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lunedì 18 novembre 2019

Recensione; "La strega" di Camilla Lackberg

Buongiorno amici lettori, buon inizio di settimana!
Oggi vi parla di una lettura che mi ha tenuto compagnia per tutta la scorsa settimana grazie al suo consistente numero di pagine; "La strega" è il decimo e attualmente ultimo capitolo delle serie "I delitti di Fjallbacka" di Camilla Lackberg che, con le sue quasi 700 pagine, ci porta in una complessa storia che mostra alcuni dei lati più terrificanti del mondo moderno. Se volete saperne di più, qui sotto trovate la mia recensione!




Titolo: La strega
Autore: Camilla Lackberg
Paese: Svezia
Titolo originale: Häxan

Genere: Giallo
Pagine: 670
Anno di pubblicazione: 2017
Casa editrice italiana: Marsilio editori
Prezzo di copertina: 19.90 euro copertina flessibile, 12 euro edizione economica
Ebook: 7.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs





Sono passati trent'anni da quando la piccola Stella ha perso la vita e ancora nessuno sa dire cosa sia successo davvero. Trent'anni in cui la vita di diverse persone è andata distrutta; Sanna, la sorella maggiore, Leif, il poliziotto incaricato delle indagini, Helen e Marie, allora tredicenni, le principali sospettate per il suo omicidio. Adesso tocca ad Erica tentare di ricostruire le loro esistenze per dare vita ad un nuovo romanzo e tutto ottiene un'importanza inaspettata quando un altra bambina, della stessa età di Stella viene ritrovata uccisa nello stesso luogo della sua morte. Cosa collega i due terribili omicidi separati da così tanti anni? è davvero solo una casualità che Marie, divenuta una celebre attrice di Hollywood, sia tornata per la prima volta in città proprio poco prima del secondo delitto? Chi è che ha mentito per tutto quel tempo e chi invece, ha sempre detto la verità? Sarà ancora una volta compito di Patrik e la sua squadra scoprirlo in un indagine che continuerà a complicarsi e troverà la sua inquietante soluzione solo all'ultimissima pagina.

Durante il mio percorso alla scoperta di questa serie non ho mai nascosto quando le indagini e le esistenze raccontate da Camilla Lackberg siano capaci di coinvolgermi e sconvolgermi come poche altre e una volta giunta questo ultimi capitolo posso dire che l'autrice è stata capace di dare una momentanea conclusione degna di tutta la saga; ci tengo a sottolineare il termine "momentaneo" perchè questo decimo capitolo sarebbe sembrato quello conclusivo ma un finale aperto, caratteristica dei migliori libri dell'autrice, da la conferma che la storia non sia finita lì e che, un giorno, potremmo riavere la possibilità di tornare a Fjallbacka dai personaggi che tanto sono stati capaci di colpirci per le loro differenti personalità ed esperienze. Cosa che infondo mi rende molto sollevata perchè, detto sinceramente, non so se sarei stata capace di dire addio a tutte le emozioni vissute in questo lungo viaggio. Nonostante io provi curiosità nel conoscere le ultime storie scritte dalla Lackberg che non fanno parte della serie, penso sarà un po' difficile non provare un lieve senso di perdita come se non potesse esistere la prosa di questa autrice senza Patrik ed Erica. Ma lasciando perdere per un attimo i pensieri del futuro voglio concentrami sul libro in questione, "La strega", un librone di 670 pagina che si apre con il racconto di un misterioso omicidio passato che vede come vittima un'innocente bambina di quattro anni e come possibili aguzzine due ragazzine poco più grandi di lei; caso a voluto che le tematiche iniziali, ossia il rapimento, l'omicidio infantile ed il male che può nascondersi nella parte apparentemente più indifesa del genere umano siano le stesse trattate nella mia lettura precedente a questa "I gemelli di Piolenc"; questo fatto mi ha creato non poca confusione all'inizio ma ben presto la prosa di Camilla Lackberg è stata capace di staccarsi da tutto il resto e darmi le sensazioni che ben ero capace di riconoscere. Un dato sostanziale e assolutamente da riportare di questo decimo capitolo è che ( possiamo dirlo, finalmente) lo schema narrativo mostra una differenza: la narrazione non è infatti divisa in due correnti, passata e presente, come in tutti i libri precedenti ma bensì in tre; la prima, quella del tempo presente, racconta la sparizione e il conseguente ritrovamento della piccola Linnea, la seconda cerca di ricreare l'indagine sull'omicidio di Stella e la terza, quasi immancabile, ci porta invece nel passato più remoto, per la precisione nel 1600 dove abbiamo modo di approfondire il terribile tema della persecuzione della donne accusate di stregoneria che colma in un terrificante maleficio, capace di avere conseguenze che giungono fino a noi. Le prime due correnti narrative permettono di creare una sorta di parallelismo e il lettore avrà modo, con il passare della pagine, di fare chiarezza passo per passo sui due differenti omicidi che hanno troppi punti in comune per non essere collegati. Un altro parallelismo che si nota e quello che riguarda la tematica dell'odio e della persecuzione, attraverso il racconto della povera Elin, una donna accusata di stregoneria, Camilla Lackberg ci mostra infatti come l'animo umano sia ancora radicato ai violenti sentimenti di intolleranza; come nel 1600 si provava repulsione per le donne che apparivano diverse dalle altre, oggi si tende ad allontanare da noi tutti colore che ci appaiono differenti come aspetto e cultura, sia nel ruolo degli immigrati sia di tutti quelli che si distinguono dagli altri. Sia questa che altre tematiche sono molto care all'autrice e sono già apparse in altri libri della serie ma nonostante questo la Lackberg è capace di dare alle sue storie delle caratteristiche uniche che rende impossibile non volerle continuare. Più volte quest'autrice è stata criticata ma il mio consiglio, a tutti coloro che ancora non hanno letto niente di suo, è di iniziare questa serie, perché nonostante gli alti e bassi potranno trovare in essa tanti spunti di riflessione e tante emozioni che la rendono davvero indimenticabile. Il mio a Fjallbacka è solo un arrivederci perché spero davvero tanto di poterci tornare presto.

