venerdì 4 ottobre 2019

Segnalazione Thrillernord; "La tigre" di Joel Dicker

Buon venerdì a tutti amici lettori!
La settimana sta finendo, è quasi tempo di relax ma io ho ancora qualche recensione da condividere con voi prima da dare via al weekend. Inizio con una segnalazione direttamente dal sito thrillernord.it perchè giusto ieri è stata pubblicata la mia recensione di "La tigre" primo racconto scritto da un giovane Joel Dicker e ristampato quest'anno da "La nave di Teseo". Si tratta di un racconto breve che assume le caratteristiche di una vera e propria fiaba che mostra una bella ed importante morale sul lato più corrotto dell'animo umano. Interessantissimo per chi vuole scoprire questo celebre autore in una veste un po' diversa. Qui sotto trovate la trama, la scheda libro e l'immancabile link per leggere la mia recensione completa sul sito thrillernord.it




Titolo: La tigre
Autore: Joel Dicker
Paese: Svizzera
Titolo originale: Le Tigre
Genere: Racconto illustrato
Pagine: 60
Prima pubblicazione estera: 2005
Prima pubblicazione italiana: 2016, Bompiani
Casa editrice italiana: La nave di Teseo
Anno edizione: 2019
Prezzo di copertina: 12 euro copertina flessibile 
Ebook: 6.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs




Trama: 
All’inizio del XX secolo, una notizia drammatica sconvolge l’opinione pubblica di San Pietroburgo, la capitale dell’Impero russo. Nella lontana Siberia una tigre semina il terrore, aggredisce il bestiame e massacra gli abitanti dei villaggi. Pochi testimoni sono riusciti a sfuggire ai suoi assalti. Lo zar decide di offrire una ricompensa straordinaria a chi riuscirà a uccidere l’animale, l’equivalente del peso della Tigre in monete d’oro. I migliori cacciatori di tutta la Russia si dirigono verso la Siberia per catturarla, ma l’animale schiva le loro trappole e scompare nella steppa: da preda diventa lei stessa cacciatrice spietata. Nessuno sembra in grado di fermarla finché Ivan, un giovane di San Pietroburgo, decide di farsi avanti. Per avere la meglio sulla Tigre, ricorre a uno stratagemma implacabile e terrificante: l’ultima tappa di un duello avvincente che rischia di ritorcersi contro di lui


Voto: 7


Joël Dicker è nato il 16 giugno 1985 a Ginevra, nella zona francofona della Svizzera. Di origine russa ed ebraica, è figlio di una bibliotecaria e di un insegnate di francese e per un periodo frequenta la scuola di recitazione Drama School in Cours Florent a Parigi prima di tornare a Ginevra e laurearsi in legge. La sua carriera letteraria inizia nel 2005 con la pubblicazione del piccolo romanzo "La tigre", ma decolla solo nel 2011 con l'uscita del suo primo romanzo "Gli ultimi giorni dei nostri padri". Il successo mondiale arriva nel 2012 con la pubblicazione del thriller best seller "La verità sul caso Harry Quebert". Di sua pubblicazione anche "Il caso dei Baltimore", il secondo thriller con protagonista lo scrittore Marcus Goldman e "La scomparsa di Stephanie Mailer".

giovedì 3 ottobre 2019

Recensione; "Stabat mater" di Tiziano Scarpa

Secondo post di giornata, seconda recensione!
I libri di Settembre stanno quasi finendo e presto potrò salutarlo per lanciarmi a pieno in questo Ottobre che già richiede la mia attenzione. Il penultimo libro dello scorso mese è stato "Stabat mater" di Tiziano Scarpa, vincitore del Premio Strega 2009 che io sinceramente non conoscevo ma che ho letto in occasione nella challenge annuale alla quale sto partecipando. Qui sotto trovate la mia recensione.



