lunedì 12 febbraio 2018

Dal libro al film; Chiamami col tuo nome



Dopo aver letto "Chiamami col tuo nome" libro scritto dall'autore egiziano statunitense André Aciman, non potevo trattenermi dal vedere anche il celebre film omonimo diretto dal regista italiano Luca Guadagnino e diventato celebre per essersi guadagnato la bellezza di quattro candidature ai prossimi Premi Oscar miglior attore protagonista, migliore sceneggiatura non originale, miglior canzone ("Mystery of Love" di Sufjan Steven) e miglior film.
Scritto da James Ivory partendo da un soggetto curato da Aciman, Guadagnino e Walter Fusano, il film è il terso ed ultimo film della cosiddetta "trilogia del desiderio" di Luca Guadagnino di cui fanno parte anche "Io sono l'amore" e "The Big Splash".
Il film è stato in fase di produzione fin dal 2007 quando i produttori Peter Spears e Howard Rosenman hanno acquistato i diritti del romanzo ma le riprese sono iniziate ufficialmente solo nel 2016 quando James Irvoy e Luca Guadagnino, inizialmente co-dirigente e consulente alla location, hanno ottenuto i loro ruoli definitivi. L'anteprima mondiale è avvenuta al Sundance Film Festival il 22 gennaio 2017 ed è stato successivamente distribuito in Regno Unito e negli Stati Uniti. In Italia è giunto il 25 gennaio 2018.
Passiamo ora a quello che è il mio personale giudizio; se avete letto la recensione del libro (che se volete potete leggere qui) sa che non ha propriamente colpito e quindi ero molto curiosa di vedere la storia proiettata sullo schermo.
La prima cosa che mi ha colpito (e anche un po' stranito) è stata la scelta di ambientare la storia non nella riviera ligure, come appariva nel libro, ma bensì il una zona indefinita del centro italia, indicatamene nella zona vicino Crema, dove sono avvenute le riprese.
Ho trovato azzeccata la scelta dei personaggi principali; Timothée Chalamet e Armie Hammer sono risultati convincenti nei ruoli di Elio ed Oliver, i due ragazzi che nella storia si innamorano e vivono una grande e profonda passione.
Ho apprezzato veramente molto anche la scelta di aumentare lo spessore del personaggio del padre di Elio, il professor Samuel Perlman, interpretato da Michel Stuhlbarg, nel libro molto più incisivo che nel libro sia per quella piccola parte ambientata sul lago che svela il suo lavoro, sia soprattutto per il meraviglioso discorso al figlio sull'amore e la vita. Assolutamente la parte più bella di tutto il film.
Prima di vederlo avevo già sentito alcune mie colleghe blogger che avevano letto il libro lamentarsi del fatto che nel film mancasse necessariamente una parte fondamentale, quella che riguarda il flusso di coscienza di Elio ed affettivamente mi ritrovo a darle ragione, ance io ho sentito questa mancanza e ammetto che alcune parti del film non le avrei capite del tutto se non avessi prima letto il libro.
Un'altra cosa che mi è dispiaciuta è stata l'esclusione della parte che riguarda i futuro dei due giovani che nel libro s'incontrano dopo diversi anni e parlano di quella lontana estate, un particolare a mio avviso fondamentale per capire che la vita dei due continua e non è destinata a finire in quell'estate, come viene lasciato intendere nel film.
Ci sono un paio di cose che comunque ho veramente apprezzato; in primo luogo la strepitosa interpretazione di Timothée Chalamet che è stato capace di donare ad Elio quella parte di debolezza e sofferenza che nel libro è un po' mancata ed infine il grandissimo lavoro nel ricreare le atmosfere tipiche degli magici anni 80'; in alcuni punti, come ad esempio la scena in cui i ragazzi ballano nella piazza del paese mi sembrava quasi che la pellicola fosse stata realizzata proprio in quegli anni e una produzione moderna.
Detto questo, il film, come il libro, non mi è dispiaciuto, ma non mi ha nemmeno conquistato del tutto. Se dovessi dargli un voto, anche per lui sarebbe appena un sette.


