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lunedì 6 maggio 2019

Recensione; "Una stanza piena di gente" di Daniel Keyes

Buongiorno a tutti amici lettori!
Ci ho messo un po' ma eccomi pronta per la prima recensione del mese!
Oggi vi voglio parlare di "Una stanza piena di gente" di Daniel Keyes, un romanzo scioccante che racconta a sconvolgente storia vera di Billy Milligan, un uomo affetto dal grave disturbo mentale di personalità multipla. Questo libro mi è stato regalato per Natale dalla mia cara amica Chicca ed ero veramente molto curiosa di leggerlo. Ecco qui la mia recensione!




Titolo: Una stanza piena di gente
Autore: Daniel Keyes
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Minds of Billy Milligan 
Genere: Romanzo/Biografia
Pagine: 541
Prima pubblicazione: 1981
Casa editrice italiana: Editrice Nord
Anno edizione: 2010
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
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Tutto ha inizio il 27 ottobre 1977, quando la polizia di Columbus, cittadina dell'Ohio, arresta Billy Milligan, accusato del rapimento e dello stupro di tre ragazze nei pressi dell'Università di Medicina. Fin da subito per gli inquirenti si rivela una situazione decisamente particolare; Milligan mostra infatti atteggiamenti decisamente insoliti, caratterizzati da improvvisi cambiamenti d'umore e una profonda amnesia sui fatti per cui viene accusato. è solo dopo diverso tempo e l'intervento di alcuni psicologi che emerge la sconvolgente verità; Billy Milligan è soggetto ad una grave malattia mentale chiamata disturbo della personalità multipla. Nella sua mente si alternano ventiquattro personaggi diversi alcuni innocui, altri molto pericolosi, dalla piccola Christene, di soli tre anni, all'intelligente anglosassone Arthur, dal quattordicenne Danny, terrorizzato dalle figure maschili, all'artista della fuga e amante della tecnologia Tommy, fino ad arrivare a Ragen, il violento jugoslavo, dotato di una forza incredibile. Ognuno di loro è una persona a sé, datata dei propri pensieri e capace di compiere azioni ben diverse da loro, ognuno di loro è stato creato in un particolare momento della vita di Billy ed emerge solo in alcune situazioni, senza che lui possa avere il minimo controllo. Il compito del sui avvocati sarà dimostrare al giudice e al mondo tutto questo, il compito di Daniel Keyes è di farci conoscere questa incredibile storia.



Daniel Keyes ci porta alla scoperta di questo caso giudiziario che ha sconvolto l'intera America degli anni '80 e lo fa da una posizione di grande favore, avendo potuto in prima persona parlare con Billy Milligan e vedere con i suoi occhi le terribili trasformazioni a cui egli era soggetto. Keyes divide l'opera in tre parti diverse; la prima racconta l'inizio delle indagini per i casi di stupro e la scoperta graduale del problema di Billy, la seconda invece è la biografia vera e propria, il racconto della difficile infanzia del giovane, distrutta dagli abusi del patrigno e il processo, decisamente interessante e sconvolgente, che ha portato la creazione dei vari alter ego; ed infine la terza in cui si conosce l'esito del processo e il percorso di Billy all'interno dei vari istituti psichiatrici che hanno tentato di aiutarlo nell'assimilare le diverse parti di sé. La patologia delle personalità multiple è un problema psichiatrico molto grave e molto rara e l'autore mostra molta attenzione nell'affrontarlo, portando il lettore ad avvicinarsi piano a piano a questo incredibile processo psichico. Il compito dell'autore è fin da subito quello di mostrare la reale versione della storia, indipendente da ciò che è stato pubblicato a quei tempi dalla stampa e dai media, in modo che chi a voglia di leggere la sua opera possa creare una sua personale opinione. Billy Milligan era una delinquente o una vittima? Questo è l'interrogativo più importante e andando avanti con la lettura sarà sempre più difficile trovare una risposta esaustiva. Billy Milligan è il bambino che ha vissuto la separazione dei propri genitori, il suicidio del padre naturale, la severità della madre, incapace allo stesso tempo di proteggere sé stessa e i figli dal secondo marito, un uomo terribile che con i suoi abusi ha fatto sì che Billy desiderasse allontanarsi da sé stesso fino a creare le varie personalità che per tutta la vita hanno finito per tormentarlo. Billy Milligan è però anche l'uomo che ha dato sfogo alle parti più segrete di sé per tormentare omosessuali nelle stazioni di sosta delle superstrade, per rapinare un famoso drug store e soprattutto per rapire e stuprare le donne che hanno dato vita a tutto. Impossibile non provare compassione per lui ma anche provare ribrezzo per le sue terribili azioni, in un tormento continuo che tocca profondamente chi ha voglia di leggere quest'opera. In conclusione, una lettura eccezionale, che ogni lettore dovrebbe leggere e immancabile per chi vuole approfondire un'oscura parte della mente umana.