Titolo: Stabat mater
Autore: Tiziano Scarpa
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 144
Prima pubblicazione: 2008
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile, 17 euro copertina rigida
Ebook: 6.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs







La vita di Cecilia, orfana di sedici anni, è una vita senza alcuna felicità. Insieme alle altre ragazze nella sua stessa situazione vive rinchiusa in un convento e non ha alcun contatto con l'esterno. Sofferente ed incapace di accettare l'abbandono della madre passa le sue notti sveglia a scriverle lunghe lettere su fogli già usati e a parlare con una strana visione che dice di essere la sua morte. Poco prima che cada nel tunnel della follia però una grande passione giunge da lei per salvarla da sè stessa; la musica. Solo essa sarà capace di farla sentire veramente libera e di farle trovare la sua vera strada.


La prima cosa che mi ha convinto a leggere questo libro è stata la curiosità per l'ambientazione nel quale è strutturato: come già detto infatti la protagonista è un ragazza cresciuta in un orfanotrofio gestito da suore. Partendo da questo punto la storia avrebbe potuto sviluppare diverse strade interessanti e l'autore decide di percorrere quella più drammatica e dolorosa mostrandoci una Cecilia con forti problemi psichici che sfoga tutta la sua rabbia e il suo pessimismo un lunghe e sofferenti lettere alla madre mai conosciuta. Attraverso queste lettere noi conosciamo pian piano sia la protagonista in sè sia la sua quotidianità ma non è certo una scoperta facile da compiere; molto spesso ci troviamo di fronte ad episodi cruenti e pensieri malsani che infondono in noi stessi una profonda amarezza. "Stabat mater" è però è inanzi tutti un inno e un elogio a Vivaldi e alla musica classica ed infatti Cecilia, attraverso il suo violino potrà scoprire che nella vita esistano cose ben più piacevoli della morte e della sofferenza. Questa è un immagine che ho apprezzato tantissimo ma purtroppo non è stata abbastanza per permettermi di apprezzare questa opera a pieno. Inizio a credere di avere dei seri problemi con i libri vincitori di prestigiosi premi perchè ogni volta che mi trovo a leggerne uno trovo una caratteristica di esso che non mi lascia una bella impressione; una volta è la prosa, un altra le tematiche, in questo caso è la mia impossibilità nel creare empatia con la protagonista, una sensazione che non mi ha permesso di entrare mai nel vivo della storia. Gli amanti della musica non potranno non apprezzare i continui riferimenti al suo interno ma, a tutti gli altri, consiglio di leggere questo libro solo se appassionati di storie sofferenti e profondamente oscure.

Voto: 6

Frase: "Ci sono ancora, da qualche parte, sono qui, separata da questa devastazione, l'angoscia non mi ha ancora presa tutta, c'è ancora un angolo dove posso mettermi al riparo e dire; io"


Tiziano Scarpa è nato il 16 maggio 1963 a Venezia. Autore di numerosissimi romanzi, nel 2009 con "Stabat mater" ha vinto il Premio Strega e il Premio SuperMondello. I sui libri sono stati tradotti in diversi paesi e collabora alla rivista online "Il primo amore" della quale è uno dei fondatori, dopo esserlo stato del blog collettivo "Nazione indiana".




Recensione; "Intorno al mondo con Zia Mame" di Patrick Dennis

Buongiorno amici lettori!
Eccomi pronta a parlare di libri e a recuperare le letture di Settembre che ancora mancano all'appello; tra queste figura "Intorno al mondo con Zia Mame" di Patrick Dennis, seguito del celebre "Zia Mame". Qui sotto potete trovare la mia recensione completa!





