mercoledì 27 marzo 2019

Recensione; "Cara Ijeawele. Ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista" di Chimamanda Ngozi Adichie

Buongiorno a tutti amici lettori!
Come ormai saprete una dei gruppi di lettura a cui mi piace partecipare quando possibile è quello nato su Instagram e soprannominato "We can read it"; un grande gruppo di lettura virtuale che ha come obiettivo diffondere e conoscere meglio tutte quelle opere che in qualche modo trattano un argomento femminista. Per il mese di Marzo la scelta è ricaduta su un breve saggio di una delle autrici più amate e conosciute dal titolo "Cara Ijeawele. Ovvero quindici consigli per crescere una figlia femminista". L'autrice è Chimamanda Ngozi Adichie e se ancora non si è letto nulla di suo o si conosce poco il suo pensiero, questo è un ottimo punto di partenza. Ecco la mia recensione.



Titolo: Cara Ijeawele. Ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista
Autore: Chimamanda Ngozi Adichie
Paese: Nigeria
Titolo originale in lingua inglese: Dear Ijeawele, or A Feminist Manifesto in Fifteen Suggestions

Genere: Saggio
Pagine: 96
Anno di pubblicazione: 2017
Casa editrice italiana: Einaudi
Prezzo di copertina: 15 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro
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In questo piccolo ma splendido saggio Chimamanda Ngozi Adichie esprime a pieno il suo pensiero sulla lotta femminista nel suo Paese e nel mondo intero e lo fa nella maniera più intima e diretta possibile, rivolgendosi ad una sua cara amica, Ijeawele, da poco diventata mamma di una bambina e alla ricerca dei suoi consigli su come educare la figlia ad essere una femminista. Chimamanda risponde a questo suo bisogno e fa dando vita ad un saggio molto breve ma incredibilmente interessante dove affronta diversi argomenti legati al femminismo e dove afferma convinzioni che non possono che colpire per la loro profonda verità. Chimamanda parla della tendenza che molte donne hanno nel trincerarsi dietro il fatto che il mondo sia degli uomini e che si possa ancora realmente fare poco per cambiare le cose, condanna il pensiero comune (nel suo Paese ancora molto radicato) che una donna possa compiere solo determinate mansioni o raggiungere solo terminati obbiettivi. denuncia alcune caratteristiche della società e del pensiero comune che sembrano innocenti ma che fanno da punto di partenza per la nascita di un pensiero sbagliato come la differenza tra i giochi da maschio e i giochi da femmina, gli sport definiti maschili o femminili, persino i colori che servono per definire un genere o un altro. Chimamanda affronta tutti questi temi ma anche alcuni molto più importanti, come i pregiudizi che ancora oggi colpiscono le donne, offrendo alla giovane mamma una strada da seguire per insegnare a sua figlia a credere in sè stessa, a non porsi limiti e dire la sua, anche quando questo può avere delle conseguenze. Un opera da leggere e sopratutto da regalare alle neo mamme per metterle in guarda sui comportamenti da evitare e per crescere una generazione di donne che sarà un passo avanti nella strada verso l'emancipazione e la parità di diritti.

Voto: 8

Frase: "Il presupposto femminista dev'essere: io sono importante. Ho pari importanza. Non - se solo-. Non - a condizione che -. Io ho pari importanza. Punto"


Chimamanda Ngozi Adichie è nata a Enugu, in Nigeria, il 15 settembre 1977. A diciannove anni ha vinto una borsa di studio per l'Università di Drexler, a Filadelfia, dove visse due anni per poi trasferirsi in Connecticut. Il suo esordio letterario avvenne nel 1997 con la pubblicazione della raccolta di poesie "Decisions" e della seguente opera teatrale "For love of Biafra". Appena terminata l'università inizia a lavorare al suo romanzo "Ibisco viola" con il quale nel 2005 vince il Commonwealth Writers' Prize per la categoria "First Best Book". Celebre attivista per i diritti dei neri e delle donne ha pubblicato diversi romanzi e saggi sull'argomento come "Ma le farfalle mangiano le ceneri?", "Metà di un sole giallo", "Quella cosa intorno al collo", "Americanah" e "Dovremmo essere tutti femministi". 


martedì 26 marzo 2019

Recensione; "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" di Fannie Flagg

