venerdì 19 gennaio 2018

Consiglio per il weekend; "Le idi di marzo" di Valerio Massimo Manfredi

Buon giorno a tutti cari amici lettori e soprattutto buon venerdì!
Come di consueto l'ultimo giorno della settimana qui sul blog è quello dedicato alla rubrica "Consiglio per il weekend" ed infatti eccomi qui per il mio personale suggerimento di lettura per il fine settimana che sta arrivando.
Come avrete potuto intuire in questi mesi di attività del blog tra i generi che mi piacciono di più ci sono senza al dubbio i romanzi o thriller storici. Tra i vari autori che ho avuto modo di conoscere negli anni ce n'è uno che apprezzo molto; si tratta di Valerio Massimo Manfredi.
Forse era prevedibile, forse sono banale, ma faccio parte di tutti quelli innumerevoli lettori che sostengono che Manfredi sia una sorta di istituzione. A grande ragione, per giunta.
Di questo celebre scrittore ho letto diversi libri, tra cui la meravigliosa trilogia "Alexandros", assolutamente uno dei miei libri preferiti, e quello di cui voglio parlarvi oggi è particolarmente importante per me perchè capace di riportarmi indietro di un po' di anni, esattamente ai tempi del liceo. Nell'anno che ho frequentato al Liceo Scientifico (prima di scappare a gambe levate per approdare al Liceo Artistico) ho avuto modo di conoscere una delle migliori professore che io abbia mai avuto, la professoressa Luini. Insegnava (penso che insegni ancora.. non è passato poi così tanto tempo, suvvia) Italiano, Latino e Storia e per quanto riguarda quest'ultima materia provava un amore smisurato.
Uno dei suoi personaggi storici preferiti era Giulio Cesare e se ci penso mi ricordo ancora come si animava quando parlava dell'animo di questo grande conquistatore, della sua indole e delle sue capacità di leader. Ebbene, nonostante io inizialmente non provassi molta simpatia per Cesare e le sue gesta, lei è in qualche modo riuscita ad infondermi quella passione, che si è assolutamente consolidata una volta letto questo bellissimo libro.
Le "Idi di marzo" tratta appunto degli ultimi giorni di Giulio Cesare attraverso la sordida descrizione della terribile congiura nei suoi confronti. Un libro che mi sento assolutamente di consigliarvi.
Chissà, magari riusco ad infondere questa passione anche un po' a voi.
Qui sotto, scheda, trama e link per gli acquisti.
Il nostro appuntamento è a lunedì.
Auguro a tutti un weekend ricco di splendide letture (che vorrete rivelarmi, spero!)



Titolo: Le idi di marzo
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Paese: Italia
Genere: Romanzo storico
Pagine: 356
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo di copertina: 11.50 copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro
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Trama:

Roma, inizi di marzo del 44 a.C. Caio Giulio Cesare, il pontefice massimo, il dittatore perpetuo, l'invincibile capo militare che ha assoggettato il mondo alla legge romana, è un uomo di cinquantasei anni, solo in apparenza nel pieno della sua prestanza fisica e psichica. In realtà è stanco e malato, una belva fiaccata e rinchiusa nella gabbia dei propri incubi spaventosi. La missione di cui si sente investito - chiudere la sanguinosa stagione delle guerre fratricide, riconciliare le fazioni, salvare il mondo e la civiltà di Roma vacilla paurosamente sotto i colpi dei complotti di palazzo, orditi da chi vede in lui il tiranno efferato, colpevole, dopo lo strappo del Rubicone, di aver messo per sempre fine alla libertà della repubblica. Cesare è come paralizzato, incapace di reggere sulle spalle il peso di un potere immenso e cerca rifugio nella preparazione dell'ennesima campagna bellica, quella contro i Parti. Ma la logica politica della congiura definitiva incalza implacabile e neppure il sacrificio eroico di Publio Sestio, il più fedele legionario di Cesare, compagno di mille battaglie, che si lancia lungo le strade che portano a Roma in una spasmodica corsa contro il tempo per tentare di salvargli la vita, né la cura devota e amorevole della moglie Calpurnia, le attenzioni dell'amante Servilia e del medico Antistio riusciranno a disinnescarla. I presagi si compiranno, le Idi di marzo deflagreranno e il mondo non sarà più lo stesso

mercoledì 17 gennaio 2018

Segnalazione; Recensione "Un passo alla volta" su Thrillernord

Volevo condividere con voi una grande emozione che vede come protagonista il mio secondo romanzo "Un passo alla volta".
Proprio ieri, infatti, è stata pubblicata su Thrillernord , sito di recensioni, approfondimenti ed interviste con cui da un paio di anni collaboro una bellissima recensione scritta dalla mia bravissima collega Giuditta Pontini. Le sue bellissime parole mi hanno onorato e commosso, come anche l'interessamento da parte dell'intero gruppo che hanno voluto dare al mio modesto libro una così grande attenzione.
Qui sotto vi lascio il link in cui poterla leggere, scheda libro e trama, in modo che chi di voi ancora non lo conosca possa farlo.

