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mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione: "Il labirinto degli spiriti" di Carlos Ruiz Zafòn

Buongiorno cari amici lettori!
Finalmente per voi una nuova recensione, che riguarda la mia ultima lettura, libro che finito di leggere proprio ieri sera; "Il labirinto degli spiriti" di Carlos Ruiz Zafòn con cui ho concluso la sua famosissima serie "Il Cimitero dei Libri Dimenticati", una serie che mi ha davvero convinto, regalandomi molto e lasciandomi qualcosa di molto bello dentro.
Ecco la mia recensione.


Titolo: Il labirinto degli spiriti
Autore: Carlos Ruiz Zafòn
Paese: Spagna
Titolo originale: El laberinto de los espiritus
Genere: Romanzo/Thriller
Pagine: 832
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo di copertina: 20 euro copertina rigida, 16.50 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro

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Ci troviamo a Barcellona alla fine degli anni '50, mentre la famiglia Sempere continua la sua solita vita tra le pareti della libreria a Madrid, la giovane e oscura Alicia Gris, viene contattata dal suo capo Leandro per occuparsi di una strana faccenda. Qualche giorno prima, in seguito ad una sfarzosa festa organizzata in casa sua, il ministro Mauricio Valls è misteriosamente scomparso insieme al suo fedele guardiaspalle. La macchina viene ritrovata a Barcellona ma al suo interno non c'è nulla a parte qualche traccia di sangue. Tutto fa pensare che si possa trattare di un sequestro di persona, pensiero confermato dal fatto che Valls abbia ricevuto in passato numerose lettere minatorie da un certo Salgado, ex ladro rinchiuso nel carcere di Muntjuic nel periodo in cui Valls ne era il direttore.
Così Alicia, affiancata a forza con il veterano Vargas, è costretta a tornare nella sua città natale e ad affrontare tutti i dolorosi ricordi del passato, dall'assassinio dei suoi genitori ai dolori della guerra, fino ad incontrare nuovamente l'uomo che tanti anni prima ha cercato in tutti i modi di salvarla; Fermìn Romero de Torres.


Quarto e ultimo capitolo della serie "Il Cimitero dei Libri Dimenticati", "Il labirinto degli spiriti" ci porta a dare un punto alle complicate e torbide vicende che avevano formato i tre libri precedenti, attraverso l'arrivo di un nuovo intrigante personaggio, quello di Alicia Gris, donna affascinante e pericolosa che in qualche modo sembra raccogliere in sè la vera essenza della Barcellona in cui Zafòn ci ha portato a viaggiare; una Barcellona velata di oscurità e mistero e abitata da personaggi maledetti che giungono a terribili patti con le forze oscure e con sè stessi e che viaggiano continuamente sull'orlo della follia.
Lo stile di scrittura di questo scrittore è senza alcun dubbio uno dei migliori presenti ultimamente del panorama della letteratura europea. Appare quasi incredibile il fatto che, nonostante le sue ottocento pagine, anche questo libro si legga in maniera così scorrevole e fluida, seppur però senza lasciare in sospeso nulla. Magnifiche le descrizioni dei paesaggi e di tutti i punti della città in cui si sviluppa la storia e meravigliosa le descrizioni dei personaggi, in particolare quelli che compongono la famiglia Sempere; Daniel, Bea, Fermìn, Bernarda, Juliàn, Sofia, Nonno Juan e tutti gli altri sono stati capaci di guadagnarsi un posto nel mio cuore da cui non se ne andranno mai.
Questo quarto libro è anche quello delle rivelazioni; se, infatti, il ruolo di David Martin (lo scrittore maledetto protagonista di "Il gioco dell'angelo" e in un certo senso anche di "Il prigioniero del cielo") aveva fin'ora qualche aspetto non proprio chiaro, in questo libro viene completamente svelato, in un modo che in qualche modo rivaluta anche l'unico libro della serie che non aveva propriamente convinto. Se, proprio in quel secondo capitolo, mi ero confermata sulla somiglianza di temperamento tra David e Daniel, dopo aver letto questo libro, anche questo aspetto mi appare assolutamente più chiaro.
Proprio parlando di Daniel, forse è lui l'unico punto che mi lascia un po' di amaro in bocca. Essendo uno dei personaggi che più avevo amato nei libri precedenti (soprattutto nel primo inimitabile capitolo) mi aspettavo forse un po' di più da lui in questo epilogo. In realtà invece, il giovane libraio che abbiamo visto diventare grande, in "Il labirinto degli spiriti" appare più come un personaggio di margine che il vero protagonista, messo in evidenza solo per il suo collegamento con Valls, uomo su cui aveva giurato di vendicare l'omicidio della madre, e destinato a crollare in un turbine di rabbia e risentimento da cui non riuscirà mai davvero ad uscire.
I veri protagonisti della storia appaiono essere invece due "new entry"; la prima è Alicia Gris e il secondo il piccolo Juliàn, figlio di Daniel e Bea, che una volta diventato grande si rivela essere proprio il creatore della serie in cui dona a tutte le storie che l'anno preceduto la tanto meritata immortalità e rimette in gioco una vecchia conoscenza, il misterioso e maledetto scrittore da cui prende il nome.
Intrighi e scene degne di una grande tragedia teatrale anche questa volta non posso mancare, creando un epilogo intrigante e sorprendente che rende l'intera serie davvero indimenticabile.