Buon martedì a tutti amici lettori!
Nuovo giorno, nuova recensione. Oggi vi parlo di un libro famosissimo, da cui è stato tratto anche un celebre film, di cui praticamente tutti i book blogger, i bookstagrammer e i lettori occasionali hanno già ampiamente parlato. E visto che io sono solita arrivare sempre un po' in ritardo sui grandi romanzi (li recupererò tutti, promesso, datemi solo il mio tempo) solo ora ho avuto modo di leggerlo. Sto parlando di "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" l'opera più famosa dell'autrice americana Fannie Flagg. Anche grazie alle bellissime nuove edizioni Rizzoli Bur negli ultimi tempi la Flagg ha spopolato tra i lettori ed io, incuriosita dalla tante chiacchiere ho deciso di apprestarmi a conoscere questa storia. La mia opinione? Eccola a voi nella mia recensione.




Titolo: Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop
Autore: Fannie Flagg
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Fried Green Tomatoes
Genere: Romanzo
Pagine: 368 
Prima pubblicazione: 1991
Casa editrice italiana: Rizzoli Bur
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 10 euro copertina flessibile
Ebook: 5.99 euro
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Se si volesse visitare Whistle Stop, piccolo cittadina dell'Alabama, ai giorni d'oggi si troverebbe solo un ammasso di case, molte delle quali abbandonate. Ma se si potesse viaggiare nel tempo e recarsi nello stesso luogo negli anni '40 ciò che apparirebbe agli occhi sarebbe molto diverso; una ridente cittadina costruita intorno alla stazione ferroviaria, con le sue casette con il giardino, la funzionale Posta della signora Weems, il solone di bellezza della signora Otis e soprattutto il piccolo caffè, proprio dall'altra parte dei binari, gestito da Idgie Threadgoode e Ruth Jamison, due donne che definire singolari sarebbe un eufemismo. La loro storia non può non farci decidere di viaggiare nel tempo, per aspirare quell'aria di festa, di rivoluzione, di lotte, proprio come fa Evelyn Couch, molti anni dopo, grazie al racconto di una nuova amica trovata per caso nella sala comune di un centro per anziani e arrivata a cambiare completamente la sua visione della vita.


Inizio con il dire che questa recensione mi mette un po' in difficoltà, come tutte quelle in cui mi trovo a raccontare di un romanzo in cui si sarebbe davvero troppo da dire. Posso partire dal fatto che quest'opera parte lentamente, affronta il lettore a testa bassa, un po' lo confonde con i suoi bruschi salti temporale ma lo trasporta fino alla fine. L'impressione finale che mi è rimasta è stata di aver trovato dei nuovi amici, delle persone uniche e magnifiche, delicate ma forti, allo stesso tempo, Gli ho visti crescere, fare delle scelte, sbagliare e restare impigliati in grandi guai. Ho avuto modo di seguirli nella loro vita quotidiana, ho sentito i loro stessi pettegolezzi grazie ai bollettini settimanali di Dot Weems, li ho visti spalleggiarsi l'uno con l'altro, nonostante i dissapori portati avanti nel tempo. Ed in tutto questo ho sentito parlare di intolleranze razziali, di molestie famigliari, di un amore visto di mal'occhio ma destinato a durare tutta la vita. Forse grazie alla sua storia personale, Fannie Flagg mostra una delicatezza nel affrontare questi argomenti così importanti, pur mantenendo la loro forza, che lascia davvero spiazzati. Il legame tra Idgie e Ruth, più simile all'amore che all'amicizia, appare velato tra le righe, i racconti e i ricordi, ma queste due donne non potranno che farsi ricordare grazie alla alla loro forza e al coraggio di ribellarsi alle scelte comune della società dell'epoca. Valore centrale ha senza subbio il ruolo della donna nei diversi decenni; partiamo dalla storia delle due protagoniste fino ad arrivare ben quarant'anni dopo alla figura di Evelyn Couch apparentemente diversa ma in fondo ancora ancorata all'idea che una donna debba essere moglie e madre, nulla di più nulla di meno. Fannie Flagg parla alle donne nelle loro diverse caratteristiche ma più ampiamente parla a tutti coloro che abbiano subito dei maltrattamenti per via del loro sesso, razza o religione, ma allo stesso tempo parla anche a quelli che si credono i più forti solo perché appartenenti alla razza dominante, insegnandoli che non c'è mai fine alla forza dei più deboli. Io di questa storia mi sono un po' innamorata, e se voi ancora non avete provato questa emozione, correte a farlo.


