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martedì 28 maggio 2019

Recensione; "Sabbie mobili" di Malin Persson Giolitto

Oggi è anche giorno di una nuova recensione; ieri sera ha infatti finito la mia ultima lettura e voglio assolutamente parlarvene subito. Il libro in questione è "Sabbie mobili. Tre settimane per capire un giorno" di Malin Persson Giolitto, thriller nordico divenuto celebre nell'ultimo periodo per via della serie tv "Quicksand" ad esso ispirata. Qui sotto potete trovare la mia recensione del libro ma avremo modo di approfondire anche la serie perchè la vedrò sicuramente.. ora vi spiego perchè!

Titolo: Sabbie Mobili

Sottotitolo: Tre settimane per capire un giorno
Autore: Malin Persson Giolitto
Paese: Svezia
Titolo originale: Störst av allt

Genere: Thriller/Legal thriller
Pagine: 449
Prima pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Salani Editore
Anno edizione: 2018
Prezzo di copertina: 16.90 euro copertina flessibile, disponibile anche con cover della serie tv
Ebook: 9.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs





C'è una marcata linea di separazione nella vita di Maja Norberg; prima dell'attentato e dopo l'attentato. Prima di quel tragico giorno in cui, all'interno della classe della sua scuola, quattro persone hanno perso la vita, Maja era una ragazza normale, fidanzata con il ragazzo più popolare della scuola, figlio di uno degli uomini più ricchi di tutta la Svezia, con una amica del cuore, due genitore più interessati all'immagine che al contenuto, un'amata sorellina e dei buonissimi voti, ottima prospettiva per una vita splendente. Dopo quel giorno però tutto ciò si è completamente cancellato lasciandole solo una definizione; assassina. Quanto centra Maja con il piano ideato da Sebastian, il suo facoltoso e problematico fidanzato? Lui ha agito davvero da solo oppure lei era sua complice fin dall'inizio? Quali sono state le azioni che hanno portato a quella tragica mattina? Maja cercherà di spiegarlo, analizzando lentamente il suo punto di vista, per spiegare una delle azioni più controverse della storia del Paese.

Giunta alla fine di questa lettura non posso non ammettere quanto essa mi abbia sorpreso, coinvolto e conquistato ma devo anche aggiungere che non è stato sempre così. All'inizio la mia opinione su quest'opera era molto diversa; per le prime centoventi pagine ho provato una gran fatica ad entrare all'interno del libro, questo perché, almeno nella prima parte "Sabbie mobili" si rivela essere un legal thriller decisamente insolito. Raccontato tutto in prima persona e dal punto di vista della protagonista per i primi capitoli risulta sconclusionato e decisamente poco chiaro. L'autrice ci da solo pochissimi indizi, si sa che Maja è in prigione, che è rappresentata da un celebre avvocato che ha annunciato che questo sarà il suo ultimo caso, e che deve essere successo qualcosa di molto grave ma la sua tendenza ad estraniarsi da tutto ciò che la circonda per lasciarsi travolgere dai suoi pensieri non permette al lettore di avere una idea chiara di cosa sia avvenuto né tanto meno di come si sta svolgendo il processo, una delle caratteristiche fondamentali del legal thriller. Irrefrenabile flusso di coscienza su cui si basa l'inizio di questo romanzo fa sì che il lettore debba unicamente segnarsi i vari particolari che puoi si congiungeranno solamente capitoli dopo. Ci vuole tempo per avere almeno un idea di quello che è successo quella famosa mattina in quell'aula scolastica, a mio avviso, un po' troppo tempo, perché capisco il volere dell'autrice di mantene il mistero però viene a mancare quel filo conduttore che permette al lettore di continuare a leggere con la speranza di chiarire una situazione a cui da subito sono state messe le basi. Come avrete capito, la prima parte è stata per me molto difficile da affrontare, e ad un certo punto ho addirittura pensato di sospendere questa lettura.. ora posso dire che ho fatto bene a non farlo perché dalla centoventesima pagina in poi è tutta un altra storia! La vicenda inizia finalmente a delinearsi, il flusso di coscienza della protagonista rimane ma lascia un po' spazio all'azione, le fasi del processo risultano più chiari, così come ciò che è accaduto durante l'attentato e sopratutto i rapporti che legano Maja alle vittime. Non mi sorprende che questo libro abbia fatto così tanto parlare in patria perché appare come un accusa nei confronti della società svedese a partire dall'importanza che il Paese (e il mondo intero) da alla ricchezza. Il gruppo di amici di Maja appartengono tutti all'etile di Stoccolma, hanno dei vestiti, belle case, belle macchine, possono avere tutto ciò che desiderano ma allo stesso tempo sono terribilmente annoiati, fanno uso di droghe pesanti, si lasciano sconvolgere da feste da capogiro che durano tutta la notte e soprattutto, alcuni di loro, sono profondamente arrabbiati ed infelici, sentimenti capaci di infettarli e portarli sull'orlo del baratro. Malin Presson Giolitto parla di questi ragazzi per affrontare altri temi spinosi ed importanti come il controllo della finanza, l'immigrazione e la tolleranza, lo fa sia in modo approfondito che nascondendolo in qualche frase a sorpresa, ma il messaggio arriva forte e chiaro a chi lo vuole recepire. Attraverso la storia di Maja l'autrice sottolinea il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, ci spiega come una sola azione possa cambiare una vita intera, ci illumina sul significato reale e oscuro dell'amore. Il rapporto, a tratti sereno a tratti malato, tra Maja e Sebastian è uno dei più interessanti che io abbia mai conosciuto, viene affrontato in ogni piccolo dettaglio e non può non colpire per il suo profondo significato. Questa oscura storia d'amore e il fatto che venga narrata da un adolescente rende questo libro avvicinabile anche ai lettori più giovani, quelli più coraggiosi che voglio staccarsi un po' dallo stile young adolt e avvicinarsi ad altri genere come il thriller e il legal thriller attraverso una storia che gli entrerà nelle vene, facendogli vivere la vicenda di Maja quasi sulla propria pelle. A parte questo target "Sabbie mobili" è un libro capace di colpire un po' tutte le fasce d'età e lasciare il segno nella mente dei lettori. Il mio consiglio è di affrontare le prime pagine con la consapevolezza che prima o poi prenderà quota e sarà capace di lasciare senza fiato.

