giovedì 31 gennaio 2019

Le migliori letture del mese; Gennaio 2019



Buongiorno cari amici lettori!
Dopo una settimana di assenza causa forti mal di testa che mi hanno impedito di stare a contatto con luci troppo forti, eccomi pronta a concludere questo mese libresco con la mia consueta classifica. Inizio con il dire che questo 2019 è partito decisamente con il piede giusto per quanto riguarda il numero mensile di letture; in questo Gennaio ho avuto modo di leggere ben undici libri, alcuni dei quali davvero molto piacevoli. Molte recensione potete già trovarle sul blog o sul sito thrillernord.it, per le tre che mancano provvederò a rimediare al più presto. Non indugio oltre perché i libri sono tanti e il riepilogo è sempre un percorso impegnativo quindi, tutto pronti, iniziamo!

Undicesimo posto; "James Biancospino e le sette pietre magiche" di Simone Chialchia

Ultima lettura del mese di genere fantasy e dedicato prettamente agli adolescenti che racconta la rocambolesca
 avventura di un ragazzo che dopo aver trovato una strana pietra viene catapultato in un passato ricco di magia.

Voto:  6                     Recensione non ancora disponibile



Decimo posto: "Nina" di Robert Nathan 

Intrigante e misterioso romanzo dell'autore inglese messo nuovamente in luce grazie ad Edizioni Atlantide che racconta la conturbante vicende di un giornalista alle prese con un anziano scrittore e il suo mondo di fantasia. Letto grazie a Thrillernord.

Voto: 6                     Recensione su thrillernord.it




Nono posto: "L'istinto materno nuoce gravemente alla salute. Cronache estemporanee di una M.A.M.M.A. in divenire" di Debora Porfiri

Metà manuale metà romanzo che analizza con ironia il difficile percorso del diventare mamma in cinquantadue settimane dopo il parto. Un romanzo perfetto per le neo mamme ma anche per chi vuole comprendere questo delicato periodo anche negli argomenti che nessuno ha il coraggio di trattare.

Voto: 7                Recensione completa qui



Ottavo posto: "Avrò cura di te" di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale

Primissima lettura dell'anno, una storia profonda e delicata che racconta il dialogo tra una donna giunta in un momento difficile della sua vita e un angelo custode che l'aiuta a ritrovare la giusta via. Delicatissimo e da leggere tutto d'un fiato.

Voto: 7.5                Recensione completa qui


Settimo posto: "Osservatore oscuro" di Barbara Baraldi

Secondo libro con protagonista Aurora Scalviati che questa volta dovrà affrontare un nemico ancor più pericoloso e giunto direttamente dal passato. Colpi di scena e adrenalina sono assicurati, forse non all'altezza del precedente ma comunque un bel libro.

Voto: 8                 Recensione completa qui




Sesto posto: "Aria di neve" di Serena Venditto

Primo libro con protagonista il gatto detective più intraprendente di Napoli che dovrà aiutare la sua padroncina Malù e il suo gruppo di simpatici coinquilini a risolvere un efferato omicidio. Originale, ironico e assolutamente unico nel suo genere.

Voto: 8                 Recensione completa qui



Quinto posto: "La camera azzurra" di Georges Simenon

Mio primo approccio con lo stile e le scrittura di Georges Simenon che si rivela da subito ben più coinvolge e moderna di quanto mi aspettassi. Una storia eccezionale, scritta magistralmente e immancabile nel bagaglio di un lettore. Non avei potuto fare scelta migliore

Voto: 8              Recensione completa qui




Quarto posto: "L'uccello del malaugurio" di Camilla Lackberg

Quarto capitolo della serie di Patrick Hedstrom e Erica Falck. Mentre Erica cerca di districarsi nel suo ruolo di mamma per tornare pian piano al lavoro, il futuro marito è alle prese con due delitti, apparentemente diversi ma che apriranno un terribile evento; un serial killer è giunto a Fjallbacka e sarà davvero difficile fermarlo.

Voto: 8                  Recensione non ancora disponibile


Terzo posto: "Gli scomparsi di Chiardiluna" di Christelle Dabos

Secondo libro della serie "l'Attraversaspecchi" che vede la giovane protagonista Ofelia alle prese con la difficile e crudele corte del Polo ed impegnata in un compito assai difficile; affascinare il sire Faruk e ritrovare i quattro uomini misteriosamente scomparsi a Chiardiluna, tra cui anche l'ambasciatore Archimbald.

Voto: 8               Recensione completa qui


Secondo posto: "La vacanza ideale" di Claire Douglas

In questo suo terzo thriller Claire Douglas torna a convincermi e a colpirmi con una storia originale, intricata e ricca di colpi di scena che attraverso una serie di strani eventi fa affiorare il passato della protagonista e i suoi più oscuri segreti.

Voto: 8                 Recensione completa qui



Primo posto: "Sette minuti dopo la mezzanotte" di Patrick Ness

Il primo posto di questa classifica non poteva non andare a questo splendido romanzo illustrato nato da un idea di Shioban Down. Un romanzo per ragazzi ma che parla anche agli adulti affrontando il delicato tema della perdita grazie ad una storia toccante e indimenticabile

Voto: 9                 Recensione completa qui

venerdì 25 gennaio 2019

Dal libro al film: "L'allieva" Seconda stagione.


