Visualizzazione post con etichetta Piemme. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piemme. Mostra tutti i post

lunedì 19 agosto 2019

Recensione "Friend request" di Laura Marshall

Buongiorno amici lettori!
è da tanto tempo che non ci sentiamo ma ho dovuto prendermi un periodo di parsa nella quale però ho avuto modo di leggere diversi libri di cui vi devo assolutamente parlare. Inizio oggi con il thriller "Friend request. Richieste di amicizia" esordio di Laura Marshall che ha collezionato diversi commenti positivi, compreso il mio. Qui sotto potete trovare la mia recensione!



Titolo: Friend request
Sottotitolo: Richieste d'amicizia
Autore: Laura Marshall
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Friend request
Genere: Thriller
Pagine: 340
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 18.90 euro copertina rigida, 9.90 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Per tutti arriva il momento nella propria vita in cui è impossibile resistere alla tentazione di guardarsi indietro e ritrovarsi faccia a faccia con il proprio passato; per Louise Williams, interior designer di quasi quarantanni, separata e con un bambino piccolo, quell'istante arriva quando riceve una semplice notifica al cellulare; Maria Weston le ha inviato una richiesta di amicizia su Facebook. Peccato che Maria lei la conosca molto bene. E che sia scomparsa vent'anni prima. Da quel momento in poi per Louise inizierà una vera e propria discesa dell'incubo che farà tornare alla luce i sensi di colpa del passato accentuato anche dal fatto che proprio in quei giorni si sta per celebrare una grande rimpatriata della loro scuola. Tutto è destinato a capitolare quando, proprio la sera della rimpatriata, una delle loro ex compagne viene ritrovata uccisa e Luoise inizierà a temere realmente per la sua sicurezza. Chi si nasconde davvero dietro il fantasma di Maria Weston? La ragazza è rimasta davvero nascosta per tutti quegli anni per giungere ora a riscuotere la sua vendetta?


Ho sentito molto parlare di questo libro prima di decidere di leggerlo, spinta dai commenti positivi e devo ammettere che questo thriller merita davvero tutta l'attenzione acclamata. La struttura del romanzo non è proprio originalissima, è composta infatti da capitoli che raccontano la storia presenti e flashback passati, alternati tra loro; ormai già vista e rivista ma elemento ormai da considerare necessario nei thriller che trovano le loro origini nel passato. La narrazione comunque funziona e il fatto di volerla far condurre in prima persona dalla protagonista permette di sondare a pieno la psiche di Louise, questa donna che ha passato la vita a cercare di convivere con i fantasmi del proprio passato e che li vede improvvisamente tornare in vita nella figura di Maria Weston, questa persona avvolta nelle nebbie del mistero che prende forma attraverso il social più famoso del mondo. Quello di Laura Mashall si è classifica a pieno tra i thriller moderni perché attraverso la sua storia cerca di mandare dei chiari avvertimenti ai pericoli del mondo che ci circonda, il mondo cibernetico, quello in cui tutti, anche i nostri più crudeli nemici,  si possono nascondere. "Friend request" è una lettura che funziona perché si basa sulla società e sulla mentalità di oggi e lo fa anche affrontando tematiche molto importanti come il bullismo, il dolore della perdita e la violenza sulle donne. Attraverso questi temi, l'autrice riesce a creare una lettura emozionale, che coinvolge e colpisce, grazie alle diverse vicende dei personaggi e ai sapienti colpi di scena, non eclatanti ma comunque funzionali per creare una storia capace di rimanere impressa in chi l'ha letta.