Voto: 8

Frase: "Ci sono persone magnifiche su questa terra, che se ne vanno in giro travestite da normali esseri umani"


Fannie Flagg è il nome d'arte di Patricia Neal, nata a Birmingham il 21 settembre 1944. Attrice e celebre scrittrice dichiaratamente omosessuale caratterizza i suoi romanzi con riferimenti, personaggi e situazioni care al mondo LGBT. Attualmente divide il suo tempo tra la California e l'Alabama. Di sua pubblicazione "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop", "Hamburgher e miracoli sulle rive di Shell beach", "Pane cose e cappuccino dal fornaio di Eimwood Springs", "In piedi sull'arcobaleno", "Mr Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina", "Torta al caramello in paradiso", "Miss Alabama e la casa dei sogni" e "Voli acrobatici e pattini a rotelle a Whik's Philip Station".

lunedì 25 marzo 2019

Recensione: "Ritornare a casa" di Liliana Onori

Buongiorno a tutti!
Una nuova settimana ha inizio e io sono super pronta per parlarvi delle mie ultime letture. Il libro di cui vi voglio parlare oggi deriva dalla collaborazione con un'autrice emergente che conosco già molto bene per aver avuto la possibilità di leggere due altri suoi libri. Sto parlando di Liliana Onori, più volte ospite di questo blog sia con i suoi romanzi sia per la rubrica dedicata alle interviste. Oggi vi parlo del suo romanzo d'esordio "Ritornare a casa" revisionato e tornato in una nuovissima edizione ancora più profonda ed emozionante. Se volete saperne di più, ecco la mia recensione



Titolo: Ritornare a casa
Autore: Liliana Onori
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 154 
Casa editrice italiana: LibroSì Edizioni
Ebook:  0.99 euro
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Mike e Bobby sono amici da sempre, anzi si può dire tranquillamente che si conoscano dal giorno della loro nascita, avvenuta a pochi giorni di distanza nella cittadina di Jules, in Georgia, sotto il controllo della levatrice Maggie che con il tempo è diventata per loro più che una semplice balia. Entrambi segnati da un destino difficile, scappano alla loro condizione rifugiandosi al piccolo aeroporto di Robert, il marito di Maggie dove entrambi iniziano a coltivare la passione per il volo. Ed è proprio la voglia di volare via che per un crudele scherzo del destino giunge a separarli per via di un brutto incidente che spezza l'esistenza di Bobby. Senza l'appoggio del suo compagno, per Mike sarà molto difficile continuare a vivere ma la più terribile azione del padre violento fa sì che lui scelga di scappare via ed iniziare una nuova vita. Solo molti anni dopo sarà costretto a fare ritorno a Jules ed affrontare finalmente i fantasmi del suo passato.


La penna di Liliana Onori crea ancora una volta un romanzo estremamente piacevole e ricco di tante emozioni; dal dolore della perdita alle molestie famigliari, ma anche dall'amore alla voglia di ricominciare e chiudere finalmente con un passato troppo difficile da dimenticare. Come spesso nella vita di chi ha sofferto tanto può succedere, Mike sceglie di covare dentro di sé il dolore e la rabbia per trascorsi che non potrà cancellare e che lo hanno rese la persona sofferente che è oggi. Grazie ad un nuovo amore e ad un affetto sincero però il protagonista si renderà conto che c'è sempre un motivo per ricominciare. Anche in questo romanzo hanno molto importanza i riferimenti storici che si fondono con la vita dei personaggi; vengono citati ad esempio l'attacco di Pearl Harbor e l'indimenticabile concerto di Woodstock. L'autrice è magistrale nel dare vita alle emozioni e alle sensazioni dei protagonisti dando vita ad una narrazione intima che non può non colpire l'animo dei lettori. Anche questa volta, non posso che non consigliarvelo.

