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venerdì 30 agosto 2019

Recensione; "Mia" di Ivan Zaytsev

Seconda recensione di giornata che va un po' fuori dai generi che di solito tratto. Non mi è mai capitato prima, infatti, di leggere qualche biografia, di personaggi famosi o meno famosi che siano. Questa volta però ho voluto fare un eccezione e da appassionata di sport quale sono non potevo perdermi "Mia", l'autobiografia del grande campione italiano di pallavolo Ivan Zaytsev, scritta con il supporto di Marco Pastonesi, giornalista e scrittore sportivo. Qui sotto trovate la mia recensione


Titolo: Mia

Sottotitolo: Come sono diventato lo Zar fra pallavolo e beach volley, amore e guerre
Autore: Ivan Zaytsev e Marco Pastonesi
Paese: Italia
Genere: Autobiografia
Pagine: 280
Anno di pubblicazione: 2018
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo di copertina: 18 euro copertina rigida, 13 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Ivan Zaytsev è un giocatore di pallavolo. Ma definirlo solamente in questo modo sarebbe assolutamente riduttivo. Perchè Ivan Zaytsev è anche un uomo, un figlio, un marito, un padre, è un compagno, è un trascinatore, ma è anche un ribelle, un rivoluzionario, uno che ha fatto tanti errori nella sua carriera che è stato capace di scendere a compromessi con essi e che, soprattutto, per il suo Paese e il suo sport ha dato tutto, cuore, sudore, fiato. In questo libro lui si racconta, supportato dalla sapiente esperienza narrativa di Marco Patonesi, partendo dalla sua infanzia, approfondendo il complicato rapporto con il padre, Slava, grande palleggiatore che con la Russia ha vinto tutto l'immaginabile, compreso l'oro olimpico, passando per l'esordio nella pallavolo, fino ad arrivare ai vertici, la convocazione in Nazionale, i conflitti con Berruto, la seconda possibilità con Blengini ed infine il sogno di Rio 2016. Oltre alla sua carriera, lo Zar ci parla anche della sua sfera personale raccontandoci l'amore per Ashiling, le emozioni vissute quando è diventato padre di Sasha, il suo primogenito, e il rapporto coltivato ed arricchito per i suoi compagni che infondo, fanno parte della sua grande famiglia. Questo libro forse non vanterà un prosa forbita, spesso le frasi sono sconclusionate ma certamente contiene all'interno di sè tante emozioni che trovano sfogo nello specifico delle splendide foto all'interno. è indubbio il fatto che per comprenderlo a pieno è necessario  "masticare" un po' di pallavolo ma se siete appassionati come me e volete approfondire una delle figure più chiacchierate degli ultimi anni, non potete di certo farvelo scappare.

Voto: 8

Frase: "Il bello della pallavolo è che fino all'ultimo, finché la palla non cade a terra, te la puoi giocare, non hai ancora vinto, ma soprattutto, non hai ancora perso, e se la partita gira, se il vento cambia, se l'aria tira, la storia non è ancora stata scritta."



Ivan Zaytsev è nato a Spoleto nel 1988, ha iniziato a giocare a pallavolo a sette anni. È schiacciatore e opposto nella Sir Safety Umbria Volley in Serie A. Con la Nazionale italiana ha vinto 4 argenti (tra cui alla Coppa del Mondo del 2015 e alle Olimpiadi di Rio del 2016) e 5 bronzi (tra cui alle Olimpiadi di Londra del 2012 e agli Europei del 2015). "Mia" è la sua autobiografia, scritta con Marco Pastonesi.


venerdì 2 agosto 2019

Recensione; "Figlie ferite dell'Africa" di Denis Mukwege

Buon venerdì a tutti cari amici lettori!
Eccomi finalmente da voi per concludere il capitolo Luglio ed andare alla scoperta delle letture che mi terranno compagnia durante questo Agosto appena iniziato. Il primo libro di cui vi voglio parlare è una bella novità, pubblicata a metà Maggio da Garzanti; "Figlie ferite dell'Africa. La mia battaglia per salvare le donne dalla violenza" saggio autobiografico scritto da Denis Mukwege, celebre medico congolese vincitore del Premio Nobel per la pace nel 2018. Si tratta di un opera molto interessante ma anche tragica e sconvolgente, attua per aprire gli occhi su fatti terribili che noi avremmo paura anche solo ad immaginare ma che le donne africane vivono ogni giorno. Se siete interessati a saperne di più, qui sotto trovate la mia recensione


Titolo: Figlie ferite dell'Africa
Sottotitolo: La mia battaglia per salvare le donne dalla violenza
Autore: Denis Mukwege
Paese: Congo
Genere: Saggio/Autobiografia

