita.

Voto: 8                  Recensione completa qui


giovedì 31 ottobre 2019

Recensione; "Doctor sleep" di Stephen King

Buongiorno a tutti cari amici lettori e sopratutto buon 31 Ottobre!
Oggi il mese di Ottobre si conclude e, come ben sappiamo, si celebra la festa di Halloween. Per festeggiare come si deve ho quindi pensato di parlarvi della mia ultimissima lettura, scelta proprio per restare in tema; lo scorso anno proprio in questo periodo usciva la mia recensione di "Shining" celebre horror di Stephen King ed in essa io annunciavo che avrei pensato di leggere il suo seguito ossia "Doctor sleep". Ebbene, mi ci è voluto un po' di tempo ma ce l'ho fatta, e del resto non esiste periodo più adatto di questo per leggere il Re del Terrore! Detto questo, qui sotto, se vi interessa, trovate il mio personale commento.




Titolo: Doctor sleep
Autore: Stephen King
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Doctor sleep
Genere: Horror/Fantasy
Pagine: 567
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Sperling&Kupfer
Prezzo di copertina: 19.90 euro copertina rigida, 7.67 euro copertina flessibile con cover del film
Ebook: 5.49 euro
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Certe esperienze sono difficili da dimenticare, e per Dan Torrance scordare quello che successo all'Overlook Hotel è praticamente impossibile così come scappare dai fantasmi del passato, sia quelli "reali" sia quelli radicati nella sua mente, ben più ostici dall'estirpare. Dopo anni di eccessi, alcool e sregolatezza Dan finisce però per toccare il fondo quando ruba dei soldi da una ragazza madre tossica, colei che, poco dopo finirà per morire insieme al suo bambino di pochi anni e a tormentarlo con la sua oscura presenza. Il percorso per rinsavire e lungo e difficile ma Dan, consapevole della fine che ha fatto suo padre e aiutato da cari amici riuscirà a ristabilirsi e ha trovare il proprio posto all'interno di una casa di riposo in cui aiuterà, con i suo poteri, gli ospiti giunti alla fine della loro vita a passare dall'altra parte. Presto però sarà tempo per lui di comprendere che ad essere dotato della luccicanza non è solo lui ma molti altri, alcuni buoni, come la giovane Abra, dotata di un potere immenso, alcuni decisamente malvagi come il Vero Nodo, un gruppo di persone dotate di poteri soprannaturali capeggiate dalla terrificante Rose Cilindro. Mentre una vera e propria lotta di poteri si avvicina per Dan giungerà anche il momento del giudizio, quello in cui dovrà fare finalmente i conti con il suo vero io e con il suo passato.


