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mercoledì 27 novembre 2019

Recensione; "Anime prigioniere" di Ezio Mauro

Buongiorno amici lettori!
Finalmente ho una mattina libera per venire a trovarvi e recuperare almeno in parte le mie ultime letture lasciate in sospeso; la prima di esse è un nuovo saggio scritto da Ezio Mauro, autore che io già conoscevo per aver letto "L'anno del ferro e del fuoco. Cronache di una Rivoluzione" sulla Rivoluzione Russa, che ci porta indietro di 30 anni alla scoperta di quell'anno che ha cambiato la storia; 1989 e la caduta del Muro di Berlino. Se siete interessati a saperne di più su questo saggio giornalistico, qui sotto trovate la mia recensione!




Titolo: Anime prigioniere
Sottotitolo: Cronache dal Muro di Berlino
Autore: Ezio Mauro
Paese: Italia
Genere: Saggio 
Pagine: 203
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Come tutto ben sappiamo, all'inizio di questo Novembre si è festeggiato un anniversario davvero importante; i 30 anni dalla caduto del Muro di Berlino, l'evento che ha cambiato da storia dell'Europa. Ezio Mauro, con lo stile che lo contraddistingue, ci porta alla scoperta di quel 1989 a partire dal suo inizio fino a solcare, mese dopo mese, gli avvenimenti che hanno portato alla riunificazione tedesca e alla scomparsa della DDR. Tra decisioni, violenze, sotterfugi e affari interni, l'autore entra nel cuore più profondo de Muro, della sua inquietante costruzione fino alla sua tanto agognata fine, in onore di tutte le sue vittime che hanno combattuto per il desiderio più concreto di libertà.

Di Ezio Mauro apprezzo in primo luogo il suo stile narrativo, decisamente giornalistico ma che porta il lettore nel vero cuore del giornalismo d'inchiesta, attraverso i suoi occhi e il suo vissuto è capace di raccontare la storia come ben pochi ed in questo specifico caso riesce a coinvolgere il lettore con una narrazione studiata ed illuminante. "Anime prigioniere" è un libro incredibilmente ricco che porta alla scoperta di una città che ancora oggi conserva un fascino unico; chi come me ha visitato Berlino sa quanta emozioni si provi nel ripercorrere le sue strade e trovarsi di fronte ai resti del grande "mostro" che per più di vent'anni ha diviso l'Europa. Leggere questo romanzo permette di sentire tutte queste emozioni sulla pelle, alla quale si aggiungono anche quelle dei protagonisti che il Muro lo hanno visto con i loro occhi e di cui l'autore lascia alcuni toccanti testimonianze all'interno del libro. Questo saggio è inoltre ricchissimo di avvenimenti, proprio come è stato ricco quel 1989 che Mauro ci vuole raccontare e, viaggiando nel tempo, ci troveremo a scoprire la violenza, la disperazione, ma anche la voglia di libertà delle persone che hanno rischiato la vita ai piedi, o addirittura sotto il Muro, e che hanno visto nella sua fine la punta più alta di ogni desiderio. Un saggio incredibilmente interessante e necessario per chiunque voglia approfondire questa fondamentale pagina di storia, sia che l'abbia vissuta attraverso le immagini televisive sia che, come me, voglia capire che cosa ha significato per tutto colore che lo hanno vissuto. 

Voto: 7.5

Frase: "Era certo una chiusura fisica, uno strumento meccanico che occupava lo spazio per fermare il movimento ed arrestare i corpi. Ma era anche una barriera spirituale perché occludeva un pezzo di futuro, restringeva l’orizzonte di vita, occupava la visuale come un ossessione. Un blocco concettuale, perché ogni giorno ricordava un confine, la soglia tra la libertà personale e l’arbitrio del potere, tra l’autonomia e la discrezionalità. Nascondendo l’altrove, lo mitizzava nel desiderio, rendendolo irraggiungibile lo ingigantiva, richiamandolo in continuazione con la sua sola presenza incombente. Così il Muro finiva per separare la vita vissuta in pubblico, nell'obbedienza, e la vita consumata in privato, nel silenzio, tra progetti di fuga inconfessabili e l’evidenza del limite, misurando ogni giorno la quota di libertà vigilata che si poteva sperimentare e la confisca quotidiana di un tratto di destino"


Ezio Mauro nasce a Dronero il 24 ottobre 1948.
Inizia a lavorare come giornalista per la Gazzetta del Popolo di Torino nel 1972, occupandosi principalmente del terrorismo nero degli anni di piombo.
Direttore di La Stampa dal 1992 al 1996, passa poi tra le file di Repubblica per cui prima lavora come inviato da Mosca e poi diventa direttore, carica che mantiene dal 1996 al 2016. Oltre a "L'anno del ferro e del fuoco. Cronache di una rivoluzione" ha collaborato con Zygmunt Bauman nella scrittura di "La felicità della democrazia. Un dialogo" e "Babel". Di sua ultima pubblicazione "Anime prigioniere. Cronache dal Muro di Berlino".