Voto: 8


Laura Marshall è nata nella contea di Wiltshire, e attualmente vive in Sussex con la famiglia e il marito. Con il suo primo romanzo, "Friend Request - Richiesta di amicizia", è diventata in breve tempo una delle più affermate autrici inglesi. Oltre al grande successo in UK, il romanzo è in corso di pubblicazione in altri diciotto Paesi, ed è stato finalista al Bath Novel Award e al Lucy Cavendish Fiction Prize, prestigiosi premi riservati agli esordienti.



lunedì 1 luglio 2019

Recensione; "L'ultima volta che ti ho vista" di Alafair Burke

Buongiorno a tutti amici lettori e soprattutto buon primo giorno di Luglio!
Come penso sappiate non sono una grande amante del periodo estivo ma l'arrivo di un nuovo mese mi riempe sempre di gioia perchè per noi lettori è sinonimo di nuove letture. Prima di accogliere i libri che mi terranno compagnia nelle caldissime giornate che mi aspettano devo prima concludere il capitolo giugno e per farlo devo necessariamente parlarvi delle mie ultime due letture in modo, nei prossimi giorni, di pubblicare il consueto resoconto letterario. Detto questo, non c'è davvero tempo da perdere, quindi eccovi qui la prima recensione; vi parlo di "L'ultima volta che ti ho vista" thriller di Alafair Burke!



Titolo: L'ultima volta che ti ho vista
Autore: Alafair Burke
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: If You Were Here
Genere: Thriller
Pagine: 396
Anno di pubblicazione; 2018
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 19.50 euro, copertina rigida
Ebook: 3.99 euro

Link per l’acquisto Amazon e ibs





Sono successe tante cose nella vita di McKenna Jordan; prima la laurea in giurisprudenza e il lavoro presso il procuratore distrettuale di New York, poi la lunga causa contro un poliziotto accusato di aver ucciso a sangue freddo un ragazzo afroamericano, in seguito la conferma di aver preso un totale abbaglio, l'allontanamento dal suo ruolo e la seconda opportunità offerta dalla redazione di un giornale come giornalista, infine la sparizione della sua amica Susan e il matrimonio con il suo amato Patrick. Proprio ora che tutto sembra essersi tranquillizzato però tutto si rianima quando le viene proposto di scrivere un articolo sulla strabiliante donna che ha salvato un ragazzino caduto nella fossa di binari della metropolitana e quando lei, vedendo un video amatoriale della scena, si rende conto che quella donna è proprio Susan, la sua amica che dieci anni prima è scomparsa nel nulla. Nessuno, tra famigliari ed amici, è mai riuscito a capire che cosa le fosse successo ma ora è tornata e forse riuscirà a portare con sè delle risposte. Sempre che si tratti davvero di lei, sempre che McKenna riesca a prenderla.


Come penso ormai sappiate, Alafair Burke è una delle autrici thriller contemporanee che più mi piace leggere, i suoi libri sono sempre capaci di lasciarmi con il fiato sospeso e sconvolgermi con epiloghi strabilianti. Su questa sua recente pubblicazione (a cui è già seguito un nuovo thriller "Le sorelle sbagliate", che spero di riuscire a leggere durante quest'estate) sono stati espressi molti pareri, tanti dei quali decisamente negativi; è stato detto che questo non fosse il suo thriller migliore, che fosse piatto, noioso e prevedibile. Per questo io mi sono approcciata a questa lettura cautamente e senza riporci determinate aspettative. Una volta giunta alla fine mi sento con convinzione di staccarmi dalla maggioranza dei lettori e schierarmi, ancora una volta, a suo favore. è indubbio che da un autrice come lei ci si aspetti sempre moltissimo e anche che nei suo passato conservi senza dubbio libri migliori di questo ma io "L'ultima volta che ti ho vista" non mi sento assolutamente di bocciarlo. In primo luogo perchè ho potuto gustarmi ancora una volta lo stile di Alafair Burke, sempre eccezionale, ricco di vita e scorrevole. Ci troviamo di fronte ad un indagine forse non proprio originale ma che rispecchia i gusti dei lettori di thriller moderni, i personaggi sono ben congeniati, il mistero è distribuito abilmente in tutte le pagine e bisogna giungere proprio all'ultimissima pagina per avere un quadro completo della situazione e comprendere chi sta dalla parte dei colpevoli e chi da quella delle vittime. Di colpi di scena ne ho trovati molti, soprattutto nella parte finale, forse non eclatanti ma comunque piacevoli e capaci di creare il giusto brio. Inoltre ho apprezzato moltissimo il fatto che Alafair, ricca della sua conoscenza personale, come ci spiega nei ringraziamenti finali, abbia voluto parlare di un argomento insolito ma molto importante come la condizione e le pressioni subite dai membri dell'esercito nei periodo immediatamente successivo all'attentato alle Torri Gemelle, un contesto e delle emozioni che personalmente non avevo mai ritrovato all'interno di un libro ma che meritano di essere conosciuti. Se devo essere corretta però devo dire che anche io ho trovato alcuni piccoli particolari che non mi hanno proprio convinto all'interno di questa lettura, soprattutto nella parte del suo iniziale coinvolgimento quando McKenna, nella sua personale indagine per scoprire la verità su Susan, continua ad imbattersi "casualmente" in personaggi legati alla loro storia personale e viene messa davvero tanta carne al fuoco. Detto questo a mio avviso "L'ultima volta che ti ho vista" è un trhiller molto piacevole che merita, come tutti gli altri di questa autrice, di essere letto, magari togliendosi di dosso però le troppe aspettative, da sempre nemiche della buona lettura.