Voto: 8

Frase: "Adesso mi rendo conto, che quando la polizia venne a prendermi a Channingway, in realtà non sono stato arrestato. Sono stato salvato. Mi dispiace che delle persone abbiano dovuto soffrire prima che ciò accadesse, ma mi sento come se dopo ventidue anni alla fine Dio avesse deciso di sorridermi"


Daniel Keyes nacque a Brooklyn  il 9 Agosto 1927 e morì il 15 giugno 2014 a Boca Raton. A diciassette anni si arruolò in Marina, imbarcandosi poi come commissario di bordo. Tornato a New York e laureatosi in Psicologia ha insegnato a lungo, soprattutto ai ragazzi con difficoltà di apprendimento. Proprio questo lavoro gli ha fornito lo spunto per scrivere il suo romanzo d'esordio "Fiori per Algernon" con cui ha vinto il Premio Hugo e dalla quale è stato tratto un film. "Una stanza piena di gente" è il suo secondo più celebre romanzo, l'unico tra quelli pubblicati ad essere stato tradotto in Italia.


mercoledì 20 giugno 2018

Recensione; "Maria Callas. Lettere d'amore" di Renzo Allegri

Buon mercoledì a tutti, amici lettori!
Eccomi tornata con una nuova recensione che parla di un opera davvero molto interessante; una biografia scritta ed organizzata dal giornalista e scrittore Renzo Allegri che analizza un periodo molto particolare della vita della grandissima Maria Callas attraverso un gran numero di lettere scritte da quest'ultima al marito Giovanni Battista Meneghini, nei dodici anni della loro unione.
La storia di Maria Callas mi ha sempre affascinato e ho avuto modo di conoscerla più volte attraverso sceneggiati ed opere teatrali (tra cui, vi consiglio spassionatamente, il meraviglioso spettacolo "Callas" interpretato da Dario Fo e Paolo Cortellesi) ed in questo libro ho avuto l'occasione di approfondire alcuni aspetti della Divina, spesso rimasti, intenzionalmente o no, nascosti al pubblico.
Ecco a voi la mia recensione



Titolo: Maria Callas. Lettere d'amore
Autore: Renzo Allegri
Paese: Italia
Genere: Biografia/Romanzo epistolare
Pagine: 210
Anno di pubblicazione: 2008
Casa editrice italiana: Mondadori
Prezzo di copertina: 17 euro copertina rigida
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Il 12 dicembre 2007 in una grande asta organizzata a Milano, tra i tanti oggetti appartenuti a Maria Callas furono vendute una gran quantità di lettere, scritte dalla grande soprano al marito Giovanni Battista Meneghini e da quest'ultimo gelosamente conservate fino al giorno della sua morte. Se per tutti fu una scoperta sorprendente, stessa cosa non fu per Renzo Allegri che queste lettere aveva già avuto modo di leggerle, di studiarle ed analizzarle vent'anni prima proprio insieme a Meneghini, durante la stesura delle sue memorie ed è proprio dal giorno dell'asta che ad Allegri viene l'idea di renderle finalmente pubbliche, raccogliendole in questa interessante e ricca biografia che alterna spiegazioni dell'autore agli scambi epistolari veri e proprio, lasciati esattamente come da originale. Un grande documento sulla parte più felice e di successo della Divina, prima del tradimento e del conseguente declino.


