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lunedì 11 novembre 2019

Recensione; "Pane" di Maurizio De Giovanni

Buon lunedì a tutti cari amici lettori!
Una nuova settimana ha inizio e io sono pronta per parlarvi della lettura che mi ha tenuto compagnia nei giorni scorsi. Come ormai saprete io amo leggere in serie e una delle saghe gialle che più mi sta piacendo quest'anno è quella che vede come protagoniste le indagini de i Bastardi di Pizzofalcone, creati dalla sapiente penna di Maurizio De Giovanni. Questo mese sono giunta al sesto capitolo, "Pane", libro che fin dalle primissime pagine si è annunciato come uno dei più belli in assoluto. Se volete saperne di più, qui sotto trovate la mia recensione!





Titolo: Pane
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 232
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Pasqualino del Pane è l'unico a sapere quante sfumature diverse può avere l'alba. Lo sa da tanti anni ormai, da quando era solo un bambino e suo padre per la prima volta lo ha condotto al forno, per insegnarli il magico lavoro a cui lui e suo nonno hanno dedicato la vita; la creazione del pane. Ma non il pane che si è abituati a mangiare oggi, che non sa di niente ed è fatto solo per accompagnare altri cibi, il pane di una volta, quello che basta da sè, che ti sazia e sa di sapori del passato. Pasqualino alle tradizioni ci tiene ed è per questo che tutte le mattine si dedica alla cura del lievito madre, ingrediente fondamentale per i suoi prodotti, e una volta finito, mangia il primo panino di giornata mentre osserva il sole crescere nel cielo nel vicolo adiacente il panificio. Ed è proprio in quel vicolo che una mattina viene trovato morto dai suoi impiegati; ad ucciderlo un colpo di pistola. A giungere sul posto per primi sono Lojacono e Romano, del Commissariato di Pizzofalcone, ma successivamente il caso viene passato alla DDA, l'ente investigativa specializzata nella lotta alla malavita organizzata in quanto Pasqualino, tempo prima aveva rilasciato una testimonianza che avrebbe potuto incastrare uno dei più grandi criminali della zona. La testimonianza, poi misteriosamente ritirata, è un elemento fondamentale per il celebre magistrato Buffardi, incaricato delle indagini, e tutta la sua squadra, tra cui compare Lamagna, una vecchia conoscenza di Romano, è decisa a ritrovare il colpevole nella criminalità organizzata. Ma Lojacono, che, le voci sul suo passato lo sanno bene, di malavita ne sa qualcosa, rimane da subito dubbioso e, grazie al magistrale intervento di Laura Piras, sempre pronta a sostenerlo, almeno sul lavoro, i Bastardi di Pizzofalcone riescono ad ottenere una parte dell'indagine. Starà a loro scoprire se la pista della criminalità organizzata è quella giusta oppure se l'assassino giunge dalla sfera privata della vittima e il ballo ci sarà, ancora una volta, l'eventuale chiusura del Commissariato. Allo stesso tempo Alex ed Aragona, si concentrano su un insolito caso di stalking 


