martedì 3 luglio 2018

Recensione: "Storia di una famiglia perbene" di Rosa Ventrella

Buongiorno a tutti cari amici lettori!
Come sta procedendo la vostra prima settimana di Luglio? Per me è davvero ricchissima di impegni tanto che ritagliare tempo per leggere e per venire a trovarvi diventa sempre più difficile..
In ogni caso ho un po' di cose in sospeso di cui vi devo parlare quindi inizio subito con la recensione di un libro così tanto inaspettato da essersi guadagnato il primo posto tra le letture di Giugno; sto parlando di "Storia di una famiglia perbene" scritto da Rosa Ventrella e pubblicato da Newton Compton che questo mese tra questo libro e "Il tatuatore" mi ha davvero deliziato!
Bando agli indugi, iniziamo!



Titolo: Storia di una famiglia perbene
Autore: Rosa Ventrella
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 313
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Newton Compton 
Prezzo di copertina: 10 euro copertina rigida
Ebook: 2.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Ci troviamo negli anni 80', in uno dei quartieri più degradati di Bari vecchia.
Maria De Santis è solamente una bambina ma ha già ben chiaro come sia vivere in quell'ambiente; un ambiente dove si respira la violenza, sia fuori che dentro casa, dove le tradizioni, le superstizioni e le credenze sono più radicate del buon senso e dove i soprannomi dati dalla gente servono ad identificarti ancor più della tua vera identità.
E così che un giorno Maria, detta "Malacarne" per la sua determinazione a fare di testa propria, vede entrare nella propria classe un bambino nuovo; il suo nome è Michele ma è il suo soprannome e quello di tutta la sua famiglia a farle tremare le gambe; "Senzasagne", le più crudeli e spietate anime di tutto il quartiere. 
Dopo una prima diffidenza però Maria inizia a provare una sorta di simpatia nei confronti di Michele che la porterà nel corso degli anni, tra sciagure, disgrazie ed incomprensioni, ad allontanarsi sempre di più dalla famiglia e prendere una decisione che potrà per sempre cambiare il corso della sua vita..


"Storia di una famiglia per bene" è uno di quei magici romanzi in cui rimani incastrata ancor prima che te ne possa rendere conto. Almeno così è successo a me che, convinta di star leggendo una storia tranquilla e piacevole, mi sono ritrovata invece coinvolta nel profondo in un vortice di eventi capace di sconvolgermi come poche altre storie sono riuscite a fare.
Attraverso gli occhi e la storia di Maria veniamo trasportati nel cuore di un Bari degli anni 80', una città meravigliosa che però nasconde molte insidie tra cui capeggia, più che l'istinto alla violenza, le radicali convinzioni popolari, capaci di condizionare totalmente la vita di una persona.
Attraverso lo splendido stile di Rosa Ventrella, Maria ci racconta, senza paura di entrare nei dettagli ma rimenando comunque fedele alla sua visione in principio di bambina ed in seguito di ragazza, lo svolgersi della vita all'interno di questa realtà attingendo ad una gran quantità di argomenti ed emozioni; le relazioni famigliari, l'importanza della magia, il duro lavoro, i pregiudizi, la vendetta, la voglia di riscatto grazie all'utilizzo di tutti i personaggi che compongono questa storia, unici e assolutamente perfetti nelle loro imperfezioni.
Così, senza nemmeno accorgersi, il lettori si ritroverà ad affezionarsi alla cara nonna, portatrice di un oscuro segreto, a Giuseppe, il fratello maggiore di Maria, ragazzo con la testa sulle spalle deciso per il proprio futuro, al fratello di mezzo Vincenzo, così giovane e così scapestrato, al padre Antonio, per cui Maria proverà sempre un affetto spassionato ma mai completamente espresso, alla madre Teresa, una donna dal temperamento debole, tormentata dalla paura del futuro, dalle pene del presente e dai fantasmi del passato e soprattutto a Maria, la protagonista e narratrice, che attraverso la sua storia con Michele vorrà fare di tutto per cambiare in qualche modo la mentalità nella quale è cresciuta.
Se lo stile di scrittura e la storia in sè mi ha ricordato, con immenso piacere, le storie della serie "L'amica geniale" di Elena Ferrante, non posso nascondere che l'amore tra Michele e Maria non può non rimandare nell'immaginario collettivo a due moderni Romeo e Giulietta, con l'unica differenza che se nel grande dramma shakespeariano l'amore prendeva un'onda tragica, in questo romanzo si tinge invece di una sfumatura davvero molto importante; l'amore visto come la volontà di fare del bene all'altro, indipendentemente dalle conseguenze.
In poche parole, un libro che ho amato, che mi è rimasto dentro e che vi consiglio con tutto il mio cuore

