mercoledì 4 aprile 2018

Recensione: "Un segreto non è per sempre" di Alessia Gazzola

Buon pomeriggio a tutti cari amici lettori!
Dopo una lunga e faticosa giornata lavorativa, sono finalmente pronta per parlarvi della mia ultimissima lettura di Marzo, "Un segreto non è per sempre" di Alessia Gazzola.
Come già sapete dal resoconto di Marzo, questo terzo libro della serie "L'allieva" mi è piaciuto molto, tanto da meritarsi il quarto posto ma è senza alcun dubbio il caso di approfondire, quindi, ecco la mia recensione




Titolo: Un segreto non è per sempre
Autore: Alessia Gazzola
Paese: Italia
Genere: Romanzo/Giallo
Pagine: 415
Prima pubblicazione: 2012
Casa editrice italiana: Longanesi
Prezzo di copertina: 14,90 euro copertina flessibile
Ebook: 8.99 euro
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La vita di Alice Allevi scorre come sempre, tra amici e famiglia, dove sono in arrivo incredibili novità come il trasferimento di Yukino e dal matrimonio a sorpresa di Marco ed Alessandra, e l'Istituto di medica legale, dove, nonostante tutto riesce in qualche modo a restare a galla. Tutto inizia quando il dottor Anceschi le chiedi di affiancarlo in una perizia psicologica che riguarda Konrad Azais, un celebre scrittore ungherese risiedente in Italia da diversi anni. Anche solo dai primi incontri, Alice è più che certa che la mente dell'anziano autore geniale sia ancora lucidissima, ma tutto si complica quando lui viene ritrovato morto nella sua camera da letto con, come unici indizi, una strana lettera di addio e un testamento in cui dichiara di lasciare tutta la sua eredità ad Ameliè Volange, figlia di un suo vecchio amico e rivale. Tra intrighi e segreti di famiglia, Alice dovrà ancora una volta inventarsi investigatrice e cercare in tutti i modi di far uscire la giovane Clara, nipote di Azais, l'unica ad aver potuto vedere qualcosa, dal silenzio nel quale è sprofondata.

In questo terzo libro della serie ho trovato un tangibile salto di qualità, sia per quanto riguarda la narrazione che la vicenda descritta. La storia si riprende da dove era stata conclusa nel primo libro, Alice è ancora la solita specializzanda pasticciona troppo curiosa per non ficcare il naso nelle vicende delle vittime che si ritrova sul suo tavolo operatorio. Questa volta però la vicenda si rivela da subito decisamente intricata e la giovane dovrà sia scavare nel passato di Azais, analizzando le sue più famose opere per ricostruire avvenimenti passati, sia destreggiarsi tra i quattro suoi figli, che, seppur diversi sembrano avere tutti un ruolo chiave della soluzione.
Come sempre lo stile di scrittura di Alessia Gazzola è assolutamente piacevole, fresco e scorrevole, permette al lettore di scorrere tra le pagine. Alcuni tocchi di stile e la creazione di una storia intrigante, fa sì, in questo caso che il lettore provi una gran voglia di continuare a leggere.
La storia anche questa volta punta molto sulla forza dei personaggi, in particolare sulla protagonista, l'irresistibile Alice Allevi, che ancora una volta ne combinerà di tutti colori, soprattutto per quanto riguarda la sfera amorosa; il rapporto con Arthur, sempre in viaggio per il suo lavoro, inizia a presentare qualche profonda crepa, accentuata dalla sempre più stretta vicinanza di Claudio, che dopo la rottura con Ambra, torna pericolosamente libero..
Chi già ha iniziato ad intravedere una lotta tra loro due come contendenti al cuore di Alice, ne vedrà delle belle! 
Belle alcune idee, come il fatto d'iniziare ogni capitolo con una citazione, alcune delle quali "scritte" proprio dai protagonisti della storia che in questo modo appaiono quasi reali,oppure i giochi di parole che caratterizzano la prima parte della vicenda e soprattutto ho trovato piacevolissimo il fatto che anche in questo libro alla fine il caso rimanga insoluto, per tutti tranne che per Alice stessa e per noi lettori che abbiamo modo di seguirla.
Infine ho apprezzato molto il finale aperto, che lascia sorpresi e con la voglia di scoprire cosa succederà nel prossimo libro, che io personalmente non vedo l'ora di di leggere; "Le ossa della principessa".