Voto: 8

Frase: "Per lo più, noi mortali non arriviamo a conoscere il nostro vero destino; semplicemente, ne veniamo investiti. Quando alziamo la testa e lo vediamo allontanarsi lungo la strada, è già tardi [...] La speranza è soltanto la fede che quel momento non sia ancora giunto, che riusciremo a vedere il nostro vero destino quando si avvicinerà e potremo saltarci a bordo prima che l'opportunità di essere noi stessi svanisca per sempre e ci condanni a vivere di vuoto, rimpiangendo ciò che doveva essere e non è mai stato"


Carlos Ruiz Zafòn nasce a Barcellona il 25 Settembre 1964 e dal 1996 vive a Los Angeles dove lavora anche  come sceneggiatore.
Ha iniziato la sua carriera come scrittore nel 1993 scrivendo libri per bambini e ragazzi e ha esordito nella letteratura per adulti nel 2002 con la pubblicazione di "L'ombra del vento", primo dei suoi grandi successi che lo hanno portato al successo mondiale.
"Il labirinto degli spiriti" è il quarto e ultimo libro della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati preceduto da "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo" e"Il prigioniero del cielo".
Di sua pubblicazione anche la Trilogia della Nebbia ("Il principe della nebbia", "Il palazzo della mezzanotte", "Luci di Settembre") e "Marina".


giovedì 9 novembre 2017

Recensione; "Il prigioniero del cielo" di Carlos Ruiz Zafon

Buongiorno cari lettori!
Si preannuncia un altra giornata all'insegna del maltempo, perfetta per rifugiarsi nella lettura se sono non si avesse così tanto da fare come ho io oggi
Mi aspetta infatti una giornata decisamente impegnativa e quindi bando alle ciance e iniziamo subito alla grande con la recensione di una delle mie ultimissime letture; "Il prigioniero del cielo", terzo capitolo della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati di Carlos Ruiz Zafon, un opera che mi colpito ed entusiasmato con un'infinita serie d'incredibili colpi di scena!
Vi ricordo che sul blog trovate le recensioni dei primi due capitoli della serie "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo"



Titolo: Il prigioniero del cielo
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Paese: Spagna
Titolo originale: El Prisionero del Cielo
Genere: thriller
Pagine: 349
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo di copertina: 18 euro copertina rigida, 12 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro

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Daniel Sempere è un uomo adulto ormai, è passato un anno dalla conclusione delle vicende che l’hanno visto protagonista de "L'ombra del vento”, è felicemente sposato con Bea e il piccolo Julian cresce sempre di più.
Siamo alle soglie del Natale 1957 quando una mattina alla liberia Sempere e Figli si presenta uno strano personaggio, un uomo anziano terribilmente mutilato che offre una cifra spropositata per acquistare una rara edizione de "Il conte di Montecristo” che poi lascia, con una particolare dedica, come regalo a Fermin.
Daniel incuriosito da questo strano figuro e dal suo comportamento decide allora di seguirlo e scopre delle cose molto particolari che solo il caro amico, attraverso un racconto dettagliato del suo passato e soprattutto del suo periodo passato in prigione, potrà svelar e che lo porterà nuovamente di fronte ad un nuovo grande pericolo.
Lo strano uomo infatti non è il solo ad essere improvvisamente tornato dal passato che in qualche modo accomuna entrambi i personaggi, ma si staglia lontana la figura di Mauricio Valls, il direttore del carcere all’epoca della reclusione di Fermin, che per qualche ragione, attraverso una vecchia conoscenza, sta cercando di avvicinarci a Daniel, utilizzando la sua tanto amata consorte.


