Visualizzazione post con etichetta Guanda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Guanda. Mostra tutti i post

venerdì 15 novembre 2019

Segnalazione Thrillernord; "Cercami" di Andrè Aciman

Buona sera a tutti voi, cari amici lettori!
Questa settimana sono alle prese con una lettura dal cospicuo numero di pagine ma per fortuna giunge in mio aiuto thrillernord che proprio qualche giorno fa ha pubblicato una mia nuova recensione che posso segnalarvi stasera. Come molti di voi anche io l'anno scorso non ho resistito al fascino di "Chiamami col tuo nome", celebre romanzo di André Aciman e quindi ho aspettato con molto interesse l'arrivo del suo seguito, "Cercami" uscito questo mese. Se siete interessati a saperne di più qui sotto vi lascio la scheda libro, la trama e il link per leggere la recensione completa sul sito thrillernord.it



Titolo: Cercami
Autore: André Aciman
Paese: Egitto/Stati Uniti
Titolo originale: Find Me
Genere: Romanzo
Pagine: 278
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Guanda
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Trama:
Sono passati parecchi anni da quell’estate in Riviera: Elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a Oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. Erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. Il nuovo romanzo di André Aciman si apre con l’incontro casuale su un treno tra un professore di mezza età e una giovane donna: lui è Samuel, il padre di Elio, sta andando a Roma per tenere una conferenza ed è ansioso di cogliere l’occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei è una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell’uomo più maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. Tra i due nasce un’attrazione fortissima, che li porterà a mettere in discussione tutte le loro certezze. Anche per Elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a Parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. Ma nulla può far sbiadire in lui il ricordo di Oliver, che vive a New York una vita apparentemente serena, è sposato e ha due figli adolescenti, eppure… Una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si è mai chiusa.


Recensione completa su thrillernord.it


Voto: 6.5


Frase: Alla fine vogliamo sempre chi non possiamo avere. Sono quelli che abbiamo perso o che non hanno mai saputo della nostra esistenza a lasciare il segno. Gli altri ne sono solo una misera eco





André Aciman è nato il 2 gennaio 1951 ad Alessandria d'Egitto da una famiglia ebraico-sefardita di origini turche. Nel 1965 insieme alla famiglia scappa dalla persecuzioni degli ebrei promosse dal presidente Nasser e arriva a Roma dove continua a studiare nelle scuole di lingua inglese.
Nel 1969 avvenne un altro trasferimento, questa volta a New York dove Aciman si stabilizza, si laurea nel 1973 al Lehman College e inizia ad insegnare alla City University. Attualmente vive con la famiglia a Manhattan. Il suo esordio letterario avviene nel 2007 con "Chiamami col tuo nome" di cui il regista Luca Guadagnino nel 2017 ha creato un film candidato agli Oscar 2018. "Cercami", il suo attesissimo seguito è uscito nel 2019. Di sua pubblicazione anche "Ultima notte ad Alessandria", "Notti bianche", "Città d'ombra", "Harvard Square" e "Variazioni sul tema originale".

lunedì 8 ottobre 2018

Recensione; "Il dio delle piccole cose" di Arundhati Roy

Buon giorno amici lettori e soprattutto buon lunedì 8 ottobre!
La seconda settimana del mese ha inizio e io posso finalmente iniziare a parlarvi delle letture che mi terranno compagnia in questo lasso di tempo, già a quota due.
Questo mese ho deciso di dedicarlo completamente alla missione per completare le letture della challenge annuale della pagina Facebook "IRead, La tana del lettore", al quale anche io quest'anno ho voluto provare a partecipare.
La prima delle sei categorie che mi rimangono è "Un libro vincitore del Man Booker Prize for Fiction" e la mia scelta è ricaduta su "Il dio delle piccole cose" di Arundhati Roy, un libro che altrimenti non avrei mai scoperto e che è stato capace di regalarmi intense emozioni.
Ecco la mia recensione



Titolo: Il dio delle piccole cose
Autore: Arundhati Roy
Paese: India
Titolo originale: The God of Small Things
Genere: romanzo
Pagine: 360
Prima pubblicazione: 1997
Edizione più recente: 2006
Casa editrice italiana: Guanda
Prezzo di copertina: 17 euro copertina rigida 
Ebook: 6.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs





Rahel ed Estha sono due gemelli dizigoti. E per questo piccolo particolare che li differenzia dai gemelli "veri" ossia omozigoti, la loro famiglia ha deciso che separarli non sarebbe stato un problema. Ed è così che i due bambini, da sempre uniti come se avessero una sola anima, sono stati costretti a trascorrere il resto della propria vita su due strade totalmente differenti. Ma questo è solo il punto di partenze. Le cause che hanno portato a questa decisione e che hanno tramutato i due fratelli in ciò che sono diventati sono molteplici e ora, a più di vent'anni da quel giorno, saranno costretti a ripercorrerle per cercare di capire qual'è stata la vera causa scatenamene, la reale "piccola cosa" capace di cambiare tutto. Saranno in grado di ritrovarsi dopo che il tempo li ha fatti diventare come due estranei? E cosa si nasconde all'interno del loro passato?


"Il dio delle piccole cose" è un romanzo ricco di spessore, soprattutto per via delle vicende che vuole raccontare. Per questo motivo, e anche per uno stile di scrittura piacevole ma un po' ricercato, è un libro non facilissimo da leggere, soprattutto per i lettori più sensibili. Arundahti Roy, attraverso la storia dei due gemelli Rahel ed Estha e della loro famiglia, vuole mostrarci una versione dell'India che noi occidentali non conosciamo; si stacca quindi dalle case popolari, dalla povertà, dai bambini mal nutriti e segnati da un destino crudele (tematiche già ampiamente descritte dai suoi compatrioti scrittori) per mostrarci un genere d'infanzia ben diversa. Rahel ed Estha crescono infatti in un ambiente quasi benestante; dopo la separazione con il padre (di cui loro non sapranno nulla per diverso tempo) la madre, Ammu, torna a vivere a casa della madre, direttrice e proprietaria di un azienda che produce marmellate, composte e affini. I due bambini cresceranno quindi come dei piccoli padroni, ben separati dai lavoratori che prestano servizio nella fabbrica e nei campi che circondano la casa residenziale. Insieme a loro vivono anche un'antipatica zia, sorella del defunto nonno materno, Baby, la donna di servizio, Maria, e lo zio Chacko, fratello della madre, che dopo essersi separato dalla moglie inglese Margaret è tornato nella casa di famiglia per prendere il controllo dell'azienda e che appare essere l'unico vero punto di riferimento per i due gemelli, che vedono in lui e nel gentile Velutha, un giovane paravan, che ricopre il ruolo di una sorta di tuttofare, le uniche figure paterne a loro disposizione. Tutti questi personaggi, con le loro diverse caratteristiche, compongono il contesto in cui si svolge la storia e si rivelano avere un ruolo ben preciso all'interno della vicenda che vede come punto di partenza il ritrovamento dei due gemelli ma che ha il suo inizio molti anni prima, ancor prima della loro nascita al momento dell'istituzione delle "Leggi d'amore", un trattato fondamentale nella storia e nella cultura indiana che decide chi si deve amare, come e anche quanto. Arundhati Roy dimostra tutto il grande coraggio come ancora oggi la contraddistingue come attivista per i diritti civili nel creare una storia capace di impressionare e di incollare il lettore alle pagine attraverso la storia di due semplici bambini, come tanti esistono al mondo, ma segnati da una così enorme serie di elementi che si aggiungano pian piano durante la lettura e che sono capace di dare una visione conclusiva capace di lasciare davvero senza fiato. "Il dio delle piccole cose" in fin dei conti racconta unicamente una grande storia di cause ed effetti, in cui una piccola decisione ne fa sfogo ad un altra, e a un altra ancora e così via, fino a sfociare nella tragedia.
Un libro che ho scoperto con immenso piacere e che mi ha lasciato talmente tante cose dentro che sarà difficile per me dimenticarlo. Vi invito vivamente a leggerlo, consigliandovi di farlo però quando si può essere veramente concentrati; i continui salti temporali di cui la storia è caratterizzata tendono infatti a confondere un po' il lettore. Unica piccola pecca di un libro altrimenti davvero meraviglioso.

Voto: 8.5

Frase: "Se lui la toccava, non poteva parlarle, se la amava non poteva lasciarla, se parlava non poteva sentire, se combatteva non poteva vincere. Chi era lui, l'uomo con un braccio solo? Chi poteva essere? Il Dio della Perdita? Il Dio delle Piccole Cose?"