Titolo: Intorno al mondo con Zia Mame
Autore: Patrick Dennis
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Around the World with Auntie Mame
Genere: Romanzo
Pagine: 349
Prima pubblicazione: 1958
Casa editrice italiana: Adelphi
Anno edizione: 2011
Prezzo di copertina: 19.50 euro copertina flessibile
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Gli accordi erano chiari; Zia Mame avrebbe avuto il permesso di portare il piccolo Michael nella sua avventura ai confini del mondo, a patto di riportarlo a casa entro l'inizio della scuola. Peccato che siano passati quasi due anni e che nè il bambino nè la fantastica zia si siano ancora fatti vivi. Preoccupata per la mancanza di notizie che si protrae da diversi mesi, Pegeen sta iniziando a perdere la speranza di poter rivedere un giorno il suo bambino ma Patrick, che conosce meglio tutti le stranezze di Zia Mame, persevera nel tranquillizzarla iniziando a raccontarle dello strabiliante viaggio intorno al mondo che lui stesso aveva fatto con la zia quando era solo un ragazzo. Da Londra a Parigi, dal Medio Oriente alle montagne austriache tra episodi assurdi e soprattutto tante risate.


Come tanti lettori anche io a mio tempo sono stata piacevolmente colpita dal personaggio di Zia Mame, una donna decisamente fuori dal comune che porta i suoi famigliari (nel particolare i suoi due nipoti, prima Patrick e poi il di lui figlio Michael) in pittoresche e fantasmagoriche avventure. Quindi non ho potuto resistere alla tentazione di leggere anche questo libro in cui tutti i personaggi amati ritornano per raccontare una nuova strabiliante vicenda. Edward Everett Tanner III, l'autore che si nascondere dietro lo pseudonimo di Patrick Dennis, ancora una volta narratore del romanzo, presenta anche in questo caso una scrittura decisamente molto scorrevole e divertente; caratteristica fondamentale dei suoi romanzi è proprio l'ironia e un personaggio così particolare come Zia Mame poteva inventarlo solo una persona con una mente come quella di quest'autore. Anche in questo secondo capitolo si ride moltissimo e lo si faccia viaggiando con la fantasia ed immaginando i personaggi immersi nelle tantissime assurde situazioni nei quali solo loro sanno cacciarsi. La cosa che però non mi ha permesso di apprezzare questo libro come avrei voluto è che forse tutto questo bisogno di avere un vero e proprio seguito di "Zia Mame" non si sentiva un granché. O per meglio dire, magari ci sarebbero potuti stare dei racconti o un romanzo breve ma quasi quattrocento pagine risultano un po' troppe e a lungo andare le situazioni, seppur divertenti, finiscono per diventare un po' banali e ripetitive. Non si può non apprezzare la freschezza di questa opera, non che un finale come ciliegina sulla torta ed è per questo che il mio giudizio finale non è del tutto negativo. Cara Zia Mame, è stato davvero bello conoscerti, porterò sempre un po' della tua follia in viaggio con me.

Voto: 6


Patrick Dennis è il più celebre pseudonimo di Edward Everett Tanner III nato ad Evenston il 18 maggio 1921 e deceduto a New York il 6 novembre 1976. Nella sua carriera ha pubblicato sotto vari pseudonimo ben sedici romanzi, alcuni dei quali diventati best seller e ritenuti ancora oggi dei piccoli capolavori della letteratura umoristica americana. Come Patrick Dennis ha pubblicato uno dei suoi romanzi più famosi "Zia Mame", a cui ha fatto seguito "Intorno al mondo con Zia Mame".

mercoledì 2 ottobre 2019

Recensione; "Gelo" di Maurizio De Giovanni

Buongiorno amici lettori!
Anche stamattina ho qualche ora libera per venire a trovarvi e mi fa molto piacere perchè i libri da recuperare sono tanti e non c'è tempo di perdere! Questa mattina vi voglio parlare di "Gelo" il quarto capitolo della serie de "I Bastardi di Pizzofalcone" di De Giovanni, una delle più belle serie gialle che ho scoperto quest'anno. Ormai saprete quanto amo leggere in serie e questo autore e i suoi personaggi mi sono entrati nell'anima quindi è sempre bello poter leggere le loro vicende professionali e personali. Di cosa tratta questa indagine? Ve lo svelo qui sotto, nella mia recensione completa!




