giovedì 23 agosto 2018

Recensione; "Come il sole di mezzanotte" di Liliana Onori

Buongiorno a tutti amici lettori!
Questa mattina torno da voi per concludere finalmente il recupero delle recensioni di Luglio, parlandovi dell'ultimo libro che mi ha tenuto compagnia lo scorso mese. Tutto è iniziato dalla  gentilissima scrittrice Liliana Onori, che mi ha contattato sul mio profilo Instagram chiedendomi se mi andasse di leggere e recensire il suo primo romanzo "Come il sole di mezzanotte"; collaborazione che ho accettato molto volentieri dopo aver saputo che mi avrebbe portato a viaggiare in uno dei Paesi Europei che amo di più; l'Irlanda.
Siamo alla fine del 1800 e il romanzo ci racconta la storia di Anna e Julian, due giovani appartenenti a mondi molto diversi ma decisi ad amarsi per sempre, pur dovendo andare incontro a terribili pericoli.
Per saperne di più, scorrente più in basso



Titolo: Come il sole di mezzanotte
Autore: Liliana Onori
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile
Ebook: 0.99 euro, disponibile con KU
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La protagonista della storia è Anna DeLarey, giovane figlia di un conte irlandese, che dopo aver passato diversi anni in collegio torna finalmente a casa. Ad attenderla ci sono il caro padre Conrad, l'amata tata Charlotte e la madre Diane, una donna fredda e impostata, poco incline all'affetto e con l'unico scopo di vedere la figlia sistemata in un matrimonio con un giovane di ricca famiglia. A suo dire Lorenz Ford, figlio più giovane di una famiglia facoltosa della zona, sarebbe perfetto per questo ruolo, ma Anna non ne vuole sapere in quanto reputa il ragazzo solo un presuntuoso villano, ciò che effettivamente è. E questa convinzione si amplifica ancora di più quando Anna, durante una passeggiata nel bosco che circonda la tenuta, incontra Julian, un giovane marinaio orfano e senza famiglia ma dotato di un fascino così irresistibile che la ragazza non potrà fare a meno di farsi travolgere. L'amore tra loro sboccia all'improvviso, furente ed impetuosa ma nascosta nel puro mistero perchè entrambi sanno che la famiglia di Anna non vedrebbe di buon occhio la propria unione. Tra incontri segreti e dichiarazioni eterne, i due giovani si legano l'un l'altro ma ciò che non sanno è che molto presto il destino si abbatterà con tutta la sua forza su di loro ed Anna, tra atroci sofferenze, sarà costretta a scegliere se rimanere ancorata al passato oppure aprile le parte ad un imprevedibile futuro


Questo romanzo presenta tutte le caratteristiche delle "storie d'amore"; due giovani apparentemente diversi che si innamorano perdutamente, una storia d'amore segreta e pericolosi antagonisti che minano il raggiungimento del lieto del fine. Nonostante questo però non bisogna lasciarsi fuorviare; "Come il sole di mezzanotte" è tutt'altro che un semplice romanzo rosa e nasconde in sè così tante insidie e colpi di scena da lasciare il lettore davvero senza parole.
Arricchito da una scrittura leggera e scorrevole, il romanzo ci porta alla conoscenza di un mondo lontano in cui vigevano delle credenze e delle tradizioni molto diverse dalle nostre; in cui i matrimoni erano spesso combinati e in cui era pressapoco vietato innamorarsi di qualcuno che non appartenesse al proprio ceto sociale, soprattutto se di fascia alta.
Anna e Julian decidono coraggiosamente di seguire il proprio cuore e combattere per i proprio amore ma ogni scelta ha le proprie conseguenze e quelle che colpiranno i due giovani saranno ben più grandi di loro. Devo ammettere che su molti punti questa storia mi ha sorpreso; mi aspettavo di leggere un romanzo piacevole e poco impegnativo ma in realtà mi sono ritrovata coinvolta in una storia contorta, fatta di intrighi, di colpi bassi e di terribili vendette, che mi hanno ricordato un po' l'atmosfera da "Il Conto di Montecristo". 
Ben eseguito e sviluppato è senza dubbio il tema dell'amore, visto nelle sue molteplici forme; c'è l'amore appena sbocciato, l'amore affievolito da diverso tempo, l'amore solamente carnale, l'amore tra un padre e una figlia e anche l'amore nuovo, improvviso, destinato a salvare dalla morsa del buio. Come anche la rappresentazione dei sentimenti dei personaggi, da quelli più leggeri a quelli più profondi, a cui l'autrice da molto importanza.
In conclusione una lettura perfetta per i più romantici che sono però anche alla ricerca di emozioni.