Recensione "Un passo alla volta" su Thrillernord




 Titolo: Un passo alla volta
Autore: Simona Vallasciani
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 434
Casa editrice: Silele Edizioni
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
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Trama:

Nik Masser ha appena vent'anni e ha di fronte a sé una promettente carriera come nuotatore. Peccato che quello non sia il futuro che vuole, bensì il riflesso del volere di suo padre, Benedict J. Masser, grande campione del passato, che lo ha spinto verso una vita che non gli appartiene. Infatti Nik sogna, sin da bambino, di poter fare il pasticciere. Un desiderio rimasto segreto, nascosto per tutti questi anni e che una notte trova improvvisamente sfogo. Nik decide finalmente di dare una scossa alla sua vita, raccogliere tutto il suo coraggio e perseguire il suo sogno. Il percorso però non è facile e dovrà affrontare molte sfide, in un periodo segnato inesorabilmente dal casuale incontro con Sky, un ballerino dalle origini turche e dal passato oscuro e doloroso, ma dall'incredibile bellezza d'animo che lo travolgerà completamente portandolo a mettere in discussione tutto ciò in cui prima credeva.

Recensione; "L'arminuta" di Donatella di Pietrantonio

Buongiorno amici lettori!
A inizio settimana ho avuto finalmente l'occasione di leggere un libro che ho atteso quasi per tutta la durata del 2017 e di cui tanto si è parlato; sto parlando di "L'arminuta" il celebre romanzo di Donatella di Pietrantonio vincitore del Premio Campiello 2017.
Ecco la mia personale recensione.


Titolo: L'arminuta
Autore: Donatella di Pietrantonio
Paese: Italia
Genere: Romanzo
Pagine: 162
Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo di copertina: 17.50 copertina rigida 
Ebook: 8.99 euro

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Per tutta la vita ha vissuto nell'agiatezza, in una bella casa a due passi dal mare, con una camera tutta sua, una fedele amica, i pomeriggi passati tra il nuoto e la danza e due amati genitori. Quando ha tredici anni però, all'improvviso tutto si spezza, e l'uomo che ha sempre considerato suo padre la riporta nella casa da cui è stata prelevata quando aveva pochi mesi, la casa dei suoi veri genitori, la casa dove vivono altri cinque ragazzi, i fratelli di cui ignorava l'esistenza, persone che non ha mai visto, che lei non conosce e con il quale dovrà improvvisamente tornare a convivere.
È così che la protagonista, di cui non sapremo mai il vero nome, dovrà fare i conti con la miseria, con la povertà, con la violenza, con il lavoro, cose che fino ad allora aveva sempre ignorato e soprattutto con le strane e crudeli decisioni degli adulti che l'anno privata di tutta la sua essenza, togliendole la profonda conoscenza di sé.