Voto: 7.5

Frase:  "Alice, sei sempre più curiosa. è un bene. Senza la curiosità non si arriva da nessuna parte. Chiedersi il perchè delle cose è l'unico modo per trovare soluzioni".


Alessia Gazzola nasce a Messina nel 1982, nella vita è un medico legale e diventa famosa al grande pubblico di lettori scrivendo la serie di romanzi a metà tra il giallo e la commedia romantica con protagonista il medico legale Alice Allevi dal titolo "L'allieva" di cui fanno parte il primo romanzo omonimo, "Sindrome da cuore in sospeso", "Un segreto non è per sempre", "Le ossa della principessa", "Una lunga estate crudele", "Un po' di follia in primavera" e "Arabesque" e dalla quale è stata creata una famosa serie TV. Di sua pubblicazione anche  "Non è la fine del mondo", primo romanzo senza Alice Allevi.



martedì 3 aprile 2018

Dal libro al film: Terapia di coppia per amanti


Buongiorno cari amici lettori!
Avete passato bene questo weekend di Pasqua? Cosa avete fatto? Dove siete andati? E, soprattutto, quanto avete mangiato?! Io sono stata in montagna con i miei genitori e ovviamente ho mangiato come se non ci fosse un domani (con tanto di uovo Kinder che, anche a ventitré anni, non poteva cerco mancare!).
Prima di partire però ho avuto modo di vedere un film che attendevo da diverso tempo ed oggi sono pronta per parlarvene; "Terapia di coppia per amanti", film uscito lo scorso anno diretto da Alessio Maria Federici tratto dall'omonimo libro di Diego De Silva. Chi mi ha seguito dall'inizio probabilmente è a conoscenza del mio rapporto conflittuale con De Silva (chi invece non lo conoscesse lo invito a leggere le recensioni di "Divorziare con stile" (qui) e soprattutto quella di "Terapia di coppia per amanti" (qui)) e anche del fatto che ho dato una possibilità a questa sua opera, proprio nell'ottica di vedere il film, la cui idea è assolutamente originale.
Inanzi tutto ammetto la buona riuscita della scelta degli attori protagonisti, Ambra Angolini e Pietro Sermonti, entrambi perfetti per interpretare i ruoli della spumeggiante Viviana e dell'eclettico Modesto. Se dovevo trovare una cosa che nel libro mi fosse piaciuta era proprio il rapporto tra i due personaggi, la complicità, la voglia di capire cosa siano davvero uno per l'altro, gli inevitabili conflitti che sfociano però sempre in una risata; e questo i due attori sono riusciti a rappresentarlo egregiamente. Ho trovato molto bella anche l'interpretazione di Sergio Rubino nel ruolo del Professor Malavolta, il terapeuta che si  offre di aiutarli nel loro particolare caso (ma del resto da uno della sua esperienza non mi aspettavo nient'altro) e anche quella di Franco Branciaroli, eccelso nella rappresentazione dell'incorreggibile padre di Modesto.
Simpatica infine l'inedita comparsa di Zecca, l'adorabile bulldog francese, protagonista tra l'altro di una scena che nel libro non era presente ma che ho trovato molto bella; quella dell'incontro tra Viviana e il figlio di Modesto, Erich, interpretato da Rocco Fasano.
Nel complesso la pellicola appare abbastanza fedele al libro, con un unica grande eccezione che riguarda la colonna sonora; le canzoni scelte nel film sono diverse da quelle proposte da De Silva e ( devo ammetterlo) questo è un vero peccato perchè, per quanto riguarda le canzoni, l'autore ce la sapeva proprio fare. Ci sono rimasta proprio male a non ritrovare la mia amata "Every breath you take" dei Police, sostituita impunemente da "Get down on it" dei kool & The Gang, sempre bellissima eh, ma non dello stesso spessore.


sabato 31 marzo 2018

Le migliori letture del mese; Marzo!