Voto: 7

Frase: "Julian ormai lo sapeva: Anna era il suo amore, il suo cuore, il suo sangue, il suo sole di mezzanotte, il suo assoluto. Anna avrebbe occupato per sempre il primo posto nel suo cuore, e anche tutti quelli in mezzo. Possedeva il suo cuore e lui aveva quello di lei. Nessuno dei due avrebbe più potuto vivere senza l'altro"


Liliana Onori. Il suo amore per i libri e per la scrittura ha radici lontane; da bambina, infatti, creava brevi racconti fantasy per i suoi compagni di scuola. Liliana ha sempre fatto dello scrivere la sua attività principale, cimentandosi in generi diversi fino ad arrivare, nel 2008, alla pubblicazione del romanzo “Ritornare a casa” per Aletti Editore. Nel 2015 inizia la sua collaborazione con la casa editrice LibrosiEdizioni con cui, lo stesso anno, pubblica “Come il sole di mezzanotte” e il sequel “Ci pensa il cielo”. “La prima volta che ho preso una penna in mano” confessa “Ho capito che da quel momento l’unica cosa che avrei voluto fare per sempre era scrivere”



mercoledì 22 agosto 2018

Recensione; "Arabesque" di Alessia Gazzola

Buongiorno amici lettori! Dopo una piccola pausa eccomi pronta a tornare da voi e parlarvi di una delle ultime letture di Luglio (perchè siamo ormai nella seconda metà di Agosto ed è quasi ora di archiviare le letture passate) che ha messo fine (almeno temporaneamente) ad una piccola avventura che ho voluto iniziate ad inizio anno; quella alla scoperta di Alessia Gazzola e della sua famosa serie "L'allieva". In questi mesi non ho avuto la possibilità solo di seguire una storia ma anche di lasciarmi coinvolgere nella vita di Alice Allevi, giovane e distratta specializzanda in medicina legale, seguendo il suo percorso di crescita, professionale ed umana, e soprattutto buttarmi insieme a lei in indagini mozzafiato e in situazioni amorose da far battere il cuore. Insomma, conoscere Alice Allevi è stato come incontrare una nuova amica e devo ringraziare immensamente l'autrice per questo.
Ma ora lasciamo perdere i sentimentalismi ed entriamo nel vivo di questo settimo capitolo; "Arabesque"!




Titolo: Arabesque
Autore: Alessia Gazzola
Paese: Italia
Genere: Romanzo/Giallo
Pagine: 300
Anno di pubblicazione: 2017
Casa editrice: Longanesi
Prezzo di copertina: 17.60 euro copertina rigida
Ebook: 9.99 euro
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La carriera e la vita di Alice Allevi è arrivata ad un punto di svolta; non è più tempo di essere una semplice allieva, ormai è una dottoressa, con tutte le responsabilità e i problemi che questo ruolo comporta. Dopo essere riuscita a trovarsi un posticino all'interno dell'Istituto, l'unico posto dove vuole lavorare, si ritrova a dover far fronte ad un caso molto particolare; la misteriosa morte d'insegnante di danza. Dovendo basarsi solo sulle proprie forze e senza più punti di riferimento (a parte l'immancabile CC, sempre più presente nella sua vita professionale ma anche in quella privata) Alice dovrà darsi davvero da fare per dimostrare al PM le sue capacità ma potrà anche essere più libera di attuare il suo hobby preferito; quello di detective.


"Arabesque" segna un vero e proprio punto svolta nella serie e nella vita della simpatica protagonista; e il titolo "L'allieva" prima era decisamente corretto ora non è più; Alice ormai è una Specialista in Medicina Legale, dovrà seguire da sola i propri casi e soprattutto trovarsi un posto di lavoro, cosa che non si rivela per nulla facile. Del resto però alle difficoltà Alice ci è ormai abituata, basti solo pensare alla sua disastrosa vita sentimentale. Con la storia con Arthur definitivamente archiviata, la ragazza si ritroverà alla completa merchè di Claudio Conforti, e chi ha letto almeno qualcuno dei capitoli precedenti sa cosa questo vuol dire. Ah, il bel CC, che alterna veleno a sorprendente tenerezza e che gioca con Alice come il gatto con il topo.. ma è davvero giusto questo termine? Claudio sta davvero giocando con lei o sotto i suoi strani comportamenti c'è qualcosa di più? In questo libro abbiamo la possibilità almeno in parte di scoprirlo e di andare un po' più a fondo con un personaggio,senza dubbio affascinante, ma ancora quasi del tutto da svelare. Il mistero più ardito da risolvere rimane sempre lui ma Alice dovrà anche fare i conti con un nuovo caso reale ambinetato nel mondo della danza, un mondo meraviglioso e crudele che riporterà in vita molti fantasmi del passato.
Ovviamente anche  in questo libro non può mancare l'ironia che contraddistingue le opere di Alessia Gazzola, anche grazie all'arrivo di un nuovo personaggio, l'irriverente e un po' invadente Paolone, medico legale siciliano, nuovo acquisto dell'istituto.Insomma, anche questo settimo capitolo conquista e convince andando ad unirsi ad una serie unica e immancabile nelle librerie dei lettori che amano le storie leggere ma non per questo banali, adatte ad ogni stagione.
Non vedo davvero l'ora di tenere tra le mani il prossimo libro e sapere a cosa il finale sorprendente porterà!

