mercoledì 12 dicembre 2018

Recensione: "Incubo" di Wulf Dorn

Ed ora è finalmente tempo di iniziare a parlarvi delle mie letture di Dicembre che, contrariamente dalle scelte fatte da altri miei colleghi, vertono (almeno per quanto riguarda queste prime settimane) quasi del tutto sul genere thriller. Come per Novembre anche questo mese l'obbiettivo è quello di dare spazio ai libri che attendevano da un po' di essere letti ma Dicembre è anche il mese in cui si inizia a pensare all'anno nuovo, anno nel quale io vorrei conoscere nuovi autori di cui ho tanto sentito parlare. Per farlo però è necessario concludere la bibliografia degli scrittori conosciuti in questi anni ed in questa lista non poteva di certo mancare Wulf Dorn. L'unico libro di cui mio amato autore che ancora mi mancava era "Incubo" ed esso è proprio stata la mia prima lettura del mese. Volete saperne di più? Vi basta continuare a leggere



Titolo: Incubo
Autore: Wulf Dorn
Paese: Germania
Titolo originale: Die Nacht gehort den Wolfen

Genere: Thriller psicologico
Pagine: 361
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Corbaccio
Prezzo di copertina: 16.90 euro copertina rigida, 12 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Simon è solo un ragazzo ma nella vita ha dovuto già provare un grande dolore; la morte dei suoi genitori in un terribile incidente da cui lui è sopravvissuto. Dopo aver passato un periodo di tempo alla Waldklinik è finalmente pronto a tornare a casa ma sono tante le cose ancora da affrontare. Affetto da un lieve autismo, Simon non ha mai affrontato bene i cambiamenti e il fatto di doversi trasferire a casa della zia Tilia e soprattutto quello di entrare in un collegio appena terminate le vacanze non lo rendono di certo tranquillo, nemmeno grazie all'aiuto dell'amato fratello Mike. L'estate si preannuncia a dir poco difficile e il ragazzo dovrà fare di tutto per combattere i fantasmi del proprio passato, i ricordi dell'incidente di cui, troppo pochi e frammentati e soprattutto le terribili visioni che lo colpiscono di continuo, tramutando la sua vita in un vero incubo. Tornare alla realtà è tutt'altro che facile soprattutto se nella stessa cittadina avviene una terrificante sparizione capace di sollevare dubbi che solo una bella amicizia potrebbe sanare.

Devo ammettere che quando ho iniziato questo libro non ero del tutto fiduciosa. Nonostante la mia grande stima per l'autore ero conscia del leggero calo che ha colpito le sue opere dalle prime tre in poi, soprattutto per quanto riguarda "Il mio cuore cattivo" e il fatto che questa storia fosse anche'esso un thriller adolescenziale non mi faceva partire con i migliori propositi. La prosa di Wulf è come sempre eccezionale, i capitoli brevi e il ritmo che caratterizza i suoi libri fanno si che si continui a leggere come estrema facilità e quindi andando avanti nella lettura ho ben presto avuto modo di ricredermi. "Incubo" racconta sì la storia di un ragazzo, Simon, ma non ha nulla a che vedere con Doro, la protagonista di "Il mio cuore cattivo", la cui storia ho trovato terribilmente banale. Inanzi tutto ritroviamo l'ambientazione classica, quella dei primi splendidi romanzi. Ci troviamo a Fahelenberg (o, per essere precisi, nei suoi dintorni) e quando inizia la narrazione Simon è ospite della Waldklinik. Anche lo psicologo incaricato della sua guarigione è una vecchia conoscenza, nientepopodimeno di Jan Forstner, il cui ritorno, anche se solo per un capitolo è stato capace di farmi tornare il sorriso sulle labbra. Nei capitoli seguenti poi abbiamo modo di confrontarci con l'interno di Simon, un ragazzo già affetto da un problema psichiatrico, che vede la propria vita andare in mille pezzi dopo la morte di entrambi i genitori. Dal momento dell'incidente Simon è tormentato da alcune visioni, spettrali e terrificanti soprattutto se rese come solo Wulf Dorn sa fare, dando un sentore della narrazione quasi horror del libro seguente "Gli eredi". Durante questa lettura ho avuto finalmente modo di ritrovare tutte le caratteristiche che mi avevano fatto innamorare dei libri di questo autore; inanzi tutto ci sono i colpi di scena. Wulf Dorn è celebre per dare al lettore una serie continua di piccoli indizi che sembrano condurlo verso la soluzione per poi capovolgere tutto e farlo scontrare con un enorme vicolo cieco. è questa la sensazione che si percepisce una volta finito questo libro e che lo fa entrare di diritto tra i migliori di sua produzione. Se amate i thriller psicologi e volete leggere dei libri capaci di farvi venire i brividi, Wulf Dorn non vi può scappare! Questa volta posso tornare a dirlo con convinzione. Ben tornato, Wulf! Spero di poterti ritrovare presto.

