venerdì 18 ottobre 2019

Recensione; "Seta" di Alessandro Baricco

Una buona giornata a voi cari amici lettori!
Oggi è venerdì e per concludere la settimana nel modo migliore eccomi pronta a parlarvi della mia ultimissima lettura. Una delle categorie della challenge annuale a cui sto partecipando prevedeva di leggere un libro di un autore o di un autrice della mia stessa regione di appartenenza e, dopo alcuni ragionamenti, ho deciso di optare per Alessandro Baricco, piemontese come me, di cui avevo già letto "Tre volte l'alba",  "Oceano mare" e "Novecento". Ed è così che mi sono imbattuta in "Seta", un romanzo molto breve ma decisamente molto intenso che racconta la storia di un uomo che per via del suo mestiere di commerciante di seta dovrà spingersi fino alla vera fine del mondo per scoprire il vero senso dell'amore. Qui sotto trovate la mia recensione completa!




Titolo: Seta
Autore: Alessandro Baricco
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 108
Prima pubblicazione: 1996
Casa editrice: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 7.50 euro copertina flessibile
Ebook: 2.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Francia meridionale, paese di Lavilledieu, 1861. Hervé Joncour ha 32 anni, una splendida moglie di nome Héléne e nella vita è un commerciante di bachi da seta, un mestiere difficile e dal destino incerto in quanto, queste piccole larve, sembrano decidere loro in quali condizioni schiudersi, se farlo o meno, e di quale qualità sia la seta che produrranno. Dopo un duro periodo di crisi, spinto da Baldabiou, colui che per primo gli ha insegnato il mestiere, Hervé decide di lanciarsi in una grande avventura e partire alle volte del Giappone, quel lontanissimo paese alla fine del mondo, dove si produce la seta più pregiata, la stessa che avvolge le splendide forme della misteriosa ragazza che finirà per stregarlo.


Io e Baricco abbiamo un rapporto un po' conflittuale, questo bisogna dirlo. La sua classe e la sua fama di scrittore ispirato ed ispirante lo precedono e quindi già alcune volte mi sono ritrovata nella condizione di voler scoprire qualcosa di suo e, a parte "Novecento" sul quale non ho assolutamente nulla da dire, devo ammettere che nelle altre occasioni ho provato la seria difficoltà nel comprendere tutto ciò che lui mi avrebbe voluto dire. Mi è successo con "Oceano, mare", un po' meno ma anche con "Tre volte l'alba" e ora mi è capitato anche con "Seta", un romanzo breve estremamente piacevole che ho letto con tanto interesse ma che è riuscito solamente a sfiorarmi, e non a scalfirmi come avrei voluto. La sensazione che ho provato appena voltata l'ultima pagina è che della storia di Hervé, Helene e della ragazza giapponese, mi rimarrà ben poco nel corso del tempo e questo, a mio avviso, è la cosa più dispiacevole della lettura. Se ciò che un autore scrive non riesce a rimanere impresso nella mente e nel cuore di chi legge allora cosa servono parole ricercate e scene ispirate? è questo che mi chiedo quando mi trovo a leggere Baricco che è un autore di grande talento e rispetto ma che, a mio personale avviso, sembra sempre parlare un lingua che io riesco a comprendere solo a tratti. Non posso bocciare totalmente quest'opera perchè non sarebbe giusto, ciò che non ho compreso io magari ad un altro risulterà assolutamente chiaro, ma ciò che mi è rimasto da questa lettura è la sensazione che forse non dovrei fissarmi sull'obbiettivo di farmi piacere un autore che forse, al momento, non ho le basi per comprendere. Per questo, caro Alessandro, al momento mi fermo qui, magari ci ritroveremo un giorno, quando io avrò la mentalità e l'esperienza adatta per fare dono di ciò che mi vuoi regalare.

Voto: 6.5

Frase: "- E dove sarebbe, di preciso, questo Giappone? - - Sempre dritto di là. Fino alla fine del mondo"


Alessandro Baricco nasce a Torino il 25 gennaio 1958. Si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica e studia contemporaneamente al Conservatorio dove si diploma in pianoforte.
L'amore per la musica e per la letteratura ispireranno sin dagli inizi la sua attività di saggista e narratore. Come saggista esordisce nel 1988 con "Il genio in fuga, Due saggi sul teatro musicale di Gioacchino Rossini" e come narratone nel 1991 con "Castelli di rabbia" che si afferma da subito come vera rivelazione nel panorama della letteratura italiana. Al grandioso esordio seguono numerosi romanzi di successo come "Oceano mare", "Novecento" (da cui è stato tratto il meraviglioso film "La leggenda del pianista sull'oceano"), "Seta" (anch'esso portato sul grande schermo), "City", "Senza sangue" e molti altri.