venerdì 2 agosto 2019

Recensione; "Figlie ferite dell'Africa" di Denis Mukwege

Buon venerdì a tutti cari amici lettori!
Eccomi finalmente da voi per concludere il capitolo Luglio ed andare alla scoperta delle letture che mi terranno compagnia durante questo Agosto appena iniziato. Il primo libro di cui vi voglio parlare è una bella novità, pubblicata a metà Maggio da Garzanti; "Figlie ferite dell'Africa. La mia battaglia per salvare le donne dalla violenza" saggio autobiografico scritto da Denis Mukwege, celebre medico congolese vincitore del Premio Nobel per la pace nel 2018. Si tratta di un opera molto interessante ma anche tragica e sconvolgente, attua per aprire gli occhi su fatti terribili che noi avremmo paura anche solo ad immaginare ma che le donne africane vivono ogni giorno. Se siete interessati a saperne di più, qui sotto trovate la mia recensione


Titolo: Figlie ferite dell'Africa
Sottotitolo: La mia battaglia per salvare le donne dalla violenza
Autore: Denis Mukwege
Paese: Congo
Genere: Saggio/Autobiografia

Pagine: 239
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Garzanti
Prezzo di copertina: 18 euro copertina rigida
Ebook: 12.99 euro
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Denis Mukwege è un uomo straordinario. O forse è un uomo come tutti gli altri ma che ha deciso di dedicare la propria vita a fare di tutto per salvare le donne del suo paese, il Congo, dalle più terribili violenze a cui sono disgraziatamente più volte vittime; donne che hanno subito stupri, mutilazioni, che sono state private della dignità e della compassione, venendo infine emarginate ed abbondate a sè stesse. Donne che vivono tra gli altopiani più sperduti del Paese, costrette a partorire i propri figli totalmente da sole, a vederli morire tra le loro braccia o nell'atto proprio di venire al mondo e doversi fare chilometri a piedi prima di trovare qualcuno in grado di aiutarle. Denis Mukwege, dottore della città di Bukavu ha deciso di dare loro una voce portando il mondo intero a conoscenza della loro terribile situazione ed, in questo modo, mettendosi in grave pericolo. Agli occhi della sua patria lui è un traditore, un diffamatore responsabile solo di abbassare la stima del mondo nel suo Paese e per questo più volte ha rischiato di essere vittima di terribile attentati. Ma Denis Mukwege è un uomo che la morte la conosce bene, ne ha avuto a che fare fino da quando era ancora in fasce e ha rischiato di morire per una brutta infezione e la ritrova ogni giorno nella sorte dei suoi pazienti. Denis Mukwege, nonostante tutto, non ha paura. E vuole raccontare la sua storia a chi ha il cuore di ascoltarla.


Fin dal principio risulta chiaro che questo non sia un libro adatto a tutti; le storie e le scene che racconta potrebbero sconvolgere e segnare i lettori più sensibili ma è anche vero che è proprio questo il suo scopo. Dare un chiaro messaggio e permette, soprattutto a noi occidentali di capire che certe cose capitano davvero in quelle zone colpite da continue guerre e crudeltà. Denis Mukwege ci porta alla scoperta del suo paese, il Congo, inizialmente colonia belga, caratterizzata da una forte influenza europea, soprattutto svedese, e negli anni continuamente soggetta a continui colpi di stato, guerre e crisi politiche e sociali. Per la sua posizione, il Congo è stato anche campo su cui si sono combattute diverse e sanguinose guerre tra tribù indigene ed è proprio tra queste atrocità che l'autore vuole raccontarci la sua storia e quella delle donne che ha promesso di proteggere, come medico ma anche e soprattutto come uomo. La vita di questo dottore è senza alcun dubbio una vita difficile, caratterizzata da tanti episodi cruenti e dolorosi, fin dalla prima infanzia ha infatti dovuto convivere con la sofferenza che si è poi concretizzata quando ha deciso di rischiare tutto per dare voce alla parte più indifesa del suo Paese e vedendo i suoi pazienti uccisi nel letto del suo stesso ospedali e cari amici e parenti brutalmente ammazzati per la sola colpa di averlo difeso. Denis Mukwege è quindi un uomo che porta un grave peso sulle spalle ma che allo stesso tempo riesce a conservare una speranza per il futuro che lascia proprio senza fiato. In quest'opera ci vuole raccontare la sua storia e lo fa spiegandoci la situazione politica che ha caratterizzato il suo Paese negli ultimi vent'anni e raccontando le storie delle donne che ha avuto modo di incontrare nella sua carriera di medico; stargli dietro nel suo racconto però non è così semplice, la narrazione infatti non procede in ordine cronologico ma saltando da un avvenimento all'altro e per seguire ogni passaggio bisogna possedere una grande concentrazione. Del resto però questa non è un opera che si può leggere con poco impegno perchè merita tutto il nostro trasporto e il nostro coinvolgimento sia mentale che emotivo. Chi ama le biografie e soprattutto è interessato a scoprire una parte dell'Africa purtroppo poco conosciuta troverà in questa opera una lettura indimenticabile, proprio come l'animo della persona che l'ha scritta.