Come sempre quando mi trovo a dover scrivere una recensione non so mai dove partire; questa volta penso lo farò affermando che non avrei mai immaginato che questo libro mi sarebbe piaciuto così tanto, un po' perchè il genere a cui appartiene non è il mio, un po' perchè ancora non conosco bene Stephen King e trovo un po' di difficoltà ad approcciarmi alle sue opere. In realtà questa opera tutto è tranne difficile da leggere ed è stata per me una vera emozione ritrovare il personaggio di Dan Torrance, quel bambino dotato di un potere ben più grande di lui, che era un po' inquietante, non c'è che dire, ma alla quale ho finito per affezionarmi durante la lettura del capitolo precedente. Durante la creazione di "Doctor sleep" King ha puntato buona parte delle sue carte proprio su questo, sull'affezione, sulla memoria, sul ricordo di un personaggio e di una storia che ben o male, tutti portiamo all'interno di noi, che sia grazie al libro o al celebre film da esso ispirato. E non posso nascondervi che proprio questi fattori sono stati quelli che mi sono piaciuti di più e che, a tratti, sono riusciti addirittura a commuovermi, cosa stranissima per un libro che dovrebbe appartenere al genere horror. Ecco, se devo dirlo, anche questa volta non posso dire di aver trovato una storia particolarmente spaventosa; i temi trattati sono sicuramente inquietanti e alcune scene sono da far passare un brivido lungo la schiena ma terrore se ne respira ben poco e questo, per me che sono una lettrice decisamente impressionabile, è a dir poco un bene. Nei suoi quasi 600 capitoli "Doctor sleep" percorre un lasso di tempo molto lungo; partiamo infatti quasi subito dopo la fine di "Shining" fino a giungere agli anni 2000 inoltrati e durante questo periodo ci troviamo a percepire due storie principali; nella prima il percorso interiore di crescita e di redenzione di Dan, caduto come il padre prima di lui nel tunnel della dipendenza, tema anche in questo caso molto importante, ma capace, a differenza di esso, di fare qualcosa per salvare la propria esistenza e la sua "trasformazione" nel "Dottor Sonno", e la seconda che lo vede tornare nelle vesti di Daniel Torrance per aiutare una ragazzina a sconfiggere un gruppo di spietati assassini. Ed è proprio qui che giungono le cosiddette note dolenti perchè se ho apprezzato molto la crescita del rapporto tra Dan e Abra, che richiama in qualche modo quello tra lui e Dick Hallorann, ci sono state alcune caratteristiche soprattutto riguardanti il Vero Nodo che mi hanno fatto storcere un po' il naso; in alcune parti infatti ho avuto l'impressione di essere stata improvvisamente catapultata in una romanzo fantasy young adult in cui una giovane eroina si trova a lottare contro un gruppo di vampiri da film di serie B e questo fa perdere tantissimo alla storia. Partendo dal nome con cui si fanno chiamare i membri del Nodo, fino ad arrivare ai dialoghi, tutta questa parte del libro è decisamente troppo adolescenziale e avrebbe dovuto essere strutturata in maniera diversa. Quello che però ho apprezzato più di tutto è il fatto che finalmente si sono visti dei personaggi femminili di uno certo spessore; la cara Wendy non me ne voglia, saranno forse cambiati i tempi, sarà forse cambiata la mentalità dell'autore ma in quanto a forza femminile qui davvero non ne manca, sia nel personaggio di Abra, sia in quello dell'antagonista Rose. Detto questo, "Doctor sleep" è stato un romanzo che mi ha fatto provare tante emozioni e che mi ha tenuto piacevolmente compagnia, per questo posso dire che sicuramente continuerò con la scoperta di Stephen King, un autore che si è rivelato essere degno dell'attenzione anche dei lettori che non sono tanto a loro agio con il suo genere. Ora tocca solo capire quale opera scegliere l'anno prossimo ma è anche vero che c'è l'imbarazzo della scelta.

Voto: 8

Frase: "No, bello mio. Puoi chiudere le apparizioni del'Overlook dentro le cassette di sicurezza, ma non i tuoi ricordi. Mai e poi mai. Sono loro i veri fantasmi"


Stephen Edwin King è nato il 21 settembre 1947 a Portland da una famiglia di origini scozzesi-irlandesi. Scrittore incredibilmente prolifico, nella sua carriera letteraria, inizia nel 1977 con la pubblicazione di "Carrie", ha pubblicato oltre ottanta opere, scritte anche sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, tra romanzi, antologie e racconti di genere fantascientifico ed horror di cui è considerato il più importante esponente nel XX e XXI secolo. Molti dei suoi libri hanno ottenuto importanti trasposizioni cinematografiche e da diversi anni l'autore fa parte anche di un gruppo musicale composto da soli scrittori chiamato Rock Bottom Remainders. Tra la sua grande produzione si ricordano "Le notti di Salem", "Shining", "It", "Misery", "La bambina che amava Tom Gordon", "Il miglio verde", "22/11/63", "Doctor Sleep" e "Sleeping Beauties" scritto con il figlio Owen.

venerdì 25 ottobre 2019

Recensione: "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson

Buongiorno amici lettori!
Anche questa settimana sta finendo, la fine di Ottobre si avvicina ma io sono tranquilla perchè, strano ma vero, almeno questo mese sono riuscita a stare nei tempi (almeno fino ad adesso). Anche oggi sono pronta a condividere con voi la mia ultima lettura che è stata "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson, un autrice e un opera che è stata quasi osannata l'anno scorso. Qui sotto, se vi interessa, potete trovare il mio parere.