giovedì 17 ottobre 2019

Recensione: "Il domatore di leoni" di Camilla Lackberg

Buon giovedì a tutti voi cari amici lettori!
Nonostante i vari impegni e contrattempi, le mie letture mensili procedono bene quindi sono pronta per parlarvi del libri appena finito, ossia "Il domatore di leoni" di Camilla Lackberg, nono giallo della serie "I delitti di Fjallbacka"! Qui sotto trovate la mia recensione completa.




Titolo: Il domatore di leoni
Autore: Camilla Lackberg
Paese: Svezia
Titolo originale: Lejontämjaren

Genere: Giallo
Pagine: 464
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Marsilio
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile, 12 euro edizione economica
Ebook: 7.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs





Un altro rigido inverno è arrivato a Fjallbacka ma non c'è tempo per riposarsi di fronte al camino bevendo cioccolata calda. Da qualche mese infatti, in varie zone della regione, sono scomparse cinque ragazze e tutto diventa ancora più terrificante quando una di esse, Victoria, la ragazza rapita proprio sotto la giurisdizione di Patrik e colleghi, viene ritrovata e pochi giorni dopo decede in ospedale. Sul suo corpo, magro e mal nutrito, vengono ritrovati dei segni di terrificanti torture e dopo questa scoperta risulta ancor più importante ritrovare le altre ragazze e cercare di salvare loro la vita. Mentre Patrik, Martin, Gosta, Annika e il solito pasticcione Mellberg uniscono le forze con gli agenti delle altre zone per trovare una pista da seguire, Erica, impiegata a pieno in un nuovo libro, cerca di creare un rapporto di fiducia con Laila Kowalska, una donna richiusa nel carcere femminile da molti anni per aver brutalmente ucciso il marito, colpevole di gravi violenze sulla figlia di sette anni.


Questo nono capitolo della serie è un vero e proprio viaggio nel male. Fin dai primissimi capitoli Camilla Lackberg ci porta infatti in un clima di grande adrenalina dove, nel pieno dei un gelido inverno, si snodano varie vicende del terrore; da una parte la paura per la sorte delle ragazze scomparse e la presa di coscienza, al ritrovamento di una di loro, della cose che hanno dovuto subire o stanno ancora subendo, dall'altra il mistero che avvolge la storia di una famiglia e ciò che era nascosto nella loro cantina. Posso dire che questa lettura si adatta perfettamente al periodo in cui siamo, in cui noi lettori siamo tentati a ricercare storie da brivido. La cosa che più sconvolge in questo romanzo però è l'importanza che ha la quotidianità nelle vicende che racconta ed il fatto che appaia così chiaro il pensiero che il male possa davvero nascondersi nella vita di tutti i giorni. Come già detto, l'inizio incalzante mi ha permesso di entrare subito nel vivo dell'opera, e di apprezzare la lettura da subito, a differenza del capitolo precedente per la quale, se vi ricordate, avevo avuto qualche difficoltà iniziale; la struttura narrativa è sempre la stessa, ormai ci dobbiamo mettere il cuore in pace ma è la prima volta che l'opera inizia ad indagine già avviata e questo aiuto incredibilmente la creazione del pathos. Un altra cosa che ho molto apprezzato in questo romanzo è il fatto che finalmente Erica ha ritrovato il suo ruolo di coprotagonista; con i bambini ormai grandicelli ha infatti potuto ritornare al suo lavoro di scrittrice noir e soprattutto ad usare il suo fine intuito per dare una mano concreta alle indagini del marito. In questa occasione inoltre la sua curiosità e la sua tendenza a ficcare il naso nelle faccende che non le competono non solo metteranno in crisi il povero Patrik ma la metteranno anche in serio pericolo. La prosa della Lackberg è sempre eccezionale così come la potenza dei suoi personaggi, l'affezione nei loro confronti è il motivo principale che spinge a continuare la serie e questo non si può nascondere. Appare impossibile non commuoversi seguendo la storia di Martin, rimasto vedovo dopo la morte di Pia, oppure sentirsi coinvolti nel conflittuale rapporto tra Anna e Dan, incrinato dopo il tradimento di lei. Tutti questi piccoli dettagli, uniti ad una storia adrenalinica mi hanno portato a divorare letteralmente questo nono capitolo ma devo comunque ammettere che ci siano state delle piccole cose non proprio all'altezza della aspettative; la soluzione dell'indagine appare infatti non così tanto imprevedibile e quindi manca il così detto fattore sorpresa. Se prima dicevo che insolito era l'inizio, posso ripetere lo stesso anche per il finale vero e proprio, dove un bel colpo di scena permette di dare un impressione nel complesso molto positiva e l'apertura che lo caratteristica spinge a pensare che magari la vicenda possa essere ripresa nel capitolo seguente, l'ultimo (almeno al momento) della serie. Cosa succederà ne "La strega" io non posso saperlo ma non vedo l'ora di scoprire qual momentanea fine, Camilla Lackberg vorrà dare alla sua celebre serie.

