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lunedì 15 luglio 2019

Segnalazione Thrillernord; "La sostituta" di Michelle Frances

Buongiorno a tutti cari amici lettori!
Voglio dare inizio a questa settimana partendo da una bella segnalazione Thrillernord!
Sul loro sito nello scorso weekend è infatti uscita la mia nuova recensione di "La sostituta" nuovo romanzo di Michelle Frances, autrice di "La fidanzata".
Qui sotto vi lascio scheda libro, trama e link per poter leggere la recensione completa




Titolo: La sostituta
Autore: Michelle Frances
Paese: Inghilterra
Titolo originale: The Temp
Genere: Romanzo
Pagine: 428
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Prezzo di copertina: 18.60 euro copertina rigida
Ebook: 9.99 euro
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Trama: 
Carrie ha tutto ciò che potrebbe desiderare. È una produttrice televisiva al culmine della carriera ed è felicemente sposata con Adrian, un attraente e brillante sceneggiatore. Non ha mai voluto figli eppure, quando scopre di essere incinta, si rende conto che quel bambino è la chiave di volta che completerà la sua vita perfetta. L'unica sua preoccupazione è doversi assentare dal lavoro. Per fortuna, però, ha trovato la sostituta ideale. Emma è giovane, intraprendente, volenterosa... forse fin troppo. In men che non si dica, si installa nel suo ufficio e inizia a prendere decisioni in totale autonomia. Ma non è tutto. Con la scusa di voler diventare una sceneggiatrice, Emma passa moltissimo tempo con Adrian, arrivando persino a presentarsi a casa sua per chiedergli consigli di scrittura. E Adrian sembra più che felice di poterle far da mentore, al punto da concentrare tutte le sue attenzioni su di lei. Pian piano, in Carrie s'insinua il dubbio che Emma stia mirando a sostituirla in tutti i sensi. E il sospetto si trasforma in certezza quando scopre che Emma era stata licenziata dal suo incarico precedente perché aveva raccolto in segreto informazioni su Adrian. Ma Carrie non ha nessuna intenzione di permettere a quell'arrampicatrice sociale di rubarle ciò che ha costruito in anni di sacrifici. E, quando trova Emma frugare tra le carte del marito, per Carrie è l'ultima goccia...


Recensione completa su thrillernord.it


Voto: 6.5




Michelle Frances si è laureata alla Bournemouth Film School nel 1996 e fino al 1998 ha vissuto a Los Angeles. Una volta fatto ritorno a Londra ha lavorato per diversi anni come produttore per diversi film e programmi tv. Il suo primo romanzo, "La fidanzata" è considerato un best seller internazionale. "La sostituta" è il suo nuovo romanzo.

lunedì 3 giugno 2019

Recensione; "Vox" di Christina Dalcher

Buon lunedì a tutti, amici lettori!
Giugno è arrivato con tutta la sua tipica prepotenza portando il caldo che tanti agognavano (io un po' meno) e soprattutto una grande fretta di recuperare quello che manca per concludere il capitolo Maggio. Inizio quindi con una recensione, l'ultima del mese appena passato. La mia ultima lettura di Maggio è stata "Vox", romanzo dispotico di Christina Dalcher che ha dato molto da discutere del mesi passati. Ho acquistato questo libro alla sua uscita sfruttando un buono e attirata dalla bella idea sulla quale viene basato e ho deciso di leggerlo adesso proprio per farmi un idea. Volete conoscerla? Se è così sapete già cosa fare, qui sotto trovare la recensione completa!



Titolo: Vox
Autore: Christina Dalcher
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Vox
Genere: Romanzo dispotico
Pagine: 414
Anno di pubblicazione: 2018 
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Prezzo di copertina: 19 euro copertina rigida 
Ebook: 9.99 euro 