Recensione; "L'ultima sera di Hattie Hoffman" di Mindy Mejia

Buon lunedì a tutti cari amici lettori!
Eccomi pronta ad iniziare una nuova settimana insieme a voi analizzando il primo dei due libri che ho letto durante il fin settimana.
"L'ultima sera di Hatte Hoffan" è un intrigate thriller scritto dall'autrice americana Mindy Mejia, che esordisce in Italia proprio attraverso questa sua seconda opera.
Un libro che mi aveva da subito intrigato e che alla fine non mi è assolutamente dispiaciuto, nonostante...
Continuate a scorrere e lo scoprirete.


Titolo: L'ultima sera di Hattie Hoffman
Autore: Mindy Mejia
Paese: Stati Uniti
Titolo originale: Everything you want me to be 
Genere: Thriller
Pagine: 381
Prima pubblicazione: 2016
Casa editrice italiana: Einaudi 
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo di copertina: 19 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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La sera di sabato 22 marzo 2008, la sedicenne americana Hattie Hoffman ci reca all'aeroporto con una busta piena di soldi e la volontà di tentare di scappare a New York. Una manciata di giorni dopo, al seguito di una recita scolastica, viene ritrovata morta all'interno di un vecchio magazzino abbandonato.
Lo sceriffo di Pine Valley, piccola comunità nelle campagne del Minnesota, Del Goodman, caro amico di famiglia degli Hoffman dovrà scoprire l'assassino della giovane che ha visto crescere andando a smuovere i retroscena di una ragazza che tutti pensavano conoscere attraverso le testimonianze degli amici, del fidanzato Tommy e del misterioso BookNerd, nickname della persona con cui Hattie aveva una relazione segreta. Il tutto oscuramente tinto da una maledizione nata secoli prima.


Una dote fondamentale di questo libro è senza dubbio la bellezza e scorrevolezza dello stile di scrittura, capace fin dalle prime pagine di incollarti alle pagine.
La narrazione è scritta in prima persona e alternata dai tre personaggi principali, Del, incaricato degli indagini, Peter Lund, il giovane professore di lettere appena arrivato a Pine Valley, e soprattutto la giovane Hattie che racconta i retroscena che hanno portato alla sua prematura morte. Tutti e tre i punti di vista, permettono a loro modo di giungere pian piano verso la verità.
L'ambientazione è quella della piccola cittadina di campagna americana dove si vive di agricoltura, tutti si conoscono e un fatto così terribile come un omicidio, soprattutto quello di una ragazzina, è capace di sconvolgere totalmente la vita di tutti. Non propriamente un idea originale ma che, come i grandi classici, permette sempre di donare alla storia quell'alone di mistero che non manca mai.
Approfondendo questo fattore devo ammettere di aver trovato diverse cose che potessero definirsi "già viste", in particolar modo quella che riguarda la tematica fondamentale ossia la storia l'amore nata tra Hattie e il suo professore, costretto a lasciare la città e in profonda crisi matrimoniale dopo i numerosi tentativi falliti di avere dei figli. Devo ammettere di aver storto un po' il naso quando ho iniziato ad intuire che la storia sarebbe andata a parare in quella direzione perchè effettivamente si tratta di un contesta già ampiamente affrontato all'interno di romanzi e thriller.
Nonostante ciò, dandogli fiducia e lasciandomi trasportare dallo stile di scrittura, ho trovato nella lettura degli sbocchi veramente apprezzabili e una storia tra i due protagonisti che non si tratta solo di una sfrenata e impossibile passione ma di un amore vero proprio che è stata effettivamente capace di colpire la parte più romantica di me.
Quella della prevedibilità è forse la sola grande pecca di questo thriller che promette benissimo che si va un po' ad incastrata strada facendo e offrendo un intreccio narrativo che, a parte forse l'iniziare riferimento all'inquietante maledizione del Macbeth, celebre dramma teatrale di Shakespeare, risulta decisamente facile da risolvere.
Detto questo dare il voto a questa lettura mi ha messo un po' in difficoltà, se avessi dovuto premiare lo stile di scrittura, i personaggi e la scelta di analizzare aspetti fondamentali dell'anima umana gli avrei dato assolutamente un nove, se avessi invece dovuto valuta la storia nel complesso e gli aspetti thriller avrei potuto dare solamente una sufficienza. E visto che mi dispiaceva dare poco ma non potevo nemmeno dare tantissimo mi sono piazzata nel mezzo, così non faccio torto a nessuno.