Di questo libro se n'è parlato in ogni modo e in ogni dove, soprattutto con una propulsione di elogi e commenti positivi. Meraviglioso, senza dubbio la migliore lettura del 2017, queste sono state la maggior parte delle opinioni. E io, sentendo tutto ciò non ho potuto a meno di creare in lui aspettative altissime; aspettative che (a malincuore, devo ammetterlo) non sono state proprio del tutto rispettate.
Chiariamo subito; si tratta senza alcun ombra di dubbio di un libro molto ma molto bello. La storia della protagonista e delle vicende che la interessano non possono fare a meno che colpire profondamente. Una narrazione profonda, eccelsa nello stile, scorrevole ma sempre accurata che analizza nel complesso la storia di una cultura, di una mentalità (ci troviamo nel 1975 nelle campagne abruzzesi) a volte retrograda, a volte crudele, imparziale e violenta.
Interessante l'utilizzo dei termini dialettali, molto presenti nella maggior parte dei discorsi dialetti, caratteristica che si evince anche dal titolo; "l'arminuta" significa infatti "la ritornata", nomignolo che più volte viene ripetuto tra le pagine e che accompagna la storia della sfortunata protagonista.
Ammetto, da non abruzzese, di aver avuto un po' di difficoltà in alcuni punti a comprendere alcuni termini ma l'uso del dialetto è a dir poco sacrosanto in questa storia e permette alla narrazione di apparire ancor più reale di quanto sia in realtà.
La cosa principale che colpisce è proprio la protagonista, questa ragazza la cui vita è stata segnata da una scelta compiuta contro la sua volontà per poi venire ancora una volta stravolta proprio in uno dei momenti più importanti della vita di una persona, quella dell'adolescenza. Una ragazza che una volta diventata grande decide di raccontare quell'anno così complicato per lei, un anno di presa di coscienza e di cambiamento, l'anno in cui le sono saltati i punti di riferimento e ha dovuto improvvisamente contare solo su sé stessa. Molto bello il rapporto con alcuni dei fratelli; Adriana, l'unica sorella con la quale si ritrova a sentire fin da subito un empatia, il piccolo Giuseppe, affetto da un grave decifit, e anche Vincenzo, il fratello maggiore, ribelle e anticonformista, con cui inizia uno strano rapporto di affetto e attrazione.
Come potete vedere di aspetti positivi "L'arminuta" ne ha, e ne ha anche tanti. C'è solo una piccola cosa che mi ha lasciato un po' interdetta. Questo era un libro su cui puntavo molto, un libro che, sulla carta, avrebbe dovuto donarmi un sacco di emozioni, avrebbe dovuto farmi ridere, e soprattutto avrebbe dovuto farmi piangere. Almeno, questo è quello che mi aspettavo.
In realtà durante la lettura ho provato, sì alcune emozioni; compassione, sbalordimento, rabbia, inquietudine.. ma poco più di questo.
Per questo motivo, il mio voto non sarà dei più alti e con questo vado un po' controcorrente rispetto alla maggior parte dei lettori.
Ma come sapete, in questo blog sono io a parlarvi in prima persona dei libri che leggo, e questa è la mia personale opinione. Giusta o sbagliata che sia.

Voto: 7.5

Frase: "Io non conosceva nessuna fame e abitavo come una straniera tra gli affamati. Il privilegio che portavo dalla vita precedente mi distingueva, mi isolava nella famiglia. Ero l'Arminuta, la ritornata. Parlavo un'altra lingua e non sapevo più a chi appartenere"


Donatella di Pietrantonio nasce ad Arsita (Abruzzo) nel 1963.
Per studio si trasferisce a L'Aquila dove nel 1986 si laurea in Odontaiatria. Da diverso tempo risiede a Penne, in provincia di Pescara, dove esercita come dentista pediatrica.
Come scrittrice ha esordito nel 2011 con il romanzo "Mia madre è un fiume" con cui ha vinto la quinta edizione del Premio Letterario Tropea. Nel 2013 pubblica "Bella mia", romanzo dedicato e ambientato a L'Aquila durante il terremoto del 2009, con cui è stata candidata al Premio Strega e ha vinto il Premio Brancati. Nel 2017 con Einaudi pubblica il suo terzo romanzo "L'arminuta" con cui si aggiudica il Premio Campiello"

lunedì 15 gennaio 2018

Dal libro al film: "Babylon Berlin". Parte Seconda.