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Jean McClellan era una donna come tante; di origini italiane, faceva parte di un gruppo di ricerca per curare l'afasia di Wernicke, una grave patologia che colpisce la parte del cervello che interessa il linguaggio, aveva un marito, quattro amati figli, e persino una storia ex coniugale con il suo affascinante collega Lorenzo. Tutto questo però è crollato miseramente quando al governo degli Stati Uniti è stato eletto Sam Myers e con lui si è fatto sempre più strada il Movimento per la Purezza, un gruppo di estremisti religiosi decisi a rilegare il più possibile le donne al ruolo di mogli e madri. Così per Jean e per milioni di donne in tutto il Paese ha inizio un vero e proprio incubo; sono costrette a lasciare il lavoro, consegnare passaporti, cellulari, computer, rinchiudere i libri e i giornali in un mobiletto a cui non avranno mai più accesso e soprattutto allacciarsi al polso un terribile bracciale che le permetterà di pronunciare solo cento parole al giorno. Questo è solo il primo passo di un processo ai confini della pazzia e Jean per un anno intero è costretta ad assistere a tutto il silenzio, per proteggere sè stessa e la sua unica figlia femmina Sonia, ma un giorno le capita una grande opportunità; il fratello del presidente dopo una brutta caduta sugli sci ha subito un brutto donna alla parte del cervello che lei per tanti anni ha studiato e lei sarà richiamata al suo studio per riuscire a salvarlo. Sarà l'occasione giusta per iniziare a cambiare finalmente le cose?


Come già detto questo è un libro che ha dato molto da parlare; tanti lo hanno letto, spinti dalla stessa curiosità che ha fatto in modo che anche io decidessi di acquistarlo, e hanno potuto dare così la loro opinioni, in alcuni casi positive, ma nella maggioranza, tendenzialmente ben al di sotto delle aspettative. Ora tocca a me parlarne ed effettivamente ho molte cose da dire. Inizio dicendo che l'idea di Christina Dalcher è a dir poco geniale e terrificante allo stesso tempo. Quando si inizia a leggere questo libro non si può che non provare un grandissima angoscia perchè pur essendo un dispotico la società che viene narrata poi così diversa da quella che viviamo. Si può dire addirittura che le avvenimenti a cui assistiamo o a cui abbiamo assistito negli ultimi hanno possano rappresentare un eventuale punto di partenza per la creazione del mondo in cui vive Jean e la sua famiglia. E questo non può che fare un immensa paura. L'autrice non ci nasconde questo messaggio e lo sottolinea, seppur velatamente, diverse volte all'interno della sua opera; fa chiari rifermenti, ad esempio, alla costruzione del muro che sta per dividere gli Stati Uniti dal Messico o la salita al potere dell'attuale presidente Tramp, citato non in prima persona ma apparso in un chiaro riferimento. Tutto questo fa si che l'opera si trasforma in un accusa nei confronti della società americana attuale, lanciata così tanto allo sbaraglio che potrebbe davvero giungere a trasformarsi in quella raccontata in "Vox", e soprattutto un campanello d'allarme per far sì che si faccia qualcosa per impedire che possa succedere una cosa del genere. "Vox" appare inoltre come un romanzo strettamente femminista, anche se le donne non sono le sole vittime della società descritta, determinata a colpire tutte quelle persone che si mostrano in modo "diverso" dall'originale idea cattolica di purezza ed obbedienza, come gli omosessuali, provati di qualunque diritto e rinchiusi in terribili centri di correzione; la Dalcher fa riferimento alle lotte femministe, agli scontri e alle proteste, poi risultate inutili ma comunque presenti e accese nell'animo delle persone. Ciò che fa rimanere davvero a bocca aperta però è il fatto che la maggior parte delle persone faccia finta di niente, assecondando in questo modo le azioni di quegli individui che invece sembrano incredibilmente d'accordo con le idea estremiste dei vertici; è impossibile non provare una grande rabbia a sentire i discorsi fatti da Steven, il figlio maggiore di Jean, uno dei giovani forgiati delle nuove idee, come ragionare sul fatto che doveva essere stato proprio così alla crescita della Germania nazista. Tutto questo, e altro ancora, ha fatto sì che per la prima metà del libro questa lettura è stata capace di coinvolgermi totalmente, entusiasmandomi, sconvolgendomi e lasciando davvero un segno nella mia anima.. peccato però che ad un certo punto tutto crolli totalmente. Cosa succeda nello specifico non so dirlo ma entrando nella seconda metà del libro ho sentito un vero e proprio strappo nella narrazione causato da vari fattori come ad esempio alcune svolte narrative un po' forzate, alcune scene descritte in modo banale e poco incisivo, alcune piccole ripetizioni che affaticano la lettura e soprattutto l'incapacità di comprendere il comportamento dei protagonisti. Ovviamente non posso entrare nello specifico per non rivelarvi troppo ma l'impressione che ho avuto è quella che l'autrice non sia stata in grande di sviluppare in modo corretto e credibile un idea così geniale come quella che ha avuto. Per questo "Vox" è uno di quei libri che un po' fa arrabbiare, e le aspettative vengono inevitabilmente deluse. In conclusione non posso dire che questa sia stata una brutta lettura ma allo stesso tempo mi sento un po' ferita ed incompleta, nello specifico da un finale incomprensibile ed irreale, quindi il mio voto non può essere alto. Peccato per quella parte iniziale, se avesse continuato così sarebbe stato indimenticabile..