Voto: 7.5

Frase: "Il tema di fondo del Macbeth è un altro; è il desiderio. Cosa succede al protagonista, cosa potrebbe succedere a ognuno di noi, quando decide di abbandonarsi ai suoi desideri più oscuri? Cosa perdiamo di noi stessi quando oltrepassiamo quel confine? E che prezzo dovranno pagare le persone che ci sono vicine?"


Mindy Mejia è nata e vive nel Minnesota.
Dopo un master alla Hamline University si è dedicata esclusivamente alla scrittura.
"L'ultima sera di Hattie Hoffman", suo secondo romanzo, è il primo ad essere stato tradotto in italiano.

venerdì 9 febbraio 2018

Consiglio per il weekend; "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde

Ed eccoci arrivati all'ultima rubrica della settimana, ossia quella che riguarda il mio personale consiglio di lettura per il weekend.
Come sapete questa è stata la settimana del mio compleanno e quindi ho pensato di dedicare questo spazio a quello che è senza alcun dubbio il mio libro preferito; "Il ritratto di Dorian Gray" il meraviglioso libro scritto da quell'immenso genio che è stato Oscar Wilde!
Non c'è lettore che si rispetti che, o a scuola o in privato, abbia almeno sentito parlare di questo libro, per quanto mi riguarda è stato uno dei pochissimi che ho addirittura letto in lingua originale e tutta la storia e soprattutto i bellissimi personaggi ancora oggi conservano un posto nel mio cuore.
Se ancora non avete avuto modo di leggerlo, o l'avete fatto magari in maniera un po' forzata, vi invito caldamente a farlo e perdervi anche voi tra le sue intramontabili pagine.
Vi mando il mio più caro saluto. Vi aspetto lunedì con una nuova settimana piena di libri.


Titolo: Il ritratto di Dorian Gray
Autore: Oscar Wilde
Paese: Irlanda
Titolo originale: The Picture of Dorian Gray
Genere: Classico
Pagine: 185
Anno di pubblicazione: 1890
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Trama:
Il bellissimo Dorian riesce a conservare intatte gioventù e avvenenza, nonostante le dissolutezze cui si abbandona: è infatti un suo ritratto, tenuto nascosto, a invecchiare al suo posto. Manifesto del decadentismo inglese accolto dalla critica vittoriana con scandalo e furiose polemiche, e compendio della "filosofia" wildiana nella sua negazione di ogni credo al di fuori del piacere, "Il ritratto di Dorian Gray" (1890) afferma la supremazia dell'artista sulle leggi morali e sulle convenzioni sociali. Idee che Wilde praticò e pagò in prima persona, volendo "vivere la propria vita come un'opera d'arte" e difendere i valori dell'arte, della cultura, dell'uomo.

Segnalazione; "Henry" di Giovanni Mastrangelo

Buongiorno venerdì a tutti cari amici lettori!
Prima di salutarvi con il mio consueto consiglio di lettura per il weekend ho un ultima cosa da recuperare. In settimana è infatti uscita su Thrillernord la recensione di un interessante libro che ho avuto modo di leggere lo scorso mese; "Henry" di Giovanni Mastrangelo.
Ambientato a Roma, il Giallo ci porta ad analizzare le vite di alcuni tossicodipendenti che si intrecciano nelle vicende che vedono come inizio l'omicidio di un noto spacciatore.
Tra locali notturni, traffici internazionali e affari malavitosi veniamo messi a contatto con i sentimenti di queste anime tormentate, dai trascorsi molto diversi ma tutti in qualche modo arrivati sul ciglio del baratro nella quale sono sul punto di cadere.
Qui sotto vi lascio la scheda, la trama e il link Thrillernord per leggere la recensione completa!