Voto: 8

Frase: "Per Stella e Linnea non esistevano confini; la fantasia poteva portarle ovunque. Si sentivano al sicuro. Erano felici. Finchè un giorno non incontrarono qualcuno che fece loro del male. Questa è la storia di Stella e Linnea. è la storia di due bambine che impararono fin troppo presto che il mondo non è sempre buono"


Camilla Lackberg (nome completo Jean Edith Camilla Lackberg Erikson) nasce a Fjallbacka il 30 agosto 1974. Dopo gli studi in economia a Goteborg si trasferisce nella capitale Stoccolma dove lavora nel marketing, attività che abbandona per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, da sempre suo grande hobby. Oltre alla celebre serie poliziesca, ha scritto anche libri di cucina e, ispirandosi ad uno dei suoi figli, libri per bambini. Attualmente vive con i quattro figli e il terzo compagno. Il suo esordio è avvenuto nel 2010 con "La principessa si ghiaccio", diventato poi bestseller mondiale e vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière. Ne fanno seguito "Il predicatore", "Lo scalpellino", "L'uccello del malaugurio", "Il bambino segreto", "La sirena", "Il guardiano del faro", "Il segreto degli angeli", "Il domatore di leoni" "La strega". Di sua pubblicazione anche la raccolta di racconti "Tempesta di neve e profumo di mandorle" e "Donne che non perdonano" "La gabbia d'orata" i primi romanzi non appartenenti alla serie.

lunedì 23 settembre 2019

Recensione: "Il segreto degli angeli" di Camilla Lackberg

Buon lunedì a tutti amici lettori!
Eccomi pronta per una nuova recensione che riguarda una delle mie ultime letture; "Il segreto degli angeli" di Camilla Lackberg, l'ottavo capitolo della serie "I delitti di Fjallbacka".
Qui sotto trovate la mia recensione, ma attenzione agli spoiler se ancora non avete letto i capitoli precedenti!




Titolo: Il segreto degli angeli
Autore: Camilla Lackberg
Paese: Svezia
Titolo originale: Änglamakerskan
Genere: Giallo
Pagine: 482
Prima pubblicazione: 2011
Anno edizione: 2015
Casa editrice italiana: Marsilio
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile, 14 euro edizione Vintage
Ebook: 7.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs




Si sa bene che il metodo migliore per reprimere il dolore è tenersi occupati ed Ebba e Marten, dopo la tragica morte del figlio, decidono di lanciarsi in un nuovo ambizioso progetto, tornare a Valo, isoletta di fronte a Fjallbacka per ristrutturare la casa della famiglia di lei e fare un Bed and Brackfast. I fantasmi del passato però sono difficili da scacciare e mentre la coppia sprofonda sempre di più in una crisi irreparabile qualcuno mette a rischio la loro vita per evitare che possano scoprire cosa è realmente successo alla famiglia di Ebba, responsabili del collegio maschile degli anni '70 e scomparsi improvvisamente nel nulla più di trent'anni prima. Quel misterioso episodio popola da sempre le leggende popolari della città e da diverso tempo suscita la curiosità di Erica che, quando Patrick si ritrova ad indagare sui tentati omicidi, non potrà resistere alla tentazione di approfondire e mettersi all'opera nelle sue personali indagini. 


Chi non apprezza i libri di Camilla Lackberg lo fa perchè reputa che i suoi libri (in particolari quelli che fanno parte di questa serie) siano tutti molto simili tra loro e per certi versi questa è una cosa difficile da contraddire; arrivata a questo capitolo, ossia l'ottavo, non posso negare di aver trovato alcune nette similitudini con i libri precedenti soprattutto per quanto riguarda la struttura del libro sempre divisa tra presente e passato. Se la mancanza di variazione fino ad ora non mi aveva dato particolarmente fastidio, in questo capitolo mi ha creato non pochi problemi, soprattutto nella parte iniziale nella quale notavo netti collegamenti con la storia raccontata in "Il guardiano del faro", libro che, tra l'altro, mi è piaciuto meno di tutta la serie. Per fortuna andando avanti e superando il punto critico però, devo ammettere che la storia si è rivelata essere decisamente piacevole. Più che del libro precedente, "Il segreto degli angeli" sembra collegarsi maggiormente a "Il bambino segreto", della quale potrebbe quasi essere una specie di seguito; questo sia per la ricomparsa di Kjell, il giornalista che già era apparso nel capitolo precedente e che ora si ritrova a formare con Erica una coppia investigativa eccezionale, sia per il ritorno al tema della Seconda Guerra Mondiale che l'autrice ripropone (inserendo nella storia anche Hermann Goring, celebre ufficiale nazista, la cui storia però viene ovviamente cambiata per adattarsi al romanzo) per creare il contesto nel quale si sviluppa la storia e soprattutto il passato della famiglia di Ebba. Se il giallo in sè risulta solamente piacevole il vero punto di forza di Camilla Lackberg, in questo e negli altri suoi romanzi, è senza dubbio i personaggi che in questa serie cambiano, evolvono e vivono, molto spesso delle situazioni drammatiche; con Martin in congedo per gravi problemi famigliari e Paula in attesa del parto, si ha modo di vedere finalmente all'opera il vecchio Gosta, poliziotto un po' datato e forse non più brillante ma capace di dare ancora molto soprattutto in questa indagine che lo vede particolarmente coinvolto. Nonostante tutte le critiche e tutte le aspettative un po' sotto la media, a me Camilla Lackberg continua a piacere e lo fa sia grazie ai personaggi sia perché, in qualche modo, riesce sempre a concludere in modo così sapiente che è impossibile non voler leggere il capitolo seguente. Cosa che continuerò a fare.