Come ho detto nella presentazione, fin dalle primissime pagine questo capitolo si era presentato come uno dei migliori della serie e andando avanti la cosa non ha potuto che confermarsi. Probabilmente vi chiederete perché e io sono pronta a spiegarvelo; il primo luogo abbiamo un indagine che da subito si rivela molto avvincente e che vede i Bastardi affiancati ad un altro gruppo investigativo, quello dedicato alla lotta alla malavita, un argomento importante sul fronte sociale e culturale che posiziona la storia su un livello molto intrigante. Quella citata però non è la sola tematica importante che troviamo all'interno dei libro; in "Pane" infatti, ho avuto modo di trovare una grande parte emotiva, sia per il percorso personale dei personaggi, a cui è impossibile non affezionarsi, sia per le storie raccontate che affrontano una tematica poco presa in considerazione ma decisamente attuale ovvero la povertà nel nostro paese, una condizione che sembra ormai passata ma che crudelmente interessa molte famiglie ed individui anche in una società moderna come la nostra. Un altra caratteristica che ho apprezzato molto è quella di aver visto finalmente una presa di posizione da parte del personaggio femminile che attendevo da diverso tempo, ossia Laura Piras, quella magistrato bella e determinata che fino ad ora aveva vissuto alle spalle di Lojacono ma che finalmente in questo capitolo ha avuto modo di tirare fuori tutto il suo carattere per scontrarsi con il suo collega Buffardi. Questa sorta di triangolo professionale pone una buona base su cui creare una parte dell'opera e, dato un finale a sorpresa, potrebbe essere ripreso anche nei prossimi capitoli. Se tutta la narrazione si pone su un piano toccante non dovete però temere perché, a dare un tono divertente al tutto ci penserà l'insostituibile Marco Aragona, che nel suo nuovo caso riuscirà a dare il meglio (e anche il peggio) di sè. Detto questo penso sia inutile specificare quanto questo capitolo mi sia piaciuto e quanto io provi piacere nel continuare una serie che a mio avviso merita davvero di essere letta dagli amanti del giallo italiano. Non vedo l'ora di lanciarmi alla scoperta del nuovo capitolo!

Voto: 8.5


Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



giovedì 10 ottobre 2019

Recensione; "Cuccioli" di Maurizio De Giovanni

Buon giovedì a tutti amici lettori!
La settimana sta procedendo a gonfie vele, almeno per quanto riguarda le letture, quindi eccomi qui per condividere con voi una nuova recensione. Questo mese sono giunta al quinto capitolo della serie de "I Bastardi di Pizzofalcone" ossia "Cuccioli" e sono pronta a parlarvi di questo gioiellino uscito dalla penna di Maurizio De Giovani. Qui sotto trovate il mio commento completo!




Titolo: Cuccioli
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 318
Anno di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Tutto inizia quando Romano trova la neonata, abbandonata come una bambola rotta tra l'immondizia vicino ai cassonetti a pochi passi dal commissariato di Pizzofalcone. Chi sia stato ad abbandonarla e perché è tutto da scoprire ma le priorità sono altre; la piccola, alla quale Romano da il nome di Giorgia, come quella sua ex moglie che non le parla più, sta molto male e le sua vita è da subito appena ad un filo. Tutta la drammatica situazione si complica ulteriormente quando alcune ricerche portano alla scoperta di una ragazza ucraina uccisa nel suo appartamento e appare un chiaro legame tra lei e la neonata. Mentre tutti i componenti del commissariato si uniscono per cercare di trovare l'assassino, Aragona si ritrova alle prese con una complicata indagine personale che riguarda la misteriosa sparizione di diversi animali da compagnia.


Se nei due capitolo precedenti ho dovuto affermare che non presentassero la stessa forza narrativa dei primi due gialli della serie, di questo non posso proprio dire la stessa cosa. "Cuccioli" la sua forza narrativa ce l'ha, e ce l'ha eccome. L'ha soprattutto per via delle tematiche affrontate; quando si parla di bambini è praticamente impossibile non essere colpiti nell'intimo e non è quindi possibile non rimanere emozionati dalla storia della neonata abbandonata tra i rifiuti e della sua giovane madre uccisa poche ore dopo il parto. A tutto questo carico emotivo si uniscono i soliti personaggi che di forza di per sé ne hanno finamai ma in questo capitolo si mostrano ancora più drammatici, ancora più tristi, ancora più umani. Ho apprezzato particolarmente questo capitolo perché mi ha permesso di entrare ancor più in confidenza con i due personaggi che amo di più di questa serie; il simpatico Aragona, che con i suoi modi discutibili e le sue scene da telefilm americano riesce a sventare una pratica terrificante che vede come protagonisti dei poveri ed indifesi animali, e Romano che, attraverso il ritrovamento della bambina, quella piccola che vorrà chiamare come l'ex moglie che non riesce a dimenticare, sarà capace di scendere a patti con il passato e a mostrare la parte più intima di sé. Sulla parte emozionale non ho quindi nulla da dire perché questo romanzo, come anche gli altri della serie regala davvero tanto e nella sua prosa che si legge tutta d'un fiato non può non rimanere impresso. Se proprio devo trovare un neo posso dire che la soluzione del caso alla fine non risulta così tanto imprevedibile ma ci può stare perchè De Giovanni è un autore di cuore, non di effetti speciali, e questo sentirlo sulla propria pelle rende indispensabile continuare a leggerlo.