Titolo: Henry
Autore: Giovanni Mastrangelo
Paese: Italia
Genere: Giallo
Pagine: 269
Casa editrice: La nave di Teseo
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo di copertina: 14 euro copertina flessibile
Ebook: 6.99 euro 

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Trama:
Nina insegna aerobica a Roma, conosce Gianni, un ventenne spiantato, e Rocco, cinquant’anni, ex fotografo. Tutti e due con un passato da eroinomani. Grazie a loro Nina si trova coinvolta prima in un omicidio, poi in uno scontro sempre più efferato tra gli Africani e la banda di Civitavecchia, due gang che si contendono la vendita di Henry (l’eroina di qualità superiore, nel gergo degli spacciatori). Le indagini sono condotte da Silvestri e Bellucci, due poliziotti molto anomali, come anomala è la città che Nina scopre a poco a poco, tutta popolata da stranieri.


giovedì 8 febbraio 2018

Dal libro al film: "Un giorno"-"One Day"


Lunedì abbiamo discusso insieme di libro di David Nicholls "Un giorno", pubblicato in lingua inglese nel 2009 e arrivano in Italia nel 2011. La sera stessa averlo finito ho voluto vedere anche il film, la cui visione rimandavo da diverso tempo proprio aspettando di leggere prima il libro.
La pellicola, pubblicata proprio lo stesso anno dell'uscita italiana del libro, che, a differenza di quest'ultimo, mantiene il titolo originale "One Day, è diretta dalla regista danese Lone  Wrede Scherfig ed è interpretato da due eccezionali attori; Jim Sturges ed Anne Hathaway.
Il fatto di aver avuto modo di gustarlo esattamente dopo aver concluso il libro mi ha permesso di maturare un confronto totalmente a caldo ed avere ancora più chiare le varie possibili differenze.
Come la maggior parte della trasposizioni che scelgono di dare all'autore del libro il compito di scrivere la sceneggiatura, il film risulta attingere moltissimo alle vicende narrate nel libro con eccezione di piccolissime differenze come ad esempio la scelta di ambientare i vari viaggi fatti dai protagonisti tutti in Francia; Dexter, infatti, invece di insegnare inglese per un periodo a Roma lo farà a Parigi e la vacanza di lui ed Emma non sarà in Grecia ma sempre nel Sud della Francia.
Oltre a questi sono veramente pochi i cambiamenti che ho potuto notare e questo è già di per sè un motivo di pregio. In più in questo caso è successa una cosa che difficilmente accade. Quei minimi cambi di forma e battute tra ciò che è narrato nel libro e quello che vediamo nel film riescono a donare davvero quel trasporto e quella emozione che nel libro a mio avviso è un po' mancato.
Il merito è senza dubbio da dare ai due grandi interpreti, sia Anne Hathaway, il cui talento era stato già ampiamente dimostrato in moltissime occasione, che Jim Sturges, attore che personalmente non conoscevo, ma che mi colpito ed emozionato molto nella sua interpretazione di Dexter, senza dubbio un personaggio non facile da ricreare.
Tra gli altri personaggi ho apprezzato molto la madre di Dexter, interpretata da Patricia Clarkson, e Ian, il fidanzato di Emma, molto divertente con Rafe Spall. Ho trovato invece un po' poco sviluppato il padre di Dexter interpretato da Ken Stoff, il cui ruolo all'interno del libro avevo apprezzato di più e un po' diversa Sylvie Cope, la prima moglie di Dexter, interpretata da Ramola Garai, descritta decisamente più antipatica di quanto apparisse in libro. Non so se questo fosse una cosa voluta ma in qualche modo mi è anche un po' dispiaciuto.
Detto questo, vi invito assolutamente a vedere il film. A mio avviso, uno dei pochi ad essermi piaciuto più del libro da cui è tratto.