Buon ultimo giorno di Marzo a tutti voi, cari amici lettori!
Ecco arrivati a quello che forse è il momento più atteso di tutto il mese (almeno per me), quello del resoconto delle letture!
I libri che ho letto questo mese sono stati sette; non tantissimi e purtroppo non sono riuscita a raggiungere il mio personale traguardo di dieci libri al mese, ma sono comunque contenta perché, soprattutto nelle ultime settimane, sono riuscita a riprendere un ritmo più costante e, soprattutto, perché ho avuto modo di leggere libri molto piacevoli.
Il genere che ha prevalso è stato il thriller/giallo, con solo due eccezioni storico e narrativa..
Detto questo, siete pronti? Bene, iniziamo!


Settimo posto: "Sono sempre io" di Jojo Moyes

Terzo capitolo con protagonista Louisa Clark alle prese con un'incredibile avventura nella strepitosa New York.
Attesissimo ma rivelatesi davvero sotto le aspettative

Voto: 6                   Recensione completa qui



Sesto posto: "Il ladro di bambini tristi" di Belinda Bauer 

La mia lettura del mese per Thrillernord. Un libro triste, scioccante e sconvolgente. Perfetto per chi vuole provare emozioni forti e riflettere sul vero senso dell'affetto umano.

Voto: 7.5         Recensione completa su Thrillernord.it




Quinto posto: "Non lasciare la mia mano" di Michel Bussi

Primo avvicinamento ad uno scrittore di cui tanto ho sentito parlare bene e che mi ha portato in un'angosciante caccia all'assassino in una delle isole più sorprendenti al mondo; l'isola della Reunion.

Voto: 7.5              Recensione completa qui



Quarto posto: "Un segreto non è per sempre" di Alessia Gazzola

Terzo libro della serie "L'allieva". Alice Allevi si ritrova alle prese con la strana morte di un famoso scrittore appassionato di enigmistica. Intrigante e sorprendente!

Voto: 7.5        Recensione completa ancora non disponibile



Terzo posto: "La ferrovia sotterranea" di Colson Whitehead

Gradino più basso del podio per questo bel romanzo storico che mi ha trasportato nel profondo dell'America schiavista del 1800. Scioccante e forte nei contenuti, ma assolutamente imperdibile.

Voto: 7.5             Recensione completa qui




Secondo posto: "Oggetti di reato" di Patricia Cornwell

Anche nel secondo libro con protagonista l'anatomopatologa Kay Scarpetta, Patricia Cornwell riesce a convincere, offrendo un indagine che si legge tutta d'un fiato e trova soluzione in meandri inaspettati. L'argento è suo.

Voto: 7.5                   Recensione completa qui



Primo posto: "Urla nel silenzio" di Angela Marsons

Libro d'esordio di una delle scrittrici più apprezzate negli ultimi tempi. Un indagine intrigante, formata da molti fattori e che analizza diversi argomenti. Finale sorprendente e personaggi assolutamente perfetti. Oro più che meritato.