Voto: 7.5

Frase: "Verrà il giorno in cui una sola voce, quella di tutto il popolo e di tutte le chiese, si leverà così forte da spazzare via le forze del male. Solo allora, forse, potremo finalmente voltare pagina"


Denis Mukwege è nato il 1 marzo 1955 a Bukavu, in Congo. Terzo di nove figli, ha studiato medicina in Burundi prima di specializzarsi in Francia in ostetricia e ginecologia. Nel 1998 ha fondato l'ospedale di Panzi, impegnato nella cura di donne vittime di stupro. Per il suo impegno ha ricevuto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 2014 e quattro anni dopo si è meritato il Premio Nobel per la pace. "Figlie ferite dell'Africa. La mia battaglia per salvare le donne dalla violenza" è la sua autobiografia.





mercoledì 27 marzo 2019

Recensione; "Cara Ijeawele. Ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista" di Chimamanda Ngozi Adichie

Buongiorno a tutti amici lettori!
Come ormai saprete una dei gruppi di lettura a cui mi piace partecipare quando possibile è quello nato su Instagram e soprannominato "We can read it"; un grande gruppo di lettura virtuale che ha come obiettivo diffondere e conoscere meglio tutte quelle opere che in qualche modo trattano un argomento femminista. Per il mese di Marzo la scelta è ricaduta su un breve saggio di una delle autrici più amate e conosciute dal titolo "Cara Ijeawele. Ovvero quindici consigli per crescere una figlia femminista". L'autrice è Chimamanda Ngozi Adichie e se ancora non si è letto nulla di suo o si conosce poco il suo pensiero, questo è un ottimo punto di partenza. Ecco la mia recensione.



Titolo: Cara Ijeawele. Ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista
Autore: Chimamanda Ngozi Adichie
Paese: Nigeria
Titolo originale in lingua inglese: Dear Ijeawele, or A Feminist Manifesto in Fifteen Suggestions

Genere: Saggio
Pagine: 96
Anno di pubblicazione: 2017
Casa editrice italiana: Einaudi
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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In questo piccolo ma splendido saggio Chimamanda Ngozi Adichie esprime a pieno il suo pensiero sulla lotta femminista nel suo Paese e nel mondo intero e lo fa nella maniera più intima e diretta possibile, rivolgendosi ad una sua cara amica, Ijeawele, da poco diventata mamma di una bambina e alla ricerca dei suoi consigli su come educare la figlia ad essere una femminista. Chimamanda risponde a questo suo bisogno e fa dando vita ad un saggio molto breve ma incredibilmente interessante dove affronta diversi argomenti legati al femminismo e dove afferma convinzioni che non possono che colpire per la loro profonda verità. Chimamanda parla della tendenza che molte donne hanno nel trincerarsi dietro il fatto che il mondo sia degli uomini e che si possa ancora realmente fare poco per cambiare le cose, condanna il pensiero comune (nel suo Paese ancora molto radicato) che una donna possa compiere solo determinate mansioni o raggiungere solo terminati obbiettivi. denuncia alcune caratteristiche della società e del pensiero comune che sembrano innocenti ma che fanno da punto di partenza per la nascita di un pensiero sbagliato come la differenza tra i giochi da maschio e i giochi da femmina, gli sport definiti maschili o femminili, persino i colori che servono per definire un genere o un altro. Chimamanda affronta tutti questi temi ma anche alcuni molto più importanti, come i pregiudizi che ancora oggi colpiscono le donne, offrendo alla giovane mamma una strada da seguire per insegnare a sua figlia a credere in sè stessa, a non porsi limiti e dire la sua, anche quando questo può avere delle conseguenze. Un opera da leggere e sopratutto da regalare alle neo mamme per metterle in guarda sui comportamenti da evitare e per crescere una generazione di donne che sarà un passo avanti nella strada verso l'emancipazione e la parità di diritti.

Voto: 8

Frase: "Il presupposto femminista dev'essere: io sono importante. Ho pari importanza. Non - se solo-. Non - a condizione che -. Io ho pari importanza. Punto"


Chimamanda Ngozi Adichie è nata a Enugu, in Nigeria, il 15 settembre 1977. A diciannove anni ha vinto una borsa di studio per l'Università di Drexler, a Filadelfia, dove visse due anni per poi trasferirsi in Connecticut. Il suo esordio letterario avvenne nel 1997 con la pubblicazione della raccolta di poesie "Decisions" e della seguente opera teatrale "For love of Biafra". Appena terminata l'università inizia a lavorare al suo romanzo "Ibisco viola" con il quale nel 2005 vince il Commonwealth Writers' Prize per la categoria "First Best Book". Celebre attivista per i diritti dei neri e delle donne ha pubblicato diversi romanzi e saggi sull'argomento come "Ma le farfalle mangiano le ceneri?", "Metà di un sole giallo", "Quella cosa intorno al collo", "Americanah" e "Dovremmo essere tutti femministi". 


lunedì 11 marzo 2019

Recensione; "I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre" di Raffaella Ranise

