sabato 9 marzo 2019

Segnalazione; "Aquila. Le vette dello spirito" di Monika M

Buon sabato a tutti amici lettori!
Oggi vi voglio parlare di un bellissimo nuovo arrivo, arrivatomi proprio ieri grazie alla gentile autrice Monika M che ha deciso di collaborare con me inviandomi una copia cartacea del suo nuovo romanzo "Aquila. Le vette dello spirito". In attesa di poterlo leggere e quindi parlarvene meglio vi lascio qui la scheda libro, la trama e biografia dell'autrice.




Titolo: Aquila. Le vette dello spirito
Autore: Monika M
Paese: Italia
Genere: Thriller storico
Pagine: 246
Anno di pubblicazione: 2019
Metodo di pubblicazione: Self publishing 
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile
Ebook: 2.99 euro

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Trama:
Monika M, costruisce un thriller storico avvincente!I Templari nascosero, in varie città europee, parte del tesoro riportato dalla Terra Santa, L'Aquila sarebbe una di queste. La narrazione prende il via alla morte del Papa Angelico, Celestino V, protagonisti un manipoli di uomini fedeli al Santo che lotteranno per impedire al successore, Bonifacio VIII, di infangare e cancellare la memoria dell'eremita della Majella. Malachia, giovane professo, redigerà in segreto un tomo che l'oscura epoca rievoca. Unicamente dopo il terremoto del 2009 il manoscritto verrà ritrovato, nella Basilica di Collemaggio, da Bramante. Quali misteri cela da sempre la città di L'Aquila? Questo l'enigma


Monika M è un appassionata di arte e storia, viaggiatrice cronica e sognatrice irrecuperabile. Scrive quando non legge ed è una booklover a tempo pieno. Osserva molto, ma le sue storie nascono sempre da curiosità storiche. Il suo più grande pregio? L’ironia. I suoi romanzi sono “Margot”, “Fregiate virtù”, “Come un isola” e “Aquila. Le vette dello spirito”.

giovedì 7 marzo 2019

Recensione: "Un pallido orizzonte di colline" di Kazuo Ishiguro

Buon giovedì a tutti amici lettori!
La prima settimana di Marzo sta per volgere al termine e io vi annuncio con estrema gioia che ho quasi finito di recuperare le letture di Febbraio, oltre a quella di cui vi parlerò questa mattina me ne manca infatti solo una di cui vi parlerò appena possibile neri prossimi giorni.
Ma ora concentriamoci sul libro di oggi, un piccolo gioiellino che è entrato a far parte della mia libreria in modo improvviso ed inaspettato in quanto unico acquisto cartaceo del mese, avvenuto un pomeriggio in cui avevo fatto il grave errore di aver lasciato la mia lettura corrente a casa. Uno sbaglio che si è rivelato essere assai cospicuo perché grazie agli sconti Einaudi ho potuto arricchire la mia collezione con un nuovo romanzo di Kazuo Ishiguro, un autore che sto conoscendo piano piano e che gioca su di me un attrazione irresistibile. L'opera in questione è "Un pallido orizzonte di colline" e ora ve ne parlo con immenso piacere.



Titolo: Un pallido orizzonte di colline
Autore: Kazuo Ishiguro
Paese: Giappone/Inghilterra
Titolo originale in lingua inglese: A Pale View of Hills

Genere: Romanzo breve
Pagine: 174
Prima pubblicazione: 1982
Casa editrice italiana: Einaudi 
Anno edizione: 2009
Prezzo di copertina: 11 euro copertina flessibile, 15,49 euro copertina rigida
Ebook: 7.99 euro
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Tante cose sono successe nella vita di Etsuko, giovane vedevo giapponese trasferitasi da tanti anni in Inghilterra, e dopo la prematura morte della figlia maggiore, trovata impiccata nel suo appartamento, è giunto per lei il momento di guardare indietro; di pensare alla sua vita in Giappone, di rivivere il dolore e lo strazio dopo lo scoppio della bomba nella sua Nagasaski, di riportare alla luce i primi anni di matrimonio con un uomo autoritario e primo di empatia, di donare un pensiero all'amato suocero, ex professore e per lei forte figura paterna e sopratutto per ripensare dopo tanti anni alla sua amicizia con Sachiko, arrivata all'improvviso nel suo quartiere con la figlia, e destinata con i suoi modi e i suoi pensieri a rivoluzionare l'intera comunità.