Voto: 7.5


Frase: "Il passato non muore mai, plasma i caratteri, genera le paure, trasforma i cuori e le anime delle persone. Il passato è vivo in ogni giorno del presente che viene vissuto, perché non può essere cancellato. e aggirarlo non funziona, bisogna passarci attraverso. è una strada sulla quale si finisce sempre per tornare. Una strada dove niente e nessuno viene perduto a lungo"


Liliana Onori. Il suo amore per i libri e per la scrittura ha radici lontane; da bambina, infatti, creava brevi racconti fantasy per i suoi compagni di scuola. Liliana ha sempre fatto dello scrivere la sua attività principale, cimentandosi in generi diversi fino ad arrivare, nel 2008, alla pubblicazione del romanzo Ritornare a casa” per Aletti Editore. Nel 2015 inizia la sua collaborazione con la casa editrice LibrosiEdizioni con cui, lo stesso anno, pubblica Come il sole di mezzanotte” e il sequel Ci pensa il cielo”. “La prima volta che ho preso una penna in mano” confessa “Ho capito che da quel momento l’unica cosa che avrei voluto fare per sempre era scrivere”

sabato 23 marzo 2019

Segnalazione novità: "Arte perversa" di Enzo Casamento

Buon sabato a tutti amici lettori!
Oggi pubblicazione speciale in  occasione dell'uscita di un interessante nuovo romanzo; "Arte perversa" di Enzo Casamento, apprezzato autore di "Acuba. Trappola da un altro mondo" proprio da oggi disponibile in esclusiva su Amazon. Si tratta di un interessantissimo thriller che scorre in bilico tra i più efferati omicidi e le leggende bibliche, il tutto arricchito della indagini di un'intuitiva agente convinta a svelare finalmente i segreti del passato. In attesa di potervene parlare meglio in una prossima recensione, vi lascio la scheda del libro, la trama e una breve biografia dell'autore. Andate a darci un occhiata, sono certa che non saprete resistere!




Titolo: Arte perversa
Autore: Enzo Casamento
Paese: Italia
Genere: Thriller
Pagine: 303
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo di copertina: 11.99 euro copertina flessibile
Link per l’acquisto Amazon








Trama: 
Andrew Hill, un sedicente guaritore, viene arrestato con l’accusa di  essere Satana, lo spietato serial killer che marchia a fuoco le sue vittime con un cobra, il simbolo più sacro del Satanismo. Oltre ad ucciderle in maniera crudele, Satana “lavora” il corpo delle vittime per riprodurre quadri famosi. Al processo Hill viene assolto. Gli omicidi riprendono. Nonostante l’assoluzione, la task force che dà la caccia al killer è 
convinta che anche i nuovi omicidi siano opera di Hill. L’agente Anna Russo non è convinta della colpevolezza di Hill, per cui viene espulsa dalla squadra che si occupa del caso. Quando il suo 
passato torna a minacciarla, si rende conto che Hill è l’unico che  potrebbe aiutarla. Nonostante il pericolo, decide di incontrarlo da sola, senza alcuna protezione…



Enzo Casamento, già autore di un best seller internazionale su giochi logici e creatività, esordisce nella narrativa pubblicando in esclusiva con Amazon “Acuba – Trappola da un altro mondo”, romanzo che ottiene un notevole successo. Arte perversa”, sempre in esclusiva con Amazon, è il suo secondo romanzo.

venerdì 22 marzo 2019

Segnalazione Thrillernord; "La donna scomparsa" di Sara Blaedel

Buon venerdì a tutti amici lettori!
La primavera è arrivata e io sono tornata per segnalarvi una nuova recensione scritta per Thrillernord. Ad inizio mese mi è stato proposto di scrivere recensione ed ambientazione per il blog tour organizzato da Fazi Editore per celebrare l'uscita di "La donna scomparsa" nuovo romanzo di Sara Blaedel sulle indagini della detective Louise Rick e io ho accettato più che volentieri. Pur  non conoscendo la serie ho scoperto una storia intrigante e molto piacevole che mi ha fatto venire voglia di recuperare tutto i capitoli precedenti. Da qualche giorno è uscita la mia recensione per cui qui sotto vi lascio scheda libro, trama e link per poterla leggere sul sito di Thrillernord!