Voto: 7.5

Frase: "Laila non aveva mai creduto all'esistenza del male, ma le cose erano cambiate: lo fissava negli occhi ogni giorno, e il male la fissava a sua volta"


Camilla Lackberg (nome completo Jean Edith Camilla Lackberg Erikson) nasce a Fjallbacka il 30 agosto 1974. Dopo gli studi in economia a Goteborg si trasferisce nella capitale Stoccolma dove lavora nel marketing, attività che abbandona per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, da sempre suo grande hobby. Oltre alla celebre serie poliziesca, ha scritto anche libri di cucina e, ispirandosi ad uno dei suoi figli, libri per bambini. Attualmente vive con i quattro figli e il terzo compagno. Il suo esordio è avvenuto nel 2010 con "La principessa si ghiaccio", diventato poi bestseller mondiale e vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière. Ne fanno seguito "Il predicatore", "Lo scalpellino", "L'uccello del malaugurio", "Il bambino segreto", "La sirena", "Il guardiano del faro", "Il segreto degli angeli", "Il domatore di leoni" "La strega". Di sua pubblicazione anche la raccolta di racconti "Tempesta di neve e profumo di mandorle" e "Donne che non perdonano" "La gabbia d'orata" i primi romanzi non appartenenti alla serie.

lunedì 14 ottobre 2019

Recensione; "Scrivere è un mestiere pericoloso" di Alice Basso

Buongiorno amici lettori!
Una nuova settimana ha inizio e stare dietro a tutto non è mai semplice ma per fortuna questa mattina posso ritagliarmi un po' di tempo per venire da voi e raccontarvi la mia ultima lettura "Scrivere è un mestiere pericoloso" di Alice Basso, il secondo capitolo della serie gialla con protagonista la ghostwriter Vani Sarca. Come sempre quando vi parlo di serie (cosa che succede molto spesso) di avviso di stare attenti agli eventuali (anche se piccoli) spoiler che potrete trovare se non avete ancora letto il primo capitolo. Per il resto, buona lettura!




Titolo: Scrivere è un mestiere pericoloso
Autore: Alice Basso
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 341
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Garzanti
Prezzo di copertina: 18 euro copertina rigida, 9.90 euro copertina flessibili
Ebook: 8.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Avere due lavori ha i suoi aspetti positivi, ma anche e soprattutto i suoi aspetti negativi. Lo sa bene Vani Sarca che, da quando è riuscita a sventare l'assassinio della "celeste" truffatrice, oltre al suo lavoro come ghostwriter presso l'Edizione Erica si vede impiegata come collaboratrice di giustizia. Non che la cosa le pesi, anzi, sfruttare la sua speciale empatia e la sua incredibile capacità di capire le persone dai dettagli più piccoli per aiutare la Polizia nelle sue indagini è una cosa che la riempe d'orgoglio, soprattutto se la Polizia è incarnata nella figura del Commissario Romeo Berganza, da lei definito "una delle poche persone al mondo che riesce a sopportare". In realtà, anche se Vani farebbe di tutto pur di nasconderlo, i sentimenti che prova per il Commissario vanno già ben oltre la simpatia e con questa realtà finirà a farci i conti quando il suo primo capo, Erico, le commissionerà un nuovo lavoro a stretto contatto con l'irresistibile Irma, memorabile cuoca di una delle famiglie più celebri di Torino. Il fine delle sue interviste sarebbe quello di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili per creare un ricettario che unirà le ricette della cuoca agli aneddoti dell'intimità della famiglia ma tutto improvvisamente ti complica quando la stessa Irma darà sfogo ad un insolito desiderio; prendersi finalmente la colpa dell'uccisione di Adriano, il figlio maggiore dell'altolocata famiglia, ucciso cinque anni prima, per la cui morte era stato invece accusato il fratello minore Aldo, dal processo recluso nel carcere di Torino. Scoprire che sta dicendo la verità e cosa sia realmente successo la notte dell'omicidio sarà compito di Vani e del Commissario Berganza, che tra segreti, indagini personali, e complesse ricette avranno modo di capire quanto sia complesso dare voce alla parte più segreta di sè.


