giovedì 14 marzo 2019

Recensione; "Dai tuoi occhi solamente" di Francesca Diotallevi

Buon giovedì a tutti amici lettori!
Oggi vi voglio parlare di una delle mie ultime letture e la cosa mi rende davvero felice perchè si tratta di un libro che ho scoperto per caso ma che mi ha davvero conquistato grazie alla bellezza della trama e alla magnificenza della prosa. Sto parlando di "Dai tuoi occhi solamente" di Francesca Diotallevi, romanzo edito Neri Pozza (che non delude mai!) ispirato alla vita della fotografa statunitense di origini francesi Vivian Maier, una donna davvero unica nel suo genere che merita di essere conosciuta e questo libro è un ottimo punto di partenza. Potrei rivelarvi tutto già adesso quindi mi fermo qui. Ecco la mia (appassionata) recensione!





Titolo: Dai tuoi occhi solamente
Autore: Francesca Diotallevi
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 207
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo di copertina: 16.50 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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È il 1954 quando Vivian Mailer, tata di professione, fotografa nell'anima, bussa per la prima volta alla porta dei Warren, la famiglia newyorkese presso la quale si appresta a lavorare. Vivian è una donna alta, magra, porta i capelli tagliati molto corti, veste abiti semplici, anonimi e non fa mai nulla per attirare attenzione. In pratica è tutto l'opposto di Celia Warren, la padrona di casa, donna insoddisfatta, chiassosa, un po' appariscente ma a Vivian, questo, come molte altre cose, non le interessa. Lei è lì per prendersi cura di Grace e Arthur, i due figli della coppia, e del bambino che da lì a breve nascerà, prendendosi solo il tempo di tanto in tanto di scattare qualche fotografia con la sua amata Rolleiflex, quando proprio ne sente la necessità. Mai potrebbe immaginare che il suo rapporto con quella famiglia presto si rivelerà ben più importante di un semplice rapporto di lavoro e che Frank Warren, il padrone di casa non che celebre scritture, potrebbe essere il primo ad andare oltre la corazza che in tanti anni si è faticosamente cucita addosso, portando alla luce emozioni, dolori ed esperienze, faticosamente dimenticate.


Già dal capitolo introduttivo (l'unico a parte quello conclusivo ad essere scritti in prima persona) avevo capito che questa storia mi aveva del tutto ammaliato. In primo luogo sono rimasta colpita dalla prosa della scrittrice, musicale, eccellente, senza dubbio una delle più belle che io abbia mai incontrato. Poi sono stata colpita dalla potenza della storia, dalla bellezza dei personaggi, dalla magia delle situazioni, e lì è stato amore. Penso sia impossibile rimanere impassibili di fronte al personaggi di Vivian Maier, una donna che ha vissuto un infanzia difficile, sotto il controllo di una madre inutilmente severa e costantemente arrabbiata, che ha dovuto più volte cambiare Paese, dalla Francia all'America, che ha deciso di annullarsi, dedicandosi agli altri ma che ha conservato quel primo amore viscerale per la fotografia non avendo però il coraggio di mettere a nudo il suo talento, rimasto sopito nelle centinaia di fotografie scattate e mai sviluppate, ritrovare casualmente ben dopo la sua morte, avvenuta nel 2009 a Chicago. Vivian Maier ha scelto di rimanere nell'ombra, di vivere di stenti, e Francesca Diotallevi cerca di spiegarcelo dando vita ad una storia ispirata alla sua vita che colpisce il lettore senza lasciarlo più andare. Di questa lettura ho davvero amato tutto, dalla struttura alle scelte narrative, dai salti temporali fino a culminare con il personaggi; splendidi, unici, talmente reali che un po' delude scoprire alla fine che sono solo frutto di fantasia. Non ho potuto non emozionarmi assistendomi all'evolversi del rapporto tra Vivian e Frank, quel padrone così particolare che cerca costantemente di trovare il suo io all'interno delle parole stampate e che sembra l'unico ad essere riuscito a scorgere la vera essenza della sua particolare tata. Incanta vederli discutere di fotografia e di scrittura, due arti apparentemente diverse ma in realtà molto simili, così come studiarsi a vicenda dando vita ad un rapporto che non è amicizia, non è nemmeno amore, è qualcosa a sè, che solo loro hanno. "Dai tuoi occhi solamente" mi ha permesso di viaggiare con la fantasia, di staccare davvero la spina del mondo e catapultarmi una storia fatta di vita, di scelte e di passione, e soprattutto ha fatto sì che io conoscessi una grande artista fino ad ora a me sconosciuta, che non potrò fare a meno di approfondire. Per questo, a Francesca Diotallevi, non posso che dire, infinitamente grazie.

