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lunedì 5 novembre 2018

Approfondimento; Gli Intoccabili Paria

Buongiorno amici lettori e soprattutto buon lunedì!
Oggi voglio dare inizio a questa settimana con un articolo speciale che farà parte di una nuova rubrica che spero potrà continuare per molto tempo; si tratta degli "Approfondimenti" una piccola riflessione e aggiunta a tutti quegli interessanti spunti che ho avuto modo di trovare all'interno dei libri che ho letto. Inizio parlandovi di un argomento molto importante fuoriuscito dalle pagine di "Il Dio delle piccole cose" celebre libro di Arundhati Roy che, come sapete, si è rivelato essere una delle più belle letture dello scorso mese. Nel corso della lettura di questo impressionante romanzo mi sono imbattuta nella storia di una particolare parte del popolo indiano dai nome Paria. Chi sono? Ora lo scopriremo insieme.


Nel "Sistema delle Caste Indiane", la stratificazione di gerarchie abolita nel 1950 ma che ancora oggi influenza la suddivisione dei lavori, gli equilibri di poteri e il passaggio di beni attraverso accordi matrimoniali, i Paria (o Dalit, come vengono anche definiti) sono i fuori casta, al di sotto, i quanto diritti e autorità sociale e umana, degli aborigeni indiani e degli stranieri.
Il ruolo di questo gruppo all'interno della società è quello di esercitare professioni che hanno a che fare con la nascita (ostetriche, dottori) e la morte (macellaio, conciatore di pelli, giustiziere, crematori) o che vengono a contatto con la sporcizia (lavandaio, netturbino). Per via di questi ruoli considerati degradanti, i Paria devono essere isolati dalla comunità, in quanto possono rendere impuro, al solo piccolo contatto, un membro delle caste superiori. Da qui l'appellativo di Intoccabili.
Questo gruppo, diviso a sua volta in caste e sottocaste, è costretto quindi a vivere fuori dal villaggio ed è loro vietato di utilizzare strade e fontane pubbliche, fare acquisti in negozi frequentati dai membri delle altre caste, come anche preparare loro cibo, studiare i Veda ed accedere ai templi.
Il primo ad interessarsi alle sorti e alle condizioni sociali di questi poveri oppressi è stato il grande mahatma Gandhi che dalla seconda metà del XIX secolo lottò strenuamente per far crescere sempre di più il movimento di rivolta di questa casta, chiamato "Il riscatto degli Intoccabili", e che, grazie all'importante supporto del politico e filosofo Ambedkar, riuscì ad istituire l'Articolo 17 della Costituzione indiana secondo cui "L'intoccabilità è abolita e la sua pratica in ogni forma è abolita. L'applicazione di qualsiasi disabilità derivante dall'intoccabilità sarà un reato punibile dalla legge". Nonostante questo importantissimo traguardo però si è ad oggi ancora molto lontani dalla reale estirpazione di questo costume ma anzi, con l'affermazione dei diritti dei Dalit e il miglioramento delle condizioni di vita di molti di loro c'è stato anche un forte aumento di ire e rivendicazioni da parte di altre porzioni della società hindu che hanno portato a terribili sconti e sanguinosi incidenti. Il cambiamento legislativo promosso per sanare le disuguaglianze ereditare dal sistema castale si è rivelata essere infine una vera e propria arma a doppio taglio perché hanno permesso di rendere ancora più evidenti i paria all'interno della società, esponendoli paradossalmente a una ancor maggiore discriminazione ordinaria. Questi effetti sono stati specialmente riscontrati nel villaggi, dove il costume che riguarda gli intoccabili è rimasto molto spesso immutato e ci sono stati numerosissimi casi di omicidi e crimini d'odio contro alcuni paria, specialmente quelli che hanno cercato di contrastare il sistema delle caste o non l'anno rispettato, ad esempio sposandosi con membri di caste superiori, pratica concessa dal 1950 ma considerata ancora insostenibile.


Come potete osservare quindi, grazie alle nuove legislazioni, i Dalit godono di un certo aiuto nel campo dell'educazione e del lavoro ma il loro status sociale non è cambiato e rimango ancora adesso vittime di emarginazione e abusi. Ne servirà ancora di strada prima che l'India possa essere considerato un Paese completamente democratico ma si spera che con il tempo certe cose possano diventare un concetto automatico e quotidiano, così come in ogni altra parte del mondo dove alcuni gruppi di oppressi vivono in povertà e schiavitù.