Buona sera amici lettori!
Speciale appuntamento serale per parlarvi dell'ultima lettura di Febbraio e quindi finalmente concludere la parentesi dello scorso mese (le letture di questo mese già si stanno accumulando ed iniziano a guardarmi male quindi è proprio il caso che io mi dia una mossa). Domani mattina ci sarà il consueto wrap up con classifica ma ora concentriamoci su quella che è stata la lettura conclusiva del mese, uno splendido saggio, relativamente breve ma incredibilmente interessante e ben fatto che ripercorre la storia di una delle dinastie più celebre e tormentate della Storia Europea; i Romanov, famiglia reale russa dal 1600 al 1900., studiata nei minimi dettagli in questa opera di Raffaella Ranise. Non voglio svelarvi troppo nella presentazione quindi mi fermo qui. Se siete interessanti, e io vi invito caldamente ad esserlo, ecco qui la mia recensione.




Titolo: I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre
Autore: Raffaella Ranise
Paese: Italia
Genere: Saggio
Pagine: 133
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Marsilio Editori
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Tutti noi, bene o male, abbiamo sentito parlare dei Romanov, anche solo attraverso il famoso film Disney sulla principessa Anastasia, ma ben pochi di noi sanno chi erano davvero, come sono giunti al potere e i motivi che hanno determinato la loro drammatica fine. Raffaella Ranise vuole spiegarcelo e lo fa attraverso un saggio che in poco più di 130 pagine ripercorre trecento anni di storia, a partire da Michele I, il primo della famiglia Romanov ad essere proclamato Zar di tutte le Russie, passando per la lunga serie di Zarine, Caterina I, Elisabetta, Caterina la Grande, fino ad arrivare a Nicola II, l'ultimo zar, e alla fine della sua famiglia che giunge risaputa ma che colpisce come un pungo allo stomaco, infondendo al lettore un immensa tristezza ed angoscia. Ma i Romanov non sono solo Nicola, Alessandra ed Anastasia e, seppur riservandogli una buona parte dell'opera, l'autrice dona all'intera dinastia la stessa importanza, mettendo in luce episodi e noi forse totalmente ignoti ma capaci di incollarci alle pagine. La storia dei Romanov è una storia di potere ma anche una storia di declino, di scelte sbagliate, di tradimenti, di congiure, di finte morti, di attentati, La storia dei Romanov è anche una grande storia d'amore, lo sanno bene gli ultimi sovrani, uniti nonostante tutto, fino alla fine. Raffaella Ranise vuole raccontare la loro storia ma non si limita a fare questo; dona al lettore delle testimonianze su come fosse la vita non solo in Russia ma nell'intera Europa attraverso i vari secoli, dando stessa importanza ai fatti documentati che alle leggende che in una dinastia come questa certo non possono mancare. Ed è così che il lettore si troverà a leggere di un re che ha finto la sua morte per diventare un guru spirituale e divulgare la sua religione, di un bambino ucciso e poi tornato ormai uomo per riprendersi il suo regno, di un potete santone che con i suoi trucchi è riuscito a segnare un intera dinastia e che sembrava davvero non potesse morire. Tutto questo, e molto altro e contenuto in questo piccolo ma imperdibile saggio arricchito inoltre da un approfondito albero genealogico e a delle splendide fotografie di Nicola II e della sua famiglia che, nonostante gli anni passati, rimarrà per sempre nel cuore di tutti coloro che li hanno conosciuti. Questo anche grazie alla penna di Raffaella Ranise.


Voto: 8

Frase: "Nessuna dinastia è stata tanto venerata, forse per questo la fine sarà tanto tragica"


Raffaella Ranise è nata a Imperia e si è laureata in giurisprudenza all’Università degli Studi di Genova. Ha collaborato alla cattedra di Diritto del lavoro della stessa Università presso il polo imperiese. Da alcuni anni si dedica alla scrittura. Ha pubblicato, insieme a Giuseppina Tripodi  "Rita Levi-Montalcini: aggiungere vita ai giorni" (Longanesi 2013) e per Marsilio "Noi un punto nell’universo. Storia semplice dell’astronomia". "I Romanov. Storia di una dinastia tra luce e ombre" è il suo ultimo saggio.



venerdì 1 marzo 2019

Recensione; "Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo" di Gilbert Sinouè

Il ritardo accumulato non permette pause quindi eccomi qui anche questa sera per parlarvi delle letture del mese appena trascorso. Come tutti ben sappiamo Febbraio è il mese d'amore e io, seppur non avendo un indole particolarmente romantica, ho voluto adeguarmi lanciando alla scoperta di una raccolta di racconti basato sui più grandi amori della storia del mondo; "Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo" di Gilbert Sinouè è metà saggio metà romanzo e cavalca i secoli e i paesi di tutto il mondo per mostrarci che a volte l'amore è davvero la forza più potente di tutte. Ecco qui la mia recensione!