Terzo capitolo della serie “Il Cimitero dei Libri Dimenticati”, la prima cosa che mi ha colpito, non posso nasconderlo è stata il numero di pagine, decisamente minore rispetto ai primi due libri.
Basandosi su questo aspetto il pensiero che ho avuto inizialmente è che si trattasse di un libro creato per "mettere qualche pezza" e spiegare ciò che era rimasto in sospeso nelle prime letture.
E infatti in parte è proprio di questo che si tratta se non fosse che, a dispetto di qualsiasi mia personale aspettativa, si rivela ben presto essere anche un modo per unire le storie dei due protagonisti dei primi capitoli che fino a questo momento avevano percorso due vite a sè.
In "Il prigioniero del cielo" ritroviamo sorprendentemente sia Daniel Sempere, il famoso protagonista del tanto amato “L’ombra del vento” che riprende in questo terzo capitolo il compito di raccontare la vicenda, sia David Martin, lo scrittore maledetto su cui si basa la narrazione del secondo capitolo “Il gioco dell’angelo”.
David è infatti uno dei compagni di reclusione di Fermin, quello da cui prende proprio nome il romanzo perché soprannominato appunto “il prigioniero del cielo”, e quello più importante, non solo per il suo mestiere e per i suoi problemi psichici ma anche perché è colui che, proprio utilizzando l’ingegnoso piano descritto ne “Il conte di Montecristo”, permette a quest’ultimo di riuscire ad evadere e conquistarsi la libertà.
Questo per me è stato un libro decisamente sorprendente, sono stata inanzi tutto felice di ritrovare Daniel e di avere finalmente il vero continuo di “L’ombra del vento”, e mi è sembrata veramente meravigliosa la comparsa anche di David, personaggio che, nonostante il giudizio non del tutto positivo sull'opera, mi era piaciuto molto in "Il gioco dell'angelo". 
Se vi ricordate (e se no, vi basta andare a rileggerla al link che trovate in altro), inoltre, nella recensione di “L’ombra del vento” ero stata io stessa a citare "Il conte di Montecristo" associandolo alla storia di  vendetta di Julian Carrà ed è stato molto divertente ritrovarlo così presente in questa nuova opera.
Preciso dicendo che il libro mi è piaciuto molto ma devo dissentire su una piccola prefazione fatta dall'autore; Zafòn annuncia infatti che quella del Cimitero dei Libri Dimenticati è una serie che può essere approcciata attraverso ognuno dei quattro libri che la compongono, che non per forza chi vuole leggerla deve iniziare dal primo e che ogni romanzo è formato da una storia che si chiude in sé.
Se questo era perfettamente visibile di primi due capitoli, la quale lettura può essere davvero alternata senza complicazioni ma anzi seguendo l’ordine di tempo, non vale di certo per questo romanzo che non solo apparirebbe totalmente confuso se letto senza aver prima conosciuto le vicende dei primi due libri ma nemmeno si conclude con l’ultima pagina, lasciando invece aperti un sacco di punti che certamente verranno ripresi nel quarto e ultimo capitolo.
“Il prigioniero del cielo” è un modo perfettamente riuscito di approfondire la storia di uno dei personaggi più amati della serie, di collegare abilmente i due primi capitoli con l’uso di numerosi colpi di scena, tipici della scrittura di Zafon, e spiegare alcune parti lasciare precedentemente in sospeso, ma per leggerlo è necessario aver letto prima i precedenti due romanzi.
Trovo lo stile di Zafon assolutamente perfetto, nella scorrevolezza nella descrizioni delle situazioni, luoghi e personaggi, nella creazione di una storia che prende sempre svicoli che nessuno potrebbe mai predire e che lascia il lettore sempre a bocca aperta.
Sono molto contenta di aver conosciuto questo scrittore che mi sta entusiasmando ogni libro di più e non vedo l’ora di leggere “Il labirinto degli spiriti”, l’ultimo di questa tetralogia, per scoprire cos'altro avrà in serbo per me e come si concluderà questa bellissima serie.
Dopo una piccola delusione di “Il gioco dell'angelo", con questo torniamo a livelli decisamente alti.