Titolo: Gelo
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 16 euro copertina flessibile, disponibile anche con una diversa copertina
Ebook: 9,99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






A Napoli un freddo così davvero non si era mai visto. è un gelo glaciale che ti entra nelle ossa e ti paralizza, impedendoti di fare qualsiasi cosa, anche di pensare. Eppure i Bastardi di Pizzofalcone ragionare dovranno farlo eccome quando vengono ritrovati i cadaveri di due fratelli, brutalmente uccisi nel loro appartamento; il loro nome era Biagio e Grazia, erano originari di un paesino calabrese. Lui era un brillante ricercatore fuorisede, lei una splendida ragazza con la maledetta inclinazione a mettersi nei guai. Il caso di rivela da subito molto complesso anche sè tutti i presupposti sembrerebbero condurre al padre dei due ragazzi, un ex carcerato da poco rimesso in libertà e Lojacono e Alex dovranno stare attenti a tutti i più piccoli particolare per riuscire a capire chi sia il vero assassino. Nello stesso momento Romano ed Aragona sono impegnati a sventare il sospetto di presunte violenze del padre su una bambina di dodici anni. I Bastardi di Pizzofalcone dovranno dare ancora una volta il loro meglio per dimostrare agli altri che non sono gli inetti che tutti pensano e riuscire così a far finalmente desistere l'intento di chiudere il commissariato


Anche in questo quarto capitolo ritroviamo l'inconfondibile prosa di De Giovanni, che con sapienza e musicalità ci racconta una vicenda che ancora una volta mischia le questioni professionali con quelle personali. Del resto è impossibile non scendere nell'intimo con dei personaggi come questi e anche sè infondo in questo capitolo non succede loro nulla di eclatante è molto piacevole vedere come sono evoluti dai capitolo precedenti e comprendere pian piano la strada che hanno deciso di percorrere; Lojacono sempre più preso dalla bella Piras non presta la minima attenzione a Letizia, che continua a bramarlo da lontano, e soprattutto alla figlia Marinella, decisa ad avere un po' più di libertà nella sua vita di adolescente; Alex ha iniziato ufficialmente la sua storia con Rosaria anche se sono tante ancora le cose da affrontare e chissà se mai riuscirà a scendere a patti con sè stessa; Romano continua a non darsi pace per la fine del suo matrimonio con Giorgia; Aragona imperterrito sciama dietro la bella Irina, nonostante le sue finanze stiamo iniziando a scarseggiare e non possa più permettersi di alloggiare nell'hotel dove lei lavora; Ottavia e Palma continuano a coltivare un legame pericoloso nel quale si sfiorano per poi allontanarsi di scatto per paura delle conseguenze ed infine, il buon Pisanelli, combatte le sue battaglie sia fisiche che morali per riuscire a dimostrare a tutti che dietro i suicidi c'è davvero la mano di un assassino e questa volta, ad aiutarlo, ci sarà anche la dolce Adele, una donna in bilico tra l'ombra della depressione e la luce della speranza. Inutile specificare che anche questo capitolo mi sia piaciuto molto ma devo però ammettere di aver notato un piccolo calo rispetto ai capitoli precedenti, soprattutto per quanto riguarda l'indagine in sè. I primi due capitoli della serie, ossia "Il metodo del coccodrillo" e "I Bastardi di Pizzofalcone" hanno una forza narrativa che forse un po' manca nei due seguenti che appaiono si molto piacevoli ma non dello stesso affetto. Ciò non toglie che anche "Gelo" sia un giallo di tutto rispetto ed infine la soluzione del caso mi ha lasciato piacevolmente colpita. Questa è una serie che sto leggendo con molto piacere perchè capace di regalarmi momenti di relax per staccare un po' dalla vita di tutti i giorni quindi continuerò ovviamente a leggere i capitoli seguenti perchè ormai dei Bastardi non ne posso proprio fare a meno.