Spero che questo prima articolo vi sia piaciuto. L'argomento di oggi era di uno spessore storico e sociale molto importante ma in questa rubrica vi parlerò un po' di tutto, anche di argomenti un po' più leggeri. Alla prossima!

martedì 15 maggio 2018

Nuova rubrica! Un caffè con.. Alessandro Mambelli!


Buongiorno cari amici lettori!
Oggi inauguriamo una nuovissima rubrica che, come potete ben vedere, ha il titolo di "Un caffè con..". Di cosa si tratta: in fin dei conti è una piccola intervista, ma io la definirei più una piacevole chiacchierata con alcuni autori del momento.
In particolar modo mi piacerebbe che questa rubrica sia un mezzo per dare luce ad autore emergenti ed infatti il prima scrittore che vi voglio presentare è al suo esordio letterario; Alessandro Mambelli, autore di "Sunset Strip", ebook edito da Geeko Editor che ho avuto modo di leggere e apprezzare nelle scorse settimane.
Qui potete trovare la recensione dell'opera e ora vi chiedo.. vi va di prendervi un caffè con noi?


  •  Innanzitutto vorrei ringraziarti per aver accettato di scambiare due chiacchiere con me in questa piccola “pausa caffè” letteraria. Tu sei un autore molto giovane, vuoi raccontarci un po’ come è nata la tua passione per la scrittura?


Credo di aver sempre avuto latente la vocazione della scrittura, ma la scintilla è esplosa quando, circa tre anni e mezzo fa, mi sono seduto davanti al computer per scrivere il mio primo racconto. Tutto grazie alla lettura: quattro o cinque anni fa ho cominciato a leggere, soprattutto Baricco e molti fumetti, e questo mi ha spinto a provare a fare lo “scrittore”.


  •  “Sunset strip” è il tuo romanzo d’esordio ma, come dichiari nella tua biografia, prima di esso hai auto-pubblicato altri romanzi. Avevi già intuito che questo romanzo aveva qualcosa in più, oppure è stata una sorpresa?


Prima di “Sunset Strip” ho scritto un “romanzetto” noir grazie al quale mi sono accorto che qualcosa stava cambiando, perché era scritto in maniera diversa rispetto ai racconti che lo avevano preceduto (lo stile era più articolato e le atmosfere, i personaggi e le vicende erano più complesse, cupe e nichiliste). Non che prima i miei racconti fossero tutti luminosi e divertenti, ma da quel “romanzetto” noir ho cominciato a capire che il mio modo di approcciarmi alla scrittura stava diventando più maturo e più sviluppato, e lì c’è stata la vera sorpresa. “Sunset Strip” è stato il passo successivo, dove questo cambiamento era già in atto e quindi era conscio e voluto. Da “Sunset Strip” in poi è stato consapevole, per cui è cambiato tutto nel mio modo di scrivere.


  •  “Sunset strip” è un personale omaggio all’America degli anni '80. Come è nata questa passione e l’idea di crearci un’intera storia?


Per quanto riguarda il periodo in cui è ambientata la storia è avvenuto tutto un po’ per caso. All’inizio volevo scrivere una storia fuori dal tempo, senza agganci a nessun periodo in particolare, ma poi ogni volta citavo o facevo riferimenti a elementi degli anni ’80 come le macchine da scrivere o i film, per cui alla fine si è optato per aggiungerne altri e ambientare lì il racconto.
Per quanto invece riguarda Los Angeles è nato tutto dal fatto che nel periodo in cui ho cominciato a buttare giù le idee per il libro avevo letto o stavo leggendo una sequenza di libri tutti ambientati lì: i libri di Fante, molti libri di Bukowski… Ho deciso di ambientare la storia in questa città semplicemente per fare un omaggio a questi scrittori che amo.

  •  La storia viene interamente raccontata secondo il punto di vista del protagonista, Paul Morry. Quante e quali sono le caratteristiche che condividi con il tuo personaggio?

Direi la sua insicurezza, la sua goffaggine e il suo essere un po’ ingenuo e imbranato con le donne (anche se lui con loro ha più fortuna di me). Dopotutto il personaggio è nato partendo da me stesso, quindi lo riconosco in molti aspetti.

  •  Com'è Alessandro Mambelli come lettore? Quali sono i suoi generi e i suoi libri preferiti?