Voto: 8

Frase: "Cuccioli. Sono solo cuccioli. E nemmeno sanno quanto contano nella vita degli adulti; a volte poco, a volte tantissimo. Cuccioli che vanno e che vengono, e che magari non hanno la forza di arrivare. Cuccioli che vivono nel proprio mondo, correndo felici sul ciglio del burrone, ignari del silenzio che li circonda. Cuccioli che dormono un sonno pieno di sogni solitari. Cuccioli."



Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



mercoledì 2 ottobre 2019

Recensione; "Gelo" di Maurizio De Giovanni

Buongiorno amici lettori!
Anche stamattina ho qualche ora libera per venire a trovarvi e mi fa molto piacere perchè i libri da recuperare sono tanti e non c'è tempo di perdere! Questa mattina vi voglio parlare di "Gelo" il quarto capitolo della serie de "I Bastardi di Pizzofalcone" di De Giovanni, una delle più belle serie gialle che ho scoperto quest'anno. Ormai saprete quanto amo leggere in serie e questo autore e i suoi personaggi mi sono entrati nell'anima quindi è sempre bello poter leggere le loro vicende professionali e personali. Di cosa tratta questa indagine? Ve lo svelo qui sotto, nella mia recensione completa!




Titolo: Gelo
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 16 euro copertina flessibile, disponibile anche con una diversa copertina
Ebook: 9,99 euro
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A Napoli un freddo così davvero non si era mai visto. è un gelo glaciale che ti entra nelle ossa e ti paralizza, impedendoti di fare qualsiasi cosa, anche di pensare. Eppure i Bastardi di Pizzofalcone ragionare dovranno farlo eccome quando vengono ritrovati i cadaveri di due fratelli, brutalmente uccisi nel loro appartamento; il loro nome era Biagio e Grazia, erano originari di un paesino calabrese. Lui era un brillante ricercatore fuorisede, lei una splendida ragazza con la maledetta inclinazione a mettersi nei guai. Il caso di rivela da subito molto complesso anche sè tutti i presupposti sembrerebbero condurre al padre dei due ragazzi, un ex carcerato da poco rimesso in libertà e Lojacono e Alex dovranno stare attenti a tutti i più piccoli particolare per riuscire a capire chi sia il vero assassino. Nello stesso momento Romano ed Aragona sono impegnati a sventare il sospetto di presunte violenze del padre su una bambina di dodici anni. I Bastardi di Pizzofalcone dovranno dare ancora una volta il loro meglio per dimostrare agli altri che non sono gli inetti che tutti pensano e riuscire così a far finalmente desistere l'intento di chiudere il commissariato