Pagine: 239
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice italiana: Garzanti
Prezzo di copertina: 18 euro copertina rigida
Ebook: 12.99 euro
Link per l’acquisto Amazon e ibs






Denis Mukwege è un uomo straordinario. O forse è un uomo come tutti gli altri ma che ha deciso di dedicare la propria vita a fare di tutto per salvare le donne del suo paese, il Congo, dalle più terribili violenze a cui sono disgraziatamente più volte vittime; donne che hanno subito stupri, mutilazioni, che sono state private della dignità e della compassione, venendo infine emarginate ed abbondate a sè stesse. Donne che vivono tra gli altopiani più sperduti del Paese, costrette a partorire i propri figli totalmente da sole, a vederli morire tra le loro braccia o nell'atto proprio di venire al mondo e doversi fare chilometri a piedi prima di trovare qualcuno in grado di aiutarle. Denis Mukwege, dottore della città di Bukavu ha deciso di dare loro una voce portando il mondo intero a conoscenza della loro terribile situazione ed, in questo modo, mettendosi in grave pericolo. Agli occhi della sua patria lui è un traditore, un diffamatore responsabile solo di abbassare la stima del mondo nel suo Paese e per questo più volte ha rischiato di essere vittima di terribile attentati. Ma Denis Mukwege è un uomo che la morte la conosce bene, ne ha avuto a che fare fino da quando era ancora in fasce e ha rischiato di morire per una brutta infezione e la ritrova ogni giorno nella sorte dei suoi pazienti. Denis Mukwege, nonostante tutto, non ha paura. E vuole raccontare la sua storia a chi ha il cuore di ascoltarla.


Fin dal principio risulta chiaro che questo non sia un libro adatto a tutti; le storie e le scene che racconta potrebbero sconvolgere e segnare i lettori più sensibili ma è anche vero che è proprio questo il suo scopo. Dare un chiaro messaggio e permette, soprattutto a noi occidentali di capire che certe cose capitano davvero in quelle zone colpite da continue guerre e crudeltà. Denis Mukwege ci porta alla scoperta del suo paese, il Congo, inizialmente colonia belga, caratterizzata da una forte influenza europea, soprattutto svedese, e negli anni continuamente soggetta a continui colpi di stato, guerre e crisi politiche e sociali. Per la sua posizione, il Congo è stato anche campo su cui si sono combattute diverse e sanguinose guerre tra tribù indigene ed è proprio tra queste atrocità che l'autore vuole raccontarci la sua storia e quella delle donne che ha promesso di proteggere, come medico ma anche e soprattutto come uomo. La vita di questo dottore è senza alcun dubbio una vita difficile, caratterizzata da tanti episodi cruenti e dolorosi, fin dalla prima infanzia ha infatti dovuto convivere con la sofferenza che si è poi concretizzata quando ha deciso di rischiare tutto per dare voce alla parte più indifesa del suo Paese e vedendo i suoi pazienti uccisi nel letto del suo stesso ospedali e cari amici e parenti brutalmente ammazzati per la sola colpa di averlo difeso. Denis Mukwege è quindi un uomo che porta un grave peso sulle spalle ma che allo stesso tempo riesce a conservare una speranza per il futuro che lascia proprio senza fiato. In quest'opera ci vuole raccontare la sua storia e lo fa spiegandoci la situazione politica che ha caratterizzato il suo Paese negli ultimi vent'anni e raccontando le storie delle donne che ha avuto modo di incontrare nella sua carriera di medico; stargli dietro nel suo racconto però non è così semplice, la narrazione infatti non procede in ordine cronologico ma saltando da un avvenimento all'altro e per seguire ogni passaggio bisogna possedere una grande concentrazione. Del resto però questa non è un opera che si può leggere con poco impegno perchè merita tutto il nostro trasporto e il nostro coinvolgimento sia mentale che emotivo. Chi ama le biografie e soprattutto è interessato a scoprire una parte dell'Africa purtroppo poco conosciuta troverà in questa opera una lettura indimenticabile, proprio come l'animo della persona che l'ha scritta.

Voto: 7.5

Frase: "Verrà il giorno in cui una sola voce, quella di tutto il popolo e di tutte le chiese, si leverà così forte da spazzare via le forze del male. Solo allora, forse, potremo finalmente voltare pagina"


Denis Mukwege è nato il 1 marzo 1955 a Bukavu, in Congo. Terzo di nove figli, ha studiato medicina in Burundi prima di specializzarsi in Francia in ostetricia e ginecologia. Nel 1998 ha fondato l'ospedale di Panzi, impegnato nella cura di donne vittime di stupro. Per il suo impegno ha ricevuto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 2014 e quattro anni dopo si è meritato il Premio Nobel per la pace. "Figlie ferite dell'Africa. La mia battaglia per salvare le donne dalla violenza" è la sua autobiografia.