Voto: 8


Alafair Burke, nata in Florida nell'ottobre del 1969 e figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York. Esordisce nella letteratura thriller con il best seller "La ragazza nel parco" e, dopo aver confermato il successo con "La città del terrore" e "Una perfetta sconosciuta", inizia un progetto a quattro mani con la collega Mary Higgins Clark con la quale pubblica "Così immobile tra le mie braccia" e "La sposa era vestita di bianco". Di sua pubblicazione anche "La ragazza che hai sposato", "L'ultima volta che ti ho vista" e "Le sorelle sbagliate".





lunedì 31 dicembre 2018

Recensione; "Dentro l'acqua" di Paula Hawkins

Buon ultimo giorno del 2018 amici lettori!
Ebbene sì, un altro anno volge al termine ma quello nuovo è più che mai pronto ad arrivare e prima di fare il punto della situazione e buttarcici a capofitto dobbiamo affrontare l'ultima recensione dell'anno che riguarda una "seconda opportunità". Come molti lettori, ho avuto modo di conoscere lo stile di Paula Hawkins all'uscita del suo celebre esordio "La ragazza del treno", thriller a cui avevo ceduto ma che non mi aveva per nulla convinto, rivelandosi una vera delusione. Conscia di questo primo approccio ma anche del fatto che ogni autore merita una seconda possibilità prima di essere "bocciato" ho scelto di prendere in prestito dalla mia biblioteca la sua seconda pubblicazione "Dentro l'acqua". Come sarà andata? Ora ve lo svelo.

Titolo: Dentro l'acqua
Autore: Paula Hawkins
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Into the Water
Genere: Thriller
Pagine: 371
Prima pubblicazione: 2017
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 19.50 euro copertina rigida, 14 euro copertina flessibile
Ebook: 12.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Sono molti anni che Jules non ha nulla a che vedere con Beckford, piccolo paese inglese dove la sua famiglia aveva una casa delle vacanze, nè, tanto meno con sua sorella Nel. Ma quando, una mattina mentre esce per andare al lavoro, due poliziotti la informano che Nel è stata ritrovata morta nel fiume che affianca la sua casa, capisce che dovrà fare i conti con il passato, tornare nel paese e prendersi cura della nipote, la quindicenne Lena, che sembra la fotocopia della madre. Tante cose sono cambiate ma non le oscure leggende che aleggiano sul fiume, quel fiume che a sempre ossessionato Nel, tanto da spingerla a farne il soggetto principale del suo misterioso progetto. Lo stesso fiume nella quale sembra essersi buttata. Ma si è trattato davvero di un suicidio? E cosa centrano con lei Katie, Libby, Lauren e tutte le altre donne che negli anni, proprio in quelle acque, hanno finito per rimetterci la vita?


