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venerdì 4 ottobre 2019

Segnalazione Thrillernord; "La tigre" di Joel Dicker

Buon venerdì a tutti amici lettori!
La settimana sta finendo, è quasi tempo di relax ma io ho ancora qualche recensione da condividere con voi prima da dare via al weekend. Inizio con una segnalazione direttamente dal sito thrillernord.it perchè giusto ieri è stata pubblicata la mia recensione di "La tigre" primo racconto scritto da un giovane Joel Dicker e ristampato quest'anno da "La nave di Teseo". Si tratta di un racconto breve che assume le caratteristiche di una vera e propria fiaba che mostra una bella ed importante morale sul lato più corrotto dell'animo umano. Interessantissimo per chi vuole scoprire questo celebre autore in una veste un po' diversa. Qui sotto trovate la trama, la scheda libro e l'immancabile link per leggere la mia recensione completa sul sito thrillernord.it




Titolo: La tigre
Autore: Joel Dicker
Paese: Svizzera
Titolo originale: Le Tigre
Genere: Racconto illustrato
Pagine: 60
Prima pubblicazione estera: 2005
Prima pubblicazione italiana: 2016, Bompiani
Casa editrice italiana: La nave di Teseo
Anno edizione: 2019
Prezzo di copertina: 12 euro copertina flessibile 
Ebook: 6.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs




Trama: 
All’inizio del XX secolo, una notizia drammatica sconvolge l’opinione pubblica di San Pietroburgo, la capitale dell’Impero russo. Nella lontana Siberia una tigre semina il terrore, aggredisce il bestiame e massacra gli abitanti dei villaggi. Pochi testimoni sono riusciti a sfuggire ai suoi assalti. Lo zar decide di offrire una ricompensa straordinaria a chi riuscirà a uccidere l’animale, l’equivalente del peso della Tigre in monete d’oro. I migliori cacciatori di tutta la Russia si dirigono verso la Siberia per catturarla, ma l’animale schiva le loro trappole e scompare nella steppa: da preda diventa lei stessa cacciatrice spietata. Nessuno sembra in grado di fermarla finché Ivan, un giovane di San Pietroburgo, decide di farsi avanti. Per avere la meglio sulla Tigre, ricorre a uno stratagemma implacabile e terrificante: l’ultima tappa di un duello avvincente che rischia di ritorcersi contro di lui


Voto: 7


Joël Dicker è nato il 16 giugno 1985 a Ginevra, nella zona francofona della Svizzera. Di origine russa ed ebraica, è figlio di una bibliotecaria e di un insegnate di francese e per un periodo frequenta la scuola di recitazione Drama School in Cours Florent a Parigi prima di tornare a Ginevra e laurearsi in legge. La sua carriera letteraria inizia nel 2005 con la pubblicazione del piccolo romanzo "La tigre", ma decolla solo nel 2011 con l'uscita del suo primo romanzo "Gli ultimi giorni dei nostri padri". Il successo mondiale arriva nel 2012 con la pubblicazione del thriller best seller "La verità sul caso Harry Quebert". Di sua pubblicazione anche "Il caso dei Baltimore", il secondo thriller con protagonista lo scrittore Marcus Goldman e "La scomparsa di Stephanie Mailer".

martedì 10 luglio 2018

Recensione; "Quando eravamo eroi" di Silvio Muccino

Buongiorno amici lettori!
Martedì è giunto e il mio tanto agognato viaggio si avvicina, ma prima di salutarvi ed invitarvi a continuare a seguirmi su Instagram dove continuerò ad essere attiva anche in questi giorni, vi voglio parlare del terno libro di Luglio, un libro che desideravo leggere da tanto e che non solo ha rispettato tutte le aspettative, ma è stato capace di regalarmi emozioni totalmente inaspettate: sto parlando di "Quando eravamo eroi" il ritorno ufficiale di Silvio Muccino scrittore dopo la creazione di "Parlami d'amore" scritto con Carla Vangelista (se volete leggere la recensione, potete trovarla a questo link).
Come forse sapete, Silvio Muccino è uno dei pochi artisti italiani che stimo veramente di cuore; oltre ad apprezzare il suo lavoro come attore e sceneggiatore, trovo che sia una persona eccezionale, sempre limpida e sincera nell'esporre i suoi pensieri e le sue emozioni.
Questa sua innata trasparenza non può non emergere all'interno delle pagine di questo bellissimo libro, per cui devo assolutamente ringraziare La nave di Teseo, per avermi dato la possibilità di leggerlo.
Ecco a voi la mia recensione