Voto: 9

Frase: "Non tutte le storie sono storie d’amore, non tutte le storie hanno lieto fine. La mia è la storia di chi ha vissuto attraverso le storie degli altri, di chi ha visto tutto senza mai essere vista. La mia è la storia di un ombra."




Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985, si è laureata in Scienze dei Beni Culturali e nel 2013 ha esordito in letteratura con il suo romanzo "Le stanze buie". Di sua pubblicazione "Amedeo, je t'aime", "Dentro soffia il vento", il racconto "Le Grand Diable" e "Dai tuoi occhi solamente".

mercoledì 13 marzo 2019

Recensione; "Il suggeritore" di Donato Carrisi

Buongiorno amici lettori! Buon mercoledì e buon inizio (per me) con le recensioni di Marzo!
Finalmente ho salutato la parentesi Febbraio ed oggi sono pronta per parlarvi delle letture che fino ad oggi hanno caratterizzato il mio mese libroso. La primissima lettura di Marzo è stato il mio attesissimo primo approccio con un autore molto celebre nel mondo thriller nostrano; Donato Carrisi. Da diverso tempo desideravo iniziare la sua conoscenza e quindi ho sfruttato la palla al balzo, buttandomi alla scoperta del suo esodio, "Il suggeritore" con il quale ha vinto il Premio Bancarella nel 2009. Quale sarà stata la mia impressione? Per saperlo vi basta continuare a leggere. Ecco la mia recensione!



Titolo: Il suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Paese: Italia
Genere: Thriller
Pagine: 468
Anno di pubblicazione: 2009
Casa editrice: Longanesi
Prezzo di copertina: 18.60 euro copertina rigida, 10 euro versione economica
Ebook: 8.99 euro
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Al seguito della sparizione di cinque bambine e del consecutivo ritrovamento di alcune braccia chiaramente infantili sepolte nel bosco, l'investigatrice Mila Vasquez, esperta di persone scomparse, viene affiancata alla squadra investigativa capeggiata dal collaboratore civile Goran Gavila, celebre criminologo. Il caso si annuncia da subito uno dei più oscuri al quale si sia trovata di fronte, non solo per la drammaticità della situazione ma perché il serial killer sembra essere sempre un passo avanti a lei e per Mila non sarà per niente facile districarsi tra i molteplici casi che sembrano emergere pian piano che si procede verso la cattura dell'assassino, un uomo misterioso, senza volto e senza identità che sembra però allo stesso modo essere dappertutto, vedere tutto ed entrare in tutte le loro menti. La lotta contro il suggeritore è solo all'inizio


Come ho scritto nella presentazione da tempo desideravo leggere qualcosa di Donato Carrisi e mi è sembrato giusto iniziare dal suo celebre esordio non che primo capitolo di una delle sue due serie investigative. Ciò che ho trovato è una scrittura tipicamente maschile, forte e senza scrupoli, che si allontana e non di poco da quella che è la prosa dei suoi colleghi compatrioti, assumendo da subito un stile ben più sterile ed asettico, molto affine con i thriller nordici che ho avuto più volte modo di scoprire da quando collaboro con Thrillernord. Questa caratteristica inizialmente mi ha un po' stranito; non riuscivo a capire dove ci trovavamo, cosa stava succedendo e con chi mi apprestavo a dialogare. Pian piano però le pagine hanno iniziato a scorrere una dietro l'altro, facendomi cadere in un turbino di terrore e adrenalina, di scene che rimangono impresse nelle mante e di personaggi davvero unici nel loro genere. La prima fra tutte a presentarsi come un colpo di scena vivente è la protagonista; Mila Vasquez, una dective dal passato tormentato che da subito mi ha ricordato Aurora Scalviati di Barbara Baraldi e, forse per questo motivo, mi è stata da subito simpatica. In un mondo (anche sul campo letterario) controllato dagli uomini è bello quando un autore decide di dare così tanta importanza ad un personaggi femminile che si rivela subito la chiave per risolvere il mistero soprattutto quando ci si renderà conto che il suo passato è ben più intricato alla vicenda recente di quanto ci si possa immaginare. Come dicevo l'adrenalina non può che farne da ragione e l'impressione che si ha, pian piano che si procede della lettura è di stare leggendo non solo un libro, ma due, tre, quattro, cinque libri racchiusi in un solo il cui narratore celato nel buoi non prende mai sembianze nette ma conduce, sia noi che gli investigatori, sulla strada da lui scelta. Qual'è il suo vero ruolo? Quali solo i suoi obbiettivi? Non basterà arrivare alla fine per avere queste risposte. Se c'è un piccolo neo in questa lettura che per tutto il resto promette colpi di scena ed emozioni, è da ritrovarsi nella fine; visto che si tratta del primo capitolo di una serie era presumibile che il finale sarebbe stato aperto ma mi sarei aspettata un punto di sospensione un po' più definito, anche drastico magari, quel grande colpo di scena che fa desiderare ardentemente di continuare a leggere. La voglia di scoprire cosa succedere comunque di certo non manca e io mi lancerò prossimamente alla scoperta del seguito; "L'ipotesi del male". Chissà cos'altro potrà succedere?