Voto: 8

Frase: "A volte qualcosa ci spezza. Non sentiamo alcun rumore, neppure ce ne accorgiamo. Eppure fa malissimo. È un dolore così violento che ci sembra non passerà mai. Nemmeno tra mille anni."


Wulf Dorn è nato il 20 Aprile 1969 a Ichenhausen, in Germania.
Dopo aver studiato lingue, ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Arriva alla fama grazie al suo thriller d'esordio "La psichiatra", diventato in pochi mesi un vero caso editoriale, e in seguito pubblica "Il superstite", "Follia Profonda", "Il mio cuore cattivo", "Phobia", "Incubo" e "Gli eredi".




Recensione; "Quando tutte le donne del mondo" di Simone De Beauvoir

Buongiorno a tutti amici lettori!
Come penso ormai abbiate capito in questo periodo è praticamente impossibile per me avere costanza con le pubblicazione qui sul blog ma state certi che non mi dimentico mai di voi e farò del mio meglio per mettermi in pari con le mie letture. Oggi faccio un piccolo passo in avanti e concludo finalmente la parentesi Novembre parlandovi dell'ultimo libro del mese ossia "Quando tutte le donne del mondo" di Simone De Beauvoir. Questa è stata una lettura molto speciale perchè la prima di un bellissimo progetto ideato da due dei miei profili bookstagram preferiti Under My Skin e Microcosmi di parole di nome "We Can Read It". Ogni mese viene scelto un libro in cui tema centrale sia il femminismo e la condizione della donna nel mondo, in passato e oggi, lo si legge insieme e poi si discute in un vero e proprio gruppo di lettura. Affascinata da questa idea e con la voglia di approfondire questo importante tema, non ho potuto non partecipare leggendo appunto questa piccola raccolta di una delle autrici più famose per le sue lotte per l'emancipazione; Simone De Beauvoir. Per prima cosa vi invito a dare un occhiata ai due profili che vi ho taggato sopra per saperne di più di questo progetto in modo che, se voleste, potrete partecipare alla lettura di questo e dei prossimi mese e poi spero che abbiate voglia di leggere la mia recensione su questo libretto estremamente ricco di spunti e di idea fondamentali nella consapevolezza della forza e del potere femminile.



Titolo: Quando tutte le donne del mondo
Autore: Simone de Beauvoir
Paese: Francia
Genere: Raccolta di saggi
Pagine: 181
Casa editrice italiana: Einaudi
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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"Quando tutte le donne del mondo" non è altro che una raccolta di saggi, interviste, prefazioni, discorsi rilasciate nel corso della sua vita da una delle attiviste più importanti e discusse della lotta per la parità dei diritti, Simone de Beauvoir. La de Beauvoir de "Il secondo sesso", di "Memorie di una ragazza per bene", di "I mandarini". La de Beauvoir che ci ha sempre messo la faccia, che si è esposta più di quanto ogni altra donna della sua epoca avrebbe avuto il coraggio di fare, che ha la fatto discutere. Ma prima di tutto la Beauvoir donna e come tale si espone parlando direttamente alle altre donne cercando di farle aprire gli occhi e rendersi conto dell'enorme potere che si nasconde in ognuna di loro.

"Quando tutte le donne del mondo" è un libro apparentemente molto breve ma che non va assolutamente sottovalutato. Non è possibile pensare di leggerlo durante un weekend perchè i passi che lo compongono necessitano di una concentrazione e di un impegno tali che è estremamente necessiario prendersi il proprio tempo nel corso della lettura. Come tutti i saggi, anche questa raccolta si pone di un argomento specifico in questo caso il femminismo e la condizione femminile nella Francia (ma anche nel resto del mondo) nella metà del secolo scorso. Attraverso questa lettura abbiamo modo di affrontare e comprendere quello che è stato il pensiero di Simone de Beauvoir vista nei suoi interventi più importanti. Nelle varie interviste, discorsi, prefazioni più incisivi della sua carriera, l'autrice parla della donna analizzando delle precise tematiche come la condizione famigliare, il lavoro, l'aborto ma anche della sua situazione personale, parla delle sue scelte di vita, del suo rapporto con Jean-Paul Sartre e dei suoi romanzi dal celebre "Il secondo sesso" alla biografia "Memorie di una ragazza per bene" fino ad arrivare a "I mandarini" e via dicendo. Risulta necessario in questo modo avere una conoscenza delle opere letterarie dell'autrice per comprendere a pieno questa opera che però si mostra chiaramente nel suo intento, ossia quello di diffondere il pensiero della scrittrice sul femminismo. Ogni parte è capace di essere come una sferzata all'interno del animo della lettrice che no potrà fare a meno di uscirne cambiata e con gli occhi un po' più aperti. Per quanto mi riguarda arrivavo quasi completamente ignorante sulla figura di Simone de Beauvoir e non ho potuto fare a meno di rimanerne colpita e con la voglia di approfondirla, attraverso i suoi libri.