Voto: 8


Frase: “E se un giorno, inginocchiato di fronte alla sua tomba, sentirai il fuoco della rabbia che tenta di impadronirsi di te, ricorda che nella mia storia, come nella tua, c’è un angelo che possiede tutte le risposte..”



Carlos Ruiz Zafòn nasce a Barcellona il 25 Settembre 1964 e dal 1996 vive a Los Angeles dove lavora anche  come sceneggiatore.
Ha iniziato la sua carriera come scrittore nel 1993 scrivendo libri per bambini e ragazzi e ha esordito nella letteratura per adulti nel 2002 con la pubblicazione di "L'ombra del vento", primo dei suoi grandi successi che lo hanno portato al successo mondiale.
"Il prigioniero del cielo" è il terzo libro della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati preceduto da "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo" e seguito da "Il labirinto degli spiriti".
Di sua pubblicazione anche la Trilogia della Nebbia ("Il principe della nebbia", "Il palazzo della mezzanotte", "Luci di Settembre") e "Marina".

mercoledì 25 ottobre 2017

Recensione: "Il gioco dell'angelo" di Carlos Ruiz Zafòn

Ed ecco la recensione!
Finalmente vi parlo di "Il gioco dell'angelo", secondo capitolo della serie del Cimitero dei Libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafòn, ed è tutta la settimana che non vedevo l'ora di farlo perchè è stata una lettura a dir poco controversa..


Titolo: Il gioco dell'angelo
Autore: Carlos Ruiz Zafòn
Paese: Spagna
Titolo originale: El juego del àngel
Genere: thriller
Pagine: 676
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2004
Prezzo di copertina: 22.00 copertina rigida, ma lo trovate usato oppure in versione economica Oscar Mondadori
Ebook: 7.99 euro






David Martin, giovane aspirante scrittore, dopo essere stato abbandonato dalla madre quand’era molto piccolo e dopo aver visto assassinare il padre davanti ai suoi occhi, rimane completamente solo. Per fortuna può contare sull’affetto e sul sostegno del suo mentore, don Pedro Vidal, famoso scrittore che lo sostiene finanziariamente e gli trova un lavoro presso la redazione di un giornale.
È proprio tra le file della Vox de la Industria che David inizia a farsi strada pubblicando le sue opere, racconti dai risvolti scabrosi ambientati nei bassifondi di Barcellona, e in seguito trova lavoro presso una piccola casa editrice gestita da due loschi figuri scrivendo sotto lo pseudonimo di Ignatius B. Samson.
Ha compiuto ormai ventisette anni quando una serie di malori lo spingono a chiedere il parere ad un medico che gli da una tragica notizia: ha un tumore al cervello e gli resta poco tempo da vivere.
Cosciente della sua premature fine David si convince a realizzare il suo sogno, vedere pubblicato un libro con il suo vero nome sopra. Così lavora giorno e notte e proprio quando il libro viene pubblicato e risulta un vero fiasco, viene contattato da un oscuro personaggio che si presenta come un editore francese che gli fa un offerta che non potrà rifiutare: scrivere un libro per lui in cambio della vita eterna.
La scelta per lui è praticamente obbligata e inspiegabilmente inizia a stare meglio ma diversi pericoli sono in agguato e lui è deciso ad indagare su due misteri apparentemente diversi; uno riguarda l’identità del suo misterioso principale e l’altro sul libro che ha trovato nel Cimitero dei Libri Dimenticati dove lo ha condotto una notte il caro signor Sempere, il cui autore, morto misteriosamente anni prima, sembra aver vissuto proprio nella sua casa.