Voto: 7.5



Camilla Lackberg (nome completo Jean Edith Camilla Lackberg Erikson) nasce a Fjallbacka il 30 agosto 1974. Dopo gli studi in economia a Goteborg si trasferisce nella capitale Stoccolma dove lavora nel marketing, attività che abbandona per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, da sempre suo grande hobby. Oltre alla celebre serie poliziesca, ha scritto anche libri di cucina e, ispirandosi ad uno dei suoi figli, libri per bambini. Attualmente vive con i quattro figli e il terzo compagno. Il suo esordio è avvenuto nel 2010 con "La principessa si ghiaccio", diventato poi bestseller mondiale e vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière. Ne fanno seguito "Il predicatore", "Lo scalpellino", "L'uccello del malaugurio", "Il bambino segreto", "La sirena", "Il guardiano del faro", "Il segreto degli angeli", "Il domatore di leoni" "La strega". Di sua pubblicazione anche la raccolta di racconti "Tempesta di neve e profumo di mandorle" e "Donne che non perdonano" "La gabbia d'orata" i primi romanzi non appartenenti alla serie.

martedì 20 agosto 2019

Recensione; "La canzone di Achille" di Madeline Miller

Buon martedì a tutti amici lettori.
Il mio impegno per recuperare le recensioni mancanti continua e quindi ecco qui per parlarvi di una nuova lettura, che, come quelle di ieri, è stata capace di convincermi e farmi provare tante emozioni. Sto parlando di "La canzone di Achille", celebre riedizione scritta da Madeline Miller. L'autrice si ispira all'Iliade di Omero ed in questo suo elogio racconta la storia della mitica guerra di Troia prendendo come punto focale l'amore di due uomini, Patroclo e Achille, e il loro crudele destino. Qui sotto potete trovare la mia recensione.




Titolo: La canzone di Achille
Autore: Madeline Miller
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Song of Achilles
Genere: Romanzo storico 
Pagine: 380
Prima pubblicazione: 2012
Casa editrice italiana: Marsilio/Feltrinelli
Anno edizione: 2019
Prezzo di copertina: 18 euro copertina rigida, 11 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs





Tutti conosciamo il nome di Achille. La sua fama è giunta fino a noi, grazie alla grande penna di Omero che ci ha voluto raccontare la sua potenza ed il suo ruolo nella mitica guerra di Troia. Ma quanti di noi sanno davvero dire di conoscerlo davvero? Com'era Achille da bambino? Quali sogni e speranze conservava dentro di  da ragazzo? E quali emozioni ha realmente provato nei lunghissimi dieci anni alla porte di Troia? Solo una persona può rispondere a queste domande, l'uomo che gli è stato al suo fianco per tutta la vita e che, per lui, ha deciso di sacrificare la propria; Patroclo, il suo amico, il suo fedele compagno, il suo grande amore. Per secoli la sua figura è rimasta nell'ombra, ma ora è arrivato il suo turno di parlare.

Se ci penso non potrei indicare con esattezza da quanti anni desidero leggere questa storia, probabilmente da quando ero sui banchi di scuola e scoprivo i grandi personaggi omerici. Ci ho messo un po' a trovare questo libro ma quando finalmente lo ho avuto tra le mie mani non ho potuto che perdermi nella sue pagine. La prima cosa che posso dire è che Madeline Miller ha avuto un idea a dir poco eccezionale, ossia quella di riproporci dei personaggi e delle tematiche che tutti noi già conosciamo ma aggiungendo scene inedite ed emozioni del tutto nuove. Attraverso la narrazione condotta interamente dal punto di vista di Patroclo veniamo infatti condotti alla scoperta di uno dei personaggi più controversi della letteratura; il grande e coraggioso Achille, il guerriero più forte di tutte la greca, figlio di un re e di una ninfa del mare, condotto in una guerra in cui lui non ricercava nessun interesse se non la fama promessagli al costo della sua vita. Chi si sia amanti della letteratura classica o meno, è indubbio il fascino che questa figura gioca su tutti noi, con la sua forza, il suo onore e la sua follia, al momento della separazione dal suo grande amore. Ed è proprio Patroclo ad incaricarsi del compito di raccontare il suo compagno, ponendo un altra versione di lui agli occhi della gente; ed è così che in questo romanzo abbiamo modo di vedere un Achille ancora acerbo, solo un ragazzo, alle preso con una fama ben più grande di lui e ad un destino che non sa ancora come gestire. Insieme a Patroclo vive la sua trasformazione, gli anni più delicati della vita di un uomo, fino a diventare lo spietato guerriero che tutti noi conosciamo. Madeline Miller racconta tutto questo con un prosa eccezionale, delicata e forte allo stesso tempo, dando vita alla storia di un amore eterno ed impossibile, destinato a rimanere immutato nei secoli e nei luoghi. Una lettura dolcissima e commovente che merita davvero tutta la fama che è riuscita a guadagnare.