Inizio con il dire che non è stato facile per me entrare nel vivo di questa storia, questo perchè il flusso di coscienza di una narratrice come Vani Sarca non è sempre facile da seguire e comprendere, sopratutto se da un capitolo all'altro della serie è passato molto tempo, come nel mio caso. Superato lo scoglio iniziale però sono rimasta letteralmente folgorata da una storia e da dei personaggi che già erano stati capaci di colpirmi piacevolmente durante "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome". Sono passati alcuni mesi dalla fine della prima indagine e Vani è ufficialmente una collaboratrice di giustizia e questo vuol dire che il Commissario Berganza può chiamarla quando vuole per usufruire delle sue speciali capacità intuitive. Inizialmente si tratta per lo più di semplici interrogatori ma ben presto la coppia investigativa più insolita d'Italia dovrà trovarsi di fronte ad un vero e proprio cold case che sonda nei segreti di una famiglia altolocata. Non posso trattenermi dal dire che Vani Sarca è una protagonista eccezionale, bisbetica, egoista, antisociale e completamente disinteressata al mondo e alle persone che la circondano è la vera punta di diamante di tutto il libro. è impossibile non provare per lei simpatia e godere nel vero senso della parola quando riesce a togliersi i sassolini dalla scarpa nel modo indico che solo lei sa usare. Ciò interessa soprattutto Riccardo, l'ex fidanzato che l'ha usata per raggiungere i suoi scopi per poi venir ripagato con la sua stessa moneta e che nonostante tutto sembra destinato a finire costantemente sulla sua strada, ma anche Enrico, l'editore costantemente terrorizzato dall'idea che il mondo possa scoprire che la sua casa editrice si usa di una ghostwriter invece di far scrivere le opere che pubblica alle persone che poi le firmano, e vari altri personaggi che ha modo di incrociare sul suo cammino come la "fato" Cinzia, la food blogger tutto rosa e caramello. Vani rappresenta la rivincita degli invisibili, coloro che sono destinati a rimanere in un angolo ma che riescono, con sagacia ed intelligenza, la farsi beffe dei più furbi, almeno qualche volta. Già così la storia sarebbe già piacevolissima ma se in più si aggiunge alla sua eccentrica figura, un misterioso Commissario che sembra uscito da un libro anni '50 e se tra i due inizia a figurarsi un qualsivoglia legame sentimentale allora si ha davvero dei grandi assi nella manica. Alice Basso è stata davvero eccezionale in questo perché ha capito che sono i personaggi a fare un grande libro e se si arricchisce il tutto con una prosa estremamente scorrevole, con una misteriosa indagine che risveglia i fantasmi del passato e con sapienti colpi di scena allora a quel punto si costringe davvero il lettore a non mollare la propria storia fino all'ultima pagine. E questo, va da sè, vuol dire fare centro.  La caratteristica che rende ancor più piacevole questo secondo capitolo è quello di poter ritrovare i personaggi che già abbiamo avuto modo di conoscere e alla quale già un po' ci stiamo affezionando; ritroveremo Morgana, la giovane alter ego di Vani, sempre più presa dal suo amore adolescenziale, come già detto avremmo modo di ritrovare Riccardo, che porterà il consueto scompiglio e condurrà Vani su un terreno accidentato, ma in questo capitolo incontreremo anche nuovi personaggi che, chi lo sa, potremmo ritrovare nei capitoli seguenti come Ivano, il tredicenne nipote di Berganza, o la stessa Irma, colei che da vita all'indagine e che sembra essere una Vani un bel po' più in là con l'età. In tutte queste caratteristiche positive però ce n'è una che mi ha colpito ancora di più ed è stata il fatto che Vani, pur rimanendo richiusa nella sua corazza di oscurità, abbia iniziato a mostrare una sorta di "umanità", dei sentimenti profondi e soprattutto la grande paura di farli uscire fuori. Ed questo che la rende così cara a noi lettori, il fatto che per certi versi molti di noi possano identificarsi in lei. In conclusione un romanzo eccezionale che mischia il giallo con il romanzo sentimentale e permette quindi a vari gruppi di lettori di gustarlo nella sua interezza. Non vedo l'ora di poter ritrovare questi personaggi nel capitolo seguente.