Premetto con il dire che dopo un inizio come quello di “L’ombra del vento” è stato per me impossibile resistere alla tentazione di buttarmi a capofitto nel sequel, che però sorprendentemente alla fine si scopre essere un prequel. Infatti come scopriamo nelle ultime pagine, (Zafon probabilmente mi fucilerebbe nel sapere che sto svelando un particolare che lui ha così minuziosamente celato, ma mi perdonerà perché non credo che sia giusto che anche voi, come me, soffriate per 670 pagine senza avere un idea chiave di chi siano i personaggi!) il Signor Sempere citato nel libro non è altro che il nonno di Daniel.
Detto questo devo ammettere che per buona parte del libro la storia mi aveva incredibilmente entusiasmato; era così simile a L'ombra del vento per stile che mi è risultato impossibile non amarla.
Altri termini di paragone si trovano anche nella storia, è infatti impossibile non paragonare David a Daniel, seppur psicologicamente siano molti diversi; David è molto più arrogante e pieno di sé di quanto Daniel abbia mai pensato di essere, però anche lui ama inizialmente una donna che è destinato a perdere, si ritrova a dover scontrarsi con la polizia ed è circondato da continui rimandi agli incendi e affini.
C’è però una grande differenza tra le due opere, differenza che è stata fondamentale nella formazione del mio giudizio: Se il primo capitolo tiene inchiodati fino all'ultima pagina, “Il gioco dell’angelo” ad un certo punto è destinato a perdere intensità, con l’arrivo di personaggi che finiscono solo per destabilizzare e confondere.
Se in "L'ombra del vento" la narrazione corre sul filo del paranormale fino a giungere alla verità più umana possibile, nel secondo così no avviene e anzi, il sovrannaturale rimane sovrannaturale, sfociando in un finale che si può essere anche poetico ma che personalmente ho trovato un po’ assordo.
Devo ammettere di esserne molto dispiaciuta che questa lettura mi sia risultata così controversa, Carlos Ruiz Zafon ha uno stile di scrittura unico, che non può che sorprendere e coinvolgere, e ho apprezzato molto diversi aspetti come il rapporto tra David e Isabella, lui così arrogante e lei, giovane e determinata, che riesce pian piano a scavare oltre la sua armatura per prendersi un posto nel suo cuore.
“Amici?” “Finchè morte non ci separi” penso che sia lo scambio più bello che io abbia mai letto.
Non posso però ignorare di avere un po’ di amaro in bocca riguardo a questo libro e per questo il mio voto non potrà essere molto alto, ma presto mi terrà nella lettura del terzo capitolo della saga, e allora potrò vedere che cosa esso vorrà regalarmi.

Voto:  6.5/10

Frase: La gente normale mette al mondo dei figli, noi romanzieri dei libri. Siamo condannati a metterci la vita, anche se quasi mai ce ne sono grati. Siamo condannati a morire nelle loro pagine e a volte persino a lasciare che siano loro a toglierci la vita”




Carlos Ruiz Zafòn nasce a Barcellona il 25 Settembre 1964 e dal 1996 vive a Los Angeles dove lavora come sceneggiatore.
Ha iniziato la sua carriera come scrittore nel 1993 scrivendo libri per bambini e ragazzi e ha esordito nella letteratura per adulti nel 2002 con la pubblicazione di "L'ombra del vento", primo dei suoi grandi successi che lo hanno portato al successo mondiale.
"Il gioco dell'angelo" è il secondo libro della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati preceduto da "L'ombra del vento" e seguito da "Il prigioniero del cielo" e "Il labirinto degli spiriti".
Di sua pubblicazione anche la Trilogia della Nebbia ("Il principe della nebbia", "Il palazzo della mezzanotte", "Luci di Settembre") e "Marina".


lunedì 23 ottobre 2017

Recensione; "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafòn

Buon lunedì amici lettori!
Da qualche giorno ho finito di leggere "Il gioco dell'angelo" e prima di farvi conoscere il mio commento mi sembra corretto scrivere due parole sul primo capitolo della serie del Cimitero dei Libri Dimenticatici, che ho letto lo scorso mese; il bellissimo "L'ombra del vento"