Voto: 8.5

Frase: "Il nostro era un mondo di sangue e d'onore, onore che si conquistava con il sangue. Solo i codardi non combattevano. Un principe non aveva scelta. Poteva fare la guerra e vincere, oppure poteva fare la guerra e morire"

 

Madeline Miller è nata a Boston il 24 luglio 1978, ha un dottorato in lettere classiche alla Brown University e ha insegnato drammaturgia e adattamento teatrale dei testi antichi a Yale. Attualmente vive a Narberth, Pennsylvania, con il marito e due figli. Il suo primo romanzo, "La canzone di Achille", è stato un successo internazionale, ha vinto l’Orange Prize ed è stato tradotto in venticinque lingue. Nel 2019 è uscito anche il suo secondo romanzo "Circe" che ha scalato le classifiche dei libri più venduti del New York Times e del Sunday Times ed è stato “libro dell’anno” per le principali riviste letterarie americane





lunedì 19 agosto 2019

Recensione: "Gli anni del nostro incanto" di Giuseppe Lupo

Seconda recensione di giornata per parlarvi di un altro libro che è stato capace di colpirmi ed emozionarmi con una storia assolutamente nelle mie corde, raccontata magistralmente da un autore che si è rivelato essere davvero una bella scoperta, sto parlando di Giuseppe Lupo e del suo "Gli anni del nostro incanto", libro breve ma incredibilmente emozionante che ci porta a rivivere attraverso i ricordi di una famiglia gli stralci della splendida Milano degli anni '60. Qui sotto trovate la mia recensione!




Titolo: Gli anni del nostro incanto
Autore: Giuseppe Lupo
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 156
Anno di pubblicazione: 2017
Casa editrice: Marsilio
Prezzo di copertina: 16 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
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Nessuno può negare il potete di una fotografia. Tanto meno può farlo Vittoria, quell'estate del '82, passato tra le mura dell'ospedale nella quale sua madre è stata ricoverata dopo ciò che le è successo. Avvenimento assai strano, in realtà, quello che ha colpito la bella Regina, improvvisamente chiusa nel suo silenzio fatto di tristezza ed apatia nella quale è possibile accedere solo mostrandole una fotografia, l'unica della loro famiglia al completo, in giro per il centro di Milano, a bordo della Vespa. I medici non sanno cosa fare e del resto sono troppo impegnati a seguire le vicende calcistiche dell'Italia ai Mondiali spagnoli per sottoporre la nuova paziente all'adeguata attenzione e quindi Vittoria, sola nel suo silenzio, non può fare altro che raccontare alla madre i ricordi della loro famiglia, le innocenti stranezze del padre Luigi, dalla madre rinominato Louis, appassionato di tecnologia e incantato dalla Luna; la profonda tristezza di Indiano, il primogenito, destinato ad un avvenire di ribelle rivoluzione ed infine le emozioni di Vittoria, ormai donna ma in qualche modo, ancora bambina, a sorridere tra le braccia di sua madre.


Ho acquistato questo libro dopo averne sentito parlare da uno dei miei profili bookstagram preferiti e una volta finito non posso fare a meno che ringraziarli di cuore. "Gli anni del nostro incanto" è un romanzo breve ma che conserva una bellezza assoluta; fascino trasmesso dagli anni nel quale ci porta a viaggiare, i mitici anni '60, i più splendenti del nostro Paese, gli anni della evoluzione tecnologia, degli elettrodomestici, dello sbarco sulla Luna. In questi anni su svolgono i ricordi di una famiglia come tante, quella composta da Regina, una madre seria a amorevole, da Louis, il padre emigrato dal sud, appassionato e folle, da Bartolomeo, soprannominato da subito Indiano, e da Vittoria, la più piccola che deve caricarsi sulle sue spalle il peso di dover far rivivere la loro storia. I capitoli brevi e la prosa poetica permette di scivolare tra le pagine e lasciarsi sconvolgere da una storia emozionante e ricca di fascino. Per chi per me è nato decenni dopo è eccezionale poter assaggiare lo splendore della Milano degli anni '60 e chi ama le saghe famigliari non può davvero perdersi l'emozione di leggere questa storia, d'incanto e commozione.

Voto: 8

Frase: Nessuno poteva immaginare che quella strada , su cui la Vespa avanzava libera e gradassa, sarebbe entrata nel nostro destino famigliare e certo non per i semafori, non per i cartelloni pubblicitari, non per le guglie del Duomo dietro i tetti, ma per quella strana materia che sono i ricordi: niente più che un bosco di ombre, dove torniamo ogni tanto per vedere scorrere il film del nostra vita


Giuseppe Lupo è nato in Lucania (Atella, 1963) e vive in Lombardia, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia. Per Marsilio, dopo l’esordio con "L’americano di Celenne",  ha pubblicato "Ballo ad Agropinto", "La carovana Zanardelli", "L’ultima sposa di Palmira", "Viaggiatori di nuvole", "Atlante immaginario", "L’albero di stanze" e "Gli anni del nostro incanto". È autore di numerosi saggi e collabora alle pagine culturali del Sole 24 Ore e di Avvenire.


lunedì 8 luglio 2019

Recensione; "Il guardiano del faro" di Camilla Lackberg

Buongiorno a tutti amici lettori!
Voglio iniziare questa nuova settimana con lo spirito giusto e per farlo vi parlo di una delle mie ultime letture; "Il guardiano del faro" di Camilla Lackberg, settimo capitolo della serie "I delitti di Fjallbacka" che mi sta tenendo compagnia nel corso di questo anno. Qui sotto potete trovare la mia recensione completa, come sempre, vi invito a leggerla solo se avete già letto i capitoli precedenti per non incorrere in pericolosi spoiler.