Recensione; "Chiamami col tuo nome" di André Aciman

Buongiorno amici lettori!
Scusatemi tanto per l'assenza di questi giorni ma ho avuto alcuni problemi con la connessione che mi ha lasciato a spasso fino a questa mattina.
Dovete sapere che mi siete mancati moltissimo e che non vedevo l'ora di raccontarvi le mie letture di questi giorni! Per cui bando alle ciance e veniamo al punto con la mia ultimissima lettura ossia "Chiamami col tuo nome" di André Aciman, libro di cui si sta parlando moltissimo per via del film candidato agli Oscar e a cui non potevo proprio resistere un po' per via dei commenti positivissimi, un po' perché si tratta di una storia d'amore gay e un po' anche per via della copertina che, da amante dei tuffi quali sono, ho trovato bellissima!
Detto questo, ecco la mia recensione.



Titolo: Chiamami col tuo nome
Autore: André Aciman
Paese: Egitto/ Stati Uniti
Titolo originale: Call me by your name
Genere: Romanzo
Pagine: 271
Casa editrice: Guanda
Anno di pubblicazione: 2007
Prezzo di copertina: 17 euro copertina flessibile
Ebook: 9.99 euro
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Estate del 1987. Elio Perlman è un ragazzo ebreo italiano di appena diciassette anni. Figlio di un professore universitario, si trova a passare ogni estate condividendo alcune zone nella grande casa nella riviera ligure con uno studente impegnato della stesura della tesi di laurea, cosa che gli ha sempre dato un po' fastidio, fino a quando quella particolare estate dal taxi che si ferma di fronte a casa esce Oliver, ebreo americano ventiquattrenne, dalla grande bellezza e dai modi un po' bruschi. Tra i due nasce da subito un rapporto molto particolare che si porterà avanti per tutta l'estate e che porterà Elio a ragionare sulla vera natura dei suoi sentimenti e in seguito a buttarsi a capofitto in una grande passione che lo porterà a scoprire parti di lui fino ad allora nascoste e gli rimarrà dentro per tutta la vita.



Tutta la storia viene racconta dal personale punto di vista di un Elio ormai adulto che decide dare voce all'estate che lo ha per sempre. Torna quindi indietro ai suoi diciassette anni e attraverso uno stile di narrazione diretto e semplice, che si adatta perfettamente con la sua giovane età, ci mostra senza filtri la sua bellissima storia d'amore con un altro giovane uomo, Oliver, che per caso si è conquistato un posto fondamentale nella sua vita.
La presenza dei pochi personaggi permette di focalizzare la totale attenzione sui i due protagonisti e in particolar modo su Elio, il cui flusso di coscienza è costante all'interno della narrazione; per tutta la lettura il lettore è messo di fronte alle sue più profonde emozioni, dai batticuori alle inquietudini, dall'irresistibile passione alla gelosia, niente di tutto questo viene nascosto a mio avviso questo è il pregio migliore di tutto questo libro.
Ho trovato anche molto carino il fatto di ambientare la storia in un posto non totalmente definito, sappiamo che la casa dei genitori di Elio si trova sul mare, da qualche parte sulla riviera ligure a poca distanza da un paese il cui nome inizia per "B". Nulla più che questo e alcune descrizioni di posti mozzafiato che solo il nostro bellissimo Paese può vantare.
Dopo aver analizzato i pregi, mi tocca ahimè passare ai difetti.. che non definirei propriamente difetti.
Diciamo che ultimamente io ho un grande problema con i libri che ricevano tante recensioni positive; come per "L'arminuta" lo scorso bene, anche con questo libro io mi aspettavo veramente tantissimo, mi aspettavo che mi sconvolgesse, che mi entrasse dentro per rimanerci a vita.. e invece anche questo volta così non è successo..
Ho trovato una bella storia, senza dubbio, profonda, a tratti molto toccante, non posso assolutamente dire che sia un brutto libro ma.. ecco, c'è quel ma che non dovrebbe esserci.
La storia alla fine non è riuscita totalmente a coinvolgermi, a parte tutto ciò che riguarda il particolare rapporto tra Elio ed Oliver, un rapporto in cui si diventa così tanto uniti da non capire nemmeno più qual'è il confine che divide l'uno dall'altro, ho trovato ben poche cose che mi abbiano colpito.
Ultima cosa, forse sono stata l'unica, ma io ho provato una netta antipatia nei confronti dei due personaggi, in special mondo per Oliver, che ho trovato superficiale, decisamente più infantile di Elio e davvero troppo pieno di sè. Quando partiamo così, capite che non è possibile dare un voto molto alto..
In conclusione, questa sera o domani andrò a vedere il film quindi potrò fare il confronto e senza dubbio la prossima settimana vi farò conoscere la mia opinione al proposito.