Parlare di questa lettura mi fa molto piacere ma mi mette allo stesso modo anche in grande difficoltà. Vorrei arrivare subito al punto, parlarvi di quel finale così evanescente, quasi incompleto, che mi ha colpito così tanto lasciandomi interdetta e indecisa per molti giorni dopo averlo concluso. Ma decido di partire dall'inizio e quindi da colui che ha dato vita a questo romanzo relativamente breve a così ricco di elementi da lasciare senza fiato. "Un pallido orizzonte di colline" è il libro d'esordio di Kazuo Ishiguro, quello che forse si avvicina di più alle sue origini, mostrando maggiormente gli elementi tipici della letteratura giapponese, quali la narrazione lente, la grande presenza di descrizioni e la quasi totale mancanza di azioni. Attraverso la storia di Etsuko, Ishiguro ci mostra uno stralcio del suo paese e della sua città d'origine concentrandosi sul periodo del dopo guerra e della rinascita e ricostruzione. Ishiguro ci mostra l'anima di un popolo, sconfitto ma non per questo arreso, ancora ancorato alle sue tradizioni ma anche proteso verso un futuro ed un innovazione che vede all'America e a tutto ciò che essa rappresenta. In tutto questo si svolge la vita di Etsuko, una giovane moglie e futura madre, rilegata al ruolo di donna di casa e piegata al volere di un marito prepotente che un giorno incontra Sachiko, una donna ben diversa da lei, una donna forte, determinata, che vive sola con una figlia lasciata un po' allo sbando e che non ha paura dei pregiudizi e delle chiacchiere della gente. Lei sogna di andare in America insieme all'uomo che ha incontrato e che nonostante i suoi continui tradimenti le ha promesso una nuova vita nel suo Paese. Attraverso questa amicizia Etsuko sarà portata a ragionare sulla propria condizione e ad immaginare un epilogo diverso.. Questo libro ha solo 174 pagine ma sembra averne molto di più e tutto questo grazie a quel famoso finale che non ho potuto non citare subito; una conclusione stupefacente, che lascia interdetti e che ci mette un po' ad essere assimilato. Non posso nascondere che la prima impressione che ho avuto appena voltata l'ultima pagina di questo libro è stata che Ishiguro mi avesse preso in giro, perchè infondo è proprio questo che fa. Ishiguro da degli indizi, mette a punto delle situazioni, e improvvisamente, grazie ad una manciata di parole, stravolge tutto, senza però chiarire nulla. Più che dire, suggerisce, e sta al letture ricostruire tutta la storia, prendendo al balzo la miccia da lui accesa per far partire l'immaginazione. La scrittura di Ishiguro non può piacere a tutto, anzi credo che lui sia uno di quegli autori che puoi amare o odiare senza via di mezzo. A me affascina, tantissimo, e le storie mi chiamano, mi ipnotizzano, mi lasciano agonizzante ma mai e poi mai risultano ovvie o prevedibili. Il mio consiglio è quello di provare a relazionarvi con Ishiguro, potrebbe sorprendervi, potrebbe inorridirvi, ma mai lasciarvi indifferenti. Basta guardare questo libro, il suo esordio, quello in cui più di tutti ha voluto mostrare il suo genio.