Voto: 7.5


Alessia Gazzola nasce a Messina nel 1982, nella vita è un medico legale e diventa famosa al grande pubblico di lettori scrivendo la serie di romanzi a metà tra il giallo e la commedia romantica con protagonista il medico legale Alice Allevi dal titolo "L'allieva"di cui fanno parte il primo romanzo omonimo, "Sindrome da cuore in sospeso""Un segreto non è per sempre", "Le ossa della principessa""Una lunga estate crudele","Un po' di follia in primavera" "Arabesque" e dalla quale è stata creata una famosa serie TV. Di sua pubblicazione anche  "Non è la fine del mondo", primo romanzo senza Alice Allevi.

lunedì 13 agosto 2018

Recensione; "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci

Buongiorno amici lettori e soprattutto buon lunedì 13 Agosto!
Oggi per me è un giorno molto importante perché anniversario di uno degli eventi più importi della mia vita, e mentre molti di voi saranno già liberi di rilassarsi su spiagge dorate o su prati verdeggianti, io sono ancora bloccata nella mia piccola città..
Per risollevarmi il morale, e celebrare questa giornata come si deve, ho pensato bene di parlarvi di un libro che ho letto lo scorso mese e che ho letteralmente amato; sto parlando ovviamente di "Lettera a un bambino mai nato" libro di Oriana Fallaci che, come forse sapete, si è guadagnato di diritto il primo posto nella mia persona classifica di Luglio.
Desideravo leggere un libro di questa celebre donna ed autrice da diverso tempo e ciò che è trovato all'interno di questo libricino è stato di una potenza e di un'emozione così forte ma avermi fatto rimpiangere di non averlo fatto molto prima. Ma prima di dilungarmi troppo, ecco la mia recensione



Titolo: Lettera a un bambino mai nato
Autore: Oriana Fallaci
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 131
Prima pubblicazione: 1975
Casa editrice: Rizzoli Bur
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro
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Oriana Fallaci, in questo piccolo romanzo scritto in prima persona, ci porta alla scoperta di una donna qualunque, una donna italiana degli anni '75, una donna forte, che ha imparato fin da piccola a dover combattere per risollevarsi dalla povertà, per ottenere ciò che voleva e, soprattutto, per ottenere un ruolo lavorativo di prestigio in un mondo governato dagli uomini. Una donna che vede la sua vita e le sue prospettive per il futuro cambiare completamente quando scopre di aspettare un bambino. è proprio da quel momento che il romanzo ha inizio, nell'esatto istante in cui sente nascere la vita dentro di sè, ancora prima di averne la prova effettiva. Da allora in poi inizia la lotta più difficile che abbia mai combattuto, quella contro gli altri, colleghi, amici, famiglia, che giudicano malamente il suo ruolo di donna non sposata ed incinta e la vogliono quasi spingere con forza verso la scelta di abortire e quella ben più complessa ed importante contro sè stessa nella quale esistono due pensieri ben diversi destinati ripetutamente a scontrarsi fino a dover prendere la più difficile delle decisioni..