Titolo: Il guardiano del faro 
Autore: Camilla Lackberg
Paese: Svezia
Titolo originale: Fyrvaktaren
Genere: Giallo
Pagine: 446
Prima pubblicazione: 2009
Casa editrice italiana: Marsilio 
Anno edizione: 2014
Prezzo di copertina: 18.50 euro copertina flessibile, 12 euro edizione economica
Ebook: 7.99 euro
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È passato poco tempo da quando la vita di Erica e della loro famiglia è cambiata per sempre a causa del terribile incidente nella quale hanno rischiato di perdere la vita sia la donna che i due bambini che portava in grembo e che ha condotto alla terribile perdita del bambino di Anna, ma non c'è l'occasione di lasciarsi portare a fondo dal dolore. Anton e Noel, i due gemellini nati prematuri, richiedono tutta la sua attenzione così come la sorella, distrutta dalla morte del bambino che doveva finalmente condurla alla serenità che tanto si merita. Nello stesso momento Patrick, dopo l'infarto che lo ha colpito, è pronto a tornare al lavoro e a ributtarsi a capofitto in una Fjallbacka elettrizzata dal nuovo progetto del sindaco Erling W. Larson, dopo il completo fiasco del reality Fuckin Tanum, il primo cittadino è pronto a riconquistare i suoi elettori concludendo la ristrutturazione di un edificio storico abbandonato da anni, nella quale sta per essere aperta una splendida S.p.a secondo il volere della sua nuova fiamma Vivianne. Proprio a pochi passi dall'inaugurazione però uno dei collaboratori del comune, il giovane Mats Sverin, viene ritrovato ucciso nel suo appartamento. Mentre la squadra di Patrick inizia a districarsi tra i misteri di quell'uomo solitario e misterioso, una donna compie un lungo viaggio in macchina insieme al figlio per raggiungere l'isola di Gräskar, il cui grande faro potrà farle dimenticare ciò che le è successo.


Ormai lo dico in ogni recensione ma leggere un nuovo capitolo di questa serie è sempre come ritrovare dei vecchi amici e questa affezione che il lettore non potrà fare a meno di sentire è il filo conduttore sulla quale Camilla Lackberg punta per invogliare a continuare a leggere la sua serie. Alla fine dello scorso capitolo, "La sirena" ci trovavamo di fronte ad un eclatante colpo di scena; Patrick aveva appena avuto un infarto ed Erica ed Anna, entrambe incinte, stavano raggiungendo l'ospedale quando un altra macchina le ha prese in pieno provocando un grave incidente. Dopo questo finale da tachicardia era impossibile non desiderare leggere il più presto possibile il capitolo seguente che si apre non nell'esatto momento dell'incidente ma qualche mese dopo, e lì si viene pian piano a sapere cosa sia successo. Camilla Lackberg è davvero brava nel punta sui propri personaggi principali e sulle emozioni che le loro vite suscitano nei lettori, quindi è impossibile non provare sollievo sapendo che Erica e Patrick stanno bene, così come i loro due gemellini, nati prematuramente ma sani e felici, così come lasciarsi pervadere da una grande tristezza nel sapere del lutto che ha colpito la povera Anna, già così sfortunata. Le vicende dei protagonisti risultano addirittura in questo capitolo ben più importanti ed incisivi dell'indagine in sè, messa un po' in secondo piano e, purtroppo, alla fine poco intrigante; ancora una volta ci troviamo di fronte ad una caso intricato ed apparente impossibile da risolvere, la vittima ha infatti una vita solitaria e molto misteriosa, l'unico punto interessante sembra ritrovarsi nel suo precedente lavoro, presso un associazione che si occupa di dare rifugio e sostegno alle donne maltrattate e ai loro figli. Attraverso questo contesto la Lackberg parla di un argomento molto importante e purtroppo anche molto attuale, ossia le molestie subite della donne tra le mure domestiche e il difficile percorso che molte donne nel mondo devono seguire per liberarsi. Con le storie che racconta all'interno di questo romanzo l'autrice si sofferma sulle emozioni che una donna maltrattata può provare e quanto sia in realtà difficile fare qualcosa di concreto per impedire che certe terribili cose succedano. Un altra cosa molto interessante è l'ambientazione; l'autrice decide infatti di basare gran parte della trama sull'isola di Gräskar sulla quale sorge un magnifico fare e nella quale si narra "vivano" ancora le anime delle persone morte sull'isola. A metà tra il soprannaturale e la superstizione questa ambientazione permette di sondare ancora una volta la psiche umana, affrontando un problema psicologico grave ma che appare un po' prevedibile e poco sorprendente; non nascondo di aver capito la verità quasi già ad inizio libro e per questo la "sorpresa" finale su di me non ha potuto avere lo stesso affetto. "Il guardiano del faro" non è un giallo mal riuscito, si leggere molto bene e lo stile della scrittrice è sempre eccezionale ma manca davvero qualcosa, soprattutto nell'epilogo della vicenda, nei capitoli precedenti sempre caratterizzato da un colpo di scena, ed il fatto che tutti i capitolo della serie siano strutturati nello stesso modo inizia ad apparire adesso un po' pesante. In conclusione, questo non è il libro migliore della serie, ma spero che il prossimo possa farmi riprovare le emozioni a cui questa grande autrice mi ha abituato.


Voto: 6.5

Frase: "Lo sapete, vero, casa si dice di quest'isola? Che è popolata da fantasmi. Ma sono solo chiacchiere, naturalmente. O avete visto qualcosa?"




Camilla Lackberg (nome completo Jean Edith Camilla Lackberg Erikson) nasce a Fjallbacka il 30 agosto 1974. Dopo gli studi in economia a Goteborg si trasferisce nella capitale Stoccolma dove lavora nel marketing, attività che abbandona per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, da sempre suo grande hobby. Oltre alla celebre serie poliziesca, ha scritto anche libri di cucina e, ispirandosi ad uno dei suoi figli, libri per bambini. Attualmente vive con i quattro figli e il terzo compagno. Il suo esordio è avvenuto nel 2010 con "La principessa si ghiaccio", diventato poi bestseller mondiale e vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière. Ne fanno seguito "Il predicatore", "Lo scalpellino", "L'uccello del malaugurio", "Il bambino segreto", "La sirena", "Il guardiano del faro", "Il segreto degli angeli", "Tempesta di neve e profumo di mandorle", "Il domatore di leoni" "La strega". Di sua pubblicazione anche "Donne che non perdonano" "La gabbia d'orata" i primi romanzi non appartenenti alla serie.