Anche in questo quarto capitolo ritroviamo l'inconfondibile prosa di De Giovanni, che con sapienza e musicalità ci racconta una vicenda che ancora una volta mischia le questioni professionali con quelle personali. Del resto è impossibile non scendere nell'intimo con dei personaggi come questi e anche sè infondo in questo capitolo non succede loro nulla di eclatante è molto piacevole vedere come sono evoluti dai capitolo precedenti e comprendere pian piano la strada che hanno deciso di percorrere; Lojacono sempre più preso dalla bella Piras non presta la minima attenzione a Letizia, che continua a bramarlo da lontano, e soprattutto alla figlia Marinella, decisa ad avere un po' più di libertà nella sua vita di adolescente; Alex ha iniziato ufficialmente la sua storia con Rosaria anche se sono tante ancora le cose da affrontare e chissà se mai riuscirà a scendere a patti con sè stessa; Romano continua a non darsi pace per la fine del suo matrimonio con Giorgia; Aragona imperterrito sciama dietro la bella Irina, nonostante le sue finanze stiamo iniziando a scarseggiare e non possa più permettersi di alloggiare nell'hotel dove lei lavora; Ottavia e Palma continuano a coltivare un legame pericoloso nel quale si sfiorano per poi allontanarsi di scatto per paura delle conseguenze ed infine, il buon Pisanelli, combatte le sue battaglie sia fisiche che morali per riuscire a dimostrare a tutti che dietro i suicidi c'è davvero la mano di un assassino e questa volta, ad aiutarlo, ci sarà anche la dolce Adele, una donna in bilico tra l'ombra della depressione e la luce della speranza. Inutile specificare che anche questo capitolo mi sia piaciuto molto ma devo però ammettere di aver notato un piccolo calo rispetto ai capitoli precedenti, soprattutto per quanto riguarda l'indagine in sè. I primi due capitoli della serie, ossia "Il metodo del coccodrillo" e "I Bastardi di Pizzofalcone" hanno una forza narrativa che forse un po' manca nei due seguenti che appaiono si molto piacevoli ma non dello stesso affetto. Ciò non toglie che anche "Gelo" sia un giallo di tutto rispetto ed infine la soluzione del caso mi ha lasciato piacevolmente colpita. Questa è una serie che sto leggendo con molto piacere perchè capace di regalarmi momenti di relax per staccare un po' dalla vita di tutti i giorni quindi continuerò ovviamente a leggere i capitoli seguenti perchè ormai dei Bastardi non ne posso proprio fare a meno.

Voto: 7.5

Frase: "Eppure, prima o poi, il freddo finisce. Quando meno ve lo aspettate giunge una mattina con un soffio d’aria diversa, che magari sa un po’ di mare. Un’aria particolare, che vi mette sotto la pelle, resa insensibile dal gelo, una strana voglia di vivere. Un aria che vi fa pensare, dopo tanto tempo, che il domani arriverà, e che forse non sarà malvagio"




Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



giovedì 8 agosto 2019

Recensione; "Buio" di Maurizio De Giovanni

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Oggi nuova recensione e dal titolo di questo nuovo articolo potete capire quanto questo mi faccia felice perchè torno a parlare dei miei Bastardi, ormai non posso non chiamarli così, perchè mi sono già affezionata tanto e questa serie mi sta facendo provare tante emozioni contrastanti. Questo mese è stato il turno di "Buio" il terzo romanzo della serie di Maurizio De Giovanni con protagonista Giuseppe Lojacono. Qui sotto trovate la mia recensione




Titolo: Buio
Sottotitolo: Per i Bastardi di Pizzofalcone
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 312
Anno di pubblicazione: 2013
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile, 14.50 euro con un altra copertina 
Ebook: 8.99 euro 
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La vita per i Bastardi di Pizzofalcone è destinata a procedere, tra tutti gli alti e bassi. Il successo del caso precedente ha fatto modo che gli altri Commissariati iniziano a vederli con un occhio molto meno critico e anche l'unione tra i membri sembra essere molto più salda; tutto però è destinato ad essere messo a dura prova quando il gruppo si trova di fronte ad uno dei casi più terribili alla quale la polizia si potrebbe trovare ad indagare; il rapimento di un bambino. Il piccolo si chiama Edoardo ma tutti lo chiamano Dodo, ha dieci anni, è il nipote di uno degli uomini più ricchi della città e si trovava in gita al museo insieme ai suoi compagni quando una donna incappucciata l'ha avvicinato e l'ha portato via con sè. Saranno Romano ed Aragona incaricati di condurre le indagini, in una lotta contro il tempo in cui dovranno mostrare le loro migliori capacità e in cui tutti infondo saranno interessati anche Lojacono e Di Nardo, impegnati in un furto in appartamento dalla caratteristiche inusuali.