Può capitare alla volte, a noi lettori accaniti, di trovare una storia che ci colpisca particolarmente perché basata su vicende a noi vicine oppure su situazioni che noi stessi abbiamo vissuto in prima persona. Ma è quanto accade che una storia ci tocca le corde più profonde dell'anima pur parlando di situazioni e sentimenti ben lontani da quelli che possiamo aver vissuto che avviene la vera magia. Questo è ciò che è successo a me durante la lettura di questo meraviglioso libro.
Attraverso una scrittura decisa, schietta e potente, Oriana Fallaci ci porta a scontrarci, nel vero senso della parola, con la più intensa intimità di una donna in un lunga lettera, narrata dalla donna stessa al bambino che porta in grembo. Dai primissimi momenti della presa di conoscenza, alle complicazioni dei mesi seguenti, il lettore è messo di fronte alle più reali fragilità che possono colpire una donna in questo delicato momento della propria vita. La protagonista di questo libro si trova inanzi tutto a scontrarsi con il giudizio esterno, in quanto donna nubile che è rimasta incita in seguito ad un incontro casuale con un uomo, e ritrovatasi completamente sola dovrà far fronte a tutti quelli che sono gli interrogativi principali che si affrontano prima di una scelta così importanti; è giusto mettere al mondo un figlio in un mondo crudele, sofferente e pericoloso come il quello in cui viviamo? Una donna può davvero riuscire a fare tutto da sola o ha comunque bisogno dell'appoggio di qualcuno? è giusto decidere di buttare via tutta la fatica fatta per affermarsi in campo professionale solo per creare una nuova vita? Tutti queste importanti domande ci portano nel vero subconscio della protagonista di cui possiamo seguire le varie fase soprattutto i fondamentali ragionamenti che non possono fare a meno di farci riflettere a nostra volta. Le emozioni che Oriana Fallaci riesce a trasmettere in questo libricino di poco più di cento pagine sono davvero incredibili e rispecchiano un coraggio e una stabilità mentale che sono una donna con le sue scelte di vita potrebbe riuscire ad avere.
Ed è proprio di scelte di vita che si parla in questo libro, perchè nonostante tutte le restrizioni, i giudizi e i sensi di colpa, una donna ha sempre il diritto di fare le proprie scelte e capire se è essere madre, moglie, giornalista o semplicemente donna, separatamente o tutto insieme. Sempre che questo sia possibile. Un vero gioiellino, di cui bisognerebbe parlare per ore, ma che preferisco semplicemente consigliarvi. Lasciatelo libero di cambiarvi un po' la vita.

Voto: 9

Frase: "La libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere. Ma il niente è da preferirsi al soffrire? Io persino nelle pause in cui piango per i miei fallimenti, le mie delusioni, i miei strazzi, concludo che soffrire sia da preferire al niente"

Oriana Fallaci è nata il 29 giugno 1929 a Firenze, e nella stessa città natale è deceduta il 15 settembre 2016. Spinta inanzi tutto dallo spirito del padre, convinto antifascista, entra a far parte giovanissima alla Resistenza italiana, primo passo che la conduce a diventare giornalista d'inchiesta e ad essere la prima donna italiana ad andare al fronte come inviata speciale. Durante la sua lunga e importante carriera ha intervistato i più grandi personaggi della terra. Negli ultimi anni della sua vita ha fatto molto parlare di sè per i suoi commenti forti sull'Islam in seguito agli attentati alle Torri Gemelli di New York, città in cui ha abitato per diverso tempo. Il suo esordio in letteratura è avvenuto nel 1958 con il libro "I sette peccati di Hollywood" e la sua bibliografia vanta più di venti pubblicazioni tra racconti, reportage e romanzi epistolari tra cui è giusto ricordare "Intervista con la storia", "Lettera a un bambino mai nato", "Un uomo", "Insciallah", "La rabbia e l'orgoglio" e "Un cappello pieno di ciliegie".

martedì 7 agosto 2018

Recensione; "Lettera a Berlino" di Ian McEwan

Buona sera amici lettori!
Dopo una caldissima giornata di lavoro torno da voi per continuare a parlare delle letture che hanno caratterizzato il mese appena finito. Luglio, tra le altre cose, è stato per me il mese delle vacanze; da grande amante dei viaggi quale sono, ogni estate scelgo una meta diversa e quest'anno è stato il turno di Berlino, una città che da diversi anni desideravo visitare.
Per accompagnarmi nella breve vacanza non potevo non sceglie un libro attinente e quindi è stata per me l'occasione giusta di dare una seconda possibilità a Ian McEwan, autore che mi aveva un po' deluso durante la lettura del suo ultimo romanzo "Nel guscio" e che ho potuto assolutamente rivalutare.
"Lettera a Berlino" un romanzo spy story ambientato nella capitale tedesca durante la Guerra Fredda; un romanzo tagliente, crudo e a tratti irreale, che è stato capace di mostrarmi un altra parte della città che tanto apprezzo, attraverso una storia d'amore e di sangue.
Ecco a voi la mia recensione



Titolo: Lettera a Berlino
Autore: Ian McEwan
Paese: Inghilterra
Titolo originale: The Innocent
Genere: Romanzo/Spy-Story
Pagine: 260
Prima pubblicazione: 1990
Anno edizione: 2015
Casa editrice italiana: Giulio Einaudi Editore
Prezzo di copertina: 12 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro 

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A dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel pieno della Guerra Fredda, il venticinquenne inglese Leonard, viene inviato a Berlino per un compito molto importante; lavorare all'"Operazione Oro", lo scavo di un tunnel al confine con la zona russa in modo da poter intercettare i messaggi operativi sovietici.
Distrutto da interminabili ore di lavoro, Leonard ha poco tempo per gli svaghi, ma si ambienta facilmente nella città che fin da subito gioca su di lui il suo fascino irresistibile; sentimento che si accentua ancora di più dopo l'incontro con Maria, una giovane tedesca conosciuta in un locale. Di lei non sa praticamente, a parte poche cose, ma a Leonard non importa; si farà trascinare da lei fino a giungere alla completa conoscenza di sè stesso a soprattutto ad un gesto terribile, inatteso ed istintivo, capace di cambiare la sua vita per sempre.