Titolo: L'ombra del vento
Autore: Carlos Ruiz Zafòn
Paese: Spagna
Titolo originale: La sombra del viento
Genere: thriller
Pagine: 439
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2002
Prezzo di copertina: 12.50 euro, lo trovate anche in versione economica Oscar Mondadori
Ebook: 7.99 euro




Daniel Sempere ha solo dieci anni quando suo padre, gestore di una libreria di Barcellona, lo porta per la prima volta nel Cimitero dei Libri Dimenticati, un posto magico e assolutamente segreto dove il vecchio guardiano Isaac, conserva tutti quei libri che in qualche modo sono andati perduti.
È proprio in mezzo a tutti quei bellissimi libri che Daniel trova quello che sarà destinato a cambiargli la vita per sempre; “L’ombra del vento” un opera di Juliàn Carax.
Sono tanti i misteri dietro questo fantomatico scrittore, vissuto forse a Barcellona, forse a Parigi, forse morto in un duello, forse in un lurido vicolo, e Daniel, che ha perduto una parte di sé nelle pagine del suo romanzo, da quel momento in poi decide di dedicare la sua vita cercando di scoprire la verità e risolvere i misteri che lo circondano. Chi era davvero Juliàn Carax? Che cosa gli è successo? Come mai dei suoi romanzi rimane solo una copia, mentre tutte le altre sono state bruciate da un uomo che si fa chiamare come un personaggio del suo ultimo libro? Chi è realmente l’uomo senza volto che si aggira di notte? È davvero ciò che fa credere? È davvero il diavolo?
Daniel, insieme ai suoi fidati amici, si addentrerà sempre di più una storia che lo porterà dove un semplice ragazzo come lui non dovrebbe stare e scoprirà realtà capaci sia di metterlo in serio pericolo sia di dargli l’occasione di scoprire un po’ di più su alcune parti nascoste di sé.


Nel corso degli ultimi anni avevo spesso sentito parlare di Carlos Riuz Zafòn e la sua serie di opere, in ultimo luogo da una mia amica lettrice che qualche mese fa, incontrandoci, mi aveva raccontato di avere iniziato a leggere questi romanzi e di apprezzarli moltissimo.
Casualemtne qualche giorno dopo, su una bancherella di libri usati ho trovato il primo libro della serie e senza indugiare l’ho subito acquistato.
Devo dire di aver preso un ottima decisione e che tutte le critiche positive su questo romanzo erano assolutamente meritate.
“L’ombra del vento” è romanzo impegnativo, la trama e complessa, con un’intricata rete d personaggi e vicende, ma lo scrittore è stato magistrale nel creare uno stile incredibilmente scorrevole capace di far viaggiare comodamente senza alcun sforzo il lettore nelle sue oltre 400 pagine.
La storia narrata nel libro, in special modo quella di Julian Carax, mi ha ricordato vagamente quella del “Il conte di Montecristo”, libro che ho amato moltissimo. Forse è per questo che mi è piaciuta così tanto, o forse per le parti capaci di farmi scorrere un brivido lungo la schiena, o meglio ancora per via dei personaggi, capaci di farsi amare (come Fermìn o Miguel) oppure odiare (come Clara e soprattutto l’ispettore Fumero), resi così reali da pensare a loro come persone vere e non come figure di fantasia.
È un libro che consiglio vivamente a chi ancora deve leggerlo, in particolare se amate i thriller e le letture che fanno tenere il fiato sospeso fino alla fine.


Voto:  8/10

Frase: “Quando morirò tutto ciò che avrò sarà tuo..” “A parte i sogni”



Carlos Ruiz Zafòn nasce a Barcellona il 25 Settembre 1964 e dal 1996 vive a Los Angeles dove lavora come sceneggiatore.
Ha iniziato la sua carriera come scrittore nel 1993 scrivendo libri per bambini e ragazzi e ha esordito nella letteratura per adulti nel 2002 con la pubblicazione di "L'ombra del vento", primo dei suoi grandi successi che lo hanno portato al successo mondiale.
"L'ombra del vento" è il primo della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati di cui fanno parte anche "Il gioco dell'angelo", "Il prigioniero del cielo" e "Il labirinto degli spiriti".
Di sua pubblicazione anche la Trilogia della Nebbia ("Il principe della nebbia", "Il palazzo della mezzanotte", "Luci di Settembre") e "Marina".