Non ho dei veri e proprio generi preferiti, sostanzialmente leggo di tutto, però se proprio dovessi scegliere due categorie allora direi gli scrittori americani (del Nord e del Sud) e i racconti fantastici. Non per altro i miei libri preferiti sono quelli di Foster Wallace e Bolaño (che sono americani) e i libri e i fumetti di Neil Gaiman e Alan Moore (che sono decisamente sul fantastico).

  •  Ogni autore ha le proprie muse. A quali altri scrittori ti ispiri?

Come ho già detto, i miei “maestri” sono Bolaño, Foster Wallace e Gaiman, anche se i primi due sono autori che ho scoperto solo dopo aver scritto “Sunset Strip”. All'epoca (e tutt'oggi) c’erano Bukowski, Carver, Cortàzar, Hugo Pratt, Woody Allen… e nello specifico per il libro il già citato Fante e anche Hunter Thompson. E poi c’è Baricco, che se all'inizio era l’unico riferimento oggi è solo più un legame affettivo, siccome “Novecento” è stato il primo libro che ho letto e “Oceano mare” quello che mi ha spinto a voler scrivere

  •  Quali sono i progetti per il tuo futuro?

Per quello che riguarda la scrittura, il mio sogno sarebbe creare una serie a fumetti (ma non so disegnare, per cui finché non troverò un “collega” disegnatore rimarrà solo un sogno), mentre sul piano più pratico adesso sto lavorando ad un romanzo molto lungo e piuttosto particolare che, tanto per citare ancora Bolaño, è un libro di 800.000 pagine con una trama demenziale che nessuno può capire. Senza contare che continuerò ovviamente a scrivere racconti brevi e poesie.
Per quanto riguarda la mia vita, invece, continuerò a studiare (sono solo al secondo anno di Lettere Moderne), cercherò di laurearmi e poi si vedrà. Di certo mi piacerebbe fare della mia passione un lavoro, ma vedremo…

  •  In conclusione, una citazione che pensi ti rappresenti.

Ci sono due frasi di Bukowski a cui sono molto legato. La prima, per la sua autoironia che nasconde una certa verità, mi ha sempre fatto sorridere e riflettere, e dice “Tutti gli scrittori sono dei poveri idioti. È per questo che scrivono”. L’altra, invece, ha un retrogusto amaro e disilluso e dice: “Piccola, sono un genio e sono l’unico a saperlo”.




Spero che questa nuova rubrica vi sia piaciuta come è piaciuto a me crearla
Ditemi che cosa ne pensate con le reazioni e nei commenti
Non vedo l'ora di prendere ancora un caffè in compagnia di un nuovo scrittore!




giovedì 2 novembre 2017

Nuova rubrica! "Catena di carta"; "Il signore degli anelli" di J.R.R. Tolkien



Finalmente arrivata l'ultima delle nuove rubriche!!
Come potete vedere il titolo è "Catena di carta", cosa mai vorrà dire? Niente di troppo complicato, state tranquilli. Spesso succede quando si leggere un libro di trovare riferimenti ad altre opere letterarie, inserita magari in un determinato contesto, alle volta che fondamentale per lo svolgimento della storia.

Si crea una sorta di catena, tra il libro che stiamo leggendo e quello che viene citato, che magari contiene a sua volta un altra citazione, che contiene un altra e così via.. in men che non si dice si crea una linea continua ed infinita formata da decine e decine di libri, che ovviamente noi lettori non tarderemo a leggere!
In questa rubrica parleremo proprio di questo, di quei libri che scopro all'interno dei libri che leggo.
Oggi iniziamo davvero alla grande e lo facciamo parlando di un libro famosissimo che ha dato vita ad un altra celeberrima serie; "Il signore degli anelli" di Tolkien, un vero pilastro della letteratura fantasy che gli amanti del genere avranno sicuramente letto e straletto.
Ebbene, io ho trovato questo libro tra le pagine di un romanzo totalmente diverso; "Follia profonda" di Wulf Dorn. Sembrerà un accostamento assai ardito ma sappiamo già che Wulf non si ferma di fronte a niente e inserisce il grande libro di Tolkien in una scena molto importante, quella nel quale il suo protagonista Ian Forstner sta aspettando di conoscere finalmente la spietata assassina che si è innamorata di lui e per ingannare l'attesa si butta proprio nella sua lettura.