Titolo: La donna scomparsa
Autore: Sara Blaedel
Paese: Danimarca 
Genere: Thriller
Pagine: 316
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Fazi Editore
Prezzo di copertina: 16 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro 
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Trama: 
È una notte buia e piovosa, in Inghilterra. Al limitare di un bosco, a pochi passi dall’aperta campagna, c’è una casa con una finestra illuminata. All’interno, la sagoma di una donna, in controluce. A completare il quadro, si aggiungono il marito e la figlia adolescente. Da fuori, un uomo osserva la scena con un fucile da caccia in mano; riesce a immaginarsi il profumo della cucina, il calore familiare della stanza, le conversazioni di fine giornata. Fa un respiro profondo, preme il grilletto e colpisce la donna in piena fronte. Lei si accascia sul pavimento. Lui scappa.
In Danimarca, la detective Louise Rick e il collega Eik hanno deciso di andare a vivere insieme ma lui sparisce nel nulla. Nel giro di pochi giorni, Louise riceve una telefonata: Eik è stato arrestato per disturbo della quiete pubblica e intralcio alle indagini. Si trovava in Inghilterra, sul luogo del delitto della donna inglese, Sophie Parker, il cui nome figurava da molto tempo nella lista delle persone scomparse. La sua sparizione era stata denunciata diciotto anni prima proprio da Eik: era la sua fidanzata. Cosa sta succedendo? Sconvolta e terrorizzata dal coinvolgimento di Eik nel caso, Louise deve mettere a tacere il suo tumulto interiore se vuole trovare il killer di quella che si rivelerà la sua indagine più controversa

Recensione completa ad ambientazione su thrillernord.it


Voto: 7.5

Frase: "Quando non si ha più niente per cui vivere, bisognerebbe avere la possibilità di morire" 


Sara Blaedel è nata il 6 agosto 1964 a Copenaghen. Prima di dedicarsi alla scrittura è stata editrice e giornalista. Ha pubblicato dieci romanzi, che hanno venduto oltre tre milioni di copie. Tradotta in trentasette paesi, è conosciuta come la regina del crime danese. Il suo personaggio più celebre, Louise Rick presto arriverà sui grandi schermi grazie a Bron Studios che sta creando una serie tv dedicata alle sue indagini. In Italia ha pubblicato con Fazi Editore i primi quattro capitolo della saga poliziesca; "Mai più sola", "Le bambine dimenticate", "La foresta assassina" e "La donna scomparsa".

lunedì 18 marzo 2019

Recensione: "Il bambino segreto" di Camilla Lackberg

Buona giornata a tutti amici lettori!
Lo scorso weekend è stato per me molto proficuo perché pur avendo lavorato ho avuto modo di concludere ben due libri. Il primo è quello che vi voglio mostrare oggi in questa mia nuova recensione. Tra i buoni propositi per questo anno c'è quello di concludere le serie iniziate nel 2018 e tra queste non può non figurare "I delitti di Fjällbacka" di Camilla Läckberg. La scorsa settimana ho concluso la lettura del quinto capitolo della serie; "Il bambino segreto", lettura su cui riponevo grandi aspettative grazie al finale con il botto del libro precedente. Sarà stato capace di rispettare le mie aspettative? Ora ve lo svelo.




Titolo: Il bambino segreto
Autore: Camilla Läckberg
Paese: Svezia
Titolo originale: Tyskungen

Genere: Thriller
Pagine: 526
Prima pubblicazione: 2007
Casa editrice italiana: Marsilio
Anno edizione: 2013
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile, 14 euro edizione economica
Ebook: 7.99 euro 
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Dopo un anno dalla nascita della piccola Maya finalmente i ruoli si sono ribaltati. Erica ha deciso di tornare al lavoro e apprestarsi a scrivere il suo nuovo romanzo, mentre Patrik si è preso qualche mese di congedo dal lavoro per immergersi a pieno nel suo ruolo di padre. Peccato che l'intenzione iniziale sia così difficile da mantenere, per entrambi. Il baule trovato in soffitta all'inizio dell'estate ha portato alla luce antichi misteri e si intromette continuamente nella mente di Erica, sempre più decisa a scoprirne di più sul passato della madre Elsy, una donna fredda e incapace di amare le sue figlie ma che un tempo sembrava una ragazza davvero speciale. Qualcosa deve esserle successo e la giovane decide di andare a fondo alla faccenda consegnando la misteriosa medaglia nazista trovata nascosta nel baule a Erik Frankel, un anziano esperto della Seconda Guerra Mondiale. Tutto improvvisamente prende una piega diversa quando lo studioso viene trovato morto nella sua biblioteca, ucciso tramite un violento colpo alla testa. Tutta la responsabilità dell'indagine ricadrà su Martin ma non sarà solo perché ad accompagnarlo ci sarà una nuova arrivata, Paula Morales, una giovane poliziotta giunta a scombussolare, indirettamente, la vita del pigro commissario Mellberg. E poi c'è sempre Patrik, che tra pappe, pisolini e pannolini, proprio non ce la fa a stare lontano dal lavoro non potrà che mettere naso in un indagine che scava nel torbido passato di quattro amici e non potrà che toccarli intimamente.