Voto: 8

Frase:  "Entri in polizia e il massimo che ti capita è di interrogare un cretino che ha rifilato un pugno a un tizio per un furgone. Lavori in editoria, e prima incappi in una truffatrice sequestrata e minacciata di morte, poi a distanza di nemmeno un mese in un fratricidio che forse fratricidio non è. A quanto parte è proprio vero, quando si dice che scrivere è un mestiere tutt'altro che sicuro"




Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Il suo esordio letterario è avvenuto nel 2015 con la pubblicazione di "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" primo libro della serie con protagonista la ghostwriter Vani Sarca, di cui fanno parte "Scrivere è un mestiere pericoloso", "Non ditelo allo scrittore", "La scrittrice del mistero", "Un caso speciale per la ghostwriter" il racconto "Nascita di una ghostwriter" e lo speciale natalizio "La ghostwriter di Babbo Natale".

venerdì 11 ottobre 2019

Recensione: "Il figlio prediletto" di Angela Nanetti

Buon venerdì a tutti cari amici lettori!
La settimana sta volgendo al termine e per celebrare l'arrivo del weekend eccomi pronta a parlarvi della mia ultimissima lettura, finita giusto ieri sera. Non conoscevo Angela Nanetti e mi sono approcciata al suo "Il figlio prediletto" perchè alla ricerca di un romanzo con protagonista omosessuale da leggere per la challenge annuale a cui sto partecipando e devo ammettere di aver trovato in esso davvero un piacevole intrattenimento. Qui sotto trovate la mia recensione completa.




Titolo: Il figlio prediletto
Autore: Angela Nanetti
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 232
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo di copertina: 16,50 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Nunzio Lo Cascio è solo un ragazzo quando la sua vita cambia per sempre. è il 9 giugno del 1970 e lui si trova in una vecchia Fiat nascosta nella boscaglia, a sfogare il proprio amore represso con Antonio, quando tre uomini incappucciati fanno irruzione, trascinano quest'ultimo fuori dall'abitacolo e lo uccidono di botte, sotto gli occhi inermi del suo compagno. Tre giorni dopo Nunzio è costretto a partire, la sua destinazione è l'Inghilterra dove ha ottenuto un ingaggio in una piccola squadra di calcio e proprio in quel Paese straniero, così lontano da quello in cui è cresciuto, riuscirà a trovare finalmente sè stesso. Diversi anni dopo, sua nipote Annina, figlia di quel fratello che gli ha rovinato la vita, si troverà a compiere i suoi stessi passi per scappare da un esistenza di tristezza e prigionia e scoprirà finalmente la verità su quello zio che a casa non è mai più voluto tornare.


Questa storia riesce a mostrarsi coinvolgente ed emozionante fin dalle prime pagine, e lo fa con un protagonista principale e con una cooprotagonista, appunto Nunzio e sua nipote Annina, alla quale è difficile non affezionarsi e provare da subito una forte empatia. Con salti temporali che interessano vari decenni l'autrice ci mostra due esistenze a confronto che seppur diverse conservano in loro stessi le caratteristiche di speranza e di coraggio, necessari per cambiare una vita che non è come la si desidera. Angela Nanetti ci porta a viaggia in Calabria, nell'Aspromonte per la precisione, ma più nello specifico nella parte più crudele e oscura della regione, fatta di mentalità retrogradi, ignoranti, vili e incapaci di concepire una vita diversa da quella predisposta. Nunzio prima ed Annina poi a questa realtà non ci stanno e, anche se per motivi diversi, decidono di ribellarsi e di crearsi una vita in Inghilterra, un Paese così diverso per modi e cultura da apparire quasi surreale. Come già detto i personaggi principali di questa storia sono due ma il vero protagonista è senza dubbio Nunzio, basti pensare che la storia inizia con lui e la sua esistenza è quella che viene narrata maggiormente. La sua vita è quella che fa da filo conduttore in tutta la narrazione dove scopriremo il suo intimo, le sue emozioni, i suoi desideri e suoi amori. Annina viene dopo, come è giusto che sia, e ricopre il compito di ricostruire l'esistenza di quello zio che lei non ha mai avuto modo di conoscere se non per i ricordi, che si riveleranno essere tutt'altro che inerenti alla realtà, della nonna che aveva sempre visto in Nunzio il figlio perfetto, questo però senza conoscerlo a pieno. Anche quello di Annina è un personaggi molto interessante e colpisce la sua esistenza di donna che ha avuto il coraggio di ribellarsi ad un ruolo già prefissato per lei e di lanciarsi all'avventura. Il libro di Angela Nanetti è senza alcun dubbio molto emozionante perché affronta tematiche importanti come l'omosessualità, la diversità, l'incomprensione e la perdita e una prosa scorrevole permette di divorare una pagina dietro l'altra. Allo stesso tempo però, soprattutto nella parte finale del libro si notano alcuni piccoli buchi nella trama, che in fin dei conti sarebbero anche trascurabili ma che se fossero stati sviluppati avrebbero permesso una comprensione completa. Visto che le pagine sono poco più di duecento potrei dire che un altra cinquantina avrebbe potuto starci ma forse l'autrice, essendo più esperta di un genere differente dalla narrativa, ossia i romanzi per ragazzi, ha avuto un po' paura di essere troppo prolissa, sentimento che si può concepire. Detto questo, ho trovato questo romanzo davvero molto piacevole e non posso fare a meno di consigliarvelo, magari per un weekend in cui desiderata staccare un po' dalla quotidianità attraverso una bella storia di sentimento.