Titolo: Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo
Autore: Gilbert Sinouè
Paese: Francia
Titolo originale: 12 passions amoureuses qui ont changé l'histoire
Genere: Saggio/Raccolta di racconti
Pagine: 350
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Neri Pozza
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile, 10 euro copertina rigida
Ebook: 9.99 euro
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Dodici storie d'amore. Dodici stralci di epoche e i paesi diverse. Dodici testimoniante di come l'amore, certe volte, sia davvero capace di cambiare le sorti del mondo; Dom Pedro, il principe portoghese del 1300, che per amore della bella Inés De Castro diede vita ad una grande e sanguinosa guerra contro suo padre Alfonso IV; Frida Khalo e la sua viscerale e tormenta unione con l'infedele marito Diego Rivera nel Messico di arte e colori della prima metà del 1900; Il coraggioso Ammiraglio Nelson e la sua torbida storia extraconiugale con Lady Hamilton, moglie dell'ambasciatore inglese nel regno di Napoli; Il principe d'Inghilterra Edoardo VIII che per amore di Wallis Simpson ha rinunciato al trono; la bella e capricciosa Edith Piaf e la sua storia con il pugile Marcel Cerdan, mantenuta segreta ma responsabile della prematura morte del campione; l'amore omosessuale tra Paul Verlaine ed il giovane e ambizioso Arthur Rimbaud; L'indimenticabile unione tra Richard Burton e la bellissima Elizabeth Taylor; e ancora Jawaharlal Nehru e Lady Mautbatten, Fryderyk Chopin, Victor Hugo e Juliette Drouet, August Rodin e Camille Claudel ed infine il principe indiano Shah Jahan che per amore della sua amara Mumtaz ha fatto erigere uno dei monumenti più belli del mondo. Gilbert Sinouè ci parla di loro e lo fa con garbo e rigore da studioso ma senza ignorare l'importanza emozionale delle loro storie. Queste dodici storie raccontano di amori travagliati, molti extraconiugali, visti di mal occhio, alcune volte anche finite in tragedia. Ognuna di esse però non può che colpire per la sua intensità e gravità, come solo le storie davvero vissute possono essere. Se devo trovare un piccolo neo in questa opera è che che mi aspettavo di conoscere delle storie che avesse davvero cambiato le sorti del mondo ma solo alcune di quelle scelte hanno avuto un vero e proprio ruolo all'interno della storia, come per l'Ammiraglio Nelson e Lady Hamilton, Ines de Castro e Dom Pedro e, primi fra tutti, Edoardo VIII e Wallis Simpson. Le altre, seppur estremamente d'effetto hanno avuto una conseguenza solo per la vita dei due innamorati. Detto questo l'opera si rivela estremamente interessante, ben fatta e molto piacevole, perfetta per chi ama le storie vere come me e vuole conoscere delle storie d'amore uniche nel loro genere e realmente esistite, nonché assolutamente indimenticabili.


Voto: 7.5




Gilbert Sinoué è nato nel 1947 in Egitto da madre francese e padre egiziano. Dal 1965 vive a Parigi. è autore di un gran numero di romanzi e saggi pubblicati in Italia da Neri Pozza tra cui ricordiamo: "Il libro di zaffiro", "Il ragazzo di Bruges" , "La via per Isfahan"," I giorni e le notti" , e "Il silenzio di Dio" .

mercoledì 12 dicembre 2018

Recensione; "Quando tutte le donne del mondo" di Simone De Beauvoir

Buongiorno a tutti amici lettori!
Come penso ormai abbiate capito in questo periodo è praticamente impossibile per me avere costanza con le pubblicazione qui sul blog ma state certi che non mi dimentico mai di voi e farò del mio meglio per mettermi in pari con le mie letture. Oggi faccio un piccolo passo in avanti e concludo finalmente la parentesi Novembre parlandovi dell'ultimo libro del mese ossia "Quando tutte le donne del mondo" di Simone De Beauvoir. Questa è stata una lettura molto speciale perchè la prima di un bellissimo progetto ideato da due dei miei profili bookstagram preferiti Under My Skin e Microcosmi di parole di nome "We Can Read It". Ogni mese viene scelto un libro in cui tema centrale sia il femminismo e la condizione della donna nel mondo, in passato e oggi, lo si legge insieme e poi si discute in un vero e proprio gruppo di lettura. Affascinata da questa idea e con la voglia di approfondire questo importante tema, non ho potuto non partecipare leggendo appunto questa piccola raccolta di una delle autrici più famose per le sue lotte per l'emancipazione; Simone De Beauvoir. Per prima cosa vi invito a dare un occhiata ai due profili che vi ho taggato sopra per saperne di più di questo progetto in modo che, se voleste, potrete partecipare alla lettura di questo e dei prossimi mese e poi spero che abbiate voglia di leggere la mia recensione su questo libretto estremamente ricco di spunti e di idea fondamentali nella consapevolezza della forza e del potere femminile.