Questo capitolo della serie segna il tanto atteso ritorno alle indagine di Erica Falck, praticamente destinata al ruolo di comparsa da "La principessa di ghiaccio", e questo non può che farmi piacere perchè la sua presenta così prepotente e quasi molesta, diciamocelo, un po' mancava. Per meglio dire questo libro sembra proprio creato su di lei e sulla sua storia personale in quando si basa interamente sulla sua scoperta del passato della madre, improvvisamente tornato a galla prima grazie al baule ritrovato in soffitta ed in seguito alla morte di Erik Frankel, suo vecchio amico. Ed è così che prendono vita due indagini parallele, quella ufficiale, capitanata da Martin che, vista "l'assenza" di Patrik, ha modo di mostrare tutta la sua capacità, e quella personale di Erica. Nella narrazione appaiono così nuovi personaggi, legati all'indagine, ma anche quelli a cui ormai siamo affezionati; Annika, Anna e Dan, ora felicemente innamorati, Gosta, il commissario Mellberg che dopo l'ultima grande delusione d'amore si consola con una nuova amicizia a quattro zampe che si potrebbe rivelare più utile del previsto, e infine un nuovo personaggio, quello di Paula, la nuova poliziotta ancora da definire ma venuta a portare un po' di scompiglio e soprattutto aria di novità nel piccolo paese di Fjällbacka. "Il bambino segreto" è un opera intima ed emozionale, si annuncia tale e così rimane per tutta la lettura, perchè appunto si basa sulla sfera personale dei protagonisti, ma si lega anche alla storia, affrontato il delicato tema della Seconda Guerra Mondiale, del nazismo e soprattutto del neonazismo. Del resto Camilla Läckberg ci ha abituato a trattare nelle sue opere argomenti di attualità, nella sua Svezia, ma anche in tutta Europa, a volte difficili da affrontare. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una narrazione che alterna episodi presenti a flashback passati e se la cosa può funzionare nelle prime parti alla fine stanca un po', risultando un po' pesante. Le ultime cinquanta pagine di questa autrice sono sempre le migliori e anche in questo caso non smentiscono, compresa la caratteristica del finale al sorpresa, presente anche in questo capitolo anche se, forse presumibilmente, anch'esso strettamente personale. Mi dispiace affermare che questo libro seppur piacevole e ben fatto non ha rispettato a pieno le mie aspettative, forse un po' troppo alte, alimentate dal finale a sorpresa di "L'uccello del malaugurio". L'impressione personale è che in questa storia manchi qualcosa o che il fatto emotivo ed intimo sia troppo presente, tramutandolo quasi in un romanzo mistery che in un vero e proprio thriller. In conclusione una buona lettura, ma non il migliore della serie. 


Voto: 7.5

Frase: "Ormai avevano accettato da tempo il fatto che l'incostanza della vita e del destino non era nelle loro mani. Facevano quello che potevano, tentavano di vivere come riuscivano. Il resto era affidato alla provvidenza"



Camilla Lackberg (nome completo Jean Edith Camilla Lackberg Erikson) nasce a Fjallbacka il 30 agosto 1974. Dopo gli studi in economia a Goteborg si trasferisce nella capitale Stoccolma dove lavora nel marketing, attività che abbandona per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, da sempre suo grande hobby. Oltre alla celebre serie poliziesca, ha scritto anche libri di cucina e, ispirandosi ad uno dei suoi figli, libri per bambini. Attualmente vive con i quattro figli e il terzo compagno. Il suo esordio è avvenuto nel 2010 con "La principessa si ghiaccio", diventato poi bestseller mondiale e vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière. Ne fanno seguito "Il predicatore", "Lo scalpellino", "L'uccello del malaugurio", "Il bambino segreto", "La sirena", "Il guardiano del faro", "Il segreto degli angeli", "Tempesta di neve e profumo di mandorle", "Il domatore di leoni" e "La strega". Di sua pubblicazione anche "Donne che non perdonano", uscito nel 2018.