Voto: 7.5

Frase: "Non ti accorgi dell'aria che respiri, la respiri e basta. E se poi ne respiri una migliore pensi solo a riempirti i polmoni. Così credi di dimenticare"


Angela Nanetti è nata a Budrio (Bologna) e si è laureata in Storia medievale. Ha insegnato nelle scuole medie e superiori di Pescara, dove risiede. Dal 1984 a oggi ha pubblicato più di venti romanzi per ragazzi, molto dei quali premiati in Italia e all'estero. È tradotta in 25 Paesi. Il bambino di Budrio" (Neri Pozza, 2014) è arrivato finalista alla prima edizione del Premio Neri Pozza e ha vinto il Premio Terriccio, riconoscimento al romanzo storico. Di sua pubblicazione anche "Il figlio prediletto", pubblicato nel 2018. 

giovedì 10 ottobre 2019

Recensione; "Cuccioli" di Maurizio De Giovanni

Buon giovedì a tutti amici lettori!
La settimana sta procedendo a gonfie vele, almeno per quanto riguarda le letture, quindi eccomi qui per condividere con voi una nuova recensione. Questo mese sono giunta al quinto capitolo della serie de "I Bastardi di Pizzofalcone" ossia "Cuccioli" e sono pronta a parlarvi di questo gioiellino uscito dalla penna di Maurizio De Giovani. Qui sotto trovate il mio commento completo!




Titolo: Cuccioli
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 318
Anno di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Tutto inizia quando Romano trova la neonata, abbandonata come una bambola rotta tra l'immondizia vicino ai cassonetti a pochi passi dal commissariato di Pizzofalcone. Chi sia stato ad abbandonarla e perché è tutto da scoprire ma le priorità sono altre; la piccola, alla quale Romano da il nome di Giorgia, come quella sua ex moglie che non le parla più, sta molto male e le sua vita è da subito appena ad un filo. Tutta la drammatica situazione si complica ulteriormente quando alcune ricerche portano alla scoperta di una ragazza ucraina uccisa nel suo appartamento e appare un chiaro legame tra lei e la neonata. Mentre tutti i componenti del commissariato si uniscono per cercare di trovare l'assassino, Aragona si ritrova alle prese con una complicata indagine personale che riguarda la misteriosa sparizione di diversi animali da compagnia.