Titolo: Quando tutte le donne del mondo
Autore: Simone de Beauvoir
Paese: Francia
Genere: Raccolta di saggi
Pagine: 181
Casa editrice italiana: Einaudi
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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"Quando tutte le donne del mondo" non è altro che una raccolta di saggi, interviste, prefazioni, discorsi rilasciate nel corso della sua vita da una delle attiviste più importanti e discusse della lotta per la parità dei diritti, Simone de Beauvoir. La de Beauvoir de "Il secondo sesso", di "Memorie di una ragazza per bene", di "I mandarini". La de Beauvoir che ci ha sempre messo la faccia, che si è esposta più di quanto ogni altra donna della sua epoca avrebbe avuto il coraggio di fare, che ha la fatto discutere. Ma prima di tutto la Beauvoir donna e come tale si espone parlando direttamente alle altre donne cercando di farle aprire gli occhi e rendersi conto dell'enorme potere che si nasconde in ognuna di loro.

"Quando tutte le donne del mondo" è un libro apparentemente molto breve ma che non va assolutamente sottovalutato. Non è possibile pensare di leggerlo durante un weekend perchè i passi che lo compongono necessitano di una concentrazione e di un impegno tali che è estremamente necessiario prendersi il proprio tempo nel corso della lettura. Come tutti i saggi, anche questa raccolta si pone di un argomento specifico in questo caso il femminismo e la condizione femminile nella Francia (ma anche nel resto del mondo) nella metà del secolo scorso. Attraverso questa lettura abbiamo modo di affrontare e comprendere quello che è stato il pensiero di Simone de Beauvoir vista nei suoi interventi più importanti. Nelle varie interviste, discorsi, prefazioni più incisivi della sua carriera, l'autrice parla della donna analizzando delle precise tematiche come la condizione famigliare, il lavoro, l'aborto ma anche della sua situazione personale, parla delle sue scelte di vita, del suo rapporto con Jean-Paul Sartre e dei suoi romanzi dal celebre "Il secondo sesso" alla biografia "Memorie di una ragazza per bene" fino ad arrivare a "I mandarini" e via dicendo. Risulta necessario in questo modo avere una conoscenza delle opere letterarie dell'autrice per comprendere a pieno questa opera che però si mostra chiaramente nel suo intento, ossia quello di diffondere il pensiero della scrittrice sul femminismo. Ogni parte è capace di essere come una sferzata all'interno del animo della lettrice che no potrà fare a meno di uscirne cambiata e con gli occhi un po' più aperti. Per quanto mi riguarda arrivavo quasi completamente ignorante sulla figura di Simone de Beauvoir e non ho potuto fare a meno di rimanerne colpita e con la voglia di approfondirla, attraverso i suoi libri.

Voto: 7

Frase: "Perché ci si innamora? Nulla di più semplice. Ti innamori perché sei giovane, perché stai invecchiando, perché sei vecchio; perché la primavera se ne va, perché comincia l’autunno, perché hai troppa energia, perché sei stanco, perché sei allegro, perché sei scontento, perché qualcuno ti ama, perché qualcuno non ti ama.. Trovo troppe risposte. Forse la domanda non è poi tanto semplice"

Simone Lucie Ernestine Marie Bertrad de Beauvoir, nota semplicemente come Simone de Beauvoir, nacque a Parigi il 9 gennaio 1908 e morì nella stessa città il 14 aprile 1986. Esponente dell'esistenzialismo, fu una della madri del femminismo e compagna Jaen-Paul Sartre. Nata in una famiglia borghese, visse un infanzia di grandi ristrettezze economiche dopo la bancarotta del nonno materno. Con molti sforzi riesce ad iscriversi alla Sorbonne dove ha modo di incontrare diverse personalità come Sartre ed appassionarsi ai movimenti culturali e anticonformisti. Il suo esordio letterario avviene con "L'invitata" ma il vero successo arriva con "Il secondo sesso" pubblicato sei anni dopo e considerato ancora oggi la sua opera più celebre. Di sua pubblicazione anche "Il sangue degli altri", "Tutti gli uomini sono mortali", "I mandarini", "Le belle immagini", "La donna spezzata", "Memorie di una ragazza per bene" e molti altri saggi che espongono le sue idee sul'universo femminile e sulla società.


mercoledì 31 ottobre 2018

Recensione: "Neyla. Un incontro, due mondi" di Kossi Komla-Ebri

Buongiorno amici lettori e soprattutto buon Halloween a tutti!
La festa più spaventosa dell'anno è finalmente arrivata e con essa anche la fine del di questo Ottobre ricchissimo di letture! Mi prenderò questa giornata per completare l'ultimo libro del mese e nei prossimi giorni vi mostrerò la mia consueta classifica.
Ma tornando al presente, oggi vi devo parlare del libro appena concluso, una lettura che vegetava da un po' nella mia libreria e che per certi versi è stata capace di sorprendermi. Sto parlando di "Neyla. Un incontro, due mondi" breve romanzo scritto dall'autore togolese naturalizzato italiano Kossi Komla-Ebri. Ecco a voi la mia recensione



Titolo: Neyla 
Sottotitolo: Un incontro, due mondi
Autore: Kossi Komla-Ebri
Paese: Togo/Italia
Genere: Romanzo/Saggio
Pagine: 103
Anno di pubblicazione: 2002
Casa editrice: Edizioni dell'Arco-Marna 
Prezzo di copertina: 6.20 euro copertina flessibile