Voto: 8                       Recensione completa qui



venerdì 30 marzo 2018

Consiglio per il weekend, "Io, Lancillotto. Il cavaliere di Artù" di Jack Whyte

Buon venerdì a tutti cari amici lettori!
L'attesissimo weekend di Pasqua è finalmente arrivato e prima di lanciarci a capofitto nei giorni di libertà ci tengo particolarmente a consigliarvi una lettura che potrebbe essere perfetta per accompagnarvi in queste feste.
Non ve l'ho ancora rivelato, ma la storia di Re Artù è stata una delle mie primissime grandi passioni che per alcuni versi mi accompagna ancora oggi  e quando, ormai diversi anni fa, su una bancarella dell'usato di Genova ho trovato questo libro non ho potuto assolutamente lasciarlo lì!
Scritto nel 2003 dallo scrittore scozzese Jack Whyte, autore di numerosi romanzi storici e fantasy sulla vita di Re Artù, "Il cavaliere di Artù" è il primo libro della tetralogia "Io, Lancillotto" (di cui fanno parte "Il marchio di Merlino", "Il destino di Camelot" e "Il sogno di Ginevra") e ci offre una particolare versione della storia del magico Re, analizzandola seguendo la vita del suo più famoso cavaliere.
Uno splendido romanzo storico, scritto magistralmente da un autore, forse poco conosciuto, ma che merita veramente moltissimo.
Vi invito come sempre ad andare a dargli un occhiata, partendo dalla scheda, la trama e link che come sempre vi lascio qui sotto.
L'appuntamento è a domani con il consueto resoconto delle letture del mese!


Titolo: Io, Lancillotto. Il cavaliere di Artù
Autore: Jack Whyte
Paese: Canada
Titolo originale: Clothar the Frank
Genere: Romanzo storico
Pagine: 381
Prima pubblicazione: 2003
Casa editrice italiana: Piemme 
Anno edizione: 2007
Prezzo di copertina: 10,50 euro copertina flessibile

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Trama:
Un vecchio cavaliere franco, accompagnato da una scorta di giovani guerrieri, attraversa lo Stretto della Manica e sbarca a Glastonbury, dove sorge la più antica ecclesia d'Inghilterra. Gli uomini si addentrano nella zona, attraverso le dolci colline dove non molti anni prima sorgeva il meraviglioso regno di Camelot, il dominio di Artù, la patria della nobiltà e della cavalleria. Il vecchio cavaliere conosce bene questi luoghi: qui ha passato gli anni migliori della sua vita, qui ha combattuto, ha sofferto, ha amato. E adesso "il Franco", come ancora lo chiamano gli abitanti della zona, è tornato per onorare un'antica promessa: dare degna sepoltura al vecchio amico Merlino, e recuperare Excalibur, la mitica spada di Artù, il simbolo di Camelot.


Jack Whyte è nato a Johnstone, Scozia, nel 1939 e dal 1967 vive in Canada. Emigrato originariamente per insegnare inglese in liceo, alla fine è finito per occuparsi delle sue diverse passioni, facendo il cantante, l'attore di teatro e soprattutto lo scrittore. Ha pubblicato diversi romanzi storici e fantasy e ad oggi la sua serie più famosa è "Cronache di Camelot", ciclo sulla vita di Re Artù composta da otto libri. Di suo produzione anche la serie "Io, Lancillotto", la "Trilogia di Saint-Clair" e le "Cronache di Braveheart".

giovedì 29 marzo 2018

Recensione, "Sono sempre io" di Jojo Moyes

Buon giovedì a tutti amici lettori!
Sono finalmente riuscita a mantenere i piani e quindi, come detto ieri, ecco a voi la recensione della mia ultima lettura "Sono sempre io", terzo capitolo di Jojo Moyes con protagonista l'irriverente, pasticciona e simpaticissima Louisa Clark.
Ecco la mia recensione



Titolo: Sono sempre io
Autore: Jojo Moyes
Paese: Regno Unito
Titolo originale: Still Me
Genere: Romanzo
Pagine: 442
Casa editrice italiana: Mondadori
Anno edizione: 2018
Prezzo di copertina: 19 euro copertina rigida
Ebook: 9.99 euro
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Sono passati ormai due anni da quando Will se n'è andato e Louisa Clark è finalmente pronta per farsi travolgere dalla nuova avventura che la sta aspettando dall'altra parte dell'oceano. Grazie all'aiuto di Nathan dovrà infatti lasciarsi nel nuovo incredibile ruolo di assistente personale della giovane e bellissima Agnes Gopnik, seconda moglie del milionario Leonard Gopnik, giunta dalla Polonia in cerca di lavoro e catapultata all'improvviso nel mondo del più spietato jet set newyorkese. Sarà compito di Lou starle accanto, offrendole consigli ed infondendogli il coraggio per affrontare le spietate malelingue che la circondano, in un rapporto che fin da subito diventa una vera e propria amicizia, Ma questo è solo l'inizio e Lou si troverà di fronte a molte difficoltà, soprattutto per quanto riguarda quello che ha lasciato in Inghilterra; la madre sempre più preoccupata per la salute del nonno, la sorella che ha iniziato una misteriosa nuova relazione e soprattutto Sam, con il quale il rapporto sarà profondamente minato da una nuova collega di lavoro e dal sorprendente incontro Joshua Ryan III, giovane uomo d'affari americano, così simile a Will in carattere ed aspetto da risultare incredibile.