Voto: 9

Frase: "Non si può conoscere veramente una cosa se prima non si è stati attraversati dal suo esatto contrario. Tutto ciò che è bello, quel che consideriamo perfetto e magnifico, arriva dall'assaggio del brutto e dell'imperfetto. Se conosci il male, saprai con altrettanta certezza cosa sia il bene"


Rosa Ventrella vive a Cremona con marito e figli ma è originaria della Puglia. Insegna Lettere da sedici anni e cura da tempo laboratori di scrittura creativa per ragazzi e adulti. Ha tenuto diverse conferenze sul tema della condizione femminile nella storia e curato una rubrica dedicata alle donne della storia sulla rivista I fiori del maleScrive da diversi anni e con Newton Compton ha pubblicato i romanzi "Innamorarsi a Parigi", "Il giardino degli oleandri" "Storia di una famiglia per bene", ottenendo  un grande successo di pubblico e critica. Di sua pubblicazione anche "Fiori di magnolia".



domenica 1 luglio 2018

Le migliori letture del mese; Giugno!


Buona domenica a tutti amici lettori!
La mia presenta, decisamente poco costante, sul blog di questo ultimo mese rispecchia perfettamente gli impegni, le stanchezze e le corse contro il tempo che caratterizzeranno questa mia lunga estate.
Sono tante le cose che dovrò recuperare nei prossimi giorni ma voglio assolutamente partire dal resoconto delle letture del mese di Giugno!
I libri letti, come sempre sia cartacei che digitali, sono stati otto, un po' meno del previsto, ma con un mese del genere non potevo aspettarmi di più.
Letture poche, ma sicuramente buone; infatti, nemmeno una è risultata essere insufficiente.
Ma ora, non indugiamo oltre, e apprestiamoci ad iniziare!


Ottavo posto: "L'ostinato scorrere del tempo" di Justin Go

Iniziato da un idea al quanto originale e costruito in modo coinvolgente, questo romanzo d'amore, di memoria e di avventura, si va un po' a rovinare in un finale frettoloso e che non offre la chiarezza tanto agognata. Un vero peccato..

Voto: 6.5                         Recensione completa qui











 Sesto posto: "Maria Callas. Lettere d'amore" di Renzo Allegri

Interessante e commovente biografia della più grande soprano della storia basata sullo studio di alcune bellissime lettere scritte da lei stessa al marito Giovanni Battista Meneghini, il periodo più felice della sua tormentata vita. 
Voto: 7                     Recensione completa qui





Sesto posto: "Un po' di follia in primavera" di Alessia Gazzola

Sesto libro della serie "L'allieva"; Alice Allevi, sempre più maldestra e pasticciona, dovrà, tra i consueti problemi di cuore e una nuovissima e sordida indagine, compiere un passo importante della sua vita; la specializzazione.

Voto: 7                        Recensione completa non ancora disponibile




Quinto posto: "Diverget" di Veronica Roth

Primo capitolo della fortunata saga che vede come protagonista Beatrice, una giovane ragazza cresciuta in un modo post apocalittico, che dovrà compiere una scelta che condizionerà per sempre il suo destino. Il tutto senza poter mai rivelare la sua vera identità.