La mia gioia nel poter ritrovare i Bastardi in questo nuovo libro è stata quasi palpabile, tante erano le cose rimaste in sospeso nel capitolo precedente, alcune dei quali vengono effettivamente riprese; ci troviamo infatti a vedere come evolve l'indagine personale di Giorgio Pisanelli, sui suicidi sospetti nella quale lui creda si nasconda la mano di un assassino, che noi già conosciamo e con la quale lui instaurerà davvero un gioco al nascondino; avremo modo di sondare il rapporto tra Ottavia e il commissario Palma, ancora acerbo ma in procinto di scoppiare, portando con sè chissà quali cambiamenti e avremo modo di conoscere due nuovi personaggi, quello di Rosaria Martone, l'addetta della scientifica arriva a sconvolgere la vita di Alex, e quello di Marinella, la figlia adolescente di Lojacono, arrivata a sorpresa alla fine dello scorso capitolo e giunta per rimanere. Questo suo arrivo farà in modo che la storia appena accennata tra Lojacono e la Piras faccia un vero balzo indietro ma allo stesso tempo i due saranno in grandi di avvicinarsi; riusciranno ad affrontare le difficoltà? Chi lo sa. Del resto il loro amore passa in secondo piano e tra tutte le storie che questa serie nasconde, sinceramente, è quella che mi interessa meno. Al centro di "Buio" c'è ovviamente il rapimento di Dodo della quale si interesseranno Romano ed Aragona, una coppia decisamente strana, che potrebbe creare molti problemi ma che si rivela davvero all'altezza del compito, tanto che sarà proprio in giovane e sconclusionato Aragona a trovare la soluzione, con grande gioia, di chi, come me , prova per lui una grande simpatia. Se devo essere sincera però c'è una piccola cosa in questo romanzo che non mi ha proprio convinto ed è il fatto che la scrittura di De Giovanni, che fin dai primi assaggi ho reputato piacevolmente musicale e per questo più adatta ad un romanzo che ad un thriller, tende a prende troppo piede e alcuni capitoli interi appaiono vere e proprio digressioni che si straccano dalla storia e fanno perdere un po' il filo del discorso. Un po' di poesia sa rendere questa serie unica ed imperdibile ma se troppa rischia di disturbare.. per questo e per il fatto che la soluzione del caso poteva essere un po' prevedibile, questo libro risulta essere leggermente al di sotto dei precedenti. In ogni caso io questa serie continuo a consigliarla caldamente e questo libro in particolare con il suo finale non può che rimanere impresso perchè chi conosce De Giovanni sa che non ha paura di concludere i suoi libri in tristezza ed infondo è proprio quello uno dei suoi belli.

Voto: 8

Frase: "Così sono gli eroi, sapete. Nessuno può dire chi siano in realtà. Ma al momento buono verranno fuori, e saranno perfettamente uguali a sé stessi, nella loro lotta contro il male. Ci sono, e ci saranno per sempre. Statene certi."




Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



mercoledì 10 luglio 2019

Recensione; "I Bastardi di Pizzofalcone" di Maurizio De Giovanni

Buongiorno a tutti voi, cari amici lettori!
Oggi sono pronta per mostrarvi una nuova recensione e questo mi rende molto felice perchè quello di cui vi voglio parlare è un libro che aspettavo di leggere da parecchio e che è riuscito ad andare ben oltre le mie aspettative; sto parlando di "I Bastardi di Pizzofalcone" di Maurizio De Giovanni, secondo libro con protagonista l'ispettore Giuseppe Lojacono dopo "Il metodo del coccodrillo" e primo in cui appaiono i suoi Bastardi. Essere all'altezza del precedente libro, che, come sapete è stata per me la migliore lettura dello scorso mese, non era per nulla facile, ma De Giovanni ce l'ha fatta, ce l'ha fatta davvero alla grande! Ora vi spiego perchè