Buon venerdì 25 Gennaio a tutti amici lettori!
Un'altra settimana sta volgendo a termine, così come questo primo mese del 2019, che a detta di tutti sembra stia durando da tantissima ma giovedì ci saluterà e io voglio celebrare l'arrivo del weekend recuperando un articolo che dovrei scrivervi da mesi. Come potete vedere è un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai film e alle serie tv tratte da libri e oggi veste a festa perché vede il ritorno di una celebre serie di casa nostra di cui già abbiamo avuto modo di parlare; "L'allieva" fiction diretta da Luca Ribuoli la cui seconda stagione è andata in onda sulla rete ammiraglia Rai dal 25 ottobre al 29 novembre dello scorso anno. Come già detto ho già avuto modo di farvi conoscere la mia opinione sulla prima stagione (qui potete trovare l'articolo) e se vi ricordate bene saprete che la trasposizione non mi era particolarmente piaciuta, per via delle troppe differenze tra essa e gli splendidi libri di Alessia Gazzola. Ahimè anche questa seconda stagione si differenza non poco dalla sua forma originale, continuando sulle scelte narrative scelte dai produttore e sceneggiatori; dopo la fine della sua relazione con Marco, Yukino è tornata in Giappone e Alice, senza più una coinquilina, ha accettato la proposta di andare a vivere con Cordelia. Fin qui tutto bene, se non fosse che con le due ragazzi vada a vivere anche Erika Lastella, la nuova specializzanda interpretata da Claudia Gusmano, un nuovo personaggio che si differenzia un po' da quello conosciuto sui libri sia per origine (nella serie è originaria del Sud) sia per carattere; se nei libri appare infatti come una timida ragazzina di poco conto, nel telefilm sarà capace di trasformarsi, rivelando un temperamento tutt'altro che docile. Un altro nuovo personaggio che non posso non citare è quello di Sergio Einardi, interpretato da Giorgio Marchesi, nel libro tossicologo apparso solamente in "Una lunga estate crudele" nel telefilm intraprendente ed affascinante PM che non solo sarà presente per tutta la durata del telefilm ma scombussolerà tutti i fragili equilibri, anche grazie ad alcuni misteriosi problemi passati con Claudio Conforti. Non penso di sbilanciarmi nel dire che se questa seconda stagione è riuscita a convincermi decisamente di più della prima per buona parte è opera di Giorgio Marchesi, un attore che ho più volte potuto osservare in vari ruoli nei telefilm che ho seguito ed il cui talento ha potuto sondare anche nel suo lavoro come lettore per alcuni celebri audiolibri. Nelle sue mani la figura di Sergio Einard diventa ben più importante e di spicco e renderà la storia un po' più briosa soprattutto grazie alla sua intromissione nella storia d'amore tra Alice e Claudio, arrivata ufficialmente nella sua fase altalenante. Per quanto riguarda i casi che vengono trattati nelle varie puntate anche questa volta sono ben pochi quelli che giungono direttamente dalla penna di Alessia Gazzola e nello specifico sono "Una lunga estate crudele", "Le ossa della principessa" da cui viene tratto il primo omonimo episodio e alcuni piccoli particolare tratti dagli altri libri. Per il resto le indagini sono totalmente originali e, seppur ancora un po' mi dispiaccia, ormai ci ho fatto l'abitudine. Un altro grande cambiamento che non posso non citare è per quanto riguarda il personaggi del Supremo Paul Malcomess che, in seguito alla prematura scomparsa di Roy Lovelock, interprete della prima stagione, è stato interpretato da Tulio Solenghi. Solitamente questi cambi di attori non mi piacciono molto, nemmeno in queste tragiche circostanze, quindi la scelta mi sembra un po' discutibile. Avrei preferito che il personaggio del Supremo venisse direttamente eliminato, anche perchè infondo non è una presenza così fondamentale. Detto questo, se alla fine dell'articolo precedente riponevo fiducia nel fatto che la seconda stagione avrebbe potuto farmi cambiare idea ora posso confermare con piacere che così è stato. Nonostante la poca attinenza con i libri, "L'allieva" è una serie divertente, ironica e leggera capace di intrattenere nel migliore del mondi. Aspetto con ansia la terza stagione, che sarà sempre più lontana dalla sua forma originale ma che, se continuerà su questa scia, sarà capace di farmi passare delle belle serate.


mercoledì 23 gennaio 2019

Recensione; "La camera azzurra" di Georges Simenon

Buon mercoledì a tutti amici lettori!
Oggi vi parlo della mia ultimissima lettura che consiste nel mio primo approccio con un autore apprezzatissimo che io da tempo volevo iniziare a conoscere; sto parlando di Georges Simenon, il celebre autore dell'Ispettore Maigret, che io ho deciso di iniziare ad approcciare grazie ad uno dei suoi romanzi auto conclusivi e non appartenenti alla saga del famoso investigatore, "La camera azzurra". Non voglio dilungarmi troppo nella presentazione, anche perché con quest'opera quasi non ce n'è nemmeno bisogno, ma vi riporto direttamente alla mia recensione completa.