Voto: 7.5                           Recensione completa qui



Quarto posto: "Scrivi" di Mariangela Brogi

Profondo esordio letterario che rappresenta il viaggio interiore di Dorotea, una donna che in un momento critico della sua vita, decide di rispondere ad una grande necessità; scrivere. Scrivere di sé, della cara Celeste e di Marcello, due capisaldi del suo passato.

Voto: 7.5                          Recensione completa non ancora disponibile



Terzo posto: "La scomparsa di Stephanie Mailer" di Joel Dicker

Nuovissima pubblicazione dell'autore rivelazione degli scorsi anni che ci presenta ancora una volta un indagine mozzafiato, intricata al massimo grazie all'utilizzo di un grandissimo numero di personaggi. Perfetto per l'estate.

Voto: 7.5                  Recensione completa qui


Secondo posto. "Il tatuatore" di Alison Belsham

Gioiellino edito Newton Compton che ci porta alla scoperta del mondo dei tatuaggi. Dalle tinte forti e dai grandi colpi scena, non tradisce certo le aspettative.

Voto: 8.5                   Recensione completa qui




Primo posto: "Storia di una famiglia perbene" di Rosa Ventrella

Meraviglioso scorcio di vita di una Bari vecchia degli anni Ottanta, visto dagli occhi di Maria De Santis, prima bambina e poi ragazza, condizionata dalle tradizioni, dalle credenze e dai pregiudizi della mentalità del ruolo in cui è cresciuta. Il primo posto non poteva non essere suo.

Voto: 9                      Recensione completa non ancora disponibile





Spero che anche questa mia personale classifica vi sia piaciuta.
Provvederò ovviamente ad inserire il prima possibile le recensioni che mancano e vi invito a farmi sapere se avete letto qualcuno di questi libri e soprattutto se siete d'accordo con me.
A presto!



lunedì 25 giugno 2018

Recensione; "L'ostinato scorrere del tempo" di Justin Go

Buon lunedì a tutti cari amici lettori!
Inizia ufficialmente l'ultima settimana di Giugno e mentre le ferie si avvicinano sempre di più, bisogna sempre rimboccarsi le maniche, quindi eccomi, pronta per parlarvi del libro che ho concluso prima dell'inizio di questo weekend.
"L'ostinato scorrere del tempo" è il romanzo d'esordio dell'autore statunitense Justin Go che mette in parallelo due storie, quella di Imogen e Ashley, due giovani innamorati separati dalla Guerra, e quella di Tristian che ottant'anni dopo dovrà cerca di fare chiarezza sul destino della coppia per potersi aggiudicare un'importante eredità.
Ecco la mia recensione



Titolo: L'ostinato scorrere del tempo
Autore: Justin Go
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Steady Running of th Hour 
Genere: Romanzo
Pagine: 563
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice italiana: Einaudi
Prezzo di copertina: 21 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Apparentemente sempre una giornata come tante quando Tristan Campbell, ventitreenne neolaureato americano, riceve la telefonata dello studio legale londinese "Twyning & Hooper" e in men che non si dica si ritrova su un volo diretto a Londra dove l'avvocato J.F. Prichard lo mette a conoscenza della storia di Imogen Sommes-Anderson e Ashley Walsingham, lei giovane di buona famiglia ribelle e determinata, lui unico erede di una grande fortuna appassionato di alpinismo, I due si incontrano nel 1916 proprio a Londra ma la loro storia è destinata ad attraversare gli anni viaggiando per mezza europa, dalla Francia, alla Germania, dalla Svezia, all'Islanda fino ad arrivare alle vette più alte dell'Himalaya e lì perdersi nel nulla.
Questa giovane coppia, fin'ora totalmente sconosciuta, prenderà sempre più importanza agli occhi di Tristian che dovrà buttarsi alla più completa avventura con il solo scopo di ricostruire la loro storia e soprattutto dimostrare il legame di sangue che li lega a loro per entrare in possessi di una grande eredità.