Voto: 7

Frase: "Fra trenta, forse quarant'anni tornerò qui e ripenserò a una conversazione che non potrò mai dimenticare, per quanto un giorno io possa desiderarlo. Ci verrò con mia moglie e i miei figli, mostrerò loro il panorama, indicherò la baia, i caffè, il Le Danzing, il Grand Hotel. Poi mi metterò qui in piedi e chiederò alla statua e alle sedie con lo schienale di paglia e ai traballanti tavolini di legno di ricordarmi un certo Oliver"


André Aciman è nato il 2 gennaio 1951 ad Alessandria d'Egitto da una famiglia ebraico-sefardita di origini turche. Nel 1965 insieme alla famiglia scappa dalla persecuzioni degli ebrei promosse dal presidente Nasser e arriva a Roma dove continua a studiare nelle scuole di lingua inglese.
Nel 1969 avvenne un altro trasferimento, questa volta a New York dove Aciman si stabilizza, si laurea nel 1973 al Lehman College e inizia ad insegnare alla City University. Attualmente vive con la famiglia a Manhattan. Il suo esordio letterario avviene nel 2007 con "Chiamami col tuo nome" di cui il regista Luca Guadagnino nel 2017 ha creato un film candidato agli Oscar di quest'anno.
Di sua pubblicazione anche "Ultima notte ad Alessandria", "Notti bianche", "Città d'ombra", "Harvard Square" e "Variazioni sul tema originale".


lunedì 5 febbraio 2018

Recensione: "Un giorno" di David Nicholls

Buon lunedì a tutti cari amici lettori e soprattutto.. TANTI AUGURI A ME!!
Ebbene sì, è giunto il momento. Questa notte ho detto addio ai miei ventidue anni per accogliere questi nuovissimi ventitrè.
Quello che mi porteranno non lo so.. ma almeno spero che saranno accompagnati da tanti bellissimi libri!
Proprio a questo proposito voglio parlarvi del libro che ho finito di leggere proprio ieri pomeriggio, un opera di cui avevo sentito tanto parlare (soprattutto grazie alla celebre trasposizione cinematografica) e che ho trovato nella mia bancherella di libri usati preferita; "Un giorno" romanzo di David Nicholls.
Ecco la mia recensione


Titolo: Un giorno
Autore: David Nicholls
Paese: Inghilterra
Titolo originale: One Day
Genere: Romanzo
Pagine: 487
Casa editrice: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo di copertina: 18 euro copertina flessibile
Ebook: 7.99 euro 
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Tutto ha inizio il 15 luglio 1988, il giorno di san Swithin. Emma e Dexter hanno frequentato l'università insieme e dopo una notte di festeggiamenti per la laurea, i due vanno a letto insieme. Da quella unica notte di passione nasce tra di loro un rapporto d'amicizia unico e molto stretto che porteranno avanti per diversi anni e che verrà descritto ogni anno proprio in occasione di quell'anniversario. Saranno tante le cose che i due dovranno affrontare facendo affidamento l'una sull'altro, dall'iniziale sconforto per una vita che non da emozioni, alla scalata verso il successo, fino alla lotta per esaudire un sogno e la caduta libera verso il precipizio, un alternarsi continuo di alti e bassi che caratterizzano la vita fino a quando quella passione che sembrava essere stata sepolta anni prima torna prepotentemente a farsi gioco di loro, sconvolgendogli totalmente la vita.