Proprio come in "La ragazza del treno" la prima caratteristica che non mi ha convinto di "Dentro l'acqua" è stato l'utilizzo di un numero eccessivo di personaggi, tutti accompagnati da un cambio di prospettiva che rendono chiaro il concetto che ci troveremo di fronte ad una vicenda decisamente intricata. Nella storia compaio le vicende di diverse famiglie; quella di Jules, Lena e Nel, quella di Katie e i suoi genitori e quella dell'ispettore Sam, la moglie e il burbero padre. Questi tre gruppi famigliari si scontrano e si intrecciano, rivelando dissapori e amicizie presenti ma anche passate. A loro si uniscono poi personaggi esterni come l'anziana sensitiva Nickie, che sembra sapere tutto ma che nessuno prende mai sul serie, il giovane professore Mark Henderson e la sergente Erin Morgan, l'unica straniera, trasferitasi in paese dopo una brutta vicenda personale a Londra giusto in tempo per cercare di districare la matassa venuta in superficie  dopo la morte di Nel ma che sembra essere iniziata molti anni prima. L'idea iniziale su cui prende vita questo libro non è male; un fiume misterioso e ricco di leggende in cui diverse donne nel corso degli anni hanno persona la vita, sia per mano di altri sia per propria volontà, i cui segreti sembrano legarsi alle famiglie che abitano sulle sue sponde. Scegliendo di ambientare la sua storia in una comunità così ristretta, la Hawkins preannuncia la presenza di una serie infinita di scheletri nell'armadio che nessuno vorrebbe rivelare e questo sarebbe un ottimo punto di partenza, ma tutto sta a come viene sviluppato. A mio avviso l'autrice non riesce in questo, creando una storia ben fatta all'inizio ma che non riesce a mantenere l'attenzione del lettore nel corso della lettura, rivelandosi lenta e poco coinvolgente. Ciò che proprio non mi ha convinto è la fissazione per la scrittrice di basare le proprie storie su personaggi femminili ben poco positivi; come per "La ragazza del treno" anche questa volta ho trovato molto difficile provare simpatia per i personaggi femminili, soprattutto per quella che si rivela l'iniziale protagonista, Jules. Da lei parte la vicenda e lei sembra dover essere la chiave per risolvere il mistero ma ben presto lascia del tutto posto agli altri, addirittura alla giovane nipote, ben più forte e coraggiosa. Debole e di poco carattere, non farà altro che buttarsi nel dolore di un passato difficile e dalla quale ancora non è riuscita a liberarsi, donando alla storia solo una profonda amarezza. Se i personaggi maschili sono espressi nella loro forma peggiore, anche le donne appaiono ben poco piacevoli, nonostante questo libro sembra presentarsi proprio come un opera a loro favore. Detto questo, purtroppo la mia opinione nei riguardi di questa autrice non è cambiata e devo ammettere definitivamente che le sue storie non fanno per me. 

Voto: 5.5

Frase: "A nessuno piaceva pensare che l’acqua del fiume fosse contaminata dal sangue e dalla bile di donne perseguitate e infelici: era l’acqua che bevevano ogni giorno"

Paula Hawkins, nota al pubblico anche lo pseudonimo di Amy Siver, è nata a Harare il 26 agosto 1972 e attualmente vive a Londra. Ex giornalista è arrivata al successo grazie al suo romanzo d'esordio "La ragazza del treno", diventato un best-seller internazionale. Di sua pubblicazione anche "Dentro l'acqua".

mercoledì 7 novembre 2018

Recensione: "Il giardiniere" di Natasha Preston

Buongiorno amici lettori!
La mia attività social negli ultimi giorni sta andando un po' a rilento ma le mie letture procedono come sempre quindi sono pronta per parlarvi della mia ultima lettura nonché il primo libro del mese ossia "Il giardiniere" thriller scritto dalla giovane autrice Natasha Preston. Ho ricevuto questo libro in regalo lo scorso Natale dalla mia amica Chicca ed ero veramente molto curiosa di leggerlo per via della grande ondata di popolarità scaturita dalla sua pubblicazione, avvenuta dopo il raggiungimento di oltre due milioni di letture sulla piattaforma di scrittura online Wattpad. Sarà stato all'altezza delle aspettative? Ora ve lo svelo



Titolo: Il giardiniere
Autore: Natasha Preston
Paese: Inghilterra
Titolo originale: The Cellar 
Genere: Thriller/Young Adult
Pagine: 317
Anno di pubblicazione: 2017
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 16 euro copertina rigida
Ebook: 6.99 euro 
Link per l’acquisto Amazon e ibs