Voto: 7

Frase: "Se qualcuno mi dicesse che in una settimana potrei far fuori il presidente, il Movimento per la Purezza e quell'incompetente pezzo di merda di Morgan LeBron, non gli crederei. Ma non potrei nemmeno contraddirlo. Non potrei dire niente"


Christina Dalcher si è laureata in Linguistica alla Georgetown University con una tesi sul dialetto fiorentino. Ha insegnato italiano, linguistica e fonetica in diverse università, ed è stata ricercatrice presso la City University London. Vive negli Stati Uniti e, quando possibile, trascorre del tempo in Italia, soprattutto a Napoli. "Vox" è il suo romanzo d’esordio.


lunedì 6 maggio 2019

Recensione; "Una stanza piena di gente" di Daniel Keyes

Buongiorno a tutti amici lettori!
Ci ho messo un po' ma eccomi pronta per la prima recensione del mese!
Oggi vi voglio parlare di "Una stanza piena di gente" di Daniel Keyes, un romanzo scioccante che racconta a sconvolgente storia vera di Billy Milligan, un uomo affetto dal grave disturbo mentale di personalità multipla. Questo libro mi è stato regalato per Natale dalla mia cara amica Chicca ed ero veramente molto curiosa di leggerlo. Ecco qui la mia recensione!




Titolo: Una stanza piena di gente
Autore: Daniel Keyes
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Minds of Billy Milligan 
Genere: Romanzo/Biografia
Pagine: 541
Prima pubblicazione: 1981
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Anno edizione: 2010
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
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Tutto ha inizio il 27 ottobre 1977, quando la polizia di Columbus, cittadina dell'Ohio, arresta Billy Milligan, accusato del rapimento e dello stupro di tre ragazze nei pressi dell'Università di Medicina. Fin da subito per gli inquirenti si rivela una situazione decisamente particolare; Milligan mostra infatti atteggiamenti decisamente insoliti, caratterizzati da improvvisi cambiamenti d'umore e una profonda amnesia sui fatti per cui viene accusato. è solo dopo diverso tempo e l'intervento di alcuni psicologi che emerge la sconvolgente verità; Billy Milligan è soggetto ad una grave malattia mentale chiamata disturbo della personalità multipla. Nella sua mente si alternano ventiquattro personaggi diversi alcuni innocui, altri molto pericolosi, dalla piccola Christene, di soli tre anni, all'intelligente anglosassone Arthur, dal quattordicenne Danny, terrorizzato dalle figure maschili, all'artista della fuga e amante della tecnologia Tommy, fino ad arrivare a Ragen, il violento jugoslavo, dotato di una forza incredibile. Ognuno di loro è una persona a sé, datata dei propri pensieri e capace di compiere azioni ben diverse da loro, ognuno di loro è stato creato in un particolare momento della vita di Billy ed emerge solo in alcune situazioni, senza che lui possa avere il minimo controllo. Il compito del sui avvocati sarà dimostrare al giudice e al mondo tutto questo, il compito di Daniel Keyes è di farci conoscere questa incredibile storia.