Voto: 8


Donato Carrisi è nato a Martina Franca il 25 marzo 1973 e attualmente vive a Roma. Collaboratore di "Il Corriere della Sera", scrittore di teatro, sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, ha esordito in letteratura con il thriller "Il suggeritore" con il quale ha vinto il Premio Bancarella. Della stesse serie, con protagonista Mila Vasquez, fanno parte anche "L'ipotesi del male", "L'uomo del labirinto" e "Il gioco del suggeritore". Di sua pubblicazione anche la serie con protagonisti Marcus e Sandra, "Il tribunale delle anime", "Il cacciatore del buio" e "Il maestro delle ombre", non che altri due libri auto conclusivi "La donna dei fiori di carta" e "La ragazza nella nebbia".

martedì 12 marzo 2019

Le migliori letture del mese; Febbraio 2019!



Buongiorno amici lettori!
Squillino le trombe, suonano i tamburi, finalmente ce l'ho fatta! Con la bellezza di dodici giorni di ritardo (mio record personale) eccomi qui per il wrap up di Febbraio! Visto la tantissima attesa proporrei di saltare i convenevoli e passare direttamente al sodo. Nonostante febbraio sia passato in un attimo senza darmi il tempo di essere presente sui social, le letture che ho fatto sono state abbastanza, al di sotto della soglia mensile prevista ma comunque di buona qualità, che infondo è la cosa più importante. Come per Gennaio anche questo mese non ho avuto letture "insufficienti" (a mio parere ovviamente) ma si sono posizionate tutte dal 7 in su. Il totale delle letture mensili è stato otto libri e non vedo davvero l'ora di mostrarveli tutti nella classifica finale. Ormai sapere come funziona quindi, buona lettura!


Ottavo posto: "Nulla fallisce" di AL

Nata da una collaborazione con un autore emergente, questa lettura saputo coinvolgermi grazie al racconto della vita del protagonista, un ragazzo dalla grande sofferenza e dall'infanzia dolorosa che ha trovato però il coraggio di rialzarsi ed entrare in contatto con la parte più vera di sè.

Voto: 7               Recensione completa qui



Settimo posto: "Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo" di Gilbert Sinoué

Febbraio è il mese dell'amore quindi ho deciso di adeguarmi leggendo questo bel saggio romanzato che racconta dodici grandi amori che con la loro forza hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del mondo. Da conservare.

Voto: 7.5                      Recensione completa qui



Sesto posto; "Insurgent" di Veronica Roth

Secondo capitolo della saga adolescenziale dispotica Divergent in cui i protagonisti si ritrovano impigliati in un'estenuante lotta per la libertà e la verità. Ben più d'azione rispetto al primo mi ha inchiodato alle pagine rivelandosi sicuramente per adolescenti ma piacevole anche per un pubblico più adulto.

