mercoledì 10 luglio 2019

Recensione; "I Bastardi di Pizzofalcone" di Maurizio De Giovanni

Buongiorno a tutti voi, cari amici lettori!
Oggi sono pronta per mostrarvi una nuova recensione e questo mi rende molto felice perchè quello di cui vi voglio parlare è un libro che aspettavo di leggere da parecchio e che è riuscito ad andare ben oltre le mie aspettative; sto parlando di "I Bastardi di Pizzofalcone" di Maurizio De Giovanni, secondo libro con protagonista l'ispettore Giuseppe Lojacono dopo "Il metodo del coccodrillo" e primo in cui appaiono i suoi Bastardi. Essere all'altezza del precedente libro, che, come sapete è stata per me la migliore lettura dello scorso mese, non era per nulla facile, ma De Giovanni ce l'ha fatta, ce l'ha fatta davvero alla grande! Ora vi spiego perchè




Titolo: I Bastardi di Pizzofalcone
Autore: Maurizio De Giovanni
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 316
Prima pubblicazione: 2013
Casa editrice: Einaudi
Anno edizione: 2013 (sono disponibili diverse edizioni)
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
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Prima della cattura de Il Coccodrillo, l'ispettore Giuseppe Lojacono era convinto di essere arrivato ad un punto morto della sua vita, ma all'improvviso si è mostrata per lui una seconda occasione. Certo, la situazione non è delle più facili nel Commissariato di Pizzofalcone, a rischio di chiusura per via delle terribili azioni illegali condotti dai poliziotti che prima ci lavoravano ma Lojacono è uno che non si arrende di fronte alle sfide e di certo non è uno che da ascolto alle voci della gente; i Bastardi, li chiamano, i componenti di quella squadra composta dagli scarti degli altri commissariati, poliziotti mal visti, considerati teste calde o inetti, ma che sono sempre poliziotti e dovranno dimostrare le loro capacità, più di tutti gli altri e far capire che, anche loro, possono fare ancora qualcosa di buono.

Già dalla lettura della trama si capisce che questo libro conserva un fascino innegabile. De Giovanni ha infatti un vero e proprio colpo di genio, creando, nella Napoli dei nostri tempi, un gruppo di personaggi così unico ed irripetibile. Capeggiati dall'ottimista commissario Gigi Palma, già apparso ne "Il metodo del Coccodrillo" i Bastardi di Pizzofalcone sono un gruppo dal quale ti puoi aspettare di tutto; inanzi tutto ci sono i due "veterani", la bella Ottavia, l'addetta alle ricerche e l'anziano Pisanelli, impegnato da anni in una personale indagine a cui non crede nessuno, poi ci sono le due teste calde, la giovane Alex Di Nardo, dal grilletto facile, e il possente Francesco Romano, detto Hulk per la sua difficoltà a controllarsi, che insieme formano una coppia fuori da ogni schema, e poi c'è Marco Aragona, il raccomandato, quello che tutti reputano essere solo un buffone che ha visto troppi telefilm americani ma che l'ispettore inspiegabilmente prende sotto la sua ala protettrice ed infine c'è proprio lui, il Cinese, con i suoi modi controllati, i suoi silenzi e la sua mente talmente fine da riuscire a districare la matassa sempre molto prima degli altri. Se nel capitolo precedente abbiamo avuto modo di conoscere il difficile passato di Lojacono, ora abbiamo a che vedere con diverse personalità, tutte diverse ma tutte accomunate da una situazione famigliare e privata decisamente complessa; c'è chi si è ritrovato solo dopo la morte del compagno di una vita, chi deve prendersi cura di un figlio gravemente malato, chi, per via del suo grave problema, rischia di far crollare il proprio matrimonio e chi, per compiacere il celebre padre, sarebbe disposto a fare tutto, anche nascondere il suo vero io. Attraverso le storie dei suoi personaggi l'autore affronta quindi argomenti molto diversi e tutti molto importanti, dando spessore alle storie che vuole raccontare e unendoli in un giallo che appare essere molto più di questo; ancora una volta sono rimasta colpita dallo stile quasi musicale dello scrittore che dona alla lettura una sfumatura insolita ma totalmente unica e ci accompagna nella scoperta di un caso apparentemente senza soluzione; la moglie di un celebre notaio, Cecilia De Santis, viene infatti ritrovata uccisa nel suo appartamento. La causa della morte è un violento colpo alla nuca, inferto con una palla di vetro di cui la vittima teneva una ricca collezione. Dall'appartamento si nota che mancano alcuni oggetti di argenteria quindi la prima ipotesi sarebbe quella di una morte accidentale in seguito ad una rapina finita male ma basta sondare un po' il terreno e fare qualche domanda nel nobile ambiente della signora per rendersi conto che anche la pista passionale non sarebbe da escludere, visto i continui e noti tradimenti dell'affascinante marito. Sarà compito di Lojacono ed Aragona scoprire qual'è la strada giusta da seguire, quella che porterà ad un finale sconvolgente. Il colpo di scena finale è la vera ciliegina sulla torta di una storia che si legge tutta d'un fiato e che risulta essere decisamente adatta al periodo. Inoltre il libro appare rimasto per molti versi ancora aperto, grazie alle altre due indagini condotte dai membri della squadra; da una parte Di Nardo e Romano sondano nella losca vicenda di una ragazza sfruttata da un potente architetto e dall'altra Pisanelli porta avanti i suoi personali ragionamenti su alcuni misteriosi casi di suicidio in cui, solo secondo lui, si nasconde invece la mano di un assassino. Entrambi convoleranno in un epilogo entusiasmante che sicuramente verrà ripreso nei capitolo seguenti, che non vedo davvero l'ora di leggere. Prima di concludere volevo aggiungere due parole sull'unico punto che in "Il metodo del Coccodrillo" mi aveva fatto un po' arrizzare il naso  e cioè la mancanza di forza dei personaggi femminili; in questo nuovo capitolo devo ammettere che la situazione sia un po' migliorata, con l'arrivo di Ottavia ed Alex abbiamo infatti modo di conoscere delle realtà ben più importanti anche se, anche in questo caso, sempre indirizzate verso la figura maschile, che sia una nuova fiamma o l'ostica figura del padre. Su questo frangente posso certo dire di aver trovato degli spunti interessanti che possono far sì che questa serie diventi davvero indimenticabile.

Voto: 8.5

Frase: "Siamo i nuovi Bastardi di Pizzofalcone. Quelli che fanno schifo ai poliziotti, per diritto ereditario; ai delinquenti, perché pur sempre poliziotti; alla gente comune, un poco per diritto ereditario e un poco perché pur sempre poliziotti. A noi stessi, perché ognuno si sente ingiustamente mandato qui insieme ad altri reietti"


Maurizio De Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Giunto alla fama grazie alla serie gialla del Commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni trenta, composta da ben tredici capitoli tra cui "Il senso del dolore", "La condanna del sangue""Per mano mia" "Anime di vetro", dopo "Il metodo del coccodrillo", prima romanzo in cui appare il personaggio dell'Ispettore Giuseppe Lojacono ha dato vita alla serie de "I Bastardi di Pizzofalcone", composta al momento da nove libri, tra cui "Buio", "Gelo""Cuccioli" e "Vuoto". Nel 2018 ha dato vita anche un ulteriore serie con "Sara al tramonto" seguito, l'anno dopo, da "Le parole di Sara". Di sua pubblicazione anche "I Guardiani" e altri racconti scritti in collaborazione con alcuni celebri colleghi giallisti.



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