A Long Thorpe, piccola cittadina inglese in cui tutti conoscono tutti, non succede mai nulla di particolare. Ecco perché Summer, con la sbruffonaggine tipica dei suoi sedici anni, trova ridicolo che il suo fidanzato Lewis insista per accompagnarla in macchina ad una festa che dista solo qualche quattro passi a piedi. Del resto, Sum è sempre stata una ragazza testarda e sicura di sè e nulla valgono le continue preoccupazioni dei genitori o le litigate con il fratello Henry. Peccato che la sua determinazione non sarà di nessuno aiuto quando poche ore dopo uno strano uomo l'avvicina in prossimità del bosco, la immobilizza e la rapisce portandola in casa sua e più precisamente all'interno dello scantinato dove già altre tre ragazze sono segrete al loro oscuro e terribile destino. Chi è davvero quell'uomo ossessionato con i fuori tanto da chiamarle con quattro di essi (Lily, Rose, Poppy e Violet) e da farsi chiamare unicamente Clover, trifoglio? A cosa dovrà assistere durante il suo periodo di prigionia? E soprattutto, riuscirà mai a tornare a casa? 


"Il giardiniere" è un thriller di stampo strettamente young adult sia per la scelta dei personaggi principali ossia Summer e Lewis, entrambi molto giovani, sia per lo stile di scrittura che risulta fin da subito molto giovanili, a tratti addirittura quasi acerbo. Adatto forse ad un gruppo di lettori di un età di qualche anno (solo qualcuno, eh) in meno di me mi ha lasciato da una parte sinceramente impressionata; ci ritroviamo infatti fin da subito catapultati all'interno della storia e la scelta di dividere i capitoli (molto brevi e per questo molto scorrevoli) secondo il punto di vista delle tre figure più importanti, Summer, Lewis e anche lo stesso Clover, permette di avere una visione più completa possibile della storia e dei suoi interpreti. Il ritmo di narrazione è sicuramente molto alto ma ho avuto modo di notare, soprattutto nell'ultima parte una serie di piccole mancanza, particolari che l'autrice magari cita ma che non vuole o preferisce non approfondire; ad esempio nel corso del lungo lasso di tempo che interessa la prigionia di Summer avviene il suo compleanno, citato dal fidanzato ma da lei completamente rimosso nonostante abbia la possibilità di sapere che giorno sia, così che anche il Natale, da tutte le parti totalmente ignorato e, fatto ben più importante, una chiarezza della procedura che porta all'epilogo della vicenda. Ciò che ho trovato invece molto ben espressi sono gli effetti che una prigionia e una routine così malata può avere sulle vittime, in questo caso sulle ragazze che l'hanno vissuta, tutte soggette a conseguenze diverse. Non posso dire che la lettura mi sia dispiaciuta, anzi, l'ho trovata molto piacevole e scorrevole ma è anche vero che non è si è rivelata essere del tutto nelle mie corde. Consiglio la lettura di questo libro a tutti quei lettori adolescenti che sono stanchi di leggere le solite storielle d'amore e che magari vogliono iniziare ad avvicinarsi al genere thriller. Per tutti gli altri, se proprio interessati, direi di approcciarlo tranquillamente, ma senza aspettarsi troppo.

Voto: 6.5

Frase: "Ci eravamo trasferiti in quel quartiere quando avevo cinque anni e mi ci ero sempre sentita al sicuro. Avevo trascorso l'infanzia giocando in strada con i miei amici, e quando eravamo cresciuti avevamo preso a ritrovarci al pub o al club. Conoscevo la cittadina e quelli che ci abitavano come il palmo della mia mano, ma il cimitero mi aveva sempre dato i brividi"


Natasha Preston è una giovane autrice inglese che ha iniziato a scrivere sulla piattaforma Wattpad quasi per caso, non riuscendo più a smettere. è proprio a questo sito che deve il suo successo, il suo primo romanzo "Il giardiniere" è stato pubblicato, inizialmente negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo, proprio grazie al grande successo avuto nei lettori, diventando in seguito un vero e proprio caso editoriale. Di sua pubblicazione anche "La casa", pubblicato nel 2018.