Titolo: Quando eravamo eroi
Autore: Silvio Muccino
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: La nave di Teseo
Prezzo di copertina: 17 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro 
Link per l’acquisto Amazon e ibs







Sono passati quindi anni da quando non hanno più sue notizie e quando, tra la posta in arrivo, ritrovano una email di Alex, Eva, Rodolfo, Melzi e Troquemada, non sanno davvero come reagire.
Alex. Il ragazzo che grazie al suo aiuto e alla sua innata comprensione, si è guadagnato un ruolo fondamentale nelle loro vite di adolescenti e li ha uniti indissolubilmente. Lo stesso ragazzo che, a pochi giorni dalla maturità, è scomparso nel nulla senza lasciare traccie, lasciandoli soli nel più completo sconforto. Ora, dopo tutto quel tempo, ha deciso di ritornare e di invitarli tutti a passare un weekend insieme nella sua casa di campagna che più volte gli ha visti uniti. Un weekend che solo lui sa essere l'ultimo perchè ha finalmente preso una decisione che covava da diverso tempo; vuole porre fine alla propria vita ma vuole prima chiarirsi con loro, con i suoi compagni, con i suoi Alieni.


Questo è uno di quei pochissimi splendidi romanzi che ti danno così tante cose da dire che poi alla fine non riesci a dire nulla. Ma visto che non posso esimermi dal fare una recensione come si deve (e non mi sembra molto corretto dirvi "Leggetelo!" e basta) proverò ad iniziare a parlare delle emozioni che fin dalle prime pagine è riuscito a farmi provare.
Un libro che come incipit presenta la dichiarazione chiara e senza indugi del protagonista che annuncia il suo suicido si assicura già di diritto il presupposto di far cadere qualche lacrima, cosa "Quando eravamo eroi" fa di certo. Ma il bello di questo libro non è solo la commozione che si può provare ma soprattutto la quantità e la qualità di sentimenti, di angosce, di desideri di cui le sue pagine sono impregnate; attraverso i cinque personaggi (che pur essendo presentati dall'entrata in scena di Alex, risultano tutti importanti a modo loro) Silvio Muccino riesce a toccare una così grande quantità di corde che risulta impossibile non sentirsi in qualche modo tirati in causa.
"Quando eravamo eroi" parla della presa di coscienza di sè e della propria vita, che alle volte può essere a dir poco ardua e dolorosa; parla dell'amicizia, dell'amore che alcune volte può diventare talmente forte da trascendere il tempo, le colpe, la lontananza; parla dei rapporti che solo in un periodo delicato come l'adolescenza possono nascere; parla di rivalsa, parla di coraggio, parla di perdono. Parla di tutto questo, e anche di più, in sole duecentoquaranta pagine, in un tripudio di situazioni e di contesti capace di lasciarti senza fiato. Se questo non è talento, io non so proprio cosa sia.
La cosa più strabiliante rimane comunque la capacità dello scrittore di parlare di argomenti così seri ed importanti mantenendo però uno stile di scrittura intuitivo e scorrevole che permette in questo modo di non appesantire inutilmente tematiche già di per sè "pesanti", nel senso buono del termine.
Forse ancor più che nel primo romanzo, in cui si intuiva al direzione e l'influenza di una personalità più esperta, Silvio dona attraverso i suoi scritti una grande parte di sè, un lato profondo ed intimo, e questo suo regalo è costantemente percepibile durante la lettura, rendendola assolutamente speciale. Non posso fare a meno di ringraziarlo indirettamente per questo suo libro, per aver creato una storia così bella, per aver dato vita a personaggi che mi hanno dato innumerevoli spunti di riflessioni, che sono stati i miei compagni, che mi hanno fatto partecipe della loro vita e che si sono totalmente confessati con me durante la lettura, che avrei voluto potesse durare un po' di più.
Chissà, forse l'autore ci farà una grande sorpresa e continuerà la storia. Oppure (più probabilmente, visto che si presta moltissimo) gli darà la vita attraverso una trasposizione cinematografica.
In ogni caso, io lo aspetterò con ansia e con enorme affetto.