Torniamo a parlare di una delle serie tv che più mi sta entusiasmando nell'ultimo periodo, continuando il discorso intrapreso nella prima parte (che potete trovare qui); Babylon Berlin, serie televisiva tedesca proposta da X-Filme Creative Pool tratta dall'omonimo libro di Volker Novak.
Nella seconda stagione i sordidi fatti che vedono come protagonista il commissario Gereon Rath prendono una piega inaspettata; tutto inizia con il suo diretto coinvolgimento nella morte di Joseph il Santo, la morte del giovane Stephan Janicke e la rivelazione sul misterioso treno arrivato dalla Russia. Seppur sull'onda narrativa intrapresa nella precedente, questa stagione appare in qualche modo più simile al libro, partendo proprio dalla figura del protagonista; Gereon Rath, una volta liberato dal controllo del padre ed entrato ufficialmente nella sezione omicidi, mostra finalmente tutte le caratteristiche che Volker Kutscher aveva voluto donargli. È indomito, capace di inventarsi qualsiasi tipo di stratagemma per andare a fondo alle proprie indagini e talmente incosciente da rischiare la pelle ed arrivare, addirittura a sventare un colpo di stato. Sembrerà strano a vedendolo finalmente in azione mi si è riempito il cuore.
Anche il suo rapporto con Charlotte Ritter cambia e, anche se assai diverso da quello raccontato nel libro (soprattutto per via della passione che lega Gereon alla cognata, giunta a Berlino per coronare il loro sogno d'amore) si avvicina sempre di più al clima di affetto e stima reciproca che unisce i due principali personaggi. 
Attraverso l'utilizzo di quei personaggi "inediti", ossia non presenti nel libro, come a esempio  Greta, amica di Charlotte diventata cameriera presso la casa di August Benda, ancora una volta Tom Tykmer torna a sorprende offrendo una serie dalle scene sconvolgenti e dalle forti emozioni.
Splendida l'associazione con i fatti storici che quel periodo interessavano Berlino ed eccezionale l'interpretazione degli attori, nessuno escluso; Peter Kurt (Bruno Volker), Lar Eidinger (Alfred Nyssen), Severija Janusauskaitè (Swetlana Sorokina) e Ivan Shvedoff, il mio "amato" Alexej Kardakov, che sparisce misteriosamente per tutta la stagione fino ad una piccola e scenica apparizione finale.
Una delle più belle serie negli ultimi anni, creata da un libro che ancora una volta non risulta all'altezza. Per il momento questa sembra essere l'ultima stagione.. ma non è da escludere l'arrivo di una nuova serie. Io personalmente l'attendo con ansia.


Recensione; "L'allieva" di Alessia Gazzola

Buongiorno a tutti voi cari amici lettori e, soprattutto, buon inizio settimana.
Un altro weekend è passato, un'altra settimana è iniziata e, come sempre, qui sul blog torniamo a parlare di libri!
Durante il fine settimana ho infatti finito di leggere un libro che aspettavo da molto tempo, e lo aspettavo proprio al varco perché scritto da una scrittrice che nei mesi scorsi non mi aveva proprio convinto. Sto parlando di Alessia Gazzola, autrice che avevo iniziato a conoscere con una delle sue ultime pubblicazioni "Non è la fine del mondo" che ho letto qualche mese fa e, se mi avete seguito, sapete che mi ha lasciato con un po' di amaro in bocca.
Nonostante questo inizio un po' controverso, riponevo in questa giovane scrittrice molte speranza per quanto riguarda la sua celebre serie "L'allieva", da cui per altro è stata tratta la omonima serie tv.
è proprio il primo libro di questa serie quello che mi ha accompagnato in questo weekend e devo ammettere con enorme soddisfazione di aver fatto proprio bene a puntare tutto su di esso; ho trovato infatti una storia piacevole, divertente e assolutamente ben scritta. In poche parole, un successo!
Ecco la mia recensione.


Titolo: L'allieva
Autore: Alessia Gazzola
Paese: Italia
Genere: Romanzo/Giallo
Pagine: 374
Casa editrice: Longanesi
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo di copertina: 18.60 copertina rigida, 10 euro copertina flessibile
Ebook: 3.99 euro

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Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale, distratta e pasticciona, si trova improvvisamente di fronte ad un caso che la coinvolge particolarmente. All'interno del suo appartamento viene infatti ritrovato il cadavere di una giovane ragazza, Giulia, che lei stessa aveva incontrato qualche giorno prima all'interno di un negozio. Questo fortuito incontro e soprattutto l'istantanea empatia nei confronti della sorella della vittima, Bianca, spingono Alice ad iniziare una sua particolare indagine per scoprire chi è stato ad ucciderla facendola entrare in qualche in contatto con il paracetamolo, sostanza a cui Giulia era mortalmente allergica.
Con l'aiuto di Claudio, il suo bellissimo e spietato superiore, e il commissario Callegaris, incaricato delle indagini, la giovane scoprirà pian piano il passato della vittima, una ragazza complicata e dipendente dalla droga, e di tutte le persone che la circondano, da Bianca, al cugino Jacopo, famoso avvocato, fino ad arrivare alla fidanzata di quest'ultimo, Doriana, particolarmente sconvolta dalla sua morte. Tra guai, incomprensioni e batticuori, portati dall'arrivo di un giovane giornalista, Alice dovrà destreggiarsi tra mille problemi che la porteranno a correre seri pericoli.