"L'ostinato scorrere del tempo" è stato uno di quei libri che mi ha colpito senza un motivo preciso, A volte succede a noi lettori di notare un libro e sentire semplicemente di doverlo leggere. A me è successo, e noto con piacere che anche questa volta il mio sesto senso non si è sbagliato.
Attraverso uno stile di scrittura scorrevole e pieno di piccoli colpi di scena, Justin Go riesce a creare una trama capace di catturare fin da subito l'attenzione dell'autore. Le due storie messe in parallelo, quella dei giovani innamorati destinati a separarsi, e quella del determinato ragazzo convinto a dargli giustizia, sono entrambi ben caratterizzati e disseminati di continui cambi di genere e prospettiva che permette al lettore di non annoiarsi mai.
La storia di Imogen e Ashley è una storia d'amore difficile da dimenticare, che fa sognare anche i meno romantici (come me) e che mostra una grande quantità di citazioni da sottolineare e segnare per sempre su un taccuino. La loro storia è però anche una storia d'amore misteriosa, sono tanti i punti rimasti in sospeso; come mai ad un certo punto i due hanno smesso di vedersi? Dove si è nascosta Imogen per i sette anni in chi Ashley ha continuato a scriverle senza ottenere risposta? E soprattutto, la piccola Charlotte, era davvero la nipote di Imogen oppure la verità era un'altra?
Queste sono solo alcune delle domande a cui Tristan dovrà trovare risposta, lasciandosi guidare dall'istinto e viaggiando in lungo e in largo per l'Europa in modo da ricostruire il destino dei due giovani e soprattutto la propria identità.
Questo libro ha come tema fondamentale quello del viaggio; da amante dei viaggi come sono non posso che essere rimasta incantata di fronte alle descrizioni, sia dei posti che ho già visitato, come Londra e Parigi, sia di quelli che sto per visitare, Berlino, e quelli che forse un giorno visiterò, la Svezia, l' Islanda, il Tibet.. 
Per questo motivo, risulta essere un romanzo adattissimo per accompagnarci durante questa lunga estate, in cui, anche a casa, attraverso di esso potremo viaggiare almeno con la fantasia.
Molto piacevole è anche il legame tra i fatti che condizionano la vita di Imogen e Ashley con la storia del periodo, un fattore che apprezzo sempre moltissimo; i due giovani saranno infatti profondamente colpiti prima dalla Guerra, in cui Ashley starà per perdere la vita, e successivamente dalla spedizione sull'Everest del 1924 da cui in giovane non farà più ritorno. Entrambe le parti sono descritte egregiamente attraverso l'esperienza di Ashley sia riporta narrativamente sia attraverso le lettere che Tristan a modo pian piano di ritrovare, e permettono al lettore di avere un importante documento su due grandi avvenimenti storici.
Dopo i commenti positivi devo giungere ahimè a quelli negativi che, mio grande malgrado, riguardano tutti il finale; proprio quando si giunge sul punto di fare finalmente chiarezza sul passato, lo scrittore sceglie di lasciare tutto in sospeso, rappresentato pienamente il, senza dubbio giusto, insegnamento su quali sono le cose più importanti della vita (che di certo non sono i soldi), ma che lascia il lettore assolutamente stranito e che rovina un esperienza di lettura fino ad allora assolutamente piacevole. Un finale a dir poco frettoloso che esclude totalmente anche la minima spiegazione e che, ammettiamolo, almeno un po' fa arrabbiare, dopo essersi appassionati così tanto nel corso della lettura. Peccato..

Voto: 6.5

Frase: "Vienimi a prendere quando arriva al treno e andiamo a passeggiare in Regent's Park. Avrò la pelle bruciata dal sole e tossirò molto, ma vieni con me a Regent's Park e andremo ancora a spasso nel giardino francese. Ci siederemo vicino all'acqua e mi racconterai cos'hai fatto in questi anni. E allora saprò perché non mi ha piegato né la Ridotta dell'Imperatrice né questa montagna né tu. E potrò vivere nell'Inghilterra verde e collinosa, senza mai desiderare altro fuorché ciò che possiedo.