Voto: 7.5                   Recensione completa qui



Quinto posto: "Un pallido orizzonte di colline" di Kazuo Ishiguro

Romanzo d'esordio di un autore che mi sta letteralmente ipnotizzando parola per parola portandomi all'interno del suo mondo dove è molto difficile comprendere cosa sta succedendo. In questo romanzo breve Ishiguro ci porta a conoscere il suo Paese d'origine alle soglie della fine della guerra attraverso la storia della protagonista e di una particolare amicizia

Voto: 8                          Recensione completa qui



Quarto posto: "Se i pesci guardassero le stelle" di Luca Ammirati 

Primo libro per Thrillernord. una lettura coinvolgente, toccante e dolce sull'importanza dei sogni e delle speranza in un vita che spazio per esse ne lascia ben poco. Impossibile non affezionarsi a Samuele e al suo piccolo amico Leo, gli unici che forse non hanno ancora paura di alzare gli occhi verso le stelle ed immaginare un vita migliore.

Voto: 8                       Recensione completa su thrillernord.it



Terzo posto: "The wife. Vivere nell'ombra" di Meg Wolitzer

Sul podio non poteva non salire la lettura scelta questo mese per "We can read it", gruppo di lettura femminista a cui se possibile partecipo sempre molto volentieri. Un romanzo eccezionale sul ruolo di moglie, donna e scrittrice nell'America degli anni '50. Molto bello anche il film.

Voto: 8                           Recensione completa qui



Secondo posto: "La musa degli incubi" di Laini Taylor

Secondo ed ultimo libro della duologia fantasy iniziata con "Il sognatore". Se avete amato il primo libro e pensate di aver già scoperto tutto sbagliate! Questo libro è una scoperta continua e non potrà non entusiasmarvi. Letto per Thrillernord.

Voto: 8                        Recensione completa su thrillernord.it



Primo posto: "I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre" di Raffaella Ranise

Ebbene sì, al primo posto non poteva che esserci questo meraviglioso saggio che mi ha commosso, mi ha stupito, mi ha entusiasmato grazie al racconto della storia di una delle dinastie più magiche e tormentate della storia Europea. Imperdibile!

Voto: 8                         Recensione completa qui





Eccoci giunti finalmente alla fine. Ora possiamo salutare Febbraio e lanciarci alla scoperta delle letture che mi hanno accompagnato e che mi accompagneranno in questo Marzo che sfreme per essere considerato!Nuove letture stiamo arrivando!

lunedì 11 marzo 2019

Recensione; "I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre" di Raffaella Ranise

Buona sera amici lettori!
Speciale appuntamento serale per parlarvi dell'ultima lettura di Febbraio e quindi finalmente concludere la parentesi dello scorso mese (le letture di questo mese già si stanno accumulando ed iniziano a guardarmi male quindi è proprio il caso che io mi dia una mossa). Domani mattina ci sarà il consueto wrap up con classifica ma ora concentriamoci su quella che è stata la lettura conclusiva del mese, uno splendido saggio, relativamente breve ma incredibilmente interessante e ben fatto che ripercorre la storia di una delle dinastie più celebre e tormentate della Storia Europea; i Romanov, famiglia reale russa dal 1600 al 1900., studiata nei minimi dettagli in questa opera di Raffaella Ranise. Non voglio svelarvi troppo nella presentazione quindi mi fermo qui. Se siete interessanti, e io vi invito caldamente ad esserlo, ecco qui la mia recensione.




Titolo: I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre
Autore: Raffaella Ranise
Paese: Italia
Genere: Saggio
Pagine: 133
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Marsilio Editori
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Tutti noi, bene o male, abbiamo sentito parlare dei Romanov, anche solo attraverso il famoso film Disney sulla principessa Anastasia, ma ben pochi di noi sanno chi erano davvero, come sono giunti al potere e i motivi che hanno determinato la loro drammatica fine. Raffaella Ranise vuole spiegarcelo e lo fa attraverso un saggio che in poco più di 130 pagine ripercorre trecento anni di storia, a partire da Michele I, il primo della famiglia Romanov ad essere proclamato Zar di tutte le Russie, passando per la lunga serie di Zarine, Caterina I, Elisabetta, Caterina la Grande, fino ad arrivare a Nicola II, l'ultimo zar, e alla fine della sua famiglia che giunge risaputa ma che colpisce come un pungo allo stomaco, infondendo al lettore un immensa tristezza ed angoscia. Ma i Romanov non sono solo Nicola, Alessandra ed Anastasia e, seppur riservandogli una buona parte dell'opera, l'autrice dona all'intera dinastia la stessa importanza, mettendo in luce episodi e noi forse totalmente ignoti ma capaci di incollarci alle pagine. La storia dei Romanov è una storia di potere ma anche una storia di declino, di scelte sbagliate, di tradimenti, di congiure, di finte morti, di attentati, La storia dei Romanov è anche una grande storia d'amore, lo sanno bene gli ultimi sovrani, uniti nonostante tutto, fino alla fine. Raffaella Ranise vuole raccontare la loro storia ma non si limita a fare questo; dona al lettore delle testimonianze su come fosse la vita non solo in Russia ma nell'intera Europa attraverso i vari secoli, dando stessa importanza ai fatti documentati che alle leggende che in una dinastia come questa certo non possono mancare. Ed è così che il lettore si troverà a leggere di un re che ha finto la sua morte per diventare un guru spirituale e divulgare la sua religione, di un bambino ucciso e poi tornato ormai uomo per riprendersi il suo regno, di un potete santone che con i suoi trucchi è riuscito a segnare un intera dinastia e che sembrava davvero non potesse morire. Tutto questo, e molto altro e contenuto in questo piccolo ma imperdibile saggio arricchito inoltre da un approfondito albero genealogico e a delle splendide fotografie di Nicola II e della sua famiglia che, nonostante gli anni passati, rimarrà per sempre nel cuore di tutti coloro che li hanno conosciuti. Questo anche grazie alla penna di Raffaella Ranise.