Titolo: La camera azzurra
Autore: Georges Simenon
Paese: Belgio/Francia
Titolo originale: Le Chambre Bleue
Genere: Giallo
Pagine: 153
Prima pubblicazione: 1963
Casa editrice italiana: Adelphi
Anno edizione: 2003 (disponibile anche un'edizione più recente)
Prezzo di copertina: 13.50 euro copertina flessibile
Ebook: 5.99 euro
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Tony ed Andrèe si conoscono dai tempi della scuola ma per la maggior parte della loro esistenza non avrebbero mai immaginato che le loro vite si sarebbero così tanto intrecciate l'una all'altra. Tutto è iniziato una sera, sul limitare del bosco che da Triant porta a Saint-Justin dove entrambi abitano con le loro rispettive famiglie, quando lei gli ha confessato il suo amore eterno trascinando il un passione sfrenata e senza alcun limite. Per diversi mesi ogni giovedì i due amanti si sono incontrati nella camera azzurra dell'Hotel de Voyageurs, gestito dal fratello minore di Tony, quella camera li ha visti sfogare i tutti i loro istinti più sopiti, li ha sentiti lasciarsi andare in personali confidenze.. almeno fino a quando qualcosa è successo, qualcosa di terribile e di segretamente celato ma che ha portato Tony a ripensare a tutto quanto davanti ad un giudice giunto per giudicarlo colpevole oppure innocente. Starà a lui e alla sua buona fede riuscire a dimostrare la verità.


L'imprinting con questa lettura avviene istantaneamente appena si leggono le prime righe e si assaggia la splendida prosa di Simenon non che la spinta narrativa su cui questa sua celebre opera scorre. La narrazione ha inizio l 2 agosto, quando Tony ed Andrèe si trovano per l'ultima volta insieme nella camera azzurra e la vista di Nicolas, il marito di Andrèe, che cammina in prossimità dell'albergo spinge Tony a scappare e soccombere alla paura che lo farà tornare in sè, alla sua famiglia, la docile moglie Giséle e la figlia Marianne, e lo allontanerà dalla splendida donna che è stato capace di stregarlo e anche, forse, di rubargli il cuore. Proprio mentre si sta cercando di seguire questa storia d'amore extraconiugale, ecco che la scena cambia e ci troviamo nell'ufficio del giudice Diem dove Tony è costretto a raccontare tutta la storia dall'inizio alla fine e a rispondere alla sue serrate domande. è chiaro che sia successo qualcosa ma quando esso sia accaduto e soprattutto di cosa si tratta è totalmente ignoto, e lo rimarrà fino alla fine del libro quando verrà svelato con un grande colpo di scena. Questa scelta narrativa, assolutamente insolita ed originale, fa si che il lettore non abbia nemmeno un attimo di respiro e che venga catapultato da un evento all'altro, in una corsa continua tra passato e presente, per cercare di capire cosa sia successo e quali sono le cause che l'anno scatenato. La buona riuscita di questo romanzo è senza dubbio da darsi al genio di Simenon, un autore che ha fatto del Giallo il suo pane quotidiano, che sa come compire e coinvolgere il lettore e lo fa alla grande senza nemmeno sbagliare una virgola. L'aspetto che più mi ha colpito è la fluidità della prosa che sembra ben più moderna degli anni a cui appartiene così come l'attenzione con cui vengono caratterizzati i personaggi; la finezza con cui Georges Simenon racconta il rapporto tra Tony ed Andrèe è quasi commovente. Da ad ognuno di loro un ruolo apparentemente preciso all'interno della vicenda per voi complicarlo sempre di più con lo scorrere della pagine; Andrèe è davvero la donna pericolosa e tentatrice che ha rapito il cuore e la mente del povero Tony quella sera sul limitare del bosco, e Tony è veramente la vittima che sembra apparire? Per scoprirlo bisognerà arrivare alla fine e forse non sarà nemmeno così chiaro. Per essere il primo approccio devo ammettere che è andato alla grande. Penso di non aver potuto scegliere libro migliore per assaggiare la penna di Simenon.