Voto: 9

Frase: "Eravamo cinque alieni in cerca di casa, di un pianeta o di una stella dove non sentirci costantemente inadeguati, diversi e dove essere al sicuro. Non trovandola, la costruimmo noi, quella stella"



Silvio Muccino nasce a Roma il 14 Aprile 1982 dal dirigente Rai Luigi Muccino e dalla pittrice Antonella Cappuccio. Minore di tre fratelli, Silvio viene iniziato nel mondo del cinema da giovanissimo, grazie al fratello Gabriele, celebre regista. Dopo alcuni scontri famigliari, Silvio decide di intraprendere la propria strada che lo vede affermarsi sempre di più come regista e sceneggiatore.
Il suo esordio come scrittore avviene nel 2006 con la pubblicazione di "Parlami d'amore" scritto a quattro mani con la collega e amica Carla Vangelista. "Quando eravamo eroi" è il suo secondo romanzo.

venerdì 8 giugno 2018

Recensione; "La scomparsa di Stephanie Mailer" di Joël Dicker

Buon venerdì a tutti amici lettori!
Anche al prima settimana di Giugno sta volgendo a termine e io voglio concluderla in modo decisamente adeguato, parlandovi del libro che, come molti lettori, ho anche io appena finito di leggere; sto parlando di "La scomparsa di Stephanie Mailer", l'ultimo attesissimo e chiacchieratissimo thriller firmato Joël Dicker.
Devo ringraziare La nave di Teseo, con cui ho iniziato una splendida collaborazione, per avermi mandato una copia digitale di questo libro, che ho voluto leggere pian piano, attentamente, lasciandomi trasportare dagli intrighi che sono un autore come Dicker sa creare.
Ecco a voi la mia recensione.



Titolo: La scomparsa di Stephanie Mailer
Autore: Joël Dicker
Paese: Svizzera
Titolo originale: La disparition de Stephanie Mailer
Genere: Thriller
Pagine: 712
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice italiana: La nave di Teseo
Prezzo di copertina: 22 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






È una sera molto speciale per il Capitano della polizia statale di New York, Jesse Rosember; i suoi superiori hanno infatti deciso di dedicargli una serata evento, per festeggiare la sua carriera in vista della sua decisione di lasciare la polizia per dedicarsi ad un progetto rimandato da tempo. Jesse è conosciuto da tutti come un investigatore eccezionale, dal istinto e del fiuto infallibile, tanto da aver fatto guadagnare il soprannome di "Capitano 100%". Ma è proprio all'uscita del posto dove si è tenuto l'evento che Jesse scopre di non essere stato sempre così irreprensibile come ha creduto; ad aprirgli occhi è Stephanie Mailer, giovane e determinata giornalista, decisa a riportare alla luce un terribile fatto successo vent'anni prima nella cittadina di Orphea, località turistica negli Hamptons, dove, la sera dell'inaugurazione del primo Festival Teatrale, è stato compiuto un quadruplice omicidio, primo caso affidato a Jesse e al collega Derek, da tempo considerato risolto. L'assassino è stato dichiarato essere Ted Tannembaum, proprietario del ristorante più famoso di Orphea, una testa calda ex carcerato, ma secondo Stephanie Mailer in quell'indagine è stato compiuto un grave errore, nessuno ha visto un fattore importante, chiave per trovare il vero responsabile. Colpito dalle dichiarazioni della giornalista, Jesse tenta in tutti i modi di rintracciarla, ma senza riuscirci; Stephanie Mailer è infatti scomparsa improvvisamente nel nulla e con lei anche l'unica speranza di scoprire la verità.
Così Jesse, affiancato nuovamente da Derek e aiutato dalla giovane ispettrice Anna, sarà costretto a ritornare ad Orphea e scavare ancora più a fondo tra le sordide vicende e i molti personaggi che si nascondo nella tranquilla cittadina. Chi è stato davvero ad uccidere il sindaco Gordon, la sua famiglia e la giovane libraia Meghan Padalin? Ted Tannenbaum era realmente colpevole o hanno compiuto un terribile errore? E soprattutto, che fine ha fatto Stephanie Mailer?


