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lunedì 1 luglio 2019

Recensione; "L'ultima volta che ti ho vista" di Alafair Burke

Buongiorno a tutti amici lettori e soprattutto buon primo giorno di Luglio!
Come penso sappiate non sono una grande amante del periodo estivo ma l'arrivo di un nuovo mese mi riempe sempre di gioia perchè per noi lettori è sinonimo di nuove letture. Prima di accogliere i libri che mi terranno compagnia nelle caldissime giornate che mi aspettano devo prima concludere il capitolo giugno e per farlo devo necessariamente parlarvi delle mie ultime due letture in modo, nei prossimi giorni, di pubblicare il consueto resoconto letterario. Detto questo, non c'è davvero tempo da perdere, quindi eccovi qui la prima recensione; vi parlo di "L'ultima volta che ti ho vista" thriller di Alafair Burke!



Titolo: L'ultima volta che ti ho vista
Autore: Alafair Burke
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: If You Were Here
Genere: Thriller
Pagine: 396
Anno di pubblicazione; 2018
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 19.50 euro, copertina rigida
Ebook: 3.99 euro

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Sono successe tante cose nella vita di McKenna Jordan; prima la laurea in giurisprudenza e il lavoro presso il procuratore distrettuale di New York, poi la lunga causa contro un poliziotto accusato di aver ucciso a sangue freddo un ragazzo afroamericano, in seguito la conferma di aver preso un totale abbaglio, l'allontanamento dal suo ruolo e la seconda opportunità offerta dalla redazione di un giornale come giornalista, infine la sparizione della sua amica Susan e il matrimonio con il suo amato Patrick. Proprio ora che tutto sembra essersi tranquillizzato però tutto si rianima quando le viene proposto di scrivere un articolo sulla strabiliante donna che ha salvato un ragazzino caduto nella fossa di binari della metropolitana e quando lei, vedendo un video amatoriale della scena, si rende conto che quella donna è proprio Susan, la sua amica che dieci anni prima è scomparsa nel nulla. Nessuno, tra famigliari ed amici, è mai riuscito a capire che cosa le fosse successo ma ora è tornata e forse riuscirà a portare con sè delle risposte. Sempre che si tratti davvero di lei, sempre che McKenna riesca a prenderla.


Come penso ormai sappiate, Alafair Burke è una delle autrici thriller contemporanee che più mi piace leggere, i suoi libri sono sempre capaci di lasciarmi con il fiato sospeso e sconvolgermi con epiloghi strabilianti. Su questa sua recente pubblicazione (a cui è già seguito un nuovo thriller "Le sorelle sbagliate", che spero di riuscire a leggere durante quest'estate) sono stati espressi molti pareri, tanti dei quali decisamente negativi; è stato detto che questo non fosse il suo thriller migliore, che fosse piatto, noioso e prevedibile. Per questo io mi sono approcciata a questa lettura cautamente e senza riporci determinate aspettative. Una volta giunta alla fine mi sento con convinzione di staccarmi dalla maggioranza dei lettori e schierarmi, ancora una volta, a suo favore. è indubbio che da un autrice come lei ci si aspetti sempre moltissimo e anche che nei suo passato conservi senza dubbio libri migliori di questo ma io "L'ultima volta che ti ho vista" non mi sento assolutamente di bocciarlo. In primo luogo perchè ho potuto gustarmi ancora una volta lo stile di Alafair Burke, sempre eccezionale, ricco di vita e scorrevole. Ci troviamo di fronte ad un indagine forse non proprio originale ma che rispecchia i gusti dei lettori di thriller moderni, i personaggi sono ben congeniati, il mistero è distribuito abilmente in tutte le pagine e bisogna giungere proprio all'ultimissima pagina per avere un quadro completo della situazione e comprendere chi sta dalla parte dei colpevoli e chi da quella delle vittime. Di colpi di scena ne ho trovati molti, soprattutto nella parte finale, forse non eclatanti ma comunque piacevoli e capaci di creare il giusto brio. Inoltre ho apprezzato moltissimo il fatto che Alafair, ricca della sua conoscenza personale, come ci spiega nei ringraziamenti finali, abbia voluto parlare di un argomento insolito ma molto importante come la condizione e le pressioni subite dai membri dell'esercito nei periodo immediatamente successivo all'attentato alle Torri Gemelle, un contesto e delle emozioni che personalmente non avevo mai ritrovato all'interno di un libro ma che meritano di essere conosciuti. Se devo essere corretta però devo dire che anche io ho trovato alcuni piccoli particolari che non mi hanno proprio convinto all'interno di questa lettura, soprattutto nella parte del suo iniziale coinvolgimento quando McKenna, nella sua personale indagine per scoprire la verità su Susan, continua ad imbattersi "casualmente" in personaggi legati alla loro storia personale e viene messa davvero tanta carne al fuoco. Detto questo a mio avviso "L'ultima volta che ti ho vista" è un trhiller molto piacevole che merita, come tutti gli altri di questa autrice, di essere letto, magari togliendosi di dosso però le troppe aspettative, da sempre nemiche della buona lettura.