Voto: 8

Frase: "Davvero potresti vivere tutta la vita con me?" "Certo" "Sul serio? Non avresti un po' paura?" "Paura di che?" "Riesci ad immaginare come passeremmo le giornate? Finiremmo per abituarci" "A che cosa?" "A noi due" 


Georges Joseph Christian Simenon è nato a Liegi il 13 febbraio 1903 ed è deceduto a Losanna il 4 settembre 1989. Autore di numerosissimi romanzi, è noto principalmente per aver creato il personaggi di Jules Maigret, commissario della polizia francese. Tra i suoi romanzi più celebri si ricordano "La camera azzurra", "Lettera al mio giudice", "Tre camere a Manhattan", "L'uomo che guardava i treni passare", "L'uomo di Londra" e "La morte di Belle".

martedì 22 gennaio 2019

Recensione; "Gli scomparsi di Chiardiluna" di Christelle Dabos

Buongiorno amici lettori!
Oggi vi voglio parlare di una delle mie ultime letture che riguarda un libro che attendevo da molto perché seguito di un famosissimo volume che è stato capace lo scorso anno di incantare milioni di lettori in tutta Europa, me compresa. Sto parlando di "Gli scomparsi di Chiardiluna" secondo romanzo fantasy/dispotico di Christelle Dabos che racconta le avventure, o, per meglio dire, le disavventure, della giovane Ofelia che dopo essere stata incastrata in un matrimonio combinato con il giovane ed ombroso Thorn deve abbandonare la propria Arca di origine per trasferisci al Polo, un mondo fatto di intrighi, tradimenti e crudeli bugie. La vicenda inizia esattamente dove si era conclusa nel capitolo precedente "Fidanzati dell'inverno" (qui potete trovare la mia recensione) ed ancora una volta sarà capace di sorprenderci ed intrigarci con una storia unica nel suo genere. Ecco qui la mia recensione!



Titolo: Gli scomparsi di Chiardiluna
Autore: Christelle Dabos
Paese: Francia
Titolo originale: Les Disparus du Clairdelune 
Genere: Fantasy/Dispotico 
Pagine: 562
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Edizioni e/o
Prezzo di copertina: 16 euro
Ebook: 12.99 euro
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Dopo aver abbandonato la sua Arca e la sua famiglia, essere stata costretta a vestirsi da domestico e aver provato sulla sua pelle quanto possa essere dura la vita alla corte del Polo, Ofelia si trova di fronte ad una prova ancora più grande; essere presentata al sire Faruk, lo smemorato spirito di famiglia di tutti gli abitanti del Polo non che futuro padre del figlio di Berenilde. L'incontro non è dei più semplici, soprattutto per via della temibile forza mentale del signore ma per qualche ragione Faruk prende Ofelia in simpatia e decide di ospitarla nella sua residenza a Città Cielo. Nel frattempo il matrimonio della giovane con Thorn si avvicina e, nonostante i rapporti tra i due rimangano complicati, è chiaro che porterà molti cambiamenti; attraverso la Cerimonia del Dono, infatti, i due sposi erediteranno i poteri del coniuge e Thorn, grazie al potere di lettura di Ofelia, potrà finalmente leggere il Libro di Faruk, quel misterioso oggetto che ossessiona il fire e che sembra nascondere oscuri segreti sul mondo prima e dopo la Lacerazione. La strada verso questo obbiettivo però si fa via via sempre più complessa; dopo la morte di tutto il clan dei Draghi, Thorn è deciso a portare avanti il suo progetto per reinserire in società i clan allontanati molto tempo prima e questo provoca ancor più dissapori nei suoi confronti, in un clima che diventa sempre più astioso quando iniziano a presentarsi diverse misteriose sparizioni a Chiardiluna, tra cui, in ultimo, anche quella del bel ambasciatore Archibald. Sarà proprio compito di Ofelia indagare su questi strani casi; riuscirà la giovane a vedere oltre le perfide illusioni delle persone che la circondano? Di chi potrà fidarsi veramente?


Dopo un inizio un po' complesso per riuscire a riprendere confidenza con il magico mondo creato da Christelle Dabos, è stato impossibile per me non venire risucchiata in un vortice di avvenimenti, tragedie, bugie, trame capace di sconvolgermi e di farmi volare sulla pagine trascinata dalla bellezza dei personaggi e dalle loro vicende. Se già nel primo volume non potevo non soffermarmi sulla particolarità e la bellezza di ogni personaggi, in questo seguito non posso fare a meno di ammettere che mi ci sono davvero affezionata soprattutto alla giovane protagonista, Ofelia, che pur rimanendo l'impacciata e timida ragazza che abbiamo conosciuto e amato dimostra fin da subito di essere profondamente cambiata nel suo breve tempo passato al Polo e di conservare dentro di sì un coraggio e una voglia di rivalsa capace di farla emergere, non che, ovviamente di metterla nei guai. Di certo però lei non è la sola ad essere cambiata; anche Thron, il suo futuro ed ombroso marito, sempre serie ed impostato, sarà capace di abbassare un po' le sue difese, almeno di fronte a lei, e di dimostrare, a modo suo, il proprio, sincero, affetto nei suoi confronti. Il rapporto tra i due giovani rimane comunque complesso; i loro caratteri, così differenti, faranno si che si dovranno scontrare più volte ma pian piano che si procede nella storia più si comprende che la loro unione non è solo una questione di facciata ma che nasconde un sentimento reale. Per il bene dell'altro entrambi saranno costretti a comportarsi in modo ambiguo; Thorn trattandola male e arrivando addirittura a minare la buona riuscita del matrimonio e Ofelia tenendolo all'oscuro delle terribile lettere minatorie che le giungono quasi in contemporanea con le misteriose sparizioni su cui proprio lei finirà per indagare. La storia si snoda così su piani ben diversi tra loro e con l'aggiunta di nuovi personaggi capaci di sconvolgere ancora di più i delicati equilibri della corte, dove l'illusione la fa da padrone e ognuno pensa solo al proprio benessere. Apparentemente fantasy, in questo secondo romanzo il genere sembra spostarsi sempre di più verso il dispotico in quanto il mondo in cui si trovano i personaggi risulta essere un evoluzione del mondo reale dopo la cosiddetta Lacerazione voluta di Dio ed atta a separare gli dei minori, i cui nomi sembrano richiamare le divinità greche e romane. Un altro riferimento chiaro ed interessante è quello fatto dall'autrice alle leggende nordiche; più volte viene citato Odino ad esempio e ad un certo punto ci troviamo addirittura nella città di Asgard. Che cosa rappresentano davvero questi riferimenti ancora non possiamo saperlo ma rappresentano degli indizi da tenere presenti per comprendere a pieno il mondo raccontato nei capitoli seguenti, che io, davvero non vedo l'ora di avere tra le mani.