Su Maria Callas sono state scritte molteplici cose; articoli, studi, romanzi e vere e proprie biografia, ufficiali o meno. E la visione di questa grande artista che esce fuori da tutte esse è quella di donna istintiva, determinata, a volte capricciosa e polemica. Tutti noi conosciamo i suoi sforzi iniziali per arrivare alla fama e soprattutto la sua tormentata storia con Aristotele Onassis, il grande armatore greco, e la sofferenza da essa derivata. Renzo Allegri vuole staccarsi completamente da tutto ciò precedente scritto e creare un opera che non solo mostra un lato molto diverso della Callas ma che dona giustizia alla sua storia con il marito e agente Meneghini, durata dodici anni; una vera storia d'amore come poche ne sono esistete, sempre troppo spesso poco considerata o erroneamente descritta. Fin dalle prime pagine, Allegri annuncia che quella da lui è scritto sia l'unica biografia degna di questo nome, e questa supponenza, che si respira un po' durante tutte le pagine, forse appare un po' eccessiva ma decisamente comprensibile; non si può non ammettere, infatti, che questa opera scavi davvero nel più intimo di questo intrigante personaggio, in modo da mostrare a tutti la sua fragilità e la sofferenza, ma anche la più pura e immensa felicità, data dall'amore profondo per il marito. 
Proprio a questo scopo, Allegri riserva una buona parte del libro proprio alle lettere di Maria, lasciate 
immutate proprio per preservarne la genuinità; non può non scappare un sorriso leggendo l'italiano stentato o gli errori grammaticali presenti delle lettere, che rappresentano a pieno il modo di esprimersi di Maria Callas. Lettere meravigliose e genuine, che rappresentano a pieno l'amore per l'uomo con cui ha scelto di passare la vita, che le è sempre stato accanto e ha preso delle scelte importanti sempre per il suo bene, ma anche la sofferenza per i lunghi periodo di lontananza.
Oltre ai racconti di Allegri e le lettere di Maria, l'opera è arricchita anche da splendide foto raccolte ed organizzate nel corso degli anni che aiutano a comprendere il percorso di vita di un artista ancora oggi unica ed indimenticabile. 
Di grande importanza ha ovviamente anche il ruolo di Meneghini, con cui Allegri ha avuto lunghi ed esaurienti colloqui e che ha permesso attraverso le sue testimonianze dirette di approfondire l'animo della moglie, amata fino all'ultimo momento, anche dopo il suo improvviso e doloroso tradimento con Onassis, raccontato secondo il suo punto di vista e tutt'oggi reputato oscuro ed incomprensibile agli occhi di tutti, tranne a quelli di Maria che purtroppo però purtroppo non potrà più spiegare quello che si è rivelato essere solo un grande errore.
"Maria Callas. Lettere d'amore" è senza dubbio un opera interessante ma che necessita del suo tempo per essere apprezzata e compresa a pieno; si adatta difficilmente a chi ha poco tempo ma risulta perfetta a chi ama leggere lentamente, una lettera alla volta.

Voto: 7

Frase: "Nessuna donna è felice come me! Sono famosa nel canto e soprattutto ho l'uomo dei miei sogni"

Renzo Augusto Allegri è nato a Verona il 25 luglio 1934.
Dopo aver studiato alla "Scuola Superiore di Scienze Sociali" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, diventa giornalista e collabora con diversi giornali, tra cui "Gente" con cui strinse un rapporto di ben ventiquattro anni. Come scrittore ha pubblicato una cinquantina di libri, di cui diverse biografie. Per citarne alcune "Cronista all'inferno", "La vera storia di Maria Callas", "Padre Pio, l'uomo della speranza", "I miracoli di Padre Pio", "Rol. Il grande veggente", "Il papa di Fatima" e "Callas by Callas" scritto con il figlio Roberto.