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Il protagonista e narratore della storia è il giovane Yawo, ragazzo africano emigrato in Europa grazie ad una borsa di studio, che si ritrova a fare ritorno a casa per visitare la sua grande e tipica famiglia. Mentre si appresta a raggiungere l'ufficio dove lavora il fratello Basile, fa il suo incontro con la bella Neyla, una ragazza dal grande fascino e dalla lingua tagliente, capace di stregarlo completamente. La passione tra i due è furiosa ed incontrollabile e mentre l'innamoramento lascia sempre più piede a qualcosa di più duraturo e stabile, sarà proprio lei ad accompagnarlo alla riscoperta delle proprie origini così tanto differenti e lontane da quella che ormai è diventata la sua nuova realtà.


Lettura poco impegnativa ma a dir poco interessante, mi ha colpito principalmente per la bellezza della prosa, coinvolgente e semplice ma alle volte addirittura poetica. Attraverso la storia del suo giovane protagonista e della sua toccante storia d'amore con Neyla, l'autore affronta il delicato tema del ritorno, lo scontro e la presa di coscienza delle proprie origini e del mondo non cui si è cresciuti dopo essere stati per molto tempo in una realtà ben diversa. Con gli occhi di Yawo il lettore si ritrova a scoprire quasi insieme a lui tutti gli elementi tipici delle tradizioni e della cultura del suo paese, alcuni estremamente interessanti e "magici" se confrontati con i nostri. In queste cento pagine l'autore da vita ad un romanzo emozionante e dai risvolti tragici che però alla fine assume anche le sembianze di un piccolo saggio antropologico anche grazie alla splendida postfazione di Remo Cacciatori che analizza tutte le varie tematiche del libro come il ruolo della donna nella cultura africana e il confronto tra le "due Afriche", quella cittadina e della del villaggio, espresse entrambi splendidamente grazie ad un viaggio che il protagonista fa nel paese del suoi zii. 
Questo è un romanzo capace di sorprendere, di stregare e coinvolgere grazie alle storie, colpi di scena e alla scrittura, che consiglio di leggera a tutti coloro che, come me, non sanno resistere al fascino della splendida Africa.

Voto: 7

Frase: "Mi portasti nel limbo, ove giacevano i petali sfigurati dalla grandine della vita, dove scorrevano i fiumi gonfi di parole tenere che abbracciano l’anima, in una stretta avvinghiante, dove il sole tramuta il viso in un mare di miele. Vagai in quel limbo dove scendevano i sogni d’amore, gocce brillanti che sgorgavano dagli occhi candidi e germogliavano le note ovattate della dolcezza. Diventai quella voce urlante nel cuore della notte e morente al sorgere del sole, senza più una foglia verde per coprirmi, con pensieri che evaporavano a bocca aperta, senza prendere forma se non per dire all’infinito - Neyla, Neyla, Neyla..- "


Kossi Komla-Ebri è nato in Togo nel 1954. Sposato e padre di due figli, è cittadino  italo-togolese residente a Ponte Lombardo. In Italia dal 1974, si è laureato a Bologna nel 1982 in Medicina e Chirurgia e oggi lavora presso l'Ospedale Fatebenefratelli di Erba. Nel 1997 vince il primo premio della sezione narrativa del premio letterario Eks&tra di Rimini con il racconto "Quando attraversò il fiume" e nella sua carriera letteraria ha scritto diversi romanzi, articoli e saggi.

venerdì 25 maggio 2018

Recensione; "L'amore non fa soffrire" di Ettore Amato

Buon pomeriggio a tutti amici lettori!
Come ben sapete oggi è (finalmente) venerdì e prima di buttarci nel weekend, voglio finire questa settima parlandovi del secondo libro finito questa settimana, inviatomi gentilmente dall'autore Ettore Amato "L'amore non fa soffrire" un saggio scritto sotto forma di manuale creato per farci capire che il vero dolore non viene mai dall'amore ma sempre e solo dalla sua assenza.
Ecco la mia recensione!