Voto: 7

Frase: "Perché ci si innamora? Nulla di più semplice. Ti innamori perché sei giovane, perché stai invecchiando, perché sei vecchio; perché la primavera se ne va, perché comincia l’autunno, perché hai troppa energia, perché sei stanco, perché sei allegro, perché sei scontento, perché qualcuno ti ama, perché qualcuno non ti ama.. Trovo troppe risposte. Forse la domanda non è poi tanto semplice"

Simone Lucie Ernestine Marie Bertrad de Beauvoir, nota semplicemente come Simone de Beauvoir, nacque a Parigi il 9 gennaio 1908 e morì nella stessa città il 14 aprile 1986. Esponente dell'esistenzialismo, fu una della madri del femminismo e compagna Jaen-Paul Sartre. Nata in una famiglia borghese, visse un infanzia di grandi ristrettezze economiche dopo la bancarotta del nonno materno. Con molti sforzi riesce ad iscriversi alla Sorbonne dove ha modo di incontrare diverse personalità come Sartre ed appassionarsi ai movimenti culturali e anticonformisti. Il suo esordio letterario avviene con "L'invitata" ma il vero successo arriva con "Il secondo sesso" pubblicato sei anni dopo e considerato ancora oggi la sua opera più celebre. Di sua pubblicazione anche "Il sangue degli altri", "Tutti gli uomini sono mortali", "I mandarini", "Le belle immagini", "La donna spezzata", "Memorie di una ragazza per bene" e molti altri saggi che espongono le sue idee sul'universo femminile e sulla società.


venerdì 7 dicembre 2018

Recensione; "Vita dopo vita" di Kate Atkinson

Seconda recensione di giornata, perché il tempo incalza e mi devo rimboccare le maniche, è su "Vita dopo vita" romanzo di Kate Atkinson che affronta un argomento molto importante e su cui si fonda il credo di diverse culture del mondo; la reincarnazione.
Senza indugiare oltre, ecco il mio personale e modesto commento


Titolo: Vita dopo vita
Autore: Kate Atkinson
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Life After Life
Genere: Romanzo 
Pagine: 521
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Prezzo di copertina: 18.60 euro copertina rigida, 13 euro copertina flessibile, 9.90 euro copertina rigida in edizione economica
Ebook: 6.99 euro
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Ursola Todd ha decisamente un potere molto speciale. Terza figlia di una famiglia aristocratica inglese cresce negli agi ma di certo non nella spensieratezza. Nell'esatto momento della sua nascita, si dovrà rendere infatti conto che il destino di ognuno di noi è assolutamente mutevole, che la morte è sempre dietro l'angolo e basta solamente una piccola scelta, nostra o di chi ci circonda, per andarle incontro oppure evitarla per un pelo. Ed è così che fino a quando non sarà grande e non capirà questo grande insegnamento che Ursola sarà costretta ad imbattersi più volte nella sua morte che per lei non sarà però la fine di tutto ma bensì un punto in cui fermarsi per poter ripartire da capo e rivivere la propria vita in modo diverso e, con un po' di fortuna, forse anche migliore.


Da aspirante scrittrice quale sono, alle volte mi capita di imbattermi in alcuni romanzi che mi colpiscono immediatamente per la geniale idea da cui sono nati. Quando capita mi ritrovo sempre a dirmi - Cavolo! Potessi aver avuto io un idea del genere! -. Questo romanzo è uno di quelli. L'idea che ha avuto Kate Atkinson nel creare questo romanzo è qualcosa di veramente geniale e mi ha spinto a leggere le prime duecento pagine come se non ci fosse un domani. Non ho potuto fare a meno di rimanere coinvolta nella vita della piccola Ursola e della sua famiglia, una vita assolutamente insolita e particolare ma capace di rendere splendidamente l'idea che ognuno di noi è l'artefice principale del nostro destino e che ogni nostra scelte può portare a strade completamente diverse. Inutile specificare quindi che il romanzo parla di reincarnazione, anche se non nella versione reale del concetto. Come saprete infatti la reincarnazione prevede il ritorno in vita dopo la morte in un altro essere vivente, mentre con Ursola succede una cosa molto particolare; lei ha la possibilità di reincarnarsi e lo fa molteplici volte durante il romanzo ma lo fa nella sua stessa vita, come se si trovasse all'interno di un videogioco e avesse modo di ricominciare tutto da capo per cercare di andare avanti nel livello. Tutto questo appare incredibilmente interessante, almeno fino a quando la storia diventa più corposa e i salti temporali decisamente troppo ambi. Da quel momento in poi la narrazione assume delle sembianze troppo confuse, i personaggi si mischiano tra di loro ed è davvero troppo difficile, una volta ricominciato a leggere, mettere ordine tra gli eventi e le situazioni. Ciò avviene senza dubbio anche grazie all'importanza del periodo storico in cui sfocia la storia, Ursola sarà infatti al centro di alcune delle vicende che hanno caratterizzato la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto grazie alla sua amicizia con Eva Braun che le permetterà di essere a stretto contatto con Adolf Hitler. Detto questo però l'impressione che ho avuto da metà libro in avanti è che il progetto iniziale si sia rivelato un po' troppo ambizioso, e lo dico con tutto il rispetto possibile per una scrittrice che è stata addirittura inserita nell'Ordine dell'Impero Britannico per meriti Letterari. Forse una vita più semplice sarebbe stata più adatta Ursola, già così enormemente speciale di suo, e questo avrebbe permesso al lettore di rimanere ancorato al messaggio iniziale, senza rischiare di perdersi nel turbine degli eventi. Detto questo si tratta sicuramente di un romanzo insolito e particolare, forse però adatto solo a chi affronta la lettura in modo lento e metodico, magari chi è abituato a romanzi di un certo livello letterario. A me non ha convinto, ma forse io non sono ancora nella condizione adatta per comprenderlo a pieno.