Voto: 8


Alafair Burke, nata in Florida nell'ottobre del 1969 e figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York. Esordisce nella letteratura thriller con il best seller "La ragazza nel parco" e, dopo aver confermato il successo con "La città del terrore" e "Una perfetta sconosciuta", inizia un progetto a quattro mani con la collega Mary Higgins Clark con la quale pubblica "Così immobile tra le mie braccia" e "La sposa era vestita di bianco". Di sua pubblicazione anche "La ragazza che hai sposato", "L'ultima volta che ti ho vista" e "Le sorelle sbagliate".





lunedì 23 luglio 2018

Recensione; "La ragazza che hai sposato" di Alafair Burke

Ma buongiorno amici lettori!!
Eccomi tornata finalmente! Vorrei potervi esprimere tutta la mia gioia per poter tornare a parlare con voi dopo tutto questo tempo di assenza ma non so se ne sarei capace.
Le mie ferie sono già inesorabilmente finite, come anche il mio viaggetto a Berlino, città meravigliosa e ricca di storia, che sono veramente felice di aver visitato.
Tra impegni e ritorno alla routine sono riuscita a scrivervi solo oggi ma non temete perchè da questa settimana tutto tornerà alla normalità.
Partiamo quindi con la consueta recensione del lunedì; sono tre i libri di cui vi devo parlare perchè conclusi nel corso di queste due settimane e il primo è "La ragazza che hai sposato", nuovissimo thriller di Alafair Burke. Non esitiamo oltre, ecco a voi la mia recensione.



Titolo: La ragazza che hai sposato
Autore: Alafair Burke
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Wife
Genere: Thriller/Legal Thriller
Pagine: 358
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 19.50 euro
Ebook: 9.99 euro
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Da quando ha incontrato Jason Powell, la vita di Angela scorre su binari ben stabiliti: con un conto in banca considerevole, cresciuto notevolmente grazie al successo di Jason come economista e figura di spicco, la famiglia vanta una posizione decisamente agiata e basa la propria routine su una serie infinita di piccole ma importanti regole, con  grande rammarico del figlio tredicenne Spancer che vorrebbe qualche strappo alle restrizioni della madre. Ciò che tutti loro non sanno però è che quello strappo sta giusto per arrivare nelle vesti di una giovane stagista che accusa Jason di alcune molestie a sfondo sessuale sul posto di lavoro. Tutto sembra solo un modesto fuoco di paglia ma la faccenda si complica quando un altra donna emerge portando con sè un accusa ben più grave che porterà non solo Jason sull'orlo della rovina ma potrebbe anche fare luce sul passato di Angela, un passato doloroso e rimasto gelosamente custodito fino a quel momento.