Voto: 8



Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki l'8 Novembre 1954. All'età di sei anni emigrò con la famiglia nel Regno Unito, dove tutt'ora vive con la moglie e la figlia. Il primo riconoscimento letterario lo riceve nel 1968 quando vince il Premio Withbread per il secondo romanzo "Un artista del mondo fluttuante", seguito nel 1989 dal prestigioso Booker Prize per "Quel che resta del giorno", da cui è stato tratto anche l'omonimo film. Nel 2017 riceve infine il Premio Nobel per la Letteratura. Di sua pubblicazione, a parte quelli già citati, "Un pallido orizzonte di colline", "Gli inconsolabili", "Quando eravamo orfani", "Non lasciarmi" e "Il gigante sepolto".


mercoledì 6 marzo 2019

Recensione; "The wife. Vivere nell'ombra" di Meg Wolitzer

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Eccomi qui per parlarvi di una delle ultime letture di Febbraio (sì, sono quasi finite) che ha fatto parte di un progetto a cui partecipo sempre molto volentieri se mi è possibile; il gruppo di lettura virtuale e femminista "We can read it" ideato da due bookstagrammer per conoscere meglio il mondo del femminismo e le opere che parlano di esso. Nel mese di febbraio il libro scelto è stato "The wife. Vivere nell'ombra" libro di Meg Wolitzer divenuto celebre grazie alla trasposizione cinematografica candidata agli Oscar di quest'anno. Un libro intimo, scritto interamente dal punto di vista della protagonista, che spiega il ruolo della moglie e dalla donna all'interno di una famiglia che prevede un uomo decisamente importante. Ora mi fermo qui, qui sotto trovare la recensione completa.





Titolo: The wife. Vivere nell'ombra
Autore: Meg Wolitzer
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Wife
Genere: Romanzo
Pagine: 237
Prima pubblicazione: 2003
Casa editrice italiana: Garzanti
Anno edizione: 2019
Prezzo di copertina: 17.90 euro copertina rigida
Ebook: 4.99 euro
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Joan sa esattamente quale è stato il momento in cui ha deciso di lasciare suo marito: è stato sul volo internazionale diretto ad Helsinki dove lui, celebre scrittore, si recava a ritirare l'ennesimo premio, quello più importante; il Premio Helsinki per la Letteratura, secondo solo al Premio Nobel. Essere moglie di un uomo così importante non è stato semplice e per quasi cinquant'anni Joan ha dovuto ricoprire più di ruolo; quello della confidente, dell'amica, della compagna paziente che fa finta di non sapere dei vari tradimenti, della musa, della donna di casa che prepara piatti squisiti e organizza lunghe feste per gli amici intellettuali, della mamma di tre figli ormai grande, della ragazza che è stata capace di rapire il cuore del giovane professore, separandolo dalla prima famiglia. Tutto questo, più un ultimo ruolo che non potrebbe mai rivelare ma che più di tutti è stato capace di portarli fino a lì, fino a quel momento, quando ha capito che tutto doveva finire. Un lungo e costante flusso di coscienza ci porta a ripercorrere tutti i suoi ricordi, spesso saltando bruscamente tra una situazione e l'altra, seguendo il corso incontrollato dei pensieri e dei ragionamenti per scavare a fondo nel loro rapporto e sopratutto nel suo ruolo di moglie, la cui importanza sembra averla intuita solo un giovane giornalista, deciso a portare a galla la verità che per tanti anni Joan ha fatto di tutto per celare.