Justin Go è nato a Los Angeles, ha studiato storia a Berkeley e letteratura allo University College di Londra. Ha vissuto a Tokyo, Stoccolma, Parigi. Nel 2008, a ventisette anni, ha lasciato il lavoro e si è trasferito a Berlino per scrivere il suo primo romanzo, "L'ostinato scorrere del tempo", tradotto in oltre venti lingue e pubblicato nel 2014 da Einaudi Stile Libero.

venerdì 22 giugno 2018

Consiglio per il weekend; "Marked" di P.C. Cast e Kristin Cast

Buongiorno amici lettori!
E anche il venerdì è finalmente arrivato e in questo periodo che ormai respira d'estate è ancora più gradito.
Come consueto l'ultimo post della settimana riguarda il mio consiglio di lettura per il weekend e anche questa volta ho voluto pescarlo negli anfratti dei miei anni passati; come forse saprete dai miei racconti, in epoca adolescenziale andavo matta per il genere fantasy e dispotico e questo libro fa parte proprio di questa categoria. Sto parlando di "Marked. La casa della notte" libro scritto a quattro mani da madre e figlia da P.C. e Kristin Cast, primo della serie che vede come protagonista Zoey Redbird che dopo aver ricevuto "il marchio" dovrà trasferirsi nella "Casa della notte" ed eseguire la formazione per diventare vampiro. "Marked" è il primo volume di una fortunata serie composta da ben dodici libri e sette racconti di cornice.
Se non lo conoscete vi invito a dargli un occhiata, soprattutto agli appassionati del gemere che potranno lanciarsi in una vera e propria avventura!
Vi aspetto lunedì per iniziare insieme una nuova settimana all'insegna dei libri!



Titolo: Marked. La Casa della notte
Autore: P.C. & Kristin Cast
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Marked
Genere: Fantasy/Young Adult
Pagine: 333
Anno di pubblicazione: 2007
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Prezzo di copertina: 8.50 euro copertina flessibile, 16.50 euro copertina rigida
Ebook: 3.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Trama:


Mi chiamo Zoey, ho sedici anni, una madre apprensiva, un patrigno scostante e una sorella maggiore tutta perfettina. E per lungo tempo sono stata convinta che questi fossero i miei problemi. Mi sbagliavo. Perché un giorno ho ricevuto il Marchio: una mezzaluna blu tatuata sulla fronte. E tutto è cambiato. Dovete sapere che il Marchio è la prima tappa per diventare un vampiro. La successiva è entrare nella Casa della Notte, una scuola dove s'impara a controllare i propri poteri e ad affrontare la delicatissima fase della Trasformazione. Cosa succede, allora? Alternativa uno: mi trasformo in vampiro, cioè divento più che umana; più forte, più intelligente, più dotata. Alternativa due: il mio corpo rifiuta la trasformazione e io muoio. Per sempre. Ma neppure questo è il mio problema più grosso. Oh, no. Il fatto è che il mio marchio è diverso da quello degli altri, è il segno di capacità incredibili per una ragazza della mia età, e ciò non aiuta a farmi nuovi amici. Senza contare che Afrodite, la presidentessa delle Figlie Oscure, il club più esclusivo della scuola, non ha preso molto bene la mia "superiorità". Insomma mi odia. Talvolta vorrei tornare indietro, ma non posso. Anche perché qui, nella Casa della Notte, sta succedendo qualcosa di profondamente sbagliato e pericoloso. E io sono l'unica che possa fermarlo.


Phyllis Christine Cast , nota al pubblico come P.C. Cast, è nata il 30 aprile 1960 a Watseka, Illinois.
Il suo esordio letterario avviene nel 2001 con la pubblicazione di "Goddes in Mistakes" e  dopo aver vinto numerosi riconoscimenti con esso e le opere seguenti, nel 2005 inizia a scrivere la serie fantasy per adolescenti "Marked", insieme alla figlia Kristin, anche lei da sempre amante della letteratura.
Al momento la serie "Marked" ha all'attivo dodici libri e sette romanzi di cornice, tradotti in dodici Paesi.