Titolo: L'amore non fa soffrire
Autore: Ettore Amato
Paese: Italia
Genere: Saggio/Manuale
Pagine: 165
Casa editrice: Uno Editori
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo di copertina: 12.90 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Quante volte abbiamo detto "Oh, quanto fa male l'amore"? Ognuno di noi, almeno una volta nella vita si è fermato a pensare a quanto l'amore possa essere doloroso, a quanto faccia soffrire, a quanto sia crudele.
Ettore Amato, terapista ed esperto di comunicazione relazione, ci spiega quanto tutta questa convinzione sia assolutamente sbagliata; la vera sofferenza non è da ricercare nell'amore, ma nella sua mancanza e soprattutto nel modo in cui noi lo viviamo.
"L'amore non fa soffrire" presenta tutte le caratteristiche del manuale ma è creato con un accuratezza tale da rientrare tranquillamente nella saggistica; l'autore divide la sua opera in tre parti, nella prima parte parla delle convinzioni che abbiamo sull'amore e sul modo di vivere il rapporto di coppia (molto spesso assolutamente egoistiche e sbagliate), nella seconda spiega quali sono le sette regole fondamentali per smettere di soffrire e per evitare di "ammalarsi d'amore" e infine nella terza propone alcuni divertenti ed efficaci esercizi, da fare in coppia o da soli, per approfondire e consolidare ciò che si è letto, in modo da riflettere e cambiare la propria visione sull'amore.
Tutte e tre le parti risultano essere estremamente convincenti ed efficaci in principal modo perché l'autore risulta dare insegnamenti sull'amore e sulla vita di coppia alle volte addirittura elementari, ma proprio per questo, purtroppo troppo spesso dimenticate o sottovalutate, attingendo direttamente dalla vita vera, di cui troviamo svariati esempi durante la lettura. Risulta estremamente facile immedesimarsi e riconoscersi nelle esperienze che i vari pazienti, e attraverso loro riuscire così a cambiare il proprio modo di vivere l'amore.
Una lettura davvero interessante, per arrivare a comprendere in modo un po' più approfondito uno dei più grandi misteri della vita.

Voto: 7

Frase: "È la mancanza di amore a fare soffrire e non la sua presenza. Fino a quando i nostri pensieri saranno questi, non vorremo vivere l'amore per paura di soffrire, ma soffriremo a causa della sua mancanza"


Ettore Amato è autore, speaker ed esperto di comunicazione relazionale. Appassionato di cresciuta personale, nel 2005 partecipa ad un master di sei mesi per la formazioni degli adulti, per migliorare le sue competenze di coach e formatore. Nel 2013 decide di fondare il blog "Amoremaleducato,it", l'unico blog italiano che parla dell'amore in maniera concreta, libero dai condizionamenti e dai falsi miti che impediscono di essere felici. "L'amore non fa soffrire" è la sua prima pubblicazione, a cui segue "E vissero per sempre infelici e scontenti".

mercoledì 28 febbraio 2018

Recensione; "Infelici e contenti. Sull'arte di rovinarsi la vita" di Nerosfina

Buona sera amici lettori!
Siamo giunti all'ultimo giorno di questo breve e freddo Febbraio e, prima di buttarci a capofitto nella consueta classifica, ecco a voi l'ultima recensione del mese.
"Infelici e contenti. Sull'arte di rovinarsi la vita" libretto scritto da un anonimo autore con il pittoresco nome d'arte di "Nerosfina". Ho trovato questo libro grazie ad un'offerta lampo di Amazon e ciò che ho trovato è stata un esperienza incredibilmente piacevole e assolutamente divertente.
Ecco la mia recensione.



Titolo: Infelici e contenti. Sull'arte di rovinarsi la vita
Autore: Nerosfina
Paese: Italia
Genere: Saggio/ Romanzo ironico
Pagine: 70 
Casa editrice italiana: Castelvecchi
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo di copertina: 9 euro copertina flessibile
Ebook: 4.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs







"E vissero per sempre felici e contenti". Così inizia la maggior parte delle favole che abbiamo ascoltato da bambini ed è proprio a partire della tenere età che tutti noi abbiamo imparato che il vero ed unico senso della vita è raggiungere quella strana e fantastica cosa che tutti chiamiamo felicità. Ma tutto questo non fosse che una terribile bugia? Se il vero obbiettivo da raggiungere fosse la più totale e spietata infelicità? Nerosfina ci porta insieme a lui a porci queste importanti domande e in questo libretto, a metà tra il saggio, il romanzo ironico e il manuale, non solo prova a farci aprire gli occhi ma ci mostra anche i passi fondamentali per assicurarci la perfetta riuscita del percorso che tutti noi chiamiamo vita; essere infelici.
Autocommiserarsi, allontanarsi dalla realtà e dagli affetti, prendere appunti su tutte le cose brutte che ci sono capitate e soprattutto che ci capiteranno, questi sono solo alcuni dei consigli che l’autore si sente di darci, un una sorta di dovere nei confronti dell’umanità. Già a leggere solo la trama ho pensato che questa lettura potesse essere irresistibile, sensazione totalmente confermata nel corso della lettura.

Ironia, sketch, imprevedibili associazioni e inevitabili realtà si sprecano nelle sue pagine, capici di farsi passare un paio di ore di spensieratezza e di farci scappare qualche risata. Una boccata d’aria fresca, coronata da una fantastica rivelazione finale, in un mondo che, come ben sappiamo, si prende sempre troppo sul serio.

Voto: 7

Frase: "Insomma, qualsiasi cosa succeda, quando non sapete cosa fare, anzitutto deprimetevi, poi si vedrà"


Nerosfina vive a Roma. Ha studiato molto, collezionando innumerevoli e inutili titoli accademici. Oggi si occupa
soprattutto di aiutare le persone a tirar fuori il peggio di sé. Lavora prevalentemente la domenica e nei giorni festivi. Partecipa a molti funerali e pochi matrimoni. Veste sempre di nero.