Questo libro mi ha lasciato dentro tanto. Mi ha fatto riflettere, ragionare, mi ha fatto anche arrabbiare come pure rassegnarmi perchè racconta una realtà. Attraverso la storia di Joan abbiamo modo di confrontarci con due diverse situazioni; il tutto inizia intorno agli anni 50, Joan è una giovane donna, studentessa universitaria, che porta avanti il suo sogni di diventare scrittrice ma che improvvisamente si ritrova sulla sua strada un giovane e affascinante professore del quale si innamora perdutamente. Quel giovane professore è Joe e molto presto diventerà su marito, il padre dei suoi tre figli, e l'uomo per cui sarà disposta ad abbandonare ogni sua ispirazione. è anche vero che quest'ultima affermazione è vera solo in parte, il motivo per cui Joan si tramuta da giovane ambiziosa a donna di casa seduta in un angolo che nessuno degna nemmeno di uno sguardo non è ricercarsi solo in suo marito ma in tutto il genere maschile che, sopratutto in quegli anni controllava la società, le arti, tutta la vita intera. Negli anni 50 diventare una scrittrice non era facile, se avevi talento potevi anche farcela ma difficilmente la tua opera avrebbe potuto diventare importante e mai e poi mai essere messa allo stesso piano di un libro scritto da un uomo. Quando grazie all'incontro con un altra autrice, Joan si rende conto di questo, capisce che non c'è nulla da fare. Il suo ruolo è quello di nascondersi nell'ombra, dimenticare tutto quello che aveva da dire e lasciare parlare suo marito, l'unico che abbia il diritto di farlo, l'unico che possa davvero giungere a vincere quel prestigioso premio che ora, molti anni dopo, si appresta a ritirare. La seconda situazione è appunto questa; quella della donna che si è ormai annullata, che si è trincerata nel suo angolo e che infondo lì ci sta anche bene perchè è stata la sua scelta. L'ha fatto perchè non aveva alternative, probabilmente. L'ha fatto per amore, certo. L'ha fatto perchè qualcosa si nasconde dietro questa facciata, forse. Come in tutte le cose però prima o poi si arriva ad un punto di stallo e Joan sente di esserci arrivata. è ora di cambiare. è ora di fare qualcosa per sè stessa. Forse Nathaniel Bone, quel giovane giornalista che da dieci anni si aggira intorno alla sua famiglia per accaparrarsi il diritto di scrivere la biografia autorizzata di suo marito potrebbe aiutarla in tutto questo.. forse.. 
"The wife" è un libro che dentro di sè nasconde tante verità e chi lo legge potrà confrontarsi con esse, ritrovando la propria e prendendo una posizione all'interno della storia raccontata. Meg Wolitzer lascia totale libertà al proprio personaggio, donandole le possibilità di ragionare a ruota libera e dare sfogo ai proprio pensieri in un turbinio di situazioni e meditazioni che, sopratutto all'inizio, lasciano un po' stranito il lettore che non saprà da che parte partire. In realtà il suo compito sarà quello di unire i puntini e lasciarsi trasporta fino alla scoperta della verità. Un libro splendido, letto benissimo della quale non si potrà fare a meno di parlare, parlare, parlare. Come è infinitamente giusto che sia.

Voto: 8

Frase: "Tutti hanno bisogno di una moglie, persino le mogli hanno bisogno di mogli. Le mogli accudiscono, le mogli ti aleggiano intorno. Le loro orecchie sono sensibili strumenti gemelli, satelliti che intercettano il minimo graffio di rassegnazione. Le mogli portano il brodo a letto, portano le caraffe alla scrivania, portano loro stesse e i loro corpi caldi e arrendevoli. Noi mogli sappiamo cosa dire agli uomini che per qualche motivo hanno molte difficoltà a prendersi cura di loro stessi e degli altri. - Ascolta – diciamo – Andrà tutto bene -. E poi, come se le nostre vite dipendessero da questo, facciamo in modo che sia così"


Meg Wolitzer è nata a Brookyln il 28 maggio 1959 da madre scrittrice e padre psicologo. Il suo primo romanzo "Sonnambulismo" è stato scritto prima della Laurea e dei suoi numerosi romanzi sono stati tradotti in Italia "The wife, Vivere nell'ombra", "La posizione", "La stagione delle madri cattive", "La città delle ribelli", "Quando tutto era possibile" e "Quello che non sai di me".




martedì 5 marzo 2019

Segnalazione; "La musa degli incubi" di Laini Taylor

Buona sera amici lettori!
Eccomi tornata, con un giorno di ritardo (e te pareva.. ma lo giuro, io sto facendo del mio meglio, credetemi!) per continuare il discorso delle letture di Febbraio. Devo dire di essere molto fortunata oggi perchè giusto ieri sul sito di Thrillernord è uscita la mia recensione di "La musa degli incubi" secondo attesissimo libro di Laini Taylor che conclude tutto il magico discorso di sogni, dei ed amore iniziato in "Il sognatore". Non smetterò mai di ringraziare Thrillernord per avermi permesso di leggere questa splendida duologia che è stata capace di farmi volare con la fantasia portandomi in un mondo lontano e facendomi provare tante belle emozioni. Chi ha letto e amato come me "Il sognatore" non può non leggere il suo seguito dove la storia non solo si rivela essere della stessa intensità ma si tinge di colori davvero inattesi. Qui sotto vi lascio scheda libro, trama, nota biografica e ovviamente il link per leggere la mia recensione completa!