Come probabilmente sapere, Jojo Moyes è una delle autrici moderne che amo di più; con le sue storie è sempre stata capace di sorprendermi ed emozionarmi, cosa che è riuscita a fare egregiamente con Louisa Clark, il suo più celebre personaggio che ha emozionato milioni di lettori in tutto il mondo con "Io prima di te".
Dopo essere stata piacevolmente colpita anche dal seguito "Dopo di te" (da molti dei miei colleghi quasi totalmente disprezzato) ho aspettato la lettura di questo terzo libro per quasi un anno interno.
"Sono sempre io" conserva tutte quelle caratteristiche su cui si basa la narrazione della Moyes; è un libro che li leggere con una facilità strabiliante, pensate solo che sono riuscita a leggerlo anche fino a tarda notte cosa che non mi succedeva da tantissimo tempo. Un libro divertente, ironico e un piacevolissimo passatempo. Anche in questo libro è molto visibile l'influenza di Will sulla vita di Lou, anche attraverso questo inaspettato sosia che arriva a stravolgere l'intera situazione; se infatti, in "Dopo di te" lei è riuscita ad assimilare il lutto per la sua morte, in "Sono sempre io" cerca di mettere finalmente in atto gli insegnamenti che lui le ha lasciato. Mi è piaciuto molto il parallelo tra l'esperienza di Will e quella di Louisa a New York, rappresentato dalle sue lettere alla madre che ogni tanto appaiono tra pagine. Un rapporto, quello tra i due che è destinato a non svanire mai, nonostante tutto.
Ma ahimè, i commenti positivi finiscono qui.
Più volte parlando di questa serie si è detto che l'intenzione iniziale della scrittrice fosse quello di concludere la storia con il primo libro che l'idea di fare un seguito sia subentrata solo dopo l'enorme successo da esso derivato e se ero andato contro i miei amici lettori che sostenevano che "Dopo di te" fosse in fin dei conti un opera forzata e non necessaria, mi trovo ad essere d'accordo con loro con questo ultimo libro.
La storia di Louisa Clark meritava di continuare? Assolutamente sì, ma forse non in questo modo. Se nel secondo capitolo la storia riusciva ad avere una sua struttura e un suo significato, in "Sono sempre io" si nota lo sforzo della scrittrice, quasi costretta a continuare su una strada che in fin dei conti non aveva intenzione di percorrere. La narrazione appare infatti a tratti veramente sforzata e un po' prevedibile, caratteristica che fino a questo momento non avevo mai riscontrato nelle opere dalla Moyes.
In conclusione è un libro che si legge con piacere, ma che regala ben poco e di certo non regge il confronto con i libri precedenti o gli altri dell'autrice.
Il finale ancora una volta rimane aperto, ma già si vocifera che la serie potrebbe terminare qui. A mio modesto avviso forse sarebbe meglio.