Voto: 8

Frase: "La vita al Polo era così: ovunque si andasse, qualunque cosa si facesse, il pericolo faceva parte della quotidianità. Eppure, pensò Ofelia, tutto sommato quella vita non le dispiaceva"


Christelle Dabos è nata a Cannes nel 1980 in una famiglia di musicisti e artisti. Ha lavorato come bibliotecaria per molti anni prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Dal 2005 vive e lavora in Belgio. Il suo romanzo d'esordio "Fidanzati dell'inverno" è stato un vero e proprio caso editoriale che le ha fatto scalare le maggiori classifiche d'europa e da inizio alla trilogia, diventata da poco tetralogia, "L'attraversaspecchi" a cui si aggiunge "Scomparsi di Chiardiluna" e che si concluderà nei prossimi anni con "La memoria di Babele" e un ultimo volume per ora anonimo.

venerdì 18 gennaio 2019

Un caffè con.. Debora Porfiri!


Buona sera a tutti voi, cari amici lettori!
Dopo qualche giorno di assenza (giustificato perché sto lavorando ad una sorpresa che spero io possa rivelarvi presto) eccomi pronta per ritornare da voi con un nuovo appuntamento della mia rubrica preferita, la pausa caffè letteraria in compagnia di un autore. In questa inedita veste serale, vi annuncio con estremo piacere che ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Debora Porfiri, autrice del romanzo "L'istinto materne nuoce gravemente alla salute. Cronache estemporanee di una M.A.M.M.A. in divenire", ironico racconto di una neo mamma alle prese con la sua prima gravidanza. Se vi siete persi la recensione dell'opera potere ritrovarla a questo link. Se invece siete curiosi di saperne di più su di essa e sulla sua autrice allora non vi resta che accomodarvi.. il caffè letterario è servito!


  •  Innanzi tutto vorrei ringraziarti per aver accettato di fare due chiacchiere con me in questa mia “pausa caffè letteraria”. Il tuo romanzo “L’istinto materno nuoce gravemente alla salute. Cronache estemporanee di una M.A.M.M.A. in divenire” è un opera ironica ed irriverente ma decisamente anche molto intima. Com’è nata l’idea dalla quale ha preso vita?


Ciao Simona, grazie a te per l’invito: è un piacere chiacchierare con te e i tuoi lettori e le tue lettrici! La genesi del libro risale a quando mia figlia aveva poco più di un anno. Durante il primo anno di maternità mi ero accorta che molto spesso le rappresentazioni delle mamme ruotavano attorno a due assi. Il primo era quello della maternità tutta rosa e fiori, mentre il secondo – agli antipodi – era quello della maternità percepita come tragedia, un’esperienza da rinnegare. Ovviamente queste due situazioni esistono, ma non sono che delle opzioni in un campo di possibili molto più ampio. Per questa ragione ho voluto creare la figura della M.A.M.M.A., un personaggio multivalente che libera la mamma facendo esplodere gli stereotipi.

  •  Nel tuo romanzo, che si presenta quasi sottoforma di piccolo manuale, sveli tutti quelli che sono i piccoli segreti sulla maternità che nessuno ha mai voluto affrontare. Come hai affrontato la loro stesura? Ci sono state cose che hai avuto un po’ timore a rivelare oppure hai affrontato tutto con spensieratezza?



Dal momento in cui ho deciso di scrivere, i timori si sono dissolti. La prima cronaca che ho redatto è anche la prima del libro, cioè quella del giorno del parto. Poi la stesura si è fatta via via più ‘caotica’. Cercavo di alternare cronache divertenti e leggere a cronache più emotive, per assicurarmi di mantenere un certo equilibrio. Solo una volta terminata la scrittura dei 52 testi mi sono occupata dell’organizzazione testuale finale. Volevo chiaramente restituire lo svolgimento del primo anno da M.A.M.M.A. e allo stesso tempo garantire un ritmo scorrevole per la lettura.