Voto: 6

Frase: "- Dopotutto abbiamo una vita soltanto, dovremmo sfruttarla al meglio. Non sarà mai perfetta, ma dobbiamo provarci -.  - E se avessi la possibilità di rivivere più volte la tua vita, finché non venisse come deve? Non sarebbe splendido? -"




Kate Atkinson è nata il 20 dicembre 1961 a York, Inghilterra, ed attualmente vive ad Edimburgo. Studentessa di Letteratura britannica si è laureata nel 1974. Dopo essersi sposata e aver avuto il primo figlio, si rimette a studiare e conquista il dottorato in Letteratura americana. Il suo esordio come autrice avviene nel 1995 con "Dietro le quinte al museo" con cui vince il prestigioso Costa Book Awards. Autrice di diversi racconti, a volte di stampo comico altre satirico, si specializza nella creazione di romanzi in cui la vita mondana si lega a quello della magia tanto da dare vita ad un vero e proprio genere letterario; il Realismo magico. Nel 2011 è diventata inoltre Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico. Di sua pubblicazione "Lontano dal mio giardino", "I casi dimenticati", "Un colpo di fortuna", "Aspettando buone notizie", "Vita dopo vita", "Un dio in rovina" e "Tutti i bambini perduti".


Recensione; "La lettera" di Kathryn Hughes

Buon venerdì a tutti amici lettori!
Continua la mia missione fine a recuperare le letture di Novembre con il mio personale commento di "La lettera" celebre romanzo di Kathry Hughes che lo scorso anno è stato capace di conquistare milioni di lettori e che proprio in questo periodo possiamo ritrovare in una nuova edizione economica. Ecco qui il mio commento



Titolo: La lettera
Autore: Kathryn Hughes
Paese: Inghilterra
Titolo originale: The Letter
Genere: Romanzo
Pagine: 348
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Editrice Nord/TEA
Prezzo di copertina: 16.60 euro copertina rigida, 5 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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La vita di Tina non è delle più rosee; sposata con un uomo nullafacente e violento, è vittima ogni giorno del duro lavoro e dei suoi continui supporsi. L'unica parentesi lieta della sua settimana è il sabato, quando può rilassarsi all'interno del Charity Shop dove ha trovato impiego. Ed è proprio un sabato mattina che, arrivando al negozio, Tina trova un sacco di vestiti abbandonato che cela un grande segreto; all'interno della tasca interna di un vecchio completo da uomo, la ragazza trova infatti una misteriosa lettera d'amore scritta da un certo Billy all'amata Chrissie. La cosa strana che colpisce subito Tina è il fatto che la lettera non è mai stata spedita e un po' per curiosità, un po' per distrarsi dalla sua vita famigliare, decide di iniziare le ricerche per saperne di più su quei due giovani innamorati e sul motivo che ha portato la fine del loro splendido amore.