Voto: 7.5

Frase: "Eppure, prima o poi, il freddo finisce. Quando meno ve lo aspettate giunge una mattina con un soffio d’aria diversa, che magari sa un po’ di mare. Un’aria particolare, che vi mette sotto la pelle, resa insensibile dal gelo, una strana voglia di vivere. Un aria che vi fa pensare, dopo tanto tempo, che il domani arriverà, e che forse non sarà malvagio"




Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



martedì 1 ottobre 2019

Recensione: "Suite francese" di Iréne Némirovsky

Ed eccomi quindi pronta ad una nuova recensione; finalmente vi parlo delle mie scorse letture (sono tante e non oso immagine quanto ci metterò a recuperarle tutte) e nello specifico di quello che si è rivelato essere uno dei libri più belli di questo Settembre appena passato ossia "Suite francese" di Iréne Némirovsky. Tanti di voi conoscono questo romanzo ma ci tengo a dare anche io la mia opinione quindi se siete interessati qui sotto potete trovare la mia recensione completa.





Titolo: Suite francese
Autore: Iréne Némirovsky
Paese: Ucraina/Francia
Titolo originale: Suite francaise
Genere: Romanzo
Pagine: 412
Prima pubblicazione: 2004
Casa editrice italiana: Garzanti
Anno edizione: 2015
Prezzo di copertina: 11 euro copertina rigida, disponibile in molteplici edizioni
Ebook: 2.99 euro, disponibile con KU
Link per l’acquisto Amazon e ibs




è lunedì 3 giugno del 1940 e  nazisti stanno per conquistare Parigi. Milioni di persone si apprestano a lasciare la città, le loro case, le loro vite. I più fortunati lo fanno in macchina o in treno, sempre che abbiano la fortuna di avere abbastanza benzina o di riuscire a partire prima della chiusura delle stazioni, altri invece, moltissimi, devono fuggire a piedi. Ha inizio così un vero e proprio esodo fatto di fame, violenza e paura fino alla disfatta francese, alla resa e all'arrivo nel piccolo paese di Bussy dove la giovane Lucille Angelier, moglie di un soldato francese prigioniero in Germania, dovrà, come tutti gli altri, ospitare in casa propria un ufficiale tedesco, Bruno von Falk, con il quale si legherà in un legame dai risvolti inaspettati e dalle speranze impossibili.