Daniel Keyes ci porta alla scoperta di questo caso giudiziario che ha sconvolto l'intera America degli anni '80 e lo fa da una posizione di grande favore, avendo potuto in prima persona parlare con Billy Milligan e vedere con i suoi occhi le terribili trasformazioni a cui egli era soggetto. Keyes divide l'opera in tre parti diverse; la prima racconta l'inizio delle indagini per i casi di stupro e la scoperta graduale del problema di Billy, la seconda invece è la biografia vera e propria, il racconto della difficile infanzia del giovane, distrutta dagli abusi del patrigno e il processo, decisamente interessante e sconvolgente, che ha portato la creazione dei vari alter ego; ed infine la terza in cui si conosce l'esito del processo e il percorso di Billy all'interno dei vari istituti psichiatrici che hanno tentato di aiutarlo nell'assimilare le diverse parti di sé. La patologia delle personalità multiple è un problema psichiatrico molto grave e molto rara e l'autore mostra molta attenzione nell'affrontarlo, portando il lettore ad avvicinarsi piano a piano a questo incredibile processo psichico. Il compito dell'autore è fin da subito quello di mostrare la reale versione della storia, indipendente da ciò che è stato pubblicato a quei tempi dalla stampa e dai media, in modo che chi a voglia di leggere la sua opera possa creare una sua personale opinione. Billy Milligan era una delinquente o una vittima? Questo è l'interrogativo più importante e andando avanti con la lettura sarà sempre più difficile trovare una risposta esaustiva. Billy Milligan è il bambino che ha vissuto la separazione dei propri genitori, il suicidio del padre naturale, la severità della madre, incapace allo stesso tempo di proteggere sé stessa e i figli dal secondo marito, un uomo terribile che con i suoi abusi ha fatto sì che Billy desiderasse allontanarsi da sé stesso fino a creare le varie personalità che per tutta la vita hanno finito per tormentarlo. Billy Milligan è però anche l'uomo che ha dato sfogo alle parti più segrete di sé per tormentare omosessuali nelle stazioni di sosta delle superstrade, per rapinare un famoso drug store e soprattutto per rapire e stuprare le donne che hanno dato vita a tutto. Impossibile non provare compassione per lui ma anche provare ribrezzo per le sue terribili azioni, in un tormento continuo che tocca profondamente chi ha voglia di leggere quest'opera. In conclusione, una lettura eccezionale, che ogni lettore dovrebbe leggere e immancabile per chi vuole approfondire un'oscura parte della mente umana.


Voto: 8

Frase: "Adesso mi rendo conto, che quando la polizia venne a prendermi a Channingway, in realtà non sono stato arrestato. Sono stato salvato. Mi dispiace che delle persone abbiano dovuto soffrire prima che ciò accadesse, ma mi sento come se dopo ventidue anni alla fine Dio avesse deciso di sorridermi"


Daniel Keyes nacque a Brooklyn  il 9 Agosto 1927 e morì il 15 giugno 2014 a Boca Raton. A diciassette anni si arruolò in Marina, imbarcandosi poi come commissario di bordo. Tornato a New York e laureatosi in Psicologia ha insegnato a lungo, soprattutto ai ragazzi con difficoltà di apprendimento. Proprio questo lavoro gli ha fornito lo spunto per scrivere il suo romanzo d'esordio "Fiori per Algernon" con cui ha vinto il Premio Hugo e dalla quale è stato tratto un film. "Una stanza piena di gente" è il suo secondo più celebre romanzo, l'unico tra quelli pubblicati ad essere stato tradotto in Italia.


giovedì 10 gennaio 2019

Recensione; "La vacanza ideale" di Claire Douglas

Buon giovedì a tutti amici lettori!
Come state? E soprattutto come vanno le vostre letture? Le mie procedano moderatamente bene e proprio ieri sera ho finito il libro di cui vi parlo oggi, un thriller edito Editrice Nord che mi ha permesso di ritrovare un autrice che io già conoscevo per le sue due pubblicazioni precedenti; Claire Douglas, celebre scrittrice inglese divenuta alla fama grazie al best seller internazionale "Le sorelle". Io ho avuto modo di rivalutare quest'autrice però solo in seguito (in quanto la lettura dell'esordio si è rivelata non all'altezza delle mie aspettative) con "La migliore amica", uno dei più bei thriller che ho letto nel 2017. Attendevo di poter leggere il suo terzo libro ossia "La vacanza ideale" da momento dell'uscita, avvenuta circa due mesi fa, soprattutto per scoprire se anche questo libro avrebbe seguito la buona strada intrapresa dal precedente oppure si sarebbe rivelato una delusione come il primo approccio. Bene, volete sapere la mia impressione finale? Ecco qui la mia recensione!