Titolo: I Bastardi di Pizzofalcone
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 316
Prima pubblicazione: 2013
Casa editrice: Einaudi
Anno edizione: 2013 (sono disponibili diverse edizioni)
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
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Prima della cattura de Il Coccodrillo, l'ispettore Giuseppe Lojacono era convinto di essere arrivato ad un punto morto della sua vita, ma all'improvviso si è mostrata per lui una seconda occasione. Certo, la situazione non è delle più facili nel Commissariato di Pizzofalcone, a rischio di chiusura per via delle terribili azioni illegali condotti dai poliziotti che prima ci lavoravano ma Lojacono è uno che non si arrende di fronte alle sfide e di certo non è uno che da ascolto alle voci della gente; i Bastardi, li chiamano, i componenti di quella squadra composta dagli scarti degli altri commissariati, poliziotti mal visti, considerati teste calde o inetti, ma che sono sempre poliziotti e dovranno dimostrare le loro capacità, più di tutti gli altri e far capire che, anche loro, possono fare ancora qualcosa di buono.

Già dalla lettura della trama si capisce che questo libro conserva un fascino innegabile. De Giovanni ha infatti un vero e proprio colpo di genio, creando, nella Napoli dei nostri tempi, un gruppo di personaggi così unico ed irripetibile. Capeggiati dall'ottimista commissario Gigi Palma, già apparso ne "Il metodo del Coccodrillo" i Bastardi di Pizzofalcone sono un gruppo dal quale ti puoi aspettare di tutto; inanzi tutto ci sono i due "veterani", la bella Ottavia, l'addetta alle ricerche e l'anziano Pisanelli, impegnato da anni in una personale indagine a cui non crede nessuno, poi ci sono le due teste calde, la giovane Alex Di Nardo, dal grilletto facile, e il possente Francesco Romano, detto Hulk per la sua difficoltà a controllarsi, che insieme formano una coppia fuori da ogni schema, e poi c'è Marco Aragona, il raccomandato, quello che tutti reputano essere solo un buffone che ha visto troppi telefilm americani ma che l'ispettore inspiegabilmente prende sotto la sua ala protettrice ed infine c'è proprio lui, il Cinese, con i suoi modi controllati, i suoi silenzi e la sua mente talmente fine da riuscire a districare la matassa sempre molto prima degli altri. Se nel capitolo precedente abbiamo avuto modo di conoscere il difficile passato di Lojacono, ora abbiamo a che vedere con diverse personalità, tutte diverse ma tutte accomunate da una situazione famigliare e privata decisamente complessa; c'è chi si è ritrovato solo dopo la morte del compagno di una vita, chi deve prendersi cura di un figlio gravemente malato, chi, per via del suo grave problema, rischia di far crollare il proprio matrimonio e chi, per compiacere il celebre padre, sarebbe disposto a fare tutto, anche nascondere il suo vero io. Attraverso le storie dei suoi personaggi l'autore affronta quindi argomenti molto diversi e tutti molto importanti, dando spessore alle storie che vuole raccontare e unendoli in un giallo che appare essere molto più di questo; ancora una volta sono rimasta colpita dallo stile quasi musicale dello scrittore che dona alla lettura una sfumatura insolita ma totalmente unica e ci accompagna nella scoperta di un caso apparentemente senza soluzione; la moglie di un celebre notaio, Cecilia De Santis, viene infatti ritrovata uccisa nel suo appartamento. La causa della morte è un violento colpo alla nuca, inferto con una palla di vetro di cui la vittima teneva una ricca collezione. Dall'appartamento si nota che mancano alcuni oggetti di argenteria quindi la prima ipotesi sarebbe quella di una morte accidentale in seguito ad una rapina finita male ma basta sondare un po' il terreno e fare qualche domanda nel nobile ambiente della signora per rendersi conto che anche la pista passionale non sarebbe da escludere, visto i continui e noti tradimenti dell'affascinante marito. Sarà compito di Lojacono ed Aragona scoprire qual'è la strada giusta da seguire, quella che porterà ad un finale sconvolgente. Il colpo di scena finale è la vera ciliegina sulla torta di una storia che si legge tutta d'un fiato e che risulta essere decisamente adatta al periodo. Inoltre il libro appare rimasto per molti versi ancora aperto, grazie alle altre due indagini condotte dai membri della squadra; da una parte Di Nardo e Romano sondano nella losca vicenda di una ragazza sfruttata da un potente architetto e dall'altra Pisanelli porta avanti i suoi personali ragionamenti su alcuni misteriosi casi di suicidio in cui, solo secondo lui, si nasconde invece la mano di un assassino. Entrambi convoleranno in un epilogo entusiasmante che sicuramente verrà ripreso nei capitolo seguenti, che non vedo davvero l'ora di leggere. Prima di concludere volevo aggiungere due parole sull'unico punto che in "Il metodo del Coccodrillo" mi aveva fatto un po' arrizzare il naso  e cioè la mancanza di forza dei personaggi femminili; in questo nuovo capitolo devo ammettere che la situazione sia un po' migliorata, con l'arrivo di Ottavia ed Alex abbiamo infatti modo di conoscere delle realtà ben più importanti anche se, anche in questo caso, sempre indirizzate verso la figura maschile, che sia una nuova fiamma o l'ostica figura del padre. Su questo frangente posso certo dire di aver trovato degli spunti interessanti che possono far sì che questa serie diventi davvero indimenticabile.