Pubblicato per la prima volta nel 1954 in lingua inglese con il titolo "The Lord of the Rings", "Il signore degli anelli" è formato da tre libri ("La compagnia dell'anello", "Le due torri" e "Il ritorno del re") e si tratta del seguito della prima opera di Tolkien, "Lo Hobbit".
Ambientato alla fine della Terza Era nell'immaginaria Terra di Mezzo, il libro narra la missione di nove Compagni, appunto la Compagnia dell'Anello, capeggiati da Frod, il giovane Hobbit protagonista della storia, partiti per distruggere il più potente Anello del Potere,un'arma che renderebbe invincibile il suo malvagio creatore Sauron se tornasse nelle sue mani, dandogli il potere di governare su tutta la Terra di Mezzo.
Dai tre libri sono stati creati tre film di successo diretti da Peter Jackson che vede come protagonisti Elijah Wood, nei panni di Frodo, Viggo Mortensen che interpreta Aragon e anche Orlando Bloom, nel ruolo di Legolas.


mercoledì 1 novembre 2017

Uno sguardo alle offerte Amazon; Novembre 2017!



Noi lettori sappiamo perfettamente cosa il primo giorno del mese significa per noi e per i nostri poveri risparmi; è il giorno dell’uscita delle offerte del mese di Amazon Kindle!!
In questa nuova rubrica daremo insieme un occhiata a queste offerte, mettendo in evidenza quelli che a mio avviso sono i più interessanti.
In questo caso parliamo dei migliori ebook pensati per questo Novembre appena iniziato.
Perfetto! Carte di credito alla mano, pronti.. via!!!

La prima offerta che salta decisamente all’occhio è quella che riguarda una delle più serie più apprezzate dell’anno, quella che riguarda la storia della grandiosa famiglia De Medici; “I medici. Una regina al potere”, terzo capitolo della saga di Matteo Strukul ad 1.99 euro. Imperdibile per chi sta amando questa affascinante saga storica.
Per gli amanti delle love story, sempre ad 1.99 c’è Amabile Giusti, giovane autrice molto amata dai clienti Amazon, con il suo “Tentare di non amarti”, disponibile anche con KindleUnlimited.
La scelta però certo non finisce qui, infatti, per lo stesso genere troviamo anche “Parigi è sempre una buona idea” altro riuscitissimo romanzo firmato Nicolas Barreau (2.99 euro) oppure “Central Park” di Guillaume Musso (1.99 euro). Con lo scrittore francese ho personalmente qualche conto in sospeso ma le sue storie a metà tra il romantico e il thriller lasciano il segno a milioni di lettori. Da approfondire.
Per il genere umoristico vediamo “Bar Sport” un vero classico scritto da Stefano Benni, a soli 1.99 euro.
Rimando sempre nel genere narrativa, non posso non dare attenzione a “Volevo solo andare a letto presto” di Chiara Moscardelli, il primo libro di cui vi ho parlato qui sul blog, questo mese in offerta a 1.99 euro, una lettore che mi conquistato fin da subito strappandomi molte risate e che assolutamente consiglio, “L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome”, l’esordio letterario della scrittrice Alice Basso, famosa per le sue storie a metà tra il romanzo e il giallo, in attesa anche nella mia libreria (3.99 euro) e il celebre romanzo dell’ancor più celebre scrittore Fabio Volo, “è tutta vita” questo mese a 4.49 euro.
Chi ama le trame dalle sfumature drammatiche, come me, sarete attratti senza dubbio da “L’amore che resta” di Michela Marzano (5.99 euro), storia toccante di una madre che deve affrontare la morte della figlia, senza dubbio il mio prossimo acquisto; “La solitudine dei numeri primi” opera prima e più famosa di Paolo Giordano, autore che apprezzo molto in una lettura che mi ha davvero colpito (5.49 euro) e il romanzo- inchiesta “Zero zero zero” di Roberto Saviano, autore amato o odiato, che però non ha mai paura di dire ciò che pensa (2.99 euro).
Anche chi ama la fantascienza questo mese sarà accontentato infatti tra le offerte appare anche “Guida galattica per autostoppisti” romanzo ironico di Douglas Adams che casualmente sto leggendo anche io in questo periodo. Per questo mese a 5.49 euro.
Passiamo quindi ai Gialli e thriller in cui anche questo mese troviamo diverse possibili nuove letture; “Una ragazza bugiarda” thriller di Ali Land pubblicato da Newton Compton a 1.99 euro e “Nessuna notizia dello scrittore scomparso” di Daniele Bresciani a 3.99 euro sono quelle che più saltano all’occhio ma io mi sento di dare attenzione anche ad altri due libri di minor fama; “Jane deve morire” intrigante thriller di Erica Spindle (1.49 euro) e soprattutto “Una strano caso per il commissario Calligaris” di Alessandra Carnevali (1.99 euro), primo romanzo della serie di gialli con protagonista l’irresistibile e insolita Adalgisa Calligaris, seguito da “Il giallo di villa Ravelli”, piacevole indagine che ho avuto modo di leggere qualche mese fa.
Per i più giovani invece troviamo “Wonder”, istruttivo romanzo illustrato per ragazzi scritto da Raquel Jaramillo sotto lo pseudonimo di R.J. Palacio, primo dell’omonima serie con protagonista August Pullman, ragazzino affetto da una deformazione craniofacciale (1.99 euro)
I futuri genitori potrebbero essere interessati al saggio “Il metodo danese per crescere bambini felici”, “seguito” del libro dell’enorme successo “Il metodo danese per vivere felici” di Marie Tourell Sodenerg, scritto da Jessica Alexander. Interessante manuale di consigli in offerta a soli 1.99 euro.
Se amate le biografie e ancora non l’avete letto questo mese potrete acquistare “Steve Jobs” bellissimo libro sulla vita del fondatore di Apple scritto da Walter Isaacson a 5.49 euro.
E il fantasy? Ovviamente non poteva mancare! “Rebel. I tradimento” secondo capitolo della serie ideata da Alwyn Hamilton a 1.99 euro.
Per concludere andiamo sui Classici che anche questo mese vanta bellissime opere; “Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij a 1.99 euro e l’intramontabile “Anna Karenina” di Tolstoj a soli 0.99 euro. Davvero imperdibili!