giovedì 21 giugno 2018

Parole in musica; Speciale "Wonder" parte 9


Ma buongiorno amici lettori!
Oggi è "già" giovedì e come ogni giovedì (salvo alcuni cambi di programma) parliamo di musica continuando il percorso iniziato diverse settimane fa che ci sta portando alla scoperta delle canzoni del libro "Wonder".
Siamo quasi giunti alla conclusione, mancano infatti solo tre canzoni, e dopo aver riscoperto due celebri brani tratti dal musical "Tutti insieme appassionatamente" torniamo al pop con la proposta seguente di R.J. Palacio; "The Magnetic Fields" e il loro brano "The Luckiest Guy on the Lower East Side"! Dopo questo nome che è tutto un programma mi verrebbe naturale esplodere in un bel "yeah" ma voglio fare la persona seria quindi lascio stare.
In realtà prima di ora non avevo mai sentito parlare di questo gruppo, quindi ne vengo alla scoperta insieme a voi.
"The Magnetic Fields" è un gruppo musicale statunitense guidato dal cantautore Stephin Marritt e composta da Claudia Gonson,Sam Davol e John Woo.
Il gruppo nacque nel 1990 grazie ad un progetto di Merritt, che aveva precedentemente dato via ad una carriera come solista con il nome d'arte di "Buffalo Rome", e alla sua collaborazione con la Gonson, musicista e cantante, conosciuta fin dai tempi del Liceo.
Una volta trasferiti a Boston e acquisiti altri strumentisti, la band pubblicò il suo album debutto "Distant Plastic Trees" a cui seguirono ben unici album, tre dei quali facenti parti di un opera unitaria intitolata "69 Love Songs".
Di stampo indie e chamber pop, i "Magnetic Fields" si caratterizzano per uno stile musicale cupo ed eclettico con l'idea di riassumere i decenni di storia della musica dall'operetta di Schubert fino al sunth-pop degli anni 80'. Ciò che ne esce è uno stile senza alcun dubbio unico e irripetibile che sembra essere influenzata da generi completamenti diversi, dal country, al valzer, fino al folk rock.
Un altra particolarità di questo eccentrico gruppo è che per la realizzazione dei brani ha spesso collaborato con lo scrittore Lemony Snicket, autore dei celebri romanzi per ragazzi "Una serie di sfortunati eventi".
"The Luckiest Guy on the Lower East Side" fa parte proprio della loro compilation più celebre, essendo l'ottava canzone del primo disco di "69 Love Songs" e come la maggior parte delle canzoni del gruppo presenta un testo umoristico e minimalista ma incentrato sull'amore.
Una bella scoperta, quella di oggi, che vi invito ad approfondire ascoltandola cliccando sul link qui sotto.
L'appuntato con questa rubrica è per la prossima settimana, con la penultima canzone tratta da "Wonder".

The Magnetic Fields "The Luckiest Guy on the Lower East Side"

mercoledì 20 giugno 2018

Recensione; "Maria Callas. Lettere d'amore" di Renzo Allegri

Buon mercoledì a tutti, amici lettori!
Eccomi tornata con una nuova recensione che parla di un opera davvero molto interessante; una biografia scritta ed organizzata dal giornalista e scrittore Renzo Allegri che analizza un periodo molto particolare della vita della grandissima Maria Callas attraverso un gran numero di lettere scritte da quest'ultima al marito Giovanni Battista Meneghini, nei dodici anni della loro unione.
La storia di Maria Callas mi ha sempre affascinato e ho avuto modo di conoscerla più volte attraverso sceneggiati ed opere teatrali (tra cui, vi consiglio spassionatamente, il meraviglioso spettacolo "Callas" interpretato da Dario Fo e Paolo Cortellesi) ed in questo libro ho avuto l'occasione di approfondire alcuni aspetti della Divina, spesso rimasti, intenzionalmente o no, nascosti al pubblico.
Ecco a voi la mia recensione



Titolo: Maria Callas. Lettere d'amore
Autore: Renzo Allegri
Paese: Italia
Genere: Biografia/Romanzo epistolare
Pagine: 210
Anno di pubblicazione: 2008
Casa editrice italiana: Mondadori
Prezzo di copertina: 17 euro copertina rigida
Link per l’acquisto Amazon e ibs