Titolo: La musa degli incubi
Autore: Laini Taylor
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Muse of Nightmares

Genere: Fantasy
Pagine: 523
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Fazi Editore
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro
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Trama:
In seguito a una terribile esplosione, la fortezza dei Mesarthim ha rischiato di precipitare sulla citta` di Pianto. Ma la tragedia e` stata miracolosamente evitata da Lazlo, il quale, proprio in quest’occasione, ha scoperto di possedere dei poteri magici in quanto anch’egli figlio dei divini Mesarthim. L’unica vittima dell’incidente e` stata Sarai, sbalzata fuori dall’oscillare della fortezza per andare a schiantarsi sulla citta` sottostante. Nel nuovo capitolo della storia del Sognatore Strange, Lazlo e Sarai si ritrovano a dover vivere la loro storia d’amore sotto sembianze che non gli appartengono: lei fantasma, lui dio dalla pelle blu. Entrambi dovranno battersi per la propria sopravvivenza e quella della stessa Pianto, mentre una nuova minaccia si profila all’orizzonte e i misteri dei Mesarthim riaffiorano dal passato: da dove sono arrivati, davvero, gli de`i e perche?? Che fine hanno fatto le migliaia di bambini nati nella nursery della fortezza? E, soprattutto, i veri eroi devono per forza massacrare mostri per essere tali, oppure possono, al contrario, salvarli? 


Voto: 8

Frase: "Tanto tempo fa una sorella fece una promessa che non sapeva come spezzare, e da questa fu spezzata. Tanto tempo fa una ragazza fece l’impossibile, ma lo fece appena troppo tardi. Tanto tempo fa, una donna finalmente si arrese, e il mare la stava aspettando. Era il mare sbagliato, rosso come il sangue e altrettanto caldo, ma cadervi fu come liberarsi, come smettere di tentare e, mentre precipitava, la donna respirò a pieni polmoni per la prima volte in duecento anni. Poi tutto finì. O forse no. Quelli che sanno non possono raccontarcelo, e quelli che ce lo raccontano non lo sanno"


Laini Taylor. È nata nel 1971 a Chico, in California. Con la trilogia "La chimera di Praga" ha conquistato migliaia di lettori e convinto la critica più esigente, affermandosi come la più raffinata scrittrice fantasy adult americana. "Il sognatore" e "La musa degli incubi" sono i capitoli della sua nuova duologia. Laini Taylor vive a Portland, in Oregon, con il marito, l’illustratore Jim Di Bartolo, e la figlia Clementine.

sabato 2 marzo 2019

Recensione; "Nulla fallisce" di AL

Buongiorno cari amici lettori e buon sabato a tutti voi, soprattutto se potete concedervi una giornata in pieno relax! Il mese di Febbraio è stato per me anche campo di collaborazioni con gli autori emergenti, lavoro che mi piace sempre molto perchè mi permette di mettere in luce opere forse ancora troppo poco considerate ma che meritano davvero di essere conosciute. è questo proprio il caso di "Nulla fallisce" romanzo di formazione e di cresciuta personale scritto da un giovane autore che si cela sotto lo pseudonimo di "AL". Scelta interessante, la sua, e finalizzata a lasciare totale attenzione non alla sua persona ma al suo romanzo che di cose da dire e argomenti su cui riflettere ne può vantare parecchi. Prima di lasciarvi alla mia recensione volevo avvisarvi che questa sarà l'ultima recensione della settimana in quanto nè oggi nè domani mi sarà possibile aggiornare il blog. Da lunedì comunque tutto tornerà alla normalità e provvederò a concludere il capitolo Febbraio nel giro di un paio di giorni in modo da poterci concentrare sulle letture in arrivo. Detto questo, buona lettura!