La prima cosa che appare in questo libro è senza dubbio l'originalità della struttura per quanto riguarda la scelta dello scrittore di scrivere la storia ambientandola esclusivamente in una giornata, il 15 luglio appunto, a partire dal 1988 fino ad arrivare al 2007. Una scelta decisamente unica e che permette al lettore di vedere come la vita dei due protagonisti si evolve di anno in anno.
Bellissimo anche il rapporto tra Emma e Dexter, un rapporto che parte da una notte passata insieme e diventa quasi immediatamente una strettissima amicizia. I due sono estremamente diversi, lei è disciplinata, un po' timida, ironica ed equilibrata, lui invece è ribelle, eccessivo e totalmente fuori dagli schemi. Dex spinge Em a compiere azioni che da sola non farebbe mai, ad andare oltre i suoi limiti, Em è per Dex un importantissimo supporto, l'unica cosa capace di non farlo cade nei momenti di sconforto. Ovviamente tra i due non mancano le incomprensioni, i litigi e gli insulti, ma finiscono comunque per ritrovarsi e tornare ancora più affiatati di prima, proprio come deve essere in un rapporto come il loro.
Ho apprezzato molto la realtà che traspira da questi due personaggi, così complicati, tormentati e destinati a compiere mille errori. Non è difficile riconoscersi nei loro comportamenti e questo è sempre molto bello nella lettura di un libro.
Parlando invece per quanto riguarda il libro in sé, l'ho trovato senza dubbio facile da leggere, non ho avuto problemi nella lettura e ho provato una belle scorrevolezza; nella maggior parte della narrazione però non succede praticamente nulla di che, a parte in una delle ultimissime parti nel quale succede qualcosa che lascia davvero a bocca aperta per poi sfociare nuovamente in un finale che non mi completamente convinto. Sinceramente, seppur mi sia piaciuto molto il fatto che alla fine si sia ritornati indietro a quel giorno da cui tutto è iniziato, avrei preferito che fosse stato strutturato un po' meglio, forse in modo meno prolisso e con frasi più incisive.
Detto questo, è un libro che mi è piaciuto, che mi ha colpito ed emozionato e di cui ieri sera ho voluto assolutamente vedere il film... ve ne parlerò in settimana!

Voto: 7.5

Frase: "Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo! Di solito il consiglio era questo, ma chi aveva l'energia sufficiente per farlo?[...] Molto meglio cercare di essere buoni e coraggiosi e audaci e cambiare le cose in meglio. Non proprio cambiare il mondo, ma il pezzetto di mondo intorno a te. Esci allo scoperto con la tua passione e la tua macchina da scrivere e impegnati al massimo per.. qualcosa. Magari cambia la vita degli altri con l'arte. Coltiva le amicizie, non tradire i tuoi principi, vivi intensamente, appassionatamente. Apriti alle novità. Ama e fatti amare, se ti capita la fortuna"

David Nicholls è nato il 30 novembre 1966 a Eastleight, in Inghilterra.
Secondo di tre figli, si laurea in letteratura inglese e per diversi anni ha lavorato come attore e autore televisivo per la BBC prima di dedicarsi alla lettura. 
Il suo primo romanzo "Le domande di Brian" ha avuto un grande successo ed è stato seguito da "Il sostituto", "Un giorno" e "Noi". 
Due dei suoi libro sono diventati dei bellissimi film.