Titolo: La vacanza ideale
Autore: Claire Douglas
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Last Seen Alive
Genere: Thriller
Pagine: 341
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Prezzo di copertina: 18 euro copertina rigida
Ebook: 7.99 euro
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Libby Hall ha passato un periodo decisamente complesso. Maestra di una scuola elementare di Bath, è stata la protagonista di un atto eroico dopo aver salvato una bambina da un incendio improvviso scoppiato nelle cucine scolastiche ma questo fatto, capace di renderla un eroina agli occhi della comunità è stato capace di lasciarle delle ferite molto profonde, facendole perdere il bambino che portava in grembo e riportandole alla memoria un terribile fatto del suo passato. Per questo, quando sotto la porta della casa che condivide con il marito Jamie, trova un volantino che li invita a cambiare casa per una settimana, pensa che sia l'occasione giusta per cambiare aria e provare a rilassarsi un po' non che salvare il proprio matrimonio, giunto ad un periodo di cristi. Così la coppia ed il fedele golden retriver Ziggy giungono in Cornovaglia dove si trova la splendida casa delle vacanze di Philip e Tara Heywood, in quel momento trasferitesi a casa loro per poter sostenere la figlia malata, sottoposta ad un delicato intervento in ospedale. La casa è meravigliosa, ben più moderna e ricca di quanto Libby si sarebbe mai aspettata e pian piano inizia a sentirsi sempre più a suo agio, peccato che le cose siano destinate a cambiare, quando, passati un paio di giorni, la coppia viene colpita da eventi sempre più inquietanti che sfociano nel ritrovamento di un corpetto insanguinato sepolto in giardino. Impossibilitati a rimanere in quella casa, Libby e Jamie decidono di ritornare a Bath ma quello che hanno vissuto come un incubo presto si rivelerà essere solo all'inizio. Un'antica ed imprevedibile minaccia ha fatto il suo ritorno ed è decisa a svelare tutti i segreti del passato.


Ora posso dirlo con convinzione; anche questa thriller è un grande "sì"! Dopo lo scivolone nel libro d'esordio, Claire Douglas è stata capace di dimostrarmi di essere un autrice di tutto rispetto e in questa sua ultima pubblicazione mi regala un thriller adrenalinico veramente ideato molto bene. Inanzi tutto sceglie di partire da un piccolo capitolo introduttivo in cui la voce narrante rivela di aver appena ucciso il marito per poi passare ad una giovane coppia da poco sposata in viaggio verso una bella vacanza. Già queste due immagini permettono al lettore di crearsi due punti di riferimento, che vengono però totalmente destabilizzati quando andando avanti con la lettura si viene compiti da una serie infinita di piccoli eventi, atti per vessare questa coppia che sembra uguale a tutti gli altri, almeno apparentemente. La moglie e protagonista infatti nasconde alcuni profondi segreti nel suo passato e, nonostante l'attenzione venga spostata ai fatti presenti, è una cosa assolutamente da non sottovalutare perché sarà la chiave che svelerà l'interno mistero. Il passato che ritorna è un tema caro all'autrice (già descritto ne "La migliore amica") e più volte trattato nel thriller di ogni età, ma nonostante questo, risulta sempre un argomento interessante e funzionale, soprattutto se sviluppato in modo intelligente. In questo caso si ci trova di fronte ad una narrazione talmente intricata e complessa che per buona parte della lettura non si potrà avere la minima idea di cosa stia succedendo davvero. L'unica cosa da fare è raccogliere i pezzi, raggrupparli tutti insieme e aspettare di avere la chiave per dare ad ognuno il proprio posto, cosa che avverrà solo a tre quarti del libro e che sarà un vero e proprio colpo di scena. Come avrete capito questo libro mi è proprio piaciuto e merita tutta l'attenzione ma se devo trovare solo un piccolo neo potrei evidenziarlo nel finale, da una parte giusto e corretto dall'altra forse un po' troppo brusco. Avrei preferito che le vicende di Libby si concludessero in modo più chiaro e non così impercettibile, quasi da finale aperto per dare vita ad un seguito, per me quasi del tutto improbabile. Detto questo, un altro piccolo gioiellino da aggiungersi alla collana di Claire Douglas, un autrice che pian piano mi sta dimostrando quanto vale.

Voto: 8

Frase: "Viviamo le nostre vite cercando di fare il nostro meglio, commettiamo errori e senza volerlo, o a volte facendo apposta, facciamo arrabbiare le persone. Ma come facciamo a saper se poi si vendicheranno? Come facciamo a sapere se vi porteranno rancore, o quanto a lungo?"