"Lettera a Berlino" viene presentato come un romanzo spy-story ma alla fine delle lettura ci si rende conto che questa etichetta può essere associata solo alla storia di superficie creata per dare vita al vero cuore d'opera; una storia d'amore. Di certo non da romanzo rosa ma una storia di due persone che si incontro, che sono attratte l'una dall'altro e che finisco per amarsi fino a condividere insieme ogni cosa, dai momenti più semplici e belli ai crimini più sanguinosi ed efferati.
Bisogna stare attenti a non farsi ingannare da McEwan che di libri ne sa qualcosa e che in questo romanzo ne da ampiamente prova; quando inizia a leggere di aspetti lo spionaggio, la vita delle spie, ed invece sfoci in una storia di passione; durante la parte centrare ti sembra di percepire un atmosfera romantica ed è proprio lì che arriva il colpaccio che porta ad una lunga sequenza per niente adeguata agli stomaci deboli; e alla fine.. bhe alla fine quando tutto sembra andare per il meglio.. ecco che arrivano i ricordi, un salto nel tempo e un ritorno che fa riemergere tutto come un film di altri tempi.
Cosa dire, l'autore si diverte a giocare con le aspettative del lettore e questo fa si che il romanzo subisca delle continue scosse che non permettono al lettore la minima distrazione.
Se nel primo approccio con questo autore ho avuto un po' da ridire sulla prosa, un po' troppo ricercata e complessa, in questo caso non ho proprio nulla da dire; lo stile risulta infatti perfetto e decisamente adeguato per l'atmosfera e il contesto dell'opera, forse più affine con al produzione dell'autore.
Appare molto bello lo sviluppo della storia tra Leonard e Maria, come anche la crescita interiore dei due personaggi nel corso del tempo; inizialmente Leonard è il cucciolo indifeso, buttato nel mondo senza armi per affrontarlo, Maria è invece la donna vissuta, con un passato alle spalle che lo prende sotto la sua ala protettrice per insegnargli a camminare. Pian piano che l'intensità aumenta però i toni cambiano come anche i ruoli, Leonard non è più un ragazzino, ora è un uomo e in lui prevale l'istinto del predatore, del vincitore che sfoga la sua potenza su Maria, la preda, la sconfitta. Nei due personaggi si rispecchiano i ruoli dei due diversi Paesi fino a quando i due saranno costretti ad una azione capace di metterli finalmente sullo stesso piano; non più diversi ma uguali e nella colpa, indivisibili.  Devo ammettere anche di aver molto apprezzato la descrizione di alcune parti della città che, sia durante il viaggio, sia al mio ritorno, mi hanno permesso di rivivere a pieno un momento storico importante in una città che prima fra tutte a vissuto tutti i più grandi cambiamenti della storia dell'Europa.
Sono felice di aver letto questo libro, di aver conosciuto quest'autore in questa veste. Da ora in poi possiamo intraprendere la conoscenza con curiosità decisamente maggiore.

Voto: 7.5

Ian Russel McEwan è nato il 21 giugno 1948 ad Albershot, in Inghilterra, e ora vive ad Oxford.
è stato sposato due volte, dalla prima moglie ha avuto due figli e nel 2002 ha scoperto di avere un fratellastro che la madre aveva dato in adozione durante la Seconda Guerra Mondiale.
Autore di due raccolte di racconti e più di dieci romanzi, giunge al successo con "L'amore fatale", da molti considerato un capolavoro e con "Espiazione", su cui però è stato per la seconda volta accusato di plagio. La prima è stata con "Il giardino di cemento".
Viene soprannominato "Ian Macabre" per via dei toni cupi che caratterizzano le sue opere. Oltre a quelli già citati nella sua bibliografia troviamo "Cortesie per gli ospiti", "Bambini nel tempo", "Lettera a Berlino", "Cani neri", "L'inventori di sogni", "Amsterdam", "Sabato", "Chesil Beach", "Solar", "Miele", "La ballata di Adam Henry" e "Nel guscio".