Voto: 8.5

Frase: "Siamo i nuovi Bastardi di Pizzofalcone. Quelli che fanno schifo ai poliziotti, per diritto ereditario; ai delinquenti, perché pur sempre poliziotti; alla gente comune, un poco per diritto ereditario e un poco perché pur sempre poliziotti. A noi stessi, perché ognuno si sente ingiustamente mandato qui insieme ad altri reietti"


Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



lunedì 10 giugno 2019

Recensione; "Il metodo del coccodrillo" di Maurizio De Giovanni

Buon lunedì a tutti amici lettori!
Una nuova settimana ha inizio e io ho già molte cose da raccontarvi; questo weekend è stato infatti per me incredibilmente ricco di letture, della quale vi parlerò nel corso della settimana. Partiamo con la prima ossia "Il metodo del coccodrillo", giallo di Maurizio De Giovanni che da inizio alla celebre serie de "I Bastardi di Pizzofalcone". Desideravo conoscere questa saga investigativa da molto tempo e finalmente ho avuto modo di poter prendere in prestito dalla mia biblioteca questo primo capitolo che, nello specifico, fa conoscere per la prima volta il personaggio dell'ispettore Giuseppe Lojacono. Qui sotto trovare la mia recensione




Titolo: Il metodo del coccodrillo
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 292
Prima pubblicazione: 2012
Casa editrice: Einaudi
Anno edizione: 2016
Prezzo di copertina: 14 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro  
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Tutti vanno di fretta a Napoli. Nessuno a tempo di aspettare, tutti hanno troppe cose da fare, troppi pensieri, troppe preoccupazione. E soprattutto tutti sono determinati a farsi gli affari propri, per evitare, il più possibile di immischiarsi in faccende più grandi di loro. Ed è per questo che è così facile nascondersi, a Napoli. Questo l'ispettore Giuseppe Lojacono lo sa bene perché lui, più di tutti, è proprio un di quelli che riesce a nascondersi, passando totalmente inosservato, in quella città che non conoscere e in cui sta scontando la sua pena. Sono passati esattamente dieci mesi da quando il pentito Alfonso Di Fede lo ha indicato come responsabile di passare informazioni alla mafia e da quando, dopo una lunga sospensione, è stato costretto ad abbandonare Agrigento e la sua famiglia per trasferirsi al Commissariato San Gennaro, chiamato dispregiatamente "Il Cottolengo", dove deve limitarsi al noioso lavoro d'ufficio senza poter in alcun modo prendere parte a qualsivoglia indagine. Quando però una serie di tragici omicidi avvengono in città e la squadra del commissario Di Vincenzo sembra brancolare totalmente nel buio, in suo aiuto giunge Laura Piras, la giovane e bella magistrato, convinta che Lojacono sia l'unico in grado di fermare il terribile assassino, chiamato "Il Coccodrillo" per il fazzoletti zuppi di lacrime che lascia sui luoghi del delitto. Per Lojacono inizierà quindi una vera e propria lotta con il tempo, cercando di ricostruire un terribile evento successo molti anni prima e scoprire chi ha deciso finalmente di attuare la sua vendetta.