lunedì 23 luglio 2018

Recensione; "La ragazza che hai sposato" di Alafair Burke

Ma buongiorno amici lettori!!
Eccomi tornata finalmente! Vorrei potervi esprimere tutta la mia gioia per poter tornare a parlare con voi dopo tutto questo tempo di assenza ma non so se ne sarei capace.
Le mie ferie sono già inesorabilmente finite, come anche il mio viaggetto a Berlino, città meravigliosa e ricca di storia, che sono veramente felice di aver visitato.
Tra impegni e ritorno alla routine sono riuscita a scrivervi solo oggi ma non temete perchè da questa settimana tutto tornerà alla normalità.
Partiamo quindi con la consueta recensione del lunedì; sono tre i libri di cui vi devo parlare perchè conclusi nel corso di queste due settimane e il primo è "La ragazza che hai sposato", nuovissimo thriller di Alafair Burke. Non esitiamo oltre, ecco a voi la mia recensione.



Titolo: La ragazza che hai sposato
Autore: Alafair Burke
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Wife
Genere: Thriller/Legal Thriller
Pagine: 358
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 19.50 euro
Ebook: 9.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Da quando ha incontrato Jason Powell, la vita di Angela scorre su binari ben stabiliti: con un conto in banca considerevole, cresciuto notevolmente grazie al successo di Jason come economista e figura di spicco, la famiglia vanta una posizione decisamente agiata e basa la propria routine su una serie infinita di piccole ma importanti regole, con  grande rammarico del figlio tredicenne Spancer che vorrebbe qualche strappo alle restrizioni della madre. Ciò che tutti loro non sanno però è che quello strappo sta giusto per arrivare nelle vesti di una giovane stagista che accusa Jason di alcune molestie a sfondo sessuale sul posto di lavoro. Tutto sembra solo un modesto fuoco di paglia ma la faccenda si complica quando un altra donna emerge portando con sè un accusa ben più grave che porterà non solo Jason sull'orlo della rovina ma potrebbe anche fare luce sul passato di Angela, un passato doloroso e rimasto gelosamente custodito fino a quel momento.


Con "La ragazza che hai sposato", Alafair Burke torna al lega thriller, genere da lei molto amato anche per via della sua professione e che l'aveva resa famosa in "La ragazza nel parco".
Dotato di una trama intricata, anche questo libro si basa sulla forza dei personaggi femminili, caratteristica sempre present dei libri dell'autrice ed in questo caso ancora più accentuata grazie al ritorno di Olivia Randall, l'avvocato protagonista del suo celebre esordio.
Il libro porta avanti due vicende parallele; la scandalo di Jason e il segreto di Angela, ex ragazza vittima di uno spietato maniaco; ma in verità la prima sarà solo un mezzo per riaprire la seconda, alla ricerca della verità che solo Angela sa e che ha custodito per tutti quegli anni e che verrà fuori in un epilogo a dir poco sconvolgente.
La prosa di Alafair Burke è sempre eccezionale, scorrevole e strutturato al punto giusto; dando ad Angela e alla detective Corinne Duncan, altro personaggio femminile molto importante, il compito di raccontare la storia, l'autrice da voce alle due facce della medaglia; il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato, la vittima e il carnefice.. chi sia tra i due, bhè, sarà veramente difficile capirlo però separati da una linea davvero sottile.
In conclusione, Alafair Burke è una che i thriller li sa scrivere e anche questa volta riesce a convincere, forse non con la stessa efficacia dei due libri precedenti, ma comunque attraendo attenzione verso una storia lasciata aperta e che potrebbe essere ripresa in un prossimo futuro..

Voto: 8




Alafair Burke, nata in Florida nell'ottobre del 1969 e figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York. Esordisce nella letteratura thriller con il best seller "La ragazza nel parco" e, dopo aver confermato il successo con "La città del terrore" e "Una perfetta sconosciuta", inizia un progetto a quattro mani con la collega Mary Higgins Clark con la quale pubblica "Così immobile tra le mie braccia" e "La sposa era vestita di bianco". "La ragazza che hai sposato" è la sua ultima pubblicazione.