Claire Douglas è una giornalista che scrive da quindici anni sia su quotidiani sia su riviste femminili. Tuttavia ha sempre coltivato la passione per la narrativa e il suo sogno di diventare scrittrice è divenuto realtà con "Le sorelle, con cui si è aggiudicata il Marie Claire Debut Novel Award, e con La migliore amica, thriller che hanno conquistato le classifiche inglesi e sono stati tradotti in tutto il mondo. Attualmente vive a Bath col marito e i due figli. Di suo pubblicazione anche "La vacanza ideale".







venerdì 7 dicembre 2018

Recensione; "Vita dopo vita" di Kate Atkinson

Seconda recensione di giornata, perché il tempo incalza e mi devo rimboccare le maniche, è su "Vita dopo vita" romanzo di Kate Atkinson che affronta un argomento molto importante e su cui si fonda il credo di diverse culture del mondo; la reincarnazione.
Senza indugiare oltre, ecco il mio personale e modesto commento


Titolo: Vita dopo vita
Autore: Kate Atkinson
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Life After Life
Genere: Romanzo 
Pagine: 521
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Prezzo di copertina: 18.60 euro copertina rigida, 13 euro copertina flessibile, 9.90 euro copertina rigida in edizione economica
Ebook: 6.99 euro
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Ursola Todd ha decisamente un potere molto speciale. Terza figlia di una famiglia aristocratica inglese cresce negli agi ma di certo non nella spensieratezza. Nell'esatto momento della sua nascita, si dovrà rendere infatti conto che il destino di ognuno di noi è assolutamente mutevole, che la morte è sempre dietro l'angolo e basta solamente una piccola scelta, nostra o di chi ci circonda, per andarle incontro oppure evitarla per un pelo. Ed è così che fino a quando non sarà grande e non capirà questo grande insegnamento che Ursola sarà costretta ad imbattersi più volte nella sua morte che per lei non sarà però la fine di tutto ma bensì un punto in cui fermarsi per poter ripartire da capo e rivivere la propria vita in modo diverso e, con un po' di fortuna, forse anche migliore.


Da aspirante scrittrice quale sono, alle volte mi capita di imbattermi in alcuni romanzi che mi colpiscono immediatamente per la geniale idea da cui sono nati. Quando capita mi ritrovo sempre a dirmi - Cavolo! Potessi aver avuto io un idea del genere! -. Questo romanzo è uno di quelli. L'idea che ha avuto Kate Atkinson nel creare questo romanzo è qualcosa di veramente geniale e mi ha spinto a leggere le prime duecento pagine come se non ci fosse un domani. Non ho potuto fare a meno di rimanere coinvolta nella vita della piccola Ursola e della sua famiglia, una vita assolutamente insolita e particolare ma capace di rendere splendidamente l'idea che ognuno di noi è l'artefice principale del nostro destino e che ogni nostra scelte può portare a strade completamente diverse. Inutile specificare quindi che il romanzo parla di reincarnazione, anche se non nella versione reale del concetto. Come saprete infatti la reincarnazione prevede il ritorno in vita dopo la morte in un altro essere vivente, mentre con Ursola succede una cosa molto particolare; lei ha la possibilità di reincarnarsi e lo fa molteplici volte durante il romanzo ma lo fa nella sua stessa vita, come se si trovasse all'interno di un videogioco e avesse modo di ricominciare tutto da capo per cercare di andare avanti nel livello. Tutto questo appare incredibilmente interessante, almeno fino a quando la storia diventa più corposa e i salti temporali decisamente troppo ambi. Da quel momento in poi la narrazione assume delle sembianze troppo confuse, i personaggi si mischiano tra di loro ed è davvero troppo difficile, una volta ricominciato a leggere, mettere ordine tra gli eventi e le situazioni. Ciò avviene senza dubbio anche grazie all'importanza del periodo storico in cui sfocia la storia, Ursola sarà infatti al centro di alcune delle vicende che hanno caratterizzato la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto grazie alla sua amicizia con Eva Braun che le permetterà di essere a stretto contatto con Adolf Hitler. Detto questo però l'impressione che ho avuto da metà libro in avanti è che il progetto iniziale si sia rivelato un po' troppo ambizioso, e lo dico con tutto il rispetto possibile per una scrittrice che è stata addirittura inserita nell'Ordine dell'Impero Britannico per meriti Letterari. Forse una vita più semplice sarebbe stata più adatta Ursola, già così enormemente speciale di suo, e questo avrebbe permesso al lettore di rimanere ancorato al messaggio iniziale, senza rischiare di perdersi nel turbine degli eventi. Detto questo si tratta sicuramente di un romanzo insolito e particolare, forse però adatto solo a chi affronta la lettura in modo lento e metodico, magari chi è abituato a romanzi di un certo livello letterario. A me non ha convinto, ma forse io non sono ancora nella condizione adatta per comprenderlo a pieno.