Partendo dal presupposto che essere aver scritto un libro così tanto amato come "La verità sul caso Harry Quebert" può essere un grande vantaggio ma anche un grande svantaggio, con tutte le aspettative mancate e le delusioni correlate, devo ammette che questo nuovo thriller di Joël Dicker su molti punti mi ha piacevolmente colpito. Inanzi tutto ho ritrovato il suo stile di scrittura che, anche nelle sue opere precedenti, piaciute o meno, si è rivelato essere sempre estremamente scorrevole, intuitivo e coinvolgente. Dicker ha l'immensa capacità di scrivere 700 pagine e farle "pesare" come se fossero 300, pregio che permette anche a quei lettori che temono i mattoni di approcciarsi e apprezzare le sue opere. Per quanto riguarda questo nuovo thriller, l'impressione che sia ha fin da subito è che sia molto simile, per fittezza della trama e struttura della narrazione, molto simile al celebre thriller precedente, cosa che non può che essere positiva, considerando l'opera a confronto.
Dicker ci fa entrare fin da subito in una vicenda che risulta essere già intrigata ancor prima di iniziare e che si complica ancora di più andando avanti con le pagine, sfociando in una così grande quantità di buchi nell'acqua che anche il lettore arriverà a chiedersi "Ma troveremo il bandolo della matassa, prima o poi, sì o no?". Bhè prima di arrivare alla soluzione ce ne sarà di strada da fare, attraverso vicende da svelare e soprattutto districandosi tra un grande numero di personaggi, su cui l'autore fa molto affidamento per rendere la storia incredibilmente intricata. A parte i tre narratori principali ossia, il protagonista Jesse e i suoi due colleghi Derek e Anna, la narrazione vedrà continui cambi di fronte e di stile (parti scritti in prima persona, parti scritti in terza persona, diari, testi teatrali, articoli, flash back ect..) che intrecciano due vicende, una che riguarda un pluriomicidio compiuto vent'anni prima e l'altra che riguarda la scomparsa della giornalista che stava riaprendo il caso, e che fanno assumere all'opera quasi la caratteristica di un vero romanzo corale.
L'idea principale di Dicker in questo libro è proprio quella di confonderci, e in parte ci riesce benissimo, ma anche quella di darci una quantità tale di elementi da risultare assolutamente impossibile per il lettori scoprire il colpevole fino a quando non verrà svelato. Se è un thriller imprevedibile quello che state cercando, certamente questo libro fa per voi.
Gli argomenti che vengono trattati sono davvero moltissimi e spaziano in diversi campi; dalla vendetta alla prostituzione, dai tradimenti alla gelosia, dalla dipendenza da droga al bullismo, senza contare il ruolo fondamentale che viene dato all'amore, ancora una volta fulcro delle opere di questo autore, che oltre ad essere bello e bravo, risulta anche parecchio romantico. Cosa aggiunge.. beata chi se lo piglia!
Bisogna anche dire però che le opere di Dicker, e questa in particolare, seppur dotate di una grande scorrevolezza, non si prestano molto a chi i libri vuole leggerli come bere un bicchier d'acqua; necessitano di tempo, di relax e di molta molta concentrazione. Per questo il mio consiglio è quello di acquistare questo libro adesso e conservarlo per le vacanze, in modo di poter apprezzare a pieno e lasciarsi travolgere da un indagine che difficilmente si farà dimenticare.

Voto: 7.5

Frase: "Quando uccidi una volta, puoi uccidere due volte. E quando hai ucciso due volte, puoi uccidere l'intera umanità. Non ci sono più limiti"



Joël Dicker è nato il 16 giugno 1985 a Ginevra, nella zona francofona della Svizzera.


Di origine russa ed ebraica, è figlio di una bibliotecaria e di un insegnate di francese e per un periodo frequenta la scuola di recitazione Drama School in Cours Florent a Parigi prima di tornare a Ginevra e laurearsi in legge. La sua carriera letteraria inizia nel 2005 con la pubblicazione del piccolo romanzo "La tigre", ma decolla solo nel 2011 con l'uscita del suo primo romanzo "Gli ultimi giorni dei nostri padri". Il successo mondiale arriva nel 2012 con la pubblicazione del thriller best seller "La verità sul caso Harry Quebert". Di sua pubblicazione anche "Il caso dei Baltimore", il secondo thriller con protagonista lo scrittore Marcus Goldman e "La scomparsa di Stephanie Mailer".