Voto: 6

Frase: "Io avevo una scelta. Potevo essere Louisa Clark di New York o Louisa Clark di Strortfold, oppure una Louisa completamente diversa che non avevo ancora conosciuto. L'importante era fare in modo che nessuno fra coloro a cui permettevo di stare al mio fianco potesse decidere quale di queste versioni io fossi"


Pauline Sara Jo "Jojo" Moyes nasce a Londra il 4 agosto 1969 ed è una delle scrittrici moderne inglesi più apprezzate al mondo.
Giunta al successo con il meraviglioso libro "Io prima di te", di cui nel 2016 è stato tratto anche un film, ha all'attivo la bellezza di quindi romanzi, tra cui ricordiamo "La ragazza che hai lasciato", "Una più uno", "Innamorarsi in un giorno di pioggia", "Luna di miele a Parigi", "Dopo do te", "La vita che hai sognato" e l'ultimissima pubblicazione "Sono sempre io".


mercoledì 28 marzo 2018

Dal libro al film: Assassinio sull'Orient Express


Ma buongiorno carissimi amici lettori!!
In questo mercoledì (quasi) libero ho avuto l'occasione di terminare la mia lettura coerente, ossia "Sono sempre io" di Jojo Moyes, di cui vi parlerò domani, e soprattutto tornare finalmente con un nuovo appuntamento con la mia speciale rubrica dedicata al cinema!!
Come probabilmente già sapete ho letto "Assassinio sull'Orient Express" lo scorso mese e nei giorni seguenti ho anche visto il film uscito da pochissimi mesi. Di questa trasposizione si è parlato moltissimo e ora sono pronta a darvi la mia personale opinione.
La prima cosa che colpisce è senza dubbio le differenze che caratterizzano la pellicola realizzata dallo sceneggiatore Michael Green, cosa presumibile e anche quasi obbligata essendo una produzione moderna.
Il regista e co-produttore  Kenneth Branagh, più volte candidato agli Oscar, ha fatto un buonissimo lavoro nello strutturare la storia e ha dimostrato soprattutto un grande coraggio nella scelta di mettersi un gioco in prima persona interpretando il complicatissimo ruolo dell'investigatore Hercule Poirot, donandogli anche un insolito ruolo di uomo d'azione (non ho potuto che rimanere interdetta vedendolo saltare e correre per raggiungere il fantomatico assassino in fuga) oltre che di uomo d'istinto ed intelletto.
Parlando dei personaggi, ho trovato la scelta comprensiva degli interpreti mediamente azzeccata, compreso quello che riguarda lo splendido Johnny Depp, poco presente ma eccezionale nell'interpretazione dello spietato Samuel Ratchett alias John Cassetti, e Penelope Cruz, poco più che una comparsa nel ruolo di Pilar Estravados.
Una cosa che mi colpito molto in questa nuova edizione è la scelta di voler puntare molto sul fattore emotivo della vicenda, cosa che nel libro traspariva sinceramente poco, togliendo però un po' di attenzione alla chiarezza della successione dei fatti che ha portato fin lì; è stata senza dubbio splendida l'interpretazione di Michelle Pfeiffer nel bellissimo ruolo di Caroline Hubbard.
Come concludere? Un film che mi è piaciuto, che forse poteva dare di più, e che ha offerto una trasposizione degna del pilastro della letteratura gialla dalla quale è ispirato. Che, infondo, è la cosa più importante.

martedì 27 marzo 2018

Recensione; "Urla nel silenzio" di Angerla Marsons

Buongiorno a tutti cari amici lettori!
Inanzi tutto devo chiedervi scusa perchè questo articolo avrebbe dovuto uscire ieri sera ma purtroppo non mi sentivo molto bene e non sono riuscita a rispettare il programma. So che sarete comprensivi.
Ora però bando agli indugi e buttiamoci nella recensione del secondo libro che ho finito di leggere la scorsa settimana; "Urla nel silenzio" di Angela Marsons.
Di questa scrittrice ho sentito molto parlare dai miei amici lettori e devo ammettere di aver fatto bene a seguire il loro consiglio e tuffarmi a capofitto nella lettura di questo primissimo intrigante e sorprendente primo thriller della serie!