Il 12 dicembre 2007 in una grande asta organizzata a Milano, tra i tanti oggetti appartenuti a Maria Callas furono vendute una gran quantità di lettere, scritte dalla grande soprano al marito Giovanni Battista Meneghini e da quest'ultimo gelosamente conservate fino al giorno della sua morte. Se per tutti fu una scoperta sorprendente, stessa cosa non fu per Renzo Allegri che queste lettere aveva già avuto modo di leggerle, di studiarle ed analizzarle vent'anni prima proprio insieme a Meneghini, durante la stesura delle sue memorie ed è proprio dal giorno dell'asta che ad Allegri viene l'idea di renderle finalmente pubbliche, raccogliendole in questa interessante e ricca biografia che alterna spiegazioni dell'autore agli scambi epistolari veri e proprio, lasciati esattamente come da originale. Un grande documento sulla parte più felice e di successo della Divina, prima del tradimento e del conseguente declino.


Su Maria Callas sono state scritte molteplici cose; articoli, studi, romanzi e vere e proprie biografia, ufficiali o meno. E la visione di questa grande artista che esce fuori da tutte esse è quella di donna istintiva, determinata, a volte capricciosa e polemica. Tutti noi conosciamo i suoi sforzi iniziali per arrivare alla fama e soprattutto la sua tormentata storia con Aristotele Onassis, il grande armatore greco, e la sofferenza da essa derivata. Renzo Allegri vuole staccarsi completamente da tutto ciò precedente scritto e creare un opera che non solo mostra un lato molto diverso della Callas ma che dona giustizia alla sua storia con il marito e agente Meneghini, durata dodici anni; una vera storia d'amore come poche ne sono esistete, sempre troppo spesso poco considerata o erroneamente descritta. Fin dalle prime pagine, Allegri annuncia che quella da lui è scritto sia l'unica biografia degna di questo nome, e questa supponenza, che si respira un po' durante tutte le pagine, forse appare un po' eccessiva ma decisamente comprensibile; non si può non ammettere, infatti, che questa opera scavi davvero nel più intimo di questo intrigante personaggio, in modo da mostrare a tutti la sua fragilità e la sofferenza, ma anche la più pura e immensa felicità, data dall'amore profondo per il marito. 
Proprio a questo scopo, Allegri riserva una buona parte del libro proprio alle lettere di Maria, lasciate 
immutate proprio per preservarne la genuinità; non può non scappare un sorriso leggendo l'italiano stentato o gli errori grammaticali presenti delle lettere, che rappresentano a pieno il modo di esprimersi di Maria Callas. Lettere meravigliose e genuine, che rappresentano a pieno l'amore per l'uomo con cui ha scelto di passare la vita, che le è sempre stato accanto e ha preso delle scelte importanti sempre per il suo bene, ma anche la sofferenza per i lunghi periodo di lontananza.
Oltre ai racconti di Allegri e le lettere di Maria, l'opera è arricchita anche da splendide foto raccolte ed organizzate nel corso degli anni che aiutano a comprendere il percorso di vita di un artista ancora oggi unica ed indimenticabile. 
Di grande importanza ha ovviamente anche il ruolo di Meneghini, con cui Allegri ha avuto lunghi ed esaurienti colloqui e che ha permesso attraverso le sue testimonianze dirette di approfondire l'animo della moglie, amata fino all'ultimo momento, anche dopo il suo improvviso e doloroso tradimento con Onassis, raccontato secondo il suo punto di vista e tutt'oggi reputato oscuro ed incomprensibile agli occhi di tutti, tranne a quelli di Maria che purtroppo però purtroppo non potrà più spiegare quello che si è rivelato essere solo un grande errore.
"Maria Callas. Lettere d'amore" è senza dubbio un opera interessante ma che necessita del suo tempo per essere apprezzata e compresa a pieno; si adatta difficilmente a chi ha poco tempo ma risulta perfetta a chi ama leggere lentamente, una lettera alla volta.