Voto: 8

Frase: E voi? Voi cosa ne pensate? Io lo so cos’avete fatto e fate ancora: Passate il vostro tempo a cercare di farmi combaciare con l’idea che vi siete fatti di me. Vi rifiutate di vedere che io non corrispondo a nessun modello, né positivo né negativo. Non sono una presidente del consiglio degli studenti sveglia e propositiva né una coraggiosa vittima di stupro, non sono una tipica stragista né una fashionista intelligente e bella al punto giusto. Non fermo taxi gialli indossando scarpe col tacco. Non ho tatuaggi né la memoria fotografica. Non sono la fidanzata di nessuno, la migliore amica di nessuno, la figlia di nessuno. Sono solo Maja. Non mi perdonerete mai.


Anna Malin Ulrika Persson Giolitto è nata a Stoccolma il 25 settembre 1969. Figlia dello scrittore Leif G.W. Persson, ha lavorato diversi anni come avvocato per un importante studio legale e attualmente vive a Bruxelles con il marito e le loro tre figlie. è autrice di cinque romanzi di genere giallo tra cui solo "Sabbie mobili" è stato tradotto in Italia.






martedì 24 luglio 2018

Segnalazione; "Quasi colpevole" di Paolo Pinna Parpaglia

Buon martedì a tutti cari amici lettori!
Oggi voglio condividere con voi la gioia per aver avuto la possibilità di partecipare ad un bellissimo review party con protagonista una nuova pubblicazione Newton Compton; grazie a Thrillernord (che come sempre ringrazio di cuore) ho potuto leggere in anteprima il libro d'esordio di Paolo Pinna Parpaglia "Quasi colpevole", un legal thriller dai risvolti sorprendenti ambientato nella meravigliosa Sardegna. Il protagonista è Quirico D'Escard, un avvocato civilista giovane ed ancora insicuro che si trova nel bel mezzo di un complicatissimo processo giudiziario ai danni di Enrico, un suo caro amico d'infanzia. Sarà davvero stato lui ad uccidere la studentessa Alessia durante la gita scolastica? Sarà compito di Quirico scoprirlo e non sarà di certo un impresa facile.
Un libro sorprendente che vi invito a conoscere partendo proprio dalla sinossi e dalla recensione completa sul sito Thrillernord che vi lascio qui sotto



Titolo: Quasi colpevole
Autore: Paolo Pinna Parpaglia
Paese: Italia
Genere: Legal Thriller
Pagine: 412 
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo di copertina: 10 euro
Ebook: 3.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs









Quirico, Gabriele, Christian ed Enrico sono liceali spensierati. Il più strano tra loro, spesso bersaglio dei bulli della scuola, è Enrico. Ma l’amicizia tra i quattro è solida. E arriverà il momento in cui dovrà dare prova della sua forza… Dodici anni dopo, infatti, Quirico D’Escard, avvocato alle prime armi, riceve un telegramma dal carcere: Enrico, l’amico di una vita, è accusato dell’omicidio di un’alunna e lo ha nominato suo difensore. Il processo si prospetta lungo e difficile e Quirico, che mai ha affrontato un giudizio penale, vorrebbe rifiutare l’incarico. Ma il suo legame con Enrico, troppo forte per essere ignorato, lo costringe ad accettare la difesa. Al di là delle schiaccianti prove di colpevolezza, Quirico è assolutamente convinto dell’innocenza dell’amico, anche perché è uno dei pochi a essere a conoscenza di una verità antica e scomoda. Una verità inconfessabile e terribile che segnerà l’inizio di una vicenda giudiziaria dai contorni inquietanti. E la conclusione del processo potrebbe non essere sufficiente a dissolvere le ombre del passato…