lunedì 6 agosto 2018

Segnalazione; "La famiglia Aubrey" di Rebecca West

Qualche giorno fa su thrillernord.it è uscita anche la mia recensione di una nuova pubblicazione Fazi che ha subito fatto parlare di sè in quanto presentato come l'erede dei Cazalet, celebre saga famigliare di Elizabeth Jane Howard.
Nel mio modesto parere questa prospettiva si rivela però un po' fuorviante; gli Aubrey non sono i Cazalet ma questo non gli vieta di dar vita ad una storia piacevole; la storia di una famiglia nel pieno della crisi economica dell'Inghilterra dei primi del Novecento raccontata da Rose, una delle tre figlie della famiglia. È così che, attraverso una prosa lenta e ricercata, arriviamo alla conoscenza di mamma Clare, ex pianista di successo, di papà Piers, diretto di un giornale, della giovane Cordelia, decisa a lanciarsi nella carriera musicale, di Mary, gemella di Rose, del piccolo Richard Quin, unico maschietto, e di tutti gli insoliti amici e parenti venuti a destabilizzare lunghissime giornate dedicate alle passeggiate, ai fantasiosi giochi e ai continui esercizi musicali.
Potete trovare la recensione completa di quest'opera al link più in basso


Titolo: La famiglia Aubrey
Autore: Rebecca West
Paese: Inghilterra
Titolo originale: The Fountain Overflows
Genere: Romanzo/Saga Famigliare
Pagine: 570
Prima pubblicazione: 1976
Prima pubblicazione italiana: 1958, Sugar, con il titolo "La fontana degli Aubrey"
Anno edizione: 2018
Casa editrice italiana: Fazi editore
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Trama:

Gli Aubrey sono una famiglia fuori dal comune: una famiglia di artisti. Poveri ma molto uniti, fanno fronte alle difficoltà quotidiane con grande spirito. Si spostano in continuazione a seconda dell'impiego del padre, Piers: giornalista e scrittore molto stimato, vive in un mondo tutto suo, ha un problema con la gestione del denaro e un debole per il gioco d'azzardo. È la madre Clare a tenere le fila: pianista dotatissima, ha rinunciato alla carriera per i figli; logorata ma mai abbattuta, ha trasmesso la sua passione per la musica anche a loro. Le due gemelle Mary e Rose sono due talenti precoci, votate al pianoforte, sveglie e disincantate. Il fratellino minore, Richard, è adorato e coccolato da tutti; e infine c'è Cordelia, la figlia maggiore: molto bella e naturalmente non priva di velleità artistiche, non è dotata come le sorelle ma è troppo ottusa per accorgersene. In questo primo romanzo, che copre un arco di dieci anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, fra vicende più o meno importanti i figli cominciano a prendere ognuno la propria strada e così anche i genitori.



Rebecca West, nata Cicely Isabel Fairfield a Londra, prese il suo pseudonimo dall’omonimo personaggio di Ibsen, un’eroina ribelle. Nel corso della sua lunga vita travagliata e romanzesca è stata scrittrice, giornalista, critica letteraria, instancabile viaggiatrice, femminista ante litteram e politicamente impegnata. Amica di Virginia Woolf e amante di H.G. Wells, Rebecca West viene considerata una delle più raffinate prosatrici del ventesimo secolo. La trilogia degli Aubrey, ispirata alla storia familiare dell’autrice, è stata indicata da Alessandro Baricco in risposta alla domanda «Quale libro ti porteresti su un’isola deserta?»






Recensione; "Lettere a un giovane poeta" di Rainer Maria Rilke

Buongiorno amici lettori e buon lunedì, soprattutto a quelli che come me dovranno affrontare un'altra lunga e caldissima settimana di lavoro mentre la maggior parte dei concittadini si riposa sdraiato in qualche spiaggia dorata.
Ci vorrà ancora un po' di tempo prima che anche io possa prendermi del meritato riposo e quindi non mi resta altro che rimboccarmi le maniche e cercare di rimediare alle mie troppe assenze iniziando a recuperare le letture di Luglio di cui ancora non vi ho parlato.
La prima di cui voglio raccontarvi è "Lettere a un giovane poeta" di Rainer Maria Rilke, poeta e scrittore ceco della fine del 1800, autore di bellissimi versi che mi ha praticamente stolcherato, apparendo in ben due letture di seguito, fino a quando ho deciso di fare una sua conoscenza.
Ecco a voi i risultati del mio primissimo approccio



Titolo: Lettere a un giovane poeta
Autore: Rainer Maria Rilke
Paese: Boemia/Austria
Titolo originale: Briefe an einen jungen Dichter

Genere: Lettere
Pagine: 96
Prima pubblicazione italiana: Cya, 1944
Anno edizione: 1997
Casa editrice italiana: Mondadori (disponibile anche edizione Adelphi anno 1988)
Prezzo di copertina: 10 euro 
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Franz Xaver Kappus è solo un giovanissimo aspirante poeta, quando, grazie ad un amico in comune, si decide a contattare tramite una sentita lettera il celebre poeta Rainer Maria Rilke, per il quale prova un profondo ed incondizionato rispetto, per sapere un suo parere sui proprio versi.
Ed è così che i tra i due inizia uno scambio epistolare che si protrarrà dal febbraio 1903 al novembre 1904 nel quale Rilke, legato quasi subito a Kappus da una profonda amicizia, negherà il suo aiuto nella  creazione delle proprie opere ma gli offrirà degli importantissimi e fondamentali insegnamenti sia sul suo ruolo di poeta sia, e maggiormente, sia su quello di uomo.