"La lettera" è un romanzo di cui moltissimo si è parlato alla fine delle scorso anno e anche io non ho potuto resistere alla tentazione di inserirlo nelle lista dei regali di Natale. La storia viene impostata su un idea non proprio originalissima; lettere misteriose ritrovate dopo molto tempo che conducono la o il protagonista a compiere un viaggio per scoprire cosa è successo al destinarlo e al suo mittente si sono ampiamente viste in romanzi e film degli ultimi tempi. Nonostante questo però bisogna ammettere che Kathryn Hughes si rivela sa subito molto brava nel non cadere mai nello scontato facendo partire sì un lungo e presumibile fashback ma rendendo entrambe le correnti storiche, sia quella passata che quella presenta, incredibilmente scorrevole. La lettura vola quindi che è un piacere ma allo stesso tempo viene "turbata" a tratti da importanti tematiche sia attuali, come le violenze domestiche, sia passate come la terribile condizione delle donne dell'anteguerra rimaste incinte diseredate dalla famiglia e rinchiuse in conventi dove dovevano subire duri lavori e soprattutto abbandonare i loro bambini senza il minimo diritto di scelta. Impossibile quindi non rimanere colpiti da alcuni colpi di scena e lasciarsi trasportare da una narrazione ben struttura che scorre su diversi piani, ulteriormente arricchita dall'arrivo di William, un giovane americano giunto in Irlanda per conoscere la sua vera madre e che si rivelerà essere un elemento fondamentale per risolvere il mistero dei due innamorati. In conclusione una lettura assolutamente piacevole, adatta ai momenti in cui si ha bisogno di leggere qualcosa di leggero ma senza cadere nel banale. Promosso!

Voto: 7.5


Kathryn Hughes è nata ad Altrincham, nel Cheshire, dove ancora attualmente vive. "La lettera", che ha riscosso da subito un grande successo di pubblico e critica, è il suo primo romanzo cui è seguito qualche anno dopo "Il mio segreto".




martedì 4 dicembre 2018

Recensione; "Gli anni della leggerezza" di Elizabeth Jane Howard

Dopo avermi mostrato la classifica delle migliori letture dello scorso mese, devo assolutamente iniziare a recuperare le recensioni in sospeso e ho deciso di iniziare dall'esperienza senza dubbio più insolita per me. Sto parlando di "Gli anni della leggerezza" di Elizabeth Jane Howard libro che desideravo leggere da un po' e che ho scoperto assieme ad alcune amiche lettrici all'interno di un gruppo di lettura. Era la prima volta che mi trovavo all'interno di un progetto del genere e devo ammettere di avere avuto un po' di difficoltà a stare dietro alle tempistiche soprattutto nel momento di riprendere il corso della lettura dopo lo stop settimanale per poterne parlare insieme. In ogni caso alla fine è stata un esperienza decisamente piacevole e io e le altre lettrici abbiamo già deciso di proseguire la saga insieme con lo stesso metodo. Torniamo però al libro, primo capitolo della celebre saga dei Cazalet. Di questa serie se n'è parlato in ogni contesto possibile immaginabile e io sentivo la necessità di lanciami alla sua scoperta. Come sarà andata? Scorrete e lo scoprirete.


Titolo: Gli anni della leggerezza
Autore: Elizabeth Jane Howard
Paese: Inghilterra
Titolo originale: The Light Years
Genere: Romanzo storico
Pagine: 606
Prima pubblicazione: 1990
Anno edizione: 2015
Casa editrice italiana: Fazi Editore
Prezzo di copertina: 18.50 euro copertina flessibile
Ebook: 12.99 euro
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Estate 1937. La famiglia Cazalet, ricchi commercianti di legname, si prepara a trascorrere le vacanze della splendida residenza di campagna dove normalmente risiedono i nonni, denominati da tutti il Generale e la Duchessa, e l'unica figlia della coppia, Rachel, serviti e riveriti dall'immancabile servitù. Insieme alle moglie e i figli, i tre uomini della famiglia, Hugh, il maggiore, reso un po' insicuro dalle gravi ferite subite in guerra, Edward, l'affascinante e poco incline alla fedeltà, e Rupert, artista e vedevo della prima moglie, tornano nella casa dove sono vissuti e dove si snoderanno le prossime vicende. Tra lunghi pomeriggi passati a passeggiare, pompose cene insieme agli amici e i fantasiosi giochi dei bambini, si svilupperà la vita di questa famiglia che tra segreti e trame, sarà presto costretta e tenere d'occhio il futuro, dove si staglia la possibilità di una nuova terribile guerra.