  •  Nel tuo libro racconti le esperienze che hai vissuto durante la nascita della tua prima bambina, ma adesso sappiamo che sei diventata mamma per la seconda volta. Com’è stato rivivere tutto da capo? Hai notato delle differenze avendo già avuto un po’ di esperienza oppure è risultato tutto uguale?


Il libro è in effetti basato su delle esperienze personali, ma non solo. Per quanto scritto in prima persona, il testo si è nutrito anche di esperienze per così dire di seconda mano, senza dimenticare una spruzzatina di invenzione. Tanti mi chiedono se si tratta di un’autobiografia; il termine auto-fiction mi sembra più appropriato. Questo implica una forte rimediazione dell’esperienza, per esempio attraverso strutture e architetture testuali esplicite, quasi artificiose. Mi piace molto l’immagine che la studiosa Isabelle Grell utilizza a questo proposito: “nell'autofiction, l'autore estrae un filo dal tessuto che è la sua vita e, più che tagliarlo, lo segue, lo taglia, lo riattacca, lo sfilaccia, lo riannoda.” 

(N.B. per saperne di più sull'autofiction Debora ci riporta questa interessante intervista a Isabelle Grell che vi invito a leggere a questo link)

Per quanto riguarda la mia seconda maternità, la grande differenza è stata che M.A.M.M.A. già lo ero. Quindi lo tsunami identitario che mi ha investita la prima volta mi ha risparmiata alla nascita di mio figlio. Poi è chiaro che ogni neonato ti rivela altre sfaccettature del tuo essere genitore. Nel mio caso, con la sua dolcezza Elia mi ha aiutata ad abbattere quelle barriere che ancora sussistevano. Grazie a lui ho accettato più facilmente la mia vulnerabilità. 

  •  Tutte noi donne scrittrici sappiamo quanto sia difficile congiungere la scrittura alla nostra routine, specialmente se si ha dei figli. Tu come te la cavi in tal proposito, riesci a ritagliarti del tempo per coltivare la tua passione o devi fare i salti mortali per riuscire a fare tutto?


Salti mortali, per forza! A volte non scrivo per settimane o mesi. Per fortuna poi ci sono momenti in cui scrivo ogni sera, come è stato per L’istinto materno. Diciamo che tra il lavoro e la famiglia, la scrittura ha un posto privilegiato la sera. In questo momento ho in cantiere un romanzo, ma la sua stesura è un po’ in standby: L’istinto materno ha ancora bisogno di me, di essere accompagnato.

  •  Ogni capitolo del libro si conclude con l’originale acronimo M.A.M.M.A. che assume diversi significati a seconda delle tematiche trattate. Se dovessi definirne uno nella tua vita di adesso a cosa corrisponderebbe?


È una bella domanda! Mi sono divertita a concepire 51 acronimi, vediamo se ce la faccio per la 52esima volta….
Direi Madre e Autrice Multivalente Moderatamente Affaticata.

  •  Fin’ora abbiamo parlato di Debora scrittrice ma noi vogliamo anche sapere com’è la Debora lettrice. Sei una divoratrice di libri oppure un libro ti tiene compagnia per mesi? E soprattutto quali sono i tuoi generi o autori preferiti?


La lettura in questi ultimi anni ha subito un netto ridimensionamento. Ero tentata di rispondere che con la maternità leggo molto meno, a volte addirittura niente per lunghi periodi. In realtà, ho letto pochissima narrativa, mentre mi sono buttata a capofitto in saggi sulla genitorialità e l’educazione dei figli. Ho vissuto il diventare mamma come una materia di studio, un’attività che richiedeva approfondimenti e riferimenti. Solo da poco la mia mente si è riaperta alla narrativa. Riguardo alle mie preferenze, rimango fedele ai miei amori dei tempi dell’università in Lettere: scrittura femminile, prima su tutte Virginia Woolf ma anche Alice Rivaz, una scrittrice che sento vicina anche geograficamente visto che abito a Ginevra. Tra le italiane spiccano la Aleramo e la Ginzburg. New entry internazionale: Chimamanda Ngozi Adichie che mi ha conquistata con la sua franchezza e la sua brillante ironia. Leggo anche scrittori, per esempio Paolo Cognetti e Stefano Benni. Quest’ultimo porta sempre una boccata d’aria fresca, un illustre esempio di sperimentazione linguistica, mentre di Cognetti amo tutto ciò che ha scritto, specialmente i racconti: piccoli gioielli.

  •  La domanda che non può mai mancare, quali sono i tuoi obbiettivi per il futuro? Hai in programma qualche nuova pubblicazione?


Come dicevo prima, c’è un progetto già ben avviato, un romanzo che gravita attorno a tre donne della stessa famiglia. Inoltre continuo a scrivere racconti. L’ultima pubblicazione è ‘Fleur de vie’ nella raccolta Socialnarrando che raggruppa i racconti vincitori del concorso “Raccontare in breve”. E continua la promozione de L’istinto materno. Per esempio, sabato 19 gennaio sarò a Brescia per una presentazione/discussione. 

  •  In conclusione; una citazione, tua o di altri, che pensi ti possa descrivere.