L'edizione Mondadori che ho avuto modo di apprezzare è senza dubbio curata nel minimo dettaglio; prima di lanciare il lettore alla scoperta delle lettere vere e proprie, propone infatti un grande parte dedicata alla conoscenza della vita e delle opere di Rainer Maria Rilke, un poeta dotato di un sensibilità e una genialità capace di farlo diventare un vero e proprio culto.
Quasi totalmente ignara della sua esistenza e del movimento rilkiano, ho intrapreso quest'opera con una curiosità enorme, uno spirito che mi ha concesso di vivere a pieno tutte le varie parti di questa edizione come quando ci si avvia alla scoperta di un territorio totalmente nuovo.
Nonostante la piacevolenza della prima parte è inutile nascondere che il cuore dell'opera si tocca proprio quando si ha la possibilità di leggere queste bellissime lettere scritte da Rilke al proprio "allievo"; lettere in cui traspirano passaggi e pensieri incredibilmente importanti attuali, come l'importanza che può avere la solitudine oppure il vero spirito che spinge una persona a dedicare la propria vita alla meravigliosa arte della scrittura.
In questo scambio unilaterale (nell'ora sono infatti presenti solo le lettere scritte da Rilke e non quelle inviate da Kappus) appare vividamente tutta la sensibilità e la saggezza di un artista, ormai diventato celebre ma ancora fedele a tutti i valori e i credi tipici della giovinezza.
"Lettere ad un giovane poeta" è quindi un opera che risulta accessibile a tutti, perfetta come primo passo alla scoperta di questo artista, la cui conoscenza sarà in seguito impossibile non desiderare..


Voto: 6.5

Frase: "Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v'è che un mezzo. Guardi dentro di sè. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere, confessi a sè stesso: morirebbe se le fosse negato di scrivere? Questo, soprattutto, si domandi nell'ora più quieta della notte; devo scrivere? Frughi dentro di sè alla ricerca di una risposta e se sarà assenso, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità"

Rainer Maria Rilke (nato Renè Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke) nacque a Praga il 4 dicembre 1875 e morì a Les Planches, nella Svizzera francese, il 29 dicembre 1926.
Dopo un infanzia ed un adolescenza piuttosto infelici, segnati della separazione dei genitori e dall'obbligo del padre di scriversi alla scuola militare, si allontana dalla famiglia ed intraprende gli studi in Germania dove nel 1897 incontra Lou Andreas Salomè, donna amata di Nietzsche, che insieme ad August Rodin sanno fondamentali nella sua formazione.
Durante la sua lunga carriera ha pubblicato una grande quantità di opere che si dividono tra poesie, racconti, romanzi ed opere teatrali. È considerato uno dei poeti di lingua tedesca più importanti del XX secolo.


venerdì 3 agosto 2018

Le migliori letture del mese; Luglio!


Buon pomeriggio amici lettori!
è passato davvero troppo tempo dal nostro ultimo saluto ma con l'arrivo del caldo, il ritorno al lavoro e vari numerosissimi contrattempi non sono proprio riuscita a farmi sentire, e questo mi dispiace moltissimo.
Spero di poter recuperare al più presto una parvenza di normalità e sfruttando queste poche ore libere dopo una giornata di lavoro vi voglio assolutamente parlare delle mie letture di Luglio; letture che sono state molte e nel complesso tutte molto belle.
I libri che ho letto sono stati dodici, alcuni sono stati prestiti, altri letture che attendevo da tempo, altri ancora nati da collaborazioni con autori emergenti, case editrici e l'immancabile Thrillernord e sono uno tra essi si è rivelato insufficiente.
Insomma, un buon bottino per questo mese di inizio estate!
Ora bando le chiacchiere ed ecco a voi la mia personale classifica
Provvederò al più presto, spero già dalla prossima settimana, a recuperare tutte le recensioni mancanti per non rimanere indietro con le letture di Agosto che già stanno rivelando grandi sorprese.. to be continued..

Dodicesimo posto: "La famiglia Aubrey" di Rebecca West


Prima delle letture per Thrillernord e primo libro della trilogia che affronta le vicende di una famiglia inglese di inizio Novecento stremata dalla crisi e da alcuni drammi famigliari narrati da una delle figlie, Rose. Presentato come l'erede dei Cazalet, risulta al di sotto delle aspettative. Poco incisivo e perentorio e a tratti davvero troppo lento..