mercoledì 5 giugno 2019

Recensione; "Aspettando Monsieur Bellivier" di Britta Rostlund

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Giugno è appena iniziamo ma mi ha già regalato la sua prima lettura ed è proprio di essa che vi voglio parlare in questo nuovo articolo! Ho sentito parlare di "Aspettando Monsieur Bellivier", romanzo di Britta Rostlund, da uno dei miei profili bookstagram preferiti e ho da subito provato una forte curiosità per questa storia decisamente insolita. L'ho cercato parecchio, indecisa se comprarlo a meno e alla fine l'ho trovato in biblioteca quindi l'ho preso subito in prestito, facendo di esso la mia prima lettura di questo mese. Volete saperne di più? Benissimo, qui sotto potete leggere la mia recensione completa!




Titolo: Aspettando Monsieur Bellivier
Autore: Britta Rostlund
Paese: Svezia/Francia
Titolo originale: Vid foten av Montmartre
Genere: Romanzo
Pagine: 363
Prima pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Marsilio 
Anno edizione: 2018
Prezzo di copertina: 18.50 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
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La vita di Mancebo è sempre stata la stessa per un numero di anni che ora non potrebbe nemmeno calcolare; ogni giorno alle cinque prende il suo furgoncino per recarsi al mercato all'ingrosso dove compra i prodotti da vendere nella sua drogheria che apre, ogni giorno alle sette; a metà mattina si reca con il cugino Tariq, proprietario della calzoleria posta esattamente di fronte al suo negozio, al bar, così come a metà pomeriggio; la pausa per il pranzo e quella per la cena sono sancite dall'odore di cibo che filtra nel negozio dall'appartamento al primo piano dove l'attende Fatima, sua moglie, Adéle, la moglie di Tariq, e Amir, il più piccolo dei suoi figli. Fino a quando ha lasciato la Tunisia per trasferirsi a Parigi che questa è la sua routine, fino a quando una sera bussa alla porta della drogheria l'affascinante Madame Cat, giunta per proporgli un lavoro inconsueto; convinta del tradimento del marito ed impossibilitata, per via del suo lavoro di hostess, a controllarlo lei stessa, propone a Mancebo di diventare il suo detective personale e controllare il più possibile durante il suo turno di lavoro le azioni del marito, aspirante scrittore che abita esattamente nel palazzo di fronte. Nello stesso momento Helena Folasau, giovane giornalista feelance, separata e madre di un bambino, viene avvicinata da uno strano uomo mentre siede al tavolo del bar che è solita frequentare che le fa una sola domanda "Aspetta Monsieur Bellivier?". Lei all'inizio nega, ma poi, spinta dalla curiosità che contraddistingue il suo mestiere, decide di accettare ed inizierà così un nuovo misterioso lavoro, apparentemente molto semplice ma che potrebbe nascondere dei sordidi segreti. Tutti i puntini si unirebbero se solo si trovasse risposta ad una semplice domanda; chi è davvero questo misterioso Monsieur Bellivier?


"Aspettando Monsieru Bellivier" è un romanzo decisamente insolito ed è difficile alla prima impressione aspettarsi ciò che in realtà si ottiene una volta concluso. Nei miei anni come lettrice ho sempre immaginato la Svezia e il paesi nordici in generale come la patria del thriller e quando mi trovo di fronte un autore originario di uno di questi paesi che decide di andare controcorrente lanciandosi nella narrativa sono sempre molto curiosa di leggere la sua opera. Britta Rostlund è assolutamente una di questi; nata e cresciuta in Svezia, da molti anni vive e lavora come giornalista a Parigi ed è soprattutto il suo amore e il rapporto con la capitale francese a fuoriuscire da questo romanzo. La prima caratteristica originale è il fatto che la narrazione abbia due protagonisti, che si dividono la narrazione in ugual misura e che portano il lettore a seguire due storie parallele (apparentemente) differenti; da una parte abbiamo Mancebo con la sua drogheria e il suo nuovo lavoro come investigatore privato, che grazie a questo incarico arriverà a conoscere gli oscuri segreti che si nascondono all'interno della sua famiglia, dall'altra parte Helena (il cui nome rimane celato fino agli ultimi capitolo) con il suo nuovo oscuro lavoro e la sua missione nel districare la matassa in cui improvvisamente è stata catapultata e che le permetterà di incontrare storie capaci di cambiare la sua visione della vita. Le loro storie si differenziano per il modo in cui sono narrati, il primo il terza persona e la seconda in prima, dal suo punto di vista. In entrambi i protagonisti troviamo delle caratteristiche interessanti, anche grazie ad una bella prosa che ci permette di conoscerli in tutte le loro sfaccettature, seguirli nei loro misteri e lasciarci, di tanto in tanto, scappare anche qualche sorriso; se devo ammettere però ho provato molta più affinità con il personaggio di Mancebo rispetto a quello di Helena, non perchè lei non sia una donna interessante, ma perchè davvero un regge il confronto a questo sprovveduto droghiere che grazie ad un incontro si trasformerà completamente. Detto questo "Aspettando Monsieur Bellivier" è un romanzo che si legge molto facilmente, forse grazie al fascino dei misteri che racconta, ma che alla fine mi ha lasciato come l'impressione di non aver compreso tutto nella sua interezza; un po' come quando si guarda un film d'autore e non si afferrano tutti i significati nascosti. Un po' d'incompletezza, è questo ciò che in particolar modo questo libro mi ha lasciato, rivelandosi così un po' al di sotto delle aspettative create nella parte iniziare. Rimane comunque un romanzo che consiglierei, magari proprio come lettura per le vacanze che stanno per arrivare. 