Se nei due capitolo precedenti ho dovuto affermare che non presentassero la stessa forza narrativa dei primi due gialli della serie, di questo non posso proprio dire la stessa cosa. "Cuccioli" la sua forza narrativa ce l'ha, e ce l'ha eccome. L'ha soprattutto per via delle tematiche affrontate; quando si parla di bambini è praticamente impossibile non essere colpiti nell'intimo e non è quindi possibile non rimanere emozionati dalla storia della neonata abbandonata tra i rifiuti e della sua giovane madre uccisa poche ore dopo il parto. A tutto questo carico emotivo si uniscono i soliti personaggi che di forza di per sé ne hanno finamai ma in questo capitolo si mostrano ancora più drammatici, ancora più tristi, ancora più umani. Ho apprezzato particolarmente questo capitolo perché mi ha permesso di entrare ancor più in confidenza con i due personaggi che amo di più di questa serie; il simpatico Aragona, che con i suoi modi discutibili e le sue scene da telefilm americano riesce a sventare una pratica terrificante che vede come protagonisti dei poveri ed indifesi animali, e Romano che, attraverso il ritrovamento della bambina, quella piccola che vorrà chiamare come l'ex moglie che non riesce a dimenticare, sarà capace di scendere a patti con il passato e a mostrare la parte più intima di sé. Sulla parte emozionale non ho quindi nulla da dire perché questo romanzo, come anche gli altri della serie regala davvero tanto e nella sua prosa che si legge tutta d'un fiato non può non rimanere impresso. Se proprio devo trovare un neo posso dire che la soluzione del caso alla fine non risulta così tanto imprevedibile ma ci può stare perchè De Giovanni è un autore di cuore, non di effetti speciali, e questo sentirlo sulla propria pelle rende indispensabile continuare a leggerlo.

Voto: 8

Frase: "Cuccioli. Sono solo cuccioli. E nemmeno sanno quanto contano nella vita degli adulti; a volte poco, a volte tantissimo. Cuccioli che vanno e che vengono, e che magari non hanno la forza di arrivare. Cuccioli che vivono nel proprio mondo, correndo felici sul ciglio del burrone, ignari del silenzio che li circonda. Cuccioli che dormono un sonno pieno di sogni solitari. Cuccioli."



Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



mercoledì 9 ottobre 2019

Recensione; "La battaglia navale" di Marco Malvaldi

Secondo post di giornata che riguarda la seconda lettura del mese, conclusa qualche giorno fa, ossia l'immancabile giallo della serie "I delitti del BarLume"; ormai sono giunta a quello che, fino ad ora è il penultimo libro della serie, "La battaglia navale" scritto da Marco Malvaldi nel 2016 e capace ancora una volta di divertirci e stupirci con un indagine di Massimo e i suoi quattro vecchietti! Ve ne parlo meglio nella recensione qui sotto




Titolo: La battaglia navale
Autore: Marco Malvaldi
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 179
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Sellerio
Prezzo di copertina: 13 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Nei due anni che sono passati dall'ultimo omicidio sono tante le cose successe a Pineta e soprattutto nella sfera privata del buon barrista Massimo, ufficialmente fidanzato con la bella commissario Alice Martelli. Inutile dire quanto questa situazione renda felici il gruppo di vecchietti, e nello specifico Ampelio, ancora ancorato al flebile desiderio di avere un pronipotino, ed è per questo che, per una volta in vita loro, sono ben felici di fare del loro meglio per rendere la strada liscia ai due fidanzati e permettergli di fare la loro prima vera vacanza da soli. Peccato che, se non ci si mettono i vecchietti si ci mette il destino, ed infatti poco prima che la coppia parta per il Portogallo, a poca distanza dalla casa di Ampelio viene ritrovato il cadavere di una donna. L'indagine non apparirebbe di sua giurisdizione quindi Alice decide di partire comunque per poi dover tornare indietro ben prima del previsto quando alcuni strani atti vandalici aprono nuovi scenari sull'omicidio. Si tratta ancora una volta un caso di femminicidio da parte di un marito violento oppure c'è ben altro nascosto sotto? Sarà di Alice il compito di scoprirlo, ovviamente con l'immancabile aiuto della sua nuova famiglia.


Con estrema gioia posso affermare che "La battaglia navale" sia ad oggi, uno dei più bei gialli dell'intera serie. Perchè, vi chiedere voi? Bhè, perchè ha qual qualcosa in più, quella piccola caratteristica capace di farlo issare un gradino sopra degli altri. E questo è tutto merito di Alice Martelli, la nuova commissario giunta nel capitolo precedente per sostituire Fusco e diventata da subito una perla di diamante e soprattutto, un mezzo per far fare alla polizia una figura ben più degna di quella che risultava con il precedente commissario. Alice è davvero un bel personaggio perchè è una donna forte, autonoma ed intelligente e devo dire che con Massimo forma davvero una bella coppia. Questo si vede nella vita ma anche e soprattutto per quanto riguarda le indagini che, questo caso vedono come vittima una giovane ragazza ucraina, apparentemente uccisa dal marito violento appena uscito di prigione ma la cui esistenza sembra anche legarsi a quella di un facoltoso avvocato e dei suoi due figli. Come già anticipato sarà Alice, dall'alto della sua responsabilità, la principale incaricata a districare la matassa ma come sempre sarà l'intuito del suo fidanzato a far scattare la scintilla per trovare la soluzione. E i vecchietti? Oh, loro non possono mancare e anche questa volta avranno un luogo chiave nella raccolta delle informazioni più importanti. Ancora una volta Malvaldi mostra tutta la sua ironia e crea un giallo estremamente divertente ma che allo stesso tempo affronta temi molto importanti come il femminicidio e lo stalking, due terribili piaghi del nostro mondo moderno. Se questo è lo spirito con cui la serie si strutturerà da adesso in poi non vedo l'ora di leggere "A bocce ferme" attualmente l'ultimo della serie ma spero solo momentaneamente in quanto lasciare definitivamente Pineta e i suoi abitanti sarà per me davvero molto difficile