Voto: 5.5       Recensione completa su thrillernord.it





Undicesimo posto: "Lettere ad un giovane poeta" di Rainer Maria Rilke

Piccolo libricino che mi ha iniziato alla conoscenza di Rainer Maria Rilke, poeta ceco del fine del XIX secolo, che in questo romanzo da vita ad un interessante e profondo scambio di lettere con un giovane poeta deciso ad imitarlo e ad imparare da lui. Senza dubbio da approfondire

Voto: 6.5                       Recensione completa non ancora disponibile 




Decimo posto: "Uno studio in rosso" di Arthur Conan Doyle

Primo romanzo della serie che vede come protagonista il detective intuitivo più famoso di sempre; Sherlock Holmes! Imperdibile.

Voto: 7                 Recensione completa qui



Nono posto: "Come il sole di mezzanotte" di Liliana Onori

Leggera ma a tratti sorprendente storia d'amore ambientata nell'Irlanda dell'Ottocento, racconta la storia di Anna, una giovane di ricca famiglia torta dal collegio, di Julian, un povero marinaio, e del loro amore che sfiderà le più ferree convinzioni sociali.

Voto: 7            Recensione completa non ancora disponibile



Ottavo posto: "Lettera a Berlino" di Ian McEwan

Dopo un primo approccio non proprio bellissimo, McEwan è riuscito a convincermi con questo romanzo a metà tra la spy story e la storia d'amore che ha avuto anche il ruolo di accompagnarmi alla scoperta della città in cui è ambientato, la meravigliosa Berlino.

Voto: 7.5      Recensione completa non ancora disponibile



Settimo posto: "Arabesque" di Alessia Gazzola

Con questo romanzo ho completato quella che per ora è la produzione di Alessia Gazzola per la sua serie "L'allieva". Alice Allevi, ormai così famigliare da sembrarmi una vecchia amica, è ormai un medico legale e nel suo primo caso può dare il meglio di sè.. soprattutto nel suo hobby di investigatrice.

Voto: 7.5         Recensione completa non ancora disponibile


Sesto posto: "All'ombra di Julius" di Elizabeth Jane Howard

Mio primo approccio con l'autrice della celebre serie dei Cazalet. Un romanzo che affronta temi importanti attraverso la vita di tre donne forti, determinate e decise a vivere in nome dell'amore.

Voto: 8                          Recensione completa qui




Quinto posto: "La ragazza che hai sposato" di Alafair Burke

Ultima pubblicazione di quella che si è confermata essere una delle mie autrici straniere preferite. Un thriller magistrale che mette in parallelo due storie; la scandalo sessuale di Jason Powell, economista e figura mediata di successo; e la verità sul passato della moglie Angela, ex ragazza vittima di un pericoloso maniaco.. La Burke è sempre una certezza.

Voto: 8                      Recensione completa qui

Quarto posto: "Quasi colpevole" di Paolo Pinna Parpaglia

Lettura per Thrillernord, prima avvenuta dell'avvocato sardo Quirico D'Escard, costretto a cimentarsi con un delicatissimo processo ai danni di un suo vecchio amico d'infanzia, accusato di aver violentato ed ucciso una studentessa della scuola in cui insegnava. Coinvolgente e sorprendente, quarto posto del tutto meritato.

Voto. 8                      Recensione completa su thrillernord.it


Terzo posto: "Fidanzati dell'inverno" di Christelle Dabos

Uno dei casi editoriali dell'anno, primo libro della trilogia scritto dall'autrice francese Christelle Dabos che racconta le avventure della giovane Ofelia, ragazza dotata di magici poteri, costretta ad un matrimonio combinato che la costringerà a trasferirsi in una realtà completamente diversa della sua, non che a metterla in grave pericolo. Non ha potuto fare a meno di stregare anche me

Voto: 8.5                  Recensione completa qui

Secondo posto: "Quando eravamo eroi" di Silvio Muccino.

Quattro amici che non si vedono da quindi anni si ritrovano in una vecchia casa richiamati da Alex, l'amico sparito nel nulla senza lasciare traccie. è tempo di chiarimenti, è tempo di chiedere perdono prima di compiere un gesto definitivo nei confronti della vita. Un romanzo meraviglioso. Niente più di questo.

Voto: 9                     Recensione completa qui




Primo posto: "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci

Solo un opera del genere poteva privare Muccino del primo posto. Un vero gioiello, profondo e toccante che da voce all'intimità di una donna nel momento più critico della vita; la formazione di una vita. Ogni parola è superflua, da leggere, assolutamente.

Voto: 9      Recensione completa non ancora disponibile