Voto: 8

Frase: "Nessuna dinastia è stata tanto venerata, forse per questo la fine sarà tanto tragica"


Raffaella Ranise è nata a Imperia e si è laureata in giurisprudenza all’Università degli Studi di Genova. Ha collaborato alla cattedra di Diritto del lavoro della stessa Università presso il polo imperiese. Da alcuni anni si dedica alla scrittura. Ha pubblicato, insieme a Giuseppina Tripodi  "Rita Levi-Montalcini: aggiungere vita ai giorni" (Longanesi 2013) e per Marsilio "Noi un punto nell’universo. Storia semplice dell’astronomia". "I Romanov. Storia di una dinastia tra luce e ombre" è il suo ultimo saggio.



sabato 9 marzo 2019

Segnalazione; "Aquila. Le vette dello spirito" di Monika M

Buon sabato a tutti amici lettori!
Oggi vi voglio parlare di un bellissimo nuovo arrivo, arrivatomi proprio ieri grazie alla gentile autrice Monika M che ha deciso di collaborare con me inviandomi una copia cartacea del suo nuovo romanzo "Aquila. Le vette dello spirito". In attesa di poterlo leggere e quindi parlarvene meglio vi lascio qui la scheda libro, la trama e biografia dell'autrice.




Titolo: Aquila. Le vette dello spirito
Autore: Monika M
Paese: Italia
Genere: Thriller storico
Pagine: 246
Anno di pubblicazione: 2019
Metodo di pubblicazione: Self publishing 
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile
Ebook: 2.99 euro

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Trama:
Monika M, costruisce un thriller storico avvincente!I Templari nascosero, in varie città europee, parte del tesoro riportato dalla Terra Santa, L'Aquila sarebbe una di queste. La narrazione prende il via alla morte del Papa Angelico, Celestino V, protagonisti un manipoli di uomini fedeli al Santo che lotteranno per impedire al successore, Bonifacio VIII, di infangare e cancellare la memoria dell'eremita della Majella. Malachia, giovane professo, redigerà in segreto un tomo che l'oscura epoca rievoca. Unicamente dopo il terremoto del 2009 il manoscritto verrà ritrovato, nella Basilica di Collemaggio, da Bramante. Quali misteri cela da sempre la città di L'Aquila? Questo l'enigma


Monika M è un appassionata di arte e storia, viaggiatrice cronica e sognatrice irrecuperabile. Scrive quando non legge ed è una booklover a tempo pieno. Osserva molto, ma le sue storie nascono sempre da curiosità storiche. Il suo più grande pregio? L’ironia. I suoi romanzi sono “Margot”, “Fregiate virtù”, “Come un isola” e “Aquila. Le vette dello spirito”.