Arundhati Roy è nata nel Kerala il 24 novembre 1961 e si è laureata alla Delhi of Architecture.  È stata assistente al National Institute of Urbamn Affairs e ha studiato restauro dei monumenti a Firenze. Attivista per i diritti civili, nel campo dell'ambiente e del movimento anti-globalizzazione ha avuto il suo esordio letterario nel 1997 con il romanzo "Il dio delle piccole cose" vincitore del Man Booker Prize for Fiction. Il suo secondo romanzo "Il ministero della suprema felicità" è stato pubblicato esattamente vent'anni dopo ed è uscito in contemporanea in USA, Regno Unito ed Italia.

martedì 29 maggio 2018

Recensione; "Lei" di Mariapia Veladiano

Buon martedì a tutti amici lettori!
Questo mese per me è stato davvero ricchissimo di letture e anche in questi ultimi giorni di Maggio ho ancora molti libri di cui vi devo parlare. Parto subito da un opera veramente molto interessante, trovata per caso nella mia libreria e acquistata per pura curiosità; "Lei" di Mariapia Veladiano, romanzo a tema biblico creato per analizzare ed approfondire la storia di uno dei personaggi più amati e misteriosi di tutta la cultura cristiana; la Vergine Maria.
Ecco la mia recensione




Titolo: Lei
Autore: Mariapia Veladiano
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 171
Casa editrice: Guanda
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo di copertina: 17 euro copertina rigida, 10 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Dopo essere stata dipinta, idolatrata, santificata, scritta, venerata e adorata da miliardi di persona, finalmente Maria di Nazaret ha l'occasione di dare voce ai propri pensieri, raccontando in prima persona la sua storia; l'incontro con Giuseppe, il suo caro e amato marito, l'arrivo dell'Arcangelo Gabriele e la scoperta del suo destino, il viaggio straziante fino a Gerusalemme e poi in Egitto per tornare infine a casa, la nascita di Gesù, l'amore sconfinato per lui, un amore di madre, l'incredulità nel scoprirlo sempre più diverso dagli altri bambini, la paura dei giudizi della gente, l'angoscia nel vederlo partire, creando dietro di sè un orda di seguaci ed infine il più grande dolore mai esistito, quello nel vedere compiersi un destino immaginato e conosciuto fin dal principio.


Una lettura che si rivela fin dalle prime pagine estremamente affascinante; lo stile di scrittura lento, le espressioni delicate, adattano perfettamente all'idea che ognuno di noi può aver di Maria; la Santa Vergine, la moglie del falegname Giuseppe, la madre di Gesù.
È proprio su questo ultimo punto che l'autrice vuole soffermarsi maggiormente, dando sfogo a tutte quelle che sono le gioie, preoccupazioni, le paure di una madre, una madre che nonostante il suo incredibile ruolo, è una madre come tutte le altre.
Mariapia Veladiano affronta tutti gli avvenimenti più importanti del tema biblico; l'annunciazione, gli incontri con Elisabetta, le visite degli apostoli, le nozze di Cana e infine la crocifissione, facendo a volte salti temporali e alternandoli a poesie, preghiere e citazione dirette dall'Antico Testamento, donando ad ognuno di essi una grande intimità e un trasporto che solo i romanzi scritti in prima persona sanno donare. Poca importanza viene invece data alla resurrezione che appare solo come punto di chiusura e ricongiunzione del cerchio iniziato più di trent'anni prima.
Una lettura immediata ma molto intensa, decisamente adatta ai cattolici ma anche a chi, come me, non è particolarmente religioso ma vuole scoprire pian piano questa misteriosa e affascinante figura.


Voto: 6.5

Frase: "Sono stata scritta da uomini e donne di ogni tempo. Mi hanno vista bambina, signora, gran dama, regina, spaventata, sgomenta, solenne, vestita di perle e di sacco. Sono stata di tutti come l'aria che si respira, l'acqua che da vita, l'abbraccio di chi ha bisogno".

Mariapia Veladiano è nata a Vicenza il 17 aprile 1960.
Dopo essersi laureata in filosofia, ha insegnato lettere per più di vent'anni e dal 2011 è preside, prima a Rovereto e poi a Vicenza. Dal 1992 collabora con la rivista bolognese "Il Regno" e nel 2010 ha vinto il "Premio Italo Calvino" per autori inediti con il romanzo "La vita accanto", con cui l'anno dopo, dopo svariati riconoscimenti, si è classificata seconda al "Premio strega".
Di sua pubblicazione anche "Il tempo è un dio breve", "Messaggi da lontano", "Ma come tu resisti, vita", "Parole di scuola", "Una storia quasi perfetta", "Lei" e "Venire al mondo", scritto con Francesca Rigotti.