Uno degli incipit più belli che io abbia mai letto da vita a questo intrigante giallo che inizialmente appare un po' difficile da seguire, data la presenza di molteplici punti di vista, ma che pian piano prende sempre più forma fino a risultare impossibile staccarsi dalla sue pagine. Di De Giovanni avevo ovviamente sentito molto parlare ma non sapevo realmente cosa aspettarmi quindi ho letto questo libro a scotola chiusa, lasciando trasportare totalmente; la prima cosa che mi ha colpito è la prosa dello scrittore, quasi poetica, più affine forse alla narrativa che al thriller che dona alla lettura una musicalità insolita che la rende assolutamente unica nel suo genere. La seconda caratteristica sulla quale "Il metodo del Coccodrillo" pone tutta la sua attenzione sono senza alcun dubbio i personaggi, a partire dal protagonista, l'ispettore Giuseppe Lojacono, un uomo assolutamente interessante, sconfitto dal passato ma impossibilitato a staccarsi dal suo animo di poliziotto, che traspare in ogni fibra del suo essere. Lojacono sembra un uomo apparentemente arreso ma appena si trova per caso sulla prima scena del crimine, la sua attenzione e la sua intelligenza vengano chiamati a rapporto. Ne Il Coccodrillo lui vede molte caratteristiche di sè stesso, quasi non ci fosse differenza tra il buono e il cattivo ed è per questo che lui è il solo che può riuscire a fermarlo. "Il metodo del coccodrillo" è un romanzo che lascia il segno e lo fa parlando di perdita, di amore e di vendetta, lo fa attraverso le sue frasi che fanno riflettere ma anche attraverso alcuni episodi che lasciano scappare un sorriso, grazie soprattutto al personaggio dell'ispettore Giuffrè per cui è impossibile, fin da subito non provare simpatia. Inutile specificare quanto questo libro mi sia piaciuto e mi abbia segnato grazie ad un finale terribile ma necessario ma se devo trovare un piccolo neo in tutta la narrazione devo ammettere che si troverebbe nei personaggi femminili; le donne di questo giallo sono principalmente due, Laura Piras e Letizia, la proprietaria dell'osteria in cui Lojacono è solito mangiare. Entrambe sono belle, entrambe sembrano vedere nel protagonista qualcosa di più di ciò che nasconde la facciata, entrambe cercano di aiutarlo; in poche parole, sono create per lui, per sostenerlo e per condurlo verso la strada che lo porterà a rivivere. Ciò che non mi è piaciuto è proprio questo, il fatto che non abbiano un ruolo preciso, che non riconosca in loro una vera importanza, come se fossero solo delle comparse, e il fatto che entrambe siano innamorate di lui e che facciano trasparire questo sentimento in modo maldestro, accentua in qualche modo questo messaggio. Forse questo ruolo avrebbe potuto essere credibile in Letizia, che sembra attirata da lui fin da subito, ma non nel personaggio di Laura Piras che mostra si una dose di determinazione e forza ma poi cancella tutto quando si trova di fronte a lui, tramutandosi in una qualsiasi donna gelosa. Detto questo, che forse è solo la mia impressione e riguarderà solo questo primo capitolo, cosa che spero, "Il metodo del coccodrillo" è un romanzo che merita assolutamente di essere letto e che sarà davvero difficile da dimenticare. 

Voto: 8

Frase: "Siamo soli tutti e due, qui. Altrimenti qualcuno ti avrebbe visto, ti avrebbe riconosciuto. Ma sei invisibile, proprio come me. Questa città è solo un maledetto muro, dietro al quale tu ti ripari, e io non riesco ad abbatterlo. Ma ti troverò. Ci puoi giurare."




Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue", "Per mano mia" e "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buoio", "Gelo", "Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.