Con "La ragazza che hai sposato", Alafair Burke torna al lega thriller, genere da lei molto amato anche per via della sua professione e che l'aveva resa famosa in "La ragazza nel parco".
Dotato di una trama intricata, anche questo libro si basa sulla forza dei personaggi femminili, caratteristica sempre present dei libri dell'autrice ed in questo caso ancora più accentuata grazie al ritorno di Olivia Randall, l'avvocato protagonista del suo celebre esordio.
Il libro porta avanti due vicende parallele; la scandalo di Jason e il segreto di Angela, ex ragazza vittima di uno spietato maniaco; ma in verità la prima sarà solo un mezzo per riaprire la seconda, alla ricerca della verità che solo Angela sa e che ha custodito per tutti quegli anni e che verrà fuori in un epilogo a dir poco sconvolgente.
La prosa di Alafair Burke è sempre eccezionale, scorrevole e strutturato al punto giusto; dando ad Angela e alla detective Corinne Duncan, altro personaggio femminile molto importante, il compito di raccontare la storia, l'autrice da voce alle due facce della medaglia; il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato, la vittima e il carnefice.. chi sia tra i due, bhè, sarà veramente difficile capirlo però separati da una linea davvero sottile.
In conclusione, Alafair Burke è una che i thriller li sa scrivere e anche questa volta riesce a convincere, forse non con la stessa efficacia dei due libri precedenti, ma comunque attraendo attenzione verso una storia lasciata aperta e che potrebbe essere ripresa in un prossimo futuro..

Voto: 8




Alafair Burke, nata in Florida nell'ottobre del 1969 e figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York. Esordisce nella letteratura thriller con il best seller "La ragazza nel parco" e, dopo aver confermato il successo con "La città del terrore" e "Una perfetta sconosciuta", inizia un progetto a quattro mani con la collega Mary Higgins Clark con la quale pubblica "Così immobile tra le mie braccia" e "La sposa era vestita di bianco". "La ragazza che hai sposato" è la sua ultima pubblicazione.

giovedì 30 novembre 2017

Recensione; "Una perfetta sconosciuta" di Alafair Burke

Buongiorno cari amici lettori!
Siamo giunti alla fine di questo mese di Novembre e ciò che ci aspetta oggi sarà una giornata veramente molto ricca!
In arrivo per voi le recensione delle mie due ultime letture e soprattutto la mia speciale classifica delle letture che ho fatto nel corso del mese! Cosa mi dite, siete pronti?
Benissimo! La prima recensione è quella di un altro bellissimo thriller di Alafair Burke, autrice di "La ragazza nel parco", libro che mi ha veramente deliziato quando ho avuto modo di leggerlo (sul blog trovate la recensione, per leggerla cliccate qui)
Considerando il commento assolutamente positivo per l'esordio avevo aspettative davvero molte alte per questa sua ultima pubblicazione e sono stata molto felice nel constatare che questa scrittrice è stata più che all'altezza, creando un thriller scorrevole, coinvolgente e nelle ultime pagine davvero imprevedibile!


Titolo: Una perfetta sconosciuta
Autore: Alafair Burke
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Long Gone
Genere: Thriller
Pagine: 432
Casa editrice: Piemme
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo di copertina: 18.50 copertina rigida
Ebook: 9.99 euro 