Spero che questa nuova rubrica vi sia piaciuta e che vi abbia aiutato a prendere nota dei vostri prossimi acquisti.

Un caro saluto e buona lettura (anche in digitale)!!

giovedì 26 ottobre 2017

Nuova rubrica! "Parole in musica"; "Every Time We Say Goodbey" di Chet Baker

Buongiorno cari amici lettori!
Oggi iniziamo subito con le sorprese; ecco finalmente la seconda nuova rubrica del blog!!
Dovete sapere che la musica è una delle più grandi passioni e mi emoziono sempre quando, all'interno di un libro, trovo il rimando a qualche canzone che, se ascoltata, permette di sentirsi ancora più parte della storia che stiamo leggendo.
In "Parole in musica" parleremo proprio di questo, le canzoni scelte dagli autori come colonna sonora di una particolare scena della loro storia e ovviamente del libro a cui appartiene.
La canzone di cui vi parlo oggi si intitola "Every Time We Say Goodbey" di Chet Baker presa da "Parlami d'amore" libro di Silvio Muccino e Carla Vangelista di cui vi ho parlato qualche settimana fa(recensione qui).
Nella scena precisa, Sasha e Nicole, i protagonisti della storia, ballano sulle note di questa canzone una notte nei cortile di un condominio e per la prima volta entrambi si ritrovano a chiedersi se la loro sia solo una profonda amicizia oppure si tratti di qualcosa di più.


Chesney Henry "Chet" Baker nasce a Yale il 23 dicembre 1929 e muore ad Amsterdam il 13 maggio 1988.
Figlio del chitarrista Chesney Henry Baker Sr, si avvicina alla musica da bambino proprio grazie al padre che gli regala un trombone, poi sostituito con una tromba perchè per lui decisamente troppo grande.
Trasferitosi nella California meridionale, Chet Baker inizia a fare carriera suonando nella band di numerosi artisti jazz e nei primi anni '60 forma sua sua band, nella quale oltre a suonare la tromba, ricopre anche il ruolo di cantante.
La sua sfavillante carriera fu caratterizzata anche dai suoi problemi con la droga; la dipendenza da eroina gli causò numerosi problemi legali inclusa una detenzione di più di un anno proprio qui in Italia nel carcere di Lucca.
1966 il trombettista sparì della scena e ricomparve qualche anno dopo a New York dove, parzialmente disintossicato, registrò diversi brani collaborando con alcuni grandi artisti dell'epoca, tra i quali il grandissimo Elvis Costello.
Chet Baker morì il circostante oscure cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam, probabilmente sotto l'effetto di droghe. Passò alla storia per il suo stile lirico e intimista e per essere stato tra i principali esponenti del genere conosciuto come cool jazz.
"Every Time We Say Goodbey" fa parte dell'album "Let's get Lost" datato 1988 ed è una delle migliori rappresentazioni del suo immenso talento.
Vi invito ad ascoltarla qui e lasciarvi trasportare dalla magia


Allora, cosa ne pensate di questa nuova rubrica?
Vi piace? Vi sembra interessante? Fatemi sapere le vostre opinioni, mi raccomando!