Titolo: Urla nel silenzio
Autore: Angela Marsons
Paese: Inghilterra
Titolo originale: Silent Scream
Genere: Thriller
Pagine: 375
Prima pubblicazione: 2015
Casa editrice italiana: Newton Compton Editori
Anno edizione: 2017
Prezzo di copertina: 9.90 euro copertina rigida, 4.90 euro edizione tascabile
Ebook: 0.99 euro, disponibile con KU
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Il detective Kim Stone è una donna tutta d'un pezzo; appassionata di motociclette e tormentata dai terribili fantasmi del suo passato, compie il suo mestiere con determinazione e con l'istinto di andare continuamente contro gli ordini dei suoi superiori. 
Quando lei e la sua squadra si trova ad indagare sull'omicidio della preside di un Liceo, non ha la minima idea di quello che presto si ritroverà ad affrontare; degli scavi archeologici stanno minando la tranquillità di un campo abbandonato adiacente ad un vecchio orfanotrofio femminile distrutto anni primi da un incendio. Nessuno sa però che sotto quel terreno si nasconde un oscuro segreto, conservato all'interno dei resti di una giovane ragazza brutalmente uccisa. E questo sarà solo l'inizio.


La caratteristica principale che un autore di thriller deve ricercare è l'insospettabilità; quel fattore che fa sì che tutto ciò che accada nella parte finale del libro non sia stato nemmeno lontanamente pensato da chi ha iniziato a leggerlo. Angela Marsons senza dubbio ci è riuscita.
"Urla nel silenzio" è un libro che parte subito in quarta facendo comparire davanti al lettore tutte le molteplici carte che faranno parte del gioco della narrazione; una preside, un alcolizzato di mezza età, un anziano custode con una figlia disabile, un tuttofare sbruffone,un tranquillo sacerdote, un politico milionario e due giovani sorelle gemelle. Sono queste le pedine di questo misterioso gioco di potere. Ognuno di loro sta nascondendo qualcosa e le loro vite, apparentemente così diverse, sono legate le une alle altre da un fatto successo moltissimi anni prima che improvvisamente sta per essere riportato alla luce.
La protagonista, Kim Stone, è senza dubbio uno dei migliori personaggi che io ho avuto di conoscere negli ultimi tempi; donna fredda, incorporea e senza scrupoli, si lascia guidare quasi unicamente dal suo istinto e non ha il minimo timore a finire nei guai disubbidendo  ai suoi superiori. Dopo le terribili esperienze vissute durante la sua infanzia, l'unica cosa che Kim ricerca è la verità, senza dare importanza al prezzo da pagare per raggiungerla. Questo fa di lei la persona perfetta per risolvere un caso che, chiunque abbia un briciolo di fegato in meno, non potrebbe nemmeno affrontare.
Unita alla giovane Stacey, all'egocentrico Dawson e al fedele Bryant, forma una squadra eccezionale con la quale sarà pronta ad affrontare il mondo intero.
Un esordio davvero perfetto, da leggere tutto d'un fiato e che analizza molti argomenti diversi che, se anche non proprio originali (come il rapporto tra i fratelli gemelli che negli ultimi mesi ha davvero spopolato tra le pubblicazioni thriller) vengono affrontati ed espressi splendidamente.
Angela Marsons mi ha convinto, come ha convinto milioni di lettori prima di me, e non vedo l'ora di scoprire come ancora potrà sorprendermi nel secondo libro della serie; "Il gioco del male".

Voto: 8

Frase: "Solo pochi giorni fa queste ragazze erano sconosciute, dimenticate e mute. Ma ora non è più così"


Angela Marsons è nata a Breirley Hill, in Inghilterra, ed è una ex guardia di sicurezza.
Dopo essere stata rifiutata da numerosi editori per ben venticinque anni, nel 2015 ha pubblicato il suo primo thriller "Urla nel silenzio" con la piattaforma digitale Bookuoture con il quale, nel giro di pochissimo tempo, è riuscita a raggiungere il milione di copie vendute e conquistarsi una fama mondiale. I suoi libri hanno come protagonista la detective Kim Stone e sono tutti ambientati a Black Country. Al momento i libri della serie sono sei, tre dei quali pubblicati in Italia; "Urla nel silenzio", "Il gioco del male" e "La ragazza scomparsa".