Recensione "Quasi colpevole" di Paolo Pinna Parpaglia su thrillernord.it



Paolo Pinna Parpaglia è nato nel 1974. Laureato in Giurisprudenza, svolge la professione forense dal 2005. Vive a Cagliari con la compagna e le due figlie gemelle. Ha lavorato per un breve periodo come collaboratore presso «L’Unione Sarda». Scrivere è una passione e un modo per evadere dagli schemi della scrittura giuridica.

lunedì 23 luglio 2018

Recensione; "La ragazza che hai sposato" di Alafair Burke

Ma buongiorno amici lettori!!
Eccomi tornata finalmente! Vorrei potervi esprimere tutta la mia gioia per poter tornare a parlare con voi dopo tutto questo tempo di assenza ma non so se ne sarei capace.
Le mie ferie sono già inesorabilmente finite, come anche il mio viaggetto a Berlino, città meravigliosa e ricca di storia, che sono veramente felice di aver visitato.
Tra impegni e ritorno alla routine sono riuscita a scrivervi solo oggi ma non temete perchè da questa settimana tutto tornerà alla normalità.
Partiamo quindi con la consueta recensione del lunedì; sono tre i libri di cui vi devo parlare perchè conclusi nel corso di queste due settimane e il primo è "La ragazza che hai sposato", nuovissimo thriller di Alafair Burke. Non esitiamo oltre, ecco a voi la mia recensione.



Titolo: La ragazza che hai sposato
Autore: Alafair Burke
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: The Wife
Genere: Thriller/Legal Thriller
Pagine: 358
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: Piemme
Prezzo di copertina: 19.50 euro
Ebook: 9.99 euro
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Da quando ha incontrato Jason Powell, la vita di Angela scorre su binari ben stabiliti: con un conto in banca considerevole, cresciuto notevolmente grazie al successo di Jason come economista e figura di spicco, la famiglia vanta una posizione decisamente agiata e basa la propria routine su una serie infinita di piccole ma importanti regole, con  grande rammarico del figlio tredicenne Spancer che vorrebbe qualche strappo alle restrizioni della madre. Ciò che tutti loro non sanno però è che quello strappo sta giusto per arrivare nelle vesti di una giovane stagista che accusa Jason di alcune molestie a sfondo sessuale sul posto di lavoro. Tutto sembra solo un modesto fuoco di paglia ma la faccenda si complica quando un altra donna emerge portando con sè un accusa ben più grave che porterà non solo Jason sull'orlo della rovina ma potrebbe anche fare luce sul passato di Angela, un passato doloroso e rimasto gelosamente custodito fino a quel momento.


Con "La ragazza che hai sposato", Alafair Burke torna al lega thriller, genere da lei molto amato anche per via della sua professione e che l'aveva resa famosa in "La ragazza nel parco".
Dotato di una trama intricata, anche questo libro si basa sulla forza dei personaggi femminili, caratteristica sempre present dei libri dell'autrice ed in questo caso ancora più accentuata grazie al ritorno di Olivia Randall, l'avvocato protagonista del suo celebre esordio.
Il libro porta avanti due vicende parallele; la scandalo di Jason e il segreto di Angela, ex ragazza vittima di uno spietato maniaco; ma in verità la prima sarà solo un mezzo per riaprire la seconda, alla ricerca della verità che solo Angela sa e che ha custodito per tutti quegli anni e che verrà fuori in un epilogo a dir poco sconvolgente.
La prosa di Alafair Burke è sempre eccezionale, scorrevole e strutturato al punto giusto; dando ad Angela e alla detective Corinne Duncan, altro personaggio femminile molto importante, il compito di raccontare la storia, l'autrice da voce alle due facce della medaglia; il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato, la vittima e il carnefice.. chi sia tra i due, bhè, sarà veramente difficile capirlo però separati da una linea davvero sottile.
In conclusione, Alafair Burke è una che i thriller li sa scrivere e anche questa volta riesce a convincere, forse non con la stessa efficacia dei due libri precedenti, ma comunque attraendo attenzione verso una storia lasciata aperta e che potrebbe essere ripresa in un prossimo futuro..

Voto: 8




Alafair Burke, nata in Florida nell'ottobre del 1969 e figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York. Esordisce nella letteratura thriller con il best seller "La ragazza nel parco" e, dopo aver confermato il successo con "La città del terrore" e "Una perfetta sconosciuta", inizia un progetto a quattro mani con la collega Mary Higgins Clark con la quale pubblica "Così immobile tra le mie braccia" e "La sposa era vestita di bianco". "La ragazza che hai sposato" è la sua ultima pubblicazione.