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venerdì 24 novembre 2017

"Consiglio per il weekend"; "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chavalier

Concludiamo la settimana insieme scoprendo qual'è il libro che ho pensato di consigliarvi per questo weekend!
La prima volta che ho sentito parlare del libro "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chavalier è stato grazie alla mia professoressa di italiano delle medie che lo aveva inserito nella lista dei libri da leggere durante le vacanze di Natale, in seguito poi, sempre a scuola ho studiato l'opera d'arte da cui esso è ispirato ed è stato lì che ho potuto veramente apprezzarlo, ributtandomi tra le sue pagine e lasciandomi condurre in un storia ambientata in un tempo e in un luogo passato, una storia di arte, di inganni, di attrazione (più mentale che fisica) tra una serva e il suo padrone.
Il libro narra infatti la vita romanzata del pittore fiammingo Jan Vermeer e soprattutto la creazione del suo più celebre ritratto, attraverso gli occhi della giovane domestica Griet, ritenuta proprio la sua protagonista.
Una storia che mi è piaciuta moltissimo e che è stata trasformata anche un un bellissimo film con protagonisti Scarlett Johanson e Colin Firth. Se vi va, vi invito ovviamente a guardarlo..
Qui sotto vi lascio la scheda e la trama. Il mio appuntamento è a lunedì per iniziare insieme un'altra settimana all'insegna della lettura!


Titolo: La ragazza con l'orecchino di perla
Autore: Tracy Chevalier
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Girl with a Pearl Earring
Genere: Romanzo storico
Pagine: 327
Casa editrice: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 1999
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile, 9.90 euro copertina rigida
Ebook: 7.99 euro
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Trama:

Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso e Griet e Johannes Vermeer saranno destinati a dividere complicità e sentimenti, tensione e inganni.

lunedì 13 novembre 2017

"Spunti tra le righe"; La Venere di Malta

Ancora una volta, la rubrica "Spunti tra le righe" parla di arte, cosa che mi rende sempre molto felice.
Uno dei libri che ho letto la scorsa settimana è stato "Il dolore, le ombre, la magia" secondo libro di Banana Yoshimoto appartenente alla serie Il Regno (potete trovare la recensione qui) ed è proprio nella pagine di questo breve libro in cui si trova l'opera di cui vi voglio parlare oggi.
Durante una sua email, infatti, la nonna di Shizukuishi, trasferitasi sull'isola di Malta, racconta alla nipote di aver fatto visita ad un museo e di aver visto una bellissima statuetta rappresentate la cosiddetta Venere di Malta e la ragazza rimane così tanto ammaliata dallo straordinario fascino che riporta la foto che la nonna le allega da convincere l'amico Kaede, in quel momento a Firenze, a fare di tutto per andare a vederla prima di ritornare in patria.
Il fascino che questa opera trasmette è chiaro anche a noi, anche se non abbiamo la veduta particolare sul mondo della giovane protagonista della serie, basti pensare solamente che è stata datata 3500/2500 a.C. e quindi più di 5000 anni fa.
Ritrovata negli scavi avvenuti nei Templi di Hagar Quim, i più famosi tra i dei gruppi di templi patrimonio mondiale dell'UNESCO che vanta la bellissima isola del Mediterraneo, si tratta di una piccola statuetta in argilla coperta di ocra rossa rappresentante la una figura femminile, particolare perchè decisamente diversa dalle "donne grasse" tipiche dell'arte paleolitica.
Fa parte di una collezione molto ricca e dall'immenso valore storico in cui appaiano entrambe le rappresentazioni della Dea ritrovate nell'isola di Malta; la Dea della Vita, colei che presiedeva, tra gli altri, ai riti concernenti il parto, e la Dea della Morte e della rigenerazione, venerata soprattutto nei luoghi di sepoltura.



lunedì 6 novembre 2017

"Spunti tra le righe"; San Cristoforo e Gesù Bambino

Ritorna oggi anche la mia speciale rubrica "Spunti tra le righe".
Come sapete nel corso delle settimane l'idea iniziale che ha dato vita a questa rubrica si è scissa in quattro rubriche diverse ma non per questo smetterà di esistere, sarà semplicemente dedicata esclusivamente al mondo dell'Arte, una delle mie più grandi passioni che prende radice nei miei ormai lontani studi artistici e che tutt'oggi mi accompagna.
Mostre, musei e collezioni sono alcuni dei luoghi che preferisco e spesso succede che nei libri si parli di alcune opere d'arte, come il "Passe-Muraille" la statua di cui vi ho parlato nel primo appuntamento, e penso che ognuno di esse abbia diritto ad una particolare attenzione, cosa che mi occuperò di fare proprio in questa rubrica.
Oggi vi parlo dell'opera "San Cristoforo e Gesù Bambino", in cui mi sono imbattuta leggendo le pagine di "Follia profonda" di Wulf Dorn. Si, sto parlando molto ultimamente di questo romanzo e di questo autore ma non è colpa mia se mi porge argomenti di riflessione su un piatto d'argento, non credete?