Come è ampiamente risaputo "Gli anni della leggerezza" è il primo dei cinque libri che compongono la saga dei Cazalet, questa grande e pittoresca famiglia aristocratica inglese. Ed in quanto primo capitolo risulta essere stato creato per dare le basi su cui verranno issati i libri seguenti e di conseguenza anche il destino dei personaggi, che sono veramente tanti e diversi gli uni dagli altri. Il lettore che inizierà questa opera si troverà di fronte a diversi schemi ed indici che spiegano sia com'è composta la famiglia sia chi sono i vari personaggi che li circondano. Il consiglio spassionato è quello di leggerli con attenzione perché nonostante questo sarà una vera impresa, almeno nella prima metà del libro, destreggiarsi tra tutti i nomi e le storie. Ad aiutarci insorge però la meravigliosa prosa di Elizabeth Jane Howard, ancora una volta ineccepibile e capace di descrivere anche il minimo particolare della storia con una classe che nessuna altra autrice può riuscire ad avere. Lasciandosi trasportare dalla musicalità del suo stile il lettore entrerà pian piano all'interno della famiglia e delle sue vicende tanto da arrivare a sentirsi come un vero e proprio "guardone", uno spettatore silenzioso che si nasconde dietro le tende per spiare le numerose vicende familiari. La sensazione che si ha durante la lettura è quello di essersi imbattuti in vicende degne delle più famose telenovelas; si proverà disprezzo per Edward, che attraverso il suo fascino si prende gioco un po' di tutti, antipatia per Zoe, viziata prima donna, ma anche simpatia per i personaggi più belli come Rupert e Rachel, donna dedita alla famiglia e agli altri che nasconde però uno spinoso segreto. Per tutta la durata del libro il lettore non farà altro che seguire le loro vicende, alle volte insignificanti altre anche un po' noiose ma che per qualche motivo lo spingeranno a continuare a leggere. Grande merito va alla sapiente autrice che risulta capace di coinvolgere il lettore per non facendo accadere nulla di entusiasmante; in questo libro c'è davvero ben poca azione, e non lo dico per sconsigliarvene la lettura ma per completa sincerità perché "Gli anni della leggerezza" è un libro da leggere e da assimilare in preparazione a ciò che potrebbe accadere nei capitoli seguenti. Persino la Guerra che si avvicina inesorabile e sembra sul punto di giungere per sconvolgere gli equilibri, alla fine risulta essere solo un fuoco di paglia, un falso allarme per poi tornare ai giochi e ai pettegolezzi. Per questi, come ci è stato annunciato dal titolo, sono gli anni della spensieratezza. Per i pensieri e le paure ci sarà tempo. Una delle cose che mi sono piaciute molto è stato la volontà della Howard di dare pari attenzione sia alla famiglia, e quindi all'aristocrazia, sia ai domestici e i dipendenti come ad esempio Miss Milliment, la professoressa privata delle ragazze della famiglia, forse uno dei personaggi più ben riusciti. E propria a lei viene dato il compito di scrivere l'ultima riga che sfocia in un finale che si immaginava essere aperto ma che risulta esserlo un po' troppo, secondo ovviamente il mio modesto punto di vista. Troppe sono le cose rimaste in sospeso ed quindi impossibile pensare di non proseguire con la lettura di "Il tempo dell'attesa" che scoprirò nell'anno nuovo, come già detto insieme al mio gruppo di lettura.

Voto: 7.5



Elizabeth Jane Howard nacque il 26 marzo 1923 a Londra e morì a Bungay il 2 gennaio 2014.
Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina di balletto russo, ebbe un'infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite dal padre. Donna bellissima ed inquieta ha avuto le prime esperienze lavorative come modella e attrice che l'hanno portata nel centro della vita culturale della Londra della seconda metà del Novecento. Conosciuta per aver avuto una vita privata burrascosa e costellata di amanti e mariti, tra cui lo scrittore Kingley Amis, ha avuto il suo esordio come scrittrice nel 1950 con "The Beautiful Visit". Il vero successo è giunto però con la creazione del cinque volumi della saga dei Cazalet ("Gli anni della leggerezza"Il tempo dell'attesa""Confusione""Allontanarsi""Tutto cambia") ancora oggi i suoi romanzi più celebri.
Nonostante il grande successo, solo una parte delle sue pubblicazioni sono stati pubblicati in Italia; oltre alla celebre saga possiamo trovare "Il lungo sguardo" e "All'ombra di Julius" entrambi pubblicati da Fazi Editore.





Le migliori letture del mese; Novembre!


Buona sera amici lettori!
Eccomi finalmente tornata da voi, dopo un mese decisamente altalenante, e (anche se mostruosamente in ritardo con le recensioni) pronta per mostrarvi il riepilogo delle mie letture di Novembre con la consueta classifica.
L'obbiettivo di questo mese, che sarà anche quello di Dicembre, è stato quello di "liberare" un po' di posto leggendo quei libri che giacevano nella mia libreria da diverso tempo e che davvero meritavano finalmente di essere letti. Per questo motivo ho avuto la possibilità di confrontarmi con letture regalatomi negli scorsi anni, libri scelti personalmente ma per qualche ragione mai iniziati e libri giunti in mio possesso grazie a scambi avvenuti a scatola chiusa. Devo ammettere che sono state tante le sorprese, ma anche qualche piccola delusione; di alcuni di loro vi ho già parlato nel corso del mese, altri invece devo ancora approfondirli cosa che (tempo ed impegni permettendo) avverrà nei prossimi giorni. Detto questo, le letture di questo mese sono state dieci, traguardo che mi rende ancor più soddisfatta perché due di essi derivano dai bellissimi Gruppi di Lettura, un esperienza che volevo da tempo fare e che certamente ripeterò. Ed ora, bando alle ciance, tutto è proprio per la classifica! Pronti, partenza..via!