Voto: 6.5

Frase: "Tutti noi facciamo cose che non capiamo, senza sapere a cosa porteranno, e tutti noi svolgiamo lavori insensati. In realtà, siamo tutti alle dipendenze di Monsieur Bellivier"


Britta Röstlund vive da oltre quindici anni a Parigi, dove lavora come inviata per diverse testate giornalistiche svedesi. Si occupa di tutto quel che riguarda la capitale francese, dalla politica alla settimana della moda. "Aspettando Monsieur Bellivier" è il suo primo romanzo











lunedì 18 marzo 2019

Recensione: "Il bambino segreto" di Camilla Lackberg

Buona giornata a tutti amici lettori!
Lo scorso weekend è stato per me molto proficuo perché pur avendo lavorato ho avuto modo di concludere ben due libri. Il primo è quello che vi voglio mostrare oggi in questa mia nuova recensione. Tra i buoni propositi per questo anno c'è quello di concludere le serie iniziate nel 2018 e tra queste non può non figurare "I delitti di Fjällbacka" di Camilla Läckberg. La scorsa settimana ho concluso la lettura del quinto capitolo della serie; "Il bambino segreto", lettura su cui riponevo grandi aspettative grazie al finale con il botto del libro precedente. Sarà stato capace di rispettare le mie aspettative? Ora ve lo svelo.




Titolo: Il bambino segreto
Autore: Camilla Läckberg
Paese: Svezia
Titolo originale: Tyskungen

Genere: Thriller
Pagine: 526
Prima pubblicazione: 2007
Casa editrice italiana: Marsilio
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile, 14 euro edizione economica
Ebook: 7.99 euro 
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Dopo un anno dalla nascita della piccola Maya finalmente i ruoli si sono ribaltati. Erica ha deciso di tornare al lavoro e apprestarsi a scrivere il suo nuovo romanzo, mentre Patrik si è preso qualche mese di congedo dal lavoro per immergersi a pieno nel suo ruolo di padre. Peccato che l'intenzione iniziale sia così difficile da mantenere, per entrambi. Il baule trovato in soffitta all'inizio dell'estate ha portato alla luce antichi misteri e si intromette continuamente nella mente di Erica, sempre più decisa a scoprirne di più sul passato della madre Elsy, una donna fredda e incapace di amare le sue figlie ma che un tempo sembrava una ragazza davvero speciale. Qualcosa deve esserle successo e la giovane decide di andare a fondo alla faccenda consegnando la misteriosa medaglia nazista trovata nascosta nel baule a Erik Frankel, un anziano esperto della Seconda Guerra Mondiale. Tutto improvvisamente prende una piega diversa quando lo studioso viene trovato morto nella sua biblioteca, ucciso tramite un violento colpo alla testa. Tutta la responsabilità dell'indagine ricadrà su Martin ma non sarà solo perché ad accompagnarlo ci sarà una nuova arrivata, Paula Morales, una giovane poliziotta giunta a scombussolare, indirettamente, la vita del pigro commissario Mellberg. E poi c'è sempre Patrik, che tra pappe, pisolini e pannolini, proprio non ce la fa a stare lontano dal lavoro non potrà che mettere naso in un indagine che scava nel torbido passato di quattro amici e non potrà che toccarli intimamente.


Questo capitolo della serie segna il tanto atteso ritorno alle indagine di Erica Falck, praticamente destinata al ruolo di comparsa da "La principessa di ghiaccio", e questo non può che farmi piacere perchè la sua presenta così prepotente e quasi molesta, diciamocelo, un po' mancava. Per meglio dire questo libro sembra proprio creato su di lei e sulla sua storia personale in quando si basa interamente sulla sua scoperta del passato della madre, improvvisamente tornato a galla prima grazie al baule ritrovato in soffitta ed in seguito alla morte di Erik Frankel, suo vecchio amico. Ed è così che prendono vita due indagini parallele, quella ufficiale, capitanata da Martin che, vista "l'assenza" di Patrik, ha modo di mostrare tutta la sua capacità, e quella personale di Erica. Nella narrazione appaiono così nuovi personaggi, legati all'indagine, ma anche quelli a cui ormai siamo affezionati; Annika, Anna e Dan, ora felicemente innamorati, Gosta, il commissario Mellberg che dopo l'ultima grande delusione d'amore si consola con una nuova amicizia a quattro zampe che si potrebbe rivelare più utile del previsto, e infine un nuovo personaggio, quello di Paula, la nuova poliziotta ancora da definire ma venuta a portare un po' di scompiglio e soprattutto aria di novità nel piccolo paese di Fjällbacka. "Il bambino segreto" è un opera intima ed emozionale, si annuncia tale e così rimane per tutta la lettura, perchè appunto si basa sulla sfera personale dei protagonisti, ma si lega anche alla storia, affrontato il delicato tema della Seconda Guerra Mondiale, del nazismo e soprattutto del neonazismo. Del resto Camilla Läckberg ci ha abituato a trattare nelle sue opere argomenti di attualità, nella sua Svezia, ma anche in tutta Europa, a volte difficili da affrontare. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una narrazione che alterna episodi presenti a flashback passati e se la cosa può funzionare nelle prime parti alla fine stanca un po', risultando un po' pesante. Le ultime cinquanta pagine di questa autrice sono sempre le migliori e anche in questo caso non smentiscono, compresa la caratteristica del finale al sorpresa, presente anche in questo capitolo anche se, forse presumibilmente, anch'esso strettamente personale. Mi dispiace affermare che questo libro seppur piacevole e ben fatto non ha rispettato a pieno le mie aspettative, forse un po' troppo alte, alimentate dal finale a sorpresa di "L'uccello del malaugurio". L'impressione personale è che in questa storia manchi qualcosa o che il fatto emotivo ed intimo sia troppo presente, tramutandolo quasi in un romanzo mistery che in un vero e proprio thriller. In conclusione una buona lettura, ma non il migliore della serie. 