Lettura leggera, piacevole, intrigante al punto giusto, che unisce in modo eccelso due generi letterari diversi, il giallo e il romanzo.
Alessia Gazzola ha dalla sua parte un bel stile di scrittura, scorrevole e divertente che permette ai suoi romanzi di avere quella sfumatura ironica che non guasta mai.
La protagonista, Alice, è piena di difetti, è insicura, propensa alla commiserazione, distratta e pasticciona, ma è anche determinata e non ci mette un secondo prima di prendere una decisione, che poi possa avere delle conseguenze ci penserà in seguito, Tutte queste caratteristiche sono quelle che possono contare la maggior parte delle ragazze di oggi, me compresa, che non possono far altro che riconoscersi in qualche modo in lei. Questo la rende assolutamente irresistibile.
Anche gli altri personaggi sono tutti ben delineati, sia quelli di maggior importanza, come ad esempio Claudio, Ambra e Arthur, sia quelli meno visibili come la coinquilina giapponese Yukino, la collega Lara e l'eccentrico fratello Marco. Ognuno ha il suo preciso ruolo all'interno della storia e in relazione ad Alice, e se così non avviene nel primo capitolo senza dubbio lo farà nei prossimi libri della serie.
Per quanto riguarda il giallo su cui si basa la vicenda è per alcuni versi poco presente all'interno della narrazione, più concentrata sulle caratteristiche del romanzo e sulla vita privata di Alice, ma infine appare comunque abbastanza intrigante e con un colpo di scena inaspettato assolutamente apprezzabile.
Un libro che mi è piaciuto e con la quale Alessia Gazzola è riuscita senza dubbio a sollevarsi dopo il giudizio "ni" di "Non è la fine del mondo", la cui recensione, se vi interessa, potete trovarla qui
Senza dubbio una serie che continuerò a seguire.

P.s. con questa lettura ho completato sia il terzo punto della 2018bookchallenge di Iread (pagina Facebook) "Libro da cui è stata tratta una serie tv" che il primo punto della 2018macmreadingchallenge "Il primo libro di una serie" che sto seguendo su Instagram 

Voto: 7

Alessia Gazzola nasce a Messina nel 1982, nella vita è un medico legale e diventa famosa al grande pubblico di lettori scrivendo la serie di romanzi a metà tra il giallo e la commedia romantica con protagonista il medico legale Alice Allevi dal titolo "L'allieva" di cui fanno parte il primo romanzo omonimo, "Sindrome da cuore in sospeso", "Un segreto non è per sempre", "Le ossa della principessa", "Una lunga estate crudele", "Un po' di follia in primavera" e "Arabesque" e dalla quale è stata creata una famosa serie TV. Di sua pubblicazione anche  "Non è la fine del mondo", primo romanzo senza Alice Allevi.

venerdì 12 gennaio 2018

Consiglio per il weekend; "Il ballo" Irène Némirovsky

Concludiamo la settimana, come consueto con la rubrica "Consiglio per il weekend"
Anche questa volta, come consiglio di lettura ho voluto optare per una lettura non troppo impegnativa. Come forse sapete, io e i Classici, solitamente, non siamo molto affini ma questo particolare romanzo breve è una delle eccezioni.
"Il ballo" di Irène Némirovsky è stato scritto nel 1930 e io ho avuto modo di leggerlo qualche anno fa, quasi per caso. Una storia assolutamente ben scritta, a tratti ironica ma anche molto profonda, che non potrà non lasciare qualcosa nel cuore del lettore.
Qui sotto vi lascio, come sempre, scheda e trama del libro.
Vi aspetto lunedì con nuovissime rubriche e libri di cui parlare insieme.


Titolo: Il ballo
Autore: Irène Némirovsky
Paese: Francia
Titolo originale: Le Bal
Genere: Romanzo breve
Pagine: 83
Casa editrice: Adelphi
Anno di pubblicazione: 1930
Prezzo di copertina: 8 euro copertina flessibile
Ebook: 1.99 euro

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Trama:

Per i Kampf l'organizzazione del ricevimento, a cui sono invitati i maggiorenti della città, è un'occupazione serissima. Tutto deve funzionare alla perfezione, come il meccanismo di un prezioso orologio. Proprio per questo, il ballo, che dovrebbe segnare l'ingresso della quattordicenne Antoinette nella brillante società parigina, è un sogno più per la madre, volgare e arcigna parvenue, che per la ragazza. Con una scrittura precisa e senza fronzoli, Irène Némirovsky racconta in poche, dense e drammatiche pagine, la vendetta di Antoinette.