Decimo posto: "La lettera scarlatta" di Nathaniel Hawthorne

Uno dei più celebri romanzi storici della letteratura americana che si è rivelato interessante nell'ambientazione, la Boston puritana del 1600, ma ben poco capace di cattura l'attenzione del lettore soprattutto per via di un stile di scrittura troppo pomposo. Da preferire assolutamente il film, di cui vi parlerò il prima possibile.

Voto: 5                       Recensione completa qui


Nono posto: "Vita dopo vita" di Kate Atkinson

Romanzo insolito e particolare che analizza attraverso la vita di Ursola il delicato ed interessante tema della reincarnazione. Prime duecento pagine rese splendidamente ma in seguito la storia finisce per perdersi rivelandosi un progetto forse troppo ambizioso. Peccato..

Voto: 6              Recensione completa non ancora disponibile




Ottavo posto: "Mi si è fermato il cuore" di Chamed

Straziante e commovente romanzo autobiografico che racconta la vita di Chamed, una ragazza segnata da un destino difficile e crudele, che affronta temi delicati come la terribile situazione dei pazienti psichiatrici all'interno dei manicomi italiani degli anni '70. Doloroso e angosciante da leggere, ma forse poco di più.

Voto: 6               Recensione completa qui



Settimo posto; "Il giardiniere" di Natasha Preston

Primo thriller young adult che ho avuto modo di scoprire. Carina la storia e buona la capacità della scrittrice di ricreare il mondo di segregazione di cui la storia racconta. L'unica pecca è lo stile di scrittura, forse un po' troppo acerbo.

Voto: 6.5              Recensione completa qui




Sesto posto: "Quando tutte le donne del mondo" di Simone de Beauvoire


Lettura speciale del mese perchè derivata da un progetto che ha visto coinvolti decine di letture alla scoperta delle opere che parlano di femminismo e della figura della donna del mondo. Un libretto che raccoglie interviste, prefazioni e saggi scritti da Simone de Beauvoire, una delle più importanti attiviste del mondo.

Voto: 7             Recensione completa non ancora disponibile


Quinto posto; "La lettera" di Kathryn Hughes

Romanzo che ha conquistato pubblico e critica e che si è rivelato essere estremamente piacevole e ben riuscito, nonostante parla da un idea non proprio originalissima. Una buona opzione per chi è alla ricerca di una lettura leggera ma non troppo stucchevole.

Voto: 7.5          Recensione completa non ancora disponibile




Quarto posto; "Gli anni della leggerezza" di Elizabeth Jane Howard

Primo libro della celebre saga dei Cazalet, letto in un gruppo di lettura durante tutta la durata di Novembre; esperienza magnifica che mi ha permesso di intraprende la conoscenza della famiglia che è stata capace di conquistare milioni di lettori. Splendido come sempre lo stile della Howard, in un libro attuo quasi unicamente a porre le basi per i capitoli successivi.

Voto: 7.5             Recensione completa non ancora disponibile



Terzo posto; "Raccontami di un giorno perfetto" di Jennifer Niven

Prima grande sorpresa del mese, un romanzo young adult che si rivela capace di commuovere ed emozionare anche una lettrice un po' più adulta come me. Splendidi alcuni passaggi così come il modo di raccontare un argomento importante e doloroso come il suicidio giovanile.

Voto: 8            Recensione completa qui




Secondo posto; "Vorrei incontrarti ancora una volta" di Kate Eberlen

L'argento non può non andare alla seconda grande sorpresa del mese, un romanzo emozionante che dimostra come la vita di ognuno di noi sia fatta di attimi. Perfetto per chi come me ha amato "Un giorno"

Voto: 8          Recensione completa qui




Primo posto; "Divorare il cielo" di Paolo Giordano

Il primo posto non poteva non andare all'ultimo gioiellino di Paolo Giordano che è riuscito a stregarmi completamente tornando a mostrare tutte quelle caratteristiche che avevo amato di lui nei libri precedenti e nello specifico in "Il corpo umano".