venerdì 15 marzo 2019

Recensione: "Il garzone del boia" di Simone Censi

Buongiorno amici lettori!
Oggi è venerdì, per la precisione venerdì 15 marzo, e questo è giorno molto importante; ho ufficialmente recuperato tutte le letture passate!!! Alè alè alè!! Per essere precisi all'appello me ne mancano ancora due; "La donna scomparsa" di Sara Blaedel, letto in anteprima per Thrillernord, e "Cara Ijeawele. Ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista" di Chimamanda Ngozi Adichie, libro scelto per la lettura mensile del gruppo di lettura femminista a quale anche questo mese ho partecipato. Entrambe le recensioni sono pronte ma dovrò attendere un po' per pubblicarle in quanto per il primo dovrò aspettare la pubblicazione di Thrillernord e per il secondo ho preferito riservarla per la fine del mese in modo da adeguarmi alla discussione del gruppo. Detto questo oggi vi parlo di "Il garzone del boia" romanzo storico scritto da Simone Censi, che ringrazio di cuore per avermi proposto la sua opera. Essendomi dilungata troppo per la presentazione finisco qui, se siete interessanti a saperne di più, qui sotto trovate la mia recensione





Titolo: Il garzone del boia
Autore: Simone Censi
Paese: Italia
Genere: Romanzo storico
Pagine: 200
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Elison Publishing
Ebook: 3.99 euro 
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Ambientato nell'Italia dell'Ottocento, "Il garzone del boia" narra la storia di uno dei più celebri esecutori della storia; Mastro Titta, alla nascita Giambattista Bugatti, infallibile giustiziere dello Stato Pontificio. La sua storia viene raccontata dal suo primo garzone, soprannominato Balzarino (il suo vero nome non verrà mai rivelato) che ormai vecchio e ancora tormentato dai fantasmi del passato decide di ripercorrere la sua storia, da quando, molto giovane è stato dal padre venduto al celebre carnefice. Durante tutta la narrazione, composta in vari racconti delle esecuzioni avvenute, memorie e diari, si respira il grande affetto provato dal narratore verso il suo padrone, più visto come un padre, una figura silenziosa, possente ma capace di dimostrare una premura da lui in aspettabile. Simone Censi decide di arricchire la sua storia inserendo molte espressioni e a volte addirittura interi paragrafi nel dialetto usato in quell'epoca, decisione singolare ma capace di rendere l'opera più veritiera possibile e far risultare al lettore ancora più d'effetto il racconto delle varie uccisioni con tanto di percorso che ha portato gli assassini alla forca. Certo questo libro non appare adatto ai lettori più sensibili ma chi ha voglia addentrarsi un un'oscuro ed intrigante periodo della nostra storia non può che risultarne particolarmente colpito grazie all'attenzione che riserva l'autore nel mantenere vive tutte le citazioni storiche raccolte nel corso della sua ricerca. In conclusione una lettura che si rivela da subito estremamente interessante e che scorre piacevolmente grazie ad un gioco di stili e di generi che rende la narrazione pulsante e attiva. Assolutamente perfetto per chi ama la storia e vuole conoscere un personaggio ad oggi ancora poco conosciuto.

Voto: 7.5

Frase: "Mastro Titta artista in quel che faceva lo era, eccome. Nella sua sterminata carriera di sterminio, non ebbe mai una pecca, mai un passo falso, un professionista che rimase a giusto titolo nella storia. Bisogna dire che poi alla storia è stato consegnato così, come l'infallibile boia dello Stato Pontificio e se fosse stato veramente in questo modo, non ci sarebbe stato bisogno che io mi mettessi a raccontare questa storia"



Simone Censi è marito, padre, impiegato e scrittore. Vive a Corridonia, in provincia di Macerata, e ha pubblicato due romanzi, "Amico, nemico" per Montag nel 2015 e "Il garzone del boia" per Elison Publishing nel 2018