Voto: 6

Frase: "- Dopotutto abbiamo una vita soltanto, dovremmo sfruttarla al meglio. Non sarà mai perfetta, ma dobbiamo provarci -.  - E se avessi la possibilità di rivivere più volte la tua vita, finché non venisse come deve? Non sarebbe splendido? -"




Kate Atkinson è nata il 20 dicembre 1961 a York, Inghilterra, ed attualmente vive ad Edimburgo. Studentessa di Letteratura britannica si è laureata nel 1974. Dopo essersi sposata e aver avuto il primo figlio, si rimette a studiare e conquista il dottorato in Letteratura americana. Il suo esordio come autrice avviene nel 1995 con "Dietro le quinte al museo" con cui vince il prestigioso Costa Book Awards. Autrice di diversi racconti, a volte di stampo comico altre satirico, si specializza nella creazione di romanzi in cui la vita mondana si lega a quello della magia tanto da dare vita ad un vero e proprio genere letterario; il Realismo magico. Nel 2011 è diventata inoltre Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico. Di sua pubblicazione "Lontano dal mio giardino", "I casi dimenticati", "Un colpo di fortuna", "Aspettando buone notizie", "Vita dopo vita", "Un dio in rovina" e "Tutti i bambini perduti".


Recensione; "La lettera" di Kathryn Hughes

Buon venerdì a tutti amici lettori!
Continua la mia missione fine a recuperare le letture di Novembre con il mio personale commento di "La lettera" celebre romanzo di Kathry Hughes che lo scorso anno è stato capace di conquistare milioni di lettori e che proprio in questo periodo possiamo ritrovare in una nuova edizione economica. Ecco qui il mio commento



Titolo: La lettera
Autore: Kathryn Hughes
Paese: Inghilterra
Titolo originale: The Letter
Genere: Romanzo
Pagine: 348
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Editrice Nord/TEA
Prezzo di copertina: 16.60 euro copertina rigida, 5 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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La vita di Tina non è delle più rosee; sposata con un uomo nullafacente e violento, è vittima ogni giorno del duro lavoro e dei suoi continui supporsi. L'unica parentesi lieta della sua settimana è il sabato, quando può rilassarsi all'interno del Charity Shop dove ha trovato impiego. Ed è proprio un sabato mattina che, arrivando al negozio, Tina trova un sacco di vestiti abbandonato che cela un grande segreto; all'interno della tasca interna di un vecchio completo da uomo, la ragazza trova infatti una misteriosa lettera d'amore scritta da un certo Billy all'amata Chrissie. La cosa strana che colpisce subito Tina è il fatto che la lettera non è mai stata spedita e un po' per curiosità, un po' per distrarsi dalla sua vita famigliare, decide di iniziare le ricerche per saperne di più su quei due giovani innamorati e sul motivo che ha portato la fine del loro splendido amore.


"La lettera" è un romanzo di cui moltissimo si è parlato alla fine delle scorso anno e anche io non ho potuto resistere alla tentazione di inserirlo nelle lista dei regali di Natale. La storia viene impostata su un idea non proprio originalissima; lettere misteriose ritrovate dopo molto tempo che conducono la o il protagonista a compiere un viaggio per scoprire cosa è successo al destinarlo e al suo mittente si sono ampiamente viste in romanzi e film degli ultimi tempi. Nonostante questo però bisogna ammettere che Kathryn Hughes si rivela sa subito molto brava nel non cadere mai nello scontato facendo partire sì un lungo e presumibile fashback ma rendendo entrambe le correnti storiche, sia quella passata che quella presenta, incredibilmente scorrevole. La lettura vola quindi che è un piacere ma allo stesso tempo viene "turbata" a tratti da importanti tematiche sia attuali, come le violenze domestiche, sia passate come la terribile condizione delle donne dell'anteguerra rimaste incinte diseredate dalla famiglia e rinchiuse in conventi dove dovevano subire duri lavori e soprattutto abbandonare i loro bambini senza il minimo diritto di scelta. Impossibile quindi non rimanere colpiti da alcuni colpi di scena e lasciarsi trasportare da una narrazione ben struttura che scorre su diversi piani, ulteriormente arricchita dall'arrivo di William, un giovane americano giunto in Irlanda per conoscere la sua vera madre e che si rivelerà essere un elemento fondamentale per risolvere il mistero dei due innamorati. In conclusione una lettura assolutamente piacevole, adatta ai momenti in cui si ha bisogno di leggere qualcosa di leggero ma senza cadere nel banale. Promosso!