Titolo: Nulla fallisce
Autore: AL
Paese: Italia
Genere: Romanzo 
Tipologia di pubblicazione: Autopubblicazione
Ebook: Omaggio
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La storia del protagonista inizia quando è molto piccolo, così come la sua sofferenza. La sua infanzia, gravata da un padre assente e da una madre troppo debole ed incapace di accettarlo a pieno, è interessata da continui problemi alimentare, terribili vessazioni da parte dei bulli e l'impossibilità di potersi esprimere a pieno. Piano piano che gli anni passano, eterni e dolorosi, AL riuscirà a superare le proprie paure e i propri problemi grazie al supporto dei veri amici ma il percorso per accettarsi è molto lungo e complesso e passa in mezzo ad una verità che forse ha sempre intravisto ma che non ha mai voluto approfondire; la propria omosessualità.

"Nulla fallisce" racconta una storia di cresciuta, di accettazione, di sconfitta e di rinascita e lo fa attraverso la storia del protagonista, un ragazzo speciale ma che per un motivo o per un altro non ha mai trovato la propria strada per la felicità. L'autore ci racconta la sua storia con delicatezza e attenzione ma lasciando comunque spazio ai sentimenti e all'intimità che durante la lettura colpiscono come un pugno allo stomaco. Non è possibile non provare da subito una forte empatia per il protagonista che, come purtroppo succede a tanti ragazzi ogni giorno, ha dovuto conoscere la sofferenza troppo presto e fare i conti con essa per il resto della vita. "Nulla fallisce" è anche un romanzo basato sulla rivalsa e sulla speranza, insegna che non è mai troppo tardi per fare qualcosa di concreto per sè stessi e che nonostante possa essere difficile l'importante è capire fino in fondo chi si è davvero, accettandosi e amandosi, perchè altrimenti sarebbe impossibile raggiungere la felicità. Un libro da leggere tutto d'un fiato che chi ha provato sulla propria pelle la sofferenza e l'umiliazione non può non apprezzare, lasciandosi infondere dalla sua positività.

Voto: 7

Frase: Perchè alla fine la coscienza delle persone, la parte più vera, quasi nessuno vuole farla vedere agli altri. Risulta più facile fare quello che fanno tutti, omologarsi, vivere di stereotipi diffusi da qualcuno che ha il potere di influenzare gli altri. I primi versi di Quasimodo descrivevano, fin troppo finemente purtroppo, chi mi circondava; sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo.


venerdì 1 marzo 2019

Recensione; "Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo" di Gilbert Sinouè

Il ritardo accumulato non permette pause quindi eccomi qui anche questa sera per parlarvi delle letture del mese appena trascorso. Come tutti ben sappiamo Febbraio è il mese d'amore e io, seppur non avendo un indole particolarmente romantica, ho voluto adeguarmi lanciando alla scoperta di una raccolta di racconti basato sui più grandi amori della storia del mondo; "Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo" di Gilbert Sinouè è metà saggio metà romanzo e cavalca i secoli e i paesi di tutto il mondo per mostrarci che a volte l'amore è davvero la forza più potente di tutte. Ecco qui la mia recensione!