Recensione; "Il giardino segreto" di Banana Yoshimoto

Buon venerdì a tutti cari amici lettori!
Eccomi tornata da voi, come promesso con una nuova recensione.
Qualche giorno fa ho infatti finito di leggere "Il giardino segreto", terzo capitolo della serie Il Regno di Banana Yoshimoto.
Ecco cosa ne penso


Titolo: Il giardino segreto
Autore: Banana Yoshimoto
Paese: Giappone
Titolo originale: Himitsu no hanazono
Genere: Romanzo
Pagine: 144
Casa editrice: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2005
Prezzo di copertina: 13 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro 

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L'inverno è quasi arrivato e la giovane Shizukuishi è ormai una persona molto diversa dalla ragazzina vissuta insieme alla nonna sulle montagne, ormai si è adattata completamente alla vita della città e passa le giornate in totale serenità tra il lavoro per Kaede, tornato in Giappone, e la storia d'amore con Shin’ichiro, con cui sta per andare a convivere. La casa che hanno trovato è assolutamente perfetta per loro e tutto sembra pronto per il grande passo ma è proprio allora che si iniziano ad intravedere i primi problemi. Quando Shin’ichiro la porta nel paese in cui è vissuto per mostrarle un meraviglioso giardino segreto nel quale lui potrebbe andare a lavorare, Shizukuishi capisce che tra loro è tutto finito quindi torna in città e inizia a vivere da sola nella casa che hanno comprato insieme. La fine di un amore non è mai una cosa semplice e anche se Shizukuishi cerca di concentrarsi sulle cose belle che insieme hanno condiviso, la mancanza di Shin’ichiro inizia a farsi sentire, insieme alla malinconia per la vita sulle montagne e l'unica cosa che sarà capace di farla tornare in sesto sarà un bellissimo viaggio compiuto insieme ad un insolito accompagnatore; l'amato e odiato Kataoka.


Continua il percorso di vita della giovane e unica Shizukuishi, che attraverso il suo modo di vedere il mondo e le persone che la circondano, affronta ancora una volta degli argomenti molto importanti, in particolar modo quella della fine di un amore.
Anche in questo libro i punti di riflessioni sono moltissimi, come anche le citazioni che meritano attenzione, come il ragionamento di Shizukuishi sul fatto che una persona che si è amato non si potrà mai odiare e che anche una volta separati le cose belle resteranno comunque all'interno di noi. Un pensiero che io condivido a pieno e che mi è piaciuto moltissimo.
In "Il giardino segreto" ritroviamo inoltre tutti i personaggi della serie da Kaede, il sensitivo per cui Shizukuishi  prova un affetto assoluto, Kataoka che da "antagonista" pian piano sta diventando una persona su cui la ragazza può contare davvero, alla cara nonna che nonostante la sua lontananza è sempre pronta a dare alla nipote preziosi consigli.
Particolare importanza in questo libro è anche il rapporto tra Kaede e Shizukuishi, rapporto che nel primo libro "Andromeda Heights" mi aveva conquistato e che in questo terzo capitolo si tinge con una veste un po' diversa; a metà tra l'affetto profondo e il vero amore, quello tra i due giovani è un amore unico e assolutamente speciale.
Lo stile di Banana Yoshimoto è come sempre eccelso, scorrevole ma mai banale, ricco di profondità e significato.
Non vedo l'ora di concludere questa serie con l'ultimo capitolo "Another World" che chissà cosa potrà ancora regalarmi.

Voto: 7

Frase: "Quando si lascia andare qualcosa, ci si assicura una porzione di spazio in più. Basta rivolgere lo sguardo in quella direzione per sentire arrivare nuovi profumi"


Banana Yoshimoto nasce a Tokyo il 24 luglio del 1964, figlia di Ryumey Yoshimoto, celebre poeta e scrittore, fin da piccola è decisa a fare la scrittrice. 
Nel 1987 si laurea e per alcuni tempi si guadagna da vivere con lavorando come cameriera e in un campo da golf, portando avanti quando possibile le sue grandi passioni, quella per i manga e per i film e i libri del terrore.
Proprio in quegli anni esordisce con Kitchen che darà inizio alla sua folgorante carriera e al "Fenomeno Banana". 
Fin'ora ha all'attivo la bellezza di quaranta libri, molti dei quali tradotti in tutto il mondo.
"Il giardino segreto" fa parte della quadrilogia Il Regno, preceduto da "Andromeda Heights"  e 
"Il dolore, le ombre, la magia" e seguito da "Another World".