Titolo: Abbiamo sempre vissuto nel castello
Autore: Shriley Jackson
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: We Have Always Lived in the Castle
Genere: Romanzo
Pagine: 182
Prima pubblicazione: 1962
Casa editrice italiana: Adelphi
Anno edizione: 2009
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
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Mary Katherine e Costance sono due sorelle, incredibilmente legate. Vivono insieme, della grande casa della loro famiglia, vegliano sullo zio Julian, malato fisicamente e mentalmente, e mantengono il più stretto isolamento nei confronti del resto del Paese, composto da persone che le odiano sopra ogni misura. Questo si ripete da ormai sei anni, da quando il resto della famiglia è stata uccisa, avvelenata da una grande dose d'arsenico nascosta nello zucchero, e da quando le accuse si sono concentrate su Costance, colei che ogni giorno preparava la cena , in seguito però prosciolta per mancanza di prove. La solitudine e la rabbia malamente repressa nei confronti dei compaesani, vengono continuamente alimentate dallo zio Julian, la cui mente continua a tornare a quel giorno che si è rivelato essere l'ultimo, deciso a fare della loro storia un libro. Che cosa è successo realmente quella sera? Chi è stato il vero responsabile? E, soprattutto, come reagiranno le due sorelle quando nella loro quotidianità farà la sua improvvisa comparsa un uomo giovane ed ambizioso come il cugino Charles?


Inizio con il dire che è stata senza dubbio una lettura piacevole, molto scorrevole e adatta per essere letta in poco più di un giorno. La narratrice della vicenda è Mary Katherine, la sorella più piccola, che al momento del delitto aveva solo dodici anni e che adesso è una ragazza appena maggiorenne. Come è logico pensare Shirley Jackson si concentra quasi esclusivamente sulla sua caratterizzazione, perchè infondo essa è il personaggio più interessante, quello in cui si riversa tutto l'odio e l'oppressione alimentati da anni di isolamento, chiacchiere e maldicenze. Marricat è una ragazza oppressa, incapace di interagire con gli altri e capace di provare affetto solo per i membri della propria famiglia, in primo luogo per Costance, la sorella di dieci anni più grande, per la quale lei prova una vera e propria venerazione. è lei l'unica ad andare in Paese, due volte a settimana per fare la spesa e per recuperare dei libri della biblioteca, che poi finiranno per stare per sempre sullo stesso scaffale, senza nemmeno essere aperti, è lei che vive sulla propria pelle l'avversione degli altri abitanti ed è per questo che risulta essere il personaggio più adatto per raccontare questa storia; una storia di odio, di repressione e di sofferenza che troverà il suo apice quando in famiglia giungerà il cugino Charles, figlio di uno zio paterno allontanato dalla famiglia molti anni prima, ma determinato a prendere posto fisso al fianco delle cugine. Per tutta la durata del libro si respira una aria malsana, rabbiosa e malata, proprio come la mente dei personaggi principali, che proprio non possono risultare simpatici. Pur essendo chiaro il messaggio che l'autrice vuole mandare ai suoi lettori, ho trovato però l'intera narrazione un po' piatta e senza particolari colpi di scena. Questo libro si legge senza particolari problemi ma a mio avviso alla fine risulta decisamente tiepido e l'impressione generale è che la Jackson abbia voluto creare due personaggi, le due sorelle rinchiuse per sempre nella loro dimora, che potranno popolare una leggenda del terrore. A mio personale avviso trovo si sia parlato di questa opera molto più di quanto si sarebbe meritata e che infondo non rispecchia tutto il clamore che ha suscitato. Probabilmente presto leggero qualcos'altro dell'autrice, sperando di trovare tra le sue opera un vero capolavoro.

Voto: 6,5


Shirley Jackson nacque a San Francisco il 14 dicembre 1916 e morì l'8 agosto 1965, nel sonno,  a soli 48 anni per un insufficienza cardiaca. Giornalista e scrittrice molto apprezzata, è divenuta celebre grazie al racconto gotico "La lotteria" e a "L'incubo di Hill House", considerato uno dei più celebri racconti di fantasmi del ventesimo secolo. Di sua pubblicazione anche "Lizzie", "La casa degli invasati" e "Abbiamo sempre vissuto nel castello".