Titolo: Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo
Autore: Gilbert Sinouè
Paese: Francia
Titolo originale: 12 passions amoureuses qui ont changé l'histoire
Genere: Saggio/Raccolta di racconti
Pagine: 350
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Neri Pozza
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile, 10 euro copertina rigida
Ebook: 9.99 euro
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Dodici storie d'amore. Dodici stralci di epoche e i paesi diverse. Dodici testimoniante di come l'amore, certe volte, sia davvero capace di cambiare le sorti del mondo; Dom Pedro, il principe portoghese del 1300, che per amore della bella Inés De Castro diede vita ad una grande e sanguinosa guerra contro suo padre Alfonso IV; Frida Khalo e la sua viscerale e tormenta unione con l'infedele marito Diego Rivera nel Messico di arte e colori della prima metà del 1900; Il coraggioso Ammiraglio Nelson e la sua torbida storia extraconiugale con Lady Hamilton, moglie dell'ambasciatore inglese nel regno di Napoli; Il principe d'Inghilterra Edoardo VIII che per amore di Wallis Simpson ha rinunciato al trono; la bella e capricciosa Edith Piaf e la sua storia con il pugile Marcel Cerdan, mantenuta segreta ma responsabile della prematura morte del campione; l'amore omosessuale tra Paul Verlaine ed il giovane e ambizioso Arthur Rimbaud; L'indimenticabile unione tra Richard Burton e la bellissima Elizabeth Taylor; e ancora Jawaharlal Nehru e Lady Mautbatten, Fryderyk Chopin, Victor Hugo e Juliette Drouet, August Rodin e Camille Claudel ed infine il principe indiano Shah Jahan che per amore della sua amara Mumtaz ha fatto erigere uno dei monumenti più belli del mondo. Gilbert Sinouè ci parla di loro e lo fa con garbo e rigore da studioso ma senza ignorare l'importanza emozionale delle loro storie. Queste dodici storie raccontano di amori travagliati, molti extraconiugali, visti di mal occhio, alcune volte anche finite in tragedia. Ognuna di esse però non può che colpire per la sua intensità e gravità, come solo le storie davvero vissute possono essere. Se devo trovare un piccolo neo in questa opera è che che mi aspettavo di conoscere delle storie che avesse davvero cambiato le sorti del mondo ma solo alcune di quelle scelte hanno avuto un vero e proprio ruolo all'interno della storia, come per l'Ammiraglio Nelson e Lady Hamilton, Ines de Castro e Dom Pedro e, primi fra tutti, Edoardo VIII e Wallis Simpson. Le altre, seppur estremamente d'effetto hanno avuto una conseguenza solo per la vita dei due innamorati. Detto questo l'opera si rivela estremamente interessante, ben fatta e molto piacevole, perfetta per chi ama le storie vere come me e vuole conoscere delle storie d'amore uniche nel loro genere e realmente esistite, nonché assolutamente indimenticabili.


Voto: 7.5




Gilbert Sinoué è nato nel 1947 in Egitto da madre francese e padre egiziano. Dal 1965 vive a Parigi. è autore di un gran numero di romanzi e saggi pubblicati in Italia da Neri Pozza tra cui ricordiamo: "Il libro di zaffiro", "Il ragazzo di Bruges" , "La via per Isfahan"," I giorni e le notti" , e "Il silenzio di Dio" .

Recensione; "Insurgent" di Veronica Roth

Buon primo Marzo a tutti amici lettori!
La mia missione per recuperare tutte le letture mancanti di Febbraio è ufficialmente iniziata e visto che non c'è tempo da perdere eccomi qui per parlarvi del secondo libro che ho letto lo scorso mese; si tratta del seguito di un libro già letto l'anno scorso e molto celebre tr gli amanti del fantasy/dispotico, sto parlando di "Insurgent" il secondo libro della serie "Divergent" scritta da Veronica Roth. Ho scoperto questa serie grazie alla mia amica Chiara, pessima lettrice, ma responsabili di avermi fatto vedere il film tratto dal primo libro e di instaurare in questo modo in me la curiosità necessaria per intraprendere la sua conoscenza. Se vi interessa leggere la recensione di "Divergent" potete trovarla a questo link e tengo a precisare che se non avere ancora letto il libro precedente ma siete intenzionati a farlo vi conviene non leggere questa recensione perchè altrimenti incorrerete in inevitabili spoiler. Per tutti gli altri, ecco la mia recensione!