"San Cristoforo e Gesù Bambino" ha un ruolo estremamente importante nella storia infatti è presente in diverse occasioni; è la statua che viene "abbellita" nella prima apparizione della spietata assassina protagonista del libro, è rivista poi dal giovane parroco nelle sale del vescovo ed infine è ripresa nei disegni che Jana lascia allo psichiatra Jan Forstner.
Nel romanzo non vengono però specificati quali sono le opere precisi quindi mi sono presa la libertà di scegliere le più interessanti.
Come scultura ho scelto quella conservata nell'omonima Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio a Milano e come pittura invece quella raffigurata nel Polittico di San Vincenzo Ferrer realizzato da Giovanni Bellini tra il 1464 e 1470 e conservato nella basilica di San Zanipolo a Venezia, di cui più giù potete vedere un particolare.
San Cristoforo è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa.
Il primo e più antico testo degli "Atti" di San Cristoforo, risale al VII secolo ma è con la "Legenda Aurea" del monaco domenicano Jacopo da Varagine che la sua storia divenne famosa durante il Medioevo.
A lui sono legate due diverse leggende.
Secondo quella orientale, Cristoforo, un omone dall'aspetto animalesco vissuto in Licia sotto Decio nel 250, entrato nell'esercito imperiale, si convertì al cristianesimo e annunciò la sua fede ai commilitoni.
Una volta scoperto, venne sottoposto a numerose torture e due donne, Niceta e Aquilina, assoldate per corromperlo, vennero invece da lui convertite.
Alla fine Cristoforo venne decapitato.
In Occidente invece prese un altro significato, quello basato sul significato etimologico del suo nome; Cristoforo infatti deriva dal greco e significa "colui che porta Cristo" e la leggenda infatti dice che si trattasse di un gigante che faceva il traghettatore su un fiume.

Reprobus, questo il suo nome prima del battesimo, era un uomo burbero e viveva da solo in un bosco. Una notte da lui si presentò un fanciullo per farsi portare dall'altra parte del fiume, lui quindi se lo caricò sulle spalle e iniziò ad attraversare ma sorprendentemente il ragazzo iniziò a pesare sempre di più fino ad arrivare ad avere un peso insostenibile anche per uno grande e robusto come lui.
La corrente quella notte stava diventando sempre più forte e il gigante arrivò a pensare che sarebbe stato sopraffatto dalle acque ma con un ultimo sforzo riuscì ad arrivare sull'altra riva.
Fu allora che, ancora stremato per la traversata, l'uomo ricevette la rivelazione; il fanciullo infatti non era altro che Cristo e gli confessò inoltre che aveva portato sulle spalle non solo il peso dell'esile bambino ma anche quello del mondo intero.
Dopo il battesimo, Cristoforo si recò in Licia per predicare e lì subì il martirio.
A Cristoforo viene anche attribuita una fiaba presente in alcuni paesi, tra i quali quelli anglosassoni, che narra la storia di un certo Iron John o Eisenhans, come raccontano tra gli altri anche i fratelli Grimm. Il protagonista dalla fiaba è un uomo selvatico che viene ripescato nel fondo di uno stagno, dove si trovava da diverso tempo.
Ultimo particolare interessante, i bizantini rappresentano il santo cristiano le fattezze di un Cinocefalo, figura mitologica con il corpo da uomo e la testa da cane.


Spero che anche questo interesse abbia suscitato in voi piacere e curiosità nei confronti della bellezza dell'arte.
Vi saluto e ci risentiamo domani, con nuove interessanti recensioni e qualche bellissima segnalazione.
Un grande saluto e buona lettura!

martedì 17 ottobre 2017

Spunti tra le righe; Le Passe-Muraille

Nuova rubrica; Spunti tra le righe! Di cosa si tratta? Molto semplice
Capita spesso leggendo un libro di imbatterci in particolari che colgono la nostra attenzione; possono essere luoghi, opere d'arte, personaggi realmente esistiti o anche, perchè no, altri libri.
Questa rubrica è stata creata proprio per mettere in luce questi piccoli aspetti che meritano una nota in più, un Nota Bene, per rimandare ai trascorsi scolastici.
Per inaugurarla ho deciso di parlare di un riferimento preso proprio dall'ultimo libro che ho letto, la cui recensione potete trovare scorrendo di poco sul blog; "Aspettami fino all'ultima pagina"
Nelle pagine di questo romanzo intriso di magia, Sofia Rhei ci parla di opera molto famosa a Parigi, città appunto dove si svolge la storia, ma forse un po' meno per i turisti che si trovano a visitarla.
Ad esempio, io ho visitato la città qualche anno fa ma purtroppo non ho avuto modo di scoprirla, cosa di cui mi pento amaramente e a cui rimedierò al più presto.
Stiamo parlando di "Le Passe-Muraille", letteralmente "L'attraversa muri", la scultura di uomo di bronzo rappresentato nell'atto di attraversare un grande muro di pietra.
Situata nel meraviglioso quartiere di Montmartre, e più precisamente in Rue Norvis, è stata realizzata dall'artista Jean Marais nel 1989 e rappresenta il protagonista di una delle dieci novelle di una raccolta scritta nel 1943 da Marcel Aymé intitolata appunto "Le Passe-Muraille", in italiano "L'uomo che attraversava i muri"
Secondo la storia di Aymé, Dutilleul, questo è il suo nome, è un uomo ordinario che passerebbe del tutto inosservato se non fosse per la sua incredibile capacità di passare attraverso i muri, dote che tenta di sopprimere per una vita ma che decide di mettere in atto spaventando a morte il suo tiranno capo che con crudeltà lo aveva rinchiuso in uno sgabuzzino.
Da quel momento Dutilleul, soprannominato dalla folla "Garou, Garou" diventa una vera celebrità, conquistando la fama e la stima che ha sempre agognato iniziando una carriera come ladro di preziosi.
Il caro Dutilleul sembra davvero inarrestabile ma, come spesso succede è proprio lui stesso a rovinarsi con le sue mani; un giorno infatti, inavvertitamente, prende una pastiglia di "antidoto" richiesta ad un suo amico professore molti anni prima e rimane imprigionato per sempre in una parete.
Quest'opera così ricca di fascino è però un po' difficile da trovare, bisogna infatti cercarla bene ma di certo ne varrà la pena se si desidera vedere qualcosa di veramente unico.
Sperando che questa nuova rubrica vi piaccia, vi invito a continuare a seguirmi e aspettare un altro incredibile spunto