Risulta impossibile parlare di questo romanzo senza fare una breve digressione sul periodo storico e personale in cui è stato scritto; Iréne Némirovsky è stata una grande scrittrice nata nel 1903 a Kiev da una famiglia dell'alta società ebrea ed in seguito naturalizzata francese. Tanti sono i suoi romanzi giunti fino a noi ma nessuno come questo racchiude in sè il vero animo della sua autrice perchè ne condivide lo stesso atroce destino. Nel 1942, nel pieno della stesura di questo romanzo, Iréne Némirovsky viene infatti fatta prigioniera, deportata ad Auschwitz dove morirà dopo poco più di un mese. Per tantissimi anni "Suite francese" è rimasto quindi sconosciuto, nascosto dalla stessa autrice per non essere scoperto in un periodo in cui anche scrivere poteva valere la morte ed è stato trovato solo negli anni '70 dalle figlie della Némirovsky che hanno voluto in tutti i modi portarlo in vita in onore della madre. Prima di essere ufficialmente pubblicato però sono dovuti passare alti trent'anni e tanti sono stati gli studi a cui è stato sottoposto per riuscire a cogliere a pieno ciò che la sua autrice voleva raccontare e quale fosse in realtà il suo intento e tante cose, purtroppo, ancora rimangono segrete. Ciò che sappiamo è che il fine dell'autrice era quello di scrivere ben cinque romanzi brevi differenti da unire nello stesso tomo in modo da raccontare lo svolgersi della guerra sulle vite dei cittadini francesi; purtroppo solo due di essi sono stati completati e sono quelli che abbiamo modo di leggere in quello che è diventato il nostro "Suite francese". Il primo, "Tempesta di ghiaccio" racconta l'invasione tedesca, l'esodo degli abitanti di Parigi e dei dintorni attraverso il racconto di diversi personaggi molto diversi tra loro. è un racconto straziante, crudele e violento ma necessario per comprendere un periodo storico che l'autrice conosceva molto bene avendolo vissuto sulla propria pelle. Il secondo, "Dolce" ci permette invece di assistere alla vita sotto l'egemonia tedesca attraverso la storia di un amore impossibile, quello tra Lucille e Bruno, un amore d'altri tempo ma capace di far provare una forte emozioni. Le due parti sembrano quasi antistanti ma in realtà si uniscono grazie al fine coinvolgimento dei veri personaggi, destinati a tornare nella grande ragnatela di vicende. Già dalle prime pagine ho avuto ben chiaro che questo fosse un grande libro, e lo è per la capacità narrativa della Némirovsky, per la delicatezza della sue parole e per la sua capacità di rendere vivo anche il più piccolo personaggio in modo che sia automatico comprenderlo a pieno. I personaggi di questo romanzo non sono sempre corretti, non sono tutti piacevoli ma l'autrice pone la stessa attenzione sia ai buoni che ai cattivi mettendoli allo stesso piano, un po' come fa confrontando i francesi e tedeschi, nemici, sicuramente, come comunque semplicemente uomini e quindi capaci sia di crudeltà come di dolcezza qualunque sia la parte in cui si trovano a stare. Da amante di storia ed in particolare di periodo della Seconda Guerra Mondiale sono rimasta folgora dalla capacità dell'autrice di ricreare il contesto storico in modo che fosse percepibile anche sulla pelle del lettore e ho amato come abbia deciso di concentrarsi sulle persone e non sul conflitto in sè in modo da dare un idea di come potesse essere la quotidianità in un periodo storico così delicato. C'è chi dice che "Suite francese" viene descritto come un romanzo d'amore quando invece non è assolutamente così e io per un certo verso sono d'accordo anche sè devo considerare che l'amore è una parte fondamentale di questo romanzo perchè appare come un fiore sbucato dall'asfalto ed unisce due esseri che non potrebbero essere più diversi in un legame fuori da tutti gli schemi. Tanti rimangono dispiaciuti di fronte al finale di questo libro ma io reputo che invece sia una conclusione degna, considerando il contesto; ovviamente a tutti farebbe piacere poter scoprire cosa sarebbe successo dopo, quale sarebbe stato il destino di Lucille e Bruno e degli altri personaggi ma purtroppo la vita è giunta a chiedere il suo conto nel peggiore dei modi e solo Iréne Némirovsky sa cosa sarebbe successo davvero. A noi non resta che apprezzare ogni singola parola che questa grande autrice ci ha lasciato perchè è impossibile non leggerla senza imparare qualcosa, ed è proprio questo che con lei bisogna fare.

Voto: 9

Frase: "Tutto questo passerà. L’occupazione finirà, Ci sarà la pace, la pace benedetta. La guerra e il disastro del 1940 non saranno più che un ricordo, una pagina di storia, dei nomi di battaglia e di trattati che gli studenti reciteranno a memoria nei licei, ma io, finché vivrò , ricorderò questo rumore sordo e regolare degli stivali , come un martello, sul pavimento."




Iréne Némirovsky nacque in Ucraina nel 1903 da una famiglia dell’alta borghesia ebraica, si trasferì in Francia nel 1919 dove studiò alla Sorbona. In seguito si convertì al cattolicesimo ma fu ugualmente arrestata dai nazisti durante l’occupazione francese e deportata ad Auschwitz, dove morì di tifo nel 1942, in solo poco più di un mese di prigionia.

