venerdì 23 novembre 2018

Recensione: "Divorare il cielo" di Paolo Giordano

Seconda capatina serale perchè come vi spiegavo questa mattina i libri rimasti in sospeso sono tanti e, in ordine di tempo, vi devo parlare di un libro che ho amato moltissimo, al momento il più bello scoperto questo mese. Sto parlando dell'ultimo gioiellino di Paolo Giordano "Divorare il cielo", uscito qualche mese fa e da me agguantato immediatamente il giorno d'uscita. Nell'estenuante attesa di trovare il tempo per leggerlo ho letto a proposito di esso tanti commenti positivi ed io, che di Paolo Giordano da anni già stendevo le lodi, non posso che ritrovarsi totalmente d'accordo! "Divorare il cielo" è un romanzo ricco di emozioni, sia belle che brutte, capace di coinvolgere il lettore e non lasciarlo più fino all'ultima pagina. Volete saperne di più? Allora continuate a leggere!


Titolo: Divora il cielo
Autore: Paolo Giordano
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 400
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: 22 euro copertina rigida
Ebook: 12.99 euro

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Speziale rappresenta per Teresa solo una parentesi estiva lontana da Torino, i lunghi pomeriggi assolati passati nella grande casa della donna, immersa nelle campagne pugliesi, i rari contatti con il padre che giunto nella sua terra di origine sembra trasformarsi un'altra persona. Come tutte le tredicenni Teresa trascorre le sue giornate con inerzia, lasciando agli altri il compito di dirle cosa fare e quando farlo. Almeno fino a quando una notte un gruppo di tre ragazzi fa irruzione nella sua piscina per una bravata notturna. Sono i ragazzi della Masseria, quelli che la donna chiama "quelli che vanno e vengono". Sono Nicola, Tommaso e Bern, hanno pochi anni in più di lei e sono arrivati per sconvolgerle la vita per sempre.


Ho provato il folle desiderio di parlare a ruota libera di questo libro appena dopo aver voltato l'ultima pagina, ma ora che mi trovo finalmente a farlo, mi rendo conto di quanto sia estremamente difficile. La verità è che "Divorare il cielo" è uno di quei libri che ti entra dentro piano piano, che ti fa assorbire la sua storia e dopo una serie interminabile di emozioni se ne va lasciandoti senza fiato e, in qualche modo, a dir poco diverso. La storia racconta la vita di quattro amici che si incontrano appena ragazzini e che sono destinati a rimanere incollati l'uno all'altro, nel bene e nel male, per il resto della vita. Teresa è la protagonista, almeno apparentemente, è lei a dare inizio alla storia e a condurla ma sono sopratutto i tre ragazzi e farle prendere le differenti strade. Teresa scopre infatti la propria forza di volontà grazie all'incontro con Bern e i suoi "fratelli", Tommaso, preso in affidamento da Cesare e Floriana, proprietari della Masseria, dopo la carcerazione del padre, e Nicola, l'unico vero figlio della coppia. Bern è senza alcun dubbio il personaggi più importante e sul quale spesso e volentieri finisce per concretizzarsi tutta l'attenzione. Bern è quel ragazzino dalle strane idee, cresciuto con un educazione radicalmente religiosa, e dalle idee anticonformiste, diventa poi quel ragazzo che per quelle stesse idee sarà capace di combattere, senza paura di andare contro tutto e tutti, e alla fine di trasforma in un uomo che si rivela essere quasi assurdo nella sua originalità. Teresa sarà incredibile condizionata da lui, dall'amore istantaneo e folle che prova da subito nei suoi confronti e che la condurrà a passare tutta la vita a cercare di capirlo, anche attraverso l'aiuto di altri personaggi che hanno avuto modo di seguirlo nelle sue battaglie, cosa che alla fine nessuno però riuscirà mai a fare. La cosa che mi ha lasciato più impressionata in questo romanzo è senza dubbio la potenza dei personaggi che attraverso le loro scelte e le loro azione portano il lettore a scontrarsi con tantissime tematiche importanti; si passa dalla religione, agli scontri famigliari, alla sessualità, fino alle lotte giovanili, alle terribili procedure per avere un figlio fino alla dipendenza dall'alcool. Questo solo per citarne alcune. Come detto questo libro è una vera e propria bomba di emozioni, si legge tutto d'un fiato ma allo stesso tempo ad un certo punto si sente la necessità di fermarsi per assimilare e godersi tutto a pieno. In "Divorare il cielo" ho ritrovato tutte quelle qualità che caratterizzano la scrittura di Paolo Giordano, che non è quello di "La solitudine dei numeri prima" (e, lasciatemelo dire, meno male) ma che torna da avvicinarsi sempre di più alla potenza narrativa di "Il corpo umano". Se qualcuno di voi medita di avvicinarsi a questo autore potrei addirittura sbilanciarmi e consigliarvi di partire proprio da questo. Il colpo di fulmine non potrà che essere immediato. 

Voto: 8.5

Frase: "- Loro sono diversi. Sono cresciuti con le radici troppo corte. Prima o poi una folata di vento li strappa e se li porta via - Ma Cosimo non sapeva quello che sapevamo noi: che le piante crescono al sicuro nei vasi, con le radici lunghe che girano tutto intorno, non si adattano alla terra. Soltanto quello con le radici libere, estirpate giovani in inverno, ce la fanno. Come noi."


Paolo Giordano nasce il 19 dicembre 1982 a Torino e nel 2006 si è laureato con lode in fisica all'Università degli studi di Torino. Il suo libro d'esordio "La solitudine dei numeri primi" è stato un vero proprio successo editoriale e gli ha fatto conseguire il Premio Strega e il Premio Letterario Merck Serono. Da qualche anno collabora con il "Corriere della sera". Di sua pubblicano altri tre romanzi "Il corpo umano", "Il nero e l'argento" e "Divorare il cielo".





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