Titolo: Insurgent
Autore: Veronica Roth
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Insurgent
Genere: Dispotico/Young Adult
Pagine: 510
Prima pubblicazione: 2012
Casa editrice italiana: DeA
Anno edizione: 2017
Prezzo di copertina: 8 euro copertina flessibile
Ebook: 4.85 euro
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Le cose sono successe troppo velocemente per permettere a Tris Prior di poter pensare. Ha agito d'istinto, senza ragionarci troppo e ha visto la sua vita andare letteralmente in fumo. Ora, sul treno che porterà lei e il suo gruppo fuori città, ha finalmente tempo di prendere fiato ma non sarà così semplice perché le cose da accettare sono troppo e troppo dolorose; nel giro di qualche ora questa giovane ragazza ha visto morire entrambi i suoi genitori, ha rivelato la sua vera identità di Divergente ed è stata costretta ad un uccidere uno dei suoi più cari amici; colpa capace di sconvolgere i suoi sogni. Insieme all'amato Quattro, al di lui padre Marcus, al fratello di Tris Caleb e all'odiato Peter, la giovane sta per raggiungere la fazione dei Pacifici, l'unica disposta ad accogliere dei fuggitivi come loro, ma questa fuga sarà solo l'inizio perchè l'attacco agli Abneganti da parte degli Eruditi, grazie al controllo degli Intrepidi, è stata solo l'accensione della miccia che ha messo il funzione un meccanismo ben più grande e pericoloso. Se ci fosse una verità diversa dietro alla presa di mira di quella specifica fazione? Cosa riserverà il futuro al gruppo di ribelli e tutti gli abitanti della città? E soprattutto, il mondo che conoscono è realmente come se lo sono sempre immaginati?


Se il primo libro della serie serviva come apri strada e descrizione del mondo dispotico nel quale Veronica Roth ambienta la sua storia, questo secondo capitolo fa entrare il lettore direttamente nel vivo dell'azione. Fin dalle prime pagine troviamo i protagonista alle prese con una incredibile fuga per la sopravvivenza ma anche alla scoperta della verità, quella che per anni è stata tenuta nascosta e che la giovane Tris Prior è assolutamente decisa a rivelare. Devo ammettere che ho trovato un grande cambiamento nell'animo e nell'indole della protagonista che durante tutto il primo libro è cresciuta, trasformandosi da ragazza timida ed insicura ad una vera cecchina senza paura capace di andare contro alle più grandi potenze del suo mondo. Tris è senza dubbio un personaggio di grande impatto e non mi meraviglia che abbia avuto così tanto successo tra gli adolescenti, anche grazie alla storia storia d'amore con Quattro, un ragazzo poco più grande di lei con un passato decisamente tormentato, con la quale si dovrà scontrare più volte all'intento di questo secondo libro ma che continuerà ad amare di un amore adolescenziale, sì, ma emozionale e puro. Se l'attenzione viene canalizzata suo personaggi più giovane, bisogna dire che anche gli adulti hanno la loro importanza anche se spesso vengono disegnati come crudeli e corrotte, interessanti solo al proprio interesse. Nonostante sia un libro tipicamente Young Adult a mio giudizio riesce a coinvolgere anche un pubblico più adulto grazie ad una storia scritta benissimo, leggera e scorrevole ma allo stesso tempo sorprendente grazie al mondo dispotico nel quale la storia è ambientata, un mondo diviso in fazioni per evitare l'ennesima guerra ma che nasconde una realtà sconvolgente che ci verrà rivelata solo alla fine. "Insurgent" lascia una vera e propria patata bollente verso il terzo libro della serie (tecnicamente l'ultimo se non si contano le raccolte di racconti e i vari romanzi brevi collegati ad essa) che si preannuncia essere l'apice di tutta la storia. Personalmente ho provato molta difficoltà nel trattenermi dal leggerlo subito dopo aver voltato l'ultima pagina quindi mi riempo d'entusiasmo al solo pensiero di quello che ancora potrebbe capitare.


Voto:   7.5

Frase: "A volte mi sento come se stessi raccogliendo le lezioni che ogni fazione ha da insegnarmi e le stessi immagazzinando nelle mante per usarle come guida per muovermi nel mondo. C’è sempre qualcosa da imparare, c’è sempre qualcosa d’importante da capire"


Veronica Roth è nata il 19 agosto 1988 a New York e attualmente vive a Chicago con il marito.
Il suo esordio è avvento in giovanissima età con la pubblicazione del romanzo best seller "Divergent", che ha scritto rubando il tempo agli esami, e a cui hanno fatto seguito due romanzi "Insurgent" e "Allegiant" e una raccolta di racconti "Four".
Nel 2017 è uscita anche il primo libro della duologia "Carve de Mark" "I presidiati" che si concluderà quest'anno con "Il destino divide".