Segnalazione Thrillernord; Nuove Penne; "La baia del fenicottero" di Riccardo Marchetto

Rimaniamo sul tema segnalazioni, rimaniamo con il mio amato gruppo Thrillernord ma ci spostiamo in una nuova sezione, quella delle "Nuove Penne", l'interessante rubrica che il sito dedica agli autori emergenti. Durante il mese di Settembre mi sono ritrovata a leggere anche un romanzo scritto da un giovane autore, Riccardo Marchetto, che con il suo "La baia del fenicottero" è stato capace di sorprendermi e coinvolgermi con una storia a tratti decisamente assurda ma capace di far provare tante emozioni differenti. Qui sotto vi lascio la scheda libro, la trama e il link di Thrillernord dove potrete leggere sia la recensione completa sia una piccola intervista che ho avuto modo di fare con l'autore.




Titolo: La baia del fenicottero
Autore: Riccardo Marchetto
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 218
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: WLM
Prezzo di copertina: 17 euro copertina flessibile
Ebook:  3.91 euro, disponibile con KU
Link per l’acquisto Amazon e ibs








Trama: 
Nina è una surfista di diciotto anni. Durante le vacanze di Natale, a insaputa dei genitori, parte dalla Sardegna a bordo di un vecchio furgone per raggiungere il Delta del Po, sua terra d’origine. L’intento è fare surf nella stessa baia in cui, quattordici anni prima, suo fratello scomparve in circostanze misteriose. Quello che doveva essere un viaggio di formazione si trasforma presto in un incubo quando, tra le onde, Nina trova il cadavere di una ragazzina di cui apparentemente sembra non importare a nessuno. Stanca di non essere presa sul serio e dominata da un bruciante desiderio di avventura, decide di scendere in campo per riportare a galla la verità. Per farlo, però, dovrà immergersi in un territorio ostile, dove ogni cosa sembra sopravvivere in un letargo forzato, celato da uno spesso strato di nebbia. Ben presto Nina capirà che nulla è come appare. Le paludi salmastre e le spiagge deserte custodiscono un via vai di traffici inquietanti al limite dell’assurdo. Per arrivare in fondo, la ragazza sarà costretta a confrontarsi con una serie di personaggi surreali e con l’ingombrante presenza del proprio passato, in una discesa improbabile negli abissi della condizione umana.




Voto: 7.5


Riccardo Marchetto nasce a Ferrara nel 1988. Nel 2007 si diploma in Ragioneria all’istituto tecnico Vincenzo Monti di Ferrara. Nel 2009 frequenta l’Accademia del Cinema di Bologna da cui viene radiato dopo pochi mesi. Nel 2015 vince il Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador con il lungometraggio “Haifai”. Nel 2017 vince la menzione speciale del Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador con il cortometraggio “Rearviewmirror”. Nel 2018 vince il Premio Giallo Indipendente con il romanzo inedito “La baia del fenicottero”.

Segnalazione Thrillernord; Intervista ad Enrica Aragona


Buongiorno amici lettori!
Lo so, è da tantissimo che non mi faccio sentire e me ne dispiaccio molto ma questo per me è un periodo molto delicato, ricco di cambiamenti ed è praticamente impossibile stare dietro a tutto con la stessa attenzione. Spero di riuscire nei prossimi giorni ad organizzarmi nel ritagliarmi un angolino per poter tornare ad essere presente sia qui sia sulla pagina Instagram, anche quella ultimamente molto trascurata, e intanto cerco di sfruttare al meglio queste poche ore libere per poter recuperare una minima parte dei post ancora in sospeso. Inizio con la segnalazione del sito di Thrillernord che riguarda la bella intervista che ho avuto modo di fare ad Enrica Aragona, la giovane autrice di "Sangue sporco", un romanzo meraviglioso di cui ho già condiviso la mia recensione.
Qui sotto potete trovare il link dove leggerla e vi consiglio di farla per scoprire meglio una autrice e una storia eccezionali. Photo credit della copertina di thrillernord.it

Intervista ad Enrica Aragona su thrillernord.it