giovedì 7 marzo 2019

Recensione: "Un pallido orizzonte di colline" di Kazuo Ishiguro

Buon giovedì a tutti amici lettori!
La prima settimana di Marzo sta per volgere al termine e io vi annuncio con estrema gioia che ho quasi finito di recuperare le letture di Febbraio, oltre a quella di cui vi parlerò questa mattina me ne manca infatti solo una di cui vi parlerò appena possibile neri prossimi giorni.
Ma ora concentriamoci sul libro di oggi, un piccolo gioiellino che è entrato a far parte della mia libreria in modo improvviso ed inaspettato in quanto unico acquisto cartaceo del mese, avvenuto un pomeriggio in cui avevo fatto il grave errore di aver lasciato la mia lettura corrente a casa. Uno sbaglio che si è rivelato essere assai cospicuo perché grazie agli sconti Einaudi ho potuto arricchire la mia collezione con un nuovo romanzo di Kazuo Ishiguro, un autore che sto conoscendo piano piano e che gioca su di me un attrazione irresistibile. L'opera in questione è "Un pallido orizzonte di colline" e ora ve ne parlo con immenso piacere.



Titolo: Un pallido orizzonte di colline
Autore: Kazuo Ishiguro
Paese: Giappone/Inghilterra
Titolo originale in lingua inglese: A Pale View of Hills

Genere: Romanzo breve
Pagine: 174
Prima pubblicazione: 1982
Casa editrice italiana: Einaudi 
Anno edizione: 2009
Prezzo di copertina: 11 euro copertina flessibile, 15,49 euro copertina rigida
Ebook: 7.99 euro
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Tante cose sono successe nella vita di Etsuko, giovane vedevo giapponese trasferitasi da tanti anni in Inghilterra, e dopo la prematura morte della figlia maggiore, trovata impiccata nel suo appartamento, è giunto per lei il momento di guardare indietro; di pensare alla sua vita in Giappone, di rivivere il dolore e lo strazio dopo lo scoppio della bomba nella sua Nagasaski, di riportare alla luce i primi anni di matrimonio con un uomo autoritario e primo di empatia, di donare un pensiero all'amato suocero, ex professore e per lei forte figura paterna e sopratutto per ripensare dopo tanti anni alla sua amicizia con Sachiko, arrivata all'improvviso nel suo quartiere con la figlia, e destinata con i suoi modi e i suoi pensieri a rivoluzionare l'intera comunità.


Parlare di questa lettura mi fa molto piacere ma mi mette allo stesso modo anche in grande difficoltà. Vorrei arrivare subito al punto, parlarvi di quel finale così evanescente, quasi incompleto, che mi ha colpito così tanto lasciandomi interdetta e indecisa per molti giorni dopo averlo concluso. Ma decido di partire dall'inizio e quindi da colui che ha dato vita a questo romanzo relativamente breve a così ricco di elementi da lasciare senza fiato. "Un pallido orizzonte di colline" è il libro d'esordio di Kazuo Ishiguro, quello che forse si avvicina di più alle sue origini, mostrando maggiormente gli elementi tipici della letteratura giapponese, quali la narrazione lente, la grande presenza di descrizioni e la quasi totale mancanza di azioni. Attraverso la storia di Etsuko, Ishiguro ci mostra uno stralcio del suo paese e della sua città d'origine concentrandosi sul periodo del dopo guerra e della rinascita e ricostruzione. Ishiguro ci mostra l'anima di un popolo, sconfitto ma non per questo arreso, ancora ancorato alle sue tradizioni ma anche proteso verso un futuro ed un innovazione che vede all'America e a tutto ciò che essa rappresenta. In tutto questo si svolge la vita di Etsuko, una giovane moglie e futura madre, rilegata al ruolo di donna di casa e piegata al volere di un marito prepotente che un giorno incontra Sachiko, una donna ben diversa da lei, una donna forte, determinata, che vive sola con una figlia lasciata un po' allo sbando e che non ha paura dei pregiudizi e delle chiacchiere della gente. Lei sogna di andare in America insieme all'uomo che ha incontrato e che nonostante i suoi continui tradimenti le ha promesso una nuova vita nel suo Paese. Attraverso questa amicizia Etsuko sarà portata a ragionare sulla propria condizione e ad immaginare un epilogo diverso.. Questo libro ha solo 174 pagine ma sembra averne molto di più e tutto questo grazie a quel famoso finale che non ho potuto non citare subito; una conclusione stupefacente, che lascia interdetti e che ci mette un po' ad essere assimilato. Non posso nascondere che la prima impressione che ho avuto appena voltata l'ultima pagina di questo libro è stata che Ishiguro mi avesse preso in giro, perchè infondo è proprio questo che fa. Ishiguro da degli indizi, mette a punto delle situazioni, e improvvisamente, grazie ad una manciata di parole, stravolge tutto, senza però chiarire nulla. Più che dire, suggerisce, e sta al letture ricostruire tutta la storia, prendendo al balzo la miccia da lui accesa per far partire l'immaginazione. La scrittura di Ishiguro non può piacere a tutto, anzi credo che lui sia uno di quegli autori che puoi amare o odiare senza via di mezzo. A me affascina, tantissimo, e le storie mi chiamano, mi ipnotizzano, mi lasciano agonizzante ma mai e poi mai risultano ovvie o prevedibili. Il mio consiglio è quello di provare a relazionarvi con Ishiguro, potrebbe sorprendervi, potrebbe inorridirvi, ma mai lasciarvi indifferenti. Basta guardare questo libro, il suo esordio, quello in cui più di tutti ha voluto mostrare il suo genio.