Voto: 7.5

Frase: "-Dammi retta, parti, vai in vacanza e levati dai coglioni per una settimanetta. Qui non succede niente - disse Aldo in tono sincero, calmo e rassicurante. Dimenticandosi una cosa. Che siamo a Pineta. Un posto dove ammazzano una persona all'anno"


Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974. Dopo essersi laureato all'Università di Pisa in Chimica e Chimica Industriale, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca. Ha esordito in narrativa con "La briscola in cinque" primo libro della serie di gialli "I delitti del BarLume" di cui fanno parte "Il gioco delle tre carte", "Il re dei giochi", "La carta più alta", "Il telefono senza fili", "La battaglia navale" e "A bocce ferme". Di sua pubblicazione anche "Odore di chiuso", "Milioni di milioni", "Argento vivo", "Buchi nella sabbia", "Negli occhi di chi guarda", "La misura dell'uomo", "Vento in scatola" e diversi racconti.

Segnalazione; "Il ladro di tatuaggi" di Alison Belsham

Buongiorno cari amici lettori!
Dopo una lunga settimana di recupero sono finalmente pronta a parlarvi dei libri di Ottobre; la mia prima lettura del mese è stata in collaborazione con Thrillernord e grazie alla celerità del suo staff posso già segnalarvela oggi. Il libro in questione è "Il ladro di tatuaggi" di Alison Blesham, seguito del celebre "Il tatuatore", una delle pubblicazione di maggior successo della Newton Compton lo scorso anno. Anche in questo thriller veniamo catapultati nei mondo dei tatuaggi e avremo modo di seguire i personaggi già conosciuti una caccia all'uomo dalle tinte oscure e dai sorprendenti colpi di scena. Qui sotto potete trovare la scheda libro, la trama e il consueto link per poter leggere la recensione completa su thrillernord.it!





Titolo: Il ladro di tatuaggi
Autore: Alison Belsham
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Her Last Breath
Genere: Thriller
Pagine: 382
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Newton Compton
Prezzo di copertina: 12.90 euro copertina flessibile, 9.90 euro copertina rigida
Ebook: 4.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs




Trama:
La città di Brighton pullula di vicoli, segreti e sussurri. C'è un intero mondo sommerso che sfugge al controllo della polizia, governato dalle leggi della strada. Nel cuore dell'estate una giovane donna viene ritrovata in fin di vita e, dopo aver trascorso ventiquattro terribili ore di agonia in ospedale, muore in circostanze misteriose. Sul suo corpo è stato lasciato un marchio: un tatuaggio. Quando anche un'altra donna scompare, l'ispettore Francis Sullivan e la sua squadra temono che ci sia un serial killer per le strade della città. Un assassino collegato in modi ancora tutti da chiarire al mondo dei tatuaggi. Ma non appena la polizia identifica un sospetto, Alex Mullins, le cose per Francis si fanno tutt'altro che semplici. Alex, infatti, è il figlio della donna con cui ha un legame molto particolare: Marni, una tatuatrice. Riuscirà a non farsi coinvolgere dai suoi sentimenti per risolvere il caso e fermare l'assassino prima che altre donne muoiano?


Recensione completa su thrillernord.it



Alison Belsham ha iniziato scrivendo sceneggiature, e nel 2001 è stata finalista nella BBC Drama Writer competition. Nel 2016 ha presentato “Il tatuatore” al Bloody Scotland Crime Writing, uno dei più prestigiosi eventi per il genere thriller, ed è stata giudicata vincitrice. Secondo The Bookseller è stato uno dei libri più interessanti tra quelli presentati a Francoforte 2017."Il ladro di tatuaggi" è il suo secondo libro.