Una volta qualcuno ha associato la famosa citazione di Calvino tratta dalle sue Lezioni Americane al mio libro: Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore” Ovviamente ne sono stata molto onorata. Di macigni ce ne sono ancora tanti, ma di certo con L’istinto materno me ne sono liberata di alcuni! 




Ringrazio ancora una volta di cuore Debora Porfiri per la sua gentilezza e disponibilità e vi invito, se doveste essere in zona, ad andarla a conoscere di persona domani a Brescia. Spero, come sempre, che questo speciale vi sia piaciuto. Non vedo l'ora di potermi sedere ancora al mio fittizio caffè per parlare di libri con un nuovo autore. A presto!




martedì 15 gennaio 2019

Recensione: "Osservatore oscuro" di Barbara Baraldi

Buona sera amici lettori e soprattutto buon martedì!
Oggi vi voglio parlare del secondo libro di una serie che bramavo di leggere appena voltata l'ultima pagina del precedente, uno dei più bei libri del 2018. Sto parlando ovviamente di "Osservatore oscuro" seguito di "Aurora nel buio" splendido thriller di Barbara Baraldi. Durante la lettura del primo libro della serie è stato davvero impossibile per me non affezionarmi ai personaggi e alle loro vicende, in special modo alla protagonista, l'ispettore Aurora Scalviati e quindi ho iniziato il suo seguito con grande emozione e altissime aspettative. Com'è andata? Ora ve lo racconto!



Titolo: Osservatore oscuro
Autore: Barbara Baraldi
Paese: Italia
Genere: Thriller
Pagine: 528
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Giunti
Prezzo di copertina: 19 euro copertina rigida
Ebook: 6.99 euro
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Sono passati solo quattro mesi dalle indagini del Lupo Cattivo quando Aurora, dopo una lunga giornata di lavoro, riceve una chiamata da parte dell'ispettore Ettore De Robertis, della polizia di Bologna. Per sua istruzione e senza alcuna scelta, la poliziotta è costretta a raggiungerlo alla Certosa, celebre cimitero monumentale, dove fa una terribile scoperta. Un uomo è stato brutalmente ucciso e sul suo petto è stato tatuato proprio il suo nome, Aurora Scalviati. Scombussolata dagli eventi e totalmente ignara di chi appartenga quel corpo né perché il suo nome sia stato inciso sulla sua pelle, Aurora si renderà presto conto che i suoi trascorsi psichici non sono per nulla archiviati e che dovrà fare di tutto per dimostrare al collega che si può fidare di lei. Contemporaneamente Bruno Colasanti si ritrova immischiato in un giro di corse illegali automobilistiche, organizzate da un noto esponente della malavita e frequentate da gente pericola, capa di mettere la sua stessa vita in serio pericolo. Le due indagini, apparentemente separate, saranno destinate ad incontrarsi facendo ricercare il punto di partenza ad un lontano ed oscuro evento del passato, al quale Aurora si era ripromessa di non pensare più.


Inizio con il ribadire che è stata una vera emozione per me poter ritrovare tutti i personaggi che in "Aurora nel buio" erano riusciti a rubarmi il cuore. Personaggi oscuri, imperfetti ed istintivi ma capace di trascinare chi ha il coraggio di seguirli, in avventure da tachicardia. Sono passati solo qualche mese dalla fine del libro precedente ma già possiamo assistere a diversi cambiamenti; la squadra incaricata dell'indagine del Lupo Cattivo è stata smantellata e due dei membri hanno preso una nuova strada; Silvia, la forestale, è stata annessa ai Carabinieri, per i quali ora presta servizio e il giovane hacker Tom ha trovato lavoro nella polizia postale di Modena. Per quanto riguarda i due membri rimasti invece al Commissariato di Sparvara le cose hanno preso una piega poco piacevole; chi come me avrà inneggiato la nascita dell'amore tra Aurora e Bruno dovrà rimanere con l'amaro in bocca perché tra i due non sembra proprio voler andare a buon fine ed anzi, testardi come sono entrambi, fanno di tutto per stare uno più lontano dall'altra, almeno fino a quando le loro strade si incroceranno di nuovo in un percorso decisamente pericoloso. Questo secondo libro vede anche la comparsa di alcuni nuovi personaggi; il commissario Piovani, dopo la fine delle indagini del Lupo Cattivo e la mancata cattura di Curzi, tutt'ora ricercato, ha deciso di andare in pensione e al suo posto è subentrata il commissario Claudia Venturoli, donna tutta d'un pezzo che non potrà che scontrarsi fin da subito con il modo di fare di Aurora, già ampiamente sconvolta dai fatti di Bologna. è proprio grazie a questa indagine però che troviamo il personaggi più interessante, l'ispettore Ettore De Robertis, uomo ancora del tutto da decifrare ma che sarà capace di dare brio alla vicenda passando da un iniziale nemico ad un sostegno fondamentale per Aurora, per la quale probabilmente ha già iniziato a provare qualcosa. Un trio amoroso, quindi, è quello in cui si trova invischiato il lettore; da una parte Bruno, dall'altra De Robertis ed in mezzo Aurora, affezionata al primo e grata al secondo, ma ancora una volta troppo concentrata nel suo lavoro per potersi curare degli affari di cuore. Del resto la vicenda in cui si trova intrappolata è tutt'altro che semplice e sarà capace di metterla a dura prova, ancora di più dell'indagine su Curzi, la cui presenza infesta le sue notti, perchè troverà origine nel lavoro del padre, Francesco Scalviati, ucciso in circostanze misteriose dalla malavita. Ancora una volta dalla penna di Barbara Baraldi esce un thriller di tutto rispetto; intrigante, emozionante e adrenalinico. "Osservatore oscuro" è senza dubbio una bella lettura ma, come succede in tutti i seguiti, è impossibile non fare il confronto con il precedente, a mio avviso lo trovo non proprio all'altezza della potenza narrativa di "Aurora nel buio". è anche vero che tenere testa ad uno dei più bei thriller moderni è un compito decisamente arduo e quindi è quasi insignificante. Sarà che avevo amato ogni frase del primo capito della serie, sarà che ho desiderato leggere il suo seguito appena voltata l'ultima pagine ma ciò che mi ha lasciato non ha pienamente rispettato le mie aspettative. Nonostante questo mio commento totalmente personale, "Osservatore oscuro" è un thriller splendido che merita assolutamente di essere letto per proseguire con le vicende dei magnifici personaggi e che con un finale a sorpresa, pone le basi di quello che potrebbe essere un seguito con i fiocchi. Qualcosa mi dice che questa serie ci terrà compagnia ancora a lungo, con nostra immensa gioia.