Voto: 8



Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki l'8 Novembre 1954. All'età di sei anni emigrò con la famiglia nel Regno Unito, dove tutt'ora vive con la moglie e la figlia. Il primo riconoscimento letterario lo riceve nel 1968 quando vince il Premio Withbread per il secondo romanzo "Un artista del mondo fluttuante", seguito nel 1989 dal prestigioso Booker Prize per "Quel che resta del giorno", da cui è stato tratto anche l'omonimo film. Nel 2017 riceve infine il Premio Nobel per la Letteratura. Di sua pubblicazione, a parte quelli già citati, "Un pallido orizzonte di colline", "Gli inconsolabili", "Quando eravamo orfani", "Non lasciarmi" e "Il gigante sepolto".


mercoledì 6 marzo 2019

Recensione; "The wife. Vivere nell'ombra" di Meg Wolitzer

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Eccomi qui per parlarvi di una delle ultime letture di Febbraio (sì, sono quasi finite) che ha fatto parte di un progetto a cui partecipo sempre molto volentieri se mi è possibile; il gruppo di lettura virtuale e femminista "We can read it" ideato da due bookstagrammer per conoscere meglio il mondo del femminismo e le opere che parlano di esso. Nel mese di febbraio il libro scelto è stato "The wife. Vivere nell'ombra" libro di Meg Wolitzer divenuto celebre grazie alla trasposizione cinematografica candidata agli Oscar di quest'anno. Un libro intimo, scritto interamente dal punto di vista della protagonista, che spiega il ruolo della moglie e dalla donna all'interno di una famiglia che prevede un uomo decisamente importante. Ora mi fermo qui, qui sotto trovare la recensione completa.





Titolo: The wife. Vivere nell'ombra
Autore: Meg Wolitzer
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Wife
Genere: Romanzo
Pagine: 237
Prima pubblicazione: 2003
Casa editrice italiana: Garzanti
Anno edizione: 2019
Prezzo di copertina: 17.90 euro copertina rigida
Ebook: 4.99 euro
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Joan sa esattamente quale è stato il momento in cui ha deciso di lasciare suo marito: è stato sul volo internazionale diretto ad Helsinki dove lui, celebre scrittore, si recava a ritirare l'ennesimo premio, quello più importante; il Premio Helsinki per la Letteratura, secondo solo al Premio Nobel. Essere moglie di un uomo così importante non è stato semplice e per quasi cinquant'anni Joan ha dovuto ricoprire più di ruolo; quello della confidente, dell'amica, della compagna paziente che fa finta di non sapere dei vari tradimenti, della musa, della donna di casa che prepara piatti squisiti e organizza lunghe feste per gli amici intellettuali, della mamma di tre figli ormai grande, della ragazza che è stata capace di rapire il cuore del giovane professore, separandolo dalla prima famiglia. Tutto questo, più un ultimo ruolo che non potrebbe mai rivelare ma che più di tutti è stato capace di portarli fino a lì, fino a quel momento, quando ha capito che tutto doveva finire. Un lungo e costante flusso di coscienza ci porta a ripercorrere tutti i suoi ricordi, spesso saltando bruscamente tra una situazione e l'altra, seguendo il corso incontrollato dei pensieri e dei ragionamenti per scavare a fondo nel loro rapporto e sopratutto nel suo ruolo di moglie, la cui importanza sembra averla intuita solo un giovane giornalista, deciso a portare a galla la verità che per tanti anni Joan ha fatto di tutto per celare.