Voto: 7.5


Kathryn Hughes è nata ad Altrincham, nel Cheshire, dove ancora attualmente vive. "La lettera", che ha riscosso da subito un grande successo di pubblico e critica, è il suo primo romanzo cui è seguito qualche anno dopo "Il mio segreto".




venerdì 22 giugno 2018

Consiglio per il weekend; "Marked" di P.C. Cast e Kristin Cast

Buongiorno amici lettori!
E anche il venerdì è finalmente arrivato e in questo periodo che ormai respira d'estate è ancora più gradito.
Come consueto l'ultimo post della settimana riguarda il mio consiglio di lettura per il weekend e anche questa volta ho voluto pescarlo negli anfratti dei miei anni passati; come forse saprete dai miei racconti, in epoca adolescenziale andavo matta per il genere fantasy e dispotico e questo libro fa parte proprio di questa categoria. Sto parlando di "Marked. La casa della notte" libro scritto a quattro mani da madre e figlia da P.C. e Kristin Cast, primo della serie che vede come protagonista Zoey Redbird che dopo aver ricevuto "il marchio" dovrà trasferirsi nella "Casa della notte" ed eseguire la formazione per diventare vampiro. "Marked" è il primo volume di una fortunata serie composta da ben dodici libri e sette racconti di cornice.
Se non lo conoscete vi invito a dargli un occhiata, soprattutto agli appassionati del gemere che potranno lanciarsi in una vera e propria avventura!
Vi aspetto lunedì per iniziare insieme una nuova settimana all'insegna dei libri!



Titolo: Marked. La Casa della notte
Autore: P.C. & Kristin Cast
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Marked
Genere: Fantasy/Young Adult
Pagine: 333
Anno di pubblicazione: 2007
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Prezzo di copertina: 8.50 euro copertina flessibile, 16.50 euro copertina rigida
Ebook: 3.99 euro
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Trama:


Mi chiamo Zoey, ho sedici anni, una madre apprensiva, un patrigno scostante e una sorella maggiore tutta perfettina. E per lungo tempo sono stata convinta che questi fossero i miei problemi. Mi sbagliavo. Perché un giorno ho ricevuto il Marchio: una mezzaluna blu tatuata sulla fronte. E tutto è cambiato. Dovete sapere che il Marchio è la prima tappa per diventare un vampiro. La successiva è entrare nella Casa della Notte, una scuola dove s'impara a controllare i propri poteri e ad affrontare la delicatissima fase della Trasformazione. Cosa succede, allora? Alternativa uno: mi trasformo in vampiro, cioè divento più che umana; più forte, più intelligente, più dotata. Alternativa due: il mio corpo rifiuta la trasformazione e io muoio. Per sempre. Ma neppure questo è il mio problema più grosso. Oh, no. Il fatto è che il mio marchio è diverso da quello degli altri, è il segno di capacità incredibili per una ragazza della mia età, e ciò non aiuta a farmi nuovi amici. Senza contare che Afrodite, la presidentessa delle Figlie Oscure, il club più esclusivo della scuola, non ha preso molto bene la mia "superiorità". Insomma mi odia. Talvolta vorrei tornare indietro, ma non posso. Anche perché qui, nella Casa della Notte, sta succedendo qualcosa di profondamente sbagliato e pericoloso. E io sono l'unica che possa fermarlo.


Phyllis Christine Cast , nota al pubblico come P.C. Cast, è nata il 30 aprile 1960 a Watseka, Illinois.
Il suo esordio letterario avviene nel 2001 con la pubblicazione di "Goddes in Mistakes" e  dopo aver vinto numerosi riconoscimenti con esso e le opere seguenti, nel 2005 inizia a scrivere la serie fantasy per adolescenti "Marked", insieme alla figlia Kristin, anche lei da sempre amante della letteratura.
Al momento la serie "Marked" ha all'attivo dodici libri e sette romanzi di cornice, tradotti in dodici Paesi.