Voto: 7.5

Frase: "Ormai avevano accettato da tempo il fatto che l'incostanza della vita e del destino non era nelle loro mani. Facevano quello che potevano, tentavano di vivere come riuscivano. Il resto era affidato alla provvidenza"



Camilla Lackberg (nome completo Jean Edith Camilla Lackberg Erikson) nasce a Fjallbacka il 30 agosto 1974. Dopo gli studi in economia a Goteborg si trasferisce nella capitale Stoccolma dove lavora nel marketing, attività che abbandona per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, da sempre suo grande hobby. Oltre alla celebre serie poliziesca, ha scritto anche libri di cucina e, ispirandosi ad uno dei suoi figli, libri per bambini. Attualmente vive con i quattro figli e il terzo compagno. Il suo esordio è avvenuto nel 2010 con "La principessa si ghiaccio", diventato poi bestseller mondiale e vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière. Ne fanno seguito "Il predicatore", "Lo scalpellino", "L'uccello del malaugurio", "Il bambino segreto", "La sirena", "Il guardiano del faro", "Il segreto degli angeli", "Tempesta di neve e profumo di mandorle", "Il domatore di leoni" e "La strega". Di sua pubblicazione anche "Donne che non perdonano", uscito nel 2018.

lunedì 11 marzo 2019

Recensione; "I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre" di Raffaella Ranise

Buona sera amici lettori!
Speciale appuntamento serale per parlarvi dell'ultima lettura di Febbraio e quindi finalmente concludere la parentesi dello scorso mese (le letture di questo mese già si stanno accumulando ed iniziano a guardarmi male quindi è proprio il caso che io mi dia una mossa). Domani mattina ci sarà il consueto wrap up con classifica ma ora concentriamoci su quella che è stata la lettura conclusiva del mese, uno splendido saggio, relativamente breve ma incredibilmente interessante e ben fatto che ripercorre la storia di una delle dinastie più celebre e tormentate della Storia Europea; i Romanov, famiglia reale russa dal 1600 al 1900., studiata nei minimi dettagli in questa opera di Raffaella Ranise. Non voglio svelarvi troppo nella presentazione quindi mi fermo qui. Se siete interessanti, e io vi invito caldamente ad esserlo, ecco qui la mia recensione.




Titolo: I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre
Autore: Raffaella Ranise
Paese: Italia
Genere: Saggio
Pagine: 133
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Marsilio Editori
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Tutti noi, bene o male, abbiamo sentito parlare dei Romanov, anche solo attraverso il famoso film Disney sulla principessa Anastasia, ma ben pochi di noi sanno chi erano davvero, come sono giunti al potere e i motivi che hanno determinato la loro drammatica fine. Raffaella Ranise vuole spiegarcelo e lo fa attraverso un saggio che in poco più di 130 pagine ripercorre trecento anni di storia, a partire da Michele I, il primo della famiglia Romanov ad essere proclamato Zar di tutte le Russie, passando per la lunga serie di Zarine, Caterina I, Elisabetta, Caterina la Grande, fino ad arrivare a Nicola II, l'ultimo zar, e alla fine della sua famiglia che giunge risaputa ma che colpisce come un pungo allo stomaco, infondendo al lettore un immensa tristezza ed angoscia. Ma i Romanov non sono solo Nicola, Alessandra ed Anastasia e, seppur riservandogli una buona parte dell'opera, l'autrice dona all'intera dinastia la stessa importanza, mettendo in luce episodi e noi forse totalmente ignoti ma capaci di incollarci alle pagine. La storia dei Romanov è una storia di potere ma anche una storia di declino, di scelte sbagliate, di tradimenti, di congiure, di finte morti, di attentati, La storia dei Romanov è anche una grande storia d'amore, lo sanno bene gli ultimi sovrani, uniti nonostante tutto, fino alla fine. Raffaella Ranise vuole raccontare la loro storia ma non si limita a fare questo; dona al lettore delle testimonianze su come fosse la vita non solo in Russia ma nell'intera Europa attraverso i vari secoli, dando stessa importanza ai fatti documentati che alle leggende che in una dinastia come questa certo non possono mancare. Ed è così che il lettore si troverà a leggere di un re che ha finto la sua morte per diventare un guru spirituale e divulgare la sua religione, di un bambino ucciso e poi tornato ormai uomo per riprendersi il suo regno, di un potete santone che con i suoi trucchi è riuscito a segnare un intera dinastia e che sembrava davvero non potesse morire. Tutto questo, e molto altro e contenuto in questo piccolo ma imperdibile saggio arricchito inoltre da un approfondito albero genealogico e a delle splendide fotografie di Nicola II e della sua famiglia che, nonostante gli anni passati, rimarrà per sempre nel cuore di tutti coloro che li hanno conosciuti. Questo anche grazie alla penna di Raffaella Ranise.


Voto: 8

Frase: "Nessuna dinastia è stata tanto venerata, forse per questo la fine sarà tanto tragica"


Raffaella Ranise è nata a Imperia e si è laureata in giurisprudenza all’Università degli Studi di Genova. Ha collaborato alla cattedra di Diritto del lavoro della stessa Università presso il polo imperiese. Da alcuni anni si dedica alla scrittura. Ha pubblicato, insieme a Giuseppina Tripodi  "Rita Levi-Montalcini: aggiungere vita ai giorni" (Longanesi 2013) e per Marsilio "Noi un punto nell’universo. Storia semplice dell’astronomia". "I Romanov. Storia di una dinastia tra luce e ombre" è il suo ultimo saggio.