Questo libro mi ha lasciato dentro tanto. Mi ha fatto riflettere, ragionare, mi ha fatto anche arrabbiare come pure rassegnarmi perchè racconta una realtà. Attraverso la storia di Joan abbiamo modo di confrontarci con due diverse situazioni; il tutto inizia intorno agli anni 50, Joan è una giovane donna, studentessa universitaria, che porta avanti il suo sogni di diventare scrittrice ma che improvvisamente si ritrova sulla sua strada un giovane e affascinante professore del quale si innamora perdutamente. Quel giovane professore è Joe e molto presto diventerà su marito, il padre dei suoi tre figli, e l'uomo per cui sarà disposta ad abbandonare ogni sua ispirazione. è anche vero che quest'ultima affermazione è vera solo in parte, il motivo per cui Joan si tramuta da giovane ambiziosa a donna di casa seduta in un angolo che nessuno degna nemmeno di uno sguardo non è ricercarsi solo in suo marito ma in tutto il genere maschile che, sopratutto in quegli anni controllava la società, le arti, tutta la vita intera. Negli anni 50 diventare una scrittrice non era facile, se avevi talento potevi anche farcela ma difficilmente la tua opera avrebbe potuto diventare importante e mai e poi mai essere messa allo stesso piano di un libro scritto da un uomo. Quando grazie all'incontro con un altra autrice, Joan si rende conto di questo, capisce che non c'è nulla da fare. Il suo ruolo è quello di nascondersi nell'ombra, dimenticare tutto quello che aveva da dire e lasciare parlare suo marito, l'unico che abbia il diritto di farlo, l'unico che possa davvero giungere a vincere quel prestigioso premio che ora, molti anni dopo, si appresta a ritirare. La seconda situazione è appunto questa; quella della donna che si è ormai annullata, che si è trincerata nel suo angolo e che infondo lì ci sta anche bene perchè è stata la sua scelta. L'ha fatto perchè non aveva alternative, probabilmente. L'ha fatto per amore, certo. L'ha fatto perchè qualcosa si nasconde dietro questa facciata, forse. Come in tutte le cose però prima o poi si arriva ad un punto di stallo e Joan sente di esserci arrivata. è ora di cambiare. è ora di fare qualcosa per sè stessa. Forse Nathaniel Bone, quel giovane giornalista che da dieci anni si aggira intorno alla sua famiglia per accaparrarsi il diritto di scrivere la biografia autorizzata di suo marito potrebbe aiutarla in tutto questo.. forse.. 
"The wife" è un libro che dentro di sè nasconde tante verità e chi lo legge potrà confrontarsi con esse, ritrovando la propria e prendendo una posizione all'interno della storia raccontata. Meg Wolitzer lascia totale libertà al proprio personaggio, donandole le possibilità di ragionare a ruota libera e dare sfogo ai proprio pensieri in un turbinio di situazioni e meditazioni che, sopratutto all'inizio, lasciano un po' stranito il lettore che non saprà da che parte partire. In realtà il suo compito sarà quello di unire i puntini e lasciarsi trasporta fino alla scoperta della verità. Un libro splendido, letto benissimo della quale non si potrà fare a meno di parlare, parlare, parlare. Come è infinitamente giusto che sia.

Voto: 8

Frase: "Tutti hanno bisogno di una moglie, persino le mogli hanno bisogno di mogli. Le mogli accudiscono, le mogli ti aleggiano intorno. Le loro orecchie sono sensibili strumenti gemelli, satelliti che intercettano il minimo graffio di rassegnazione. Le mogli portano il brodo a letto, portano le caraffe alla scrivania, portano loro stesse e i loro corpi caldi e arrendevoli. Noi mogli sappiamo cosa dire agli uomini che per qualche motivo hanno molte difficoltà a prendersi cura di loro stessi e degli altri. - Ascolta – diciamo – Andrà tutto bene -. E poi, come se le nostre vite dipendessero da questo, facciamo in modo che sia così"


Meg Wolitzer è nata a Brookyln il 28 maggio 1959 da madre scrittrice e padre psicologo. Il suo primo romanzo "Sonnambulismo" è stato scritto prima della Laurea e dei suoi numerosi romanzi sono stati tradotti in Italia "The wife, Vivere nell'ombra", "La posizione", "La stagione delle madri cattive", "La città delle ribelli", "Quando tutto era possibile" e "Quello che non sai di me".