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Le cose migliori della vita di Alice Humphrey sono avvenute per caso; per caso ha intrapreso gli studi in storia dell'arte, per caso ha trovato un bellissimo appartamento a New York, per caso ha incontrato la sua migliore amica e quando, per caso, un uomo appena conosciuto ad una mostra le offre un fantastico lavoro come direttrice di una galleria di prossima apertura pensa che si tratti dell'ennesimo colpo di fortuna. Del resto, lei, può considerarsi una donna fortunata; figlia di celebre regista premio Oscar e di una bellissima attrice, Alice ha sempre vissuto nell'agio, fino a quando qualche anno prima, in seguito ad alcune indiscrezioni uscite sul conto delle relazioni extraconiugali del padre lei ha deciso di staccarsi dal supporto genitoriale e cavarsela da sola.
Dopo più di un anno a vivere di rendita però è il momento di darsi da fare e Alice capisce che la galleria sarà il modo per rifarsi. Tutto si complica quando vede per la prima volta le foto dell'artista che dovrà rappresentare, foto sconvolgenti e decisamente anticonformiste che già nel giro di un paio di giorni aizzano gli animi di un gruppo di fondamentalisti religiosi che iniziano a protestare di fronte alla galleria urlando slogan e affermando la possibile illegalità di alcune opere.
Disperata per il caso mediatico che sta velocemente dilagando, Alice chiede aiuto al suo capo e dopo averlo raggiunto all'appuntamento fissato per la mattina dopo in galleria scopre, non solo che il negozio è stato completamente svuotato, ma che l'uomo è stato ucciso con un colpo di pistola.
Supportata dalla vicinanza di Lily e Jeff, i suoi cari amici, Alice cerca di riprendersi dallo shock, non rendendosi conto però che quello è solo l'inizio; due poliziotti infatti qualche giorno dopo si presentano a casa sua presentandole una foto che dimostra un rapporto con la vittima ben più intimo di quello da lei affermato e che la posiziona in un attimo tra i maggiori sospettati per la sua terribile morte. Nello stesso momento a qualche chilometro di distanza un giovane poliziotto inizia ad indagare sulla sparizione di una ragazzina e un agente FBI continua la sua missione pedinando l'uomo che ha distrutto totalmente la sua vita.
Nessuno può immaginare quanto le cose siano profondamente collegate.


Alafair Burke si sta rivelando pian piano una delle migliori autrice di thriller moderno.
Dopo avermi conquistato nel suo libro d'esordio, continua a convincermi anche in questa ultima pubblicazione. Del resto, non è un caso che gli agenti letterari l'abbiano scelta per creare un duo impareggiabile nientepopodimeno che con Mary Higgins Clare!
Il suo stile di scrittura appare fin dalle primissime pagine incredibilmente coinvolgente e scorrevole, tanto che mi sono ritrovata a macinare pagine come se non ci fosse domani nonostante la mia scarsa disponibilità di tempo. L'idea di questo romanzo è dall'inizio molto interessante e da vita ad una prima parte assolutamente intrigante, seppur decisamente complessa, considerando le ben tre storie che si sviluppano parallelamente; il dramma di Alice, ritrovatasi all'improvviso al centro di una diabolica macchinazione, la sparizione della quindicenne Becca e l'indagine dell'agente Hank Backman per incastrare un terribile criminale.
Le tre correnti narrative appaiono per buona parte del libro totalmente separate e attraversano una parte in cui la tensione lentamente cala fino ad impennarsi quando finalmente si congiungano, rivelando meccaniche e situazioni assolutamente imprevedibili.
Unico piccolo cavillo, avrei immaginato l'epilogo di una delle storie ben più incisiva di quanto alla fine si rivela essere.. però ammetto che la scelta della scrittrice appare in ogni modo interessante e che alle volte nelle indagini gli equivoci possono sempre essere dietro l'angolo.
Il "fattore wow" in ogni caso è assicurato! E per quanto proverete a trovare una soluzione all'intreccio di vicende non sarà per nulla facile, ve lo dice una che lo ha fatto diverse volte prima di doversi ricredere. Sarà solo l'ultimissima pagina a rivelarvi la verità, proprio come un vero ottimo thriller sa fare!
Questa autrice mi sta piacendo veramente molto e vi invito caldamente a scoprirla attraverso una delle sue pubblicazioni.
Per ora la mia opinione nei suoi confronti è più che positiva.