Voto: 8.5              Recensione completa qui







martedì 27 novembre 2018

Recensione: "Raccontami di un giorno perfetto" di Jennifer Niven

Buon martedì a tutti amici lettori!
Continua la mia lotta contro il tempo per recuperare tutte le letture già fatte e di cui ancora vi devo parlare. Il libro di oggi è "Raccontami di un giorno perfetto" romanzo young adult che ha dato modo all'autrice americana Jennifer Niven di essere conosciuta anche nel nostro Paese e che si è rivelato essere per me una vera sorpresa tanto da portarmi praticamente a divorarlo nel giro di due giorni.
Per scoprirne di più vi basta scorrere più in basso, e credetemi, ne vale davvero la pena



Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Autore: Jennifer Niven
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: All the Bright Places
Genere: Young Adult
Pagine: 400
Anno di pubblicazione: 2015
Casa editrice italiana: De Agostini
Prezzo di copertina: 14.90 euro copertina rigida, 10.90 euro copertina flessibile
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Si può considerare un vero e proprio gioco del destino quello che spinge Violet e Theodor a salire lo stesso giorno e alla stessa ora sul punto più alto della torre campanaria scolastica. I motivi che li hanno spinti a compiere questo gesto inconsulto sono molto diversi ma appena uno vede l'altra nella stessa situazione decidono di salvarsi a vicenda e legare in questo modo indissolubilmente le loro esistenze. Il percorso per cercare di risollevarsi sarà lungo e faticoso ma grazie ad un progetto scolastico che li porterà a scoprire i segreti del loro Stato i due ragazzi avranno modo di scoprire il dono più grande della vita; il motivo per continuare a vivere.


Quando ho iniziato a leggere questo romanzo pensavo erroneamente che si trattasse di uno young adult come tanti e che, come spesso mi capita, mi sarei anche un po' annoiata a leggere tematiche ed emozioni a me ormai lontane. In realtà ciò che nasconde questo libro è una storia di incredibile impatto che attraverso la storia dei due protagonisti, Theodor e Violet, che hanno modo di raccontarsi in prima persona alterandosi i capitoli, affronta tempi veramente importanti come la perdita, il bullismo e soprattutto il suicidio giovanile. Quest'ultimo argomento è senza dubbio il più importante, non che disgraziatamente senza più attuale. Ormai ogni giorno ci giungono notizie di adolescenti costretti a togliersi la vita dopo continue angherie da parte dei compagni e dalla vita in genere, che in quel particolare periodo di crescita non può che sembra ancora più crudele di quanto già sia. Attraverso i protagonisti noi lettori abbiamo modo di confrontarci con una parte di loro e analizzare gli effetti che possono condurre a compiere questo terribile e definitivo gesto; Violet appare da subito in una situazione ben definita. La sua angoscia e il suo dolore sono nate infatti dopo la morte della sorella maggiore, avvenuta in un incidente stradale di cui lei si sente responsabile. Per quanto riguarda Theodor, spesso chiamato con il cognome Finch, la situazione appare per tutta la durata del libro ben più complicata ed oscura. In fin dei conti è lui a spingere Violet ad assimilare il lutto e ad andare avanti con la vita, è lui a mostrare una visione della vita che fa quasi dimenticamene il fatto che anche lui, per primo, si trovasse sulla torre campanaria. Ciò che è successo e che succederà al giovane uomo dall'animo speciale si saprà solo il seguito e questo lo farà diventare davvero il personaggi più bello ed interessante. Una cosa che mi è piaciuta molto di questa lettura è stata proprio come l'autrice ha deciso di affrontate la tematica del suicidio analizzando qua e là tutte le possibili tecniche e citando anche alcuni famosi personaggi morti suicidi, come ad esempio Virgia Wulf e Cesare Pavese. Questa scelta, che può apparire in primo luogo un po' raccapricciante, in realtà serve per separarsi un po' dall'idea che infondo tutti noi abbiamo del suicidio ed infondere in noi un sentimento di profonda speranza che appare inaspettato ma decisamente piacevole una volta terminata la lettura. Jennifer Niven tratta infatti argomenti importati e senza dubbio dolori con una sensibilità unica e dando lungo ad alcuni passaggi veramente magnifici, come, per citarne solo uno, quello che vede la sorellina di Finch ritagliare dai libri tutte le parole o i paragrafi brutti in modo da avere il controllo su di essi. Un libro sorprendente quindi, che tutti i ragazzi, ma anche gli adulti dovrebbe trovare il tempo di leggere. 

Voto: 8

Frase: "Non si può impedire ad una persona di morire. O di andarsene. Non puoi impedire nemmeno a te stesso di andartene. Mi conosco abbastanza bene per sapere che nessun altro può tenermi sveglio o impedirmi di dormire. Anche questo dipende tutto e soltanto da me"


Jennifer Niven è nata il 14 maggio 1968 a Charlotte, nello stato americano della Carolina del Sud. La passione per la scrittura l'accompagna fin da bambina e si dimostra essere la sua vera dote quando agli inizi del Duemila viene pubblicato il suo primo romanzo "Prigionieri dei ghiacci". Autrice inizialmente di romanzi per un pubblico adulto conosce il vero successo con lo young adult "Raccontami di un giorno perfetto" che presto darà vita ad un film. L'autrice è inoltre impegnata nella gestione di un sito web per ragazzi, "Germ". "L'universo nei tuoi occhi" è il suo ultimo romanzo, anche questo dedicato al pubblico più giovane.