Voto: 7

Frase: "Nessuna donna è felice come me! Sono famosa nel canto e soprattutto ho l'uomo dei miei sogni"

Renzo Augusto Allegri è nato a Verona il 25 luglio 1934.
Dopo aver studiato alla "Scuola Superiore di Scienze Sociali" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, diventa giornalista e collabora con diversi giornali, tra cui "Gente" con cui strinse un rapporto di ben ventiquattro anni. Come scrittore ha pubblicato una cinquantina di libri, di cui diverse biografie. Per citarne alcune "Cronista all'inferno", "La vera storia di Maria Callas", "Padre Pio, l'uomo della speranza", "I miracoli di Padre Pio", "Rol. Il grande veggente", "Il papa di Fatima" e "Callas by Callas" scritto con il figlio Roberto.

martedì 19 giugno 2018

Dal libro al film; La luce sugli oceani


Ma  buongiorno cari amici lettori!
Come ogni martedì anche oggi parliamo di cinema e lo facciamo analizzando insieme una storia che ho veramente amato sia nella sua versione originale che nella trasposizione cinematografica.
Sto parlando di "La luce sugli oceani" libro scritto da M.L. Stedman nel 2012 e tramutato in film nel 2016 grazie alla regia di Derek Cianfrance.
Se avete seguito un po' il mio commento sul libro, letto lo scorso mese, e il profondo innamoramento che ne è seguito (se non l'aveste fatto potete trovare l'articolo qui) saprete che in principio ho iniziato  approcciarmi a questa bellissima storia grazie proprio al film, trasposizione che apprezzato ancora di più una volta letto il libro.
L'aspetto più apprezzabile, a mio avviso, è stato proprio quello di mantenere integri gli aspetti fondamentali del romanzo, che già nella versione originale risultava perfetto già da sè; se in più si sono scelti interpreti eccezionali come quelli che la pellicola può vantare allora il gioco è fatto.
Michael Fassbender è senza dubbio il personaggio principale, il guardiano del faro Tom Sherbourne, un uomo chiuso, tutto d'un pezzo, segnato da un passato doloroso ma capace di provare ed esprimere un amore incommensurabile per la donna che ama, Isabel, interpretata da Alicia Vikander.
Appare quasi del tutto comprensibile e naturale che i due attori proprio attraverso questo film si siano conosciuti ed innamorati, tanto è visibile la loro intesa e il loro trasporto nella creazione dei personaggi. La loro interpretazione è davvero meravigliosa, intensa, toccante e capace di esprimere a pieno tutte le emozioni contrastanti dei due personaggi di M.L. Stedman, di certo non facili da affrontare. E poi, parliamoci chiaro, sono entrambi bellissimi, bravissimi e innamoratissimi, chi avrebbe potuto essere più perfetto per questi ruoli davvero non lo so!
Un altra interpretazione eccezionale va senza dubbio ad attribuirsi alla terza attrice d'eccezione Rachel Weisz, nel ruolo di Hannah Roennfeldt, l'antagonista, se così si può definire, la donna che ha sfidato tutto in nome di un amore, che è stata distrutta dalla perdita del marito e della figlia e che, infine proprio grazie al ricordo di quel grande amore, riesce a perdonare un torto che molti di noi neanche riuscirebbero a concepire. La sua storia parallela si lega indissolubilmente a quella dei due protagonisti e porta con sè così tanti argomenti da arricchire in modo incredibile l'intera narrazione. La parte in cui viene raccontata la sua storia con Franz, interpretato da Leon Ford, è una delle più toccanti dell'intero film, e a me personalmente fa immancabilmente commuovere.
Oltre allo spessore e l'intensità dei contenuti, il film vanta anche una splendida scelta di locations (Australia, Nuova Zelanda e Stanley, una piccola cittadina della Tasmania), capace di rendere immensamente giustizia alle ambientazioni create dalla Stedman.
In poche parole, una storia meravigliosa da gustare sia perdendosi nelle pagine del libro che lasciandosi sconvolgere dalla visione del film. Promossi entrambi con il massimo dei voti!