Voto: 8

Frase: "Aveva sempre saputo che quel bacio avrebbe rovinato tutto. E non l'aveva nemmeno assaporato"




Alafair Burke, nata in Florida nell'ottobre del 1969 e figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York. Esordisce nella letteratura thriller con il best seller "La ragazza nel parco" e, dopo aver confermato il successo con "La città del terrore" e "Una perfetta sconosciuta", inizia un progetto a quattro mani con la collega Mary Higgins Clark con la quale pubblica "Così immobile tra le mie braccia" e "La sposa era vestita di bianco".


mercoledì 18 ottobre 2017

"La ragazza nel parco" di Alafair Burke: Recensione!

Salve a tutti cari amici amanti dei libri!
In attesa di mettere a punto la recensione della mia ultima lettura, che uscirà domani, vi voglio parlare in un libro che ho letto qualche mese fa ma che mi ha davvero colpito.
Una delle migliori lettore di quest'anno, senza ombra di dubbio!!




Titolo: La ragazza nel parco
Autore: Alafair Burke
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The ex
Genere: Thriller
Pagine: 316
Casa editrice: Piemme
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo di copertina: 18.50 euro copertina rigida, 13 euro copertina flessibile

Ebook: 7.99 euro




Uscito nei primi mesi dello scorso anno, è stato fin da subito presentato come "l'erede" del famigerato "La ragazza del treno" di Paula Hawinks, best-seller di fama mondiale, che però non mi aveva per nulla convinto, risultando a mio avviso semplicemente una delusione.
Per questo particolare motivo, vedevo con un occhio di partenza già abbastanza critico questo romanzo che, sinceramente, ho iniziato a leggere solo per curiosità. Devo ammettere di essermi assolutamente ricreduta!
"La ragazza nel parco" infatti è completamente diverso dal libro a cui viene associato e ciò si capisce già dalle prime frasi dove veniamo a conoscenza della protagonista Olivia Randall, carismatica avvocatessa quarantenne. Tutto inizia quando una mattina riceve la chiamata di una ragazzina. Si tratta di Buckley e lei la conosce molto bene perché è la figlia del suo primo amore; Jack Harris. è proprio per suo padre che la ragazza contatta Olivia; giusto poche ore prima infatti la polizia lo ha trascinato fuori da casa sua, accusandolo di essere responsabile di una sparatoria che ha causato la morte di tre persone.
L'incontro con Jack non sarà semplice per Olivia, perché la farà improvvisamente sprofondare indietro di vent'anni, nel suo passato e nella sua storia con lui, nelle colpe che non è mai riuscita a dimenticare, ma fin dal primo momento sa che, nonostante tutto, non può tirarsi indietro perché assolutamente convinta che Jack sia innocente. Lei lo conosce, non potrebbe mai fare una cosa del genere! Ma, pian piano che la storia viene ricostruita e l'intricato disegno che lega tutti i personaggi si schiarisce, anche questa più assoluta certezza comincia a crollare. Può essere questa la verità? L'uomo che ha amato per tanti anni, che forse non ha mai smesso di amare, può essere davvero stato capace di sparare a tre persone?

Libro entusiasmante, scorrevole e dai esaltanti colpi di scena, ricorda vagamente "La verità sul caso Harry Quebert" di Joel Dicker, altro romanzo che ho amato moltissimo; mi è risultato impossibile non associare Olivia Randall a Marcus Goldman, lo scrittore che, nel libro di Dicker, si improvvisa investigatore per scagionare il suo grande amico. 
Nonostante questo, che, in ogni caso, è a mio avviso un grande pregio, il romanzo di Alafair Burke rimane ricco di originalità e ci insegna molto, facendo nascere in noi una profonda domanda; fino a quando possiamo dire di conoscere veramente qualcuno? Da leggere, assolutamente!

Voto: 9/10

Alafair Burke, nata in Florida nell'ottobre del 1969 e figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York.
Di sua pubblicazione anche "La città del terrore", altro thriller di grande successo, ha pubblicato ultimamente due opere scritte a quattro mani con la collega Mary Higgins Clark; "Così immobile tra le mie braccia" e "La sposa era vestita di bianco".