Voto: 8

Frase: "Lei mi sembra una brava persona. Non come certa gente che non ha alcun rispetto per coloro che riposano tra queste mura. Ma si ricordi, esistono diversi tipi di angeli e alcuni non hanno nulla di celestiale"


Barbara Baraldi è nata a Mirandola, una località della Bassa Emiliana, il 17 febbraio 1975. Il suo esordio nella narrativa poliziesca avviene nel 2006 con la vittoria del Gran Premio Giallo della città di Cattolica con il racconto "Una storia da rubare" a cui fanno seguito negli anni seguenti "La collezionista di sogni infranti""La casa di Amelia" "La bambola di cristallo" che viene pubblicato anche in lingua inglese. Dopo la pubblicazione di "Bambole pericolose" e "Lullaby. La ninna nanna della morte", partecipa come ospite ad un programma per la BBC insieme a scrittori noir come Carlo Lucarelli, Andrea Camilleri, Maurizio De Cataldo e Massimo Carlotto. Nel 2010 esordisce nella narrativa urban fantasy con la serie "Scarlet" e due anni più tardi diventa sceneggiatrice per il fumetto Dylan Dog. Il thriller "Aurora nel buio" viene pubblicato nel 2017 e da vita ad una serie poliziesca con protagonista la poliziotta Aurora Scalviati, di cui fa seguito "Osservatore oscuro", uscito nel 2018.




lunedì 14 gennaio 2019

Segnalazione; "Nina" di Robert Nathan

Buon lunedì 14 gennaio a tutti amici lettori!
Una nuova settimana ha inizio e io voglio celebrarla con una bella segnalazione. Prima del weekend infatti è uscita una mia nuova recensione per Thrillernord, che riguardo un romanzo veramente molto interessante; sto parlando di "Nina" il romanzo più oscuro e complesso di Robert Nathan che analizza la mente umana attraverso la storia di un anziano scrittore e dei suoi particolari personaggi. Qui sotto vi lascio la scheda libro, la trama, due parole sullo scrittore e ovviamente il link per poter leggere la recensione completa sul sito thrillernord.it.



Titolo: Nina
Autore: Robert Nathan
Paese: Stati Uniti
Genere: Romanzo
Pagine: 128
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Atlantide
Prezzo di copertina: 20 euro copertina rigida
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Trama: 

Michael Robb, giovane giornalista e asprirante autore viene incaricato di scrivere la biografia di un famoso e anziano scrittore, Edward Granville, che vive ormai ritirato dal mondo insieme alla moglie Virginia e a una bellissima e strana ragazza, Nina, in una casa sulle scogliere a picco sopra l’oceano. Quando Michael arriva nella grande e inquietante casa dei Granville, si rende conto che Edward (in cui Nathan ritrae se stesso in un vero e proprio cerchio magico di vita e arte) nasconde un segreto inimmaginabile, che ha a che fare non solo con la creazione dei suoi personaggi ma anche con il potere stesso della scrittura di dare vita, proprio come l’amore, a ciò che prima non esisteva.




Robert Nathan è nato a New York nel 1894 e morto a Los Angeles nel 1985. è stato uno dei più grandi e prolifici scrittori americani del Novecento, amato e ammirato, tra gli altri, da autori diversissimi tra loro quali F. Scott Fitzgerald e Ray Bradbury. Dopo il successo avuto da "Ritratto di Jennie", la riscoperta di Edizioni di Atlantide è proseguita con "Viaggio sul fiume" e "Così l’amore ritorna".