Noi ci sentiamo più tardi con una nuova imperdibile recensione!!

lunedì 23 ottobre 2017

Nuova rubrica! "Dal libro al film"; Io prima di te


Nella mia pagina Instagram vi avevo anticipato che questa settimana avreste avuto delle sorprese; tre bellissime rubriche che ovviamente avranno come tema principale i libri ma che apriranno altre strade a loro strettamente collegate.
La prima è la rubrica che vi presento oggi “Dal libro al film”. Il titolo non potrebbe essere più chiaro e come avrete capito in questo speciale appuntamento discuteremo di tutti quei libri che hanno avuto la fortuna (o la sfortuna) di avere una trasposizione cinematografica.
Infatti per noi lettori questo è sempre un tasto delicato da toccare, capita spesso, il più delle volte purtroppo, che i nostri amati libri vengano completamente rovinati una volta messe nelle mani di sceneggiatori e registri che fanno della storia ciò che più è di loro piacimento senza curarsi del lavoro dello scrittore.
Un azione terribile e che io, da modesta paladina, arriverò anche a condannare a dovere, se mi sarà data l’occasione.
Per inaugurare però ho deciso di andare su toni ben più leggeri e parlare di chi invece, da un bellissimo libro è riuscito a fare un altrettanto meraviglioso film.
Sto parlando di “Io prima di te”, libro scritto da Jojo Moyes nel 2012, divenuto in poco tempo un successo mondiale e catapultato sul grande schermo a settembre dello scorso anno.
Inizio con il dire che Jojo Moyes è una delle mie scrittrici preferite e che ho avuto modo di conoscerla proprio grazie a questo romanzo, indubbio il suo talento nel creare personaggi e storie capaci di entrare nel cuore dei lettori, con la loro ironia, i loro problemi e le loro disavventura, e soprattutto di commuovere mezzo mondo, me compresa.
“Io prima di te” vede come protagonista la ventiseienne Louisa Clark, una ragazza assolutamente unica nel suo genere, basti solo guardare lo stravagante modo in cui si veste.
Vive con i genitori, la sorella e il nipotino, è fidanzata da sette anni con Patrick, un uomo pieno di sé fissato con la sua forma fisica e lavora in un piccolo bar senza troppe pretese.
È proprio quando il bar chiude e lei si ritrova senza lavoro che conosce Will Traynor, ex uomo d’affari trentacinquenne, in seguito ad un terribile incidente si ritrova bloccato su una sedie a rotelle senza più alcuna voglia di vivere.
Sarà dato proprio a lei il compito di fargli capire quanto la vita sia preziosa e questo incarico inizialmente visto come un noioso lavoro, diventerà una vera missione e una lotta contro il tempo quando Lou scoprirà i veri piani di Will, deciso a porre fine una volta per tutte alle sue sofferenze.
Arrivare alla fine senza versare lacrime è un impresa praticamente impossibile e io, valutando quanto ero stata male nella lettura del libro, pensavo che il film non mi avrebbe fatto lo stesso effetto. Mi sbagliamo completamente. Ho pianto in sala, e lo faccio tutte le volte che lo rivedo.
Il film vede come regista la giovane britannica Thea Sharrock e lei vanno tutti i complimenti per essere riuscita a dare vita a un meraviglioso libro in maniera magistrale, a partire dagli attori scelti per interpretare i protagonisti, la bellissima e bravissima Emilia Clark nel ruolo di Lou e il fantastico Sam Claflin, assolutamente perfetto nel decisamente complesso ruolo di Will, una vera perla di questo film a cui, se fossi per me, darei tutti i premi cinematografici esistenti.
Il vero punto forte è che la pellicola appare nella maggior parte degli aspetti esattamente uguale al libro, tratte ovviamente per alcuni aspetti che nel film non vengono citati come i tradimenti del padre di Will o la verità sul passato di Lou, particolari importanti certo ma che comunque non costituiscono una pecca.
Per concludere, ho apprezzato entrambi le versione e spero con tutto il cuore di assistere al più presto a trasposizioni così ben riuscite.

Cosa mi dite?
Vi è piaciuto questo primo appuntamento con “Dal libro al film”?
Fatemi sapere le vostre impressioni e se vi va continuate a seguirmi per non perdervi nemmeno una storia!

Alla prossima!!